Il disturbo antisociale di personalità

L’AUTORE

Il Dott. Matteo Radavelli – Psicologo Psicoterapeuta – esercita l’attività di psicologo, psicoterapeuta e sessuologo in provincia di Monza e Brianza, Como e Lecco. Effettua anche consulenza psicologica online

Il disturbo Antisociale di personalità fa parte, come il disturbo Borderline e il disturbo narcisistico del gruppo B dei disturbi di personalità che sono genericamente caratterizzati da sintomi emotivi, imprevedibili e amplificati. Più nello specifico, il disturbo antisociale è un quadro caratterizzato da una totale inosservanza delle regole e la violazione dei diritti degli altri.

Il Disturbo di Personalità Antisociale non è un disturbo psicotico, è importante innanzitutto fare questa distinzione sottolineando che il soggetto antisociale ha esame di realtà pressoché integro a differenza del disturbo psicotico in cui il soggetto ha quasi tutti i processi cognitivi alterati (linguaggio, pensiero, affettività, capacità lavorativa ecc..). Il soggetto psicotico è totalmente privo di confini, è incoerente, ha una personalità frammentata a differenza del soggetto con disturbo di personalità Antisociale che ha una struttura molto solida, ben definita, spesso difficile da manipolare perché deviante dalla cultura di riferimento.

Il Disturbo Antisociale è anche conosciuto come “psicopatia” ed è caratterizzato da atteggiamenti manipolatori e disonestà cosa che comporta spesso un’inosservanza delle leggi quindi furti, atti vandalici, violenza. I soggetti che hanno un disturbo antisociale di personalità si caratterizzano per impulsività, irritabilità, aggressività, possono essere coinvolti in risse e subiscono arresti.

I rapporti sociali, amicali e lavorativi non sono quasi mai mantenuti a causa sia del comportamento irrispettoso sia dalla totale mancanza di empatia e senso di colpa. I soggetti antisociali spesso incolpano le vittime accusandole d’incapacità o stupidità. Non si scusano, non provano rimorso né si preoccupano delle conseguenze delle loro azioni, si sentono infatti potenti, quasi superiori. Le relazioni affettive, come accennato, non sono quasi mai mantenute oltretutto cambiano spesso partner sessuale, non sono monogami.

Le persone che soffrono di questo disturbo faranno molta fatica ad affidarsi ad un professionista per farsi  aiutare, la psicoterapia è spesso vissuta in modo ostile. Per questo motivo è molto utile che vengano affidati a contesti d’equipe in cui ci siano molte figure diverse che si dedicano al soggetto antisociale. E’ importante attivare programmi d’inserimento sociale così come risorse assistenziali. L’intervento dovrebbe avere come obiettivo la loro integrazione nel tessuto sociale e la riabilitazione rispetto la tendenza ad infrangere le regole così come la capacità di stabilire delle relazioni rispettose.

Dr. Matteo Radavelli