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[Citazione del momento]

L’ansia legittima – adolescenza e gruppi di sostegno alla genitorialità

category Psicologia 30 Novembre 2007 | |
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Quando i figli crescono
L’ansia di cui si parla in questo articolo non è l’ansia intesa come disturbo, bensì quell’ansia naturale e costruttiva che ci aiuta a far fronte ai problemi della vita e che si attiva quando ci troviamo di fronte a una situazione nuova che non sappiamo ancora come gestire.
Una delle condizioni esistenziali inevitabilmente associate a condizioni di ansia e disorientamento è l’essere genitori di ragazzi e ragazze adolescenti.

Quando i figli entrano nell’adolescenza i genitori possono ritrovarsi, infatti, piuttosto soli e impreparati. Le novità introdotte dal processo di crescita sono rilevanti: i figli si trasformano, in modo apparentemente improvviso e inaspettato, in sconosciuti. I loro diritti e doveri non sono più chiari come quelli dei bambini; la metamorfosi adolescenziale impone di rinnovare il rapporto educativo, di aggiornare regole e castighi. I genitori sanno inoltre che l’adolescenza rappresenta un fattore di rischio cruciale nei confronti di una serie di gravi fallimenti della crescita. Essere adolescenti espone infatti a rischi psicologici di gran lunga maggiori di quanto accada nell’età infantile o adulta: dalla tossicodipendenza alla devianza, dai disordini della condotta alimentare a quelli della condotta sessuale.

Essere genitori di adolescenti è, insomma, un compito difficile. Il processo adolescenziale è di per sé poco rassicurante, rende imprevedibili i comportamenti dei ragazzi ed espone i genitori all’angoscia dell’incertezza. Li costringe ad attivare una sensibilità particolare, capace di comprendere e tollerare l’apparentemente interminabile oscillare del figlio fra spinte in avanti e momenti di regressione. ( Continua … )

Adolescenza: un periodo difficile

category Psicologia 30 Novembre 2007 | |
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L’adolescenza è forse il periodo della vita più ricco di emozioni.
In questi anni si è invasi da un’enorme quantità di esperienze, si vive un’enorme instabilità emotiva e comportamentale, come se fosse disperatamente consentito pescare a caso nel grande caos di tutte le azioni umane possibili e provare e riprovare alla ricerca di quelle più vantaggiose.

E’ un periodo della vita umana specifico, dotato di un proprio e profondo significato e gli adolescenti sono chiamati ad affrontare i problemi derivanti dal loro stesso sviluppo sia fisico e biologico, sia psicologico e sociale, nonché dall’esigenza di acquisire gli strumenti per entrare a pieno titolo nella vita adulta.

Stabilire confini entro cui delimitare l’adolescenza potrebbe sembrare un lavoro riduttivo e artificioso, in quanto qualsiasi discorso su questa fase del processo evolutivo rischia di essere contraddetto dalle osservazioni che si fanno giorno per giorno, in determinati individui, momenti storici, contesti sociali.
Ciò vuol dire che la Psicologia di questa età non può e non deve diventare assoluta matrice di comprensione, in quanto rischia di risultare astorica, trascurare le peculiarità relative alla differenza dei sessi, prescindere dall’estrazione sociale e culturale dei singoli. ( Continua … )

La crisi dell’adolescenza come momento di crescita

category Psicologia 30 Novembre 2007 | |
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Per adolescenza si intende quel periodo della vita che va dai 12 ai 22 anni circa, ma bisogna considerare che oggi il periodo dell’adolescenza ha spostato in avanti il suo termine, tra la difficoltà di trovare un lavoro che permetta un’indipendenza economica ai ragazzi, i corsi di studi di laurea e post lauream…
In questo periodo il ragazzo è impegnato ad affrontare una serie di cambiamenti che interessano il suo sviluppo fisiologico, morfologico e sessuale, lo sviluppo cognitivo ed infine il suo sviluppo sociale.
Tutte queste trasformazioni, profondamente interrelate tra loro, portano l’adolescente a modificare l’immagine che ha di se stesso ed a confrontarsi continuamente con l’immagine che gli altri hanno di lui.

Le trasformazioni cognitive: pensare il possibile

Vi è sicuramente uno sviluppo per ciò che riguarda le discipline scolastiche ed assistiamo al cambiamento del modo in cui l’adolescente guarda se stesso e gli altri colorando questa visione di colori emotivi.
Nel periodo adolescenziale si sviluppa quella forma di pensiero definito da J. Piaget ipotetico deduttivo: il ragazzo a partire dagli 11-12 anni, comincia ad acquisire la capacità di ragionare in termini d’ipotesi astratte puramente verbali, di formulare diverse alternative possibili e di dedurre le conseguenze implicite nelle ipotesi stesse.
In altri termini, il pensiero del ragazzo non rimane vincolato all’esperienza reale, si cimenta piuttosto in formulazioni teoriche ipotetiche su vari aspetti di conoscenza. ( Continua … )