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[Citazione del momento]

Dalla simbiosi all’autonomia: decorso naturale e patologia

category Atri argomenti 9 Ottobre 2012 | |
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Si ha una simbiosi quando due o più individui si comportano

come se formassero un’unica persona”.

(Schiff, 1980)

 

Aaron e Jacqui Schiff considerano la psicopatologia come il risultato di una relazione simbiotica non risolta. Una volta instaurata, la simbiosi fa sì che i partecipanti si sentano a proprio agio, ma questo agio ha un prezzo molto elevato in quanto implica il sacrificio di buona parte delle risorse individuali. In altre parole, si può dire che la stabilità viene acquisita a patto che entrambe le persone svalutino le proprie capacità, in modo che ciascuno senta di aver bisogno dell’altro.

Simbiosi naturale
La relazione simbiotica all’origine della vita garantisce al bambino la sopravvivenza attraverso la protezione, il nutrimento e il calore che la madre gli procura ma, con l’acquisizione delle capacità autonome, con lo sviluppo del sé e delle funzioni dell’Io, diviene man mano un terreno da cui prendere le mosse perché l’individuo possa esplorare modalità indipendenti di stare in vita.
Una struttura genitoriale positiva e coerente è in grado di offrire al figlio un’adeguata protezione e un clima di fiducia: occasioni che promuovono l’intimità ed occasioni che incoraggiano la separazione. Per ogni bambino è necessario incorporare i seguenti messaggi:
– Puoi risolvere i problemi
– Puoi pensare
– Puoi fare le cose
In termini analitico-transazionali l’incorporazione di questi messaggi si traduce nella capacità della persona di utilizzare efficacemente il problem solving, di disporre attivamente delle risorse dell’Adulto e nel sentire sia se stesso che l’altro Ok.

( Continua … )

La delusione del tradimento e l’illusione di coppia: una polarità significativa

category Psicologia 2 Dicembre 2007 | |
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Il concetto di polarità risale alle origine stesse della psichiatria e della psicologia e prima ancora alla filosofia orientale. Basti pensare al concetto del Tao, come una via di mezzo tra due entità opposte: lo Yang e lo Yin. Il taoismo era una forma di dualismo che riconosceva un equilibrio naturale nell’universo prodotto da forze contrastanti come la vita e la morte, il bene e il male, il giusto e sbagliato, ecc.. In Europa fu il filosofo greco Eraclito che scoprì il meccanismo che regola gli opposti. Egli lo definì “Enatiodrama”, una direzione che va in senso opposto, volendo con ciò significare che prima o poi ogni cosa tende al proprio opposto. Quindi i cambiamenti che avvengono in una direzione provocano dei cambiamenti corrispondenti nella direzione opposta, creando così un bilanciamento. Eraclito era profondamente consapevole del “conflitto” in cui si trovano le cose, senza il quale le connessioni fra gli opposti cesserebbero.

Un altro esempio in psicologia sul fenomeno delle polarità è la concezione dualistica di Jung. Egli sostenne che ciascuna qualità personale porta con sé un’uguale ed opposta qualità spesso nascosta alla coscienza, “Ombra”, ma con un’influenza ancora attiva sul comportamento. L’Ombra è la componente interiore della personalità che è stata repressa per mezzo di una forte resistenza. Essa rappresenta per Jung la sfera del potenziale non sviluppato. Tuttavia allo scopo di creare una tensione fra gli opposti, il contenuto represso deve essere reso cosciente. Senza di ciò risulta impossibile qualsiasi processo di cambiamento.

Il concetto junghiano di polarità è stato modificato successivamente dalla terapia della Gestalt. Quella che viene introdotta è la prospettiva che l’individuo rappresenta una sequenza infinita di polarità, anche organizzate in “coppie dinamicamente correlate” (Zerbetto, 1998) o “multilarità” (Zinker,1994). Ogni volta che una persona riconosce un aspetto di se stessa, la presenza della sua qualità polare è implicita. Ad esempio, se consideriamo la caratteristica dell’essere “riflessivo”, essa ci può apparire in primo piano, ma la sperimentiamo contro lo sfondo dell’essere “impulsivo”. Nella Terapia della Gestalt lo sfondo viene sempre considerato abbastanza potente da emergere come figura, se acquista energia. In riferimento a questo, Perls (1980) parlò di bisogni emergenti e sfuggenti. ( Continua … )

IL TRADIMENTO NELLA COPPIA

category Psicologia 2 Dicembre 2007 | |
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In questi ultimi anni si registra una sempre maggior consapevolezza dell’importanza dei legami sociali per la vita umana e, soprattutto, emerge, con sempre più chiarezza, il desiderio crescente delle persone di soddisfare il bisogno di entrare con gli altri in “relazioni intime”, cioè relazioni strette, prolungate nel tempo, implicanti vicinanza emotiva, capaci di promuovere il legame e di garantire rispetto, sostegno e comprensione. Questo implica il desiderio di entrare in relazione con un singolo individuo, con l’imprevista caduta delle barriere che esistevano fino a quel momento fra i due estranei. Successivamente ad una prima fase di innamoramento, esperienza d’improvvisa intimità e per sua stessa natura di breve durata, lo sconosciuto è diventato intimo e non ci sono più barriere da superare. La persona amata ci è nota come noi stessi, o almeno ci illudiamo che sia così, considerando il fatto che a volte è già difficile conoscere bene se stessi.

Non è facile sondare le profondità dell’altra persona, riuscire a penetrare interamente la sua personalità, in quanto quest’ultima è in continua evoluzione. Però per la maggior parte delle persone la propria personalità e quella degli altri è presto esplorata ed esaurita. Per loro l’intimità è stabilita principalmente col contatto sessuale. Spesso l’attrazione sessuale crea, sul momento, un’illusione d’unione, dando sollievo ad una tensione spasmodica. Ma il desiderio sessuale può essere stimolato dall’ansia della solitudine, dal desiderio di essere conquistato o di conquistare, dalla vanità, dalla volontà di ferire e persino di distruggere, oppure può essere stimolato dall’amore. ( Continua … )

RELAZIONE DI COPPIA – Come crescere bene insieme

category Psicologia 2 Dicembre 2007 | |
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Il matrimonio è un modo per risolvere insieme dei problemi, che altrimenti da soli non si avrebbero!

G. Gulotta

Il rapporto di coppia è un’interazione dinamica e persistente tra due persone che comunicano sull’illusione di una conoscenza reciproca più o meno approfondita. Ed è proprio la presunzione di conoscersi bene, che causa una serie di difficoltà relazionali. Infatti, spesso questo porta a scoprire con grande delusione che la persona che ci sta accanto da anni , non è quella che noi pensavamo, ma ha dei lati della personalità che sono stati inconsciamente o intenzionalmente tenuti nascosti, cercando di mostrare al partner la parte migliore di sé, nascondendo, invece, quella parte che non si accetta o che s’intende tenere velata o addirittura ignota a se stessi.

A prima vista un simile comportamento potrebbe apparire ingannevole nei confronti dell’altro che avrebbe appreso un profilo di personalità non congruente alle reali caratteristiche psico-fisiche, relazionali ed emotive del soggetto. Dunque e difficile imparare a conoscere il proprio partner, in quanto è già laborioso riuscire a comprendere se stessi.

 

Ciò premesso, vi sono dei suggerimenti che costituiscono la base per avviare un processo di reciproca e profonda conoscenza, che da una parte è un modo per non vivere un rapporto di coppia come estranei, dall’altra è un modo per prevenire ed affrontare i mali causati dalla routine, dalla noia, dall’apatia cercando di promuovere una buona comunicazione interpersonale all’insegna del rispetto reciproco, della fiducia e del benessere della coppia.
( Continua … )