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Tutti gli uomini che facciamo aspettare a lungo nell'anticamera del nostro favore vanno in fermentazione o divengono acidi. Friedrich Nietzsche
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Diete fallimentari e sostegno psicologico

category Atri argomenti Margherita Scorpiniti 16 Febbraio 2010 | 11,249 letture | Stampa articolo |
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La fame  è il risultato di un intricato insieme di impulsi neuroendocrini attivati da segnali fisici, chimici, meccanici e psicologici.

L’assunzione di cibo consente di sfamare l’organismo e di trasformare la forza potenziale  in essa contenuto  nelle seguenti forme energetiche:

- energia meccanica per i movimenti muscolari;

- energia termica per mantenere la temperatura corporea intorno ai 37°C;

- energia chimica per consentire alle reazioni metaboliche di compiersi;

- energia elettrica per la trasmissione degli impulsi nervosi.

L’ insieme degli alimenti  che l’uomo consuma abitualmente  costituisce il suo  stile di vita (la sua dieta), invece,  lo specifico  regime alimentare che serve a  diminuire il suo  peso corporeo, prende il nome di dieta dimagrante.

Alcune diete dimagranti  sono  ipocaloriche,  cioè capaci di ridurre l’apporto di calorie dei cibi, privilegiando gli alimenti meno ricchi in nutrienti calorici come i lipidi e gli zuccheri.

Esse si compongono di un programma alimentare che causa  perdita di peso  spesso solo momentanea.

Quando si vuole iniziare un programma dietetico finalizzato al dimagrimento, per non danneggiare la propria salute, bisogna almeno tener conto dei suggerimenti del dietologo anziché seguire una dieta arbitrariamente.

L’esigenza di dimagrire può comparire, nel corso della vita, per svariati motivi.

Una malattia fisica, ad esempio, può richiedere un certo controllo alimentare, ma anche  un bisogno di natura estetica può portare al desiderio di dimagrimento.

In quest’ultimo esempio, può accadere che individui in buona salute decidano di perdere peso,  perchè  è di moda essere snelli, trascurando,  però, possibili effetti nocivi sulla  propria salute.

Chi vuole perdere peso, ricorrendo alla dieta dimagrante, deve però fare i conti con la fame che seguirà  alla riduzione delle porzioni di cibo.

L’ organismo umano,  che si sottopone a dieta restrittiva, fa esperienza di limitazioni alimentari che gli  innescano  un conflitto tra forze antagoniste:  il bisogno di nutrirsi, primario e naturale, opposto al tentativo razionale  di frenare l’ appetito per favorire il dimagrimento.

L’esigenza di nutrirsi, tenuta sotto controllo durante il periodo della dieta dimagrante, dovrebbe tendere ad aumentare, facendo ricercare quegli alimenti di cui ci si è privati, e inducendo    trasgressioni rispetto alla quantità di cibo da ingerire.

Tutto ciò potrebbe generare stati di rimorso per essere caduti nella tentazione di assumere altro cibo oltre quello previsto.

Il peso di chi segue una dieta dimagrante è  solitamente controllato  dal  dietologo è ciò invoglia indirettamente il paziente al rispetto della dieta.

Alcuni pazienti, infatti, lasciano intuire che senza una guida più facilmente si farebbero tentare dal cibo.

I controlli del dietologo sono un momento necessario alla valutazione dell’andamento del percorso dietetico, anche se, prima o poi, il paziente dovrebbe imparare a divenire autonomo nell’uso della propria dieta, altrimenti, se si astiene da certi cibi solo quando è seguito, avrà sempre voglia di trasgredire  a discapito della dieta intrapresa.

In caso  di diete fallimentari e conseguente abbassamento dell’autostima, può essere utile  un percorso psicologico tendente a ristabilire una percezione positiva delle proprie capacità e rivolto a favorirne un utilizzo autonomo.

Questo percorso avrà effetto sul mantenimento del programma dietetico  e  servirà a ridurre gli altri fattori stressanti  in gioco.

Quale relazione esiste tra stress e dieta?

Vediamo i risultati di una ricerca che ha studiato  questa relazione.

Si tratta dello studio del Dott.   Alan R. Kristal (epidemiologo dell’Università di Washington)  e collaboratori, effettuato  su 3.500 adulti contattati attraverso un sondaggio telefonico.

I risultati del sondaggio  hanno  rilevato che sia gli uomini, sia le donne con problemi psicologici lievi, sono stati  propensi, più del doppio, a tentativi di dimagrimento, oppure, al contrario, hanno  ingerito cibo in quantità elevate.

I ricercatori hanno ipotizzato che la relazione tra stress e dieta potrebbe anche essere reciproca, in quanto restrizioni dietetiche severe, potrebbero causare squilibri psicologici; le stesse metodiche dimagranti, se non equilibrate, portano allo sviluppo di depressione e/o ansia.

(Fonte: Journal of the American Dietetica Association 2002).

……………..

L’ individuo che sperimenta più insuccessi con le diete dimagranti si sente ingabbiato in un problema senza soluzione.

Ma sono proprio le modalità con le quali tenta di superare alcuni conflitti con il cibo che lo stabilizzano in una  condizione che sembra senza uscita.

“Una tentata soluzione che non funziona, se reiterata, non risolve un problema  ma lo complica”.(G.Nardone)

Occorrerà, pertanto, un intervento  che consenta al paziente di cambiare prospettiva  rispetto alla  sua difficoltà specifica.

Sarà necessario avviare una ristrutturazione  delle modalità  attraverso le quali egli ha organizzato la realtà che fin ora ha subito.

“Il vero viaggio di scoperta non è vedere nuovi mondi ma cambiare occhi. ” (M.Proust)

“Non bisogna far violenza sulla natura ma persuaderla.”  (Epicuro)

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Riferimento bibliografico per citare questa fonte:

Scorpiniti M. (2010) Diete fallimentari e sostegno psicologico

sito: http://web.i2000net.it/mscorpinitipsicologo/ Roma, 10 Gennaio 2010

Bibliografia

Dizionario etimologico, Tristano Bolelli, Milano 2006

Nardone, G., Watzlawick, P. (1990) L’arte del cambiamento: manuale di terapia strategica e ipnoterapia senza trance. Ponte alle Grazie, Firenze.

Sitigrafia:

Programma Dietetico – Dieta e salute (www.programmadietetico.it)

Scorpiniti, M. (2007) – Normale reazione di paura o patologia fobica? Distinzione tra le due forme  sito: http://web.i2000net.it/mscorpinitipsicologo/ Roma, 20 Febbraio 2007

http://web.i2000net.it/mscorpinitipsicologo

Stress psicologico e dieta: esiste una relazione?  (http://www.sanihelp.it/)







4 Commenti a “Diete fallimentari e sostegno psicologico”

  1. lory

    sentirsi prigionieri di un corpo che nn ti appartiene….nulla di piu0′ terribile e nn sapere da dove iniziare fa stare tremendamente male , spece a livello psichico, piu’ nn ti accetti piu’ mangi, piu’ stai male!!!!!! nulla di peggio e chiedere aiuto sembra invano qando nn si hanno centinaia di chili di troppo, ma solo 20. per molti e’ una sciocchezza per te diventa un macigno!!!!!!!

  2. Psicologo M.Scorpiniti

    Letto il tuo sfogo, cara Lory, non posso che suggerirti di prendere coraggio e contattare l’esperto che a parer tuo può aiutarti a stare bene. Tu dici di non sapere da dove iniziare, ma intanto ti sei sfogata con questo messaggio e ci hai messo al corrente del tuo dolore. Scrivi che proprio perchè non ti accetti prosegui nel mangiare, però tutto ciò non migliora il tuo stato, anzi ti fa stare male. Se ti senti così come mi descrivi, non perdere altro tempo.
    Suggerimenti
    1)Contatta prima il tuo medico di base e fatti suggerire un buon centro che ti aiuti a dimagrire in modo sano e anche un bravo psicologo di sua fiducia;
    2)Cerca tu, altrimenti uno psicologo oppure uno psicoterapeuta che abbia esperienza e sappia come trattare i disturbi alimentari collegati a problematiche psicologiche.
    Se desideri scrivermi privatamente puoi farlo al mio indirizzo:
    segreteria [.] msco [@] alice [.] it

  3. luisa

    Io non riesco ad uscirne…mangio senza freni,e non è una fame di stomaco,ma solo di testa…mangio per noia,per nervosismo per stress, per preoccupazioni…ho la fortuna di non assimilare molto ciò che mangio,ma negli ultimi due,tre mesi ho preso circa 3kg,più mangio e più odio guardarmi allo specchio,più mi odio e più mangio…a volte ho paura di non poterne uscire più…tempo fa in un momento particolare della mia vita persi completamente l’appetito dimagrii parecchio,forse perchè avevo una cosa nuova che mi stimolava e che non mi annoiava!!come devo fare??in sostanza non e che dovrei perdere chisà quanti chili,max 5kg possibile che non ci riesco?

  4. Margherita Scorpiniti

    Gentile Luisa, visto che attualmente stai ancora male e non trovi soluzione al tuo problema credo tu possa rivolgerti ad uno psicologo che abbia esperienza nel trattamento dei disturbi alimentari. Un caro saluto
    Il mio motto è: “Guarda la paura in faccia e cesserà di turbarti!”

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