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[Citazione del momento]

Un’applicazione terapeutica dei sogni

category Programmazione neurolinguistica 6 Dicembre 2007 | |
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Alcuni conoscenti mi fecero sapere che un loro parente era stato ricoverato d’urgenza in una clinica ospedaliera. Aveva subito un intervento alla scatola cranica perché gli era stato riscontrato un ematoma cerebrale. L’intervento aveva provocato un’infiammazione ed il paziente era andato in coma.
Andai all’ospedale e l’anestesista m’informò che il degente era uscito dal coma e respirava in modo autonomo, ma lo staff medico era preoccupato per l’afasia e la deambulazione della metà destra del corpo.
Entrai nel reparto “terapia intensiva” insieme alla sorella del paziente e questa cominciò a parlargli; ma lo faceva così in fretta da non dare tempo al fratello di orientarsi. Le suggerii di parlare più adagio, seguendo il ritmo respiratorio del fratello, ma non era molto brava, perciò chiesi di far parlare me.
Aveva gli occhi aperti e mi guardava fisso mentre gli impartivo delle suggestioni ipnotiche (i pazienti sotto l’effetto d’anestetici o in stato di semicoscienza accettano le istruzioni meglio di chiunque altro).
Non era ancora in grado di orientarsi nel tempo e nello spazio e rinunciò a comprendere le mie parole. Suggerii che poteva comunicare qualcosa e non era davvero importante in che modo lo facesse, la cosa importante era comunicare. Dopo un po’ l’infermo fece muovere la maschera d’ossigeno che aveva sul viso. Chiesi ad un’infermiera di toglierla un momento perché il paziente voleva dire qualcosa. Questa un po’ seccata, acconsentì. Appena tolse la maschera, egli alzò la testa, diede un bacio alla sorella e pronunciò alcune frasi.
( Continua … )

Volare nei sogni

category Programmazione neurolinguistica 2 Dicembre 2007 | |
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Avevo fatto diverse acquisizioni sugli stati onirici, ma sognare di volare era difficile da interpretare. Mi domandavo spesso: “Perché, a volte, sogno di volare, che cosa vorrà mai significare?”. Non avevo mai accettato il simbolismo inconscio o metaforico per spiegare i sogni, infatti, i calcoli mi facevano ritenere che i sogni erano fabbricati nell’emisfero sinistro del nostro cervello, mentre l’area inconscia era localizzata in quello destro. Tuttavia, i conti non tornavano e continuavo a chiedermi perché mai sogniamo di volare.
Un giorno ebbi una rivelazione e riuscii a rispondere, in modo soddisfacente, alla domanda che mi ponevo da tempo.
Avevo compreso che gli eventi della giornata antecedente il sonno fossero rappresentati nei sogni come processi, ma ordinati in modo inverso. Avevo capito che questi servivano a farci orientare in modo istantaneo durante il risveglio e che operavano una sorta di salvataggio delle informazioni apprese nella giornata appena trascorsa. Tuttavia, le acquisizioni non mi aiutavano.
Riflettei su certi sogni che avevo fatto tempo addietro e finalmente scoprii una cosa nuova: nei sogni gli indici riferenziali originari si trovavano spostati. Mi spiego meglio. Una volta sognai di stare nella Villa della cittadina ove risiedevo, insieme ai miei due figlioletti, un maschietto e una femminuccia. Rimprovero il primo perché non vuole mettersi il cappello in testa, ero preoccupato che prendesse freddo. In realtà, i fatti della giornata trascorsa erano andati in modo leggermente diverso, era stata mia figlia a non voler indossare il cappellino, non il maschietto. Si era verificato uno spostamento: l’azione eseguita da mia figlia, era stata rappresentata nel sogno da mio figlio. Quando andai ad analizzare gli altri sogni, notai che in tutti era presente uno spostamento dell’indice riferenziale, non solo, ma gli indici comprendevano anche oggetti o cose. Sognai, una volta, di andare in pullman all’ufficio: ero andato a scuola con l’auto.
( Continua … )

I Sogni in Sintesi

category Atri argomenti 2 Dicembre 2007 | |
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I sogni assolvono diverse funzioni, tra cui: farci orientare istantaneamente dopo il risveglio, operare il salvataggio delle informazioni apprese nella giornata antecedente al sonno e caricamento di tutti i programmi comportamentali e di pensiero. Nel caso dovessimo svegliarci accidentalmente senza un sogno in corso avremmo grossi problemi a spostarci fisicamente nello spazio, a coordinare semplici movimenti, ecc.. Questa è la sintesi di alcuni miei articoli apparsi di recente su internet, tuttavia non ho citato il caso di una maestra, la quale raccontò che una sera, mentre era impegnata con una amica a studiare per prepararsi ad un concorso, si fece notte e si addormentò sui libri, ma improvvisamente sveglia si mise ad urlare terrorizzata perché non capiva cosa facesse quella donna a casa sua. Impiegò del tempo per orientarsi e riconoscere l’amica sconvolta dall’evento. Una signora, dopo aver letto i miei articoli, si è sentita rassicurata per un episodio capitato al figlio quindicenne. Una notte sentiva dei rumori, accese le luci e vide il figlio che gironzolava faticosamente nella stanza, ma non era in grado di esprimersi e spiegare cosa stesse facendo. Lei pensò ad un ictus, non sapeva cosa fare; subito intervenne il marito e insieme cercarono di soccorrerlo. Più tardi il ragazzo si riprese completamente e spiegò di aver accusato problemi dopo essersi svegliato, compreso una paralisi al braccio. Si era trattato semplicemente di un risveglio accidentale, ovviamente senza un sogno in corso.

Fisiologia e funzione dei sogni

category Atri argomenti 2 Dicembre 2007 | |
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Fisiologia
Il passaggio dallo stato di veglia a quello di sonno avviene in modo graduale e coincide con il rallentamento delle nostre funzioni fisiologiche. Il calo fisiologico, non appena giunge il livello critico, attiva l’emisfero sinistro (emisfero dominante del cervello), il quale inizia a costruire immagini, suoni e sensazioni: i sogni, con lo scopo di ripristinare i valori chimico-fisici dello stato di veglia. Dopo il ripristino avviene nuovamente il calo ed il ciclo si ripete per tutta la durata del sonno.
I sogni sono in grado di provocare l’innalzamento dei parametri chimico-fisici, ma devono essere continuamente interrotti per evitare che essi raggiungano valori elevati, quindi il rischio di farci svegliare. Le interruzioni continue provocano una condizione d’amnesia sempre più profonda, proporzionale alle interruzioni.
Durante il sogno, non avendo totale accesso all’emisfero destro, non abbiamo identità, né facoltà di ricordare, anzi la funzione mnemonica è circoscritta agli eventi della giornata appena trascorsa. Non abbiamo il concetto del tempo e delle distanze, né di residenza.
L’unica funzione mnemonica che rimane è quella di tipo spazio-temporale, la quale entra in attività mediante collegamenti rapidi d’accesso all’emisfero destro. Per svegliarci è indispensabile che entrino in attività entrambi gli emisferi e, precisamente, quando i collegamenti rapidi d’accesso all’emisfero destro si fanno sempre più frequenti. In questo caso, più coordinate spazio-temporali si congiungono e il sogno appare sempre più collegato alla vita reale.
( Continua … )

Ricordare i sogni

category Atri argomenti 2 Dicembre 2007 | |
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Cozze o pipistrelli?
Non molto tempo fa, leggendo su un cartello la scritta “cozze, provenienza italiana, 2,50 euro il kg ”, mi venne in mente il sogno che avevo fatto la notte: camminavo in un luogo paludoso e malsano, vedo delle cozze appese ad un arbusto, mi avvicino, ma le cozze si trasformano in pipistrelli rannicchiati. Probabilmente, l’insegna aveva ispirato il contenuto del sogno, pertanto, trovandomi dinanzi alla stessa scritta, automaticamente avevo ricordato il sogno.
Successivamente mi capitò qualcosa di simile. Dopo aver intravisto degli spiccioli di euro sparsi sulla mensola del caminetto, ricordai nuovamente un sogno: sul bancone di un negozio c’erano degli spiccioli di euro, dissi all’esercente che le monete non erano mie, forse qualche cliente le aveva dimenticate. La cosa interessante di quest’ultimo è che non sapevo ci fossero degli euro sulla mensola, ciò nonostante, le monete erano state rappresentate nel sogno. In sostanza gli eventi della giornata appena trascorsa sono rappresentati nei sogni, salvati e memorizzati, pertanto, iniziando dai sogni, si possono richiamare alla mente azioni vissute nello stato di veglia, anche quelle meno significative. Per eventi della giornata s’intendono anche idee, pensieri e ricordi, non sole esperienze vissute. ( Continua … )