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[Citazione del momento]

Il corpo…prigione o tempio delle nostre emozioni?

category Psicologia 1 Luglio 2008 | |
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Tutti noi, nel corso della nostra crescita, della nostra vita, abbiamo vissuto la condizione del sentirci feriti, non amati, abbandonati, situazioni e sensazioni spiacevoli che sono divenute parti di noi, non solo nel senso strettamente psicologico ma anche fisico.

Già Freud tentò di dare una definizione al vissuto emozionale come “movimento del sangue”, espressione di quella energia psichica che egli stesso definì libido, un concetto ampliato e rivisto da uno dei suoi allievi più brillanti, Wilhelm Reich. Quest’ultimo ha il merito di aver fatto entrare per la prima volta il corpo nella stanza psicoanalitica, ritenendo che in esso le emozioni si sedimentassero in contratture e tensioni muscolari, fino a creare una vera e propria gabbia che egli ha definito “corazza muscolare”. Egli individua, altresì, una componente materiale della libido, l’orgone, quella particella più piccola della materia contenente l’energia sessuale, esprimibile pienamente solo mediante il rapporto sessuale. Secondo Reich l’organismo vivente si esprime con un doppio movimento che ha il suo corrispondente nel ritmo della pulsazione orgonotica: un movimento verso il mondo esterno che definiamo appunto e-mozione, che rappresenta un movimento di espansione la cui emozione corrispondente è il piacere; ed un movimento in senso inverso, orientato verso il corpo, definito da Reich ad-mozione, che rappresenta una chiusura, la cui emozione corrispondente è l’angoscia. Queste due forme emozionali opposte, al livello biofisico, si manifestano mediante due diverse correnti energetiche, uno di carica ed uno di scarica; pertanto, in base al presupposto che ogni tessuto possiede una carica energetica, è possibile parlare di corpo emozionale. ( Continua … )

Come i giovani vivono la masturbazione

category Atri argomenti 4 Giugno 2008 | |
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Da pochi anni abbiamo superato la soglia del duemila, spesse volte ci domandiamo se la nostra cultura, il nostro modo di pensare, di svolgere una relazione e di interagire fra persone, sono abbastanza maturi, evoluti tanto da affrontare con dignità e serenità qualsiasi tipo di problema sociale, morale umano.

Dopo un’attenta riflessione e verifica fatta con l’aiuto di molti adolescenti, devo dedurre che molta strada dobbiamo ancora percorrerla per arrivare a traguardi e obiettivi soddisfacenti che possano permetterci di rapportarsi e confrontarsi con altre culture occidentali in particolare quelle dell’Europa settentrionale e orientale.

Noi italiani siamo apprezzati in tutto il mondo per la nostra operosità e creatività, ma quando dobbiamo affrontare argomenti culturali che affrontano temi, problematiche riguardanti la corporeità e la sessualità in particolare affiorano i nostri limiti.

Questo Perché?

Probabilmente perché divulghiamo questo insegnamento e queste conoscenze ricche di tabù e paure dovuti alla nostra cultura dedita alla censura più ortodossa facendo divenire insormontabili le più elementari nozioni riguardanti l’uomo, il suo corpo, la sua sessualità. ( Continua … )

La fimosi mascherata

category Atri argomenti 20 Aprile 2008 | |
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Con quest’articolo, spero di non sollevare dure critiche, poiché si fa un richiamo attento a tutti quelli che operano nel settore sanitario con facile disinvoltura e mancanza di seria professionalità.

Il caso che descrivo è frutto di questa “operosità”.

Spesse volte i pazienti, sono vittime di certi medici che per superficialità, o mancanza di tempo, quindi di ascolto, non considerano l’essere umano come persona, ma un numero che si presenta all’ambulatorio e gli si prescrive la classica pillola o sciroppo senza soffermarsi per un attimo su ciò che egli prova o può pensare in quell’attimo; forse il paziente, timido e riguardoso spera che il medico gli rivolga qualche domanda sul vissuto, sul comportamento specialmente se si tratta di un soggetto giovane, ma l’attesa rimane vana.

Questo è dovuto spesse volte al super affollamento delle sale di attesa, le quali creano una sorte di ansia contro il tempo.

Perché affermo ciò?

Nel descrivere il caso lascio a voi trarne le conclusioni.

Nella mia esperienza di psicoterapeuta sessuologo, in questi ultimi tempi, mi si è presentato un giovane di ventinove anni il quale mi consultava, di nascosto senza informare la propria famiglia, per un’eiaculazione notturna frequente che lo rendeva alquanto nervoso e sofferente, durante le erezioni percepiva dolore.

Nel trascrivere l’anamnesi, mi rendevo conto che qualcosa non era chiaro; era un bel ragazzo, vestiva secondo la moda, si guardava continuamente allo specchio per osservare la propria immagine riflessa, aveva tutte le caratteristiche del narcisista. ( Continua … )