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Introversione ed estroversione: dalla teoria di Jung a quella di Eysenck

category Psicologia Nienteansia.it 1 Dicembre 2007 | 25,831 letture | Stampa articolo |
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Capita spesso di sentir parlare di introversione ed estroversione, ma qual è il significato originale di questi due termini? Chi li ha introdotti? Il primo a parlarne è stato Carl Gustav Jung, psicoanalista svizzero, che nel 1920 ha proposto una differenziazione tra due atteggiamenti o tendenze della personalità umana: l’atteggiamento introverso e quello estroverso. E’ bene precisare che nella teoria di Jung queste due caratteristiche di personalità si manifestano come tendenze, ossia come predominio di una delle due sull’altra. Non è ragionevole infatti ritenere che le persone siano o del tutto introverse o del tutto estroverse. Queste due tendenze possono essere immaginate come due estremi opposti, situati su una linea immaginaria che va dalla completa introversione alla completa estroversione. Ognuno di noi troverà la sua collocazione in un punto ben preciso situato su questa linea immaginaria. Inoltre nella teoria originale di Jung viene descritto un meccanismo di bilanciamento tra introversione ed estroversione che prende il nome di “compensazione”. Tale meccanismo agisce egualmente sia a livello conscio che a livello inconscio, producendo una autoregolazione tra le tendenze relative all’introversione e all’estroversione; dunque chi si presenta prevalentemente introverso a livello cosciente sarà prevalentemente estroverso nella sua parte inconscia. Al contrario, una persona che si presenta molto estroversa a livello cosciente avrà nel suo inconscio una componente fortemente introversa. Ora esaminiamo nel dettaglio le due tendenze individuate da Carl Gustav Jung.

Nell’introversione l’attenzione e le energie vengono rivolte in maniera preponderante verso il proprio mondo interno, verso la propria vita interiore. La persona introversa si concentra su ciò che avviene al suo interno, come i processi psicologici, trascurando la realtà esterna e tutto ciò che avviene al di fuori del proprio corpo e della propria mente. Si può dire che essa organizzi la realtà dall’interno, attribuendo dunque maggior peso ai fatti interiori piuttosto che all’oggettività esteriore. L’introverso, per tutte queste sue caratteristiche, si mostra particolarmente tranquillo, schivo, tendenzialmente poco socievole, riservato, a volte freddo. Questa è l’impressione che dà alle altre persone, ma con gli amici più intimi ed i familiari sa essere affettuoso ed espansivo. L’introverso ama le attività tranquille e solitarie come la lettura, non si trova a suo agio in mezzo alla gente e preferisce la compagnia delle sole persone intime. Sa riconoscere i propri impulsi e diffida di essi, preferendo fermarsi a pensare in maniera razionale prima di agire; non ama le emozioni forti e né le grandi novità, prediligendo al contrario uno stile di vita regolare e routinario. L’introverso si dedica alle attività con serietà e costanza, manifesta una tendenza al pessimismo ma al tempo stesso mostra una grande affidabilità ed aderenza ai principii etici e morali in cui crede.

L’atteggiamento estroverso è invece contraddistinto dall’interesse prevalente per il mondo esterno, per la realtà oggettiva. L’estroverso non presta attenzione ai processi interiori e alle proprie sensazioni, preferisce adattare le proprie caratteristiche personali al mondo circostante piuttosto che soffermarsi sulla propria interiorità per analizzarla e comprenderla. Egli viene stimolato dagli avvenimenti esterni e prende spunto da essi per trovare lo stimolo ad agire; non ama restare da solo e si trova al contrario a suo agio insieme alle altre persone. E’ socievole, ama la compagnia, le feste e gli avvenimenti che coinvolgono molte persone, cerca di stabilire continuamente nuovi rapporti interpersonali e preferisce le attività di gruppo, gli sport di squadra. Non si trova invece a suo agio nello svolgere attività solitarie come la lettura. La persona estroversa va in cerca di emozioni forti, di nuove sfide, di stimoli di qualsiasi genere; è spesso impulsiva e agisce di istinto. Non ama restare ferma e non avere niente da fare; non si annoia mai poiché si lancia in nuove attività continuamente. Ama i cambiamenti, possiede un animo spensierato e ottimista, ma al tempo spesso tende a perdere la calma facilmente arrivando anche a manifestare una certa aggressività. Non è particolarmente affidabile vista la sua mancanza di equilibrio nei sentimenti e nei pensieri.

Negli anni ’50 del secolo scorso lo psicologo H.J. Eysenck ha rielaborato la teoria dell’introversione/estroversione di Jung inserendola all’interno di un modello psicobiologico. Egli riteneva che introversione ed estroversione derivassero da fattori psicofisiologici ereditari. In particolare, nella personalità introversa si riscontra un alto grado di reattività agli stimoli che deriverebbe dal maggiore “livello di attivazione” del sistema nervoso centrale e quindi un minore bisogno di stimolazioni ambientali. Al contrario, negli estroversi è stato rilevato un livello inferiore di attivazione con conseguente ricerca di maggiore stimolazione.







10 Commenti a “Introversione ed estroversione: dalla teoria di Jung a quella di Eysenck”

  1. Joe

    io ritengo a mio avviso di essere una persona estremamente introversa e ne vado molto fiero e sto bene con me stesso a dirla tutta ho chiuso dopo 5 anni con la mia ragazza xk è una persona estremamente estroversa e con il passare del tempo mi sono reso conto ke le due estremite si respingono di brutto.Spero possa servire di aiuto il mio post o quantomeno a farvi riflettere un saluto a tutti da Joe ^_^

  2. sara

    è possibile reperire on line il test di eysenck?grazie

  3. mimosa

    A tutti gli introversi consiglio il bellissimo sito http://www.legaintroversi.it

    L’introversione è un modo di essere, non una disfunzione o una malattia!
    Purtroppo il pregiudizio da parte della società attuale (dove predomina l’estroverso) può essere forte, soprattutto nella fase di crescita…ed è ciò a comportare spesso problemi, non l’introversione in sé.

    Sono anch’io un’introversa che sta bene con se stessa e mai vorrebbe cambiare!
    Il mio compagno è anche lui un tipo tranquillo e introverso come me e mi ritengo fortunata ad averlo incontrato…insieme stiamo benissimo, ci capiamo e ci divertiamo tantissimo…perché siamo sulla stessa lunghezza d’onda…mai mi sarei potuta innamorare di un estroverso!

    A Joe volevo dire perciò che condivido appieno la sua posizione…e gli auguro buona fortuna nel trovare una donna affine a lui!

  4. Dest

    Date le spiegazioni mi viene da pensare che io posso rientrare in tutte e due le categorie..Ho avuto un periodo della mia vita in cui ero sicuramente più estroverso ed uno, ossia ora, in cui mi riconosco più nell estroverso..

    Devo dire che è un po strana la cosa..

  5. Freud

    Certamente introverso.Amo stare da solo e fare da solo tutto ciò che sia possibile fare da soli.Potrei camminare per i boschi ,su monti e colline, da solo e per ore senza mai annoiarmi o provare un minimo sentimento di solitudine.Non sò bene dove posizionarmi sulla linea immaginaria però ;sto bene anche in compagnia, preferibilmente in silenzio ,magari proprio camminando verso qualche vetta, accompagnato da qualche buon camminatore.In silenzio concentrati sul piacere di condividere con qualcuno un pò di fatica in mezzo alla natura e all’aria aperta,sentondosi alla fine del viaggio appagati sotto ogni aspetto ,anche quello relazionale, senza aver mai sentito il bisogno di ammorbare il mio compagno di viaggio a suon di rigurgiti d’ intimità.In fin dei conti siam fatti tutti della stessa pasta ,facile capire che se si sta facendo fatica anche i propi compagni possano sentirsi in qualche modo affaticati e di conseguenza aumentare l’ attenzione su chi ci circonda ponendoci al massimo ricettivi,così ascoltare se stessi spesso aiuta molto di più a capire anche gli altri ,a vivere in perfetta empatia con ciò che ci circonda.
    Personalmente però non mi trovo completamente nella descrizine dell’ introverso di Jung e più ci penso più fatico a capire dove posizionarmi sul segmento immaginario fra gli estremi introversione ed estroversione.Di frequente mi capita di essere molto estroverso fra la gente ,preferibilmente fra persone già conosciute,fin qui tutto mi torna, ma sovente anche in mezzo a persone quasi del tutto sconosciute , basta che ci sia un conoscente di riferimento ed ecco che si accende l’ intrattenitore che è in mè.Ho avuto modo di organizzare piccoli eventi e concerti di amici, riuscendo ad assere assolutamente estroverso ,pur sentendomi lievemente a disagio per brevi istanti, riuscendo ad essere a stento riconosciuto dai miei più intimi amici.Sarà forse quel classico atteggiamento di difesa essere propio ai timidi in situazioni di grande socializzazione; l’ attacco è la miglior difesa e quindi meglio sferrare battute ,sfornare argomentazioni ,snocciolare un pò della proipia cultura intavolando così discussioni che non mettanno a rischio la propia intimità.
    Forse più che di una linea per visualizzare bene il mio stato dovrei usare un piano cartesiano ,in modo da introdurre molte più sfumature,o forse il mio probblema è solo un pò di schizofrenia.
    Comunque sia certamente son prevalentemente introverso.

  6. Bruno

    Il test di Eysenck è disponibile online in http://www.introversi.it/test-introversione-estroversione-di-eysenck con calcolo automatico del risultato.

    Il sito che lo ospita, creato nell’aprile 2009, è un social network per introversi che desiderano entrare in contatto tra loro, e per tutti coloro (estroversi, introversi e ambiversi) che desiderano conoscere meglio il fenomeno dell’introversione per migliorare la qualità dei loro rapporti con gli introversi. Mi riferisco specialmente ad amici, partner, colleghi, datori di lavoro, manager, collaboratori e simpatizzanti di persone introverse.

  7. Martina

    Ma non mi piacciono le persone estroverse, aggrediscono sempre col modo di parlare, e non sai mai cosa rispondere sbraitano parlano a vanvera e basta, io di queste persone ho paura, davvero cosi è mio marito, ha sempre ragione anche quando han torto, si impongono col loro modo di fare, urla senza motivo spaventa anche.. come ci si deve comportare???

  8. helli

    Salve, io sarei decisamente estroversa, amo la gente, stare in compagnia ed uscire, ma stranamente sto’ bene anche da sola… se sono da sola mi basto. Ho mille hobbies , leggo , approfondisco, osservo…. Non trovo motivo per cercare ossessivamente la compagnia come distrazione e completezza della vita e nemmeno capisco chi ha per soli interessi un mondo limitato ai famigliari ed alla lettura, o passa la vita a spiare le altre vite attraverso la tv (vedi fenomeno grande fratello ).
    Vedo la vita come un viaggio in treno, dove ci si scambia le “visioni del paesaggio” che dal proprio posto si guardano, trovo lo scambio di pensiero molto interessante non ne farei mai a meno… ma sempre se l’idea è condivisa dall’altra persona.

    A questo punto mi chiedo: ci son solo estroversi o introversi? e chi si sente a meta’ via chi e’? Un’anomalia?

  9. Anonimo

    [...] [...]

  10. Marcello

    Un approfondimento degno di nota, molto interessante!

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