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La manipolazione affettiva (degli Adulteri ?)- Del sadismo morale ovvero il vampiro narcisista: “quando l’amore diventa una trappola”.

category Atri argomenti Giuseppe Maria Silvio Ierace 10 Settembre 2009 | 136,946 letture | Stampa articolo |
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Come poche altre cose nella vita, il sesso è puro piacere. Intorno ad esso ruotano soprattutto i sentimenti, ma ad un grado di complessità davvero esagerato, e tale da influire pesantemente sulla problematica di ogni coppia. Inevitabilmente, in molte circostanze, la relazione sessuale arriva ad emulare una vera e propria battaglia, con tanto di logistica, tattica e strategia, o quanto meno si stabilizza come un sottile inconscio gioco di potere. Il rifiuto è la tecnica femminile più praticata, con modalità ricattatorie, e ad ogni insoddisfazione di qualsiasi genere si risponde con una negazione di prestazione. In questo caso, il potere che si dimostra di detenere si esercita nel “non agire”, mentre la concessione ha il valore di un baratto, ed il desiderio necessita dell’alibi del sentimento. L’astinenza, allora, diviene l’arma principale di una “manipolazione affettiva”.
Nel maschio è più facile riscontrare un qualche “perverso” egoismo nella ricerca del piacere. Il partner viene reificato a strumento, se non proprio a feticcio. Il perverso di carattere esprime la sua aggressività riducendo ad oggetto ogni comune agente, “feticizzandone” l’intero corpo.
Il manipolatore sadico si trasforma in un “bastiancontrario” e si comporta sistematicamente in maniera da deludere ogni vostra aspettativa. Difatti, le manifestazioni della violenza sono molteplici, a partire dalle torture morali e dalle pressioni psicologiche, spesso peggiori delle molestie fisiche, anche se si tollera meglio la “dipendenza“.
Delle forme particolari di aggressività vanno considerate pure l’impertinenza e l’ironia. L’ostilità si maschera con il sarcasmo; si fa intendere di non attribuire il giusto peso alle parole o si invita ad afferrare il contrario di quanto si è proferito. Il vero messaggio si nasconde sotto il tono di voce e dietro l’umorismo. Con sopracciglia aggrottate, sguardo di disapprovazione, sorrisetto ironico, si comunica in maniera non verbale molto più di quello che si dice. Se il dialogo si inceppa, perché ci si dimostra non coinvolti, già con questa mancata partecipazione si fa opposizione.

Un meccanismo di difesa che consente di non riconoscere i propri difetti consiste nell’attribuirli ad altri (proiezione). Ed anche qualora fosse masochista, alla ricerca attiva della propria sofferenza, il perverso tenderebbe comunque ad avere, e mantenere, il predominio.
La violenza fisica diretta è sinonimo di malcelata perversione, paranoia, o alcolismo… La collera si scatena principalmente contro gli oggetti e le vittime della violenza tendono a “somatizzarla”. Se la prima è una vera e propria minaccia, la “reazione” funge da “ricatto” che colpevolizza, in quanto il pensiero razionale è ormai caduto nella trappola delle emozioni. Il rischio che corre non frena il perverso, anzi lo eccita, mentre svilimento e mortificazione abbassano l’autostima della vittima, così come la soglia di difesa dalle malattie psicosomatiche.
Il corpo è il principale recettore di messaggi della psiche. Attraverso la sofferenza ci avverte. Sentimenti, emozioni, persino pensieri, vengono registrati dall’inconscio. Le sensazioni negative, di paura, colpa, rabbia, delusione, tristezza ledono la psiche ma si propongono quali sintomi fisici e, con l’intensificarsi del dolore morale, si organizzano in sindromi, malattie, quanto meno segnali di “stress”, di cui uno dei più grandi procuratori è proprio il soggetto manipolatore. Le persone divenute bersaglio di violenza psicologica, impotenti a rispondere con misure di “contro-manipolazione”, inesorabilmente si avviano ad implodere, e, non potendo metabolizzare a livello emotivo, somatizzano le reazioni inconsce del loro disagio. E la rabbia interiorizzata diventa depressione.
Per la personalità, l’autostima è di assoluta importanza nel mantenimento dell’equilibrio psichico, fondamentale insomma. In “L’estime de Soi” (1999), André e Lelord la fanno poggiare proprio sull’amore e la fiducia, oltre che sull’autovalutazione. L’amore per se stessi, proveniente da quell’affetto incondizionato donatoci durante l’infanzia, supporta un indispensabile rispetto di noi, che avvia il cammino verso la realizzazione delle aspirazioni. Dalla fiducia nella nostra persona si origina il sentimento di adeguatezza nell’impiego delle proprie capacità. Tra la consapevolezza dei propri limiti e la sicurezza del possesso di determinate qualità, è questa visione di sé a spingerci verso il futuro. Eventualmente il punto critico si incontra laddove la certezza del successo viene ottenebrata dal timore della delusione.
Ad alimentare l’autostima è, dunque, l’amore ed il rispetto che gli altri ci manifestano. Un rapporto affettivo “manipolato”, inevitabilmente, procura una frattura narcisistica destinata a non ricomporsi in assenza del ripristino di un clima di fiducia e senza il sostegno di un processo di de-colpevolizzazione. Poiché la paura paralizza ed il timore di una sofferenza maggiore cronicizza quella attuale.

I caratteriali manipolatori si prefiggono di esercitare sulle loro prede una deleteria influenza psicologica, mostrando dei modi affascinanti che conquistano le vittime, convincendole a lasciarsi coinvolgere in relazioni nelle quali sin dall’inizio proveranno un forte disagio. Una violenza psicologica, invisibile ed impalpabile, risulta molto più subdola e distruttiva della franca aggressività; e poi uomini e donne non hanno la stessa percezione della situazione in cui sono incappati; eppure, i manipolatori hanno un comportamento stereotipato e le loro mosse potrebbero essere prevedibili.
Quali primi rimedi, nei rapporti con un manipolatore, occorre saper riconoscere le menzogne, il capovolgimento della realtà, la vittimizzazione del carnefice, specialmente per evitare di interiorizzare quei desideri distruttivi alla base delle idee auto-aggressive, o francamente suicide. L’introspezione che si adotta nella terapia di coppia dei cosiddetti “normonevrotici” sarebbe impraticabile. Dopo la vittimizzazione e la conseguente colpevolizzazione, la negoziazione di un periodo di riflessione, nella speranza che qualcosa cambi, costituiranno ulteriori, perversi tentativi di destabilizzazione mentale da parte del “vampiro psicoaffettivo”; perché la caratteristica principale della personalità manipolativa è l’affermazione di sé a tutti i costi ed, a questo scopo, arriva a fare carte false pur di trasformare la realtà a suo esclusivo vantaggio. Nonostante le continue minacce di farlo, le sue plateali richieste di separazione o di divorzio, come i finti propositi suicidi, non sono effettive intenzioni, ma ulteriori strumenti di manipolazione in modo da imporsi e controllare la vita degli altri.
Chi non sopporta di lasciarsi sfuggire la preda arriva a minacciare di compiere un suicidio. Ed anche qualora questo non venga tentato, la semplice minaccia risulta colpevolizzante.
Molto spesso a colpevolizzare è una perseverazione nel “non senso”. Il substrato del sentimento di colpa può non essere razionale ed anche una convinzione di una colpa del tutto immaginaria influisce sulla capacità di giudizio. Come diretta conseguenza della disfunzione del perverso, la comunicazione si presenta gravemente disturbata, in quanto ad individui patologici non possono che corrispondere relazioni anormali.
La goccia che fa traboccare il vaso nel determinare la scelta della separazione non sempre, né necessariamente consiste nella scoperta dell’infedeltà del coniuge. Oltre alle emozioni ci sono delle “cognizioni” che con la loro costante interazione impediscono di prendere una decisione definitiva, nonostante l’accumulo di fatti redibitori. Però, di fronte ad un’inammissibile mancanza di sostegno, ad una manifestazione di follia o ad uno scatto di violenza fisica, le ragioni per non restare appaiono sempre più vitali e meno procrastinabili.
La fase che precede la decisione definitiva comporta inevitabilmente un’inutile perdita di tempo, a causa delle “credenze paralizzanti”. La sofferenza però non può trovare giustificazione alcuna nella simulazione di un’unità familiare del tutto “non strutturante”. “ Un manipolatore risponde ad un modello psicologico e comportamentale patologico – scrive Isabelle Nazare-Aga, in “La manipolazione affettiva” (Castelvecchi, Roma, 2008)– La sua influenza agisce su tutti quelli che lo circondano e non soltanto sul partner… Sono dell’idea che un bambino si strutturi in modo più sano vivendo con un solo genitore, ma sereno, piuttosto che con due genitori, uno squilibrato (patologico), e l’altro destabilizzato dal primo”.

Per uno scambio proficuo di idee è assolutamente indispensabile che il discorso si mantenga coerente. Il continuo capovolgimento delle affermazioni spiazzerebbe chiunque. Alla destabilizzazione contribuiscono le sofisticazioni lessicali e sintattiche, le quali solo apparentemente renderebbero il linguaggio, diciamo per dire, “erudito”, mentre è essenzialmente contorto, se non proprio inafferrabile.
Le parole cariche di odio hanno un impatto emotivo violento, perché devastante si rivela ogni molestia psicologica. La cognizione dicotomica, che esclude le intermediazioni e si esprime nell’ordine del tutto o nulla, non fornirebbe alcun apporto allo scambio di vedute. La comunicazione così segue per lo più il percorso assurdo di un labirinto senza vie d’uscita.
Le modalità comunicative perverse possono, a ben ragione, essere assimilate al delirio. La contraddizione diviene paradossale, oppure si intreccia in quella duplice stretta (double bind) che Gregory Bateson (1956) aveva evidenziato nelle famiglie schizofreniche e che, in forma attenuata, si ripropone in certe relazioni di coppia. La compresenza di due propositi contraddittori rende impossibile rispondere contemporaneamente ad entrambi.
Il procedimento perverso consiste soprattutto nel porre l’altro in una situazione paradossale per poi poterlo rimproverare della contraddizione in cui è stato messo. Nel contesto di una relazione (diciamo così) “normonevrotica”, ogni perplessità si avvierebbe spontaneamente a risolversi in una negoziazione che avvicini quanto più possibile al definitivo appianamento. Nei rapporti con un caratteriale invece prevale la logica perversa dell’ambiguità, o della psicopatia, se non proprio della psicosi. Hurni e Stoll, ne “La haine de l’amour- la perversion du lieu” (1996), rilevano come la manipolazione della realtà tende effettivamente a distruggere la “dimensione soggettiva dell’altro”.
L’amore dovrebbe far emergere il meglio da chiunque, in quanto è la spinta più forte verso l’elevazione morale, un sostegno che genera benessere e gioia. Il luogo dove anche una critica formulata con sentimenti positivi risulta estremamente costruttiva.
“Il vero amore non è soltanto un sentimento positivo, è anche una forza fantastica per elevarsi, per permettere al partner di crescere ed evolversi verso il meglio di se stesso”. Isabelle Nazare-Aga, in “La manipolazione affettiva”, definisce questo affetto profondo e complesso: “la volontà di superare se stessi allo scopo di accrescere la propria evoluzione spirituale o quella di qualcun altro”.

Già nel 1978, M. Scott Peck, in “The Road less Traveled and Beyond”, aveva definito “il Male come l’esercizio di un potere politico, cioè come l’imposizione della propria volontà sugli altri con la forza, in maniera evidente o nascosta, con lo scopo di evitare di superare se stessi e di incoraggiare l’evoluzione spirituale. La pigrizia ordinaria è il non-amore, il Male è l’anti-amore… Esistono veramente persone e istituzioni che rispondono con l’odio alla bontà e che, per quanto è loro possibile, distruggono il bene… Poiché l’integrità del loro io malato è minacciata dalla salute spirituale di coloro che li circondano, cercheranno, in tutti i modi, di schiacciarla e distruggerla”.
Accidia, invidia, come ”schadenfreude”, e gelosia, sono differenti gradazioni di sadismo morale. La gelosia rientra in quella relazione che esclude la presenza di terzi. L’immaturità aspira ad una fusione totalizzante, destinata a rimanere inesorabilmente insoddisfatta, perché non permette che il proprio partner sia ammirato, o persino guardato. L’impulso possessivo si rivela distruttivo e, dietro il tentativo di dominio, nasconde “dipendenza” affettiva. Un unico oggetto invade, in maniera pervasiva, il dipendente che trascura tutti gli altri aspetti della vita. Potrebbe trattarsi di una “co-dipendenza” da altri che, a loro volta, sono dipendenti (da alcol o droghe). E’ forse il caso delle “carmelitane della nevrosi” di René Laforgue.
I manipolatori attraggono quanti, anche in buona fede, ma decisamente con ingenuità, intendono essere d’aiuto, persino a proprio discapito. Comportamento questo definibile quale “sindrome del Salvatore” (salva tutti), di certo più tipico del sesso femminile. In “Etre à deux ou les traversées du couple” (1993), Josette Stanké definisce tale sollecita dedizione una vera e propria “distorsione affettiva”. “Un amore che non ha la certezza di poter essere reciproco… Rendere l’altro il proprio centro di gravità, la propria ragion d’essere, il proprio compito quotidiano, è un modo di assediarlo, di assicurarsi la sua presenza, di invadere la sua vita”.
Robin Norwood ha descritto ”Donne che amano troppo” (Lyra, Como 1987) e conoscono invece una profonda angoscia perché cercano di risanare delle relazioni instabili con uomini problematici. Nel misurare la sofferenza come parametro del loro amore, pur di non rimanere sole, ed occuparsi di loro stesse, accettano di accompagnarsi a chi non si interessa veramente di loro e non le ricambia.
“La dipendenza spinge verso un oggetto d’amore non soddisfacente, anzi distruttivo… – dice Isabelle Nazare-Aga, in “La manipolazione affettiva”,- La dipendenza servirebbe a camuffare un eccesso di emozioni inespresse e spesso non identificate”.
Come ha fatto John Bradshaw in “Healing the Shame that Binds You” (1988), si potrebbe allora parlare di “malattia delle emozioni”, alla cui base starebbero sentimenti interiorizzati d’abbandono e di vergogna. Ed, in effetti, per molti la separazione simbolica dalla madre non sarebbe mai avvenuta; e l’autonomia non si sarebbe fortificata per carenze di certezze circa il proprio valore intrinseco.
La dipendenza è però soprattutto una “patologia del legame con l’oggetto”. Il vero oggetto è proprio il legame, la relazione stessa, senza la quale prende il sopravvento un’insopportabile sensazione di vuoto.

Nella coppia perversa, ciascuno dei due partecipa al gioco di equilibrio sadomasochista. Allorquando le relazioni tra perversi non si interrompono per tempo, si deve desumere che si sia instaurata della complicità, con stimolazione reciproca verso una perversità che non esclude quella sessuale, anche se per lo più si tratta di sadismo o masochismo morale.
Nel processo di costruzione di un’eventuale relazione, la fase della seduzione presuppone il bisogno di piacere, di “far colpo”, ricorrendo al proprio aspetto migliore. Nell’innestare una manovra manipolatrice, lo sforzo sarà quello di mostrarsi inevitabilmente diversi da ciò che si è, per riservarsi di cambiare atteggiamento una volta assicurato il successo sul campo.
Il sistema di codici sociali e culturali da impiegare nella fase di seduzione possono non corrispondere dappertutto. E, se le modalità sono di tipo linguistico, la regola del gioco può non essere verbale. L’autenticità, in ogni caso, non rientra tra le armi di seduzione del manipolatore, abituato ad intrappolare con l’inganno.
Il manipolatore è, insomma, un “perverso narcisista”; benché nel narcisismo patologico rientri anche il “perverso di carattere” (o “manipolatore perverso”), ed il vero e proprio perverso sessuale.. Quest’ultimo avrebbe più a che vedere con esibizionismo, sadomasochismo, ecc. Ma il concetto di narcisismo, coniato da Havelock Ellis nel 1898, è stato in seguito da Freud desessualizzato sino a maggiormente corrispondere ad una perversione sistematica. Si parla, quindi, di “perversione di carattere” in seno al narcisismo, in prossimità della “perversione narcisistica”, propria del manipolatore.
Quella del manipolatore perverso è una perversità affine alla depravazione del sadismo morale. Il perverso di carattere (manipolatore perverso) ha una personalità conflittuale, mentre il perverso narcisista è più subdolo, agisce senza destare il minimo sospetto, anzi riesce a suscitare compassione. Il perverso di carattere è più presuntuoso, più intransigente ed aggressivo. Reagisce alle frustrazioni in maniera esagerata e trae piacere dall’umiliare la sua vittima. Del resto, il piacere del dominio non è che un tipico sentimento perverso. Il manipolatore perverso mostra un atteggiamento palesemente morboso, un comportamento destabilizzante, un’ideazione strategica. Va alla ricerca di stimoli distruttivi, non ha scrupoli, restando immune dai sensi di colpa. Poiché non si fida di nessuno, non ha amici, bensì complici. La depravazione sessuale la esterna in un linguaggio crudo e grossolano, francamente volgare, ma, quel che è peggio, lo attualizza in stupri ed incesti. Nella diagnosi differenziale, si possono, comunque, distinguere nettamente dai paranoici, in quanto la struttura mentale di questi ultimi risulta di impedimento ad ogni relazione affettiva, mentre i perversi di carattere si servono dell’altrui narcisismo, e lo manipolano, per rafforzare l’incompletezza del loro Io.

Il manipolatore relazionale è un tipo di personalità patologica narcisista, egocentrica; un vampiro psico-affettivo che si nutre dell’essenza vitale delle sue prede. Critica, disprezza, colpevolizza, ricatta, ricordando agli altri i principi morali od il perseguimento della perfezione, ma questo solo quando gli torna utile. E per raggiungere i suoi scopi ricorre a raggiri, ragionamenti pseudo-logici che capovolgono le situazioni a suo proprio vantaggio. Spesso la sua comunicazione è paradossale: messaggi opposti in double bind, a cui è impossibile rispondere senza contraddirsi; oppure deforma il significato del discorso. Si auto-commisera, si deresponsabilizza, non formula richieste esplicite e chiare. Eppure non tollera i rifiuti, vuol sempre avere l’ultima parola per trarre le sue conclusioni, pur non condivise. Muta opinioni e decisioni. Soprattutto mente, insinua sospetti, riferisce malintesi . Simula somatizzazioni ed autosvalutazioni, ma dimostra sostanzialmente disinteresse affettivo.
Si tratta, insomma, di personalità disturbate e disturbanti, con cui ci si può legare sentimentalmente per venire immancabilmente destabilizzati dalla loro perfida influenza.
Giuseppe M. S. IERACE

Bibliografia essenziale:

Ierace G.M.S.: “Sesso ossessione on line”, www.nienteansia.it
,, ,, : “L’ingegneria approssimativa della mente umana”, www.nienteansia.it
Maier C.: “No Kid, 40 ragioni per non avere figli”, Bompiani, Milano, 2008
Nazare-Aga I. : “La manipolazione affettiva”, Castelvecchi, Roma, 2008
Naouri A.: “Adulteri”, Codice, Torino, 2007
Norwood R. : ”Donne che amano troppo”, Lyra, Como 1987
Vallejo- Nagera A.: “I pazzi della storia”, Nuovi Mondi, Modena 2007







227 Commenti a “La manipolazione affettiva (degli Adulteri ?)- Del sadismo morale ovvero il vampiro narcisista: “quando l’amore diventa una trappola”.”

  1. gianpietro

    salve sig.Ierace mi chiamo Gianpietro 50 anni sono molto colpito dal suo articolo in quanto sono legato da circa 3 anni sentimentalmente ad una donna di 45an che rispecchia quasi totalmente la sua descrizione.Questa persona mi sta distruggendo e mi sta portando verso la mia autoeliminazione

  2. dani

    “Narcisista con tratti borderline”
    Otto anni, dico otto anni con lui… gli ultimi tre sono stati una follia. All’inizio stare con lui è stato come salire su una giostra piena di luici poi a poco a poco…Non riuscivo più a capire cosa mi stesse succedendo. Venivo continuamente svalutata, ingannata, guardata con sospetto. Il suo sarcasmo mi feriva nel profondo. Mi criticava (davanti agli altri) dicendo che le mie tette erano dei “campioncini” e non delle vere tette perchè erano piccole. Poi alle mie proteste si faceva una risata e diceva che aveva scherzato. Davanti agli amici diceva anche che ero bassa di statura (sono alta 1,62), diceva che il mio stipendio era da morta di fame ma poi quando eravamo da soli diceva che mi amava, che le mie tette gli piacevano, che coi tacchi non ero poi tanto bassa, che lo stipendio che avevo poteva essere sufficiente per una come me (chissà cosa intendeva???)
    Diceva agli altri che ero tirchia, opportunista, fredda e adesso so che questo si chiama “proiezione” cioè accusava me di difetti suoi!
    Ad un certo punto è arrivato ad accusarmi di avere un altro uomo. Ero disperata perchè non avevo mai fatto neanche la civetta con qualcuno e non capivo come si fosse messo in testa una simile idea paranoica. Tre mesi lontani (perchè voleva che IO riflettessi sul nostro amore!) poi è tornato, senza sensi di colpa (si era allontanato perchè era sicuro che avevo un altro uomo), senza chiedere scusa (cosa aveva fatto di male lui?), facendo mille domande su come avevo passato quei tre mesi (quanti uomini hai avuto?), senza dire cosa aveva fatto lui (sono stato con gli amici, perchè tu no?). Poi di nuovo inganni, bugie. Non ce l’ho più fatta e sono andata a fondo della questione. L’ho trovato con un’altra e l’ho lasciato. Non so come ho trovato la forza, ero innamorata. Anche in quell’occasione sembrava che tutto quello che stava succedendo (io che lo trovo con un’altra) fosse causa mia (perchè ero andata a cercarlo?). Sono passati 6 mesi da quella terribile sera in cui sotto casa sua per poco non mi dava anche un ceffone (lui!!!), mi ha strattonata, aveva i denti digrignati.
    Da se mesi lavoro sulla mia autostima che lui aveva sgretolato a poco a poco. Ho capito solo leggendo su internet che il suo è un disturbo della personalità narcisistico. Nei periodi di massimo stress aggiungeva a tutto questo tratti marcatamente borderline. Ogni tanto aveva scatti d’ira pazzeschi, mi ha fatto fare delle figuracce perchè litigava con la gente a teatro, in macchina, al tennis. Una volta a Sharm, durante una gita in barca con pranzo a buffet, si è messo a urlare perchè non servivano i dolci e lui “voleva assolutamente” i dolci!! La gente lo guardava allibita e poi guardava me con compassione. Avevo sempre paura che venisse alle mani con qualcuno, persino con le donne a volte diventava aggressivo se per caso lo contraddivano, lo dovevo sempre calmare.
    Un minuto prima era tutto calmo e tranquillo, un minuto dopo una furia. Avevo sempre paura che si arrabbiasse per qualcosa…Negava qualsiasi evidenza, non ammetteva mai un errore suo, diceva che gli altri erano invidiosi di lui e di noi, del nostro amore. Gli altri uomini erano tutti egoisti, lui generoso, gli altri sfigati, lui intelligente e furbo. “Un uomo come me bla bla bla ” diceva sempre. Aveva sempre ragione perchè lui era saggio e conosceva la vita. Mi metteva in guardia dalle mie amiche, diceva che erano invidiose perchè loro un fidanzato figo come lui se lo sognavano e che tutte sarebbero andate a letto con lui se solo lui avesse voluto! Cercavo sempre di farlo ragionare di fargli vedere le cose dal verso giusto e più ero calma, gentile, amorevole e innamorata più lui mi strapazzava. Diceva che le donne fidanzate o sposate erano tutte furbe e traditrici, che quelle singole non ne parliamo erano “delle grandi troie frustrate in cerca di cazzi” testuali parole! Diceva che una donna sola non valeva niente, che le donne sole erano tutte depresse e patetiche. Allo stesso tempo lui le donne le corteggiava tutte istrionicamente, in modo a volte davvero stucchevole lo faceva anche di fronte a me, quando mi arrabbiavo diceva che non aveva fatto niente di male che aveva solo fatto due chiacchiere e che erano loro che avevano una gran fame di maschio e che sentivano odore di testosterone. Diceva che se fossi rimasta da sola (senza di lui) anche io sarei finita male, sarei finita nelle grinfie di qualche furbastro che mi avrebbe presa in giro e usata per un pò e poi buttata via. Diceva che le donne numericamente sono assai più numerose degli uomini e quindi ogni uomo ha a disposizione più di una donna e che quindi la donna si deve adattare a non essere l’unica (testuali parole!!). Diceva tutto e il contrario di tutto. Mi sentivo sempre inadeguata, insufficiente, sbagliata. Soffrivo di emicranie terribili, di vertigini, a volte mi girava la testa e avevo paura di cadere in terra, a volte avevo lo stomaco che sembrava un mattone e la pancia gonfia d’aria, non sto esagerando. Tutti questi sintomi sono spariti ora. Un ritratto terribile come vedete ma veritiero in tutto ve lo assicuro! E vi assicuro anche che non sono una gallina, ero solo innamorata di un uomo malato, solo che l’ho capito troppo tardi. Un uomo con 17 anni più di me che è riuscito a fare sentire me più vecchia di lui, un uomo che credevo davvero più forte e più maturo di me invece…
    Ora tutti mi dicono che ho cambiato l’espressione del viso, che ho la pelle più luminosa, che sono più carina, io mi sento leggera anche se ho sofferto tanto. So che ora andrà sempre meglio lontano da lui. So che adesso un uomo con questo disturbo di personalità lo posso riconoscere immediatamente e starmene a distanza! Fatelo anche voi!!!

  3. stefano

    Salve
    sono stato appena 3 mesi con una ragazza manipolatrice di 28 anni, e dopo avermi tradito, mi ha fatto credere che era mio figlio e voleva con le sue manovre a sposarla, aveva parlato anche col prete, incredibile, e oltre a subire la sua violenza ho subito e sto subendo le violenze dei genitori che mi descrivono e sparlano di me, in tutto il paese, come un ragazzo poco di buono, che ha messo incinta sua figlia che stava per sposarmi, e poi lo mollata. Tre mesi da incubo, me ne sono reso conto subito perche’ non accettavo i suoi ricatti e le sue contraddizioni, le sue falsità e la sua incoerenza.
    Vorrei querelarla per violenza privata e minacce.
    Non so cosa fare!
    Apetto vostri consigli.
    Grazie

  4. Nikita

    Ciao a tutti, ho vissuto x 5 anni con un uomo uguale a quello che cita dani, ma ancora sonoabbastanza confusa, perchè ti chiedi ma c\’è o ci fa? Fuori è un gentil\’uomo, ma quando stavamo soli, non sempre, a volte cambiava, sembrava lui in version cattiva, ho subitoviolenze psicologiche e fisiche, nessuno ha mai creduto
    Posso solo dire che è dura, un passo l\’ho fatto, l\’ho lasciato, ho chiesto aiuto….

  5. dani

    Nikita comprendo benissimo il tuo sentirti confusa. Le domande che ci si pone dopo una esperienza con un narcisista sono proprio queste
    “Come è possibile? Gli ho dato tutto il mio amore…”
    “Come ho fatto a sopportare tutto questo?”
    “A me doveva capitare tutto ciò?” Ci si sente increduli, sfiniti, devastati. Lavorare per ricostruire la propria autostima, recuperare le energie che il vampiro relazionale ci ha tolto, risanarsi nella mente e nel corpo: è questo quello che dobbiamo fare.
    Ti consiglio di leggere questi due libri: sono fondamentali, ti aiuteranno a capire che ciò che ti è successo.
    Hirigoyen “Molestie morali La violenza perversa nella famiglia e nel lavoro”. Isabelle Nazare Aga “La manipolazione affettiva. Quando l’amore diventa una trappola”
    In bocca al lupo

  6. Rosy

    sono 2 anni e mezzo che ho una relazione con una persona , che non fa altro che accusarmi di adulterio e di altro, non vuole che io abbia amici, non vuole che io esca di casa dopo il lavoro, e ogni volta il suo atteggiamento peggiora, specialmente se soddisfo le sue richieste… come è possibile? mi chiede di non fare una qualcosa perchè lui è geloso, non la faccio e diventa più cattivo che mai… adesso il rapporto è degenerato… ma la mia domanda è? perche non reagisco ai sui insulti?? sono sempre stata una persona tranquilla non mi piacciono le parolaccie, sono determinata e aggressiva quando qualcuno mi fa del male….. eppure quando lui mi offende io non reaggisco!!!! non sento rabbia, non sento collera… è come se lui non mi facesse nulla…. perchè????

  7. Alexa

    Grazie per tanta lucidità.

    Vorrei la stessa lucidità per descrivere la perversità in certe relazioni terapeutiche con terapeuti moralmente perversi.

    Alexa

  8. Lulluby

    é difficile credere esistano persone del genere e sembra tanto surreale il male che si possa arrivare a fare e a farsi che qualcuno potrebbe stentare a crederci, ma è realtà. Due anni e mezzo trascorsi con un manipolare doc! Sono stanca, stressata, depressa, arrabbiata e vorrei cambiare tutto e non averlo mai incontrato, ma oramai è accaduto e cosa fare? Mi ha tolto tutto e ha preso tutto. Sposato, il mister, e tutto andava bene se sposavi le sue teorie, opinioni, affermazioni, prospettive di vita, osservazioni.Tutto andava bene se rispettavi i suoi spazi, le sue uscite, le sue vacanze, le sue bugie. Tutto andava bene se restavi a casa buona e in silenzio. Tutto andava bene se facevio e dicevo quello che voleva lui. Tutto andava bene se avessi accettato anche le accuse e calunnie che ha messo in giro per nascondermi alla moglie. Calunnie e bugie sul mio conto inventate da lui e attribuite ad altri. Calunnie di cui ha cercato di colpevolizzarmi! Assurdo!Ma per quanto innamorata, non potevo non dire la mia e affermare il diritto di farlo. Il risultato? Sono io a non capire che lui e sono io la causa della fine di questo amore. Cosa ne pensate?

  9. Nikita

    Ciao a tutti, io ho seguito il consiglio di Dani, devi prendere coscenza con chi hai a che fare, è molto doloroso, è come se aprissi gli occhi in quel momento, io ancora oggi, mi chiedo come ho fatto, e perchè…. sono andata in un altra città, ho fatto denuncia, sapevo che dovevo porre fine a quella storia, negli ultimi giorni ho avuto paura, diceva a tutti che ero intenzionata ad uccidermi, e che di colpo era diventato sonnanbulo, non so se abbia giocato per farmi scappare o chissa…. non mi interessa.
    Stai sprecando le tue energie, qualunque sia la causa della fine di questo amore, a te ora non deve importare, importa che ritrovi la tua identità

  10. Cesare

    sono un manipolatore. mi riconosco in quasi tutte le descrizioni fatte.
    riconosco apertamente di aavere un problema ma soprattutto di crearne.
    mi faccio schifo, sto male, vorrei qualcuno mi aiutasse.

  11. Nikita

    In che cosa ti riconosci manipolatore, e sopratutto ne hai parlato con qualcuno?

  12. Pietro Brunelli

    Ho letto l\’articolo e i post con grande partecipazione. Sono uno psicoterapeuta, ma anch\’io sono stato vittima di una narcisista (di tipo maligno). Vi invito a partecipare al mio blog http://www.albedoblog.wordpress.com in quanto stiamo effettuando una ricerca su questi casi. In particolare si veda l\’articolo BUGIARDI, IPOCRITI, MANIPOLATORI AFFETTIVI. SAPERNE DI PIU\’ PER POTERSI DIFENDERE!

    Un agurio a tutti di potersi riprendere presto.
    Pietro Brunelli

  13. Giuseppe

    Ho frequentato per anni una manipolatrice affettiva tendente al perverso, e non capivo il perchè di tanta sua cattiveria in risposta a tanto amore e comprensione. Poi sono incappato in una ragazza affetta da disturbo bipolare, mentre a lavoro mi scontro continuamente e da due anni con uno splendido borderline-narcisista manipolatore. Assisito quotidianamente all’assurdo. E al di fuori dei colleghi del gruppo, dove, comunque, tutti hanno le proprie paure, ansie, caratteri al limite, e che sanno cosa succede nel gruppo, agli altri gruppi sembriamo incomprensibili, perchè vedono gli scontri senza che nessuno sappia effettivamente da cosa scaturiscono. Il mio sistema psicologico è al limite ed avverto i primi sintomi di cedimentostrutturale. Vi seguirò con attenzione

  14. Giulia

    La manipolazione affettiva, è subdola e sinuosa come una serpe. Adesso che ho scelto di combatterla ed lasciato da poco quel ragazzo..capisco che crea una dipendenza simile alla droga ma di certo, di amore non si tratta! Ho frequentato per due anni e mezzo, questa persona che ho idealizzato per mesi, quando lo incrociavo per strada..nutrivo un’inspiegabile attrazione prima e dopo averlo conosciuto (eppure è un tipo schivo, ombroso e non di certo carismatico)..ho sempre avverito una forte alchimia e non a caso, ci siamo trovati! Io volevo fare di nuovo un percorso doloroso e lui, per accrescere il suo potere, vittima delle sue insicurezze tardo-adolescienziali..spesso aveva bisogno di schiacciarmi e penso che persino m’invidiasse! Si, per la mia solarità e per il mio modo di essere animale-sociale..una persona in grado, di tirare fuori le proprie emozioni! Non ho avuto una vita semplice, ho sofferto molto in famiglia e qualche anno fà, anche di anoressia in ma posso dire con orgoglio, che ne sono uscita da sola e mi son detta..bé, se ce l’ho fatta a guarirmi da quella pena che mi auto-infliggevo, posso farcela anche adesso! Soprattutto ora che ho fatto grandi passi e sento il desiderio di costruire davvero, di essere padrona di me stessa..e magari di farmi anche una famiglia..lui non mi poteva garantire niente, figuriamoci questo!
    Premetto, sono una ragazza di bell’aspetto ma come tutti, posso diventare insicura e lui, fin dall’inizio ha giocato con la mia marcata sensibilità e pur sapendo i miei problemi trascorsi, ha cominciato a farmi scherzi schernevoli sul mio aspetto fisico..poi ha sempre insinuato dei dubbi su di sé..su quanto poteva tenere o no a me, sulla sua sessualità, sul fatto di poter convivere insieme o meno e su tanti altri argomenti..e il tutto condito da frasi vaghe..verità scherzate o meno non lo voglio piu’ sapere..io mi ero perduta dentro quel rebus umano! E per il resto, interiorizzava. Ed io, in tutto questo, mi spolpavo, per rimettere insieme i pessi di un rapporto che lui, scomponeva sempre. Ed io, riuscuvo sempre a giustificarlo, ero entrata nella forma-mentis delle donne che subiscono violenza “tanto lui, poverino, è fragile..”. E spesso notavo un leggero sorriso celato, che palesava quanto godesse nel farmi stare male! Sicuramente non è una persona che si accetta, né è consapevole del proprio valore e di cio’ a cui ambisce davvero nella vita. Predica la serenità ma non la sa coltivare. Mi confondeva: ribaltava le situazioni a suo favore, facendo sempre ricadere la colpa su di me, quando accennavo a della mancanze che avvertivo nel rapporto (non c’era quasi mai!) che non decollava mai davvero ed io alla fine mi sentivo spesso la colpevole..o troppo attenta a tutto o polemica..di sicuro ero diventata come non sono e mi stavo sfiorendo perdendo il controllo di ogni situazione..era quello che voleva per affermarsi, adesso lo so! Si è fatto mollare e poi, come sempre è ricomparso..mi ha visto fuori con un amico e ha fatto addirittura allusioni, come se io, con quanto lo cercavo e soffrivo per il suo scarso amore, non ci fossi mai stata! E questo solo per il suo stupido orgoglio che aveva subito un piccolo smacco perché non gli sono mai davvero interessata. Nel contempo pero’ ambiva a desertificarmi, quindi, come altre volte, per lui, avrei dovuto stare a casa a piangere! Mi sono messa al primo posto, e forse non l’ho mai fatto prima e invece..qui, c’è bisogno di farsi una bella auto-analisi (o anche si farsi aiutare) e di dare tanto amore per primi a noi stessi, per non diventare come queste persone, destabilizzanti e che dimostrano di detestare la felicità quando ce l’hanno a portata di mano! Scusate lo sfogo e grazie tante per l’ascolto.

  15. Pier Pietro Brunelli

    Ho letto l\’articolo e i post con grande partecipazione. Sono uno psicoterapeuta, ma anch\’io ho avuto la disgrazia e la debolezza di imbattermi con una narcisista patologica (di tipo maligno). Vi invito a partecipare al mio blog in quanto stiamo effettuando una ricerca su questi casi. In particolare si veda l\’articolo BUGIARDI, IPOCRITI, MANIPOLATORI AFFETTIVI. SAPERNE DI PIU\’ PER POTERSI DIFENDERE!http://albedoblog.wordpress.com/2010/03/27/bugiardi-ipocriti-manipolatori-affettivi-saperne-di-piu-per-potersi-difendere/

    Un agurio a tutti di potersi riprendere presto.
    Pietro Brunelli

  16. Nataly

    Sono attualmente alle prese con un narcisista manipolatore…il terzo significativo nella mia vita, ancora una volta la mia autostima è scesa negli inferi…che qualcuno ci salvi da questi mostri. Li chiamo così perchè sono come degli androidi, che di realmenet umano non hanno nulla…insomma degni di un film dell\’orrore.
    N.

  17. Nikita

    Ciao Nataly, io ne sono uscita e non posso negare che la ripresa è dura, è un percorso duro, ma vale la pena di farlo perchè vai verso loa tua libertà e dignità di essere donna ed essere umano a tutti gli effetti, devi salvarti tu da loro, e vedrai che dopo la tua vità cambierà perchè quest’esperienza te li farà riconoscere, quindi più attenta a chi ti circonda, devi volerlo solo tu, chiedi aiuto..

    A presto

  18. nataly

    si tesoro, ma il problema è che è la terza volta che ci casco…non posso più farcela a sopportare il dolore e soprattutto il guaio è che mi piacciono, all’inizio sono fantastici e resistere al richiamo delle sirene è dura, soprattutto perchè sei fragile e perchè ti racconti che non può essere come sembra…

  19. Pier Pietro Brunelli

    Gentile Nataly,
    mi permetto di dirti che a mio parere, se è la terza volta come dici che ti succede, non hai vissuto un vero e proprio TRAUMA DA NARCISISMO, ma qualcosa di diverso, che certamente è riferibile al tema del narcisismo e che avresti bisogno di comprendere meglio. Un saluto e auguri.

    BUGIARDI, IPOCRITI, MANIPOLATORI AFFETTIVI. SAPERNE DI PIU\’ PER POTERSI DIFENDERE !http://albedoblog.wordpress.com/2010/03/27/bugiardi-ipocriti-manipolatori-affettivi-saperne-di-piu-per-potersi-difendere/

  20. nataly

    Caro Bruno,
    secondo te non è possibile rivire più volte questo trauma?
    secondo me sì….e stavolta non è che sto meglio dlele altre volte, solo che un ababndono definitivo non vi è stato, per cui sono ancora in ballo
    insomma, per dirla spicciolamente, luisi è sempre fatto più o meno i cavoli suoi, ma non nel senso dei tradimenti, nel senso che mi ha sempre detto che detesta essere condizionato e che non vuole mai sposarsi en covivere con una donna
    io ho sempre accettato la situazione, in cui lui ovviamente è il leone, perchè quando stiamo insieme sono al settimo cielo, mi fa sentire la sua fidamzata…
    ed è qui il casino, ultimamente ha voluto conoscere mia madre e farmi conocere i suoi, ha smesso di fumare ashish quando stavamo insieme, insomma, mi ha dato uno spiraglio di maturità dopo 6 mesi che ci frequentiamo
    ij realtà nn è cambiato nulla, lui è sempre lo stesso, sono io che voglio di più e il suo non rispondee al telefono, venire da me come e quando vuole nel cuore della notte, posticiparmi alle sue cose…bhè mi fanno sentire una larva…
    è che dopo un pò credo sia normale cercare un’evoluzione in un rapporto :(
    e invece lui vuole sempre e solo dettare le regole sbilanciate ovviamente verso di lui.

  21. nataly

    scusami, sei pier pietro…pardon per la gaffe :)))

  22. Alexa

    “Care nostre adorate vittime

    NOI NARCISISTI ci comportiamo come ci viene, perché noi SIAMO NOI STESSI siete voi che vi fregate da soli quando fingete di sentire familiarità con noi che vi siamo alieni. Ci idealizzate, ci giustificate, fate finta di non aver sentito gli sfondoni che diciamo… Proprio non vi va di dover affrontare la profonda incompatibilità che c’è fra noi: perché state a pezzi, siete al limite della devastazione, e avete bisogno di credere in una divinità che vi salvI dalla vostra miseria.

    Poi un’altra cosa: noi non siamo SADICI. Questa è un’altra romantica balla che vi raccontate voi vittime, sarebbe bello se almeno godessimo delle vostre sofferenze: almeno ci sareste servite a qualcosa di utile. E invece no! Raccontatevela pure quanto volete, noi il vostro dolore non lo sentiamo affatto, non ci interessa.

    Noi siamo NARCISISTI, è completamente diverso. Per essere sadici noi dovremmo avere una qualche idea di quello che significa ‘altro’ (l’altro soffre e io godo). A noi non ce ne frega niente che esista un ‘altro’, non è previsto. Per noi narcisisti, voi vittime non siete altro che pezzi di noi, dei cartoni animati, personaggi di finzione secondari che fanno solo da spalla alla grandezza che siamo noi.

    Non potete sconfiggerci, siamo davvero onnipotenti, tutto il mondo è narcisista. Noi siamo sempre vincenti, perché il nostro carburante è la sofferenza che abbiamo intorno. Il sofferente come te è la nostra preda migliore, non per goderne, semplicemente perché essendo in uno stato di bisogno estremo, sei estremamente manipolabile: assorbi qualsiasi cosa, ti bevi qualsiasi balla.

    Per fermarci dovreste cancellare la sofferenza dalla faccia della terra.

    Buona fortuna!”

    Neologismi:
    “FINTIMO”: la finta dimensione intima che coccola il cliente da carta di credito (Clooney in “Fra le nuvole”, 2009).

  23. Pier Pietro Brunelli

    Cara Alexia
    seppure il tuo intervento possa fare incazzare le cosiddette vittime è molto importante al fine di capire che, in realtà, che sia i narcisisti patologici e i loro partner sono entrambi vittime di una patologia che appare incurabile… chissà che il tuo intervento non apra la strada per una terapia della coppia a sfondo narcisistico … in fondo il problema non è di darsi colpe reciproche (ciò accade per l’emotività), ma quello di stare un po’ meglio tutti quanti (altrimenti se non si vuole questo non è che si è malati, ma si è un po’ stupidi…). Comunque, io credo che da quello che scrivi, o tu hai una eccezionale capacità di elaborazione rispetto a te stessa (cosa che i narcisisti patologici, non hanno e se la hanno non hanno il coraggio di esprimeral come fai tu) oppure che tendi ad identificarti erroneamente con l’etichetta di narcisismo patologico, in quanto l’informazione divulgativa su questo tema ha purtroppo dato luogo ad interpretazioni personalistiche che non sempre sono corrette.
    Comunque, forum e chat possono servire per sfogarsi e per riflettere un pochino, ma certo non sono il luogo attraverso il quale proporre sentenze e trarre conclusioni, quindi anche il mio intervento è puramente di riflessione e, in questa sede, lascia il tempo che trova.
    Infine, nonostante tu ti esprima in modo aggressivo, io considero il tuo intervento come un provocatorio atto di sincerità che esprime in fondo un senso di responsabilità ed un bisogno di contribuire affinché tutti, narcisisti patologici e non, vittime e non possano capire e stare meglio (in pratica offri una medicina che è amara, ma che può servire a stare meglio… il mio intervento in questo senso è quello di indicarne la posologia ed evitare che abbia effetti collaterali eventualmente troppo nocivi).
    Un caro saluto…

    P.S.
    Ogni tanto consiglio di mollare questo problema, ad esempio invito ad interessarvi a quanto sta succedendo ai terremotati dell’Abbruzzo, immaginatevi come sarebbe importante tradurre la nostra aggressività e il nostro vittimismo per la giustizia e il benessere sociale, quest sì sarebbe una grande comune terapia, libera e individuale, che non richiede psicoterapeuti o altri gure, ma che parte dal proprio senso di responsabilità civile. Ecco perciò che vi trasmetto questo comunicato che potete trovare su Facebbok nell’iniziativa NO TG1 a cura di Raffaele Di Lorenzo:

    Ventimila persone in strada, nell’Aquila terremotata, un’intera città a ricordare che la situazione nel cratere è ancora disperata. Amministratori pubblici di destra centro e sinistra, di ogni ordine e grado che per primi occupano l’autostrada. Una delle manifestazioni più forti e significative degli ultimi anni. Eppure il tg1 e il tg2 hanno ignorato la notizia. Solo Tg3, La7, Tg5 e Sky hanno trattato l’argomento. Per Augusto Minzolini invece la manifestazione aquilana è stata ritenuta meno interessante di un servizio dedicato nientemeno che alla Nutella. Per il tg2 questa volta non c’è stato spazio per i terremotati perchè bisognava parlare assolutamente dei danni derivanti dagli interventi estetici. Un’emergenza nazionale. E in generale la reale situazione del cratere sismico, dove ci sono 16mila disoccupati, milioni di metri cubi di macerie ancora da rimuovere, una città ancora da ricostruire, centiania e centinaia di persone che dormono ancora in garage , baracche e divani di amici e parenti perchè le Case e Map non sono per tutti, per questi dipendenti pubblici dei tg della Rai, pagati dai contribuenti profumatamente, non sono una notizia, a differenza delle sagre di prodotti tipici in Val Brembana e Cisternino, dei reportage sui gatti, sui cardellini, o sulla passione degli italiani per la pastasciutta, delle tette al vento di qualche velina, parperina, letterina al mare. GIORNO 1 LUGLIO METTIAMO TUTTI LA FOTO CHE VEDETE IN QUESTO EVENTO, DICIAMO NO AL TG1 NOI VOGLIAMO UN INFORMAZIONE LIBERA…

  24. nataly

    Mi auguro che tu abbia semplicemente riportato un brano di qualcun altro.

    1) non credo sia vero che voi non avete bisogno di noi, in quanto spesso soffrite di grave dipendenza affettiva

    2) siete sadici nella forma più pura del termine: come hai detto, non sentite l’altro e questo vi rende le persone più crudeli che possano esistere, nelle forme più gravi del disturbo siete infatti dgeli assassini

    3) è vero, siamo noi che non vogliamo vedere, ci piacete anche perchè ci riflettete un senso di grandezza al quale noi, con la nostra scarsa autostima, non sappiamo resistere…ma che tristezza quando scopriamo che era tutto un bluff, che in realtà siete ometti piccoli così, talmente piccoli che pur di non restarne devastati vi prendete in giro da soli

    4) l’attrazione c’è e chi lo nega…..chi è causa dei suoi mali pianga se stesso….ma non state a farmi credere che dovremmo invidiarvi..noi abbiamo dentro (seppur a volte depressi) quella energia vitale che fa girare questo pianeta, noi sappiamo gioire per altre persone, disperarci per loro, un giorno avere dei figli e far loro sentire cosa significa essere amati…

    5) voi tutto questo ve lo sognate, perchè dentro la vostra anima alberga soltanto la morte :)

  25. Pier Pietro Brunelli

    Gentile Alexia, ancora una cosa, ho pubblicato la mia risposta al tuo intervento sul mio blog http://www.albedoblog.wordpress.com nell’ indirizzo http://albedoblog.wordpress.com/2010/03/27/bugiardi-ipocriti-manipolatori-affettivi-saperne-di-piu-per-potersi-difendere/#comment-76
    ma non mi sono permesso di pubblicare il tuo intervento, che come hp detto nella mia risposta, al di là della sua carica emotiva, contine importanti elementi per comprendere nell’interesse di tutti, a livello divulgativo e scientifico. Quindi se ti chiedo l’autorizzazione a pubblicare il tuo intervento, nel mio commento 31 all’indirizzo sopra indicato dove riporto la mia risposta a te ed altre precisazioni. Naturalmente altre tue precisazioni saranno accolte con interesse.
    Un caro saluto
    Pier Pietro Brunelli

  26. Alexa

    Caro Pietro

    Sapevo che avresti apprezzato… Hai la mia autorizzazione a pubblicare tutto quello che scrivo, senza neppure dovermi citare: al diavolo il copyright.

    Per la causa questo ed altro.

    Alexa

  27. Pier Pietro Brunelli

    Grazie Alexa, per il tuo sacrificio e la tua collaborazione. Un caro saluto. Pietro

  28. paola

    Cara Alessia,
    secondo me sei solo narcisita, non sei narcisista patologia.
    Mi dispiace se ti volevi definire tra le righe pazza perversa o disturbata, o con qualche follia mentale, visto che l’articolo tratta proprio di questo. . Anzi, secondo me sei normale come tante altre, come tutti gli altri. …..Nulla di piu’.
    Abbi cura di te.

  29. Giuseppe

    Cara Alexia, cari tutti. Mi sono fatto fuori il manipolatore perverso, facendolo cadere nella sua stessa trappola. Ad essere cattivi, e furbi, alle spese delgli altri ci riusciamo tutti, solo che c’è chi lo fà perchè è senza anima, rispetto, altruismo, serietà, e tanto altro e chi lo fà per difendersi da queste bestie. Perchè non siamo meno intelligenti o meno furbi. Siamo più umani. E l’umanità non è una debolezza, ma una virtù! Bye Bye!

  30. nataly

    A me sembra che alexia ci stia prendendo tutti in giro …e comunque quelle parole non credo provengono da lei…

  31. Alexa

    \"Cari nostre FONTI DI COMPENSAZIONE NARCISISTICA

    NOI NARCISISTI siamo da ammirare anche solo per quanto dolore abbiamo dovuto sotterrare, per aver dovuto rinnegare noi stessi per lasciarci omologare a vantaggio della collettività. Nostro malgrado, quando non potevamo opporci.

    Noi siamo le vere vittime della società: per questo TUTTO CI E\’ DOVUTO. Piantatela di accusarci di essere egoisti: noi siamo NATI DERUBATI!

    Per fortuna siamo sempre più numerosi, sempre più infuriati, sempre più assetati di sangue. Nessuno può restituirci la nostra anima, ma il mondo deve pagare.

    Essere come tanti altri? Certo, proprio perché ci siamo dovuti omologare per il bene comune, abbiamo un disperato bisogno di sentirci unici, speciali, meravigliosi.

    Ma non capite che è proprio il numero la nostra forza? Proprio perché siamo tanti e siamo tutti uguali vinciamo sempre.

    Noi abbiamo fatto del nostro punto debole la nostra forza.

    Fatelo anche voi, vedrete che con noi starete bene.\"

    CITAZIONI:
    \" Il paziente non si sente accettato a meno che senta accettati anche i suoi lati peggiori\" (C. G. Jung)

  32. nataly

    Cara Alexia, mi spaventi davvero, lo sai?
    sia per la tua intelligenza, sia per la capacità di capire le vittime dei narcisisti…è assurdo, come voi nbarcisisti abbiate una spiccatissima sensibilità, che poi però utilizzate per uccidere moralmente le vittime
    Questa è diventata ormai una guerra, tra i vampiri e gli esseri umani…ed è vero che siete tanti…ed è vero che ad aver a che fare con voi si corre il rischio di rimanere infettati…è successo anche a me..come cho viene morso dal vampiro
    Vi detesto con tutta me stessa e al tempo stesso vi amo, perchèp di amore sono ancora capace al contrario di voi..ma vedrai che smetterò di provare questo idiota setimento.
    O meglio lo proverò, ma per qualcuno diverso da voi…e allora sarò salva
    E’ vero che siete tantissimi, è vero che siete stati a vostra volta delle vittime e se penso al dolore che avete vostro malgrado subìto mi viene da piangere, perchè io so ancora cosa significhi provare dolore per qualcun altro.
    Sto soffrendo tanto, ancora una volta, a cauysaq di uno di voi…ma voglio salvarmi, non voglio diuventare una zombie pure io e vivere da cadavere.
    Fuori dalla mia vita, fuori dal mio cuore.

  33. Nini

    Cari tutti,
    Grazie per aprire questo blog, mi sta aiutando a capire tante cose ed a sapere di non esere la sola al mondo che vive una situazione surreale in familia, ed e proprio di questo che vorrei parlare: come si fa quando ci sono bambini di mezzo? vorrei reaggire proprio per mio figlio di 4 anni pero ho paura a fargli del male disgregando la familia? ero una ragazza solare e dopo 10 anni con un uomo cosi (magari non essageratamente) ma con tantissime delle caratteristiche citate prima, mi sono sentita dire dai miei genitori, familia ed amici in generale, che non sembro piu io, che non mi riconoscono piu…sono diventata una persona ombrosa non piu solare, triste no? per farvi capire un po di piu la situazione ”il mio vampiro” ci sta riuscendo a far diventare una caraibica (sono nata li) cioe una persona molto solare, in un persona triste…e una continua lotta, perche a lui non va giu che ho resistito ed io non mi lascio del tutto manipolare ma ogni tanto mi stanco, sto male, piango …non mi puo vedere felice, se io ballo o canto lui cerca la maniera di guastare la mia ”festa”…Dr. che ne pensa, si possono ”sanare” le persone cosi? o dobbiamo lasciar perdere e fuggire prima d rimanere senza sangue? se mi allontano di lui penso di fare un torto a mio figlio di soli 4 anni, che poverino ripete in continuazione che non vuole allontanarsi de la sua terra cioe l’italia, de la sua casa, dei suoi amichetti, de la scuola materna, mio figlioletto e molto intelligente ed ho paura che sta assorbendo troppo, secondo me il bimbo ha capito che non e una situazione normale e che io prima o poi lo prendo ed scappo(io non ho mai parlato di questo col bimbo che e piccolissimo), perche continua a pregarmi di non allontanarlo di qui ed io non so cosa fare…vorrei tanto sapere se si puo convivere con un manipolatore e vivere una vita normale (cioe si puo domare al meno un po le persone cosi?) un manipolatore puo sanare, puo cambiare….posso fare qualcosa per diffendermi da lui, cioe una mia amica mi diceva che e riuscita a ”domare” il suo manipolatore facendo la menefregista, lei mi dice che fa finta di essere rivestita di burro e che tutto le scivola adosso, ma io so che comunque chi ne fa le spesse e lei, perche ci sofre cmq anche se meno di prima, perche lei deve fingere di essere quella che non e..che ne pensate? tengo a precisare che io ho un carattere forte ed e per questo che non e ancora riuscito a distrugermi del tutto, ma cmq penso che questo non e vita, quella con un manipolatore avaro (in tutti i sensi economicamente, emotiva ed sessualmente)…io ho notato che ci gode nel vedermi soffrire e penso che il mio primo paso sia non farglielo vedere , ma la sofferenza e li cmq…

    La mia domanda definitiva e: Si potrebbe manipolare un manipolatore?

    scusate se il mio italiano non e perfetto ma non e la mia lingua madre…

    baci a tutti, tanto amore e pace….

  34. nataly

    hai proprio ragione, i manipolatori sono AVARI: emotivamente, economicamente e anche sessualmente! pensa che in 6 mesi di relazione non sono riuscita a venire neanche una volta, perché anche se il rapporto dura mez’ora, io non mi fido di lui, sneto che in fondo pensa solo a se stesso….eppure lo amo.
    che fregatura…amo la sua crudeltà anche, il suo modo sottile di torturarmi psicologicamente.
    Io credo che la miglior cosa da fare per te sia allontanartene, non è necessario sradicare tuo figlio dall’italia, puoi rimanere qui, no??
    dobbiamo anche capire che siamo malati pure noi, perchè attratti da gente di questo tipo.
    io l’ho capito, ma da qui a uscirne è una parola…abbiamo perso di vista tutto, l’amore nn può essere questo, io non lo ricordo così…l’amore da benessere, gioia autentica, esalta la nostra autostima…come facciamo a salvarci da questo virus????? :(((((((((((((((((((

  35. Giulia

    Cara Alexa..come mai hai bisogno degli altri? Tu sei la vera dipendente. La ricchezza di una persona, la vera forza, risiedono dentro noi stessi..come mai hai bisogno di essere innalzata, ovvero che qualcuno ti faccia sentire speciale? Come vedi hai bisogno di supporti esterni. Non credi che dietro la tua aggressività, questa \"sete di sangue\", si nasconda una grande fragilità? Derubata di cosa e da chi?!? Forse dovresti cominciare a chiedertelo perché ricorda, che nella vita, tutto torna indietro..azioni buone e azione cattive..mio padre è stato 20 anni con la sua seconda moglie, una donna calcolatrice, spietata che approfittando della sua malleabilità, lo ha isolato da molte persone ma stai sicura che adesso..volerà fuori di casa e non saprà davvero come rimediare e adesso, con chi se la rifarà? Adesso che è vecchia e piu\’ brutta di sempre (perché la cattiveria sfiorisce) chi troverà su cui sfogarsi..chi le darà cio\’ che non si è mai data da sola?! Io ho avuto la forza di mollare uno come te (che avuto solo 2donne prima di me..chissà per quale ragione) e subito dopo, ho rotrovato mio padre..perché forse, esiste anche una giustizia universale.
    Ti si prospetta davvero un roseo futuro se non risolvi il tuo infimo logorio interiore..non penso che tu stia bene ma cio\’ non mi tange, né mi compromette il sonno..io ho cominciato a fare del bene altrove..a me stessa, a gli amici e negli ospedali tra i bambini e francamente mi sento molto meglio di quando mi prendevo cura di una persona contorta che disprezzava la vera felicità.
    Un caro saluto.

  36. Giulia

    Ah..dimenticavo, Alexa.. cio’ che ti nutre, ti distrugge.

  37. Umaluna

    Ciao a tutti, è la prima volta che scrivo e prima di dire la mia, devo complimentarmi con tutti voi per la bellezza di tutti gli interventi. C’è tanto da imparare dalle esperienze che raccontate e mi ritrovo in pieno. Avevo un fidanzato narcisista vampiro. Da manuale! Di quel gioco lì, l’unico che sanno giocare, le regole le fanno loro. E l’errore che facciamo noi è dimenticarci delle nostre regole, cercare di adattarci alle loro o peggio cercare di trovare un punto di comunicazione che inevitabilmente ci vedrà perdenti. I linguaggi sono diversi, i codici di comportamento idem. I narcisi vampiri sono un po’ come alcune specie di animali: i parassiti. Non ci si può arrabbiare col pidocchio che ti mangia le rose. E’ pidocchio. Che gliene frega se non sei d’accordo. Tu non esisti. Esiste lui e ha fame. Sempre. E il pidocchio sa che tu coltivi con amore le sue rose (che poi sono le tue…). Sa che tanto ci sei. Ma lo spray anti pidocchio esiste. Pidocchio a parte, io dalla mia storia ne sono uscita perché ho scoperto involontariamente l’antidoto: i narcisi malati non sanno divertirsi, non sanno lasciarsi andare, ma soprattutto… non hanno il senso dell’ironia (il mio ex nemmeno quello dell’umorismo per la verità). Ergo: trova la forza di spiazzarlo con una certa spensieratezza. Riscattati: prendilo un po’ per i fondelli, infierisci su una sua debolezza … distruggilo con una risata. E intanto fa bene anche a te perché ti rafforzi un po’ e sdrammatizzi; forse un gorno riuscirai a veder il personaggio per quello che è. Un brutto e inconsapevole pidocchio su una bella rosa fiorita.
    Secondo me Alexa, non sei quel genere di Narcisa. Sarai Narcisa di brutto, ma sei Narcisa Fiore. Hai solo bisogno di un pubblico, ma ti piace divertirti (perché sai che le spari davvero grosse) e sai divertire. Quindi dài (nel senso di dare).

  38. Alexa

    Grazie Umaluna

    Mi ritrovo in pieno in queste ultime tre righe che mi descrivono. Purtroppo però ho anche abusato alla grande di alcuni miei ex. Ma credo di essere sulla via della consapevolezza. Per me è solo con la consapevolezza che se ne può uscire (dal noarcisismo, non dal trauma da narcisismo, ovviamente).

    Complimenti per l’immagine del pidocchio e delle rose! Fra tutte quelle che ho trovato finora è quella che rende meglio la sbadataggine con la quale questi individui compiono i delitti affettivi più spietati.

    Alexa

  39. Nini

    Ciao a tutti,,,,,Grazie Umaluna,

    Sai con la tua ilustrazione del pidocchio mi hai fatto sorridere, e poi con il tuo consiglio sono molto d’accordo, anzi ho iniziato a metterlo in pratica ed i risultati sono incredibili…per la prima volta ho visto il ”mostro” contorgersene ante una mia ”stoccata”, nn sai che piacere ho provato.
    Cmq ringrazio Dio perche mio marito non e completamente malvaggio e ”borderline’ e anche consapevole come Alexa, cioe riconosce tante cose, e a volte, non lo dice ma ho visto e notato adirittura che prova un po di sensi di colpa, cosa che ritengo positiva …ecco il perche delle mie domande: un ”vampiro afettivo” puo cambiare, cioe se potrebbe curare questo disturbo? si puo manipolare un manipolatore?
    vi prego aitatemi, ho un bimbo di 4 anni molto sveglio che secondo me capisce tutto e ne sofre.

    bacini e amore a tutti.

  40. Nini

    scusate ho comesso uno svaglio sopra , volevo dire che mio marito non e completamente malvaggio ma borderline…

  41. Alexa

    Cara Nini (come sei tenera) e tutti quanti: sono sempre io, Alexa.

    Personalmente ritengo che un qualsiasi NARCISISTA che tocchi DAVVERO il fondo avvicinandosi così alla condizione BORDERLINE, ha un’occasione unica per rinnovarsi.

    Nella condizione BORDERLINE – al contrario di quello che si dice – si ha un migliore contatto con la realtà, si ha meno interersse (e anche meno competenze relazionali) a tenere in piedi un’immagine surrettizia di se stessi che tanto non regge (se ci si fa dura pochissimo).

    Come si dice nei gruppi di recupero basati sui Dodici Passi, quando tocchi il fondo per lo meno puoi darti una bella spinta per tornare in superficie, cosa che non puoi fare se ti ostini a non mettere il piedino sul fondo.

    E ogni volta che noi (nevrotici, dipendenti, codipendenti, ossessivi, compiacenti, masochisti di ogni sorta) aiutiamo questi infelici a fluttuare a tempo indeterminato per risparmiare loro la terrorizzante esperienza di toccare il fondo col piedino, così facendo contribuiamo a farli restare quello che sono: delle NON-PERSONE.

    Per me, un narcisista inizia a crescere quando si confronta con l’oggettività delle cose, con i sentimenti degli altri, con le conseguenze di quello che fa. Crescono quando trovano il coraggio di guardarsi allo specchio, di valutare le cose su basi concrete.

    Ma c’è una cosa che non dice mai nessuno (motivo per il quale la mia terapia è durata ben 23 anni), e la ripeterò fino allo sfinimento:

    I NARCISISTI SONO INNANZITUTTO VITTIME. Se non capiscono questo, se non sentono questo dolore, se continuano a raccontarsela, se non ammettono di aver preso un’inculata colossale, se non gestiscono la rabbia che ne deriva, se non elaborano la perdita, se non si danno il tempo di accettarla, se non si confrontano a viso aperto con gli artefici della loro miseria, possono forse autocondizionarsi fino ad assomigliare a un “EX-NARCISISTA EVOLUTO”, ma la sostanza non cambia.

    Diceva uno (non ricordo chi: il più grave problema dell’uomo dei nostri tempi è quello di non saper più elaboraare il dolore del lutto e della perdita. Questo fa della nostra società una società di morti che camminano.

    Be’, a casa mia i morti hanno diritto a una degna sepoltura, dopodiché se ne stanno sotto terra per l’eternità.

    Un saluto a tutti

    Alexa

  42. Giulia

    Annuncio a tutto le vittime..forse è scontato mettervi in guardia, se con fatica siete riusciti ad uscire da un rapporto con un manipolatore affettivo..cio’ che voglio dirvi è questo: non è che “a volte ritornano” ma ritornano sempre..ieri mi ha telefonato il mio ex, dopo un mese che ci siamo lasciati (almeno x la quarta volta in 2anni e mezzo, per causa sua, chiaramente)..quindi siate forti e indipendenti..non c’è droga piu’ distruttiva di quella!
    E ribadisco..non è amore..come al solito lui, non ha pensato a chi c’era dall’altra parte del filo, ai miei sentimenti, a me come soggetto (bensì come oggetto), non puo’ amarmi perché non si ama e disprezza la felicità..ma ha BISOGNO DI ME. Questo è il suo nutrimento, non puo’ stare nella storia ma neanche senza di me. E’ malato e la cosa peggiore è che NON VUOLE GUARIRE perché scavare gli farebbe troppo male. Chiaramente mi ha parlato senza dirmi niente, a parte che voleva vedermi, senza spiegazione alcuna (bel personaggio, sì) ..voleva sapere come stavo e dirmi che era il 34anniversario di matrimonio dei suoi e che tengono tanto a me (solo per persuadermi perchè sa quanto tengo alla famiglia..non avendone mai avuta una)..e che aveva il magone, a sentirmi parlare..ch’era “giusto” chiamarmi x sapere come mi sentivo e altre cose patetiche e inutili che ormai mi toccano ben poco perché io mi amo e mi oppongo alle mie preversioni mentali, quelle poche rimaste..si perché non sento piu’ l’esigenza di soffrire e anche se ho qualche volta ho delle ricadute di amlinconia..son sparita e siccome ha saputo che io sto molto bene, da una sua amica che mi ha vista di recente..non se ne capacitava, non gli tornava..! Mi ha chiamata solo per una questione di controllo su di me ma io non gli ho dato nessun appiglio ed ho risposto che non volevo vederlo. Si è vendicato x il mio no, insinuando il dubbio (come sempre) che vorrebbe essere soltanto un amico ma so che non è così. Poi ha recitato la parte della vittima, dicendo che lui (ha 31anni come me) è rassegnato alla tristezza..ne vede tanta in giro, fra le coppie!
    Dopo quella frase, ho voluto subito riattccare..sono problemi suoi. Io coltivo la felicità, ci credo e la voglio trasfondere. Non mi farà credere un’altra volta che la sofferenza è normalità! Io assecondavo il suo gioco, consapevole o meno, solo xché avendo avuto una vita non facile, pensavo che il dolore fosse parte integrante della quotidianità..poi, il riscatto, il risveglio!
    Se vuole essere infelice, ci riuscirà infatti ce l’ha fatta ad allontanarmi per sempre..ora sì che sarà felice..e forse lo sarà ancora di piu’ quando troverà una persona davvero cattiva che gli farà soltanto del male!
    Potrei tornare con lui solo se decidesse di mettersi in cura da uno psicologo davvero competente ma non ha mai avuto l’intenzione, purtroppo.
    Un abbraccio a tutti.

  43. Umaluna

    Ciao, care Tutte. Torno per la puntata nuova perché vedo che c\\\’è stato un po\\\’ di movimento in questi giorni. A istinto mi vien da dire…
    A Nini: se pensi che ci sia solo un barlume di possibilità perché tuo marito abbia voglia di affrontare la cosa e tu sei sicura che lui ti ama _almeno_ quanto tu ami lui (non un zic di meno, però eh…) non mollare e incoraggialo. Sostienilo. Su come funziona ti ha risposto benissimo Alexa. Ti dico anche che non so se si può manipolare un manipolatore. Ma anche se si potesse, perché mai dovremmo farlo? Per amore, ma la manipolazione è un tramare per ottenere qualcosa da qualcuno in modo indiretto e poco pulito. E perché dovremmo abbassarci a diventare così? A te piace un manipolatore? No e allora. Non ti abbassare. Non ti piaceresti più. Ed è lì che poi il vampiro azzanna, quando sei debole e ti piaci di meno, quando ti dimentichi di te stessa e del rispetto che meriti sempre e comunque, perché se già non ti vedeva prima, così ti passa sopra come un treno. Poi a manipolare sarebbe sempre più bravo il vampiro. Investiamo invece in autostima. Investiamo anche nelle piccole cose. Facciamoci belle, facciamo qualcosa per noi e per chi ci sa apprezzare senza “manipoli”. E qui Giulia: hai ragione e per evitare il rischio di ricadute devi rileggerti ogni sera :-)) occhio che hai dentro ancora la rabbia. La rabbia va bene ma serve per riscattarsi e basta. Non si può vivere attaccati all\\\’idea che quello lì trovi qualcuno che lo faccia soffrire. Non porta da nessuna parte e non ti rende una persona migliore. Se lo risenti e spero di no, digli che c\\\’è TANTA felicità anche tra il mondo dei single :-)). Parola di divorziata, single di ritorno e rifidanzata per scelta. Guarda, c\\\’è talmente un casino felice qui fuori che lui non ne ha idea.

  44. Nini

    Grazie a tutti ma specialmente a Umaluna e Alexa, con i vostri consigli e dritte mi avete aiutato un sacco, non sapete quanto…almeno sto capendo tante cose, e poi a casa mia le cose hanno migliorato bastante, non saprei dire s’e e perche io sono piu consapevole adesso di come sono le cose, sono anche piu capace di gestire la situazione o sto imparando a gestire lui e la sua ”malatia”, ma la cosa ragazze sta funzionando. Oh Dio, non si sa mai, mi auguro che non sia una sua mezza in scena, o sia, che stia facendo finta di migliorare, per studiarmi e poi tornare quello di prima. Ma ci sto provando a parlare con lui es sta cambiando atteggiamento, io cmq non abbasso la guardia che non si sa mai, hehehe, grazie a voi ragazze sono diventata piu forte contro questo male, e non mi sento piu sola…

    bacini, amore e pace a tutti quanti!

  45. nataly

    La personalità NARCISISTICA

    (Tratto da Nancy Mc Williams – “La diagnosi psicoanalitica”)

    Gli psicoanalisti definiscono narcisistiche le personalità organizzate intorno al mantenimento della propria autostima tramite le conferme provenienti dall’esterno. Tutti noi siamo in una certa misura suscettibili circa la nostra identità personale e il nostro valore e cerchiamo di vivere in modo da sentirci bene con noi stessi. Il nostro orgoglio viene aumentato dall’approvazione e ferito dalla disapprovazione. In alcuni di noi la continua ricerca di “rifornimenti narcisistici”, o sostegni dell’autostima, eclissa talmente ogni altra questione da farci apparire eccessivamente concentrati su noi stessi.

    Il narcisismo, normale o patologico, è un argomento cui Freud (1914b) ha prestato un’attenzione ricorrente. Egli trasse il termine dal mito greco di Narciso, il giovane innamorato del proprio riflesso nell’acqua, che morì per un desiderio che la sua immagine non poteva soddisfare. Freud però aveva poco da dire sulla terapia di coloro in cui le preoccupazioni narcisistiche hanno un ruolo centrale.

    Si è notato che alcune persone hanno problemi di autostima che non possono essere spiegati unicamente in termini di pulsioni e conflitti inconsci e che, di conseguenza, sono difficili da trattare facendo riferimento a modelli di terapia basati sul conflitto. All’esperienza di tali persone sembra adattarsi meglio un modello di deficit: nella loro vita interiore manca qualcosa.

    Preoccupate di come appaiono agli altri, le persone con personalità narcisistica possono sentirsi intimamente disoneste e incapaci di amare. Ciò che le persone narcisistiche hanno in comune è un senso interiore e/o terrore di inadeguatezza, vergogna, debolezza e inferiorità. I loro comportamenti compensatori possono essere molto diversi, ma rivelano preoccupazioni simili.

    I narcisisti sono spesso elusivi nella loro patologia e non sono così manifestatamente dannosi. Gran parte delle nostre idee su ciò che potrebbe predisporre a un’organizzazione di tipo narcisistico proviene dalle osservazioni cliniche. Il tema più ricorrente nell’ambito della letteratura relativa a questo argomento è la possibilità che le persone a rischio di sviluppare un carattere narcisistico siano costituzionalmente più sensibili di altre ai messaggi emotivi non verbalizzati. In particolare, il narcisismo è stato associato al tipo di bambino che sembra percepire in modo quasi soprannaturale gli affetti, gli atteggiamenti e le aspettative non dichiarate degli altri. Sentimenti di vergogna e timori di essere svergognati pervadono spesso l’esperienza soggettiva dei narcisisti. Il senso di colpa è la convinzione di essere cattivi o di avere compiuto una trasgressione e viene facilmente concettualizzato nei termini di un genitore interno critico, o di Super-Io. La vergogna è il sentimento di essere considerato cattivo o trasgressivo. La colpa si accompagna al sentimento di un’attiva potenzialità a fare il male.

    La propensione all’invidia della persona narcisista è un fenomeno connesso. Se sono interiormente convinto di avere qualche mancanza e di essere continuamente a rischio di venire scoperto nelle mie debolezze, sarò invidioso di coloro che appaiono soddisfatti o che hanno quelle risorse che secondo me potrebbero compensare le mie mancanze. L’invidia potrebbe anche essere alla base dell’atteggiamento giudicante, verso se stessi e verso gli altri, che si osserva spesso nelle persone narcisiste. Se mi sento carente e percepisco che a te non manca nulla, cercherò di distruggere quello che hai deplorandolo, disprezzandolo o criticandolo.

    PROCESSI DIFENSIVI E PROCESSI ADATTIVI

    L’idealizzazione e la svalutazione sono le difese da cui dipendono in modo più fondamentale. Queste due difese sono tra loro complementari nel senso che quando il Sè è idealizzato gli altri sono svalutati e viceversa. Un’analoga posizione difensiva in cui sono intrappolate le persone motivate narcisisticamente riguarda il perfezionismo: perseguono ideali irrealistici e si convincono di averli raggiunti (esito grandioso) oppure rispondono al fallimento con il sentimento di avere in sè una grave pecca, non accettando la propria umana fallibilità (esito depressivo). La richiesta di perfezione si esprime in un atteggiamento cronicamente critico verso di sè o verso gli altri e nell’incapacità di provare gioia in mezzo alle ambiguità dell’esistenza umana. A volte le persone narcisiste risolvono il loro problema di autostima considerando perfetto qualcun altro e poi gonfiandosi nell’identificazione con quella persona.

    LE RELAZIONI OGGETTUALI

    Sebbene sia raro che una persona con un disturbo narcisistico della personalità venga in terapia con l’esplicito obiettivo di migliorarsi, non è insolito che si renda conto che nelle sue interazioni con gli altri qualcosa non funziona. Uno dei problemi nell’aiutare questi pazienti è far loro capire cosa significa accettare qualcuno senza giudicarlo nè sfruttarlo, esprimere sentimenti sinceri senza vergognarsi.

    Gli psicologi del Sè hanno coniato il termine “oggetto sè” per indicare quelle persone che nella nostra vita alimentano un senso di’identità e di considerazione attraverso la loro conferma, ammirazione, approvazione. Contribuendo a modulare l’autostima, essi collaborano o si sostituiscono a ciò che gran parte di noi fa anche interiormente. Tutti abbiamo oggetti-sè e ne abbiamo bisogno; se li perdiamo ci sentiamo sminuiti. Tuttavia, la realtà e la moralità esigono che gli altri siano qualcosa di più di oggetti-sè, che si riesca a vederli come realmente sono e nei loro bisogni, e non soltanto in termini di ciò che fanno per noi.

    La persona narcisista ha talmente bisogno di oggetti-sè da far impallidire gli altri aspetti del rapporto. Dunque, il costo più pesante di un orientamento narcisistico è l’arresto dello sviluppo della capacità di amare. Il bisogno soverchiante di essere rassicurati del proprio valore toglie ogni energia per gli altri, tranne che nella loro funzione di oggetti-sè ed estensioni narcisistiche. Il narcisista invia dunque agli amici e ai familiari messaggi ambigui: il suo bisogno degli altri è profondo, ma il suo amore per loro è superficiale.

    Molti analisti sono convinti che alcune persone si comportano in questo modo perchè a loro volta sono state usate come appendici narcisistiche. E’ possibile che i pazienti narcisisti abbiano avuto un’importanza centrale per i genitori o altre figure di accudimento non per quel che erano veramente ma per la funzione che svolgevano. Tale messaggio fa si che il bambino creda che se vengono scoperti i suoi sentimenti reali verrà rifiutato o umiliato. Questa situazione favorisce lo sviluppo di quello che Winnicott (1960a) ha chimato “falso Sè”, e cioè la presentazione di quegli aspetti che conosciamo come accettabili.

    Un altro aspetto caratteristico dell’educazione di persone che diventano narcisiste è un’atmosfera familiare di continua valutazione. Se sul figlio sono investite aspettative vitali per la propria autostima, ogni volta che le deluderà sarà direttamente o indirettamente criticato. L’atmosfera valutativa di orgoglio e plauso costanti è ugualmente dannosa per lo sviluppo di un’autostima realistica.

    Una possibile conseguenza del perfezionismo dei narcisisti è il tentativo di evitare ogni sentimento e azione che esprima la consapevolezza sia della fallibilità personale sia di una realistica dipendenza dagli altri. In particolare, i narcisisti tendono a denegare rimorso e gratitudine. Il rimorso per un proprio errore o un’offesa arrecata implica l’ammissione di un difetto; provare gratitudine per l’aiuto offerto da qualcuno vuol dire riconoscere il proprio bisogno. Poichè la persona narcisista tenta di edificare un senso di sè positivo sull’illusione di non avere nè difetti nè bisogni, teme che l’ammissione di un senso di colpa o di dipendenza tradisca qualcosa di vergognosamente inaccettabile. Scuse sincere e ringraziamenti sentiti saranno quindi rigorosamente evitati o gravemente compromessi nella persona narcisista, con grande impoverimento delle loro relazioni con gli altri.

    Chiedersi se nell’evoluzione del narcisismo patologico venga prima lo stato del Sè grandioso o quello del vuoto e vergogna può essere l’equivalente psicoanalitico del dilemma dell’uovo e della gallina. Questi stati egoici contrastanti sono intimamente connessi, come la depressione e la maniacalità sono i lati opposti della stessa medaglia psicologica.

    TRANSFERT E CONTROTRANSFERT

    La prima cosa che il terapeuta nota è la mancanza di interesse del paziente per le esplorazioni del transfert, che gli altri tipi di persone trovano interessanti e utili. I pazienti narcisisti hanno forti reazioni nei confronti del terapeuta; possono svalutarlo o idealizzarlo con notevole intensità. Tuttavia, sono stranamente poco interessati al significato di tali reazioni e sinceramente disorientati per l’attenzione che il clinico presta loro. Si ha la sensazione, da parte del terapeuta, che venga annullata la propria realtà di essere umano dotato di una certa competenza che sta sinceramente cercando di aiutare. Collegati a questi fenomeni sono i controtransfert che implicano noia, irritabilità, sonnolenza e una sensazione vaga che nel trattamento non accada nulla. Un terapeuta che sia in grado di aiutare una persona narcisista ad accettare se stessa senza inflazione del Sè o disprezzo per gli altri avrà compiuto un’impresa molto apprezzabile ed insieme estremamente difficile.

    Un requisito primario è la pazienza. L’idea realistica che tutti siamo imperfetti e poco inclini al cambiamento è ben lontana da ciò che il narcisista ha interiorizzato. I tentativi di aiutare un paziente narcisista richiedono anche una costante attenzione allo stato soggettivo latente della persona, per quanto possa essere soverchiante quello manifesto. Poichè anche il narcisista più arrogante è soggetto a sentimenti tormentosi di vergogna di fronte a quella che sente come una critica, i terapeuti devono stare attenti a formulare in modo sensibile i propri interventi. La reputazione dei pazienti narcisisti come non adatti al trattamento deriva in parte dal fatto che spesso interrompono improvvisamente terapie che durano da anni nel momento in cui vengono feriti i loro sentimenti.

    I narcisisti non ammettono i propri errori e cercano di nasconderli a chi potrebbe scoprirli. I narcisisti si vergognano profondamente di chiedere qualcosa, perchè pensano che ammettere un bisogno denunci un difetto di Sè. Di conseguenza, si trovano in situazioni interpersonali in cui sono profondamente infelici perchè l’altra persona non riesce ad intuire con facilità i loro bisogni e a offrire ciò che vogliono senza che debbano sottoporsi a quella che vivono come l’umiliazione di chiedere.

    CARATTERISTICHE DELLE RELAZIONI D’AMORE NARCISISTICHE (da Relazioni d’amore – normalità e patologia di O. F. Kernberg)

    La risonanza edipica di ogni relazione d’amore fa si che la personalità narcisistica tenti inconsciamente di instaurare una relazione dominata dall’aggressitvità quanto o più che dall’amore, a causa della profonda frustrazione o del risentimento del passato, un passato che nella fantasia dovrebbe essere magicamente superato dalla gratificazione sessuale offerta dal nuovo oggetto. I pazienti narcisisti mostrano una paura inconscia dell’oggetto d’amore, correlata all’aggressività proiettata, e anche una particolare assenza di libertà interna di interessarsi alla personalità dell’altro. La loro eccitazione sessuale è dominata dal profondo risentimento per ciò che viene vissuto come un intenzionale e provocatorio rifiuto della gratificazione primaria; dall’ingordigia, dall’avidità e dalla speranza di appropriarsi di ciò che venne rifiutato nel passato, per eliminarne il desiderio.

    Per il partner narcisista la vita va avanti nell’isolamento; la dipendenza dall’altro è temuta in quanto rappresenta il riconoscimento sia dell’invidia che della gratitudine per la dipendenza stessa. La dipendenza è sostituita da un atteggiamento richiedente, che si ritiene pienamente giustificato, e dalla frustrazione quando le richieste non vengono soddisfatte. Si accumulano risentimenti che è difficile mettere da parte.

    L’assenza di valori comuni preclude la possibilità di aprire un’area di interessi nuovi che possa offrire una nuova visione del mondo e delle relazioni. L’assenza di curiosità per l’altro sbarra la porta alla comprensione della vita del partner. Le fonti di gratificazione mancano e l’incapacità di contenere la rabbia, la frustrazione cronica e il senso di essere imprigionati dalla relazione finiscono con il prevalere, insieme all’attivazione di conflitti inconsci del passato e all’esplodere della frustrazione de dell’aggressività nella relazione intima della coppia.

    In ambito sessuale, l’invidia inconscia dell’altro trasforma l’idealizzazione del suo corpo in svalutazione; alimenta la trasformazione della gratificazione sessuale nel sentimento di essere riusciti ad invadere e incorporare l’altro.

    Ci si può chiedere se le personalità narcisiste possano amare solo se stesse. Come ha osservato van der Waals, non è che il narcisista ami solo se stesso e nessun altro: egli ama male se stesso come ama male gli altri.

    Nell’esame delle dinamiche sottostanti è di centrale importanza l’invidia preedipica, cioè una specifica forma di rabbia e di risentimento contro un oggetto di cui si ha bisogno ma che viene vissuto come frustrante o rifiutante. La cosa desiderata diventa così anche forma di sofferenza. Per reagire a questa sofferenza si sviluppa un desiderio cosciente o inconscio di distruggere, di sciupare e di prendersi con la forza ciò che viene rifiutato. La tragedia sta nel fatto che l’appropriarsi in modo rabbioso e avido di ciò che viene negato non porta alla soddisfazione, perchè l’odio per ciò che si desidera sciupa ciò che viene incorporato, e il soggetto finisce sempre per sentirsi vuoto e frustrato. Nello stesso tempo, dato che la bontà di ciò che l’altro ha da offrire è fonte d’invidia, la dipendenza da un oggetto d’amore diventa impossibile e deve essere negata. La personalità narcisistica ha bisogno di essere ammirata piuttosto che amata.

    Essi vivono la normale reciprocità di relazioni umana come uno sfruttamento e un’invasione. Non possono provare gratitudine per ciò che ricevono dagli altri, di cui possono invidiare la capacità di dare liberamente. La svalutazione degli altri, di contro, soffre di un desiderio di trasformare simbolicamente tutto l’amore e tutti i valori in escrementi.

    Il bisogno di distruggere la coppia deriva da un’aggressività primitiva contro la coppia edipica. Questi conflitti inconsci possono essere portati alla patologia dalla relazione madre-bambino. L’aggressione provocata, innescata o rinforzata da una madre fredda e rifiutante, da una trascuratezza grave, precoce o cronica, da una madre dimentica dei bisogni emotivi e della vita interiore del figlio; un rinforzo secondario tramite i conflitti con il padre ( o l’assenza di una disponibilità da parte del padre ) possono indurre invidia e odio intensi verso la madre. L’odio per le donne e l’invidia per esse possono diventare un potente motore inconscio che intensifica i conflitti edipici. Questi uomini odiano inconsciamente la donna desiderata.

    Benchè alle volte tende a prelevare la noia sessuale, alcuni continuano a utilizzare gli incontri sessuali per agire l’intensa ambivalenza nei confronti delle donne, di vendetta sadica e anche di complulsiva ripetizione masochistica causata dalla madre. La sindrome di Don Giovanni riflette un ampio spettro di patologia narcisistica maschile: a uno degli estremi può essere un uomo che ha un disperato bisogno di sedurre le donne e viene trascinato in una relazione sessuale che finisce per frustrare ed umiliare la donna del momento; la seduzione è conscia, aggressiva, manipolatoria e abbandonare la donna è un piacevole sollievo. Oppure, l’intensa ricerca compulsiva di nuove avventure può nascere da un’idealizzazione della donna e dal desiderio di trovarne una che non lo deluda.

    Un altro sintomo è l’assenza significativa della capacità di gelosia., che spesso indica l’inabilità di provare un sufficiente interesse per l’altro e che rende irrilevante l’infedeltà. Paradossalmente, però, la gelosia può emergere a posteriori. Un alto livello di gelosia può riflettere la ferita narcisista che il paziente sperimenta quando il partner lo abbandona per qualcun altro. Sensazione particolarmente violenta quanto più il partner era stato trattato prima con disprezzo o trascurato. La gelosia che nasce da un tradimento può innescare un desiderio di vendetta.

    Questi individui sono paralizzati dall’incapacità di valutare in profondità l’altra persona. Le qualità “ideali” del partner possono venire svalutate, a causa dell’invidia inconscia, mentre la realtà della personalità del partner può essere vissuta come un’invasione, una costrizione, un’imposizione che il paziente interpreta come sfruttamento.

    Nella sfera sessuale, a volte, la reciproca esperienza di eccitazone sessuale e di orgasmo viene vissuta e comunicata come ricerca di fusione, di perdono, di dipendenza ed espressione di gratitudine e di amore oltre che di ricerca del piacere. Allora su questi incontri può cristallizzarsi qualche speranza.

    Molti pazienti narcisisti devono sperimentare il fallimento di ripetute idealizzazioni di relazioni amorose prima di preoccuparsi per se stessi tanto da essere motivati al trattamento.

    Il miglioramento è caratterizzato da una profonda sofferenza, durante la quale il paziente può riconoscere ed elaborare l’aggressività, il desiderio di contrastarne gli effetti e di riparare al danno commesso e subito. Questi processi possono avvenire anche nella vita quotidiana a prescindere dal trattamento.

    Un uomo con la tendenza ad ingigantire i propri meriti, una cinica svalutazione degli impegni morali, convinto che il mondo sia egoista, può inconsciamente scegliere una donna con una profonda fede nei valori etici e una profonda ammirazione di tali valori negli altri. Nell’essere attratto da una donna del genere ed essere tentato di calpestarne i valori, come effetto della coazione a ripetere dei suoi conflitti narcisistici, egli può però anche mettere in atto l’inconscia speranza che ella trionfi moralmente sul suo cinismo. Così, i tentativi di guarigione possono svilupparsi dall’ideale dell’Io di una coppia e dai conflitti inconsci passati.

  46. nataly

    Aspetti della relazione narcisistica
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    giovedì 5 novembre 2009 alle ore 18.22 | Modifica nota | Elimina

    Inizialmente l’altro può essere attratto dall’immagine scintillante della grandiosità narcisistica. Un’immagine che produce immagini, che introduce ad immagini, che seduce per immagini.
    Talvolta, come nei grandi seduttori, la grandiosità fa balenare un mondo diverso, in cui finalmente l’importanza del soggetto sedotto sarà riconosciuta e affermata. “Io cambierò la tua sorte!” canta Don Giovanni in un’indimenticabile aria di Mozart alla ragazza, e questa risponde – è il caso di dirlo – per le rime: “Presto, non sono più forte!” E lei ora ad avere bisogno di Don Giovanni, e il bisogno si è fatto urgente. Altre lusinghe possono venire dalla modalità speculare dell’idealizzazione: “Io sono come te”, “Tu sei come me” canta l’antica, l’eterna lusinga delle Sirene che invitano ad un abbraccio che è tutto con il tutto. È uno specchio che viene costruito davanti, in cui quella persona può finalmente vedersi grande, bella, potente, scintillante come colui/colei che ha davanti.
    Altre volte quel modo di fare sicuro, deciso, di chi non ha né ammette ripensamenti può abbagliare nature semplici, oppure nature complicate sempre in cerca di certezze e di rifugio dai dubbi. Questo atteggiamento del narcisista può infatti essere confuso – e quasi sempre lo è – con una sicurezza che trasuda da ogni suo gesto, da ogni suo sguardo e parola. La sensazione di aver finalmente trovato qualcuno di cui potersi fidare può comparire come una rivelazione, come una salvezza. In realtà, indagando più in profondità, si tratta in molte situazioni della sensazione di aver finalmente trovato qualcuno cui potersi affidare vivendo una proiezione di narcisistica perfezione.
    Il più delle volte la vittima di queste relazioni è dunque a sua volta più o meno segretamente complice. Per dirlo con le parole di Nietzsche: “Esperienze terribili ci fanno riflettere se non sia per caso terribile colui che le ha vissute” (Nietzsche F., 1886, p. 96, n. 89).
    Chi viene sedotto narcisisticamente possiede infatti una sua tensione narcisistica alla grandiosità, all’ideale, al tutto, una sua difficoltà a percepire i propri limiti e i propri desideri – è anch’egli alla ricerca di uno specchio o di essere a sua volta uno specchio, il suo narcisismo è complice nel costruire un mondo di specchi.
    “Mirrors and copulations are the same, because they both multiplicate the number of human beings”. È una frase che mi colpì in un libro letto anni fa, che cito a memoria e di cui non ricordo l’autore (Ionesco? Borges?), che mi sembra descrivere molto bene la confusione luciferina – come la chiamerebbe forse Lopez – che è alla base della seduzione narcisistica. Essa va assolutamente distinta dalla seduzione sessuale. Dalla seduzione sessuale possono infatti venire bambini, cioè frutti, germogli, vita che si rinnova. E inoltre essa porta con sé esiti che vanno oltre i protagonisti, scopi che trascendono i loro ego. La seduzione sessuale è riservata a personalità abbastanza strutturate e complesse da sembrare semplici. Essa cerca il piacere condiviso; cerca la complementarità di un altro che perciò è pensato, immaginato, desiderato in quanto diverso; cerca uno scambio reciproco e permette un uso reciproco che è possibile soltanto quando esiste la capacità di sopportare i propri inevitabili sentimenti di inadeguatezza. La seduzione sessuale presuppone quindi il riconoscimento dei propri limiti e la sua presenza implica che un individuo abbia raggiunto in sé l’integrità sufficiente a perseguire propri scopi, personali e diversi da quelli degli altri. Come si vede, ce n’è abbastanza per far aborrire la sessualità e la seduzione sessuale a generazioni intere di moralisti, e a tutti i nostalgici di perfezioni ideali e di utopie. Per inciso, più spesso di quanto non si pensi, moralisti come questi svolgono l’importante funzione di dare un volto, un nome, un perché – di rivestire di un’idea, perciò codificandole – a paure che trattengono molte persone – spesso compresi forse loro stessi – da esperienze, come quella della seduzione sessuale e del piacere condiviso, per cui la loro struttura psichica non è adeguata e che potrebbero quindi risultare destabilizzanti.
    La seduzione narcisistica invece non è legata alla sessualità – la sessualità può esserne un corollario, o più frequentemente uno strumento, ma quasi mai le sensazioni di attrazione dei corpi sono un movente della seduzione narcisistica – tanto è vero che essa può avvenire nei tipi più diversi di relazione: non solo nelle dinamiche di coppia, ma in relazioni professionali, hobbistiche, sportive, di amicizia, e arrivare a contagiare persino gruppi, o, come insegna Freud, folle intere. Alla sua base c’è sempre uno specchio e immagini di ideali che si riproducono attraverso di esso.
    Alla base della relazione perversa narcisistica troviamo sempre qualcuno che tenta di controllare dall’interno un altro, inducendolo ad essere perfetto per i suoi bisogni, e qualcun altro che tenta disperatamente di essere perfetto per i bisogni dell’interlocutore, tentando così, a sua volta, di controllarlo dall’interno. In pratica, il narcisismo dell’uno tenta di controllare il narcisismo dell’altro, e viceversa. Per distinguere questa forma perversa incentrata sul controllo narcisistico dalle vere e proprie perversioni sessuali, Bergeret propone il termine di “perversità” al posto di quello di “perversione” (Bergeret J., 1974, p. 267).
    Un punto fondamentale da notare è che il dinamismo perverso si svolge in una dimensione inferiore: non consiste cioè tanto nell’imporre all’interlocutore un comportamento piuttosto che un altro, ma essenzialmente nel condizionarlo dall’interno. Consiste cioè nell’iniettargli dentro un modo di sentirsi e di sentire, un modo di essere. Con le nostre considerazioni ci muoviamo infatti in una dimensione dell’esistere, non in una dimensione del “fare”. Nella seduzione perversa non si tratta di indurre qualcuno a “fare” qualcosa, ma di stabilire ciò che una persona deve essere, ciò che deve provare. Talvolta un “fare” qualcosa può acquistare importanza, ma soltanto come controprova narcisistica dell’efficacia di un dominio e di un controllo interiore. Ad esempio, le così dette “prove d’amore” certe volte hanno una valenza sessuale, ma certe altre volte vi prevale invece il significato di rappresentazione “scenica” di un possesso narcisistico.
    A lungo andare, tuttavia, lo specchio si rompe. Compaiono rabbia, controllo, e una corsa per affermare un potere: una corsa che non può mai aver fine perché una possessione non può mai essere completa, totale, speculare – il solo risultato che potrebbe finalmente acquietare. Abbiamo visto l’uso della proiezione della colpa, della sessualità, delle emozioni, per tenere il controllo sull’altro, modificandolo dall’interno, a partire cioè dai suoi stati d’animo. Ci sono già familiari alcuni dei modi in cui nella relazione l’altro viene controllato. A poco a poco viene spezzata ogni sua iniziativa, ogni manifestazione del suo ordine mentale, ogni stato d’animo che venga dall’intimo di un Sé autonomo. Tutto ciò avviene in modo quasi automatico, con l’innocenza incurante e inconsapevole con cui un sistema anticorpale automaticamente e sistematicamente circonda il suo antigene, e lo fagocita, lo paralizza, lo scioglie.
    Abbiamo già incontrato quello che la Jeammet (1989) ha denominato “odio bianco”: quel rabbioso disconoscimento oppure quel continuo, quell’insinuante fraintendimento dei moti interiori e dei sentimenti dell’altro. Esso è quasi sempre unito ad una altrettanto continua, inquisitoria attenzione, per cui frequentemente l’altro è chiamato a rispondere al narcisista non tanto di ciò che ha fatto ma di ciò che prova in quel determinato momento. Ogni carenza di rispecchiamento della sua importanza e della grandiosità è una macchia nel mondo, una minaccia di svuotamento, un insulto. Ogni segno che l’altro è un centro autonomo di interessi, passioni, gusti è un affronto e un’offesa.
    L’altro dunque sentirà smentita la propria realtà – prima di tutto il modo in cui si percepisce ed è abituato a considerarsi. Si sentirà accusare di ciò che non ha nemmeno pensato – soprattutto gli verrà imputato ciò che egli non è. Ogni suo atteggiamento sarà “frainteso”. Egli non sarà visto, considerato. Soprattutto i suoi moventi saranno sottilmente o rumorosamente travisati.
    Talvolta la cosa peggiore sono i silenzi, l’estraneità che improvvisamente si crea. Altre volte, può essere un non sentirsi considerati, fino a un non essere visti; non solo ciò che si è, ma anche ogni cosa che ci accade sembra trasparente, invisibile: se ciò si verifica con una persona significativa, un genitore, un coniuge, un figlio, l’esperienza sarà tragica.
    L’interlocutore del narcisista si troverà a fronteggiare un persistente attacco alle radici del suo sentimento di identità, che lo stringerà da dentro e da fuori. Dall’interno, fiorirà un senso di ingiustizia e di rabbia, poi di impotenza e di disorientamento, quando non di inutilità, di inanità – di mancanza di significato. Da fuori lo impregnerà, come una pioggia salata e amara, una inquietante sensazione di instabilità, il cui nerbo sarà una penosa percezione della propria interscambiabilità con chiunque altro. “Questa o quella per me pari sono!”, come ne Il Rigoletto sembra risuonare il canto narcisistico.
    Verrà del tutto naturale la reazione al sentimento di impotenza e di scacco, di misconoscimento di sé e della propria interscambiabilità: gridare più forte, farsi vedere meglio, farsi riconoscere con sempre nuove e più potenti manifestazioni di sé, della propria bontà, delle proprie doti, della propria unica e irripetibile individualità – rendersi insostituibile. Come l’inesorabile e tragica trama dei drammi umani prevede, si tratta proprio di ciò che alienerà ancor più l’attenzione del narcisista, perché l’unicità e particolarità dell’altro sono proprio la macchia che deturpa la sua serenità e il controllo del suo mondo. Inoltre soggettivamente egli potrà sentire che l’altro lo trascina al male – a sentirsi male e a essere il male e a fare il male – e dal suo punto di vista con qualche ragione: la luminosità raggiunta dall’altro, la sua unicità, il bene che egli continua a profondere nel tentativo di salvare il sentimento di sé, potranno infatti risvegliare invidia, avidità, rabbia e malumore nel narcisista – andranno cioè a costituire e rendere manifesto e attivare il male dentro di lui.
    Si può così innescare una tragica corsa a spirale al rilancio, fra una difesa delle proprie peculiarità e una affermazione della propria individualità da una parte, e una difesa dalla turbativa rappresentata dall’altro e dalla malvagità presagita nell’altro dall’altra parte. Il punto di stallo è, ad ogni voluta del frenetico, rabbioso, disperato volo, m’impasse relazionale: l’impossibilità per la vittima di ammettere la propria impotenza – che significherebbe accettare la ferita narcisistica del proprio limite e l’alterità del narcisista, cioè lasciarlo libero di essere e di pensare come è e come può – e per il narcisista l’impossibilità speculare (simmetrica) di ammettere dentro di lui il bisogno, il desiderio o la mancanza (a seconda del quadro di organizzazione di personalità in cui il narcisismo si erge a barriera difensiva). Il che a sua volta significherebbe accettare la ferita narcisistica del proprio limite e dell’alterità dell’altro, cioè ciò che l’altro è e ciò che l’altro ha, di personale e diverso.
    Ecco perché, comunque e in qualunque contesto umano si sia sviluppata questa dinamica – in una relazione di coppia o in quella genitore/figlio, in un rapporto professionale di cooperazione o in quello terapeuta/paziente – essa tende ad assumere per un osservatore esterno sempre più i caratteri di un vero e proprio conflitto di potere. Il carattere narcisistico del conflitto può essere riconosciuto, al di là delle dichiarazioni e delle razionalizzazioni dei protagonisti, dal suo carattere disperato, emotivamente coattivo ed ogni volta ripetitivo, nonché dalla mancanza o inconsistenza degli scopi oggettivi cui la prova di potere mira, essendo infatti in essa prioritaria la difesa e l’affermazione della propria personalità.
    Angosce laceranti, che coinvolgono fin nell’intimo entrambi i protagonisti, emergono in questo gioco al rialzo e a loro volta ricorsivamente lo mantengono e lo intensificano.
    Per il narcisista si tratta di allontanare o circoscrivere sotto il suo controllo una alterità che può scuotere il suo mondo e suscitare sensazioni travolgenti e distruttive dentro di lui. In fondo, e questo mi appare sempre più chiaro, egli disprezza, svaluta, oppure controlla, misconosce l’altro, oppure lo fugge, oppure trionfa per mezzo delle umiliazioni che riesce ad infliggere, non perché lo odia, ma per evitare di odiarlo, di invidiarlo e per la paura di distruggerlo – oltre che di distruggersi – in un rapporto troppo intimo. Semmai sentimenti di ostilità nascono più frequentemente, almeno nella mia osservazione, a causa dei tentativi reiterati dell’altro di rendersi presente, cospicuo e considerato. Cosicché non è ben chiaro, nello scenario ammantato dalla nebbia dell’identificazione proiettiva, se il narcisista viva la propria ostilità come risonanza di un’ostilità percepita proveniente dall’altro per proiezione della propria, o perché effettivamente l’ostilità gli viene provocata dalle congestioni relazionali che l’altro gli suscita.
    Per la “vittima” si tratta di rivendicare la propria individualità, la propria identità, di affermare se stesso contro un sentimento devastante di impotenza. Essa deve inoltre fronteggiare un sentimento acuto e per lei incomprensibile di perdita. La parte più intollerabile riguarda una perdita oggettuale, prima e più che una perdita oggettiva. La perdita oggettuale riguarda la presenza oppure l’assenza dentro la mente. E un dramma che si svolge negli oggetti interni di una mente. Patire un sentimento di perdita oggettuale comporta sul piano interpersonale la sensazione di non essere più nella mente, nei pensieri, nella memoria di qualcuno che è importante.
    O, peggio, comporta sentire che questo qualcuno sta facendo di tutto per cancellare la tua immagine, il pensiero di te, la memoria di te, la tua presenza dentro di sé – e intanto sentire che non ci puoi fare nulla. È intollerabile sentire di sparire dalla mente di qualcuno che è significativo. È una parte di sé che scompare, mentre svanisce la tua storia, il tuo tempo, un frammento del significato della tua esistenza. Sul piano interiore, la perdita oggettuale significa dunque parallelamente la sparizione dell’altro: è una forma di sparizione anche la scoperta della sua differenza da come lo si era pensato, sentito, immaginato, voluto, amato. E un altro, è l’immagine di un altro, alieno, estraneo, incomprensibile e minaccioso che prende il suo posto. E intanto sbiadisce, svanisce, si annulla, viene amputata una parte del Sé: quel mondo di sensazioni, esperienze, confidenze, tutto ciò che si era provato per l’immagine dell’altro come era, per come lo si era interiorizzato – per come se ne era fatta esperienza.
    La scoperta che nella mente del narcisista non si era presenti come un’immagine dotata di una propria sostanzialità, di una propria riconosciuta vita, ma si era soltanto il riflesso in uno specchio – e la scoperta di quanto scivolosa sia quella superficie liscia se la presenza davanti ad essa non sia di continuo assicurata – queste scoperte vengono il più delle volte rimandate all’infinito. È infatti molto penoso e doloroso rivelare a se stessi tutto questo. Equivale a sancire la propria sparizione. Equivale a constatare la sparizione dell’altro. E significa renderle definitive, irrevocabili attraverso il loro riconoscimento. Equivale anche ad ammettere – definitivamente, irrevocabilmente – la propria impotenza. Quante volte un coniuge, un amante, un figlio, un genitore, anche in presenza di maltrattamenti psicologici o fisici, continua a difendere e a trovare sempre nuove scuse per quei comportamenti. Ed essi si rifiutano tanto spesso di testimoniare su ciò che accade non solo per paura di qualcosa di oggettivo. Non di rado una aperta carica di ostilità e di rabbia viene anzi diretta contro chi tenta di salvarli da queste “relazioni pericolose”. In questo modo, essi non difendono tanto chi li maltratta, quanto se stessi, il proprio equilibrio e le proprie immagini interiori – il persistere di un sentimento della propria presenza.
    Per vari motivi, connessi con la propria organizzazione psichica e con la propria storia, si può arrivare ad affidare il proprio narcisismo a relazioni del genere, ad entrare e restare in ri-sonanza con questi mondi fatti di specchi. Ma, al fondo, probabilmente nessuno può dirsi del tutto immune.
    Ci sono certamente personalità più predisposte, che cercano questo tipo di seduzione e di complicità segreta distruttiva. Per alcuni, si tratterà dell’orrore e insieme del richiamo di ripetere un’esperienza antica.

    (*) Roberto Filippini è laureato in medicina e in filosofia. Specialista in neurochirurgia e in criminologia clinica, lavora dal 1980 come psicoterapeuta a Bologna e a Pescara. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche di argomento psicologico, è vicedirettore della Scuola di specializzazione in psicoterapia Aion di Bologna, presso cui è docente di Epistemologia e di Psicologia analitica. Professore a contratto di Comportamento e aggressività presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’università dell’Aquila, corso di laurea in Scienze dell’investigazione.

    (**) Tratto da Roberto Filippini, Avventure e sventure del narcisismo, Edizioni Giuseppe Laterza, 2007 Bari, pp. 193-2

  47. Giuseppe

    Alexa,

    ragionavo mentre facevo le pulizie sul tuo racconto e mi è spuntato sulle labbra un sorriso beffardo. Ma vuoi vedere in ultima analisi che tu, in qualità di manipolarice (debbo dire non sadica o perlomeno cosciente), hai reso i manipolatori da carnefici a vittime? Non è questa l’arte del manipolatore perfetto? E noi qui tutti ce la stiamo bevendo, nonostante stiamo tutti trattando questo argomento?
    :)

  48. Umaluna

    Molto molto interessante. Leggendo e leggendo (grazie Nataly per questa documentazione che hai condiviso qui) voglio fare la mia riflessione serale con voi. Allora: qui si sta parlando di Narcisismo declinato nelle sue varie forme. Noi ci confrontiamo perché con queste persone abbiamo avuto o abbiamo relazioni piuttosto travagliate e dolorose. Ma perché dunque continuiamo a postare pensieri e parole che parlano di LORO? Certo, capire con chi abbiamo a che fare(e con il problema che questi manipolatori affettivi o vampiri affettivi hanno e ci creano) è importante. Capire a fondo la questione è importantissimo. Ma adesso che la cosa è chiara, secondo voi, non sarebbe egualmente importante e forse di maggior aiuto parlare di 1) come uscirne 2) del perché ci sono persone strutturalmente portate a farsi dissanguare da questi pidocchi e invece altre no? 3)ragioniamo sul fatto che ogni carnefice ha la sua vittima o in altre parole chi si fa pecora il lupo se lo mangia (ci sono passata anch’io) o se ti fai zerbino qualcuno inevitabilmente ti pesta? e che quindi in parte (inconsapevolmente) la responsabilità è nostra se ci facciamo trattare così 4) quindi del nostro problema dobbiamo parlare e non ANCORA UNA VOLTA del problema dei narcisisti vampiri? E qui, diciamolo: siamo tipicamente donne. Prima pensiamo agli altri poi a noi stesse. Se stiamo col vampirone che ci fa soffrire, noi che facciamo? Pensiamo al suo problema e non al nostro.
    Morale: va bene sviscerare il problema del narciso pidocchio per capire e per esorcizzare, ma poi parliamo anche di noi, del nostro valore della nostra autostima.

    Gioco: mi piacerebbe un mondo che ognuna di noi dicesse qual è la cosa di sè che le piace di più. che ama di più di se stessa (Alexa… mi raccomando… :-)). Io di me amo il mio ottimismo e la capacità di sdrammatizzare anche nelle situazioni più nere. Può essere a volte un atteggiamento immaturo lo ammetto :-)
    Vai!

  49. Pietro Brunelli - Psicoterapeuta

    Il lungo articolo di NATALY è un buon riassunto divulgativo di quello chge cd’è scritto su diverse migliaia di libri. Un errore è quello di far credere che i narcisisti patologici sono solo uomini, ma non è così. E’ un errore terapeutico perché contribuisce a terrorizzare le donne colpite facendo credere che quasi tutti gli uomini sono negativi. Un’altra critica è che come al solito ci si occupa di loro cercando di comprendere i loro problemi, sperando che qualora con qualcuno riuscissero a fare sesso in modo eccitante allora , come dice Natali, si potrebbe cristallizzare qualche speranza… Questa cosa fa sorridere e inorridire, sia donne e sia uomini che hanno fatto sesso per mesi o per anni con i narcisisti patologici sanno quanto non è vero – quello che dice Nataly è però traunatizzante perché fa sorgere il dubbio che con un’altra donna o con un’altro uomo dai quali i narcisisti patologici potrebbero trarre una vera eccitazione sessuale allora forse starebbero bene… è ovvio che ciò crea un sentimento di autosvalutazione anche sessuale in coloro che sono stati distrutti da questa gente malata e infetta psichicamente e volontariamente. Ciò che Nataly come molti studi non dicono chiaro è che i DNP sono degli psicopatici della vita affettiva (non a caso nel DSM sono messi accanto ai serial killer che seviziano e uccidono). Costoro i DNP, non uccidono fisicamente, ma psichicamente e arrivano ad istigare al suicidio chi hanno fatto manipolatoriamente innamorare, il loro scopo va al di là dello sfruttamente, ed è proprio quello di uccidere chi è capace di provare amore. Di conseguenza queste persone riescono a rovinare e adistruggere loa vita di chi li ha amati, e li ha amati non perché è un cretino/a , ma perché loro hanno fatto di tutto per ottenere l’amore fingendo con la più alta capacità di ipocrisia attoriale (così pregiata perché recitano anche con se stessi, si dimenticano di recitare, gli scappa la mano, anche se poi quando sono soli sanno benissimo cosa hanno fatto e fanno l’inventario di quanto sono riusciti a manipolare la loro preda, quindi non sono colposi, ma dolosi, sono cioè veramente delinquenziali).
    Ora è giusto che si cerchi di comprenderli e di curarli, ma chi è che si interessa di comprendere e di curare le persone che loro hanno infettato? Almeno dopo che gli psicopatici hanno ucciso e seviziato qualcuno si occupa di portare le vittime al cimitero, e poi scatta la giustizia che cerca di scovarli, anche se è difficile perché gli psicopatici serial killer conducono una vita irreprensibile e la loro pazzia non appare assolutamente – anche in tal senso sono simili ai narcisisti patologici, la cui pazzia appare solo a chi ha la disgrazia di star loro vicino affettivamente, e purtroppo non risulta mai chiara nemmeno a costoro, i quali stanno male perché anche se li analizzano credono di essere loro a non essere riusciti a farli innamorare… ecco perché è molto pericoloso quello che Ntalia afferma circa la possibilità che vengano guariti da eccezionali prestazioni sessuali, fa venire il dubbio di non essere riusciti a dargliene abbastanza. Dicevo, allora, che delle prede traumatizzate da questi delinquenti con semi-infermità mentale non si occupa in modo specialistioco la terapia, non se ne occupa la giustizia, giacché sembra lecito poter delinquere plagiando, manipolando, umiliando, diffamando ecc., non se ne occupano amici e parenti, i quali finiscono per credere che il problema, alla fin fine è dovuto alla vittima, la quale sarebbe colpevole, nientemeno, di voler per forza stare con uno/a che non li ama, e che quindi dovrebbero piantarla di lamentarsi e di farla lunga. Ecco allora che le vittime (che io preferisco chiamare prede) impazziscono… anche questo forum, io lo contesto, e contesto la mancanza di partecipazione dell’autore dell’articolo che lo ha creato, il quale non interviene mai, nonostante abbia gettato il sasso… ALLORA IO INVECE VI INVITO A PARTECIPARE AL MIO FORUM, in qualità di psicoterapeuta che vuole veramente cercare di capire e di aiutare in modo disinteressato, anche perché io stesso sono stato preda di una delinquente narcisista maligna (Maligno è un aggettivo tecnico, infatti nel prossimo DSM si sta pensando di introdurre questa categoria che sta proprio in mezzo tra lo psicopatico e il narcisista patologico). In questo blog http://www.albedoblog.wordpress.com ci si occupa dei danni che le prede hanno subito, ed il soittoscritto si prende la responsabilità di coordinarlo, e se si leggono i post, si vede che c’è un dibattito che sta portando a qualcosa di concreto e non all’immondezzario degli sfoghi generici che alla lunga fanno più male che bene perché creano confusione e frustrazione. Occorre capire che i riassuinti e gli studi sui poveretti che hanno il DNP sono sì importatanti, ma poi ci vuole anche una VERA attenzione per aiutare le persone che hanno subito la loro DELINQUENZIALE attività manipolatoria (sono assolutamente consapevoli di quello che fanno e lo fanno AD ARTE, non è che sono presi da raptus, sanno e vogliono uccidere e rovinare il più a fondo possibile la vita dell’altro). Sto cercando anche di coinvolgere esperti in diritto penale, perché nel codice penale ci sarebbe, intorno al reato di Plagio, la possibilità ci capire come punirli penalmente, anche se siamo assai lontani da ciò in quanto il ‘danno biologfico’ non è riconosciuto nemmeno nel matrimonio, figurarsi more uxorio.
    Quindi che almeno gli psicoterapeuti si responsabilizzino e si informino per bene giacché questi delinquenti procurano loro clienti, ma almeno cerchino di approfondire. Invece molti psicoterapeuti finiscono , a fin di bene, con il colpevolizzare le prede, dicendo loro, ” Eh già il narcisista patologico ti ha fatto questoa, MA PERCHE’ TU…” “Oppure. ” Ma lei è un po’ masochista”, oppure “Mi parli della sua famiglia d’origine” oppure “Credo che lei abbia una personalità dipendente”, oppure addirittura: “Mi pare che lei proprio non vuole accettare che questa persona non la ama, e magari potrebbe amare qualcun altro”. Siccome di Kazzate del genere ne ho sentite tante, essendo uno psicoterapeuta ho messo a punto un articolo e un dibattito volto veramente a capire le prede e non solo ad esporle come codino-ciondolo del mio articolo per vedere come si consumano nel duibbio e nel dolore restando inerte.

    http://albedoblog.wordpress.com/2010/03/27/bugiardi-ipocriti-manipolatori-affettivi-saperne-di-piu-per-potersi-difendere/

    Va poi detto che in cambio del mio lavoro specialistico ho ricevuto da una parte grandi e commoventi ringraziamenti, da u8n’altra parte invece anche le prede incattività mi si sono rivoltate contro, vedendomi come uno che cerca di farsi pubblicità sulle disgrazie degli altri. Respingo questa infamia totalmente e non me ne curo. Io sono stato preda di una deliqunte raffinatissima e non sono un coglione, ma uno specialista e so di molti luminari e gente di cultura, stabili e pacifici a cui è successo lo stesso., perciò ho fatto della mia esperienza un motivo di cura per me e per gli altri che vogliopno impegnarsi e collaborare (e non solo sfogarsi a casaccio).

    Un cordiale saluto
    Pier Pietro Brunelli / Psicologo – Psicoterapeuta – Semiologo – Specialista della Comunicazione sociale www. albedo-psicoteatro.com http://www.albedoblog.wordpress.com

  50. argy paola

    E’ vero.

    concordo con il post del Prof. Brunelli

    Io è da un po’ che leggo vari forum sul narcisismo e da povera vittima infettata e traumatizzata, ma consapevole delle sue mancanze e problematiche di personalità, posso affermare che trovo moltissimo aiuto sul blog del Prof. Pietro Brunelli http://www.albedoblog.wordpress.com, piu’ di qualsiasi altro blog scritto a casaccio, soprattutto perchè e’ curato da uno specialista che interviene per riequalibrare i nostri sfoghi e per darci una visione dei fatti da una prospettiva specialistica .

    E’ un blog nato e coordinato principalmente per l’aiuto alle persone traumatizzate da rapporti con narcisisti patologici piu’ di qualsiasi altro aspetto.

    Sappiamo benissimo quanto possa essere pericoloso per il ns equilibrio psico-fisico autoconvincersi di cose sbagliate, incolpare persone che crediamo psicopatici mortali quando magari hanno solo disturbi piu’ leggeri, o viceversa etc….

    Infatti, leggendo negli ultimi giorni i post che mi arrivano in copia, ho notato che si è andati fuori strada.

    Certo che si puo’ scrivere di tutto a casaccio, ma diventa poi pericoloso se ci si autoconvince di cose non pertinenti alla propria condizione, se non c’è dall’altra parte un coordinatore con oltretutto una visione psicoterapeuta che tiene le fila – E’ fondamentale!

    Grazie ancora Prof. Brunelli.

    Paola

  51. Nikita

    Ciao a tutti, leggo molto volentieri l’argomento, io sono rinata, in tutti i sensi, il mio viso è cambiato, ora sorrido, qualche volta divento malinconica al ricordo di quel periodo buio, io volevo chiedere una cosa, non lo sento e vedo più, ma cerca di farmi avere sue notizie tramite una mia amica, ( lui sa che c’è una denuncia da parte mia furbo), e dice che la fà finita, che un giorno lo vedrò sui giornali, piange, dice che non c’è la fà a stare solo…. premetto che queste cose non mi toccano più, ma il punto è, si rassegnano con il tempo? O hanno una visione della realtà dei fatti distorta? Potrebbero essere pericolosi e vendicativi?

    Grazie mille e complimenti

  52. nataly

    Caro Pietro, cari tutti,
    volevo precisare che allorché ho parlato della mia vita sessuale con il narcisista, non alludevo al fatto che lui non fosse eccitato da me, ma esattamente l’opposto….
    chiarisco: io vado pazza per la sua fidicità, per il suo sguardo, per la sua intelligenza…il che ha un effetto profondamente erotizzante su di me.
    Tuttavia, nel corso del rapporto scatta qualcosa per cui io non riesco a raggiungere il piacere. Non è che lui sia egoista nel senso che non rispetti i miei tempi, sono io che non riesco ad abbandonarmi. Non riesco a fidarmi di lui, non riesco a pensare affatto a me stessa e al mio piacere (il che è fondamentale per noi donne in certi frangenti…..).
    Mi sento come tenuta a pensare al suo di piacere. E come se il suo piacere non potesse convivere con il mio. Soprattutto avverto il profondo egoismo di quest’uomo e il fatto di non poter fare affidamento su di lui.
    Non sono anorgasmica, con altri uomini (a loro volt narcisisti), ho provato un immenso piacere.

    Quanto alla possibilità di considerare l’influenza psicologica che questi soggetti esercitano quale plagio, sono d’accordissimo.
    Purtroppo, in qualità di giurista, devo ricordare che il plagio è stato depenalizzato.
    sono altresì d’accordo con il fatto che questii soggetti, nel momento in cui perpetrano iloro comportamenti abbandonici, possano indurre al suicidio.
    Ragazzi, a me è capitato per ben due volte di voler morire. Ho rischiato grosso, mi sono ritrovata a chiamare il telefono amico per scongiurare il peggio!
    Eppure non sono certo un’ingenua.

    Perchè continuiamo a aprlare di loro? Perchè ci affascinano da morire. Ammettiamolo, è il primo passo.
    Però non colpevolizziamoci. Sicuramente dietro questa attrazione vi sono dei vissuti dolorosi, ma, credo, una legge universale non esista, anche percjhé, come diceva Pietro, questi soggetti sono dei bravissimi attori e manipolatori, anche delle persone più sane. Basta guardare spesso il loro successo nel lavoro e in società.
    Ciò che, invece, rende noi malati è il fatto che pur dopo aver appurato co0n i nostri occhi quanto squallidi siano, noon vogliamo accettarlo e uinvece di scappare a gambe levate (come farebbe una persona sana), ci attacchiamo ancora di più, sfidando noi stessi nel delirio di farli tornare ciò che erano.
    Io credo che nella personalità di chi è attratto da tali esseri, vi sia effettivamente un che di narcisistico.

    Detto questo,perfettamente d’accordo con l’ide di concentrarsi su noi stessi e diventare il centro del nostro universo, il sole, non la luna!
    D’accordo anche con l’idea di trasferirci sul blog di Pietro, che si prodiga alacremente e con passione anche per noi!
    N.

  53. Pietro Brunelli - Psicoterapeuta

    Gentile Paola e gentile Nataly e gentile Nikita

    grazie per le vostre risposte… in merito a quanto ha benissimo spiegato Paola, vorrei dare subito un modesto esempio di cosa significa un coordinatore esperto in un forum di carattere psicologico e umano IMPORTANTE.
    Dalle poche frasi dell’ultimo intervento di Nikita, mi pare che la situazione non riguardi un narcisista patologico… ma figuratevi se un narcisista patologico piange davvero per non essere mollato, al massimo potrebbe simulare, ma proprio al massimo…poi anche in alcune affermazioni di Nataly sulla sessualità del narcisista patologico non mi sono tanto chiare… se pure si prodiga il narcisista patologico per dare piacere lo fa sempre a scopo manipolatorio, per stabilire un dominio, e lo fa quando ne ha voglia lui/lei… forse solo i primissimi tempi sono ‘quasi veri’, ma anche lì se si esplora bene si scopre l’aspetto manipolatorio, mai un autentico dono reciproco per amore, PROPRIO MAI, perché è questo il loro punto malato, non possono sviluppare un legame affettivo sincero, perché sono presi completamente dal loro egoismo che li porta a sfruttare l’altro e ad odiare la sua capacità di amare (dato che lei/lui non la ha). Perciò la loro follia consiste nel far innmaorare l’altro per distruggere la sua capacità di amare, il vampiro vampirizza per rendere l’altro comne lui/lei. Ma perché fa tutto questo male? Allora: il male è una forza che abbiamo tutti dentro, (si pensi ad esempio al peccato originale) il male è una forza negativa specie-specifica nell’essere umano, ma dall’altra parte c’è una forza specie-specifica fondamentale che lo compensa… che cos’è? Lo ha spiegato bene per primo, in termini psicoanalitici, Winnicott: è il SENSO DI COLPA. Il senso di colpa è fondamentale per lo sviluppo dell’individuo e della collettività altrimenti saremmo bestie feroci intelligenti. Il senso di colpa è una vocina o una vociona (anche il SUPER IO) che quando funziona fa in modo che non venga fatto il male o che ne venga fatto il meno possibile. Questo dispositivo quando è sano fa star male se si fa del male perciò si preferisce non farlo o farne poco (altre disfunzioni del senso di colpa consistono nell’essere castrante, punitivo, inibente, insomma l’eccesso opposto…). I narcisisti patologici, come gli psicopatici, hanno un disturbo per difetto del senso di colpa, fino a non averlo proprio. Per cui non si preoccupano minimamenter delle sofferenze dell’altro, anzi ne traggono piacere (anche se non in senso sadico, piacere del potere). Invece i borderline (e anche in questo blog su questo c’è confusione) hanno il senso di colpa, e sono egodistonici, cioè in conflitto con se stessi e spesso chiedono di curarsi. I narcisisti patologici, come gli psicopatici sono EGOSINTONICI, cioè sentono di trarre beneficio dal loro problema che non considerano un loro problema, ma un problema provocatogli dagli altri che devono punire per vendicarsi. Gli psicopatici serial killer (persone apparentemente normalissime) puniscono seviziando e uccidendo fisicamente, i narcisisti patologici (considerati normali da chi non ha a che fare con loro affettivamente) puniscono seviziando e uccidendo psicologicamente coloro che sono riusciti a catturrare nella loro sfera psichica con l’innamoramento.
    Il problema è che avendoli amati, ed essendo l’amore ciechissimo, anche quando li si è esaminati scientificamente si fa fatica a credere nella loro totale follia affettiva.

    E’ vero quello che dice Natalia circa il ‘narcisismo delle prede’, si tratta del narcisismo sano ferito (ferita narcisistica pregressa, occulta e quasi compensata). Quando il vampiro individua la ferita della preda, è come uno squialo o una iena che avverte il sangue, allora fa finta di volerla curare, come per baciarla, la preda cede e il vampiro fa 3 cose: succhia il sangue traumatizzando la ferita (la squarcia, la trapassa), inietta germi (la infetta); inietta un veleno narcotico (da Narcisos, Narkos) che rende dipendenti (intossicaziopne dipendenza).
    Si tratta di metafore qui accennate, ma sul blog http://www.albedoblog.wordpress.com si lavora insieme per comprenderle in modo generale, ma a fondo – evitando la confusione tra le molteplici tipologie di pene d’amore normali o patologiche, e concentrandosi sulle dinamiche propriamente narcisista. Ciò però consente anche di sviluppare ‘diagnosi differenziali’, cioè di mettere a fuoco la propria effettiva situazione che, pur essendo dolorosa, si discosta dal narcisismo patologico, o anche si intreccia con esso.

    Cordiali saluti
    Pier Pietro Brunelli

    Un cordiale saluto

  54. Umaluna

    Penso che il contributo informativo del Prof. Brunelli sia utile e vorrei avere ulteriori rassicurazioni sul fatto che sia disinteressato, le accoglierò, tali rassicurazioni in totale fiducia. Promesso. A partire da queste attese rassicurazioni, il dove confrontarsi su questi temi non ha a mio avviso nessuna importanza. Dove ci si troverà meglio a parlare? Dove ci sono le persone e dove si cresce assieme. Ovviamente è un grande dono quello di avere con noi un esperto psicoterapeuta. Ovviamente sarà utile e bello confrontarsi anche sul blog del Prof. Brunelli. Grazie professor Brunelli per il suo invito. Parlo molto personalmente e in totale buona fede: preferirei sempre, dovessi scegliere un terreno neutrale, perché si riduce il rischio di ogni genere di potenziale, anche involontaria, manipolazione. Alle persone così belle e interessanti di questo forum: vi seguirò doveste decidere di migrare. Ma perché non sul forum del sito dell’esselunga (non so nemmeno se c’è :-), ma dico per dire. Con il pretesto di fare la spesa si può parlare volendo anche di questi argomenti. E il Professor Brunelli che tiene a noi e ci vuole supportare e aiutare ci seguirà anche lì. Ovviamente. Le etichette non sono importanti. Il blog di questo o di quello non ha importanza se non per il suo proprietario che spera quanto meno in un incremento di traffico. E ci sta anche, se i contenuti sono validi perché no. Un po’ di traffico non si nega a nessuno. Basta chiederlo. Se qualcuno avrà bisogno di un consulto psicoterapeutico averrà in ogni caso fuori di qui e con uno psicoterapeuta di fiducia che per legge non può farsi pubblicità ne aperta nè tanto meno subliminale -dunque manipolatoria- sui mezzi di comunicazione di massa, come per fare un esempio. Questo o un altro blog. Giusto? Inoltre essendo questo un forum che condivide esperienze di vittime di manipolatori, le nostre antenne per forza di cose sono e devono essere, anche qui, molto dritte. E mi scuso con tutti in anticipo per questa leggerissima vena polemica, ma non c’è nessun intento di screditare nessuno, giusto una richiesta di rassicurazione. Accetterò ogni critica, in fondo potevo stare zitta, ma non ce l’ho fatta :-). Anche la critica di essere un po’ malfidente, ma meglio chiarire subito ogni potenziale malinteso viste e circostanze. Sbaglio? Grazie per chi leggerà questo post. Ciao!

  55. Alexa

    Cara NATALY

    Grazie per la segnalazione bibliografica sulla relazione narcisistica. Finalmente qualcuno che la dice tutta: le relazioni narcisistiche si formano dovunque, non solo nelle coppie. Motivo per cui ritengo che questo argomento (il narcisismo e la sindrome della vittima del narcisismo) non riguardi solo la psicologia, ma moltissimi altri ambiti (legge, sociologia, medicina, antropologia, filosofia, ecc.).
    Fra l’altro, a fianco alla ‘criminologia’ esiste anche la ‘vittimologia’.

    Caro GIUSEPPE

    Tu confondi l’essere vittima col fare la vittima. Entrambe le cose possono coesistere. Poi bisogna anche precisare che il fatto di essere (o essere stato) una vittima non toglie che oggi tu possa essere anche carnefice.
    La consapevolezza di essere in presenza di un individuo disturbato – e quindi vittima – piuttosto che di una specie di divinità da idealizzare, a me personalmente sta risparmiando un sacco di inutili sofferenze. Alla larga da chi sta male dentro e non se ne rende conto!
    E questo, mi permetto di sottolinearlo, centra in pieno il tema di questo blog.
    Detto questo, io sono sadica e sono anche manipolatrice. Me ne vergogno, ma mi vanto di essere capace di riconoscerlo e di provare vergogna, come pochissimi oggigiorno sanno fare (ti ho risposto, UMALUNA?).

    Piccole polemiche a parte, auguro a tutti un buon proseguimento di viaggio (meglio in compagnia che da soli!).

    Un abbraccio a tutti

    Alexa

    MOTTI:
    “Meglio essere lucidi da soli che delirare in compagnia” (Anonimo)

  56. Alexa

    Caro Pietro

    Voglio solo ringraziarti per i tuoi lunghi contributi di cui apprezzo moltissimo la freschezza e quella che a me sembra una grande spontaneità. Sono con te.

    Perdonami se io invece adoro questi ‘immondezzai’ dove ci si può anche un po’ sfogare, ne ho tratto un paio di informazioni vitali e credo di averne date anch’io. Per gli altri non posso parlare.

    QUello che mi piace di più, poi, è che qui posso avere sia te-esperto, sia altri esperti, sia altri-non-esperti.

    In ultima analisi, ognuno fa quello che vuole, quando vuole, per i motivi che vuole, molto semplicemente, come la storia dei terremotati dell’Aquila, ricordi? Ognuno ha la propria coscienza e la manifesta come crede…

    (Mi stanno cacciando dall’ufficio…)

    Ciao!

    Alexa

  57. Pietro Brunelli

    Gentile Umaluma

    vorrei fornire le rassicurazioni da lei gentilmente richieste. Innanzitutto tutti i servizi per la salute inclusi i medici e gli psicoterapeuti possono farsi ogni forma di pubblicità purché veritiera. La pubblicità subliminale è vietata per legge per qualsiasi categoria merceologica. Detto ciò, a me è capitato di subire un forte trauma per una relazione con una narcisista patologica quindi ho compreso sulla mia pelle che cosa vuol dire questo problema. Poiché ho due lauree e due specializzazione (tra le quali psicologia e psicoterapia) ho studiato questo problema scientificamente con la supervisione di psicoterapeuti e psichiatri di grande fama. E’ nato in me un forte sentimento di solidarietà verso donne e uomini che hanno subito questo tipo di relazione. Ho deciso di svolgere parte della mia attività con un senso di gratuito volontariato al fine di aiutare a capire, mettendocela tutta come si vede dal sito, per spiegare per bene cosa proponevo. Naturalmente non posso per legge (né sarebbe possibile) entrare nei casi individuali a distanza e quindi devo attenermi al coordinamento informativo generale. In più sono sempre disponibile verso chi mi chiede un conforto, ma non posso fare per tutti ‘telefono amico’. Allora chi desidera una consulenza approfondita sulla sua situazione specifica può prenotare un normalissimo consulto presso un mio studio a Genova o a Milano, entro i termini rigorosamente precisi della normativa dell’Ordine degli Psicologi.
    Purtroppo nonostante io stia dando tantissimo con solidarietà e gratuità e legalità noto che a volte mi si guarda con sospetto e mi si chiede ulteriori assicurazioni. Vabbene, invito a leggere i miei dati nelle info del mio blog ed invito a rispettare la mia professionalità costruita con oltre 20 anni di studi e di pratica, e il mio diritto di lavorare in modo serio, cioè dimostrando veramente che mi aggiorno e faccio studi per problemi specifici, così come fanno tutti i più coscienziosi medici e psicoterapeuti. D’altra parte comprendo la diffidenza di certe persone perché viviamo in una società piuttosto falsa e ipocrita, però nel mio caso, prima di essere diffidenti bisognerebbe leggere a fondo cosa c’è scritto nell’articolo da me proposto, vedere le cautele di cui do i dettali, le mie risposte ai partecipanti, le mie referenze. Ecco allora sono sempre disponibile a dare informazioni anche al telefono (tutto è nelle info) , ma esigo rispetto della mia professionalità e che non venga messa in dubbio la bontà della mia onesta e gratuita solidarietà visibile a tutti e della quale moltissimi mi ringraziano.
    Spero di essere stato chiaro affinché chiunque si astenga dal provocare pubblicamente villipendio e malfidenza alla mia professionalità, invitando eventualmente a scrivermi o a telefonarmi direttamente in privato per ogni dubbio o chiarimento.
    Cordiali saluti
    Pietro Brunelli

  58. claudia

    ciao a tutti è incredibile viene da chiedersi stanno parlando dell’uomo ke ho conosciuto io da un’anno ho capito chi era il sentirmi dire sei pazza povera illusa cretina questo mi ha portata a capire ke razza di persona avevo davanti un mostro di insensibilità e leggere e parlarne nei forum aiuta molto soprattutto aiuta a capire noi stessi

  59. Alexa

    Cari navigatori

    C’è un libro i cui non ricordo l’autore, ma il titolo sì: PROTEZIONE PSICHICA, di una collana esoterica.

    Non vi dico con quale sorpresa, qualche anno fa, in questo libro, ho trovato descritta nei minimi dettagli l’esperienza più traumatica con un narcisista come viene descritto in questo blog che io abbia mai vissuto. In questo libro il fenomeno viene chiamato ATTACCAMENTO PSICHICO (nel libro poi si parla di tutti fenomeni immateriali del genere, compreso il VAMPIRISMO PSICHICO).

    Si tratta di una sorta di AGGANCIO a livello dell’aura, fra un predatore aggressivo e una vittima ferita, la quale tipicamente ha delle ‘falle’ dove il ‘gancio’ del predatore si va ad inserire, con un immediato effetto di completezza, sicurezza e protezione per la vittima.

    Secondo me è con queste sensazioni che ci agganciano.

    Quella sera avevo fatto sesso con lui, lo conoscevo da 2 giorni, era di passaggio a Londra dove abitavo, poi sarebbe ripartito. La mattina dopo, senza nessuna ragione logica, mi svegliai (lui ancora dormiva al mio fianco) con una fortissima sensazione al cuore, come un vortice, un buco nel quale passava a grande velocità una corrente incontrollabile, e insieme a questa sensazione, una serenità incredibile.

    Ho girato la testa e l’ho guardato, pensando: “MA CHI E’ QUESTO???”.

    Era solo l’inizio. Considerato come stavo quando l’ho conosciuto (sola, sradicata, rinnegata, senza più neanche l’ombra del MIO NARCISISMO DI FORTUNA che fino a quel giorno mi aveva protetto dal peggio), il meno che potesse succedermi era di incontrare il demonio in persona.

    Tutto quello che ho fatto da quel momento in poi della mia vita, IL DISASTRO CHE HO REGALATO A ME STESSA, lo devo solo a questo incontro, avvenuto la notte del 31 dicembre 1999. Niente è più reversibile.

    Che la scienza riesca a beccarli prima possibile, alla faccia di chi sa solo incolpare le vittime.

    A tutti auguro di rimaginare in tempo quella ferita, a differenza di come ho fatto io.

    Un forte abbraccio a tutti e grazie per le condivisioni.

    Alexa

  60. mimi'

    cara alexa io credo fortemente che voi siate vittime e basta,per questo dopo tanti anni sono voluta dientare vittima anch’io del mio narcisista,ma io oggi nn mi sento tale non sono una vittima io ho baciato una persona con un nome e cognome che si e’ denudato davanti a me(pura illusione???sara’ ma io l’ho fatto dopo 5 anni…volevo baciare l’originale e non il falso(bello,attraente,simpatico,disponibilee comprensivo…TUTTE CAXXATE QUELLE)…lui e’ fragile,insicuro e privo d’dentita’…o meglio la sua e’ ferma a tanti anni fa…e sono certa che sarebbe stato una persona fantastica se qualcuno non gli avesse bloccato il suo essere.Da quel bacio e ‘sparito,ero certa,tanto che dopo ci siamo parlati e ci siamo confessati che nn c’erano state le cosidette farlafalle nello stomaco,io non sto male,accetto la sua scelta e lo lascio libero di non chiamarmi d’altronde perche’ farlo???oramai sono vittima/preda, per lui,PER LUI,per me NO ASSOLUTAMENTE NO…volevo farlo e l’ho fatto,non soffro e gli auguro tutto il bene…IO SONO CERTA CHE LUI GUARIRA’ E’ RIUSCIRA’ A VIVERE UNA VITA DEGNA…(si fa seguire ed e’ cosciente di quello che fa,forse un pochino spaventato)…vi auguro a tutti di pensare che la vita e’ bella amatela e amatevi sempre…SIETE ESSERI SPECIALI E VERAMENTE…LA REALTA’ E’ SPECIALE E BELLA ANCHE QUANDO SEMBRA CHE TUTTO CROLLA,ANCHE QUANDO NON E’ COME LA VORREMO…LA VITA E’ BELLAAAAAAAAAAAA!

  61. Alexa

    Cara Mimi

    Mentre si elabora una qualsiasi perdita la vita è semblicemente orrenda

    Autosuggestionarsi per farsela sembrare bella non è solo inutile, è controproducente, ed è LA MATERIA STESSA DI CUI E’ FATTO IL NARCISISMO: cioè la non disponibilità dell’io a soffrire e a crescere.

    Ce io sia certa o meno che un narcisista X (ammesso che sia questa la sua diagnosi) un giorno possa guarire è perfettamente irrilevante: lui è quello che è e fa quello che fa A PRESCINDERE DA ME E DAI MIEI PRONOSTICI, proprio come chiunque altro. Sono pronta ad accettare questa amara verità?

    Infine, fino a prova contraria, NON ESISTE UNA CURA EFFICACE PER IL NARCISISMO, solo emerite chiacchiere di chi fa esperimenti basandosi su letteratura autoreferenziale che di sperimentale non ha assolutamente niente.

    Certo che è bella la vita, perché anche la ricerca di quello che ancora non è stato trovato è avvincente e per cercare ci vuole fede, ma prima ancora il CORAGGIO DI CONFRONTARSI CON LA REALTA’ per quella che è.

    E non c’è nulla di male o di vergognoso a DICHIARARSI VITTIME. CHI NON LO FA LO E’ DOPPIAMENTE.

    Buon vento a tutti

    Alexa


    DELIRI FAMOSI
    “L’operazione è riuscita, peccato che il paziente è morto” (Chirurgo Anonimo)

  62. mimi\'

    Elaborare una perdita inaspettata si certamente e\’ una fase tremenda ma sai che le perdite fanno parte della vita e quindi si accettano,poi quando una perdita era semplicemente scontata beh e\’ un apasseggiata di salute (secondo me)…io non mi autosuggestiono,semplicemente apro gli occhi la mattina e amo la vita e ringrazio Dio…e vivo la mia giornata consapevole del fatto che ogni minima cosa mi fara\’ crescere come persona dal fallimento che incontrero\’ in quella giornata alla gioia che mi serbera\’… lui è quello che è e fa quello che fa…mmm… lui e\’ quello che sono gli altri e fa quello che si aspettano gli altri…e quando fa di testa sua non lo fa vedere…ma io non voglio parlare di lui…per lui voglio solo la sua felicita\’…parliamo di me parliamo di me vittima cara alexa…che dirti si la vita \’e bella e ci vuole coraggio(e\’ stato il nostro ultimo brindisi:al coraggio!chiesto d ame e fatto da lui) il CORAGGIO E\’ VERITA\’…questo e\’ il mio motto…e\’ il motto della mia vita…e la verita\’ potremmo dire che e\’ realta\’ allora che ne pensi???cmq se vuoi che ti dica che sono una vittima te lo dico…ma non mi sento tale…ho avuto il coraggio di baciare un narcisista diagnosticato…sapevo chi avevo di fronte e mi prendo le mie responsabilita\’…ora c\’e\’ il silenzio…ipotizziamo:non chiama perche\’ oramai ha ricevuto la preda?non chiama perche\’ non gli interesso?non chiama per attirare l\’attenzione?…mettiamo che io nn sappia la sua risposta, so la mia:non chiamo perche\’ io non voglio nulla da lui,lo lascio libero…doveva andare cosi\’…domani e\’ un altro giorno…ti saluto cara alexa!

  63. cristina

    Credo di essere stata vittima di un narcisista..fino a qualche mese fa non riuscivo a rendermi conto se ero caduta in depressione per motivi miei o per altri fattori esterni a me, poi ho avuto la lucidità di capire che il mio male è lui.
    Ho iniziato la mia storia con lui 4 anni fa…il mio matrimonio era in crisi da qualche anno, l\’ho conosciuto e da lì a poco è diventato insostituibile per me..telefonate, sms, nelle quali si dimostrava particolarmente interessato al mio benessere psicologico e materiale. In poco tempo mi sono separata e poi lui ha detto di amarmi..abbiamo passato un anno bellissimo, anche se già alcune cose che mi diceva mi sembravano strane, comunque mi appariva come l\’uomo che avevo sempre desiderato..attento, premuroso, dolce e presente…tutto ciò di cui in quel momento avevo bisogno.
    Dopo un anno, al momento della separazione legale, ad un tratto mi dice che nn è più sicuro di amarmi e che si prende un periodo di pausa..credevo di impazzire, ero abituata a sentirlo anche 4 o 5 volte al giorno, ovviamente chiamava lui, nn avevo amici, ero sola e disperata. Lui si negava diceva che aveva bisogno di restare solo.
    Passato poco tempo ritorna a farsi vivo, l\’avverto che nn voglio più soffrire, mi dice di nn preoccuparmi, ma da lì in poi il suo atteggiamento verso di me cambia…diventa prepotente, mi dice cose sgradevoli anche sotto forma di battute che però feriscono i miei sentimenti…crea uno stato di ansia dentro di me e di paura dell\’abandono, volevo essere perfetta, cercavo di dare tutta me stessa in tutti i sensi per compiacerlo per ritornare a vedere l\’uomo del quale mi sono innamorata..però quell\’uomo nn l\’ho più visto…tra continui abbandoni da parte sua quando vedeva che volevo imporre la mia volontà e poi ritorni per vedere se mi aveva sottomessa sono arrivata ad oggi…l\’ho lasciato perchè nn ne potevo più di quest\’ansia continua, avevo paura di avere delle esigenze mie, di chiedergliele, perchè per lui erano solo critiche nei suoi confronti, era sempre vago rispetto al nostro futuro, nn ne parlava mai e quando chiedevo sicurezze e certezze me le dava sempre con discorsi che alla fine nn portavano a niente, ma secondo lui dicevano tutto…nn mi diceva mai, forse una o due volte, spontaneamente un \"ti amo\" e quando glielo chiedevo diceva \"si,si\"..diventava ogni giorno sempre più egoista anche nei rapporti sessuali dovevo io eccitarlo e poi soddisfarlo..a volte quando gli andavo vicino sembrava che gli desse fastidio e quando io mi ribellavo a lui dicendogli le cose che nn andavano bene mi diceva che mi inventavo tutto…insomma mi sembrava di essere diventata un\’altra persona…ero una donna forte ed energica, solare e positiva e sono diventata una larva dipendente dai suoi voleri, ogni tanto mi dava qualche soddisfazione per poi prontamente bastonarmi quando mi vedeva felice e tranquilla..soffro per lui perchè staccarmi è molto difficile ma voglio liberarmi da questo rapporto che mi ha distrutto .. lui ha ucciso la mia anima

  64. Marta

    Cari tutte/i,
    ho letto con molto interesse, grazie per tutti gli interventi.
    Io ho bisogno di informazioni riguardo un rapporto madre manipolatrice affettiva-figlia (io appunto).
    Mia madre lo è in pieno e, purtroppo, anche mio fratello…
    ho sempre saputo che tra me e lei il rapporto era difficile, se non impossibile, ma ritenevo fosse una questione di crescita… poi sono andata a vivere per conto mio a 18 anni e, nonostante le continue difficoltà, il fatto di vederla poco è stato balsamico…
    raccontare la lunghissima lista di soprusi, un carattere impossibile che di continuo mette in dubbio, sottovaluta, fa paragoni tra me e mio fratello… una donna che quando avevo 39 di febbre si è rifiutata di darmi da bere… le umiliazioni costanti, il frustrarmi come persona, donna… cercare di sapere ciò che desideravo per poi impormi il contrario e volermi far ammettere che era quello che volevo e che avevo chiesto….raccontare di me ogni particolare intimo ad ogni persona conoscesse… avevo sempre la sensazione di essere una bambina un po\’ ritardata….e chi ci circondava mi trattava con disinteresse e superficialità come se non fossi in grado di capire di più… ancora oggi, io ho 47 anni e purtroppo da 3 a causa di una relazione con un manipolatore (la prima della mia vita con un soggetto simile) è in guerra, perchè di questo si tratta, con me…
    non ricordo chi ha parlato di essere sereni, ma so che funziona… ho, negli anni, letto moltissimo di psichiatria e ho fatto terapia per poter tenere dei gruppi di esercizi bioenergetici…. ma solo ora che sono 3 anni che sto nuovamente gomito a gomito con lei, dopo essere stata capace di riconoscere e liberarmi del mio ultimo compagno manipolatore, ho capito che è malata e che io ne sono terrorizzata, credetemi…. è come vivere in un reparto psichiatrico senza mai avere il turno di riposo…
    e nonostante abbia 72 anni, ha la forza di plasmare la sua giornata per fare ogni cosa scovi per destabilizzarmi…. i discorsi con lei, sin da quando ero bambina, sono dei double bind, voltafaccia, negazione della realtà compresa quella di un fatto che è sotto i nostri occhi….
    non so, non è possibile descrivere le infinite sfaccettature della cattiveria che la pervade, ma che leggo nei suoi occhi da sempre…. fa del distruggermi uno scopo di vita….
    non vi chiedete come mai sono ancora qui…. ho perso il lavoro e la casa a causa del compagno manipolatore e ancora non ne riesco a trovare uno che mi permetta di andarmene da qui…
    pensate a ciò che subite con i vostri compagni/e manipolatori e trasferitelo ad una madre che in più ha avuto e abusato del potere che hanno tutti gli adulti sui piccoli… levate la sfera sessuale ovviamente, anche se pure li ha cercato di mettere prepotenemente bocca, ma non le ho dato modo di farlo…
    Grazie a tutti e molto amore…. baci

  65. nataly

    Cara Cristina, ci hai preso in pieno…sei vittima di un vampiro narcisista…ma il fatto che tu l’abbia capito ti aiuterà ad uscirne, salvo poi ricaderci, forse, con qualcun altro, perchè la verotà è che questa gentaccia ci attrae..
    siamo su facebook se può interessarti nella pagina chiamata “narcisismo patologico”
    un abbraccio!

  66. argy paola

    Non posso credere che un tema così delicato nel narcisimo- vampirismo -vittimismo sia andata a finire su Facebook.
    Ci sono persone che si suicidono per questi motivi.
    Mi piacerebbe sapere chi di voi ha avuto questa brillante idea.
    Premesso che faccio uso di Facebook, non fraintedetemi, ma che qualcuno pensi che condividere il problema con altri su questo mezzo possa portare aiuto , non ci credo, anzi è solo ridicolizzare il problema o sminuirlo, quando invece è un problema molto serio.

    Ovviamente sarà opera di qualche narciso che non si smentisce mai. Eh, siamo su Facebook, vieni a vedereci.
    Boh, saro\\\\\\\’ diventata vecchia, ma parlo con cognizione di causa.

    sciti anche tu, siamo su Facebook\\\\" …. che pena….

  67. Alexa

    Grande Marta

    Per guardare in faccia una madre-mostro ci vuole un coraggio esistenziale e si rischia la follia.

    I genitori narcisisti si disinnescano con la confrontazione, purché sia fatta bene, seguendo tutte le tappe, senza fretta, quando sei pronta.

    Io l’ho fatta e sono libera.

    Susan Forward, Toxic Parents, pubblicato negli anni ottanta, temo mai tradotto, ma se ti serve ne ho tradotto le parti più utili in italiano.

    Coraggio, non sei sola…

    Un forte abbraccio

    Alexa

  68. Giulia

    torno\’..ci ricaddi..e si rivelo\’ persino fedifrago. Attenzione, loro non possono fare a meno di sedurre..x fortuna tante altre sfumature comportamentali di questa orrenda persona, le ho capite grazie a voi. Assenza di gelosia, ambiguità, interesse vero nei confronti della persona scelta..inesistente. Comincio a riprendermi adesso dopo le altre orribili scoperte..e il suo super-io è tornato fuori. Cercava di fare la vittima anche se l\’ho smascherato! Il mio istinto aveva ragione e l\’unica rabbia che provo adesso è rivolta anche a me stessa per non aver creduto abbastanza in me. Non accadrà mai piu\’.

  69. paola

    E’ vero Giulia. Loro ritornano sempre perche’ non possono stare senza il desiderio di sedurre. -se non lo facessero piu’ sarebbero morti.
    Non tornano perchè ti vogliono bene ed hanno un atteggiamente costruttivo dell’amore, ma tornano solo per confermare a se stessi la loro potenza (che credono di avere) la loro seduzione e far sentire le loro vittime schiacciate oppresse e succubi . Quando riescono nel loro intento, questa è grande soddisfazione per loro e si godono tanto. Ma è una felicità effimera che lascia il tempo che trova (vivono solo dell’emozione della conquista, nulla piu’ perrchè non sanno andare avanti). Non lo fanno mai per amore perch’ non sono capaci di tale sentimento. Loro sono come dei bambini che hanno bisogno della loro mamma che sia sempre lì per loro e che li sappia coccolare. Ricorda, un bambino non è capace di amare perch’ non sa ancora cosa vuol dire, ma diventa molto coccolone con la sua mamma per indurla ad amarli.Nulla piu’.
    Qesto è solo un atteggiamento egoistico, se rapportato ad una persona adulta, un bisogno personale da soddisfare per sentirsi bene, ma non per amare un’altra persona.
    Io sto tenendo duro, ma ora dopo mille tentativi ti giuro che lotengoa distanza con molta piu’ facilità. Importante è capire che cosa li muove.
    Sentirsi rifiutati, per loro è inammissimile. Per questo si fanno cosi teneri nel momenti in cui di devono riconquistare. Ma una volta tornata, il trucco è finito. Hanno fatto centro nel loro intento, e quindi tu diventi solo una pedina per l’ennesima volta.
    Loro sono innamorati solo di se stessi ( ma non si vogliono bene perch’ non riescono ad amare gli altri).
    Non cedere, perchè’ faresti solo il loro gioco egoistico, solo per una sfida, un capriccio.
    Poi, tieni presente che loro non hanno niente di costruttivo nelle relazioni, ma solo un modo per tenere il controllo il potere e farsi vedere belli e grandi per farsi ammirare. Nulla piu’.
    Non avercela con te stessa se non riesci nel tuo intento. Magari accadrà di nuovo, ma ti assicuro che se capisci queste dinamiche, la prossima volta sarà piu’ facile mandarlo a quel paese e venirne fuori.
    Tieni presente che loro non sanno cosa vuol dire COSTRUIRE UNA RELAZIONE.
    La vogliono solo per avere uno specchio in cui bearsi.
    Io tengo duro perchè’ avendo capito che si ha solo a che fare con dei bambini , per giunta perversi e psicopatici che non servono a nulla, se non per succhiarti le tue energie preziose. Comunque loro non vogliono guarire, stanno benissimo così. Guariranno e cresceranno solo se messi a confronto con una tragedia. Ma non soffrono per amore e sentimenti come noi. Soffrono se quacuno non li vuole piu.
    Dai loro una mano, e fa sì che possano maturare almeno con il tuo gesto di riufiut0.

    Non avercela con te stessa. Anzi, loro con la relazione ti hanno fatto capire le tue lacune affettive affiche’ anche tu possa crescere. Sono sicura che il tuo subconscio ti ha guidato verso queste persone per farti da specchio , per capire le tue lacune e debolezze. e fincheè non ne verrai fuori del tutto, queste situazioni continueranno a ripresentarsi perchè tu non avrai anocra imparato la lezione.
    Fa parte dlle leggi dell’universo, della tua crescita personale.
    Prendila piu’ leggermente e quando pensi alla rabbia che hai in corpo lasciata da questi individui, mentalizzati immediatamente con una persona nuova inventata, e una situazione bellissima che emotivamente di fa stare be ne. Vedrai che pian pianino i ricordi verranno meno e guariari.
    La rabbia porta solo rabbia, le belle emozioni ci fanno solo stare bene. Cerca di perdonarli dentro di te, ma solo per lasciarli andare.Purtroppo la rabbia che sentiamo per certe persone, le trattiene invece di allontanarle.
    Un abbraccio

  70. nataly

    Cara Argy Paola,
    non vedo grande differenza tra il parlare del problema su uno spazio dedicato in facebook e parlarne qui. Cosa credi che questo spazio nonsia accessibile a tutti? pensi di stare chiusa in una stanza?
    io non capisco il tuo scandalizzarti, lo trovo francamente ridicolo.
    Siamo su internet e tutto è accessibile a tutti, a meno che non occorrano delle pass per entrare.E non è il caso di questo sito.
    Io rispetto la privacy di chiunque, del resto chi non vuole farsi identificare può nascondersi dietro l’anonimato.
    Pesonalmente non ho aperto io la pagina sul narcisismo patologica di cui avevo parlato, ma vi ho trovato moltii spunti interessanti e un modo per restare quotidianamente in contatto con persone che hanno lo stesso problema di cui si discute qui o che comunque se ne interessano in un modo o nell’altro.
    Avevo lanciato l’idea solo perchè sò che mi connetto molto più di frequente a facebook che qui.
    Nessun mezzo è di per se malvagio, tutto dipende dall’uso che se ne fa e dagli occhi di chi guarda.
    Cari saluti.

  71. argy paola

    E\’ vero Nataly.
    Ho aperto la pagina in facebook e mi sono ricreduta.
    E\’\’ comunque un modo per stare in contatto quotidianamente con altre persone e anche se vuoi per diminuire il problema , ma non la sua importanza.
    Ovviamente questo mio dissenso di primo acchito è dovuto al mio forte trauma con una persona narcisista che doveva essere continuamentente in mostra in tutto e per tutto in modo roboante e quindi ho collegato il tutto a quella cosa.
    Mi sucso ma mi devo ricredere.
    Poi un\’altra cosa:
    Per le vittime puo\’ essere di beneficio perch\’ capiscono che è un male che colpisce tantissime persone e si puo\’ guarire.
    Per i narcisisti, potranno capire quanto siano ridicoli agli occhi degli altri e magari gli farà un po\’ bene .
    Forse è anche un reciproco aiutarsi .
    Grazie

  72. elisabetta

    Ho letto attentamente tutto l\\\’articolo ,non tutti gli interventi. Dopo 20 anni vissuti vicino ad un uomo del genere ho chiesto la separazione, ma sono preoccupata dalle sue reazioni squilibrate. C\\\’era sempre qualcosa di oscuro che mi sfuggiva, la nascita delle figlie, la mie indole mite e di adeguamento alle sue richieste. Poi la malattia di mia figlia, disturbo alimentare, ho iniziato a voler sapere, capire, ancora tentativi di mantenere in piedi questa famiglia. Inutile, la sua malattia legata al cuore lo ha fatto esplodere.
    Non voglio ripetere tutte le umiliazioni e svalutazioni da lui compiute in tanti anni,tradimenti, mancanza di affetto di interesse anche sessuale, di cui me ne attribuiva la colpa. Le figlie ignorate, solo di fronte agli amici dimostrava attenzione. Riesce a modificare la realtà a inventarsi storie allucinanti in cui ti intrappola con i sensi di colpa indotti. Uso del denaro come controllo e privazione
    Alla mia richiesta di separazione ha reagito chiedendo alle figlie ormai adolescenti di scegliere se stare con me o andare con lui, loro hanno scelto me, da quel giorno le punisce ignorandole.Ora ho la piena convinzione che è malato vorrei solo prevenire le sue reazioni, se mi potete consigliare grazie.

  73. nataly

    Cara Argy paola, mi fa molto piacere che ti sei ricreduta, dando prova, tra l\’altro di intelligenza, visto che solo gli stupidi non cambiano mai idea.
    Spero allora di trovarti li, a sfogarti un pò insieme a noi e a prendere in giro i nostri \"amici\" vampiri.
    Bacio.

  74. arianna

    ho letto le vostre storie che piu’ o meno nelle parti salienti sono identiche. anch’io ho avuto una storia con un narcisista. la storia oggi è finita ma io mi sto chiedendo se sono pazza o è normale che un narcista riesca ad usare persone x farmi sentire tale.mi fa seguire anche se lo nega ma non perche’ è interessato a me ma per farmi sentire sempre piu’ sola. l’atteggiamento delle persone che conosco è cambiato le persone che incrocio fanno strani gesti con la bocca….insomma è una persona rispettabilissima all’apparenza e penso che visto il cambiamento degli amici e dei conoscenti nei miei confronti mi stia facendo apparire un mostro…..io sono convinta che non sono mie fantasie ma le cose che mi stanno accadendo sono veramente assurde e mi chiedo quando mi lascera’ in pace o non sara’ contento fino a quando mi suicido. ho gia’ lasciato il lavoro ormai non mi fido piu’ di nessuno……vi prego aiutatemi a capire se sono pazza o se tutto cio’ puo’ essere vero

  75. assunta

    HO CONOSCIUTO un narcisista maligno, mi raccontava un sacco di balle cariche di dettagli, difficili da non crederci, all’inizio ci sono cascata per un po di tempo, poi ho cominciato ad aprire gli occhi, e a chiedermi come mai tutte ste cose strane capitassero a lui, e che fosse sfiGATO NELLA VIta malattia su malattia, e come si facevA CREDERE, E COME TI CONVOLGEVA, MALATO ALL’ULTIMO STADIO,

  76. sylvia

    in ogni vittima c\’è un carnefice e in ogni carnefice una vittima
    questo per dire che il vostro dibattito rappresenta in un certo senso la lunga guerra che combatto da 10 anni (di psicoterapia) dentro di me. ho studiato pedagogia e psicologia. Sono stata vampirizzata; e a mia volta;vampiro\".
    siamo solo le due facce della stessa medaglia:un vuoto d\’amore incolmabile…c\’è chi succhia e chi si fà succhiare colmando il buchi della soddisfazione di sentirsi utile e d\’aiuto.(non a caso le vittime spesso svolgono professioni d\’aiuto)
    Leggendo alexia ho trovato parti di me nonostante io abbia avuto una relazione con un narcisista patologico che poi ho scoperto mi faceva da specchio……
    vittime e carnefici io penso che è dentro di noi la battaglia e si nutre del nostro dolore…il persecutore si aggancia al nostro persecutore interno!!!!
    buon cammino a tutti!

  77. claudia 1

    Ciao a tutti,
    mi sento come chi accede all\’anonima alcolisti……ebbene anche io vittima di un uomo con disturbo narcisistico di personalita\’.Da 7 giorni non sto piu\’ con lui,(ci siamo lasciati mille volte in 6 anni che siamo stati insieme!) spero solo sia l\’ultima perchè altrimenti ne moriro\’,sento che il mio corpo e la mia mente sono schiacciati come da una forza centrifuga verso il limite estremo della sopportazione.Ma i guai arrivano adesso,malgrado quando mi lascia per motivi assurdi e deliranti sul momento sto bene,anzi mi sento libera e penso …ma come sono potuta stare con lui….dopo meno di 48 ore,quando la rabbia acuta va scemando,piombo nella paura, nell\’angoscia di chi gli manca una droga.Inizio a sentirmi vacillare,mi pervadono sensi di colpa,bisogno di lui,la sensazione di un vuoto doloroso al centro del petto che si riesce a smorzare solo se piango,ma non riesco nemmeno più in questo.Mi sento davvero male! per adesso solo questo,sono pure bloccata nell\’esprimere il mio dolore.Grazie comunque per avermi ascoltata.
    Cercherò di resistere!

  78. paola

    Cara Claudia,coraggio, il tempo penso che possa farti sentire meglio, alemeno è quello che io paercepivo nelle pause in cui lui non c’era piu’. Poi si sa ritornano sempre e noi in qualche modo li accettiamo perchè mosse dalla pietà, dalla voglia di ritornare ad amare, etc….
    Una cosa pero’ mi sono sempre chiesta: dalla descrizione che si fal del narcisita patologico si evince che è lui a mollare il rapporto, va e viene come gli fa comodo. Nella mia storia invece, sono sempre io quella che molla, per i suoi tradimenti , per i discorsi vuoti cretini, per il non rapporto basto su esteriorità anzichè sensibilità reciproca, per la non fiducia che ho sviluppato in lui, perchè si sa l’uomo perde il pelo e non il vizio…… Certo, i suoi tradimenti per me ormai sono diventati immaginari, difficile coglierlo in flagrante, ma visto che l’ho beccato due volte per me è si comporta cosi. Oltretutto lui non vuole convivere, perchè secondo me vuole sentirsi libero di fare la sua vita parallela.
    Non vorrei aver fatto una diagnosi personale di lui sbagliata, visto che lui non molla mai il rapporto, ma sono semre io.
    Qualcuno mi sa rispondere’ ?
    gRAZIE

  79. assunta

    vorrei risponder a cristina, n.63, ci sono tante cose di cui hai parlato che assomigliano spicciacate alla descrizione della persona che ho conosciuto io, e lui mi racconto’ di una certa cristina, ma avete lavorato insieme? magari e la stessa. se invece non e’ la stessa allora ci sono tante persone fatte dello stesso calibro, e questo mi dispiace.

  80. elisabetta

    Paola, è certo che un narcisista, non puo’ essere lasciato, sarebbe un colpo per il suo io. Mille volte mi tratta male mi abbandona ma poi ritorna fa parte della loro malattia. E’ una tattica che usa. Anche i tradimenti eintrano in questa dinamica, mente il mio mente pure l’evidenza arrivo a pensare che ha una doppia personalità. Sta rovinando le nostre vite.

  81. samantha

    per rispond. a paola e ad elisab. lui non molla mai il rapporto perche’ le piace tenere il piede in piu scarpe, questo vuol dire che usa piu faccie a seconda delle situazioni che gli presentano, un classico del narcisista e della personalita’ multipla e del narcisista bugiardo patologico.racconta favole diverse a ciascuno delle sue amanti, tanto che non se le ricorda nemmeno a distanza di tempo, ma le vittime che sono innamorate, si ricordano anche i minimi particolari, e prima o dopo si scoprono gli scheletri nascosti, purtroppo per noi vittime e’ gia’ troppo tardi, perche non riusciamo piu a fare a meno di loro, che ormai ci siamo idealizzati l’uomo come lo volevamo, peccato che e’ un uomo finto, e chi glielo va a spiegare al nostro cuore che ci siamo innamorate di un fantasma? li avete mai visti sotto questo punto di vista?

  82. nataly

    Hai centrato in pieno quello che sta succedendo anche a me…dopo un anno scopro uno sciame di relazioni parallele e ora una a cui scrive “amore”, con me non utilizza tale termine!
    Dopo che gli ho detto che ho scoperto tutto, non sembra minimamente intenzionato a perdermi, anzi l’ha detto esplicitamente, ma al tempo stesso non ha più neanche lo pseudo rispetto di prima, nel fingere di condurre un’altra vita.
    Ora io so e per il momento ho accettato di continuare a vederlo, sono schiacciata dalla mia stessa fragilità
    non ho la forza di chiudere, non voglio accettare che quest’uomo che tanto adoro, nasconda, in realtà, un fantoccio incapace di rapporti autentici…ma io voglio uscirneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee|

  83. sole

    Ciao a tutte e grazie… leggere i vostri commenti mi aiuta molto. Sto uscendo da una relazione con un uomo narcisista con il quale, tra fidanzamento e matrimonio, ho avuto un legame che dura da quasi 16 anni e dal quale ho avuto una splendida figlia che amo moltissimo e grazie alla quale ho avuto la forza di reagire, di entrare in terapia, di approfondire e studiare la patologia di cui soffre il mio ormai ex partner.
    Ringrazio soprattutto il Dott.Brunelli … leggere il suo blog e le sue risposte nonchè le testimonianze delle vittime mi è stato di grande aiuto … voglio uscire da questa sofferenza, dalla violenza e oppressione in tutte le sue forme, dall\’inganno, la falsità, il tradimento… ho rischiato di compromettere gravemente la mia salute, non solo psichica ma anche fisica e ringrazio l\’amore che ho per la mia bimba di tre anni che mi ha spinto a cercare aiuto.
    Quello che chiedo al Dott.Brunelli e alle mamme che sono uscite da una relazione con un manipolatore affettivo è il cosa aspettarsi da lui dopo una separazione, come tutelare me e la mia bambina e come trattare con il mio ex affinchè lei soffra il meno possibile … insomma :dovendo averci a che fare ed essendoci un bimbo di mezzo: come si tratta un malato di questo tipo perchè risulti il meno pericoloso possibile?
    Io non ho nessun bisogno di confronto, recriminazioni nè di riversare la mia rabbia su di lui … lo voglio soltanto il più lontano possibile dalla mia vita ma vorrei consigli, soprattutto da un esperto terapeuta su come gestire al meglio i contatti necessari. Grazie di tutto cuore per le vostre risposte

  84. samantha

    per risp. a nataly. potrai uscirne solo quando sarai tu stessa a volerlo, senza contare su di lui, perche a lui sta bene cosi, continuera’ su quella strada, e se sa che tu sarai sempre disponibile a farti del male, lui continuera’ a mettere il coltello nella piaga, e tu continuerai ad accettare sempre la situazione, solo perche’ non riesci a stare semza di lui. anche io ancora adesso che non lo sento da mesi, so che sono sulla strada giusta perche’ senno’ ci rimetto come salute, e lo faccio per me stessa, purtroppo la realta’ e’ questa, abbiamo preso un granchio.e’ sai qual’e’ la mia piu grande vittoria, e lui lo sa, che ho vinto io a non sentirlo, a non vederlo, e disattivarlo, IGNORANDOLO lo so e’ dura da mandare giu perche noi viviamo ancora bei ricordi, che purtroppo sono falsi, e loro non sono quello che ci aspettavamo.devi REAGIRE!

  85. gaia

    Una domanda: ma i narcisisti sanno di di essere tali nel loro intimo più profondo?? hanno tutti la consapevolezza dimostrata da alexa? cmq anche io mi sono lasciata ormai da due mesi con un narcisita manipolatore che come primo lavoro fa quello di intrattenere uno sciame di ragazze ingenue, come secondo il giornalista impegnato.ha continuato a negare nonostante l’evidenza delle prove continuando a darmi della pazza.. che frustrazione, che rabbia, che tristezza.
    nataly sono nella tua stessa situazione :non voglio accettare che quest’uomo che tanto adoro, nasconda, in realtà, un fantoccio incapace di rapporti autentici…non riesco a uscirne..mi farebbe bene, forse incontrare persone che abbiano subìto le stesse cose.. Dovremmo organizzare degli incontri.. o forse già esistono?

  86. samantha

    i narcisisti, hanno una grande difficolta’ a comprendere noi persone normali, quando parliamo.il mio mi diceva sempre: mi piace sentirti parlare, mi piace tutto di te ma sei il mio sogno irragiungibile, io non ti merito, io non valgo nulla, mi faccio schifo da solo,sei una bella donna, mi piaci,tu vali molto di piu di quanto credi. da un lato ti apprezzano perche trovano in te un qualcosa che a loro puo’ essere utile, che sia bella posizione, buon lavoro, soldi che le possono dare la possibilita’ di fare sogni tranquilli, ma senza responsabilita’, figli non ne vogliono perche loro devono essere liberi di agire,con altre donne,senza avere altri pensieri che li assillano.il mio avrebbe lasciato addirittura la moglie per me, ma quanto sarebbe durata… mi avrebbe pulita e poi saluti e baci, l’amore e’ finito , mi avrebbe detto. io mi sono accorta in tempo che cosa voleva da me, e molto gentilmente al contrario di cio’ che ha fatto lui, diplomaticamente le ho detto siamo depressi tutti e due, non voglio creare casini di nessun genere, ne a me ne a te, per il bene della nostra salute non cercarmi piu.lui credeva che io scherzassi. le e’ dispiaciuto un casino lasciar andare un buon bocconcino, che a lui faceva comodo.ora e’ incazzato con se stesso lo so ormai ho imparato a conoscerlo bene, lui mi ha studiata in lungo e in largo, ed io ho studiato lui leggendo saggi sui disturbi di personalita’ e leggendo forum dove ci siete voi che esponete i vostri problemi, che mi avete aiutata molto, solo grazie a voi io ne sono uscita. so di essere ancora nel suo mirino, ma lui non sa che io ho ancora una carta da giocarmi, se mi dara’ ancora fastidio…. un bacio a tutte

  87. Nome rimosso

    Commento rimosso su richiesta dell’autore.

  88. antonella

    ho sposato un tipo simile, 21 anni di matrimonio e 2 figli e una societa’ in comune! sto per separarmi ma il problema rimane per il lavoro e uno dei figli lavora in questa attivita’!
    sono disperata e non so come uscirne, la casa oggi è un angolo di paradiso ma il lavoro è un inferno per la sua presenza, per la sua lingua biforcuta, per le sue ambiguita’! non si è ancora rassegnato per la nostra separazione, è un continuo assillo!!mi ha tradito tante volte, mi ha picchiato, insultato e ha allontanato qualsiasi ombra di amica! oggi sono in analisi e sto ricominciando a vivere. Ho fatto nuove amicizie, riesco a ridere, mi vedo persino bella e affascinante ma il problema rimane per la sua presenza!!!non lascerebbe mai l’attivita’ perche’ è la luce dove si rispecchia, successo ,soldi, avverte l’invidia dei suoi amici ma tutto questo è dovuto solo al mio lavoro, la mia tenacia, lui è solo la cicale mentre io sono stata la formica operaia! ma oggi ho preso coscienza di cio’ma quell’essere vuole ancora il mio sangue!! che io sia forte abbastanza per superare tutto cio’… chi li ha conosciuti sa la sofferenza che offrono, dolore, delusione, violenza, derisione, sarcasmo…io voglio vivere…oggi ancor piu’…perchè sono senza di lui nel mio cuore ma non nel lavoro che amo, rispetto ! forza e coraggio tiriamo avanti che giorni pieni di luce ci aspettano
    incasinata piu’ che mai
    un abbraccio a tutti
    antonella

  89. samantha

    tieni duro ANTONELLA ,NON PERMETTERGLI DI INDEBOLIRTI PSICOLOGICAMENTE. LA SUA PRESENZA DIVENTA UN’INFERNO, PERCHE TU HAI COSTANTEMENTE PAURA, DI AFFRONTARLO, DI METTERTI A CONFRONTO,AVENDO POI UN FIGLIO CHE LAVORA ASSIEME A VOI, LUI TENTERA’ DI PORTARSELO DALLA SUA PARTE MANOVRANDOLO.CERCA DI STUDIARE LE SUE MOSSE, DI CAPIRE QUALI SONO I SUOI PUNTI DEBOLI( IN QUESTI 20 ANNI LO AVRAI CAPITO), NON FARGLI CAPIRE UNA VIOLENZA DIRETTA NEI SUOI CONTRONTI, MA SPIAZZALO, SEMPRE , DI CONTINUO COME FA LUI CON TE. NON PER ESSERE CATTIVE, MA X SALVARCI DAI LORO MECCANISMI PERVERSI; DOBBIAMO IMPARARE DA LORO, USA LE SUE STESSE TATTICHE, E SOPRATTUTTO NON DARLE MAI A VEDERE CHE TU HAI PAURA DI LUI. LO DISATTIVERAI NON AVENDO PIU PAURA DI LUI.
    STESSA COSA PURTROPPO, LUI IN QUESTI HANNI TI HA CONOSCIUTA DALLA A- ALLA Z- SA QUALI SONO I TUOI PUNTI DEBOLI, MA FALLE CAPIRE CHE SEI CAMBIATA, MA NON PER OTTENERE QUALCHE COSA DI POSITIVO NEL RAPPORTO, MA PER FARLE CAPIRE, CHE LUI NON HA PIU NESSUN POTERE SU DI TE, E CHE LE REGOLE NON E’ PIU LUI HA DETTARLE, SE NON C’E’ LA FAI DA SOLA PARLANE CON UNO PSICOTERAPISTA VALIDO.
    E’ UNA BATTAGLIA DURA LO SO, MA CON IL PASSARE DEL TEMPO LA PAGANO,
    STANNE SICURA.

  90. antonella

    la lotta si fa dura, è un vampiro anche nell’economia aziendale, tutto deve girare secondo le sue necessita’! ho un psicoterapista che non ha riconosciuto in pieno il problema ma stenta quasi a prendere una posizione, io faccio terapia di gruppo mentre lui singola! Avevamo iniziato quella di coppia ma non essendoci più le strade si sono divise.Ha sempre raccontato storie inventate per scusarsi della sua violenza, mi accusava che io lo provocavo constantemente, lui era la persona più sensibile mentre io quella senza cuore… sapessi che pianti si faceva!!!ma quando uscivamo del terapista era soddisfatto, e diceva : vedi è tutta colpa tua! sul lavora è una carneficina, uno stillicidio, sto pensando di mollare tutto per liberarmi completamente di lui! il solo pensiero è mio figlio, non posso lasciarlo alla sua mercè!poi la ditta fallirebbe miserabilmente per sue sue idee di grandezza, sarebbe un peccato, oggi è in attivo è una delle più forti in italia perchè tutta la gestione la mantengo io …ma non i fido ho il sospetto che mi sottrae dei liquidi che sono più facilmente manovrabili! non voglio lavorare per la gloria…
    vedremo che succederà… sono molto indecisa in questo momento….vorrei un pò di serenità…
    grazie per l’ascolto
    Antonella

  91. samantha

    queste persone ci vogliono morte, hai loro piedi, la donna la vedono come una persona che deve solo subire. e certo ,lo psicoterapeuta se lo girano come vogliono loro, davanti le fanno vedere che tutto funziona, e poi dietro ti fanno crepare. inizialmente pensavo che avessero un problema di autostima, che erano da capire, che bisognava stargli accanto perche avevano avuto un’infanzia difficile, ma e’ solo manipolazioni che usano per farci attaccare a loro. a me mi e’ capitata proprio bella, ma la mia furbizia poi alla fine l’ho imparata proprio da lui. mi sono studiata il personaggio leggendo libri che parlano di ste soggetti, alla fine ho capito le sue mosse, me le sono studiate. con me inizialmente, aveva un comportamento opposto, di cio’ che in realta’ era,perche mi voleva assomigliare in tutto e per tutto perche sapeva che io valevo .quando pero’ esponevo le mie idee, che a lui irritavano molto,( io non riuscivo a capire, come mai prima era un angelo, e subito dopo un diavolo), mi aggrediva e mi faceva sentire in colpa, svuotandomi addosso tutto il suo odio . IL PROBLEMA NON SIAMO NOI, ANTONELLA. LORO SANNO CHE NOI VALIAMO PIU DI LORO, E CI ODIANO. DAVANTI A TESTIMONI, NON TI INSULTANO, PERCHE’ NON DEVONO FAR VEDERE CHE SONO LORO LA CAUSA DI UN MATRIMONIO CHE NON FUNZIONA. PERCHE TI DICE CHE LA COLPA E’ TUA, PERCHE CI DEVONO DEMOLIRE PIANO PIANO, INDURTI A PENSARLO VERAMENTE. PERCHE LA TATTICA DELLO STILLICIDIO, PERCHE’ LORO STANNO BENE, VEDENDO STAR MALE GLI ALTRI . TI FACCIO UN ESEMPIO: IO QUANDO ERO FELICE, MI BUTTAVA GIU DI MORALE, CON LE SUE PARANOIE, PIANTI FINTI,
    SCIAGURE FINANZIARIE, DISASTRI IN FAMIGLIA, MI HA FATTO CREDERE CHE AVEVA UNA BRUTTA MALATTIA,ED IO CIO’ CREDUTO. QUANDO STAVO MALE PERCHE ERA LUI A RIDURMI COSI, ED ERO DEPRESSA, MI DICEVA CHE DOVEVO REAGIRE. LUI MI DICEVA SEMPRE L’OPPOSTO DI CIO’ CHE IO QUEL MOMENTO ERO O PENSAVO IO. QUANDO HO COMINCIATO A CAPIRE QUESTO MECCANISMO PERVERSO HO COMINCIATO A SPIAZZARLO IO.
    QUELLO CHE POSSO DIRTI, QUANDO SI E DEBOLI E’ DIFFICILE NON RICADERCI
    E DI QUESTO CHE HO PAURA IO, HO SCELTO DI STARLE LONTANO PER LA MIA SALUTE, LE HO DETTO TU SEI TRISTE IO PURE NON VEDIAMOCI PIU SE NO’ NON CI PIPRENDIAMO PIU, FACCIAMOLO PER IL NOSTRO BENE. LUI HA ABBOCCATO,PER IL MOMENTO.HO CAPITO I SUOI GIOCHI MALSANI, MA NON LE LO FATTO CAPIRE CHE IO AVEVO CAPITO LE SUE STRATEGIE MANIPOLATIVE. SE NON VOGLIAMO CHE SI VENDICANO SU DI NOI DOBBIAMO LASCIARLI CREDERE CHE SIAMO ANCORA UNA PREDA APPETIBILE. LO SO QUESTA RISCHIA DI ESSERE DANNOSO PER LA NOSTRA PSICHE, MA E UN MODO PER CREARCI DELLE BARRIERE DIFENSIVE. MI SONO POI CREATA DEGLI ALLEATI, PER FARLE CAPIRE CHE NON ERO SOLA, COSI MOLLA UN PO LA PRESA. LATUA SITUAZIONE E MOLTO PIU COMPLESSA, MA QUESTI PICCOLI CONSIGLI SPERO CHE IN QUALCHE MODO TI POSSANO ESSERE UTILI COMUNQUE.
    IO VORREI SOLO CHE FOSSE GIA TUTTO MOLTO LONTANO, E CHE MI FOSSI ANCHE RIPRESA COME SALUTE. SI TIENE DURO FINCHE’ SI PUO’, E POI IL CORPO SI RIBELLA. LUI MI VOLEVA VEDERE MORTA PSICOLOGICAMENTE, VOLEVA CHE VEGETASSI, GUARDANDO IL SOFFITTO E SUPPLICANDOLO DI ESSERE UN PO PIU GENTILE CON ME E DI VOLERMI BENE,CI SALGONO DI AUTOSTIMA QUANDO CI VOGLIONO CONQUISTARE, POI QUANDO LE COSE COMINCIANO AD NON ANDARE SECONDO I LORO PIANI, CI TRATTANO COME ZERBINI. ANCHE SE NOI SAPPIAMO DI VALERE PIU DI LORO ORMAI, ABBIAMO L’AUTOSTIMA SOTTO LA SUALA DELLE SCARPE,E LA RISALITA NON E’ FACILE TE LO ASSICURO. SPETTA SOLO A NOI METTERE LA PAROLA FINE. BUONA FORTUNA

  92. Enrica

    Devo dire che per me ha costituito un trauma scoprire che le caratteristiche del mio ex avessero un nome e costituissero una patologia distinta.
    Personalità incredibilmente seduttiva, uomo coltissimo e di una decina d’anni più grande di me, nello spazio della nostra relazione non mi ha mai lasciata sentire felice, se non all’inizio. Dopo i primi tempi di un corteggiamento serrato e immaginifico, c’è stato spazio solo per violenze psicologiche, menzogne, umiliazioni, atteggiamenti contrastanti, complicati sofismi, tira e molla, il tutto supportato da una mia dipendenza affettiva. Ho capito che, per uscirne fuori, dovevo letteralmente cancellarlo, non lasciargli più campo d’azione. Così, all’ennesima manifestazione d’ira, sono sparita. Soffrendo terribilmente e a lungo, certo. Anni di silenzio, nei quali lui continuava a cercarmi ossessivamente. Ma l’errore più grande è stato ricominciare a parlargli e a incontrarlo, da qualche tempo (anche spinta da contingenze di tipo lavorativo, e immaginando che fosse cambiato tutto). La sua alta capacità di manipolazione ha avuto l’effetto di mettermi in crisi. Pensavo di avere massimo controllo sulla situazione, invece poco alla volta mi sono resa conto che stavo di nuovo sprofondando, che mi sentivo troppo coinvolta emotivamente. Ancora una volta, riusciva a piegarmi alla sua volontà. Ecco perché, quasi istintivamente, cercando storie di donne plagiate, sono giunta a leggere di questo disturbo della personalità. Mi dispiace anche, nonostante tutto, per lui. Non è del tutto consapevole, credo, del suo odio nei confronti di chi crede di amare, del suo desiderio di polverizzare chi gli sta accanto. “Tu sai amare”, mi ha detto una volta, incantato. Ora capisco che intendeva. Lui non ne è in grado. E non credo che, in fondo, ne sia felice.

  93. antonella

    io ne sto uscendo, non mi fa più tanto male…solo se prendi le distanze riesci a salvarti credimi….non sai a che prezzo! ma ora sto vivendo veramente!
    non cedere mai..ai suoi sorris..ai suoi occhi supplichevoli…all’aiuto che chiede…a gestire il suo dolore! è un suo problema…dopo ti farà pentire per quello che gli hai concesso!!! non puoi immaginare quanto mi ha sparlato…e poi mi diceva che ero unica! una continua controdizione…mi voleva morta ma anche al suo fianco!
    mi tradiva e mi amava! aveva bisogno di me per essere qualcuno…ma poi…mi doveva distruggere sia mentalmente che fisicamente..ancora oggi sto pagando le conseguenze sul mio corpo!!! non concedergli mai niente stai alla larga!!!!
    in bocca al lupo

  94. samantha

    E DURA DURA DURA COMBATTO OGNI GIORNO CON ME STESSA. ma non mi ha piu ricercato. l’ultima volta un’anno fa’ le dissi che non esistevo piu per lui, di dimenticarmi. queste persono non accettano che sia tu a decidere la fine della relazione, sono dei perfetti stolker, ma non lo danno a vedere, inducono te ad avere i sensi di colpa, ti inducono a farli cercare perche te magari sei stata categorica, e poi ti dicono che sei stata tu a cercarli, cosi poi magari fuggono dinuovo per un anno due, e poi solo per S F I D A R T I ti riconquistano, e se tu sei ancora innamorata di loro ci caschi in pieno, e poi dopo ti buttano al tapeto di nuovo. lui mi disse: potevo comportarmi anche peggio!

  95. carmen

    mamma mia quante esperienze! e io ke pensavo fossi l’unica ad attirare psicopatici!

    io ho incontrato due vampiri, uno abbastanza pesante, ma molto orgoglioso e dopo due mesi di torture psicologiche, denigrandomi, volendomi, abbandonandomi, esigendo da me comportamenti specifici come se fossero ordini, semplici ma non nella mia personalità , tipo dormire x forza da lui quando per me era difficoltoso per una situazione famigliare che conosceva, oppure di cucinare quando me lo chiedeva, di non avere rapporti sessuali frequenti come due che si desiderano quando ancora si devono scoprire.. quando decidevo di lasciare la “nave” mi supplicava facendomi intenerire sul suo passato! non ero serena ma le sue attenzioni mi facevano felice, sono riuscita a disfarmene perchè toccò l’apice del trattamento di merda (x fortuna senza mai alzare le mani) e lì decisi BASTA! erano cmq solo 2 mesi avevo la freddezza x scegliere ! mi ha ricercata ma piangendomi addosso e restando ferma sono riuscita a fare una chiusura totale.

    L’altro.. è un apprendista vampiro tutto pepe.. pronto a diventare un vero professionista nell’arte delle seduzione distruttiva.. ma perfortuna ormai sono preparata a tutto.. mi sono incuriosita a cercare su internet questa documentazioni, in quanto parlava spesso sadismo,nel sesso era spesso irruento..quasi violento.. e poi gia dopo 15 gg aveva atteggiamenti non logici… ora che ho letto tutto .. posso dire.. meno male che il mio istinto è stato desto…
    con lui sono stata due mesi..ma mi cerca ancora, il primo mese era qlo che volevo, premusoro, presentissimo, passionale, sorprendente, con una spinta nel volermi come mai nessuno! premetto che ho 30 anni e di uomini ne ho visti!!!
    dopo 15 gg mi chiede di vedere solo lui, perchè lui è sicuro vuole solo me non si è mai innamorato prima e vuole assolutamente che io mi concentri sulla nostra relazione.. e mi metto in ordine di idee che si poteva fare!
    dopo 10 gg liti pazzesche abbinate a subdole colpe per una gelosia possessiva, lui era nel buono io nel torto perche magari ero andata in palestra ed ero sparita piu di un ora!!!!! sapendo che fossi li!!!!! oppure sn stata in ospedale una notte e lui anzike essere premuroso mi ha ricoperta di insulti dicendo che ero una poco di buono e dovevo morire. oppure mi scriveva ubriaco nella notte che era un malato terminale e io una merda perchè lo tradivo( non vero) e ke ero una poco di buono ..Ovviamente è tornato sempre implorandomi scusa, che mi voleva troppo e la gelosia lo faceva perdere ma che dovevo avevre pazienza perchè mi voleva troppo bene, e per lui era tutto nuovo dovevo solo rassicurarlo.
    dopo un mese.. mi dice ti amo! … e lì…. per come l’ha detto, per le cose che avevamo vissuto (cioè un letto) mi è sembrato strano…

    mi è suonato l’ennesimo campanellino d’allarme! allora con sangue freddo non potendomene liberare visto che mi aveva coinvolta nel suo turbine, non so come .. fse qualche santo che mi ha dato lucidità.. sono stata al gioco! gli iniziavo a dire un pò qlo che voleva, ma lo stancavo perchè non aveva più gusto della conquista..esigevo un legame che mi aveva fatto credere all’inizio ma non riusciva a darmelo.. m iinsultava .. poi ritornava.. anche se avevo capito il gioco era psicologicamente pesante..iniziavo a sentire che si stava allontanado .. cosi ho preso la palla al balzo
    , gli dissi che lo sentivo freddo.. e lui mi disse che non provava piu il trasporto di prima, facendo finta di essere una persona sofferente di dolore ma razionale gli dissi che capivo e gli auguravo tanta felicità… non l avessi mai fatto… non si faceva vedere ma si faceva sentire , sul cel , sul web.. ovunque potesse.. sono passati 15 gg che con una scusa o un altra non c si vede, per fortuna vado in vacanza all estero e spero che quando torno mi lasci in pace..in questi 2 gg addirittura minacce di morte, tipo ti uccido troia,.. perchè non mi faccio sentire.. lui è sempre lì..a ricordare che c’è che è senza scrupoli.. perchè non ha rispetto e considerazione per le donne!
    mi piacerebbe un vostro commento.

    ciao a tutte e crepi il lupo!!!!

  96. federico

    Dopo averci lasciato l’anima (circa 20 anni fa) devo dire che i narcisi li riconosco al volo. Tuttavia, spinto dall’animo di sperimentatore che l’animo scientifico mi suggerisce, nel corso degli anni ho ugualmente intrattenuto dei rapporti (faticosi) con donne “afflitte” dal problema. Ho constatato principalmente due cose:

    1 mai dare la colpa alla volpe se le piace la gallina .. nel senso che se uno sa di pollo è meglio che si attrezzi e stia ben lontano da chi presenta un comportamento narcisista (“pollo” senza ovviamente alcuna accezione negativa); si rischia infatti di idealizzare anche in senso negativo, quando spesso la ragione è da ricercare nelle proprie lacune, magari inconsapevoli, che rendono l’animo particolarmente innocente e fragile, più bisognoso di affetto, protezione e comprensione.

    2 Per avere rapporti con un/una narcisista bisognerebbe necessariamente soddisfare il proprio narcisismo; quindi avere almeno un paio di ulteriori relazioni parallele oppure un’attività molto coinvolgente e ricca di soddisfazioni personali, in modo che si abbia la possibilità di “dimenticarsi” del soggetto, cosa che aiuta molto nel prendere la misura della situazione.

    È chiaro che trasformarsi in manipolatori per “sfuggire” non è facile, forse nemmeno utile … Infatti io ci sono riuscito solo a posteriori, quando ne ero mio malgrado consapevole (quindi inutile). A suo tempo ne ero invece uscito buttandomi anima e corpo verso l’estremo opposto della narcisista. All’inizio mi pareva inconsistente e non facevo altro che pensare all’altra .. ma poi le cose sono evolute. Da ogni persona c’è da imparare e tutte sono, a modo loro, affascinanti e meritevoli di attenzione e riguardi. Quindi nessuno è realmente indispensabile … tantomeno una persona che non fa altro che specchiarsi. Forse se impara a non ritenersi unico .. e forse quando noi impariamo a non ritenere unici gli altri .. (unico perché?).

    Per motivi di lavoro da un paio d’anni a questa parte frequento saltuariamente la persona di cui sopra che gravi danni mi aveva provocato.. il ridicolo è che continua ogni tanto a provare a sedurmi.. e la sua vita è peggio della mia .. io sono sposato e felice, lei divorziata e infelice. Quadro sintomatico.

    Spero di aver lasciato una testimonianza utile. Sono capitato qui per caso, ma sono rimasto molto colpito. Un saluto a tutti.

  97. Pier Pietro Brunelli (psicoterapeuta)

    Trovo molto interessante questo ultimo post, osservazioni acute e sentite con esperienza… in effetti era da un po’ che non leggevo questo articolo che pure ho citato nel mio blog, e cioè nell’articolo BUGIARDI PATOLOGGICI, IPOCRITI, MANIPOLATORI AFFETTIVI. SAPERNE DI PIU’ PER POTERSI DIFENDERE e nel quale ho elaborato la figura ‘junghiana’ del vampiro in relazione al narcisismo patologico… Devo dire che sono rimasto in parte soddisfatto e in parte dispiaciuto nel notare che l’autore dell’articolo qui proposto – lo stimabile collega Dott. Ierace – sia stata aggiunta la specifica di vampiro narcisista… (ho il sospetto che l’abbia presa da me, e mi fa molto piacere, ma ancor di più me ne farebbe se tra noi psicoterapeuti si fosse più portati a collaborare e a congiungere gli sforzi di divulgazione e ricerca evitando ogni possibile forma , seppure ingenua, di vampirismo intellettuale… Io sono disponibile con tutti i colleghi a scambiarci idee e riflessioni per poter meglio aiutare i pazienti, ma purtroppo, forse anche per problemi miei, non percepisco altrettanta disponibilità in tal senso nel settore del quale io stesso faccio parte… Una volta, quando ancora ero allievo in psicoterapia, un bravissimo collega, sapendo che io già allora mi occupavo di narcisismo e affini, decise di farmi una sorta di dono ‘intellettuale e di ricerca’. Mi chiamò in disparte durante un momento di pausa dalle lezioni e con voce ed espressione protesa a farmi una preziosa rivelazione mi disse: ” Ascolta Pietro, proprio perché ti stimo voglio metterti a conoscenza di una scoperta particolare che ha fatto una Dott.ssa che conosco bene e che me lo ha rivelato, si trtta di una importantissima scoperta sul comportamento dei narcisisti patologici…” Lo guardai con attenzione e gratitudine, esortandolo a dirmi di che cosa si trattasse, e lui mi disse: “Ascolta Pietro, mi raccomando, non devi dirlo a nessuno, è una cosa che ti dico in modo molto confidenzile… capisci, non vorrei che si venisse a sapere che io te l’ho detto, perché questa è una scoperta della Dott.ssa e lei ci tiene che resti sua … ecco, allora te la dico?” – “Ma certo, stai tranquillo, non lo dico a nessuno, dvvero… “(Ma mentivo, infatti adesso ve la dico, così come lui mi disse “Pier Pietro, la Dott.ssa xxxx ha scoperto che i narcisisti patologici tendono a soffrire di letargia, come una specie di sonnolenza che gli prende in certi momenti, quasi che si stancano di far il loro sforzo di esaltarsi e di rappresentarsi come narcisisti… ecco, capisci… ssssss’, resti tra noi” – Lo ringraziai e ritornai a lezione sconcertato… “in effetti, è vero” pensai ” questi narcisisti sono spesso un po’ poltroni e sonnacchiosi… ma che male c’è a parlarne?” Ecco, credo che oggi come oggi, con i problemi che ci sono, umani, economici e sociali, per noi psicoterapeuti e soprattutto per i pazienti, non vada bene che noi psicoterpaeuti si tenda a collaborare poco e a sfruttare l’informazione gratuita su internet con il contagocce… Così da una mia indagine con varie lingue (tranne che in cinese ed arabo) ho viso che il mio articolo su questo argomento, seppure manchi di osservare l’eventuale letargia dei narcisisti patologici – è il più lungo e completo e partecipato che esista sul pianeta terra… e che nonostante si invitino colleghi ed esperti a partecipare ciò non avviene se non in rararissimissimi casi, invece avviene spesso che alcuni colleghi lo leggano e lo adoperino, e sono lieto e certo con grande beneficio per i loro pazienti. Peccato di non poter avere un loro riscontro in quanto ne avrei bisogno dal momento che su queste questioni abbiamo tutti tanto da imparare, per noi stessi e per il bene dei nostri pazienti.

    Un caro saluto e grazie soprattutto ai partecipanti e ai pazienti che ci aiutano a capire queste problematiche così complesse e dolorose.

  98. a p e

    dott.Brunelli, come mai queste persono sono cosi? che cose’ che induce il manipolatore a comportarsi in un determinato modo anziche’ un’altro? centra forse la loro autostima ormai distrutta, o forse un torto subito in passato=????
    vorrei sapere qualche cosa in piu, cioe’ da dove nascie il desiderio di essere cosi..
    grazie ape

  99. Virginia

    queste persone vogliono solo avere il potere, e quando glielo togliamo diventano cattivissime.
    L’amore per loro non esiste, esiste il comando e il potere, e quando li molli perchè non ne puoi più di soffrire, di piangere, la razione di bastonate raddoppia.
    Se uno non ha provato non sa quello che vuol dire, ma ora dopo lividi dentro e fuori, voglio provare ad essere forte e lasciar correre.
    Lasciar correre che non mi risponde al telefono anche se mi servirebbe parlare con lui per questioni di lavoro, lasciar correre che mi dice che passa per questioni di lavoro e poi sparisce senza nemmeno avvisare, lasciar correre che fa apposta ad aggiungere troie su facebook, lasciar correre che si sente bravo e buono perchè dopo 2 anni e sotto mia minaccia mi ha detto di non amarmi, poichè lui avrebbe tranquillamente potuto prendermi in giro altri 2 anni.
    Ora io spero solo di avere la forza di accettare di essere vista come quella sbagliata e stronza, se il prezzo è uscirne viva e sana da questa sofferenza bestiale.
    Spero solo di farcela, ma non capisco perchè questa gabbia d’orata è sempre molto seducente, anche se mi uccide, forse dovrei cercare meno di capire lui e cercare di capire più me.
    Ho comprato un libro…Introduzione al narcisismo di freud…e ho letto che i narcisisti sono così attraenti perchè sono autosufficienti e inaccessibili, e non si occupano di noi…ma noi è come se li invidiassimo perchè hanno saputo serbare una condizione di beatitudine psichica, un assetto libidico inattingibile al quale noi abbiamo oramai rinunciato da tempo…ma non so quanto questo mi possa servire.
    Grazie e spero che qualcuno mi aiuterà un po’ di più a capire.

  100. nataly

    Queste persone sono dei mostri, per non dire di peggio. Mi è piaciuta moltissimo la descrizione di Freud, la trovo molto veritiera.
    Il mio idiota, dopo avermi praticamente abbandonato per un ‘altra, è tornato da me a piangere perchè lei l’ha lasciato e dopo i primi momenti di carineria, è tornato ad essere l’uomo di m…. che era.
    Non mi molla lo squallido.
    Hai ragione, è una gabbia dorata. Pensa però che il soggetto che tu credi di amare non è lo stesso che hai di fronte. Loro sono solo degli squallidi terrificanti. Calcolatori, sfruttatori, manipolatori. E non è vero che se li lasci diventano cattivi. Dipende da chi li lascia. Lui con lei sta facendo lo zerbino. Suppongo, anche se non la conosco, che sia simile a lui quanto a narcisismo.
    Fatemi uscire da quest’incubo. E’ un gioco perverso. Pensa solo che tu hai qualche chance di normalità. Lui è condannato alla sua lucida follia,

  101. Virginia

    Grazie Nataly,
    mi sento talmente sola in questo periodo, a volte non riesco a non smettere di piangere.
    Sono dentro ad una realtà in cui non c’è nulla di reale e logico, e fatico ad uscirne.
    Lui con me è cattivissimo, ha creato un personaggio, e la solo idea di essere stato smascherato, di essere stato abbandonato, il solo fatto che io mi sono permessa di iniziare a vivere, a vedere altri, l’ha fatto diventare un mostro.
    Ha smesso di essere gentile o educato, dice che chiama e non chiama, dice delle cose e fa il contrario, e mi guarda come se non mi avesse mai conosciuto.
    Quando l’ho lasciato mi ha dato la sua password di una chat, e si era guardato bene di cancellare tutto ciò che di compromettente ci fosse, e ha lasciato la chat con la stessa password fino a domenica, quando io l’ho visto e gli ho parlato, e sbagliando gli ho confessato di aver guardato il suo cellulare durante l’estate, e di vergognarmi per questo, ma di avere visto che la persona che lui diceva di aver visto solo 2 volte, gli aveva mandato un sms alle 24, con scritto: dormi?
    Lui è diventato un bestia di cattiveria. Il giorno dopo ha cambiato la password, e ha tolto la maschera tornando ad essere quello che è.
    Era stato preparato un palcoscenico solo per me, dove recitava la parte del povero uomo dedito solo al lavoro, che doveva rinunciare alla storia per il dovere, che va in chiesa, etc.
    E dietro c’è uno che dice che devo ringraziarlo perchè avrebbe potuto ingannarmi per altri anni come ha fatto con quella prima, e invece mi ha graziato, e che si aspettava che io tornassi dicendo…ti prendo anche se mi dici che non mi ami, perchè ti amo così tanto da accettare tutto, anche che mi stai distruggendo l’equilibrio mentale e l’aspetto fisico.
    Grazie delle tue parole, ora proverò a pensare al fatto che io ho una chance in più da sfruttare. Devo uscire da dalla depressione nella quale ogni volta che lo vedo cado. E fortunatamente per me lui non torna in lacrime, ma con i morsi e le cattiverie.
    p.s. bisogna sempre tenere la guardia altra e sapere che sono in 2, e anche se torna in lacrime, l’altro è lì che ti aspetta per bastonarti. Io ero stata avvisata da quella con cui era stato prima e nel durante, ma non l’ho ascoltata. Mi ha solo messo tanti dubbi su di lui, e mi ha fatto alzare la guardia, ma ho dovuto capirlo da sola, e ora quello che io vedo, è quello che mi è stato detto, quando non ero pronta per poter vedere.

    Bacio

  102. nataly

    Cara, ti capisco perfettamente. Ti portano a fare cose che normalmente non faresti, a perdere completamente la tua dignità. Ti fanno sentire “speciale” (non uso il termine a caso), per un pò, per poi abbandonarti repentinamente e farti cadere dalle stelle alle stalle. Purtroppo dopo una relazione del genere è facile cadere in depressione, perchè oltre al crollo dell’autostima,ti viene a crollare quell’apporto di adrenalina che ti davano con la loro esaltazione. E’ duro ammetterlo, ma il loro modo di sentirsi “speciali” affascina ed esalta anche noi, finchè li abbiamo accanto e finchè non divantano crudeli.
    Io non saprei dire se lui sia proprio cattivo, ne ho conosciuti di peggiori, ma quello che posso assicurarti è che mi sottopone a svariate umiliazioni, in un gioco di potere sado-masochista in cui alterna desiderio e rifiuto.
    Devi comprendere, e devo anch”io, che stai così male perchè sei caduta nella ragnatela….devi capire che quello che provi non ha nulla a che vedere con l’amore, neanche da parte tua. Lo so, a parole è facile, ma soprattutto, quando ci cadi una volta, purtroppo tendi ad impelagarti successivamente sempre con persone di questo tipo. C’è una sola soluzione: volersi bene e sentire di meritare amore vero e rispetto, non quel surrogato teatrale che ci offrono loro.

  103. giuseppe

    Ho “divorato” tutti i post come un affamato, ho riconosciuto nelle descrizioni dei comportamenti afflittivi dei narcisisti molti di quelli della mia ex (che ha anche altri difetti anche più gravi di egocentrismo che nascondono il suo narcisismo), ma purtroppo anche le mie reazioni ai suoi rifiuti. Il suo rifiuto di lasciarsi andare, di dare affetto disinteressato, di volere bene e di condividere una vita in comune che era tale solo per essere mostrata agli altri, e ho rivisto nelle sue recriminazioni verso di me le stesse accuse di narcisismo che ho letto nei post.
    Ma chi è il narcisista dei due nella coppia ? Quanto c’è di noi che viene “proiettato” sull’altro ?
    Cosa significa quando ognuno attribuisce all’altro difetti che questo riconosce invece nell’altro ? Mi sembrava di essere manipolato da una mistificatrice che mi toglieva di bocca le frasi che io volevo dire a lei ! E così disarmato restare vittima di chi mi accusava di essere un carnefice.
    Io sono stato innamorato di lei e non ho ancora elaborato il lutto della separazione, e questa cosa mi fa fare errori tattici e strategici, i figli che ci legano sono una continua occasione di incontro che rinnova gioia e dolore, mentre vedo lei più che altro vivere alla giornata serena e tranquilla.
    Come si coniugano in un rapporto di coppia narcisismo ed egocentrismo ?

  104. a p e

    bisogna stare alla larga da queste persone, se non vuoi che ti distruggano la vita.
    io ho l’ho sganciato un’anno fa’ e da allora non mi ha piu cercato, perche’ sono riuscita a tenere gia duro io,lui non credeva che ce l’avessi fatta, ma io ne sono fuori da quell’incubo.
    proveteci anche voi a non sentirlo piu, a ignorare tutti i suoi tentativi di approccio attraverso altre persone, buttatelo fuori dalla vostra vita, pensate solo a voi stessi, e cominciate ad amarvi per quello che siete e non per quello che loro vogliono che voi siete, solo per farvi diventare come loro sono.

  105. nataly

    Caro Giuseppe,
    potrebbe essere che entrambi siete narcisisti!
    Del resto, solitamente, un narcisista riesce ad “innamorarsi” solo di un altro narcisista.
    Come hai detto anche tu il rifiuto è una costante di questo tipo di rapporti, che fà soffrire, ma al tempo stesso accende il desiderio dell’altro…
    In ogni caso, spero tu sia abbastanza sano da comprendere che questo non ha nulla a che fare con l’amore………..

  106. Virginia

    Ciao Ragazzi,
    come vi capisco, capisco Giuseppe quando dice che ogni incontro è un rinnovo di gioia e dolore, mentre vede lei vivere serena e tranquilla. Anche io mi sento così.
    Però penso che la tranquillità di tua moglie è una maschera che indossa anche per se stessa.
    Le persone narcisiste sono terribilmente tormentate perchè sanno di non sapere amare, poi mentono a se stesse e a tutto il mondo, ma loro sanno.
    Il mio ex infatti diceva sempre di essere un disperato, e io non capivo, ma ora so.
    Lui ha sempre invidiato e schernito chi si sposava, o chi era innamorato, o chi faceva figli, perchè lui non sa amare.
    Però il problema ora è nostro, perchè nonostante non si sia trattato di amore, perchè come dice Nataly, l’amore è un’altra cosa, noi moriamo dentro.
    Io faccio una fatica enorme a ritrovare un senso nelle cose. Ora sto meglio di 2 mesi fa, ma ci sono giorni in cui ho solo voglia di piangere. So che lui non sa provare nulla, so che non riuscivo più a mangiare quando stavo con lui, eppure a volte mi manca così tanto, e mi mancano le risate, la complicità, anche se erano risate amare, risate che precedevano pianti disperati, quando lui spariva. E so che non si è mai preoccupato di quello che io provassi, o volessi, di quello che era importante per me, c’era solo lui e il suo successo professionale, eppure perchè mi manca tanto, perchè mi sento svuotata. Forse è vero che l’adrenalina che ti da l’instabilità di un rapporto con loro, ti fa sentire viva, o forse non ti fa pensare a qualcosa di accantonato e irrisolto che abbiamo dentro. O forse pensiamo che il suo faro ci illumina in maniera unica, e che abbiamo bisogno che lui ci illumini per poter brillare, un po’ come è stato in passato, con un genitore egocentrico e narcisista. Capisco tante cose, capisco che non avrei mai dovuto accettare di non essere mai stata presentata in casa, che non avrei mai dovuto accettare di essere stata tagliata fuori da battesimi o feste di famiglia, ma come posso non capire cosa mi fa desiderare che lui torni e mi dica che si è sbagliato, quando la mia testa mi dice che lui non sa amare. Cosa c’è che non va in me?
    grazie
    Bacio

  107. antonella

    salve a tutti
    dopo quasi un anno di separazione da un vampiro narcisista io sono rinata ma allo stesso tempo ci sono piccoli momenti che mi manca terribilmente…ho avuto poi piccole storie che mi hanno aiutato ad allontanarmi di più da lui…tipo terapia…avere più distanza aiuta! non riesco ad avere storie importanti perchè ho una paura bestiale…scappo dopo poco e chiudo definitivamente….
    evvero ci fanno sentire uniche e speciali sia nel bene che nel male….ma sono sicura che non tornerei mai indietro…ma comunque ci sarà sempre quel vuoto che non so come loro riempiono!
    dobbiamo essere forti…
    coraggio a tutti
    Antonella

  108. giuseppe

    Cara Virginia,
    mi ha aiutato molto leggere Alberoni, specie l’ultimo libro Lezioni d’Amore. Vedi tutto, quel che hai vissuto e quel che hai desiderato di vivere, vedi i comportamenti tuoi e quelli suoi, e ne capisci le motivazioni. Poi alla fine in fondo è tutto semplice, la verità è semplice, come dice quella canzone di Edoardo Bennato “…Non c’è nessuna risposta si tratta dell’amore nessuna certezza niente è dimostrabile è una scienza inattendibile. Si tratta dell’amore è l’istinto che ci fa volare perché non c’è nessun circuito più affidabile dell’intuito e poi non c’è ragione di frenare un’emozione irripetibile Non c’è niente di scientifico né di calcolo matematico niente di catalogabile tutto è sempre imprevedibile fuori da ogni geometria è soltanto una magia inimitabile…”
    E’ una magia inimitabile, non c’è niente che non va in te, l’amore è cieco e colpisce in maniera imprevedibile e inspiegabile, lascia correre e tieniti solo i ricordi dei momenti belli, poi tutto accadrà come dio vorrà, e la sofferenza si attenuerà.
    Buon Natale.
    Giuseppe

  109. a p e

    buon natale a tutti voi-

  110. nataly

    BUON NATALE anche da me, a tutti voi e visto che siamo buoni, anche ai nostri narcisisti………..ma sì, per una volta ridiamoci sù

    ^_^

  111. Virginia

    Grazie 1000 Giuseppe per le bellissime parole.
    Uno dei dolori più grandi è sentirsi sbagliati, sbagliati nella sofferenza, sbagliati nella scelta, ma sentirti dire così rende tutto più serenamente accettabile.
    Sono stata malissimo, e come dice Antonella a volte mi mancava da morire, ma poi l’altro giorno l’ho visto per lavoro e sono scoppiata a piangere e gli ho detto tutto quello che sentivo, quello che mi aveva ferito, gli ho perfino detto, che tutti mi dicono di farmi vedere forte, ma che alla fine io ritengo giusto che anche lui veda quello che provo, che anche lui veda come si soffre, e poi sono stata meglio.
    Spero che questa maggiore serenità duri più di 2 giorni, però quello che ho capito è che davvero noi dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere. Perchè alla fine ci attrae quello che ci manca, o quello a cui inconsciamente diamo valore.

    Se noi non accettiamo le nostre debolezze e fragilità, il nostro bisogno d’amore, finiamo per inseguire chi ci sembra freddo e controllato. Perchè come a loro anche a noi importa chi vinci, chi è forte, ma se ci si preoccupa di più di come ci si sente di quello che si vuole, piuttosto di chi conto o chi no, se ci si ascolta di più con amore, già tutto migliora.
    Io credo davvero che ci attira chi ha qualcosa che riteniamo importante, e che pensiamo ci manchi, forse si tratta di qualcosa che davvero ci serve, e che dovremmo cercare nella nostra vita, e non fuori di noi, altrimenti finiremo sempre per avere dipendenza da qualcuno, che non incarna solo l’amore, ma anche quella parte di noi che pensiamo di non poter costruire con le nostre forze.

    Un abbraccio di cuore a tutti voi, è davvero bello poter parlare con qualcuno capisce.

  112. Gaia

    Ciao a tutti,
    meno di un mese fa ho lasciato il mio “vampiro”. Ovviamente ho beccato un suo tradimento. Siamo stati insieme un anno. Io 28 e lui 34. La mia storia è da copione: dopo meno di un mese mi dice “ti amo”, andiamo subito a convivere, si parla di figli, vita insieme ma niente, nei fatti, sembra portare veramente ad una relazione del genere. Primo fra tutti il tradimento..
    Lui da me pretende tutto, si mette sempre al primo posto, non ascolta nè sembra minimamente vedere i miei bisogni; io, dall’altra parte, mi annullo per lui..amicizie, hobby, uscite svaniscono lentamente..cerco di compiacerlo in tutti i modi ma più riceve, più pretende e meno mi stima. Negli ultimi mesi avevo addirittura l’impressione che fosse interessato alle mie amiche (quelle poche rimaste). E anche loro me l’hanno confermato.
    Ok scopri il tradimento, fai il resoconto di tutto il tuo anno e lo lasci. Pensi che, anche se dolorosamente, sia finito tutto qui?
    Magari! Inizia il peggio…
    Si presenta con un anello costosissimo, parole stupende, mi ubriaca di parole…cambierà ha capito, ha fatto una cretinata ma ora ha capito, è cambiato (..in una settimana…) certi episodi servono a farti crescere, sono delle parentesi ma ora ha capito..non lo farà più…messaggi continui. Le mie parole (del tipo basta esasperarmi sparisci) non hanno effetto, non vengono proprio prese in considerazione. L’utlimo messaggio stamattina.
    Ora, io credo di aver riconosciuto il mio vampiro. E so quale sia la cosa giusta da fare (sparire, se ci riesco) ma c’è tutto un lato da considerare: me.
    La vittima, la vampirizzata, quel lato malato che sta bene quando sta male. che lo desidera come non ha mai desiderato nessuno che lo vede come un piccolo bambino ferito e ci si sente legata con il cordone ombelicale.
    Io come lo gestisco questo lato qui? come faccio a non saltargli addosso facendo finta di credere a tutto quello che mi dice quando si ripresenterà all’attacco la prossima volta? come faccio a non dargli messaggi contrastanti?
    Dovrei andare in terapia? Si ma come faccio a sapere chi è bravo e può veramente aiutarmi? con la mente non si scherza…

  113. Virginia

    Oddio!!! Gaia, ho letto tutto, e mi sembrava di ascoltare me stessa, ad eccezione della parte in cui lui arriva con l’anello.
    Il mio ha sempre fatto dietro front ogni volta che mi diceva che non mi voleva, però senza mai promesse così eclatanti.
    L’unica promessa grande che aveva fatto, dopo che una sua ex con cui mi aveva “tradito” l’aveva smascherato, era stata: ” ti prometto che ti scriverò una lettera e poi deciderai tu se perdonarmi o no”, ma la lettera non è mai arrivata. Quando ha capito che l’avevo perdonato, ha fatto finta di nulla. Carta canta, e lui senza promesse per iscritto poteva tenersi la porta aperta.
    Gaia, questi rapporti sono di dipendenza, siamo come drogati, inizi a vivere solo per la tua droga, sei “felice” solo quando lui ti è accanto, quando lui non c’è niente ha senso, e per stare bene devi sempre aumentare la dose.
    Se ti va ti consiglio la lettura di un libro: La dipendenza amorosa di Poudat.
    Io credo di aver letto almeno 5 libri in 1 mese, continuavo a piangere, ed ero disperata. Ora va un po’ meglio, grazie alle letture, alle riflessioni che ho fatto, e all’aver parlato con un’amica che ha riacceso la luce dentro di me, facendomi capire che non c’è nulla di sbagliato in me, che ho solo appiccicato ad una persona delle caratteristiche non reali.
    In realtà avevo a che fare con una persona che non vuole una relazione, che non vuole dare nulla, che probabilmente è molto insicura e poco fiduciosa nel mondo, ma che non sa dare nulla.
    Io lo vedevo come un bambino da aiutare, ma cara Gaia siamo tutti adulti, ognuno si deve risolvere i suoi problemi, tu devi capire perchè devi colmare il tuo vuoto con lui, e lui se starà male imparerà a prendersi delle responsabilità, altrimenti significa che sta usando la pena per manipolarti.
    Forse in certi casi bisogna pensare semplice, e chiedersi: mi fa stare bene con me stessa? sì, o no.
    Mi tratta con rispetto e amore? Mi da serenità? C’è quando io ho bisogno? Mi ha mai chiesto cosa voglio fare io?
    E la risposta deve essere altrettanto semplice.
    Se non ce la fai da sola puoi sempre farti aiutare da uno psicologo, riconoscere di avere un problema, e saper chiedere aiuto, è da persone grandi e responsabili, quindi sei meglio di lui.
    L’ultima cosa, io credo che questi vampiri siano di un’intelligenza pazzesca, non so se questo è dovuto al fatto che privano la mente di emozioni per cui hanno una lucidità spietata, avvertono da ogni più piccola sfumatura di voce o altro, quanto possono tirare la corda. Stai molto attenta.
    Tu vivi di emozioni e sentimento, loro di ragione, e questo gli da il potere di controllarti…sono 2 mondi diversi e logiche opposte, ma ricordati sempre che chi è narcisista è egoista, e non sa amare nemmeno se stesso, loro vogliono solo il potere, quindi ti consiglio di evitarlo. Scappa.
    Grazie a Dio il mio per ora ha perso interesse per me, ma di sicuro avrà un’altra preda tra i denti, senza preda non sono nessuno, il potere glielo diamo noi.

    Spero di esserti stata d’aiuto.
    Un bacio

  114. gheshia

    vorrei un vostro consisgio.
    ho conosciuto un uomo sul web, sapendo dall’inizio le mie problematiche, prima mi ha dato dei consigli, poi man mano si e’ fatta conoscere sempre piu, mi ha proposto di fare la sua gheschia, io avrei dovuto prendere lezioni virtuali da lui, educarmi al sesso, ed essere la sua schiava ed lui il mio padrone.
    la cosa inizialmente mi ha un po’ scosso. le chiesi come mai inizialmente mi vuoi aiutare e poi mi vuoi indurre ad un processo di schiavismo? non possiamo avere un normale rapporto di uomo donna come tutti gli altri?
    lui disse che e’ abituato a fare delle sue donne le sue schiave.
    per lui e’ una situazione di immenso piacere che la sua donna sia solo sua, e sapere anche che si e’ lontani che io sarei solo sua perche’ tutte le mattine appena sveglia io dovrei tenere dei riti, richiesti da lui, e lui sapendo quali sono i miei pensieri, terrebbe il pieno controllo su di me.
    non vi sembra che sia un fattore di manipolazione affettiva e mentale?
    io sono gia stata vittima di cio’ in passato, intendo di manip. affett.non schiavismo s’intende.
    voi ne sapete di piu?
    ora mi son presa un libro sulla storia di una gheshia, per avere un’idea di che razza di cosa e’.

  115. giuseppe

    Cara Geisha, sesso e schiavitù via web mi sembrano poco appaganti e affatto funzionali. Non ti fare incantare dai paroloni di chiacchieroni da quattro soldi, e quanto a te se vuoi emozioni vere vai sulla realtà e non sul virtuale. Tieni comunque presente che la geisha è l’ideale di ogni uomo, sano o perverso che sia, una donna che è contemporaneamente madre, moglie, amante e serva silenziosa e devota. C’è a chi può piacere…. ma se è sano di corpo e di mente un uomo vuole una donna alla pari.
    Spero di esseri stato utile, un bacio.
    Giuseppe

  116. gheshia

    per giuseppe
    quindi , tu credi che costui, non e’ tanto sano di mente?
    Giuseppe, come mai gli uomini, si sentono appagati da questo genere di situazioni? riesci a spiegarmi come vi sentite in alcune situazioni, cioe’ come mai volete che le donne siano cosi’, perche’ la vostra virilita’ sente il bisogno di essere appagata in quel senso?
    io ho pensato, e’ dimmi se sbaglio: che visto che ormai c’e’ la parita’ dei sessi, l’uomo si sente prevaricato dalla donne in alcuni settori, che sia di seduzione che sia di lavoro.. l’uomo per nanuta e’ uomo, e si sente poco virile, e non sopporta che la donna sia piu di lui, e si approfitta delle donne piu sensibili, piu fragili, per girarsele come vuole lui.
    certo come dici tu, se e’ sano di mente e di corpo, non tutti sono cosi’.
    inizialmente sono rimasta sconcertata dell’approccio che ha usato per coinvolgermi nei suoi modi di sedurmi, allucinante, nemmeno mi conosci, e’ generalizzi, questo mi ha dato parecchio fastidio. poi ha visto che in un modo non abboccavo, e’ quindi ha cambiato tattica, era piu gentile, cercava di entrare nella mia sensibilita’, un clasico del manipolatore.sono stata allerta giuseppe, grazie se puoi rispondermi te ne sono riconoscente

  117. gheshia

    per giuseppe-
    cosa intendi per serva silenziosa?

  118. Giuseppe

    Per Geisha.
    Serva silenziosa significa letteralmente … serva silenziosa. Questo è un estratto da wikipedia: ” Come si è detto precedentemente, le geisha stanno man mano scomparendo. La ragione principale, infatti, del successo delle geisha in passato va trovata nella passata posizione sociale della donna, soprattutto nel periodo Kamakura; essa doveva, infatti, rimanere confinata in casa, e riceveva un’educazione molto approssimativa, che non permetteva loro di conversare e di interessare adeguatamente i loro uomini. La geisha, perciò, compensava una figura femminile poco attraente, assolutamente sottomessa all’uomo e totalmente priva di una propria personalità, fornendo all’uomo quell’interesse che egli non riusciva a trovare tra le mura della propria abitazione. Ed è proprio la mutata condizione sociale della donna dei giorni nostri che sta facendo scomparire la figura della geisha. Le scuole stanno chiudendo una dietro l’altra e le ragazze iscritte sono in numero sempre minore, poiché il duro tirocinio a cui devono sottostare non è più gradito alle nuove generazioni.”
    Per il resto secondo me tu hai fatto un’ analisi esatta, mi permetterei di aggiungere solo un dato: l’uomo è partorito da una donna, che è anche la prima figura femminile con cui viene a contatto fisico emotivo ed intellettuale, e il richiamo inconscio di questa figura è immanente e permanente in ogni uomo che un po’ la cerca in ogni donna, salvo poi, con la maturità (per chi riesce a raggiungerla) svanire in favore della ricerca di un rapporto più evoluto e svincolato da logiche da complesso di Edipo. Ma non è da tutti, anche perché come puoi ben capire la donna non considera questo dato ed anziché contrastarlo spesso lo incoraggia perché anche lei (se non è matura) esprime una sorta di senso materno assolutamente deleterio per tutti.
    Stai all’erta sempre, e coltiva te stessa che è l’unica via.

  119. gheshia

    per beppe.
    mi sono resa conto da poco di che cosa stiamo parlando. sto leggendo un libro ( memorie di una geisha del 2006), meno male che ora queste scuole stanno scomparendo.
    bisogna stare molto attenti, perche’ in giro, e non soltanto nei blob, si possono trovare persone con chissa’ cosa in testa.
    pare che questa persona stia facendo degli studi sulla sottomissione, sulla donna che si annulla al suo uomo, in tutto e per tutto e non solo a livello sessuale, e che e’ disposta ad dare qualunque cosa, pur di avere un faro su cui contare, un punto di riferimento( cioe’ lui), sulla quale chiedere cosa non sa’ della vita.
    parlando di questo, a me sa’ tanto che costui, usi questa copertura( cioe’ quella di aiutare le donne ad avere piu stima per se stesse e di non lasciarsi manipolale da impostori che mirano solo al plagio mentale della donna e ad girarsela come la si vuole per ottenere quello che vogliono), che serva poiad arrivare ad un’altro passo.

  120. gheshia

    per beppe. leggo ora alle 13e 30 del 17 la tua lettera, c’e stato un disguidio alcune frasi ,prima non sono state scritte ed ora ancora prima che leggessi il resto del contenuto ho capito che cosa mi hai scritto.
    mi illumino ancora di piu’ su cio’ che so di lui, e quello che non lasciava trapelare, per non incuriosirmi e non che mi accorgessi quali fosssero i suoi piani( se si possono chiamare cosi),ora capisco che in base a cio’ che le raccontai di me, e che cosa aveva in testa lui, le cose combaciano con quello che mi stai dicendo tu beppe, tutto torna. mi propose di fare indirettamente delle cose, sulla quale io non ero per nulla d’accordo, poi frase ultima, io ero solamente libera di fare cio’ che volevo della mia vita. da un lato e’ plagio, e dall’altro e’ scelta di fare cio’ che volevo per non dare poi la colpa a lui se la cosa non funzionava, lui non prometteva garanzie, cosi’ io ero libera di scegliere. mi disse non attaccarti a me perche’ sono un uomo complicato, io di una donna sono abituato a farne una mia schiava.
    alquanto insolita come idea.
    ma dove viviamo beppe? e questo il mondo che ci sta attorno?
    tu come uomo,inciteresti una donna ad avere piu stima di se stessa, a non farsi disprezzare dal suo uomo, e poi tu stesso la tratteresti come schiava, e la plageresti per farla diventare completamente succube di te stesso solo attraverso il legamento del sesso?? non e’ un paradosso?non e’ una presa in giro?
    per questo che io dico che la sua natura e’ ,che ama la donna sottomessa non solo sessualmente,la sfrutta ben bene anche a soldi, e poi le dice, garanzie non te ne posso dare,intanto ormai tu mentalmente sei legata a lui, quando ti ha spremuta come un limone poi ti saluta e tu diventi una larva, tanto che non hai piu stima per te stessa,ridotta a quel punto sai che cosa lui dice?
    la donna a differenza di un uomo ” sfiorisce prima” ma non sei tu ad averla fatta sfiorire, riducendola una schiava obbediente al suo padrone?
    ma che gente esiste sulla terra?

  121. gheshia

    per beppe-
    incosapevolmente, ma accorgendomente poi dopo, riflettendo sui pochi elementi che avevo, anche questa volta ho fatto un percorso tutto mio per arrivare ad una conclusione mia.ho seguito in suo percorso mentale, visto che gia’ prima con un’altra persona mi sono trovata in balia di fare la parte della preda, ma quando poi ho preso conoscenza e mi sono svegliata dalle gabbie manipolative a cui mi avevano ridotto, incosapevolmente ora, il mio inconscio ha lavorato su di me ad al posto mio ha deciso che cosa era piu giusto per me. voglio dire beppe che non sono caduta nella rete come lui voleva. essì, che cosa ho capito di questi giochi manipolativi, che poi loro hano un’abilita’ da truffatori a coinvolgerti che tu stessa come dici tu in una lettera del giugno 2010, che fai cadere il manipolatore nella sua stessa rete, perche’ impari ad essere come lui e’, ma lo fai’ solo per salvarti la pelle, e’ non con cattiveria, ma senza volerlo diventi abile di prima all’accademia del narcisista manipolatore.
    ma dobbiamo vivere anche noi, e dobbiamo solo usare le nostre armi difensive , per non farci sottostare alle loro.
    e, noi che abbiamo subito le loro trategie, inizialmente eravamo fragili e buoni, poi con loro siamo diventati isterici e da manicomio come loro, ma quando diciamo basta, lo diciamo perche’ vogliamo reagire lo facciamo con le palle, e nopi abbiamo la forza di continuare a combattere ma loro rimangono nella loro melma tutta la vita, perche’ non conoscono altro poco dove poter stare.
    scusa beppe, ma mi ha fatto piacere le tue opinioni.

  122. Gaia

    Ciao Virginia..

    la tua risposta mi ha fatto rimanere appiccicata al computer per un buon quarto d’ora con la bocca spalancata…dio quanto hai ragione!!!
    sono in ufficio, alla mia sinistra ho una costosissima pianta di orchidea regalata da lui settimana scorsa..a casa un’altra pianta, dolcetti, bigliettini…
    l’ho fatto rientrare nella mia vita. Non sono contenta. Mi faccio schifo e mi sento uno schifo. So che sto sbagliando ma non riesco a farne a meno. é come con la droga, hai ragione…e come tutti i drogati non ti senti tale e non pensi che in fondo ti ucciderà..o pensi di poterla gestire..
    Ho chiamato una psicoterapeuta. Da sola non ce la faccio. La mia famiglia è lontana, finchè sono stata a casa per le ferie sono riuscita a gestirlo ma in queste settimane sono caduta. C’ha messo 10 gg. Questo sono durata..
    Sono riuscita a convincerlo ad avere una relazione più libera..di vederci solo poche volte a settimana..
    lui ora dice di andare da uno psicologo, che ha capito. Ma quanto durerà??
    So che mi schianterò ma non ho gli strumenti per fermarmi..ma perchè non c’è informazione su questo genere di persone???
    ciao Virginia ti abbraccio e grazie per la risposta..me le rileggerò spesso!!

  123. Virginia

    Ciao Gaia,
    sono contenta che di darti anche solo un piccolo aiuto.
    Anzi se ti va, prova a leggere: non mi puoi manipolare di robin stern,
    Io lo sto leggendo in questi giorni, ed è incredibile scoprire che siamo statistica.
    Pensiamo di avere l’esclusiva, ma in realtà l’essere umano rientra sempre in categorie e scemi, e ti accorgi che mentre eri sola e disperata, mentre ti sentivi depressa e senza più desideri ne gioia, eri dentro ad una relazione di manipolazione, in un tango a due, e scopri che quello che provavi lo provano tutte le persone che vivono quel tango a due, che ti toglie tutto.
    Il mio psicologo, mesi fa mi disse che l’unico modo in cui la persona con cui stavo sarebbe potuta cambiare davvero, era quella di capire di avere un problema e di andare davvero in terapia, ma il soggetto che stava con me, è un re nello scansare i problemi e nel dire bugie, per primo a se stesso, per cui nel mio caso non c’era speranza. Se però il tuo compagno dice davvero di aver capito, magari fai bene a dargli un’altra possibilità, ma verifica che davvero lui stia facendo un percorso.
    L’altro consiglio che una persona che si è fatta distruggere da una relazione di dipendenza può darti, è quello di ascoltare sempre la tua pancia, le tue sensazioni, e di non allontanare le persone, che come assistenti di volo ti possono aiutare a vedere la realtà, perchè anche noi come loro trasformiamo la realtà.
    Evidenziamo i piccoli doni, e neghiamo a noi stesse quando ci trattano male, o ci mancano di rispetto, pensiamo la felicità sia stare con loro, e non ci rendiamo nemmeno conto di quanto siamo lontani dalla felicità.
    Bisogna imparare ad amare più noi stessi per poter vivere un rapporto sereno, per me è un inizio. Ho sempre amato di più quelli che non mi volevano bene, e sottostimato le persone che mi apprezzavano, per cui ho davvero un bel percorso da fare e non so nemmeno se un giorno riuscirò ad avere una storia sana.
    Hai fatto bene a chiedere un aiuto esterno.
    Ti abbraccio…e mi raccomando non sentirti mai sola…siamo in tante e possiamo davvero darci una mano

  124. anna

    Cara Alexa…anche se di caro nelle tue parole c’è ben poco…ti lascio solo questo commento…tu e i tuoi amici disturbati siete solo un bluff della natura…un grande fallimento umano….ma la sfida che leggo nelle tue parole nn è altro che il tuo nulla..che cerca di farsi ancora una volta..SENTIRE…ma nn esisti…..

  125. geisha

    per anna tosto quello che hai scritto, se volessi dire del’altro per quanto riguarda queste persone, io saro’ qui a leggerti.

  126. anna

    Ciao Geisha..io sono abituata a dare un nome alle cose..tt ha un nome e un significato nel bene e nel male…se ho scritto quelle dure parole è perchè io sono passata sotto le sgrinfie di un essere umano del genere..al quale nn attribuisco altra colpa di essere nato con una malattia…nn sempre riconoscibile e riconosciuta…E’ urtante però a fronte di tante umiliazioni e dolore provato da chi ha creduto in loro..sentir dire che alla fine della storia loro sono i buoni e i bravi e le vittime ..le stupide di turno..Si cerca sempre di capovolgere la realtà..per nn dimostrarne le falle..la nostra società narcisistica..ne da una prova tt i giorni…ma la verità è solo una chi produce male e dolore alle spese di chi crede nel bene e nell’amore..nn è altro che un vuoto a perdere..di cui la nostra società farebbe volentieri a meno..e hanno un bel dire gli studiosi del settore…compassione..comprensione…ecc per loro e alle vittime di questo abuso però nn resta che il percorso di analisi per riprendersi quello che gli è stato tolto..Ora nella mia esperienza..e grazie alla mia voglia di capire quello che nn riuscivo a mettere a fuoco sono arrivata a questa risposta..che nn mi ha stravolto..ma mi ha permesso di allontanarmi lentamente con il cuore da chi me lo aveva incerottato in un avvolto di cellophane..da dove tt si vede ..sfuocato e spesso nn comprensibile. Invito caramente tt quelli donne e uomini che hanno creduto in questo amore di farsene una ragione..è stato tt un castello di carta!

  127. geisha

    per anna. ti va’ di partecipare a questo forum, li si parla di relazioni di questo tipo, digita su google——letterealdirettore.it lui e’ sposato ed io sono l’amante—–
    leggiti la storia di margot, forse ti AIUTERA’ A COFRONTARTI.
    CIAO A PRESTO TI ASPETTO SUL FORUM IO PERO’ LI AVRO ‘ UN’ALTRO NIK, CHE SCOPRIRAI DA SOLA. CIAO

  128. oscar

    beh, linguaggio poco chiaro, i concetti sembrano interessanti, ma di fatto non si capisce niente

  129. antonella

    cari amici
    sono tredici mesi che ho lasciato mio marito dopo 21 anni di matrimonio…
    c’è l’ho fatta!!! da due mesi ho una storia con un uomo dolcissimo, non violento, paziente, certo non bellissimo ma ha altre qualità…mio marito era molto interessante, affascinante geniale ma cattivo lo sa solo dio quanto…ho ancora cicatrici sul corpo e sulla psiche…bisogna tener duro..avere le distanze..non farsi ammaliare dalle loro lusinghe…che sono solo false…solo per ottenere un tornaconto…io ho ancora paura ad avere un rapporto con l’uomo ma ci sto provando..è dura credetemi…ancora tremo solo il pensiero di tornare da lui…
    oggi viaggio, ballo, rido, scherzo e amici di un tempo mi dicono oggi che sono un’altra donna…molto più curata e allegra…
    ecco mio marito mi aveva annientato…nell’animo e nello spirito…non è stato facile ho avuto momenti duri ma poi …eccomi…sono una nuova donna…che si sta mettendo in gioco ma ho sempre alte le mie difese anche con questo nuovo amore..
    ho paura che possa ricadere nel nome dell’amore nel dolore….sto sempre allerta a capire segnali che possono nuocermi…ecco questo è il segno che mi ha lasciato…
    ma in cuor mio spero che questa volta è sarà diverso…
    antonella

  130. Davide

    Buongiorno a tutti,
    navigando sono capitato per caso su questa pagina e sono rimasto colpito dalla mole di interventi e commenti sul narcisismo patologico/maligno ecc. Il problema mi è noto per motivi professionali e ho visto che molte riflessioni sono accurate e precise.
    Mi colpisce tuttavia che un elemento molto preciso sia stato un po’ sottovalutato: anche se non è “di moda” dirlo nemmeno a livello clinico (tranne che in psicoanalisi), il narcisismo è innanzitutto fondamentalmente una perversione (non solo una deviazione morale o caratteriale, ma spesso espressamente sessuale) e dal tono di alcuni commenti è evidente che spesso si incontrano persone gravemente perverse. La perversione implica essenzialmente l’odio, l’invidia e il disprezzo; questo spiega perché il narcisista spesso non è capace di amare gli altri, al limite se stesso. A differenza di altre perversioni che suscitano facile disgusto nelle persone, il narcisismo è una perversione che si manifesta manifestando “bellezza” (fisica o spirituale), salvo poi disilludere spesso quando ormai è tardi. Per questo molte persone ne diventano vittima (sia cadendo nelle mani del narcisista che diventando esse stesse narcisiste). Capire che la bellezza è spesso un’illusione può aiutare a non cadere in questa trappola, e capire il valore degli aspetti “non apparenti e non appariscenti” e imparare o reimparare ad amare davvero.

  131. argy

    Bellissimo il tuo post Davide, molto interessante . Nessuno finora ha mai puntualizzato che il narcisimo si manifesta manifestando bellezza. Quella bellezza appunto che ci frega, ma che dobbiamo capire che è una bellezza vuota, senza sostegno, un’illusione, perchè è fine a se stessa, a senso unico e che serve solo per catturare l’altro. Questo fa molto riflettere
    Grazie .

  132. Virginia

    Grazie Davide,
    è davvero così!!!
    La guerra dentro di noi è tra l’accettare la scoperta che abbiamo fatto, e l’immagine di perfezione che abbiamo di lui.
    Per me sono passati diversi mesi dalla fine della relazione, ma in certe giornate, in quelle in cui qualcosa mi va storto, e ho paura che non riuscirò mai ad avere una sicurezza economica, lavorativa, allora mi riappare nella mente la sua immagine come di un oracolo. E inizio a pensare che lui sicuramente sarebbe più bravo di me, e più forte, imbattibile, e inizio a mettere in dubbio e a negare la carogna che ho visto.
    E’ davvero difficile uscire perchè il drago a volte sembra così bello.
    Penso anche che sia vero che nel mio comportamento denoto una certa incapacità ad amare, perchè inconsciamente do importanza al successo. Lo amo perchè è forte, e quindi pretendo lo stesso da me. Forse come ho letto su un articolo bellissimo di un neurologo, forse si ama soggetti così perchè abbiamo bisogno di credere che esistano persone senza paure, senza fragilità. Abbiamo bisogno di questa illusione perchè nessuno da piccoli ci ha insegnato che la paura, e la fragilità sono sane e umane.
    A volte sembra di uscirne, ma poi ho l’impressione come se in realtà il cerchio si fosse solo allargato, però sto girando in un cerchio.
    Grazie
    buona serata

  133. Benedetta

    Mi trovo in una situazione simile ,non trovo la forza di uscirne

  134. anna

    Cara Benedetta ..per uscirne devi trovare il coraggio di nn avere alcun contatto con lui..nn permettergli di poterti scrivere..se nn hai la forza di farti scivolare le sue bavose paroline dolci.nonchè squallide e ripetitive…nn permettergli più di entrare e abusare della tua anima e del tuo cuore..Io sono stata ripresa più volte ..sentendomi dire che il nostro amore sarebbe stato indissolubile ed eterno..peccato che ormai era solo un suo film…Infatti quando mi sono resa ben conto di quello che stava facendo di me…il mio cuore si è chiuso e ho capito definitivamente che nn c’era un bricciolo di bene nel suo cuore..ma una velata voglia di distruggermi..e questo ha chiuso tt le porte..Pensaci bene..nn ti ama..ma ti vuole solo distrugere..davanti a questo devi farti forte ..nn credere più e chiudigli il tuo cuore..Un abbraccio

  135. anna

    Una cosa mi ha aiutato davvero..a differenza del quadro che in generale si da a queste “persone”..il mio è un totale fallito in tt i sensi…sia dal punto di vista lavorativo che sessuale…nn c’è in lui altra capacità che odiare ed invidiare….ma tt questo viene mascherato da una faccetta da stronzo..che a molte donne piace..finchè nn provano i suoi artigli…Ciaoooooooooo

  136. katia

    Salve a tutti…
    Io sto da due anni e mezzo con un uomo più grande di me di 20 anni, quello che ho letto mi d evasta e alcune cose devo ammettere mi fanno anche paura, non so se lui sia davvero un uomo narcisista, che arrivi a fare tutte queste cose messe insieme… Però posso dire che ho notato la sua prepotenza, e ogni volta che discutiamo mi fa piangere dal nervoso, piango non solo perchè ho la lacrima facile, ma anche perchè lui non fa che dare colpe su colpe a me. Se sbaglia non chiede mai scusa. Davanti alla gente mi prende in giro ed essendo permalosa, e lui lo sa, come gli dico dai smetti…continua. A letto a volte e delicato, altre meno.. Un giorno è capitato che era nervoso, e nell’aria già sentivo un senso di pesantezza, come se da un momento all’altro si potesse arrabbiare di brutto, io ho un caratteraccio, nel senso che se mi attaccano rispondo! voglio farmi sentire, rispettare, ma lui mi fa snetire sbagliata in tutto, mi fa i discorsi dove cerca di dare spiegazioni alle sue reazioni dicendo che io comincio sempre e lui x questo reagisce, male, ma reagisce x colpa mia. insomma l’aria era pesante quel giorno e… inizio a dirmi perhè tu qui, perchè tu là, io presi il telecomando e spensi la tv per poter capire meglio ma soprattutto per riuscire ad avere la sua attenzione, non mi ascolta mai e quando litighiamo mi insulta, quando cerco di parlare e come provo a difendermi mi dice stai zitta , tu non capisci, sei stupida, zitta, non mi va più di sentirti… e così non riesco mai a farmi sentire. spensi la tv e lui mi prese con violenza i telecomandi che finirono sul divano…dopo gli chiedo, posso pulire casa adesso o devo aspettare il momento giusto? si è arrabbiato dicendomi no quando io sono a casa anche se è domenica aspetti che io esca per pulire! con me dentro non lo fai! me lo disse con una tale rabbia che io ammetto la mia testardaggine al momento, presi l’aspirapolvere e la portai in camera per iniziare, lui venne subito verso di me la prese e inizio ad urlarmi contro insultandomi , gli occhi erano così pieni di rabbia che gli dissi di starmi lontano…prese l’aspirapolvere e me la butto addossò. Dopo iniziarono bestemmie, scusate la frase, ma non lo dimentico e mi fa star male , mi disse Li morti tua! e Maledetta! L’unico momento in cui ha esagerato…Sembra cosi intelligente e sicuro di se, è così simpatico , ma con me dentro casa, ho paura, sto pensando di lasciarlo, ma sto facendo i conti adesso con la realtà, l’impatto della realtà è orribile e sto malissimo dentro.

  137. nataly75

    Katia scappa! scappa a gambe levate da quest’uomo. Non starti a chiedere se sei nel torto. Sappi che più ti legherai a lui e più difficile sarà staccartene. Non fare il mio stesso errore ti prego.

  138. katia

    Fosse facile, dopo questi giorni di indifferenza CHE HO avuto nei suoi riguardi, non è uscito la sera perchè io gli ho dettoche nn volevo uscire con lui.. mi cerca per un abbraccio che non c’è… Nataly ci proverò, credimi. Ho 22 anni, non è facile per niente.

  139. nataly75

    Katia, non dirlo a me che non è facile…io ho cominciato come te e alla tua età ed ora dopo 16 anni mi trovo ancora impantanata in questa situazione, anzi in una situazione che è esponenzialmente peggiorata. Perchè col tempo tutto si complica, le violenze provocano nevrosi di vario genere, insicurezza in se stesse profonda come il mare. Io, quando ho chiesto aiut,o l’unica persona a cui rivolgermi, per assurdo era lui, dopo che mi aveva picchiata e maltrattata, trovavo conforto tra le sue braccia e non certo quelle della mia famiglia o degli amici. Non sto parlando come una saputella che ti giudica dall’alto dicendoti che è tutto facile. Lo so che E’ DIFFICILISSIMO staccarti da lui, ma la mia coscienza ed esperienza non possono evitarmi di gridarti di SCAPPARE A GAMBE LEVATE. Perchè più passerà il tempo e più sarà difficile e i danni aumenteranno e saranno sempre più ingestibili. Lui NON CAMBIERA’, se a volta si dimostra dolce o affabile, questo non significa che non sia anche un mostro. Tu vuoi condividere la tua vita con un uomo così? Non credo, altrimenti non saresti qui a parlarne. Sai benissimo che i suoi comportamento sono quelli di un uomo malato. Avrei tanto voluto avere qualcuno che mi dicesse questo 16 anni fà……….se hai bisogno di chiarimenti io ci son,o un abbraccio tenero.

  140. eva

    ciao a tutti! Ho letto tutti i vostri commenti ed esperienze e sono rimasta perplessa di quanta similitudine di situazioni. Sono stata per più di tre anni con un ragazzo. Da prima ebbi un vero e proprio colpo di fulmine. Molto carino e sembrava cosi tenero come un pulcino con occhi da fanciullo. All’inizio faceva discorsi un po strani ma, credo, visto che io per carattere tendo a essere con i piedi per terra e anche molto franca, le dissi le mie perplessità e lui cambio rotta. Le cose andarono benissimo per i primi 6 mesi. Poi l’uomo che la sera prima mi disse che mi voleva tanto bene, spari all’improvviso. Non essendo una che corre dietro, non mi scomodai neanche a cercarlo, anche se ci rimasi malissimo, sicchè me lo trovo a lavoro come se nulla fosse. La cosa mi lascio di stucco. Ad ogni modo ci mettemmo insieme di nuovo e lui continuò a farmi lo stesso tiro per un po di volte. Ogni volta che capiva che lo lasciavo sul serio, chiamava in campo discorsi ” mi sento solo, non era la mia intenzione di dire quello che ho detto,( quando mi arrabbiavo delle cattiverie che mi diceva). La mia ingenuità è stato nell’incolpare l’uso delle canne da parte sua oltre dell’alccol, finchè me ne accorsi di un particolare, lui era falso come un soldo bucato e di una cattiveria che credo oltraggia l’essere umani. Non so se rendo idea ma, mi sentivo sempre di più in ginocchio e infelice, anche se per assurdo dipendente da lui. Negava sempre di essere geloso o possessivo ma, credo odiasse qualsiasi persona che mi si avvicinasse, come , credo, odiava la mia capacità di fare amicizie. Spesso avevo la sensazione che mi invidiasse al punto che mi poteva anche mettermi sul rogo a bruciare, se avesse potuto. Senza parlare del sesso. E mai possibile che un uomo, seppur eccitato si rifiuti di farlo? Credo che lo facesse in quanto a me è sempre piaciuto fare sesso, giusto per farmi un dispetto. Il colmo della sua cattiveria fu nel invitarmi al mare. Organizzo una cena con amici suoi, ando a fare la spesa, tutto pesce ( io non mangio pesce) quando lo dissi la risposta fu ” potevi dirmelo, adesso non vado più a comperare nulla,, Morale della favola, mi obbligo a guardare gli altri come mangiavano e quando mi missi lontano a guardare la tv mi disse sorridendo ” ma perche non vieni di la, come per dirmi associale. Ovviamente, d’avanti ai amici suoi, feci finta di nulla, poi presi la machina e me ne andai piantandolo li. Lui, non si aspettava la mia reazione. All’inizio discorso mi vomitò addosso delle cattiverie e quando vide che facevo sul serio, tentò la strada ” ma staro cosi tanto in pensiero per te,, ma a quel punto ero furiosa. Nessuno mai mi aveva mancato di rispetto e mi aveva caricato cosi tanto di cattiveria in tutta la mia vita. Purtroppo, erano passati oramai tre anni, me ne accorsi del perche stavo cosi male, di perche ero ridotta incurante di me stessa e mi ero persino imbecillita. Era lui il mio male. La cosa buffa è che scoprendo il soggetto, mi missi a giocare con lui, dicendoli che visto che voleva rimanessimo “amici,, era giusto che li dicevo tutto, delle mie uscite, dei miei corteggiatori, persino delle mie esperienze sessuali, godendo della sua furia, quando li ho datto dell’incapace, o forse gay. Oppure ” ma come ti sei ridotto?,, e lui che si crede tanto bello a rimanere perplesso. Non so perche realmente , anche se credo per vendetta. Ora non so come va definito il soggetto, so solo che mi ha creato un profondo disprezzo per gli uomini, tanto da tenerli bene alla larga tutti, seppur tanto corteggiata. Mi sono messa persino una fede, per sentirmi più al sicuro. è normale o mi ha resa cretina come lui?

  141. eva

    rieccomi qua! Buon Dio! Non riesco più a dormire e non pensare a lui. Si vede che parlare della situazione mi ha toccata nella ferita che, evidentemente, è ancora bella che aperta- è un paradosso però che faccio fatica a capire, lo detesto, so che è meglio senza di lui ( tanto che neanche ci penso a chiamarlo e mi guardo bene nel non frequentare posti dove posso incrociarlo) ma, non so perche, mi manca da morire. è ufficiale, sono stupida. Come faccio a liberarmene veramente? Ho pensato di lavorare per la stagione estiva come barista o cameriera al mare. Chi sa che a furia di lavorare allo sfinimento, ci riesco. Io penso che di persone cosi, il problema non è lasciarli ma, levarteli dalla testa, o no?

  142. katia

    Eva, purtroppo anche il mio fidanzato mi sta facendo sentire disprezzo per il mondo maschile, così tanto disprezzo che neanche pensare al mio adorato papà mi salva da questi brutti pensieri sull’uomo…. Tutte situazioni difficili…Ed è vero quello che mi ha detto nataly75… se non stessimo male, non avremo mai scritto su un sito queste cose…. Cavolo… Oggi un’altra discussione, come al solito ho cercato di fare la dura rispondendogli a tono, ma quando è uscito da casa per lavorare, sono scoppiata in lacrime… Adesso ho un senso di… Non lo so neanche io… Forse una tristezza infinita… E PAUR di soffrire ancora. Se me ne vado. Con lui ci sono momenti che sono FELICE, altri che sembra di vivere un inferno! Potessi parlarne con le amiche di questo… Ma mi vergogno così tanto e non voglio che niente di questo si sappia, fondamentalmente lui è una persona buona con tutti… Credo abbia problemi solo con me =(

  143. eva

    cara Katia! Credo che tutti siano cosi, buonissimi con tutto il mondo e cattivissimi con chi li sta vicino, in quanto penso che sia cosi per mascherare meglio la loro cattiveria. Il mio ex è super circondato da donne che lo adorano e che m’invidiavano quando stavo con lui!!!!!!!!!!!! Ma, una volta conosciuto bene sono ben contenta a lasciarlo tutto per loro. Da quando non sto più con lui sono rifiorita, te lo giuro! Credo che il consiglio di scappare a gambe levate è quello giusto. Certo che a volte sei felice, perche magari per una volta tanto si comporta da normale, ma a te che non sei più abituata, ti sembra un paradiso. Non sei tu che ti devi vergognare stella, ma lui.

  144. Virginia

    Grande Eva,
    é proprio così, ti fanno vivere così fuori dal mondo che un momento di normalità ti sembra il paradiso.
    Loro non avendo un mondo interiore vivono solo come riflesso del giudizio degli altri, i narcisisti passivi, reprimono la loro aggressività e rabbia e cercano di apparire agli occhi degli altri come persone gentili, ma in realtà sono persone insoddisfatte e infelice, che mentono a se stesse, e non riescono nemmeno a vedere che non hanno un mondo interiore. Loro sfogano ogni frustrazione o insuccesso, dando la colpa a fattori esterni, in questo modo non hanno la possibilità di crescere e correggere in loro ciò che non va.
    Cambiano donne, situazioni, ma purtroppo non possono sfuggire a loro stessi, ma noi abbiamo una chance, quella di andarcene, guardarci dentro, usare quello che ci è capitato per capire cosa in noi non è risolto, e vivere la vita con le nostre emozioni, i nostri colori, i nostri amici, le nostre passioni. Io quando l’ho lasciato non volevo più vivere pensavo non avesse più senso nulla, ma la stanza era solo buia, ma non vuota, bastava ricordarsi quello.
    Non facciamoci portare via i colori, per un abbraccio che dobbiamo pure sudare.
    Forse ci mancherà una fetta della torta, ma tutte le altre ci sono, e soprattutto quando smettiamo di averli vicino il sole sorge lo stesso, e molto più luminoso di prima, gli dei non esistono, esistono solo le persone.
    A loro serve qualcuno che li metta su di un piedistallo, a noi avere certezze, credere che qualcuno ci proteggerà dalle paure, ma purtroppo la certezza che abbiamo è che le fragilità e le incertezze sono parte della vita, e chi ci dice che non è così è forse più spaventato di noi.
    Un bacio

  145. eva

    grazie Virginia! Tanto per cambiare sè fatto sentire, con la scusa più stupida che mai e seppur tranquilla ( grazie solo al fatto di non vederlo più) mi senti bollire per la rabbia, perchè lui, proprio lui, ha osato a darmi della stronza ma, poi voleva chiarire. Li ho sbattuto il telefono in faccia, dandoli proprio del sadico, però dopo mi sono trovata tremare per il nervoso, anche perche ho scoperto che addirittura mi controlla. Non credo che osasse a fare qualcosa di concreto, in quanto ritengo che è un vigliacco e sa che non batto ciglia, ma credo che sono sulla strada giusta. Esco e mi diverto, sono più bella di prima, e stò tornando serena. Per nulla al mondo tornerei in dietro, lui N-O-N M-I M-E-R-I-T-A Questa frase, ripetuta a noi stesse è come la parolina magica per rompere il loro incantesimo malefico.Lo consiglio vivamente a tutte. Un forte abbraccio!

  146. argy

    beh, piuttosto che essere narciso pieno di niente, senza interiorità e con un vuoto assoluto se non di concetti finanziari solo per fare soldi o di arte copiata ma non capita e apprezzata , senza valori moralli che sostengono una personalità, senza emozioni che fanno apprezzare la vita , crescere e costruire qualcosa con gli altri, preferisco essere la preda vittima di questo maleficio, che soffre , ma grazie all’interiorità ricca e profonda, alla sensibilità e all’intelligenza e alle forti emozioni sa crescere, evolvere e guarire. – Cosa che questi vampiri malati non sanno fare , ma non si pomgono nemmeno il problema di cambiare perchè cosi si sentono fighi, senza rendersi conto pero’ che sono solo dei ridicoli.
    Quando mi giro e mi guardo indietro pensando alla storia con lui, vedo solo il deserto. Purtroppo con questi individui si hanno solo storie a senso unico.

  147. Marco

    Mi sento come uno di quelli che va nel gruppo degli alcolisti anonimi nel dire che sono anche io vittima di una manipolatrice perversa con proiezione mentale e paranoie.
    Mi ha manipolato fino ad avere una figlia. Fino a quel momento era una donna pefetta, tanto da farmi perder la testa. Poi, raggiunto l’obbiettivo ha pututo finalmente essere se stessa. Ci sono cascato ed ho passato l’inferno.
    Sono passati “solo” 3 anni, ma solo chi ci è passato sa quanto sono eterni.
    Ho passato l’inferno auto-colpevolizzandomi, umiliandomi, soffrendo fisicamente di mal di testa, gastrite e nausea. Mi ha fatto del male in tutti i modi possibili cercando ogni volta un punto debole nuovo dopo la mia rassegnazione ad ogni suo colpo inferto.
    La cosa peggiore che un anno di psicoanalisi di coppia ha peggiorato la situazione.
    Sarebbe stato sufficiente che la psicologa mi avesse detto con chi avevo a che fare.
    Infatti quando alla fine l’ho capito, molti problemi si sono dissolti da soli. Ma purtroppo c’è una figlia di mezzo e dovrò aver sempre a che fare con questa persona.
    Ora che non sono più sotto il suo controllo mi sta portando via tutto. Mi vuole rovinare con l’arma legale.
    E purtroppo lo devo accettare. Finirò in mezzo ad una strada, senza casa, senza lavoro e senza affetti. Ma da uomo libero.
    Pur di uscire da questa terribile situazione, ho accettato di perdere tutto, anche mia figlia. Sono dell’idea che un bambino si strutturi in modo più sano vivendo con un solo genitore, ma sereno, piuttosto che con due genitori, uno squilibrato (patologico), e l’altro destabilizzato dal primo.

    Proprio perchè dovrò cercare in qualche modo di comunicare con questa persona e si sa che con i manipolatori è praticamente impossibile comunicare normalmente, chiedo se qualcuno ha qualche esperienza e sa se questa patologia si può curare o in qualche modo tenere sottto controllo dal momento che la maggior parte dei manipolatori negano di esserlo.

  148. eva

    ciao Marco! Credo, per esperienza, che unica arma è farli capire che non cedi, unico lavoro reale che devi fare è su di te con obbiettivo di diventare forte, lo devi a tua figlia. Mollare è esattamente quello che queste persone hanno come obbiettivo e lasciarla fare non è una buona idea. Credo che dentro di noi cè un enorme forza che tiriamo fuori per proteggere noi stessi o i nostri cari, quindi, caro amico, è ora che la tiri fuori, perchè è il momento giusto a diventare combattivo e fare in modo che lei se ne accorga. I sadici, fondamentalmente sono vigliacchi, di fronte ad una persona forte retrocedono, te lo posso garantire. Tanto per quello che ho capito, non hai più nulla da perdere, perciò adesso puoi solo che vincere.

  149. Marco

    Ciao Eva, certo hai ragione nel dire che non bisogna cedere, ed è quello che ho fatto fino ad ora. Ma c’è sempre un “ma”, un “però” siamo esseri umani ed a volte si crolla inesorabilmente.
    Proprio per mia figlia combatterò dall’esterno, non dall’interno. Anche perchè a volte usa l’arma della bambina per ricattarmi e minacciarmi sapendo che se non faccio quelle determinate cose chi ci rimetterà è proprio mia figlia.
    In questo modo non ci sono vie di scampo. Devo tenere duro a costo di farci rimettere a mia figlia, sapendo che se mollo anche solo una volta troverà il punto debole e ci rimettiamo entrambi. Così ho la speranza che almeno la sua coscienza non la porti a far danno a sua figlia, a cui per fortuna tiene ancora molto. Forse proprio come la creatura manipolabile per eccellenza dalla nascita. E questo mi terrorizza!

    Però sotto lo stesso tetto è una vita d’inferno per tutti con queste persone.
    Già il fatto di togliermi di mezzo è un modo per non poter più sfogare le sue frustrazioni su di me.

    La strada migliore, per il bene della bambina sarebbe che ne prendesse atto della patologia e si impegni a curarla.

    Non so cosa intendi tu per “non mollare”. Se ti riferisci al continuare a vivere con lei, lo escludo categoricamente. Non la vedo come una sconfitta, al contrario credo sia la dimostrazione tangibile di non essere più disposto a subire.

  150. antonella

    Ciao marco
    credimi non è giusto non lottare…io stavo per perdere tutto..lavoro..casa…rendita..perchè loro vogliono tutto e non esiste pietà per noi..io stavo cedendo per essere lasciata libera mentalmente ma poi il mio commercialista si è opposto..e mi ha detto: tu pensi che poi il suo animo si placherà..per un pò ma poi ricomincerà peggio di prima…
    oggi sto lottando ma mettendo dei paletti…non ci dobbiamo contattare in nessuna maniera..parlare solo tramite avvocato e commercialista..
    ti dico che io ho due figli e sono anche malata…ma dargliela vinta vuol dire tradire me stessa..e non tutelarmi…come ho fatto per tanti anni quando sono stata con lui
    devi stare accanto a tua figlia e non a lei…prendi distanza da lei….ma non ti allontanare da tua figlia…ricordati che essere abbandonati da un genitore è un lutto nel cuore che porterà per tutta la vita
    in bocca a lupo
    allontanati da lei..non avere contatti…
    stai molto vicino a tua figlia..ha bisogno anche di te
    un abbraccio
    antonella

  151. Marco

    Ciao Antonella, tu hai perfettamente ragione, ma non capisco come posso fare ad allontanarmi da lei senza allontanarmi da mia figlia.
    Se la porto in tribunale anche il giudice la affiderà a lei.
    Ed ho anche considerato, come dici giustamente tu, che quando mi sarò allontanato da lei la guerra si farà ancora più dura e spietata.
    Proprio per questo non vedo proprio altre alternative.

    Sarebbe bello sapere se qualcuno è mai guarito da questa patologia, quali sono le origini e come si possono curare.

  152. Giuseppe

    Per Marco

    Non si guarisce perché non è una patologia, si è fatti così e basta.
    Quindi devi “guarire” tu, considerala una droga che all’inizio dava belle sensazioni e ora ti fa solo stare male: allontanati, resisti alla crisi d’astinenza, fai altro, punta su te stesso. Lo so che sembrano concetti vuoti, belle parole e basta, ma fra un po’ di tempo passata la botta iniziale ti saranno più chiare. La soluzione è nell’autostima. Leggi, informati, e stai lontano dal pericolo. Siamo tutti con te.

    Giuseppe

  153. Marco

    E’ quello che temevo Giuseppe. Sono fatti così e non c’è una cura.
    Grazie a tutti! Ce la farò!

  154. Virginia

    Io vi consiglio un libro bellissimo, scritto da uno psichiatra davvero in gamba.
    Parla di psicanalisi, ma con termini così semplici e chiari, che lo può capire chiunque.
    Il titolo è “il narcisismo” l’identità rinnegata di Alexander Lowen.
    Lo so che quando uno sta male, vorrebbe un aiuto più concreto, ma credetemi, la conoscenza dimezza il problema, inizierete a guardare voi e l’altra persona con occhi nuovi.
    Scoprirete perchè ci attacchiamo a loro, e scoprirete che ognuno di noi ha dei lati narcisisti…capirete come un bambino possa diventare narcisista…etc.
    Io sono davvero convinta che la conoscenza illumina la mente…poi li guarderete dall’alto al basso, perchè voi avete scavato dentro e sapete di che disturbo l’altro soffre, voi vedete la realtà, mentre l’altra persona è in balia della vita senza avere un contatto con il suo vero sè…
    A me ha davvero regalato occhi nuovi…

    Bacio

  155. Marco

    Virginia hai perfettamente ragione. Sto provando sulla mia pelle che più conosco i meccanismi di azione, più rieesco a difendermi e più riesco a recuperare la mia autostima.
    Veramente la conoscenza apre gli occhi e la mente!
    Vorrei consigliarlo a tutte le persone che ne sono vittima, ma evidentemente ognuno ha i suoi tempi e metodi per capire. Ci si sente molto incompresi, ma ora mi importa meno. E sono certo che col tempo mi importerà sempre meno.
    Penso anche che ogni comportamento se non eccessivo può essere salutare. Un po’ di narcisimo può fare bene, così come arrabbiarsi ogni tanto, piangere, avere paura, deprimersi anche un po’… ecc… tutto serve per darci quella spinta per crescere.
    Quando però diventa patologico o come in questo caso perverso al punto da rovinare la propria vita e quella di chi gli sta accanto, credo debba essere considerata una patologia vera e propria e come tale affrontata.

  156. Lulù

    Che dire! Ho vissuto tutto quello che ha vissuto la Dani, come ci racconta nel suo commento, solo che tutto nell’arco di 4mesi, nulla a confronto dei suoi 8 anni.
    Premetto che Io sono cattolica praticante, lui.. quel vampiro narcisista invece, si definiva anticristo(ma questo lo scoprii dopo) e sono quindi particolarmente d’accordo con ciò che scrisse nel ’78 M. Scott Peck, in “The Road less Traveled and Beyond” che riporto in breve:
    “[...] il Male è l’anti-amore… Esistono veramente persone e istituzioni che rispondono con l’odio alla bontà [...] Poiché l’integrità del loro io malato è minacciata dalla salute spirituale di coloro che li circondano, cercheranno, in tutti i modi, di schiacciarla e distruggerla”.

    E’ quello che ha fatto lui, se “mio ex” si può chiamare, visto che, grazie al cielo ci siamo frequentati solo 4mesi, era riuscito ad attirarmi nella sua ragnatela drogandomi con le sue parole e convincendomi che il mio mondo di sogni esisteva e l’avrei trovato in lui, ma ha commesso un grosso errore con me.. infatti lui sapeva bene che ero in “crisi” con quello che all’epoca era il mio ragazzo.. lui mi ha conosciuta proprio durante questa crisi, lavoravamo insieme.
    Il suo errore è stato credere ch’io fossi fragile nel modo in cui ero al momento in cui mi ha conosciuta. Ha sfruttato quella mia fragilità per conquistarmi, ma non aveva idea di come potevo essere realmente io di carattere se solo fossi stata “sana” e non distrutta da una storia che stava finendo male. Finita appunto la storia con quel ragazzo, lui ha preso subito la palla al balzo ed ha iniziato a corteggiarmi spudoratamente. Alla fine ho ceduto ed abbiamo deciso di aprire una relazione. In fondo io in quel momento avevo bisogno di attenzioni e lui era lì ad offrirmele.
    All’inizio di questa relazione, sembrava tutto fantastico. Mi dava il mondo. Mi riempiva di regali. Mi diceva frasi del tipo “attenta a dire quello che desideri ad alta voce davanti a me, perché potrei realizzartelo”. Figurati se una donna non si scioglie a queste parole, soprattutto in quelle circostanze. Mi faceva sentire una Dea, una principessa, speciale. E mi chiamava “MIA”. Perché per lui ero cosa sua ormai.
    Trascorso il primo mese, quando ha capito che io ero finalmente coinvolta, fino a farlo sentire un pilastro per me, cercava di abattere tutto ciò che mi poteva dare forza. Cercava di colpirmi in tutti i miei punti più deboli.
    Le mie sicurezze le derideva davanti ai suoi amici. Ad esempio, ho un fisico atletico, ho sempre praticato sport, ed ho un seno abbastanza evidente e sodo, tant’è che un suo amico gli fece i complimentio per me, e lui gli rispose che il mio seno è rifatto, per questo è così sodo, io l’ho guardato come per dire “ma che t’inventi?” e lui.. ha fatto il viso come se volesse farmi credere che scherzasse.. ma non scherzava affatto.
    Non si comportava male solo con me, ma anche con i suoi amici.. o meglio lui li chiamava amici, ma.. a mio parere per lui erano solo complici delle sue azioni.
    Cercava sempre di farli litigare con le loro compagne, cercava di convincerli a tradirle e gli metteva in testa che le loro donne sicurammente l’avevano già fatto tante volte. Odiava in modo evidente la loro felicità, ma non so quanto effettivamente evidente perché, pare che loro non lo abbiano ancora capito.
    Tornando al rapporto con me, addirittura mi sono accorta (anche se non proprio subito) che ogni volta che andavo a dormire da lui, metteva sù dei film che avevano come tema “il matrimonio” che siano comici o romantici, indifferentemente, il tema era quello (con l’ex che accennavo prima, infatti, si parlava di matrimonio prima che la storia finisse, e lui sapeva bene che era un tema che mi faceva soffrire, era una delusione ancora troppo fresca).
    Penso che nell’arco di 1mese io abbia visto con lui tutti i film che riguardano i matrimoni esistenti..!!! Non ne potevo più, ma fin lì non avevo dato molto peso alla cosa.
    In seguito, un giorno parlando in intimità, gli ho raccontato di me, e della mia infanzia diciamo “non molto felice”. Da quel giorno in poi il tema dei film da vedere la sera, era cambiato. Niente film su matrimoni o roba simile. Solo film di violenza!!..Ovviamente gli chiedevo di cambiare genere ma lui mi faceva sentire una stupida, e per orgoglio non insistevo più di tanto. Una sera però, guardando uno di questi film, non ce l’ho fatta, sono scoppiata a piangere e ad urlare come una matta “spegni quel tv!!”.. non mi aspettavo da me una reazione del genere, non credevo di conservare dentro ancora tanto dolore, ero convinta di aver già superato tutto, invece non ce l’ho fatta più. Lui, ricordo, spegne subito il tv.. mi prende tra le braccia e dice per rassicurarmi “non fare così PICCOLA MIA.. ci sono io con te, nessuno ti farà del male”. La sua voce non mi piaceva, non mi ha fatto sentire al sicuro. Forse lui sperava di tirar fuori il debole di me in modo da sentirsi lui il più forte, lui quello che mi “protegge” per portarmi a pensare “sono nulla senza di te” ma gli è andata male. Non dissi nulla, finsi di mettermi a dormire e pensavo tra me e me (è possibile che l’abbia fatto apposta a mettere sù quel film?Ma chi è quest’uomo?Cosa ci faccio io con lui?..).
    Il tempo passa. E queste sono solo alcuni brevi episodi.
    Inutile ripetere le cose scritte sopra, riassumo giusto per rendere l’idea. E cioè che lui usava parole argute per formare frasi che.. a mio parere non avevano alcun senso grammaticale ma servivano appunto a zittirmi o a contraddirmi.. se provavo a rispondere a tono, diceva che le mie erano “frasi fatte”, allora..mi fregava sempre.
    La cosa più disgustosa che avevo visto di lui, è stata un giorno a casa sua (lui vive con i suoi). Stavo facendo la doccia, finito esco e mi diriggo verso la stanza, dove trovo lui con sua madre piangente, tipica scena di quando litigavano. Stavo per retrocedere nel bagno in silenzio, per non farmi sentire, era una situazione particolare e non era il caso che sbucassi in quel momento, quando d’improvviso mi sono accorta che baciò sua madre in bocca.
    E’ stato scioccante, ero sicura di non aver visto un semplice bacio stampo bocca a bocca di una madre col figlio. No, lì c’era la lingua!!! Sotto shock rientari in bagno. Sua madre mi ha sempre dato l’idea di essere sottomessa dal figlio. Ma non fino a quel punto. Non potevo crederci. E infatti ho voluto non crederci e lui mi aiutò a convincermi che ho visto male e come sempre che ero una stupida ovviamente.
    Ma un giorno mi sono svegliata, ero di nuovo in forma. Non ero più quella che aveva chiuso poco tempo prima una storia che stava per sfociare al matrimonio. Non soffrivo più. Alle sue frasi manipolatrici iniziavo a rispondergli con frasi prive di senso, praticamente facevo quello che faceva lui. Mi veniva difficile, perché non è nella mia indole.. ma sono una persona che impara in fretta. A furia di trascorrere notti a pensare.. “ma cosa voleva dire con qulla frase, ma mi sta prendendo in giro?” involontariamente mi ritrovavo ad imparare a memoria tutte le sue “battute” ormai era prevedibile, era praticamente un riassunto di un telefilm che guardava spesso, lui si sentiva quel personaggio.. e lo interpretava alla perfezione, ma io una volta capito gli restituivo le “battute” al momento opportuno. Iniziavo a riuscire a zittirlo anche io ogni tanto. E lui era uno che voleva sempre l’ultima parola altrimenti delle volte sembrava impazzito.
    La goccia che ha fatto traboccare il vaso in me è stato in un momento del suo classico atto del “negare l’evidenza”, ma quella era davvero troppo evidente per negarla..(ha flirtato con una sua amica difronte a me e qualche giorno dopo durante il matrimonio di amici, si sono appartati e se l’è scopaata -c’ero anche io a quel matrimonio-) e a differenza delle altre volte in cui riusciva a farmi credere che ero io stupida a pensare, dire o credere di aver visto certe cose e s’incavolava se non abboccavo alle sue cavolate, tanto che delle volte sembrava divenire violento, e ci mettevo una pietra sopra per evitare non so cosa. A quel punto trovai la forza per lasciarlo.. ma.. lui tornò indietro con la coda tra le gambe e tornammo subito insieme.
    E ricomincia così di nuovo la trottola. Ero diventata di nuovo la sua principessa, ma giusto per 2 settimane, poi divenne più crudele di prima. Per assurdo quando lo assecondavo diventava più intrattabile.
    In sintesi, un giorno mi ero davvero stancata, lo lasciai.. lui mi pedinava, mi inseguiva ovunque, mi chiedeva di parlare di tornare insieme e insisteva col dire che non mi aveva tradita -.-’ ha pagato anche delle spie per vedere cosa facevo..(spie del cavolo visto che me n’ero accorta..tant’è che un giorno mentre ero a fare shopping, questo mi seguiva ovunque.. gli sono andata vicino e gli ho detto “faccio un altro giro nel negozio di fianco.. poi alle 16 ho appuntamento dal parrucchiere in centro, dopodiché penso che andrò a casa..ti ho facilitato il pedinamento??!” il tipo si è reso conto che avevo capito chi fosse e mi ha chiesto scusa e di far finta di nulla altrimenti non lo pagava -.-’ )
    Mi ha tormentata per un anno, ma io non ho avuto pietà di lui e delle sue scene da melodramma greco.. mi diceva frasi del tipo “ma non lo vedi il mio cuore è tra le tue mani..cosa ne vuoi fare?” alché io mi guardavo le mani..e con la sua stessa voce finta straziata dicevo “è davvero qui?” e lui.. con voce tremante e finto speranzoso pianto (convinto che stavo cascando) rispondeva “sì” ed io con voce secca e scocciata..presi le mie mani le spinsi verso il petto come se gli volessi rimettere il suo metaforico cuore che avevo tra le mie mani nel suo petto e gli dissi “e tienitelo!!!”.. qui si trasformava da cane bastonato a diavolo..
    La sua personalità cambiava in continuazione, quando vedeva che ero l’unica al mondo a non cedere e ad aver pena di lui e “perdonarlo” si trasformava in un lupo furioso.
    Mi scuoteva e mi faceva anche male.. è successo più di una volta (visto che mi inseguiva ovunque) ma io gli rispondevo.. “non mi freghi, tu sei finto..sei il riassunto di ciò che vorresti essere, sei il nulla”..ion pratica cercavo di ferirlo con le sue stesse parole.. poi un giorno mi disse “ma io ti amo!” ed io risposi “tu ami solo te stesso e non lo sai neanche far bene, figurati se puoi amare me..”
    Avrei potuto denunciarlo sia per stolking che per diffamazioni. Cercava di farmi passare 8anzi con alcuni ci è riuscito a convincerli) per una stronza che stava con lui per i soldi (gli ho restituito tutto ciò che mi ha dato nell’arco dei 4 mesi, anche un pacchetto di sigarette iniziato). Ma non feci nulla. Cambiai numero di telefono e se lo incrociavo fingevo che fosse il vento a scuotermi, lui non doveva esistere.. era l’unico modo per farlo arrendere.
    Tempo dopo ho incontrato due sue ex e ci siamo confrontate..
    abbiamo vissuto la stessa storia, e mi han fatto i complmenti come se fossi la loro eroina vendicatrice.. si chiedevano non solo come ci sia riuscita a lasciarlo o come facevo a non cedere quando lui fingeva di essere innamorato perso.. ma soprattutto come ho fatto a capirlo da sola in soli 4 mesi.. loro ci hanno perso con lui 4 e 3 anni l’unna.

    Non ho tempo per rileggere e correggere gli errori grammaticali..
    vi assicuro che questo è solo un mini riassunto..
    spero di essere stata d’aiuto per chi c’è ancora dentro ad una storia del genere..o per chi magari si sente ancora stupido/a a pensare di esserci cascata con una persona così…
    è facile cadere… ma desso alziamoci !!

    Un abbraccio a tutti..

  157. nataly75

    Grazie per questo lungo contributo, io ci sono dentro da anni in una storia simile ancora non sono riuscita ad uscirne!

  158. Lulù

    Nataly75, so che sembra quasi impossibile, ma riflettici.. fallo per rispetto di te stessa.
    E’ molto meglio soffrire 1 , 2 o anche 3 anni per averlo lasciato.. che un’intera vita per esserci rimasta insieme!!

  159. argy

    care ragazze, ormai Non leggo neanche piu le testimonianze perche’ le storie sono tutte uguali, si ripetono – cambiano solo i nomi delle persone.
    Io credo che il problema del nostro malessere siamo noi, povere donne, non loro manipolatori. Noi che ci caschiamo e ricaschiamo perchè non vogliamo vedere la realtà perchè fa troppo male , anzi la neghiamo allo stesso modo in cui loro negano i loro difetti perche’ non vogliono vedere il deserto che c’è dentro di loro.
    e noi forse non vogliamo vedere la nostra bassa energia, il nostro vuoto senza di loro.
    Premetto che sono una che si arrovella tutto il giorno pensando e ripensando e sprecando il mio tempo le mie energie i miei pensieri per uno di questi individui.
    Ma credo che il problema ormai sono io, perchè sto sempre attaccata a lui con il pensiero (visto che è un ex) e non sono capace di rinnovarmi perchè la rabbia che provo per i suoi comportamenti del passato mi è rimasta dentro e mi sento avvelenata.
    Lui ha la colpa di avermi trattata male e calpestata, ma io ne ho altrettanta per averglielo permesso tutte le volte, pur sapendo con chi avevo a che fare. All’inizio forse ero inconsapevole ma dopo due anni mi sono accorta che era veramente un maligno perverso, ma a quel punto era troppo tardi.

    Pero’ troppo tardi è anche una giustifiazione per dirci che nemmeno noi possiamo cambiare , oppure non vogliamo cambiare……cambiare fa troppo male, oppure è impossibile.
    Dico che dovremmo lavorare di piu’ su di noi, non su di loro , che ormai sono una causa persa.

    Sono sicura che una ragazza sana senza disturbi di personalità, non sprecherebbe un centesimo dietro a uno cosi. Nel momento in cui capisce che trattasi di manipolatore non sincero e perverso che calpesta i sentimenti e le persone che gli vogliono bene , se ne sta alla larga, anzi, non ne sarabbe minimamente attratta perchè capisce che è una grande perdita di tempo.
    Sse noi siamo ancora qui a pensare dopo anni e anni anche se la storiac’è o non c’è vuol dire che malate lo siamo anche noi, non solo loro.
    Credo che non n vogliamo vedere la realtà che questi ci sventolano continuamente sotto il naso e soprattutto non vogliamo cambiare. e quindi ci consoliamo tra di noi povere vittime, ma altrettanto colpevoli.
    Credo che anche noi pero’ abbiamo un lato di narcisismo ., altrimenti non si capisce questa forza magnetica verso di loro, ma di un tipo diverso, che ci fa comportare in modo diverso rispetto a loro. I problemi infantili sono uguali , ma lo sviluppo adulto comportamentale è diverso ma speculare.
    Loro comunque sono e saranno sempre ossissionati dalle donne , non perchè sono in cerca d’amore( di quello non sanno che farsene visto che le emozioni e sentimenti non fanno parte del loro essere, se non per una recita) ma perchè devono piacere per forza. Credo che il fatto di sentirsi grandi ed avere mille proprietà materiali sia per incantare le persone e le donne, visto che non hanno altre chance se non il vuoto.
    Quindi credo che questa ossessione di cercare donne sia continua, per darsi delle emozioni, visto che interiormente non le hanno e ovviamente una donna non basta ma ce ne vogliono tante che siano lì ad adorarlo.
    E’ inutile che vogliamo vedere l’amore in queste persone , ( mi fa le corna ma tanto torna sempre da me) c’è solo materialismo , lusso , benessere, e sentirsi grandi e onnipotenti, in continua competizione e sempre piu’ degli altri. il loro ritratto è fatto di desolazione. Credo anche che soffronto di una invidia cronica ( che nascondono) e comunque non hanno interiorità, di conseguenza non hanno sentimenti o amore.
    L’unica volta in cui il mio ex si è innamorato veramente è stato con una psicologa tanto che in 4 anni di rapporto non le ha mai fatto le corna, in compenso gliele faceva lei.
    Lui con lei avrà fatto un transfer ( le si era consegnato totalmente e non aveva bisogno di recitare) mentre lei se all’inizio lo avrà usato come oggetto di studio visto che all’epaca erano giovani entrambi, poi alla fine si era talmente stancata perchè lui oltre le cose materiali ed esteriori non sapeva raccontare.
    Non so piu che dire ragazze,loro sono una causa persa, ma almeno noi dobbiamo ancora essere in qualche modo in grado di salvarci.
    Forse non potento cambiare, almeno facciamo leva sulla dignità della persona e l’amor proprio. Ho l’impressione che quando ci facciamo calpestare visto che non siamo capaci di dire di no, loro se la ridono e perdono immediatamnete interesse perch’ dopo la conquista non c’è piu’ emozione, visto che oltre loro non vanno.

  160. nataly75

    Argy, hai tutta la mia stima, credo tu abbia inquadrato perfettamente il fatto che le problematiche sono anche dentro di noi. Non riusciamo ad accettare la voragine affettiva e di autostima che abbiamo dentro e perciò cerchiamo di colmarla con la loro luce accecante ma cancerogena.
    inoltre concordo anche sul fatto del narcisismo, in qualche modo appartiene anche a noi. Tanto che se osserviamo le nostre storie familiari son o spesso presenti genitori manipolatori o esaltati, come nel caso dei nostri amati.
    Rispetto a loro, in ogni caso, credo che abbiamo una chance in più, la nostra capacità di amare in modo sano si è atrofizzata, ma può essere recuperata. Non non siamo stati completamente prosciugati dei nostri buoni sentimenti come loro, ormai condannati a una vita da disumani. Rimbocchiamoci le mani e sosteniamoci tra noi. I contributi servono tantissimo, grazie.

  161. nataly75

    Lulù: sai da quanto prosegue la mia storia malata? (con intrecci di altre storie altrettanto malate?) ! 17 anni tra poco! con il risultato che non sono riuscita a costruire nulla: ne un matrimonio, ne un figlio, ne un lavoro che mi renda autosufficiente. ora sono al bivio totale. Mandare tutto a quel paese, perchè tanto ormai non lo amo davvero più, nenache in senso malato o restare con lui e vedere se almeno riesco a costruirci qualcosa, visto che sulla carta è quello che vorrebbe (tipo incubatrice umana), rinunciando per sempre ad avere una vita normale o cmq non di nevrosi, come è stat in questi ultimi anni. So che sembro pazza a pensare queste cose, ma non avete idea di cosa significa investire 17 anni della propria vita con qualcuno e non costruire nulla. E’ una tragedia.

  162. argy

    grazie nataly. hai ragine quando dici che comunque abbiamo una chance in piu’ e che siamo in grado di amare in modo sano anche se in questo momento siamo atrofizzate e avvelenate, ma possiamo recuperare.
    Loro,invece, condannati alla desolazione totale e per sempre.
    E’ un pensiero che mi innalza , che mi fa sentire meglio. Dico di si’ alla vita e non piu’ a loro e alla loro luce cancerogena.
    Grazie

  163. Marco

    Un conto è la dipendenza psicologica che non è da poco.
    Ma vorrei sottolineare un altro risvolto molto preoccupante al maschile.
    Se capita ad una donna e prende la decisione di uscire dalla situazione, è dura ma possibile.
    Per vedere se vi può aiutare, provate a mettervi nei panni di un uomo che è vittima di una manipolatrice perversa narcisista. All’inizio ti fa perdere la testa, ti fa vivere in paradiso e credere che tutto è possibile. Ti convince anche ad avere un figlio e vivere nella tua casa di proprietà.
    Dopo, non eiste nulla ma proprio nulla che ti tuteli.
    Sei un uomo finito.
    Se vuoi uscire dall’inferno che questa donna ti fa vivere dopo la nascita del figlio, devi perdere la tua casa, la possibilità di vedere tuo figlio/a e darle anche il mantenimento!
    Dopo una vita di sacrifici, sapere che ti viene portato via tutto dalla persona che amavi in più solo per il gusto perverso di vederti soffrire, ti toglie qualunque motivo per vivere.
    Ho letto un uomo che una volta ha scritto che non si toglie la viti perchè dovrebbe togliersela due volte.

    L’alternativa ovviamente è rimanere lì minacciato continuamente che se non ti comporti come vuole lei farai quella fine. Ed entrambi sanno che è vero.

    Vorrei sensibilizzare la giustizia italiana ma anche mondiale. Non è possibile che sia così. L’uomo non vale più niente.
    E che le donne non si meraviglino se ci sono uomini che vogliono solo relazioni superficiali e/o non vogliono impegnarsi.
    Qualsiasi uomo sano di mente vorrebbe una famiglia e qualsiasi uomo sano di mente non è disposto a correre questo rischio, per se e per i suoi figli!

    E non si meravigli nemmeno la gente se ci sono uomini che impazziscono e sterminano una famiglia. Certo, non sono giustificabili, ma ci si deve rendere conto che un uomo viene totalmente ostracizzato, reso impotente ed inerme. Minacciato e svilito. Subisce la stessa violenza psicologica che può subire un uomo sano di mente internato in un manicomio. Se poi non ci si mette anche la famiglia (ovviamente malati di mente anche loro) a complicare le cose.

    Ed in tutto questo la giustizia si rifugia dicendo che lo fa per tutelare i figli!
    Ma quale tutela? I figli devono stare con il genitore sano indipendentemente se è il padre o la madre! Questò significherebbe tutelare una vita umana!

  164. martina

    buona sera anche io come tutte voi credo di essere stata per 9 mesi con un soggetto del genere, dio quando ho conosciuto questo ragazzo piu piccolo di me di 7 anni mi sembrava un angelo sceso sulla terra per rendere la mia vita come nn l ha avevo mai vissuta si perche soffro da quando ero piccola con l abbandono dei miei genitori. sono cresciuta senza di loro in un istituto di suore fino all eta di 13 anni. crescendo da sola ho sempre conosciuto gente sbagliata, all eta di 22 anni sono diventata mamma mi sono cresciuta da sola mio figlio. ora vogli arrivare al dunque per capire un po di cose 9 mesi fa ho conosciuto questo ragazzo dall aspetto angelico molto dolce e molto comprensivo nn mi sembrava vero mi cerca ogni istante quando non stavamo vicini mi faceva sentire cosi importante mi faceva sentire donna ma duro pochissimo tutta questa sua dolcezza anche con mio figlio si comportava bene dopo circa un mese e caduta la maschera che portava a incominciato ad insultarmi a disprezzare la mia situazione famigliare e non sopportava il mio passato un giorno era tranquillo e il giorno dopo rinfacciava tutto quello che facevo per lui poi un giorno vengo a sapere che lui era fidanzato con una di roma e dovevano fare un viaggo insieme ma anche lei venne a sapere di me e cosi decise di mollarlo e nn partire piu con lui, in lacrime mi disse che me l aveva tenuta nascosta perche aveva paura di perdermi diceva che aveva perso la testa per me io nn lo lasciai perche ora
    ero dentro mi sentivo cosi innamorata provavo forti emozioni non riusi a lasciarlo torno ad essere dolcissimo con me premuroso ecc fino a marzo quando mi lascio dicendomi che nn sopportava di nuovo l idea che avessi avuto un figlio da un altro uomo che ero una poveraccia e che lui cercava una ragazza con i soldi perche lui la pottesse sfruttare mi faceva dei discorsi assurdi nn volevo credere che fossi lui a dirmi certe cose nn ci credevo piangevo come una bambina mi sentivo in colpa mi diceva che dovevo aspettarlo che forse avrebbe cambiato idea ma al momento nn si sentiva pronto piu soffrivo e piu lui era freddo con me per 3 settimane ci sentivamo per tel con mess poi 1 settimana il buio decisi di nn sentirlo piu e lui fece al trettanto un giorno mi arrivo un suo mess dicendomi che gli mancavo e che aveva voglia di rivedermi sono sicura che in quel periodo si vedeva con un altra anche se lui nega tutto ovvio decisi di tornare con lui dargli una possibilita sembrava essere tornato il sereno tra di noi ma duro poco perche ricomincio ad insultarmi a fregarsene a rifancciarmi che aveva sbagliato tutto che non doveva tornare da me che gli faccio schifo le solite parole offensive poi di nuovo il sereno ero scombussolata volevo lasciarlo ma ogni volta che gli dicevo ti lascio diventava aggressivo poi piangeva ma allo stesso tempo mi insultava poi mi chiedeva scusa poi faceva la vittima e io ci cascavo come una stupida ora lui e tornato nel suo paese a roma per una settimana dai suo famigliari perche lui lavora al nord decisi di accompagnarlo nel viaggio di andata e il giorno dopo sono ripartita per casa mia lui mi ha accompagnato alla stazione era furibondo perche per i suoi momenti di crisi le solite umiliazioni mi lascio in lacrime e se ne ando mi mando ancora un messaggio dicendo che questa volta era finita veramente che nn dovevo piu cercarlo perche nn mi amava piu e di questo ne era contento poi non l ho piu sentito e io nn l ho piu cercato scusate se ho fatto un po di confusione nello scrivere ma sono cosi trmendamente delusa secondo voi anche lui soffre di narcisismo aiutatemi vi prego grazie

  165. argy

    mi pare che il signorino sia abbastanza narcisista, da quello che scrivi. Ovvio che essendo anche giovane non si puo’ dire con certezza se sta maturando, se è in un tempo di passaggio, oppure se è stronzo fatto e finito.
    I maltrattamenti verbali che ha verso di te, anche se poi si pente e ti chiede scusa,, sono un chiaro sintomo. Un ragazzo normale e con serietà non dice queste cose alla ragazza che ama e con cui ha una storia, altrimenti sarebbe disturbato o psicopatico.
    Vedo anche che gli interessa sfruttare le persone per i suoi scopi, senza preoccuparsi tanto di calpestare i tuoi sentimenti, anzi…
    Se vuoi un consiglio, corri lontano da lui a gambe levate perche’ uno cosi’, come l’hai descritto tu, non puo’ dare nient e vedo che ha la capacità di ferire le persone ed è anche un immaturo, persona di cui tu NON hai bisogno.
    Ciao

  166. noemi

    grazie grazie davvero di cuore ma io in questo momento mi sento sfinita dentro delusa amareggiata senza forze per reagire guardo la mia vita diversamente prima di conoscerlo ero felice solare e sempre con il sorriso sulle labbra con lui il viso triste quando andavamo in giro mi diceva che dovevo camminare con gli okki bassi perche nn dovevo guardare nessuno era un inferno andare in giro se mai alzavo gli okki e davanti a me cera un uomo era la fine me la faceva pagare in tutti i modi per offendermi disprezzarmi…. voglio tornare a vivere voglio tornare a sorridere come posso fare non ce la faccio anche se a volte mi faccio forza nel pensare che si e comportato cosi anche con le sue ex sono state tutte tradite e sfruttate fino all osso io mi sento in colpa perche penso che se mi ha lasciato e perche la mia vita e complicata lui mi ha sempre detto e non solo a me ma anche a una sua ex parlando con lei la prima volta che lui mi lascio che odiava i bambini e gli animali lui voleva una ragazza piena di soldi e senza figli io questo nn potevo darglielo.. lui maltrattava anche la madre nn importava nulla se era morto il padre ma non vedeva l ora di prendere i soldi dell assicurazione per l incidente che avuto il padre questo nn e solo un narcisista ma un pazzo mi chiedo davvero con chi sono stata eppure quando era calmo era dolcissimo anche quando facevamo l amore dopo aver finito ci riempivamo di coccole sempre io ero contenta di fare tutto per lui tutto e lo facevo di cuore subito venivo apprezzata ma appena cambiava umore mi rinfacciava tutto mi diceva che con me si annoiava che ero sempre attaccata a lui che lo dovevo lasciare in pace che eravamo sempre io e lui e basta lui voleva uscire con i suoi amici ma da solo senza di me forse si vergognava perche avevo un figlio e per lui era una cosa orribile.. io gli dicevo di andare se voleva uscire con loro per me andava anche bene ma lui non ci usciva quasi mai e quindi preferivo passare il tempo con lui ora mi chiedo perche ho tt questo dolore dentro ? perche non riesco a reagire? dovrei esgrazie grazie davvero di cuore ma io in questo momento mi sento sfinita dentro delusa amareggiata senza forze per reagire guardo la mia vita diversamente prima di conoscerlo ero felice solare e sempre con il sorriso sulle labbra con lui il viso triste quando andavamo in giro mi diceva che dovevo camminare con gli okki bassi perche nn dovevo guardare nessuno era un inferno andare in giro se mai alzavo gli okki e davanti a me cera un uomo era la fine me la faceva pagare in tutti i modi per offendermi disprezzarmi…. voglio tornare a vivere voglio tornare a sorridere come posso fare non ce la faccio anche se a volte mi faccio forza nel pensare che si e comportato cosi anche con le sue ex sono state tutte tradite e sfruttate fino all osso io mi sento in colpa perche penso che se mi ha lasciato e perche la mia vita e complicata lui mi ha sempre detto e non solo a me ma anche a una sua ex parlando con lei la prima volta che lui mi lascio che odiava i bambini e gli animali lui voleva una ragazza piena di soldi e senza figli io questo nn potevo darglielo.. lui maltrattava anche la madre nn importava nulla se era morto il padre ma non vedeva l ora di prendere i soldi dell assicurazione per l incidente che avuto il padre questo nn e solo un narcisista ma un pazzo mi chiedo davvero con chi sono stata eppure quando era calmo era dolcissimo anche quando facevamo l amore dopo aver finito ci riempivamo di coccole sempre io ero contenta di fare tutto per lui tutto e lo facevo di cuore subito venivo apprezzata ma appena cambiava umore mi rinfacciava tutto mi diceva che con me si annoiava che ero sempre attaccata a lui che lo dovevo lasciare in pace che eravamo sempre io e lui e basta lui voleva uscire con i suoi amici ma da solo senza di me forse si vergognava perche avevo un figlio e per lui era una cosa orribile.. io gli dicevo di andare se voleva uscire con loro per me andava anche bene ma lui non ci usciva quasi mai e quindi preferivo passare il tempo con lui ora mi chiedo perche ho tt questo dolore dentro ? perche non riesco a reagire ?penso e ripenso ai momenti belli anche se ora forse credo siano stati solo frasi finte atteggiamenti finti aiutatemi rivoglio la mia vita

  167. Virginia

    Io trovo che non sia carino, nè aiuti dire che siamo malate anche noi.
    Io penso che sicuramente per le donne è più facile essere attratte da uomini narcisisti perchè sono poche le donne che sono state educata a credere in se stesse e nelle loro sensazioni.
    Potremmo metterci la gonna, andare a lavorare e pensare che siccome possiamo scopare con chi ci pare allora siamo forti ed emancipate, ma purtroppo la maggior parte di noi non ha una forte autostima, perchè per un fattore culturale abbiamo ancora respirato un’aria viziata. Le mamme della maggior parte di noi, avevano mariti autoritari e che non le hanno abituate ad essere indipendenti e sicure. Perfino molte donne in carriera, si fanno trattare male da uomini che non le amano. Il modello che molte di noi hanno avuto è stato di sottomissione e scarsa considerazione, mentre gli uomini sono cresciuti con l’idea che le donne dovevano stare sotto di loro, molti hanno avuto mamme che hanno assecondato ogni loro esigenza, proprio perchè il figlio era l’unica sorgente di amore dentro alla casa.
    Se tra le materie di studio a scuola ci fosse stata anche psicologia, se ci avessero spiegato che esistono anche persone diverse da noi, che non sempre si può guardare il mondo con un paio di occhiali rosa, forse non saremmo caduti nel tranello del lupo, ma purtroppo non lo sapevamo, e nemmeno avremmo immaginato che potessero esistere creature così diverse da noi.
    Noi vediamo il potere e lo confondiamo con la forza, noi vediamo la mancanza di fragilità e pensiamo sia segno di mascolinità, e così finiamo in braccio al lupo.
    Se sapessimo che la mancanza di fragilità nel loro caso è rifiuto della vita, delle emozioni, dei sentimenti, di sicuro scapperemmo, se accettassimo che possiamo cavarcela anche da sole, senza una rete di piombo attaccata al sedere, molleremmo subito il colpo…ma persone come me che sono cresciute all’ombra di un padre egocentrico e narcisista hanno sviluppato una bassa autostima e hanno sempre pensato di dover vivere di luce riflessa per non sbagliare ed essere derisa.
    Non è semplice, ma la rinascita nasce dalla consapevolezza che siamo tutti uguali, e contrariamente alla visione del narcisista, siamo tutti essere umani, quindi possiamo rimboccarci le maniche e creare una realtà che magari non è “finta perfetta”, o di successo planetario a scapito degli altri, ma è una felicità a misura di donna/persona.
    E’ bellissima la citazione fatta da Lulù:
    “[...] il Male è l’anti-amore… Esistono veramente persone e istituzioni che rispondono con l’odio alla bontà [...] Poiché l’integrità del loro io malato è minacciata dalla salute spirituale di coloro che li circondano, cercheranno, in tutti i modi, di schiacciarla e distruggerla”.
    Noi rimaniamo attaccate alla rete del ragno perchè fatichiamo ad accettare che la persona di “successo” che abbiamo davanti, sia malata.
    Noi abbiamo una falla…l’insicurezza…e il narcisista la usa per immettere nel nostro sistema ogni dubbio sulla sua vera identità…Lui è sicuro, noi no…quindi chi ha ragione?…chi è convinto…anche se si tratta di un Hitler…o di un altro pazzo…
    Forse dovremmo accettare che le fragilità e le insicurezza sono tipiche delle persone sane…perchè infondo siamo esseri imperfetti e fragili.
    E imparare a vedere la verità anche quando fa schifo…se uno ci ha risposto male, non ci ha guardato, o ci ha trascurato, o fa passare un mese prima di volerci rivedere…quella è la verità…anche se viene a prenderci con la TT, vestito tutto firmato e ci dice che ci porterà nel ristorante più figo…quello che ha fatto prima era vero tanto quanto la TT…la negazione non aiuta mai…che lavoro…però step by step ci si può costruire un paio di occhiali sani, basta capire che anche noi meritiamo la felicità.

  168. Lulù

    Cara Noemi o Martina..
    consolati, è normale che tu ti senta piena di dolore dentro.. per te lui è stato come un tumore, ti ha mangiata e ti ha lasciato solo il vuoto. Non sentirti nè in colpa per essere stata con lui.. nè devi soffrire per il fatto che non ti capaciti del motivo per cui senti la sua mancanza. E’ normale ma inutile.
    Hai dimenticato la felicità.. la verità è questa, tu soffri per lui perché inconsciamente stai pensando che stavi molto meglio quando soffrivi al suo fianco che non adesso a soffrire da sola. Non è vero, ti sbagli!
    La vita è una battaglia per tutti, ognuno combatte la sua, ma tu sei rara, l’hai dimenticato? Tu non sei una chiunque, tu sai combattere!!e lo hai sempre dimostrato, da quando ti hanno abbandonata i tuoi ed hai anche cresciuto da sola tuo figlio. La felicità te la sei costruita da sola da sempre, devi esserne fiera di questo e non stanca di farlo, hai al tuo fianco una gioia immensa..tuo figlio. Insegnagli ad essere come te, è un grande dono il tuo.
    Sei una donna forte, più forte e più grande di lui ed è questa consapevolezza che lui non sopportava né di te, ne delle sue ex. Lui non sarebbe vissuto un giorno se avesse passato quello che hai passato tu durante la tua maturità. Quindi il suo obbiettivo era uccidere, sotterrarti, perché chi è abituato a strisciare a terra non lo sopporta e può solo sotterrare gli altri per sentirsi più in alto!
    Non so quanti anni hai oggi, ma.. è evidente che tu abbia dovuto affrontare troppe difficoltà e prove insieme da che eri molto piccola. Credimi, ti capisco. Questo probabilmente, non ti ha dato la possibilità di costruirti un muro di certezze. Vivi cercando un pilastro su cui poggiarti consapevole di non avere avuto neppure la possibilità di farti un’idea reale di come sarebbe un pilastro.
    Tutti quanti soffriamo qualche volta.. ama ed amati e vedrai come l’amore vero un giorno sarà attratto da te come una calamita, perché l’amore non ha di cui nascondersi nell’ombra ma si trova dove c’è luce e tu adesso devi solo ritrovare il tuo interruttore.
    Un bacio grande!! :)

  169. eva

    Ciao Noemi! Credo che in linea di massima ci siamo passati tutti che partecipiamo a questo forum. Vedrai che con il tempo andrà tutto apposto. Hai ragione sui momenti belli, non erano belli, solo che dopo le cattiverie un po di normalità ti sembrava stupendo. Il mio unico consiglio è di non fare mai più passi in dietro verso di lui, esci, conosci nuova gente, cura te stessa, che ne so, fatti un nuovo colore di smalto, taglia i capelli, fatti un nuovo vestitino, guardati allo specchio e sentiti bella, stella, e sorridi alla vita che è un viaggio di solo andata. Vedrai che la vita non potrà fare al meno che sorriderti di rimando.

  170. argy

    Ciao Noemi,
    Mi dispiace tanto della tua storia e della tua situazione e del fatto che ovviamente di senti male. Tutte noi siamo passate da qui. Quell’uomo non fa per te , non ti ama, è un bambino capriccioso , insensibile ai problemi altrui, senza la minima empatia, innamorato solo delle top model che non esistono e magari con i soldi, ma che non riesce a guardare in faccia la realtà.
    Ti sei innamorata di una ipotetica storia d’amore, che riconduci alla sua immagine, ma che non corrisponde minimamente alla sua realtà di uomo.
    Gli hai dato troppa importanza , ma questa persona l’importanza non ce l’ha. Solo la tua mancanza di affetto è importante e devi lavorare su questo
    Potrei dirti molte cose, ma ho paura di stancarti e non ti conosco.
    Quello che posso vedere è che il tipo è cresciuto dentro, è rimasto molto bambino e con delle tare mentali di gelosia ossessiva senza motivo, di violenza verbale e psicologica su di te per non dire la denigrazione della donna a cui sta insieme.
    Non è una storia d’amore, l’amore è assolutamente un’altra cosa. Io le vedo le mie amiche con i loro uomini, che si vogliono bene e si aiutano l’un l’altra.
    Lui ti cerca per indurti a fargli le coccole che gli mancano (come i bambini con le loro madri) ma tu lo scambi per amore, invece per lui è solo tenerezza che manca e solo sfruttamento finchè ci sei, lui non si preoccupa dei tuoi sentimenti , ma solo dei suoi..
    Il problema è che se non fai tue queste considerazioni (visto l’età giovane che hai) ci vai dentro fino al collo per tanto tempo e riuscirai a lasciarlo andare nel momento in cui tu avrai raggiunto una tua maturazione. Nel senso che tu ti sarai elevata, e vedrai lui come un piccolo stupido insignificante.
    Se proprio vuoi iniziare a guardarti dentro e guarire, comincia con leggere alcuni libri che io ho trovato molto utili e che ho riletto tante volte. Sono scritti dal psicoterapeuta GIULIO CESARE GIACOBBE come, Alla ricerca delle coccole perdute, e tanti altri.
    Ovviamente poi ti consiglio i classici come.”Donne che amano tropp”.
    Devi rafforzarti tu per capire che non si puo’ stare insieme con uno che ti tratta male o che non ha empatia per te, che non è costruttivo nella relazione , che ti sputa addosso, e che pero’ quando ne ha voglia viene in cerca di coccole. Coccole che sono solo per lui, ma non per l’amore per te.
    Senza scendere nello specifico dei disturbi mentali anche “’arte di Amare di E.Fromm puoi leggere,
    Poi ce ne sono tanti altri, comunque per ora basta.
    Cerca di guarire te stessa.
    Tanti auguri e un abbraccio.

  171. Didi

    Cari tutte/i,
    sono finita a leggere questi post quasi per caso mentre cercavo di farmi forza per non rispondere all’ultimo sms che lui mi ha scritto. L’ho conosciuto circa 2 mesi e mezzo fa, mi ha corteggiata in maniera serratissima fin da subito, nonostante le mie resistenze, sia perchè avevo una storia che stentava a decollare con un altro ragazzo, sia perchè non mi attraeva fisicamente. All’inizio era affettuoso, pieno di premure, protettivo, mi incoraggiava e rassicurava e mi trattava come se fossi la cosa più preziosa al mondo… Mi ha raccontato la storia della sua vita (ora non so cosa ci fosse di vero), ha persino pianto la prima volta che siamo stati insieme… Sembrava sensibile, intelligente e perfetto… anche se qualcosa, da subito, a livello di sensazione, non tornava… Dopo un paio di giorni in cui non riuscivamo letteralmente a separarci, la netta sensazione che qualcosa, seppure fossi già molto presa, non tornava. Lo affronto dura e gli chiedo “chi sei veramente tu?”. Da lì iniziano una serie di racconti assurdi, in principio abbastanza verosimili, poi macroscopicamente assurdi… da un misterioso fratello gemello vissuto in Russia, fino a millantare di essere un agente del KGB colluso con la mafia russa.
    Penserete che sono cerebrolesa per avere creduto a simili cazzate, ma a parte l’assurdo del perchè mai avrebbe dovuto inventarsi tutto questo, il farabutto aveva preso informazioni su di me e la mia famiglia, e sapeva delle cose che usava abilmente per manipolarmi e terrorizzarmi, facendomi anche sentire in colpa perchè non gli credevo e perchè ero una stupida donna inaffidabile che non si rendeva conto della situazione. Gioco forza, non potevo nemmeno sfogarmi con gli amici perchè non avevo il coraggio di raccontare una simile assurdità, temendo di fare passare la persona che amavo per un pazzo, o peggio un coglione. In più aveva instillato in me il dubbio, probabilmente spesso anche tirando a indovinare su di me e su quello che erano i miei comportamenti abituali. Ero totalmente succube, e tormentata da una lotta tra razionalità e sentimenti, fino alla fine ho negato l’evidenza, fino alla fine ho sperato di sbagliarmi, che ci fosse una spiegazione, che fosse tutto un clamoroso errore… Rifiutavo di vedere la realtà, ed anche di fronte a fatti inoppugnabili negavo come se avessi annientato del tutto la mia capacità di giudizio. Fino all’ultimo incontro gli ho offerto la possibilità di spiegarsi e il mio perdono, ma niente, non un rossore di vergogna nell’essere stato smascherato, nessuna traccia di senso di colpa, nessuna empatia nei miei confronti mentre piangevo come una bambina, distrutta dal dolore. Dopo 2 settimane si era trasferito a casa mia, nonostante millantasse ricchezze e conti numerati in Svizzera. I soldi scarseggiavano, anche perchè mi aveva convinto a mollare un lavoro di cameriera in un pub che stavo facendo in previsione dell’estate e di alcune spese extra. Ha cominciato a pressarmi per aprire dei conti in alcune banche per avere delle carte di credito e ha intestato a me con varie scuse un contratto telefonico e uno smartphone… Per fortuna, tra una litigata e l’altra, metà dei suoi piani sono andati in fumo, compreso quello di prendere una casa insieme (io vivo con altre ragazze)… Diciamo che dal punto di vista economico me la sono cavata con qualche debito e una situazione attuale un po’ precaria, ma poteva andare mooolto peggio. Nel frattempo, mentre si rendeva conto che non poteva spremermi più di tanto, cominciava a trattarmi sempre peggio, sia in privato che davanti agli amici. Mi faceva sentire in colpa, diceva che ero un’egoista, una fallita che in 15 anni di università non è riuscita a concludere nulla, una che non si assume le sue responsabilità e che si merita tutto il peggio. A questo aggiungeva una serie di falsità e di malintesi che miravano ad allontanarmi da amici e conoscenti e a farmi sentire sempre più inadeguata e più morbosamente legata a lui. Pian piano cominciano a saltare fuori le prime magagne: conti di cene al ristorante non pagati e altri fatti che mi portano a cercare di scoprire chi è il nemico che ogni notte mi dorme accanto. Chiedo aiuto a un amico e scopro che è uno che vive di espedienti e truffe alle banche, proprietario di un bel niente, che probabilmente la sua laurea e il suo master non esistono e tutta una serie di spiacevolezze… dalle cose più gravi alle più insignificanti: praticamente mi aveva mentito su tutto! La vergogna per essermi accompagnata a un individuo del genere brucia, e la rabbia e la delusione verso me stessa per averglielo permesso è devastante, ma non trovo la forza di ribellarmi. Non accetto, non riesco a crederci. Dopo l’ennesima litigata in cui mi maltratta e mi lascia sbattere, penso solo che non riesco a tollerare tanto dolore. In una modalità piuttosto lucida decido che tutto deve finire con un cocktail di alcol e benzodiazepine (che tenevo in casa per problemi di insonnia)… Mi ritrovano lui e una delle mie coinquiline, e mentre lei gli urla di chiamare l’ambulanza lui freddamente insinua che sto facendo la commedia. Al pronto soccorso lo invitano ad allontarsi per non destabilizzarmi, lui se ne va via. Va in un locale. Invece di starmi accanto se ne va in un pub a bere. E spegne il telefono. Un paio di giorni dopo, appena ripresa, lo chiamo io. Telefonate in cui mi massacra e mi umilia. Mi fa sentire in colpa perfino per questo. Dice che è lui, dopo una cosa del genere a non volere stare con me. So che mi sta diffamando con vari conoscenti e racconta dell’accaduto per farmi passare per pazza nel caso in cui io raccontassi del fatto che è un impostore. Mette in giro calunnie e falsità e usa le confidenze che gli ho fatto contro di me. Io non arrivo a concepire come si possa vivere di espedienti e sfruttando le persone a questo modo, sono cose che avevo visto solo nei film americani. E non pensavo che un essere umano fosse capace di tanta freddezza e cattiveria. A poco a poco comincio a rinsavire e annuncio ai miei preoccupatissimi amici che la sindrome di Stoccolma è finita. Ma è dura, vivo nella paura, una paura indefinita, vaga. Comincio a capire quello che è successo e a breve inizierò una terapia. Sarà dura perdonare me stessa per essere arrivata a tanto, per non avere voluto vedere la realtà. Sarà dura accettare di comprendere perchè è successo, su quali bisogni lui ha fatto leva, di quali ferite si alimentava. So che la mia insicurezza mi stava costando cara, e so che devo reagire. L’unica cosa che non so è perchè, nonostante io abbia adesso ben chiari tutti i fatti, nonostante io sappia che non voglio una persona del genere nella mia vita, perchè contraria ai miei valori e a tutto quello in cui credo, nonostante mi abbia fatto del male senza che lo meritassi… nonostante tutto, un suo sms in cui mi dice il nulla e continua a offendere la mia intelligenza e a mancarmi di rispetto, mi faccia stare male… Come se fosse davvero colpa mia di non essere riuscita a farmi amare da lui che è pure l’ultimo dei farabutti! Persone come lui non possono essere aiutate, sono davvero convinte di essere quello che vogliono fare credere, e per non fare crollare il loro castello di menzogne sono disposti a tutto. Io so che lui mi ha mandato questo sms per provocarmi, per farmi avere il suo nuovo numero e per testare quanto ancora sono manipolabile… E so che ce ne saranno altri… E continuo a chiedermi quale sadico piacere lui stia provando, ma so che non devo reagire, non devo rispondere e fare il suo gioco. Scusate lo sfogo, e in bocca al lupo a tutti!

  172. Lulù

    Cara Didi.. volevo solo dirti che la tua storia è la più simile alla mia.. mi vien da ridere se penso che anche quell’idiota con cui sono stata, tra le tante cose voleva farmi credere che era dentro chissà quale mafia o che conosceva zingari minacciando che avrebbe potuto mandare qualcuno a far spezzare le ossa a chi voleva quando voleva..

    Comunque, sopportare l’idea che gli abbiamo creduto nonostante in fondo sentivamo che qualcosa non tornava è difficile.. ma in fondo non è poi così assurdo l’esserci cascate.. la verità è che non eravamo a conoscenza di esseri simili.. pensa ad esempio l’ignoranza che c’era un tempo, una volta la gente moriva anche per un graffio al dito.. un’infezione e addio. Se ci pensi oggi, che si è venuti ormai a conoscenza delle infezioni e dei batteri e si sa come sconfiggerli, sembra assurdo accettare che c’è stata gente che ci è morta per queste sciocchezze.
    Quindi, non sentirti troppo male o ridicola per avergli creduto. Adesso hai la conoscenza dell’esistenza di uomini del genere.Questa conoscenza usala come l’acqua ossigenata sul dito graffiato! Ed eviti le eventuali infezioni.
    Ciò che non uccide ci fortifica!!!!

    Comunque se la cosa non ti dovesse bastare per non farti sentire “stupida” di aver abboccato all’amo.. sappi che, quest’esserino malato che ho frequentato adesso sta con un’altra ragazza e lei sì che, poverina, non capisce proprio con chi ha a che fare. Vive con lui all’ombra di me. E’ convinta che io l’abbia distrutto…e che lui sia un “poverino” da compatire nelle sue uscite maligne. Non è stupida una che come te è riuscita ad aprire gli occhi.. ma chi persevera e continua ad ignorare la realtà. Non credi?

    PS:.sono d’accordo, questa è gente che non può guarire, il suo cervello non può andare oltre a quello che si è costruito. I manicomi dovrebbero riaprirli!!

  173. Mauri

    Ho letto in una mezza giornaa tutti i post ritrovandomi in molte descrizioni, situazioni, perfino nelle sensazioni fisiche che un esperienza amorosa di questo tipo crea.
    Mi chiedo perè se sia tutto così “descrivibile”, se la realtù dele persone e dei sentimenti non sia più complessa, se anche all’interno diun esperienza di amore narcisitico deviato non esista la possibilità diu cura e questa possibilità nasca da un sentimento ancora più forte della propria “devianza”.
    Sono stato sei anni con una ragazza moltoi più giovane di me – io uomo adulto e con due figlie- un amore fin da subito travolgente, come mai era accduto, per entrambi e in tutti i sensi. Sei anni in cui la mia situazione ha agito da freno ad una regolarizzazione del rapporto per i miei sensi di colpa, per la resistenza razionale della mia compagna, per lo scoprirmi lentamente attore di un amore narcistico, con tutte le sue contraddizioni.
    La sensazioni di presunta impossibilità di convivere con lei si scontrava continuamente con il bisogno di stare con lei, di non accettare l’idea di “essere lasciato” per il bene di entrambi…
    Qualcosa di molto forte ci teneva insieme coumnque; ogni tentativo di lasciarsi, dopo poco era per un altro tentativo di restare insieme.
    A Ottobre lei chiude definitivamente dopo un estate di inizio convivenza – ma con la mia compagna caduta in una crisi ipocondriaca devastante durata 3-4 mesi in cui ho dovuto e voluto starle vicino come un infermiere, tra dottori deliri, perdita di ogni senso della realtà sua (tranne gli extra terrestri ho sentito o gni possibile causa dei suoi mali), timore pe mle mie figlie). A novembre risolvo tutto e vado da lei, deciso finalmente dal fatto che bisogna accetare che l’amore puà essere più forte di tutto e che la sola razionalità non fa vivere e soprattutto non fa vivere bene…
    Da novembre e fino a ora un perenne tentativo di recupero con lei che chiede riconoscimenti, prove, dimostrazioni, che pretende e fa continui esami su di me. Piu’ pretende piu’ do e più il tentativo di recupero diventa difficile, ostacolo su ostacolo, dispetti, indifferenze emotive, evidenza dei suoi cambiamenti, di nuove amicizie…
    Più passa il tempo e più perdo il senso di me e di una naturalezza che tra noi era stata sempre “bellissima e banale”, rarissime le volte che abbiamo fatto l’amore quando prima era normale farlo sempre e ogni volta che ci incontravamo..
    In sei mesi mai un regalo, neanche a natale, neanche da 5 euro. Nel frattempo le ho arredato – con gioia e dolore – molto della casa che lei aveva comprato, un casa che giorno per giorno vedevo allontanarsi come casa nostra, dal nido che brevemente era stata ad inizio estate.
    Io credo che anche in un amore narcisista può esserci salvezza, quando la persona amata alla fine comprendi che è solo quella ed è quella che ti può “guarire”.
    Mi chiedo se i sei ultimi mesi che ho vissuto al recupero…non siano stati anche un’esperienza- stavolta passiva – di amore narcisista che mi è stata restituita come un boomerng, volontariamente o meno quel “lento smontarmi” da quello che ero stato per lei non sia stato solo una vendetta, l’espressione di un rancore sotteso – lei me lo aveva confessato quel rancore – ma anche il vivere all’incontario l’amore narcista in cui più era evidente la mia sincerità e la mia “dipendenza” da lei e da ritrovare un sentinento condiviso, lei in realtà lo allontanava…
    E’ una domanda e una testionianza.
    Ciao a tutti.

  174. Didi

    Carissima Lulù,
    grazie per le tue parole di conforto… È proprio vero, io non riuscivo (e tuttora lo faccio a stento) a credere che potessero esistere individui del genere… non ne avevo mai incontrati prima e il loro modo di sentire (o in questo caso “non sentire”) e di vivere è così diverso dal mio che mi sembra surreale! Quello che mi ha colpito, leggendo tutte queste testimonianze, è la standardizzazione del loro modo di comportarsi: sembrano obbedire tutti allo stesso copione… Ma anche i sentimenti che lasciano in noi sono assolutamente simili: incredulità, rifiuto della realtà e senso di colpa, verso di loro in un primo momento, e dopo, a consapevolezza avvenuta, verso noi stesse. È come se ci sporcassero con il loro fango, e ci fanno sentire reiette e immeritevoli di stima e amore. Ma non è così: loro ci scelgono come vittime perchè vedono in noi qualcosa che a loro manca, e che vorrebbero appunto succhiarci via come vampiri. Ma sopratutto LORO NON ESISTONO! Sono solo un cumulo di menzogne e falsità, ergo non ti può mancare qualcosa che non esiste né è mai esistita! A tratti io sento di odiare questa “persona” per il male che mi ha fatto, a tratti mi fa pena perchè penso che faccia una vita orribile, sempre a recitare con tutti la parte di quello che avrebbe voluto essere. Sono persone inutili e sole, e prima o poi dalla vita avranno quel che si meritano. Ma allo stesso tempo loro non esistono, non sono, in alcun modo, né nel bene né nel male… Se ci hanno fatto del male mentre noi offrivamo loro amore, prendiamola come una lezione per noi stesse, impariamo a darci solo a chi merita, senza elemosinare attenzioni e senza farci calpestare. Chi ci ama davvero non ci vuole annientare e umiliare. E non dobbiamo nemmeno lasciare che esperienze come questa ci segnino perchè sarebbe come dargliela vinta: certo, magari la prossima volta sarò meno avventata nel fidarmi di uno sconosciuto, ma non lascerò che questo mi cambi e mi renda arida come loro. Un abbraccio a tutti, e forza!!!

  175. Virginia

    Parole sante Didi,
    avrei tanto voluto sapere dell’esistenza di questi soggetti per poterli evitare, perchè il male che ti lasciano dentro è davvero grande, anche quando hai la forza di chiudere per sempre la porta, e di circondarti di belle persone, c’è sempre un angolo di te che si sente in colpa.
    Tutti i silenzi, tutte le contraddizioni, tutte le cose non dette ma lasciate intuire…lasciano una marea di puntini di sospensione che dobbiamo sempre riempire da sole…dando quella che è la nostra risposta…ma mai la loro…
    Ho aspettato 2 anni per capire cosa provasse, ho aspettato 8 mesi per vedere se capiva cosa aveva perso, m alla fine ho solo avuto eterni ritorni vuoti di parole o impegno.
    Torna ti invita ad uscire, ti chiama, fa il premuroso come non aveva mai fatto, quello che si preoccupa per la tua saluta, anche se non ti aveva mai accompagnato dal medico, e poi quando gli chiedi, chi sono per te? La risposta è sempre la stessa…
    Non c’è mai impegno, non c’è voglia di storia di amore…c’è solo voglia di consumare quello che la persona può darti e scappare senza lasciare in giro nessuna traccia di promesse.
    Io ho detto basta, scrivendogli quello che penso di lui…e la risposta è stata come sempre il silenzio…come punizione…

    Ogni volta ero ad un passo…mi sembrava che aveva capito quanto ero importante per lui, ma poi non cambiava nulla…
    io mi sono stancata di attendere qualcosa che non capiterà mai e ho dovuto prendermi come al solito la responsabilità di tagliare i ponti con lui, perchè lui non prende mai nessuna responsabilità.
    perchè allora una piccolissima parte di me crede ancora che se avessi fatto di più, se mi fossi comportata bene, questa volta sarebbe tornato?
    Come ci si libera dai sensi di colpa di qualcosa che non di ha fatto…come ci si libera da qualcuno che sentiamo essere un dio, quando capiamo che è una persona malata?
    Qualcuno sa darmi una risposta?
    Grazie

    Bacio

  176. BARBIE

    Ho 20anni, ho perso un anno e mezzo di vita con un malato (indefinibile diversamente) che mi ha distrutto, mi ha fatto perdere la fiducia nel mondo, mi ha isolata da tutto e tutti, mi ha fatto cancellare da facebook, mi ha vietato di frequentare chiunque (oltre lui), mi ha vietato di parlare con mia mamma di quello che lui mi faceva e al tempo stesso mi screditava con i miei genitori, ogni donna per lui era meglio di me in qualcosa, mi ha lasciato a sera inoltrata da sola in mezzo alla strada, mi ha strappato vestiti da dosso, mi ha picchiato davanti ad altre persone, mi ha detto che gli facevo schifo davanti alla sua “ex” un ora dopo avermi detto che ero tutto e che ero la sua vita…
    Mi ha regalato ansia, dolore, tradimenti, lividi e bugie.
    La notte mi costringeva a stare a tel con lui e se sentiva che nel sonno mi giravo, staccava la chiamata e mi richiamava per svegliarmi e il giorno dopo mi accusava di essermi sentita con un altro durante la notte, quando lui sapeva benissimo che l unico numero che avevo era il suo, e che non c’è mai stato un altro.

    Ieri è finita. 25 luglio 2012

  177. antonella

    cara Barbie
    tranquilla quello era solo un inizio…io l’ho sposato e per 21 anni ha fatto molto di peggio…voleva fare l’amore solo quando era sfinita e stanca mentre… quando.. mi vedeva felice mi annullava completamente…sono sadici…mi aveva allontanato dai i miei affetti e mi aveva isolato…ma adesso la lezione ti dovrà ricordare che se incontrerari un’altro lui scappa da qualsiasi segnale simile..chi ti vuole veramente bene vuol solo vederti felice….e non sola…io ne sono uscita…e adesso sono felice..anzi di meglio…serena ..non sai che porte meravigliose si possono aprire intorno a te..io sono rimasta entusiasta….non credevo che potessero esistere persone così delicate…altruiste..ebbene si ne esistono…cancellalo..allontanati il più possibile da lui..non rispondere a nessun messaggio..anzi cancella il suo numero per ovviare a qualsiasi tentazione…la vita e altro…rispettati tantissimo…
    sii forte e vogliati molto bene…io l’ho fatto..
    auguroni
    Antonella

  178. Vitaegioia

    Leggere questo articolo mi ha scossa come non mai. Vorrei chiedervi dei pareri riguardo la mia storia, perchè non so o forse non riesco a credere che il mio lui (o ormai ex) rientri in questa categoria. Ci siamo messi insieme 2 anni fa, in dieci giorni ci siamo fidanzati poichè in quei giorni siamo stati praticamente sempre assieme parlando di tutto e vivendo miriadi di esperienze (positive e non). Ha avuto un infanzia tormentata dovuta la tumore della madre, ad un padre molto severo e una solitudine spaventosa (sono cose reali che si sanno da sempre in paese). Verso i 19 anni si è rifugiato nella droga, facendone la sua unica speranza di vita. Poi a 23 anni ha conosciuto me ed è nato il nostro rapporto. Già dal primo mese notavo un attacco morboso a me, un fare sempre tutto insieme, il non lasciarmi mai sola, finchè io inizio a perdere ogni cosa (amiche, hobby, sogni, passioni, legami) e rimanendo sola. Premetto che con una grande forza di volontà lui lasciò il mondo della droga per me, perchè voleva che il nostro rapporto fosse sano e io vivessi serena. Certo fu difficile, è stato seguito da dottori e dottori, per continue crisi d’astinenza e problemi di salute. Comincia a soffrire d’ansia,e con questo io non esco più di casa in modo definitivo per non farlo stare peggio. Ammetto che è sempre stato geloso ma comunque con gli attacchi d’ansia non riusciva a sapermi sola in giro senza di lui. Le cose peggiorano e si arriva agli attacchi di panico, così inizia a prendere psicofarmaci su psicofarmaci che comunque non gli fanno tutto questo effetto. La cosa va avanti, lui soffre, e io anche, riducendomi ad una larva chiusa in casa, trascorrendo le mie giornate passando dal letto al divano e viceversa (ed è stato davvero così, visto che ho finito la scuola, non avevo e non potevo fare altro). Lui è sempre stato premuroso con me, è stata l’unica persona a leggermi dentro ma da qualche mese stava sempre più male a quanto pare, e quando gli dicevo che stavo male, lui mi rispondeva che stava peggio. Finchè ho iniziato a distaccarmi piano piano, dopo i litigi anche se faceva il dolce , ero sempre fredda e distante e la cosa è continuata per piu di due mesi. Ieri ci siamo visti ed ero proprio un ghiacciolo nei suoi confronti, anche se lui cercava di migliorare qualcosa io non riuscivo a lasciarmi andare, perchè ormai le delusioni del passato e la rabbia prendevano il sopravvento. Non è che non uscivo e basta, ma allontanava da me tutte le persone che mi ferivano anche nel modo piu banale, non le voleva nella mia vita perchè diceva che avrebbero rovinato anche me. E i primi mesi nei litigi era anche aggressivo verbalmente (non mi ha mai alzato un dito sia chiaro) ma sembrava un folle, e questo lo giustificai con gli effetti della droga perchè migliorò molto questo aspetto. Dettò ciò, ieri lui mi disse che non potevamo andare avanti così, che non aveva piu senso continuare, e che lui si era ridotto così perchè stava male, e stando male senza che io capissi ma sopportassi e basta, ogni giorno era sempre più cosciente che stava rovinando la vita alla persona che amava, anche se in modo incostante ha chiesto un paio di volte aiuto ad uno psicologo, seppur per lui era davvero frustante, visto che pensava che avremmo superato la cosa come coppia, insieme con l’amore. Così tornata a casa, c’era gente da me e io volevo solo restare sola, per questo sono andata a correre un pò per una via di campagna dove non passa quasi mai nessuno, senza dirgli nulla. Lui mi ha vista e dopo un pò di tempo mi ha chiamata, inducendomi a dirgli che ero andata a correre. Mi ha chiesto perchè lui non era stato messo al corrente di ciò e gli ho risposto che mi sembrava evidente dopo quello che mi aveva detto nel pomeriggio. Così mi dice che lui mi aveva riferito certe cose solo per darmi una scossa, per farmi capire che stava male davvero, che soffriva e ancor più del mio distacco, e che comunque ormai ero stata io a far finire la nostra storia, perchè ho messo in pratica ciò che lui mi ha solo detto per disperazione.

    Vorrei tanto dei pareri da parte vostra

  179. V81

    Ciao Vitaegioia. Con ogni probabilità lui ti palesa la rottura della relazione per metterti alla prova, per vedere se tu rimani attaccata a lui o meno. Cerca la scossa perché in una condizione emotiva normale, non sente un accidente, non prova nulla, è vuoto (infatti si drogava). La caratteristica principale di noi vampiri è quella di non sentirsi amati in alcun modo, potete fare quello che volete: niente basterà a coprire quel vuoto incolmabile in cui siamo costretti a vivere. Vi metteremo alla prova continuamente, cercheremo di disintegrare le vostre dichiarazioni d’amore e intenti positivi con vere e proprie bombe di parole o melodrammi costruiti ad hoc. Più colti siamo e più le nostre argomentazioni vi sembreranno indistruttibili, dubiterete di voi stessi, della vostra capacità di amare, delle vostre azioni che verranno sempre e comunque messe in discussione. Siamo invasi da un costante senso di fame e se non riusciamo a soddisfarlo, due sono le strategie: diventare improvvisamente aggressivi o al contrario terribilmente disperati, in entrambi i casi, vi stiamo costringendo a tornare da noi.
    E ora due parole in merito alla nostra condizione: io sono in terapia da un bel po’ ma non riesco ancora a controllarmi. Ovviamente ho tradito tutti i miei partner, tranne quello attuale col quale sto cercando di costruire una relazione che evada dal solito schema vittima/carnefice, con risultati per ora dubbi. L’impresa è titanica e un giorno sì e un giorno no, ho la netta sensazione di non farcela, spesso preferirei vederlo lontano da me, con una persona sana( il solo pensiero mi lacera). Sono invasa da paure di tutti i tipi, soffro di bulimia, piango di continuo, tutta l’energia e la forza che impiegavo all’esterno per procurarmi nutrimento affettivo (seducendo ecc…) si è abbattuta su di me con effetti devastanti. Ho preso consapevolezza dei miei comportamenti, arrivando a comprendere che la mia identità era basata su un insieme di armi per succhiare amore, il bisogno era talmente grande che passavo sopra a tutto pur di piacere agli altri, ho permesso pure che mi fosse mancato di rispetto per non incorrere nell’abbandono. E ora? Chi ci fa i conti con questa fame che non trova più sfogo all’esterno? Chi mi aiuta a non proiettare le mie angosce sul mio fidanzato, a non distruggerlo? Ce l’ho anche con voi psicoterapeuti (i primi ad aver sofferto o aver fatto soffrire le dinamiche che tentate di curare) che semplificate tutto in una serie di schemi e definizioni, bisogna provare a vivere come viviamo noi, eternamente esiliati, eternamente con la bava alla bocca per un briciolo di affetto, terrorizzati al pensiero di perderlo anche quando si tratta di ‘cibo’ di scarsa qualità (le vittime pensano di amare alla follia ma ci sarebbe da discutere a lungo sul perché, sul come amano il loro carnefice e soprattutto se lo amano davvero). Credo di aver capito perché i vampiri nella mitologia sono sempre associati alla morte, vivere senza amore significa essere morti dentro e andare avanti lo stesso. Dovreste provare cosa significa prendere coscienza della propria menomata situazione e andare avanti lo stesso, quando non ci sono più dei, né carnefici da accusare.

  180. V81

    Il parere su cosa fare: dipende care vittime, se accettate di stare con un vampiro, siate coscienti che in qualche modo la relazione fa comodo e anche voi. Se avete la fortuna di trovarne uno disposto a lavorare sopra il suo male, preparateci comunque a tempi duri, in cui soffrirete.
    Al contrario se volete l’uomo o la donna sana, abbiate il coraggio dei vostri desideri e piantate il vampiro al suo destino, in ogni caso prendetevi le vostre responsabilità, smettere di lamentarsi sarà un bene per tutti.

  181. Marco

    V81 stai accusando gli altri per come ti senti tu. “Chi mi aiuta…” “Dovreste Provare…” ecc… :-)
    Ti fa molto onore il fatto di riconoscere il tuo comportamento e cercare di migliorarlo.
    Sto leggendo un libro (e forse ne avrai letti anche tu) intitolato “come difendersi dai narcisisti”. Oltre a spiegare le dinamiche spiega anche le possibili origini.
    Mi sono sempre chiesto che effetto farebbe se lo leggesse un narcisista.
    Tutti gli psicologi sono concordi che è molto raro che un narcisista si renda conto del suo essere. E quindi tu puoi ritenerti una rarità.
    Sono convinto che hai fatto un grandissimo passo. Complimenti.
    La psicoanalisi può aiutare tantissimo come tu hai notato, ma il grosso passo lo dobbiamo fare sempre noi.
    Oddio, così mi metto a fare il predicatore.
    Vorrei solo comunicarti che ci sono tante strade da percorrere e che si trovano ovunque. Basta cercarle ed avere il coraggio di intraprenderle.
    Farsi tante domande, studiare, capire ed approfondire sono una medicina pontentissima.
    Alla fine, come tutte le medicine occorrerà abbandonare anche quelle e disintossicarsi.
    Forse potresti anche direzionare le tue energie aiutando chi è in questa situazione ed ancora non se ne rende conto.
    Grazie per avermi fatto sapere che almeno esiste una persona che ne è consapevole.

  182. V81

    Non accuso nessuno Marco, tento solo di allargare lo sguardo. Grazie mille per i consigli, purtroppo di strade ne ho percorse parecchie, di tutte ho tenuto solo la psicanalisi che continuo tutt’ora. Per le altre strade ho incontrato di tutto e di più, compreso chi ha approfittato della situazione, parte della mia amarezza deriva anche da questo. Sai non so se sono una rarità e nemmeno se posso essere definita una narcisista, so solo che molte delle caratteristiche descritte nella letteratura scientifica a riguardo, le ho riscontrate in me. Ma non solo in me: la questione è molto più estesa e si allarga a tutti i campi come ha notato qualcuno sui post precedenti.
    Suggerisci una strategia a cui avevo pensato anch’io: incanalare le mie energie verso chi è ancora immerso nella condizione e non se ne rende conto, mi piacerebbe molto sai! Forse per farlo dovrei fare un percorso formativo e a 30 anni la vedo dura … Potrei farlo forse on line, ma senza alcun titolo…Sarebbe etico? Si può fare? Mi piacerebbe qualche parere dagli esperti , intanto grazie

  183. V81

    Per me le origini sono da ricercare nell’infanzia, nel mancato accudimento affettivo da parte di chi dovrebbe darlo e in modo inconsapevole non lo fa (essendo inconsapevole, tutte le recriminazioni nei suoi riguardi, hanno poco senso: siamo tutti figli, di figli, di figli, di figli..). Per dirla in maniera rozza, si crea un vuoto nel cervello che condiziona l’individuo spingendolo a cercare quello che non ha ricevuto, nei secoli dei secoli… A meno che lo stesso individuo non riesca a vedersi e fermarsi.

  184. V81

    Ho visto ora che esiste un forum di nienteansia!! Bello posso parlarne lì

  185. Marco

    Cavolo ragazzi io inizio a reagire ora dopo 4 anni di prese in giro…
    Ho avuto una relazione con una ragazza molto più giovane e la storia di Marco le somiglia molto…
    Sapevo che sarei stato usato e ridicolizzato ma allora avevo bisogno di amore e lei a modo suo me ne ha dato…
    Ho provato a staccarmi da lei ma le sue continue chiamate e successive richieste di sfogo mi hanno aperto le porte Dell’inferno!
    Lei mi chiese aiuto perche faceva la ballerina in locali di Torino ed abusava di droghe.
    Voleva cambiare vita e scappare dalla sua schiavitù dovuta da insegnamenti scorretti in famiglia e dal mondo che la circondava.
    Io ho un figlio fantastico avuto da un precedente matrimonio e una ex moglie che posso definire unica!
    Avevo tutto e l’ho perso forse x monotonia.
    Questa ragazza ha fatto le peggior cose in questi 4 anni , tradimenti con uomini di qualsiasi età con il supporto della sua famiglia e delle solite amicizie, sfociati in umiliazioni e scorrettezze continue.
    Poi dopo 3/4 mesi torna indietro perche si sente vuota di amore vero ed io da gran fesso la riprendo. Mi regala qualche settimana fantastica e poi soliti giochetti e inganni…
    Io per paura che lei non subisca male e non soffra mi sono sempre proposto ad aiutarla…
    Insomma dopo 4 anni e mezzo ho detto basta! Forse inizio a comprendere che sono ad un bivio…
    Inizio ad avere un rapporto poco socievole con mio figlio e le persone davvero importanti che mi circondano a favore di una pazza che ultimamente mi chiedeva di avere un figlio e di sposarla e nel frattempo giocherellava con l’ennesimo pagliaccio con cravatta e macchina di lusso!
    Un amico mi ha letteralmente preso e messo difronte ad uno specchio e mi ha fatto raccontare a me stesso i miei disagi e dolori!
    Non e stato facile ed e molto imbarazzante ma devo riconoscere che la mia autostima dopo il dialogo con me stesso e in netta ascesa.
    Devo ringraziare questo amico che nella vita fa lo psicologo e che con intempi giusti e non invasivi mi ha aperto gli occhi!
    Spero di superare la prova al prossimo ritorno!
    Un abbraccio a tutti
    M

  186. noemi

    ciao scusate il mio ritardo per ringraziarvi, be a distanza di mesi mi ritrovo ancora con lui a sopportare tutto il suo male, sto facendo il possibile per staccarmi da lui sopratutto in questo periodo che e lontano da me, in tutti questi anni pensavo di essere forte di affrontare i miei problemi da sola ma solo ora mi rendo conto di non esserlo, sto cercando di evitarlo di non rispondere subito ai suoi mess ma farlo aspettare anche lui e molto freddo e distaccato (forse e troppo impegnato….) pero va bene cosi a volte cerco il pretesto per litigare e farmi lasciare ma non succede. mi sento cosi confusa e triste, vorrei tanto capire come perche mi faccio mille domande del tipo che ci sto a fare con uno cosi sempre triste sempre solo io e lui non ha mai voglia di crearsi una compagnia frequentare nuove persone perche lui e cosi perche lui quando e giu con i suoi amici esce sempre ha sempre mille cose da fare mentre e qui e sempre in depresione io faccio di tutto per farlo stare bene ma a lui non va mai bene nulla e da sempre la colpa a me. perche lui e invidioso di me si lui non e geloso ma invidioso e si mette a paragone con me quando si va in giro e gli uomini mi guardano lui si arrabbia solo perche vengo guardata piu di lui e poi comincia ad insultarmi dicendomi :(gia ti guardano quando sei vestita normale perche diavolo ti devi vestire appariscente per farti guardare di piu premetto che non metto minigonne vestitini ne roba scollata mi vesto con jeans scarpette con un pochettino di tacco e maglie semplicissime giusto per non litigare ma con lui e una lotta continua, ora che lui non ce sto uscendo molto di piu con i miei amici sto bene con loro rido scherzo sono spensierata mi dimentico anche di essere fidanzata vorrei che lui sparisse per sempre dalla mia vita chiedo ad argy ed eva se possiamo contattarci privatamente voglio stare beneeeee

  187. Arianna

    Ho 24 anni e ho sempre avuto una vita abbastanza
    travagliata. I miei genitori sono romeni. mio padre se ne andò quando ero molto
    piccola e non lo ricordo. i primi anni li ho vissuti in Romania cresciuta dai
    nonni, tanto che quando mia madre venne a prendermi io non sapevo quasi chi
    fosse. (è una cosa che ho scoperto recentemente perchè io quel periodo l’ho
    rimosso). sono venuta in Italia, dove il marito di mia madre (italiano, aveva
    già 50 anni alla mia nascita) è diventato per me il papà più fantastico del
    mondo. era dotato di una bontà, una pace, una dolcezza infinite. io stravedevo
    per lui. e lui per me. ho avuto una storia d’amore adolescenziale abbastanza
    travagliata, anche perchè io mi rendevo conto di tentare sempre di fuggire da
    casa mia, questo perchè mia madre è sempre stata un generale. molto severa e a
    casa non si può neanche cuocere un uovo. a 20 anni conosco questo ragazzo di
    cui mi innamoro follemente, io ero la sua regina. non potevo credere una cosa
    così bella. dopo un paio di mesi mi regalò un solitario e mi parlava di
    matrimonio e bambini.ero davvero felice. neanche 2 mesi dopo scopro che mio
    padre ha un tumore e che non è curabile. la trafila estenuante che ne consegue
    e atroce. e, nel frattempo, anche la mia storia impercettibilmente cambia…lui
    inizia ad impedirmi le uscite con gli amici, vestiti un po’ provocanti. ma io
    accetto perchè pazza di lui e lui di me. nel frattempo diventa piano piano
    sempre più freddo, smette di baciarmi dicendo che non gli piace più baciare.
    nel frattempo mio padre peggiora sempre e io devo finire gli ultimi esami
    all’università sperando che mio padre arrivi a vedere la mia tesi. ovviamente
    non ce la fa e ci lascia a novembre 2010. non dimentico mai il giorno del suo
    funerale…..alla fine tutti vengono ad abbracciarmi e farmi le condoglianze e
    lui è freddo e distante. gli chiedo “cosa c’è? e lui mi dice “invece di venire
    ad abbracciare me hai abbracciato tutti gli altri”….sono ancora incredula da
    quelle parole.non sapevo sarebbe stato l’inizio della mia fine. 2 mesi dopo mi
    lascia improvvisamente la mia vicina di casa, una donna meravigliosa, dolce…
    tutto quello che avrei voluto come mamma. nel frattempo lui trova una casa a
    pezzi e mi convince in ogni modo a comprarla per noi. (a volte anche con
    minacce) io stupida prendo tutti i miei soldini e glieli do in mano per
    comprare la casa dei miei incubi. lui è sempre più freddo, distante, inizia ad
    umiliarmi, a disprezzarmi, a criticare tutto perchè lo faccio io mentre con le
    altre persona sembra un angelo. io, sempre più sola, vado a vivere con lui
    (anche per scappare da mia madre).ero libera è vero ma soffrivo molto. lui
    sempre più freddo, prepotente, cattivo..inizia a mettermi le mani addosso e a
    rompermi computer, cellulari, vestiti. Io capisco di essere totalmente
    dipendente da lui e inizio ad andare in terapia presso l’ASL con scarso
    successo. per mesi la situazione è: lui lavora dalle 5 del mattino alle 4, poi
    lavora a casa nostra. arriva a casa stremato, nervoso e trattandomi con una
    freddezza disarmante (chiunque altro lo tratta come un dio, sembra addirittura
    morboso tanto è ruffiano. la mia sofferenza si vede, lui si arrabbia per
    qualsiasi cosa e inizia a buttarmi fuori di casa 1,2,3,20 volte in cui torno
    tutta rotta da mia madre che è ancora più delusa e lontana da me. questo
    calvario arriva fino al mese scorso, quando io ormai a pezzi, torna di nuovo a
    casa. lui va a vivere nella casa che ho pagato io e di me non ne vuole più
    sapere. io scappo in Romania qualche giorno. Quando torno, come sempre, mi
    chiede di provare a vederci ancora. Scopro che mi mente come respira, che
    spesso esce quando a me aveva importa di stare in casa. Nonostante questo
    riesce ancora ad umiliarmi. a dirmi che faccio schifo e con la mia immaturità
    ho distrutto la nostra storia, che lui vuole una donna e che di me non gli
    importa niente, che ne ha mille come me, ride quando piango disperata, sparisce
    settimane, botte, umiliazioni terribili. sa bene che anche se quella casa è mia
    ci vorrebbero troppi soldi per buttarlo fuori. ho provato tanto a fargli capire
    che è stato lui a ridurmi così ma lui pensa di essere nella ragione e che io
    sia pazza. così mi ritrovo sola (inutile dire amici, famiglia) io non ho
    nessuno.papà non c’è e mia madre è quello che è.gli ex amici mi hanno detto che
    sono una cosa insopportabile e di non rompere più..nessuno si rende conto di
    quello che sto soffrendo. sono anni che vomito, ho tremori, diarrea,
    tachicardia, perdita di sensibilità a mani e piedi. nessuno mi crede. vivo da
    mia madre, disperata e sola più che mai. spesso e volentieri vorrei morire, poi
    penso che forse anche da sola potrei uscirne ma non è così. lui ha distrutto
    ogni singola parte di me e io non riesco ad andare avanti un giorno di più.

    Arianna

  188. Marco

    Ciao Arianna. Ti capisco al 100%! A me ha aiutato molto il libro “difendersi dai narcisisti” di les carter. La prima parte ti descrive il loro comportamento, poi le origini ed infine cosa possiamo fare noi per cambiare e recuperare l’autostima.
    Ma so che ci sono anche tanti libri. Come ti dicevo a me ha aiutato molto studiare, se non altro per uscire dall’abisso.

  189. Arianna

    ciao marco, mi fa impressione scrivere questo nome..ti chiami come lui….! sto leggendo vari libri in merito ma ancora nessuno mi ha dato la risposta. io sono stufa di vivere nei ricordi e distruggermi. lui sta bene..si fa la sua vita in casa mia!!! chissà con chi..dopo 2 settimane che non stiamo più insieme e io di notte corro sotto casa sua a vedere se c’è la macchina. perchè??? basta correre dietro al nulla. mentre io soffro lui sta bene..ma io come faccio a stare bene? mi manca la terra sotto i piedi e ho l’ansia che mi impedisce di fare qualsiasi cosa. ho paura…

  190. Marco

    Arianna, ti parlo per esperienza personale e per gli studi che sto facendo anche su di me. E’ normale quello che provi. Noi attiriamo questo tipo di persone perchè anche noi abbiamo un problema: diventiamo dipendenti.
    Allora lo vai a cercare, pensi sempre a lui (o lei), vorresti vendicarti, fargliela pagare, e comunque dentro di te ogni pensiero, ogni cosa che fai ti riporta sempre a lui. Ogni informazione che ti arriva da parte sua ti fa soffrire e ricadi semrpe nello stesso abisso.
    E loro provano piacere per questo. Sono come dei vampiri che hanno bisogno della tua energia per alimentare la loro. Sono condannati ad una vita in cui avranno sempre bisogno di sfruttare gli altri per sentirsi vivi.
    Detto questo perchè come spiegava anche lo psicologo di questo libro bisogna fare un enorme sforzo per direzionare la rabbia affinchè non sia distruttiva ma sia la grande forza ed energia che ci porta ad agire. Senza pensare al male che ci hanno fatto, come ci hanno ridotto e come continuano a rovinarci la vita anche senza la loro presenza.
    Dobbiamo pensare che non è solo colpa loro ma anche nostra che glielo abbiamo permesso. Certo, abbiamo tutte le scuse possibili perchè ci hanno ingannato e non eravamo sufficientemente informati e non ci conoscevamo bene. Dobbiamo pensare che questa è finalmente l’occasione per cambiare, conoscerci e non permettere mai più che queste persone entrino di nuovo nella nostra vita.
    Ogni momento dobbiamo pensare che noi non dobbiamo aver bisogno di dipendere da nessuno nemmeno affettivamente. Certo, se c’è è un piacere immenso, è un lusso. Ma se non c’è dobbiamo imparare a stare bene con noi stessi.
    Ognuno poi trova la sua formula col tempo e con l’esperienza. Ad alcuni aiuta la meditazione, alcuni lo yoga, lo sport, lo studio, viaggiare ecc…
    Loro non stanno bene, davvero. Sembra che stiano bene, ma sono persone che non sanno accettare la vita, non sanno amare, non sanno provare sentimenti veri e profondi, vivono sempre nel loro mondo finto, fatto di manipolazioni, menzogna, sotterfugi, ripicche, dispetti ecc…
    E credimi, lui non ti ha fatto niente. Ne ho sentite di peggio anche rispetto alla mia situazione in cui ho subito come tutti per quasi 2 anni insulti, umiliazioni, violenze anche fisiche, dispetti ed alla fine la beffa in cui la legge è dalla loro parte ed alla fine mi ha portato via la casa e mia figlia. Per mia figlia è stato come se mi avessero portato via un pezzo del mio corpo. Ci sto ancora soffrendo, ma devo reagire, guardare avanti. E lo devo fare sopratutto per lei.
    Tu hai ancora una vita davanti, e se passi questo momento, ne uscirai forte, sicura e molto più in equilibrio con te stessa. Pronta a vivere una nuova relazione sana, profonda e piena di gratificazioni.
    Fatti forza, reagisci, respira profondamente con la pancia, viziati un po’ e piano piano ritrova la tua autostima!
    Ce la farai, ne sono certo!

  191. argy

    ciao Arianna. volevo farti coraggio . A tutte noi di questo blog è successa la stessa cosa, e quando la storia rimaneva in stand-by (andirivieni) tutte noi ci trsformavamo in stalkers e andavamo sottocasa a spiare i suoi movimenti e le altre donne. Non so il motivo , ma forse per trovare la conferma definitiva alla loro stronzaggine a cui non volevamo credere e magari anche dopo l’ennesima prova, non ci crediamo lo stesso. Forse perchè ci avrebbe fatto troppo male capire che abbiamo amato e stiamo dando il nostro amore a uno sostanzialmente malato, a una persona che ci manipola in modo malvagio e scorretto ( perche’ ne sono quasi coscienti) e che non se lo merita, perchè non bisogna avere aspettative con questo genere di persone.
    Devi guarire te stessa, prima di lui, Io sinceramente ci ho messo anni, ora ne sono fuori e ne sono contenta.Ho iniziato a guarire quando ho visto che alle fine e sotto sotto era un povero pivello, che aveva bisogno di sciacciare me per farsi vedere bello lui.
    Tutti i libri sull’argomento , i vostri post, i blog e il tempo mi hanno aiutato a guarire.
    Sfortunatamento non sono mai riuscita atrovare un spicoterapeuta che mi aiutasse in queste dinamiche, e forse uno era troppo lontano per me. Ma sinceramente penso che la figura di una persona professionista sia importante perchè accellera la tua eventuale guarigione.

    Penso che tu sia a conoscenza che oltre a questo blog c’è anche
    http://www.albedoimagination.com/03/2010/bugiardi-ipocriti-manipolatori-affettivi-saperne-di-piu-per-potersi-difendere/ che è gestito dal psicoterapeuta Pier pietro Brunelli, grande conoscitore di questa tematica, e che i suoi post appaiono anche su questo blog.
    Coraggio amica.
    Argy

  192. gia

    Ciao a tutti, voglio dare la mia testimonianza, iniziando col dire che è tutto paradossale!! Se si incontrano persone così si rischia d impazzire! Non è semplice tradurre ciò che si prova e si subisce, tutto surreale che sembra frutto della tua fantasia o mente, che inizi a chiederti se sei sana oppure no, tanto son bravi a contare falsità, a raggirarti. Ormai da cinque anni vivo con un uomo fortemente disturbato. ho sempre avuto la sensazione che fosse un tipo ambiguo, ma lui prontamente alle mie riflessioni poneva un altra realtà, la sua. Mi stava vicino, mi amava, mi dava tutto, tranne la fiducia. Si la cosa più importante, LA FIDUCIA, dicendo che lui non mi diceva la verità su determinate cose per paura delle mie reazioni!! Anche se non c era niente di strano a me non avrebbe cambiato niente la balla che mi conta o la realtà. Lo imlotato di dirmi sempre le cose come stavano, ma niente, ostinato, sempre peggio. Così iniziano le ricerche le indagini per sapere, vedere, se una cosa è come lui la conta o tutto inventato, frutto della sua mente contorta. Dopo tante discussioni e sofferenza capisci che hai a cheffare un un essere davvero spregevole e malato, ma ormai è troppo tardi per uscirne indenne. Capisci che esistono nella tua vita due realtà quella che ti propina a te e l altra sua realtà, la vita parallela che si costruisce. Ti chiedi chi è e come è potuto accadere che questa persona abbia potuto e sia così disumana. Allora rischi d impazzire. Più ti ostini a smascherarli e porli davanti alla realtà e falsità della loro vita e peggio sarà viverci assieme, aumenteranno le umiliazioni, la non considerazione e quasi iniziano a sentirsi leggittimati di trattarti come uno straccio, solo perchè vorresti salvare il tuo rapporto. Ma non puoi andare oltre gli affronti aperti che ti fa, allora ti dici che davvero non vali niente se continui a subire tutto ciò. Ma come si fa ad uscirne, quando ormai vivi una condizione di solitudine assoluta? in più sarà un caso ma mi sono anche ammalata indovinate di cosa Anemia!!! Una forma aggressiva a stento sto in piedi e non si riesce a capirne la causa! Lui invece di starmi vicino continua con le sue balle, oggi viene fuori una domani un altra non si capisce, in più mi si fa beffa di me ora dicendo che mi ama, dopo dicendo che tanto lui fa come vuole e continuerà a dirmi balle, che sono frutto della mia fantasia. Un vero dramma! A volte penso che la morte sarebbe migliore di tutto lo schifo che vivo ogni giorno e dal quale non riesco a liberarmi! Un altra riflessione è che ci sono centinaia di donne che vivono e hanno vissuto tale situazione, cio implica che in giro ci siano centinaia di uomini disturbati e malati!!! Si è destinati a vivere soli o ridursi a rapporti superficiali e occasionali? Grande desolazione…

  193. V81

    Io inizio a dubitare che il narcisismo patologico costituisca un tratto dominante della mia personalità anche se indubbiamente dentro di me c’è, altrimenti non si spiegherebbero certi comportamenti che ho avuto in passato (anche se non sono mai arrivati ai livelli che leggo nei vostri messaggi: non ho mai umiliato, offeso ecc ho mentito, nel senso che riuscivo a tenere in piedi due relazioni parallele, anzi ne avevo il bisogno perché ho molto bisogno d’amore). Un giorno spero di riuscire a fare la pace col mio passato: droghe, autolesionismo, bugie a me stessa e agli altri… Speriamo. Quello che mi preoccupa è che alcuni tratti del narciso io li riconosco nel mio attuale ragazzo: ok il vampiro sono io ma perché ho la costante sensazione di non essere amata da lui? Perché ho l’impressione che lui agisca per senso di colpa più che per desiderio reale? Cos’è quella sensazione di disagio che ho da quando lo conosco ( ed è capitato solo con lui) che mi fa pensare che gli pesi starmi vicino ecc? Ha il bisogno costante di chiamarmi, sentirmi, ecc (Paura di perdermi) ma contemporaneamente non avesse nessuna voglia di impegnarsi veramente, di prendersi le responsabilità del rapporto, abbiamo 30 anni e facciamo la vita due adolescenti (cinema, pizza, amici stop). Il punto è che presa coscienza del mio male, tendo ad accettare tutto…il mio sentire (visto che ha qualcosa che non va) lo prendo poco in considerazione. come faccio a capire..

  194. Marco

    Ciao V81, non è detto che tu sia narcisista patologica. Prova ad informarti anche sulla dipendenza affettiva. Da quanto dici sembra più una dipendenza affettiva o codipendenza. E’ solo un suggerimento, non sono uno psicologo.

  195. Arianna

    aiutatemiì. ci sono ricascata e stavolta è peggio che mai. le botte e gli insulti non si precano in più lui va in giro a tradirmi mentre lavoro. aiutatemi. io voglio morire. non so dove andare.

  196. Marco

    Arianna, cerca di gestire la rabbia prima di tutto. Ci sto passando anche io in questo momento e non è per niente facile, ti capisco.
    Ho trovato molto utile questi consigli:
    https://sites.google.com/site/dottoressaturchettapsicologa/news/10modipergestirelarabbia
    Sfogati con dell’attività se puoi, anche solo camminare tantissimo. Cerca di mangiare bene ma sopratutto non esitare a chiedere aiuto ad uno psicologo.
    Informati bene sulla dipendenza affettiva. Come tutte le dipendenze si riscia di caderci di nuovo, studiala ed approfitta di questa sofferenza per trarre una lezione.
    Ce la puoi fare, sei forte! Se riesci ad accettare una situazione del genere, perchè non dovresti accettare te stessa? Tu sei la cosa più importante!
    Non ci sono formule magiche per uscire da questa situazione, solo una grande forza di volontà! Ce la farai e ne uscirai più forte e sicura!

  197. antonella

    Carissima Arianna
    devi assolutamente prendere distanza da lui, non ti preoccupare se ci sei ricaduta l’importante è rialzarsi è andare avanti…fatti una foto nelle condizioni di adesso e rigurdala ogni volta che lui si avvicina o tenta di ricominciare, così sarai lucida e saprai mettere fine alla storia…io l’ho fatto…
    Ogni tanto riguardo quella foto e mi guardo oggi allo specchio…non c’è storia..
    ti sto vicino…puoi farcela
    Antonella

  198. nataly75

    Ragazzi/e c’è qualcuno che è uscito sano e salvo dalla dipendenza affettiva e da storie sentimentali intessute per anni con questi vampiri affettivi? Vi prego, cerco testimonianze positive una volta tanto, perchè ascoltare solamente tante storie simili alla mia non mi aiuta a reagire.

  199. Marco

    Nataly, io ancora non ne sono uscito, ma penso spesso come te che mi aiuterebbe sapere se c’è chi ne è uscito. Poi, razionalmente penso che non mi dovrebbe importare perchè questa non dovrebbe essere la motivazione per agire. In tutti i modi devo agire e se nessuno è mai riuscito ad uscirne, vorrei essere il primo a riuscire nell’impresa. E’ la mia vita, la mia esperienza e ne sono grato di aver compreso il problema. Ci sono tanti che arrivano fino alla fine e non capiscono nemmeno cosa li ha turbati per tutta la vita. Questa vita prima o poi finirà ed è un attimo in confronto all’eternità. Vorrei trarre più insegnamenti possibile. Forse siamo qui proprio per affrontare i nostri problemi, le nostre paure per crescere e migliorare, per diventare delle anime migliori e conoscere cos’è davvero l’Amore con la A maiuscola. Non importa se li risolviamo definitivamente, l’importante è che ci mettiamo in cammino, qualunque sia il pezzo di strada che percorriamo sarà comunque un grande passo avanti. Ma se non ci mettiamo tutto l’impegno e la dedizione, siamo perdenti in partenza.
    Non so davvero come si fa, potrei dirti cosa ho fatto io e cosa sto facendo, ma non so ancora se sto facendo la cosa giusta. Ognuno è unico e dovrà trovare la sua strada. Internet è un grande mezzo che permette di condividere le conoscenze. In rete ci sono tanti ottimi consigli ma dobbiamo stare attenti a non sostituire una dipendenza con un’altra.

  200. Arianna

    grazie a tutti..io credo di sì. credo che sia difficilissimo. credo che sia una tossicodipendeza ,in cui hai bisogno di sostegno aiuto amore…io non ho niente di tutto ciò. sapete bene che non ho amici e dopo la morte di papà è come se fossi orfana. quello che voglio chiedere e a cui nessuno mi da mai risposta? come si fa a superare un trauma da narcisismo accompagnato da forte depressione quando sì è completamente soli? mi dite come si fa?

  201. argy

    devi assolutamente avere una persona che ti aiuta. Mettiti nelle mani di un dottore, di un psicoterapeuta. Se tratta queste problematiche di persone narcisistiche e le vittime che cadono nella trappola, allora tanto meglio.
    lo so che ti senti come una tossicodipendente, con la crisi di astinenza senza quell’uomo, che ti faceva stare bene. Ma lo sai che è un paradosso perchè è lui stesso il veleno , la cattiveria, la perversione, e tu non hai bisogno di questo.
    Cerca qualcuno che ti cambi la tua autoimmagine da dentro, perch’ è questo il problema su cui devi lavorare.
    Prendi anche psicofarmaci se vuoi,sotto la supervisione di un medico. A me hanno fatto bene.
    Il problema tuo non è lui, ma tu stessa.
    Lui, lascialo andare.e’ veleno allo stato puro.Immagino che lo ami e lo odi insieme e quando capirai che lui gioca direi quasi consciamente con la cattveria ( anche se a te non sembra perchè sono bravi a nasconderlo) , starai male si’, ma questo ti permetterà di considerarlo come un povero disgraziato, che non merita tanto.
    Le persone che meritano sono quelle che sono in grado di amare, non di seminare odio.
    Potrai anche cedere di nuovo alle sue lusinghe, se questa puo’ essere una dose per tirare avanti, tanto sai già come va a finire. Pero’ siccome tutte noi siamo passate da qui , abbiamo elaborato l’incubo attraverso la psicologia, e la psicoterapia, ti prometto che ne uscirai assolutamente anche tu.e finalmente staria veramente bene. Guarderai le persone e la vita con occhi diversi, con intensità e felicità.
    Tanti auguri!!!!

  202. Arianna

    Cara argy
    ti ringrazio. io faccio terapia ogni volta ongi due settimanane presso l’ASL di Casale. di più non posso mettermi, con i soldi che guadagno mi mantengo appena. ora vivo in un paesino con una coppia di amici. mi ospiteranno per poco..e poi? sarò di nuovo in mezzo alla strada. mi vengono i brividi a pensare al Natale. sola con una bottiglia di prosecco. la terapeuta non può essere il mio punto d’appoggio unico..non è un’amica, non è una madre, sono troppo sola…e questo che mi chiedo…come posso uscirne sola? c’è qualcuno giovane come me che ha dovuto affrontare la vita solo e mi spiega come ha fatto? grazie a tutti..Ari

  203. deales

    Cara Arianna.. io l’ho lasciato nel mese di ottobrr di qualche anno fa.. ed ero completamente sola.. anzi quella poca gente che conoscevo attorno a me..mi guardava come se fossi io il mostro,lui é riuscito a incantare tutti con le sue bugie.. da apparire lui il martire nonostante corna e violenza psichica che ho dovuto subire..
    se ti va puoi lasciarmi la tua email x fare due chiacchiere..

  204. Arianna

    Cara deales (la mia mail è arianna_rosso [@] libero [.] it), cari amici. io non so come si fa. no..non lo so. non riesco a stare sola, il pensiero di lui, sorridente che ci prova con qualcun altro nella nostra casa mi fa battere il cuore forte, poi inizio a non respirare, a tossire e a vomitare. non so cosa fare, inizio a piangere, lo chiamo..lui mette giù o peggio ancora spegne il cellulare. non so dov’è..con chi? come ha fatto a dimenticare tutto? forse perchè lui aveva già dimenticato. e poi urlo a me stessa che sono vergognosa a disperarmi per un uomo che mi fissa sorridendo dicendomi che come donna sono solo bella e che piuttosto andrebbe a letto con una prostituta che con me. è atroce. è atroce e io ho solo 24 anni. ho una madre assente, un padre che non c’è, non ho amici ne una casa e sono completamente distrutta..direi annientata per tutto quello che mi ha detto e fatto..e io ci soffro ancora. ma come è possibile? grazie di cuore..

  205. Arianna

    cari amici,
    al momento sono ospite da una coppia di amici sposata con 2 bambini per un po’. sono anche amici suoi e ieri sera è passato di lì. poi ha iniziato a mandarmi mesaggi che ionon sono una donna,che faccio schifo perchè dormo in casa con un altro uomo e lui mi vede in pigiama (notate che io dormo al piano di sotto in tuta su una brandina e loro sopra in camera da letto.io e le bimbe ci adoriamo e li aiuto molto). lui ha detto di non amarmi piu’ ma di rimanere lo stesso ma io ho dovuto andarmene perchè avevo paura e poi lui continuava ad umiliarmi dicendomi che amava un’altra ed era anche ubriaco. ora mi dice che l’ho abbandonato al freddo e senza soldi (prima in casa lavoravo solo io, lui era da qualche mese senza lavoro) e ora dice che si meritava lui di andare a casa dei suoi amici. e io gli ho risp..allora si poneva il problema di sua moglia per te. ma no. per lui non vale la stessa cosa. cmq mi ha detto che lui va a vivere con una sua amica. io sto impazzendo. aiutatemi. stamattina continuo a prendere gocce per calmarmi. non ce la faccio. vi prego aiutatemi. mi fa senire veramente in colpa

  206. argy

    quello che hai bisogno di capire ed avere ben chiaro dento
    la tua testolina è che è lui ad avere bisogno di un psichiatra, di un pisicologo NON tu.

    Stai lontana da lui e non credere assolutamente an quello che ti dice perch’ sono tutte manfrine e tutti raggiri. anzi, da quello che svrivi, sembra proprio una persona malata, quasi psicopatica.
    Circondati solo da persone positive che ti facciano stare bene e se non hai amiche comincia da un lavoro, dai libri, dalle passeggiate, dall’attività sportiva, da qualsiasi cosa che possa tenerti la mente occupata e lontana da lui. Comincia a viviere giorno per giorno ad assaporare le piccole cose, senza avere programmi per il futuro. Vedrai che quando passa un po’ di tempo ti sentirai meglio, cosi’ avrai piu’ forza interiore ,piu’ autostima, condizione necessaria per prendere la vita nelle tue mani e non subire piu’ le angherie di una persona stronza e psico.
    Sto che quando si parla di sentimenti è durissima. Ma quei sentimenti che tu credi di avere per lui, non sono altro che una condizione interiore bellissima che tu stessa ti sei creata per un bisogno psicologico dato da una mancanza che probabilmente ti porti dall’infanzia. Non derivano dal suo amore per te perchè se ti denigra cosi’ tanto, l’amore in lui non esiste.
    IMPARA A NON FARE LA VITTIMA, tirati su con le tue stesse forze, vedrai che il psicologo ti aiuterà.
    La vita ti ha dato questa cosa, questa relazione, affinchè tu ti svegli e diventi piu’ forte.
    Prendila come un’opportunita’.
    Un bacione.

  207. Arianna

    ciao amiche
    è tornato ieri per farmi tornare a casa.era nervoso e io non sono tornata. bo non vuole più sapere che esisto. ma perchè mi rivuole con lui ora che è libero e senza rotture? rivolevs scusate ora mi odia

  208. cinzia

    E’ stato un(pugno non mi fa cancellare)nello stomaco il commento di Alexa.
    Mi fa pena. Arriverà un giorno che giocofory(za) avrà bisogno di qualcuno e le aguro di non trovare nessuno.
    Spero invece chepassi il restzo della vita in solitudine
    che stronya(za)

  209. Roberto

    Un tema che questo articolo non tocca abbastanza e sul quale vorrei avere consigli è quello della rabbia della vittima nei confronti del “sadico” carnefice che spinge la vittima, una volta liberatasi a compiere azioni di “punizione” (spinta da un senso di giustizialismo) nei confronti di un soggetto sadico che ci ha fatto soffrire gratuitamente in questo modo (nel mio caso un padre), abusando di una sua posizione di forza.

    E’ un tema affrontato da molti libri e film. Ad esempio, il Conte di Montecristo, ingiustamente rinchiuso in carcere per 12 anni che, dopo l’evasione, persegue la vendetta metodica nei confronti dei soggetti responsabili di tale ingiustizia.

    O per parlare di film più moderni, praticamente tutto il filone degli ultimi film di Tarantino: bastardi senza gloria: un gruppo di ebrei americani paracadutati in germania per sterminare nazisti, o django, lo schiavo nero liberato che si vendica ed ammazza gli schiavisti bianchi.

    La domanda è: fino a che punto, l’azione vendicativa (e quindi distruttiva) della “vittima liberatasi” nei confronti del suo carnefice è giusto perseguimento della giustizia, e da che punto diventa una sorta di “contro-sadismo”.

    Chiedo questo perché, oggi che io sono uomo e mio padre va verso la vecchiaia, provo piacere a punirlo per tutto il male che mi ha fatto quando lui era uomo ed io ero bambino, con la logica dell’occhio per occhio dente per dente.

    Sto eseguendo una giusta vendetta o sto diventando un contro-sadico?

  210. argy

    Secondo me diventa un contro-sadismo , pero’ accettabile e capibile, a patto che finisca entro certi limiti di tempo, perchè comunque il tempo guarisce, ovviamente se la vittima è sana.
    Quando uno fa il sadico è perchè la vittima glielo permette, perché in genere a questa non gli è stato insegnato o non ha imparato a difendersi da sola . e di conseguenza ha poco amor proprio.
    E’ capibile che certi genitori non solo all’altezza del proprio ruolo, ma quando la persona diventa grande, dovrebbe svegliarsi, capire, e fare da se, fare il genitore di se stesso. Non dare sempre la colpa agli altri perché ci hanno fatto delle cose quando eravamo piccoli…….ad una certa età la responsabilità diventa tua
    Se tu eri un bambino , non potevi difenderti e non sapevi .
    Ora che sei grande, devi capire che forse tuo padre era mezzo disturbato e sfogava le sue miserie su di te, come hanno fatto tutti gli altri padri nei confronti dei bambini, ed io stessa con storia di vittima , a volte lo faccio nei confronti di chi non puo’ difendersi perché la storia si ripete, ma che cerco di bloccare perché conosco la dinamica e la mia responsabilità da adulta.
    Se tu ora fai del male, diventi responsabile pure tu, e non sei giustificato.
    Sei grande e devi capire che tante cose sono successe nella vita , anche per causa tua.
    Secondo me la vittima adulta ha quasi ugual responsabilità del carnefice perchè glielo lascia fare, perchè gli permette tante cose, certo in buona fede o che è troppo buona , ma la sua responsabilità è quella che non riesce a difendersi da grande e non vuole ammetterlo.
    Se tu recrimini tuo padre per delle cose che ti ha fatto quando eri piccolo, allora non sei giustificato.
    Gli umani hanno tante miserie, e ce le abbiamo anche noi diventati grandi .
    Quando siamo nati magari per nostra disgrazia in una famiglia sbagliata, significa che quella famiglia con il loro comportamento malefico inconsapevole non faceva altro che attivarci delle cose, delle ferite che noi avevamo già dentro; attivarle per portarle a conoscenza e poterle guarire nel corso della vita.
    Ho pensato molto a queste cose che scrivo, mi sono soffermata ad osservare le dinamiche famigliari e credo di non sbagliarmi tanto..
    Ciao

  211. Marco

    Roberto, è un punto di vista veramente importante quello che sottolinei tu.
    Credo che il tuo buon senso sappia la risposta.
    La vendetta non è MAI una soluzione. Lo dice la parola stessa.
    Tutte le guerre che ha affrontato il mondo hanno origine dalla vendetta.
    Una ruota infinita.
    E se ognuno di noi ci pensa bene, va a fondo, ci fa veramente stare meglio?
    Con la vendetta possiamo pensare di perseguire un percorso di crescita e miglioramento personale al fine di raggiungere una pace interiore?
    Io non credo.
    E’ una risposta naturale, arcaica, indubbiamente istintiva, ma non porta a niente di buono. Per noi o per gli altri.
    Qualcuno dovrà pure spezzare la catena.
    Esserne consapevoli è già un grande passo.
    Lavorare affinché questo processo di perdono profondo avvenga veramente ed in maniera quasi naturale sarebbe una grande benedizione, un grande sollievo, una grande conquista per il singolo individuo e davvero credo anche per l’intera umanità.
    Se non altro come buon esempio.

  212. maria

    E se si tratta di un rapporto di “amicizia”?

  213. S70

    Mi domando come arginare una di queste persone se la si trova sul posto di lavoro. Fare ciò che mi compete e non trattarlo con gentilezza o umanità, ma isolarlo va bene, solo che è una persona che usa manifestatamente violenza verbale. Come difendersi?

  214. Federica

    Ciao a tutti, non scriverei se non fossi veramente disperata, ho 23 anni, e solo ora mi accorgo che nome abbia la pazzia di mio padre, è un manipolatore affettivo doc, è violento e nega la realtà oggettiva dei fatti, dicendo che la pazza sono io! Avere un manipolatore in casa è veramente da paura…ma c’è di più, da poco sto con un ragazzo manipolatore sadico affettivo anche lui, alla quale sono stata dietro un anno e mezzo, prima di riuscire a mettermi insieme,,,mi ha distrutto, prosciugato le energie, ma pensavo che una volta insieme sarebbe stato diverso…invece è peggio!! è sadico, gode della mia sofferenza, cambia di continuo umore, idea, spiegazione, e il mio cervello si sta spappolando perchè non riconosce più quale sia la verità…vorrei lasciarlo, vorrei davvero farlo, ma la mia paura è che poi tornerei indietro e me ne pentirei, allora lui si vendicherebbe, e mi farebbe patire le pene dell’inferno per averlo lasciato e solo quando si è assicurato che io abbia sofferto tanto allora tornerebbe con me! Non ha nessuna considerazione di me e dei miei bisogni, nega l’evidenza, mi offende e poi mi dice che questa non è un’offesa, che sono io che la voglio vedere così…ho paura per la mia salute mentale, un manipolatore è dura ma due sono davvero da suicidio…vi prego aiutatemi datemi un consiglio,
    un saluto a tutti voi.

  215. Marco

    Federica, non sono un professionista ma ho sofferto moto e credo ti poteri dire con certezza che tutta questa sofferenza, con una infinita dose di pazienza e consapevolezza non potrà altro che portarti dei benefici.
    Inutile dirti di restare calma. Fermati. Aspetta che si calmino le acque, senti la sofferenza ed aspetta. Poi aspetta ancora un po’, e quando ti sembra passata aspetta ancora un pochino. Non avere fretta, passerà.
    Poi, con più calma analizza la tua vita, casomai fatti aiutare da un buon professionista, non uno che pensa solo al suo portafoglio.
    Sei ancora molto giovane ed hai tutti i mezzi per spezzare la catena ed allontanarti da quel meccanismo che ti porta ad avvicinarti sempre allo stesso tipo di persone.
    Non te la prendere con gli altri, assolutamente, faresti solo il loro gioco ma soprattutto faresti del male a te stessa. Non proiettare all’esterno i tuoi stati d’animo.
    Certo, non sarà colpa tua se sei così, ma poco importa: sei tu che devi cambiare. Dimenticati degli altri!
    Cerca di guardare sempre più dove sbagli TU e non dove sbagliano gli altri.
    Giorno dopo giorno, due passi avanti ed uno indietro, per cui tanta pazienza, migliorerai e troverai una vita migliore.
    Imparerai a riconoscere gli altri ma soprattutto le TUE reazioni ai comportamenti degli altri.
    Infatti quando dico di vedere dove sbagli TU, non intendo dire che TU sei sbagliata, assolutamente, ma le TUE reazioni sono sbagliate per te stessa, per la tua integrità, per la tua autostima, per il tuo benessere, per la tua felicità e soprattutto per quello che sei veramente.
    Ti accorgerai che ci sono tante persone diverse al mondo, buone, intelligenti, profondamente generose e pacifiche. Ma spesso si mimetizzano, non si fanno vedere nella loro fragilità è naturale.
    E piano piano, poche ma buone le incontrerai anche tu.
    Forza! Resisti!

  216. Federica

    Grazie Marco per la tua risposta, terrò in considerazione ciò che mi hai detto, vorrei però cancellare il mio commento, qualcuno sa dirmi come posso farlo? Grazie in anticipo

  217. elena

    ciao a tutti,
    Scusate sono finita qui leggendo altro e mi sono immersa in tutta questa cosa…
    Sono vittima di manipolatori narcisisti da quando io non lo sono più… e non posso tornare in dietro…
    Ero una manipolatrice e non lo capivo il mondo mi odiava… poi il dolore mi ha ucciso.. e sono rinata..
    Sono passati 7-8 anni e io non so ancora come.. ci ricado sempre, mi trovano loro e io non so dire no.. spero sempre di poter cambiare la loro vita.
    ma prima di inciampare in questo articolo credevo di essere pazza, sola e debole!
    GRAZIE A TUTTI è BELLO CONDIVIDERE
    Ma ditemi come aiutarli .

  218. Sergio

    Ciao a tutti,
    sono stato 9 anni con una ragazza e ci siamo lasciati da 5 mesi. Essendo per natura una persona analitica e anche tendente all’autocolpevolizzazione ho passato questi mesi cercando di capire cosa fosse successo. Sono giunto all’ipotesi di essere stato fidanzato con una manipolatrice (per di più psicoterapeuta), ma contemporaneamente mi chiedo se invece non sono io un manipolatore. Mi chiedo questo per vari motivi: dopo un po’ che ci siamo messi insieme ho cominciato a soffrire di dubbi ossessivi sui miei sentimenti e su quale fosse la mia strada lavorativa – con relativi forti sensi di colpa – che non collegavo ad un possibile segnale di conflitto profondo con lei; quando avevamo discussioni e non ero d’accordo mi minacciava di andarsene da casa (anche se ancora non vivevamo insieme) poi sostituito con “non capisci niente o dici solo ca$$ate”, “il tuo ricordo te lo 6 inventato oppure se non ricordi un esempio allora non è mai successo” (cioè 6 un bugiardo o tenti di mentire), oppure in vari casi se le chiedevo un bacio mi diceva con il sorrisino beffardo che non lo meritavo…Dopo un anno circa che stavamo insieme ho cominciato anche un percorso di analisi (6 anni), e a questo punto non so se mi ha aiutato o no. Devo ammettere che lei invece ha cominciato a lamentarsi negli anni della mia passività fisica e mentale (ho smesso di fare sport, avevo difficoltà a capire che lavoro fare e quindi non perseguivo scopi lavorativi ma sempre confusione e il pensiero principale era non avere più quei brutti pensieri). La idealizzavo, pensavo fosse perfetta, mi chiedevo come facesse a stare con me, cercavo continuamente di accudirla e dimostrarle amore e attenzione (con regalini vari, la andavo a prendere in autobus la sera a lavoro, le lavavo e asciugavo i capelli, nell’intimità ero molto attento alla sua soddisfazione fisica ed emotiva – mi piaceva baciarla e chiamarla principessa, lo aiutata economicamente per gli studi ed il mantenimento). Ovviamente so che non ho fatto niente che non dovrebbe fare una persona che ama e lo rifarei (se mai riuscirò e trovare e fidarmi di qualcun’altra) non chiedevo di essere ringraziato. Ho scritto ciò che facevo per lei perché ho il dubbio di essere falso ed egoista e manipolatore. Io soffrivo sempre di più sentendomi più in colpa e confuso, sempre più in un buco. Ammetto che negli anni ero sempre più spento e stanco anche se cercavo lavoro. Onestamente potrei scrivere altre cose su questi 9 anni ma mi stanco solo a pensarci. Il mio pensiero fisso adesso è capire se sono stato un mostro. Quando ho dato gli evidenti cenni di cedimento ha cominciato ad accusarmi di essere egoista, vigliacco, un depresso senza speranza e che ha baciato l’ex (a Novembre 2013) per colpa mia, e che me lo stava dicendo per farmi capire a che punto l’avessi portata e che non avrei dovuto dirlo ad altri per rispetto suo e per non farla giudicare male in modo affrettato: “te lo dico anche perché so che tu capirai e che mi posso fidare di te e non lo dirai a nessuno perché non capirebbero”. Scusatemi se ho scritto tanto ma ho bisogno di confrontarmi e capire chi sono. So cmq che adesso mi sento in generale stanco, confuso, con la stima a terra ed impaurito da me e dalle relazioni, e poi scisso: da una parte speranzoso di lavorare, riprendere gli studi (ho la triennale di psicologia – che strana la vita!!!) ed il fumetto o eventualmente pensare ad una sana relazione, ma dall’altra ho paura di ciò che potrei realmente essere, mi sento pericoloso per eventuali donne che si possono avvicinare a me (se non considero la stima a terra), privo di qualcosa da poter dare in una relazione e considerando le mie tendenze autocolpevolizzanti e punitive mi chiuderei in me stesso perché non merito niente e per paura di ferire altre donne.
    Grazie e ciao

  219. ilde

    io voglio davvero liberarmene, peró credo di essere troppo debole perchè finisco sempre con il perdonarlo. ma perchè lo perdoni ancora non mi è chiaro. non so se è lui bravo manipolatore o io troppo debole. penso sempre che gli voglio bene e che posso resistere. che posso farcela a sopportare il suo fardello. ma poi soffro sto malissimo, e voglio riuscire ad allontanarmi. vorrei che ci fosse qualcuno che ogni volta che prendo il telefono per chiamarlo e perdonarlo, ogni volta che ho deciso e poi corro a ricominciare attività di soccorso, vorrei tanto che ci fosse una mano che mi fermi, che me lo impedisca.

  220. Marco

    Ilde, l’unico modo è che trovi una tua stabilità emotiva, tutto il resto viene da se. Allora non sarai più dipendente da nessuno. Sinteticamente, se la tua felicità dipende da qualcosa o qualcuno, allora quel qualcosa o qualcuno ti possiede. Quando proverai felicità senza motivo, sarà solo la tua felicità semplicemente per il fatto di essere viva.
    A quel punto non sarà finita, avrai molto probabilmente alti e bassi, sarà normalissimo, ma potrai cominciare il percorso verso la liberazione da tutti i condizionamenti esterni e diventare tu stessa il fulcro della tua serenità.
    Con la tua mente puoi capire che è assurdo finalizzare la tua felicità a qualcosa o qualcuno, ma nonostante tutto proverà a ribellarsi.
    La tua anima lo sa già. Cerca di avviare un processo di conoscenza verso la tua anima. Come? Le risposte sono ovunque.
    Un abbraccio.

  221. enrico

    Ciao,credo di essere un carnefice di quelli che hanno accettato una terapia. Non mi piace la vita che ho fatto e il male che ho fatto. Provo un grande senso di fallimento e un certo senso di colpa. Spero non sia vero che da questo disturbo non si guarisce. Sarebbe terribile . Alla fine non ho scelto io di essere cio che sono.
    Comprendo che potrebbe urtare la sensibilita di alcune dicendo che anche io sono vittima di questo male ma non mi piace davvero la mia condiziòne. Avevo una donna che mi adorava e l ho riempita di corna e bugie coinvolgendola in toto nella mia vita e nella mia sofferenza. Dove ovviamente ero solo io a soffrire. Lei doveva accettare tutto. Neanche la vedevo io, i suoi bisogni. Nulla. Qualcuno sa consigliarmi qualche lettura utile a capire di piu? Grayie a tutti .

  222. Marco

    Enrico è davvero ammirevole il tuo balzo di consapevolezze. Com’è possibile non “guarire”? Non c’è niente da guarire, c’è solo da crescere e fare esperienza, ed il primo passo, il più grande ed importante è davvero la consapevolezza. Hai fatto il primo grande passo. Ora, piano piano, con tanta pazienza, troverai ciò che sei realmente. Forse un po’ ti rimarrà questa parte di te, non cercare di reprimerla del tutto, cerca piuttosto di viverla consapevolmente.
    Come libri, ce ne sono tanti, vedi tu cosa ti ispira di più. Personalmente credo che lavorare e conoscere il narcisismo sia un grande passo e di libri ce ne sono tanti, ma è ormai sempre più diffusa l’idea che il narcisismo non sia più considerata una patologia ma uno stato psicologico che certamente può durare tutta la vita, ma non è una patologia incurabile.

  223. Chiara

    Un storia con tanti perché…lui 52 anni, bell’uomo brizzolato ed elegante che fa il cassiere del bar e fa il pavone con tutti/e per risultare al centro dell’attenzione. Io 38 anni, bella ragazza che aveva chiuso il suo cuore da alcuni anni, che inizia questo nuovo lavoro a maggio 2013 come assistente in un contesto importante e che si lascia ammaliare dalla simpatia di quest’uomo che pian piano la invita a uscire, le chiede il cellulare, la invita alle terme, fa il carino e le si avvicina con garbo. Mentre ero in macchina in viaggio per le vacanze estive mi chiama per dirmi che non ero passata a salutarlo…ripeto sempre sms carini e simpatici che riprendono a settembre. Stesso copione tutte le volte che andavo al bar nel chiedermi quando saremo usciti, che aveva aspettato la mia chiamata che sapeva non sarebbe arrivata e della serie “tu non uscirai mai con me!”, sempre in modo complice-scherzoso ma mai senza invitarmi direttamente.
    Alla fine sono io che mi sento attratta da lui e che volevo darmi una possibilità con un bell’uomo che mi corteggiava in un novembre triste e soltanto lavorativo.
    Il venerdì gli propongo il cinema e la domenica alla fine sono io a inviargli un sms “E allora?” . Lui mi chiama quasi incredulo e mi dice che finito il turno alle 16.00 sarebbe passato a prendermi. Molta emozione e quando è venuto era impacciato perché non sapeva a che cinema portarmi (sotto casa mia c’è un multisala!). Con il navigatore arriviamo ad un cinema che lui aveva visto passando e poi dopo il cinema, dove sembravamo due che si conoscevano da tempo e dove si era limitato a sorridermi e a sfiorarmi la gamba, era ancora presto e mi chiede di prendere un aperitivo. Lui era un pesce fuor d’acqua in quel posto pieno di ragazzi e capisco da più cose che non era abituato a uscire i sabato sera. A me sembrava strano che non ci provasse e così vicino casa mia mi lancio in un bacio che ricambia e a cui seguiranno altri baci. Lui si insinua nella mia mente e durante la settimana ci vedevamo in posti nascosti e lui a chiedermi quando avremmo “consumato”. Il linguaggio è quello di una persona con un livello culturale medio e si può giustificare. Il sabato sera mi invita a casa sua e ci tiene a ribadire che ero la prima donna ad andare in questa casa dove lui era in affitto da maggio scorso. Mi dice anche che un suo vicino gli voleva presentare una ragazza ed ora nel vederci salire le scale era sorpreso di vederlo con una donna. Entro in casa e dell’uomo piacione e simpatico al lavoro vedo un uomo solo che mi aveva preparato la cena e con cui ho trascorso la notte a casa sua come se fossimo una coppia con grande confidenza. Il lunedì parto e ci inviamo sms per una settimana. Torno al lavoro e mi invita a casa sua con cena comprata in un ristorante dove mi dice che non tornava da tempo, quasi con sguardo malinconico, e poi mi inizia a raccontare della sua ex che l’aveva tradito con il vicino di casa, del fatto che non avevano voluto avere figli e che i suoi colleghi di cui parla sempre male non sapevano niente di lui. Senza dilungarmi molto dico che dopo le cene e notte romantiche con intesa sessuale è passato a inventarmi scuse pur di non vedermi i fine settimana e cercando di dilazionare sempre di più gli incontri e le andate a casa sua. Il suo atteggiamento mi insospettisce e gli chiedo come mai non aveva desiderio di vedermi e lui si giustifica dicendo che aveva turni di lavoro che lo stressavano, che per lui non cambiava nulla se non mi poteva vedere un giorno, che potevo partire per le vacanze di Natale (non si è fatto vedere per i tre giorni precedenti la mia partenza e invece mi chiamava per accertarsi che fossi arrivata a casa dei miei) tanto lui non avrebbe fatto niente di speciale. Se lui avesse avuto donna non mi portava a casa sua! In effetti ho scoperto che non era sposato come avevo pensato. Io intanto mi ero sporta verso di lui e gli dicevo che stavo bene con lui e cercavo di vivere una quotidianità sempre molto discreta. La notte di Natale lo chiamo ed era a casaLa cosa che più mi la notte di Capodanno mi chiama dopo la mezzanotte, lo sentivo durante la giornata e mai un sospetto che facesse altro. Solo un paio di volte aveva il cellulare irraggiungibile la sera ma dopo mi richiamava. La cosa che mi ha iniziato a insospettire è stata quando dovevo tornare dopo le vacanze e lui era freddo tanto che l’ho chiamato io il giorno dopo il mio rientro per dirgli se ci vedevamo. Lui mi accoglie freddamente, andiamo a fare un gelido giro in spiaggia e lui distante, senza emozioni (non ha mai avuto grandi slanci e non abbiamo mai approfittato dello stare nello stesso posto di lavoro, anzi!). Andiamo a casa sua gli do due regalini e lui non sembra apprezzare e alla mia domanda se gli ero mancata mi guarda male e mi dice un secco no. Dopo si rasserena e andiamo a letto dove giustifica il fatto di non avere consumato molto il rapporto perché non mi vedeva da 20 giorni. Dopo mi fa capire che è meglio che mi accompagni a casa. Da lì 20 giorni senza vedersi fino al giorno prima del suo compleanno a cui chiedo io di vederci perché mi faceva piacere festeggiare con lui. Lui ripete il copione: spiaggia, sguardo perso nel vuoto, anaffettivo, sms a cui non risponde, casa sua, rapporto veloce e poi casa…il giorno dopo, suo compleanno, nemmeno un invito o un caffè ma la scusa che festeggiava a casa del fratello che abita vicino a lui e dove va spesso. Io ci rimango male ma non voglio opprimerlo…durante questi 20 giorni, febbre eterna, scuse per non farmi andare lì il fine settimana, freddezza sul lavoro e distacco. In tutto questo si intensifica quello che avevo sempre notato: lui era sempre al telefono (solo una volta mi passò la nipote per presentarmi come la fidanzata), alcune volte a litigare e si giustificava dicendo che era con uno dei tanti nipoti che gli doveva dare dei soldi) sms che riceveva e inviava e quando entravo riagganciava. Il sospetto l’ho sempre avuto che lui stesse al telefono con donne perché lui amava farsi vedere dai colleghi come il grande corteggiatore e, in questa sua evidente tattica di allontanamento per indurmi a mollare, la situazione mi era parsa più evidente. Una volta si giustificò dicendo che lo chiamava un gestore telefonico per le promozioni, altre scuse, etc. La molla nel mio cervello da donna non desiderata, come avevo fatto presente a lui, mi scatta quando ero in cassa e continuava a squillare il suo cellulare e lui non poteva rispondere. Io gli ho preso il cellulare di fronte a tutti, compresi i colleghi e persone molto importanti del nostro ambiente, e corro via verso il corridoio. Lui mi insegue per riprendersi il cellulare mentre io lo stavo sbloccando. Dopo sono ripassata da lui e gli ho dato dello str…e un bel vaffa. Lui si è sentito ferito a morte e umiliato sul posto di lavoro. Ne abbiamo parlato al telefono ma lui non mi vedeva più come la ragazza che aveva conosciuto perché con quel gesto avevo messo tutto in discussione. Cosa a quel punto? Ho sofferto molto, gli ho scritto una lettera per scusarmi, lui ha continuato a rimarcare il mio gesto (credo di avergli offerto un alibi su un piatto d’argento!),per ben tre mesi entravo al bar e lui mi guardava male e usciva dai luoghi dove ero anch’io. Io mi sono allontanata per un paio di settimane e quando sono ritornata con il mio capo lui ha visto che ero tranquilla ed è rimasto al suo posto. Nessun saluto, molta freddezza, io non l’ho proprio considerato perché avrei alimentato narciso, lui con i suoi soliti atteggiamenti e che cambiava corridoio se mi vedeva fuori dal bar. Un gioco al massacro che a me è costato la serenità al lavoro, 5 kili e la sana psicoterapia. Lui, dopo 4 mesi si è deciso prima a salutarmi e poi ad avvicinarsi perché giorni fa è andato via. Mi ha voluto fare presente che lui aveva pensato di aver trovato la ragazza in quel posto, che aveva invitato solo me a uscire (bugia perché l’ha fatto con una mia nuova collega che non sa nulla della nostra storia ma non il cellulare), a cui ha chiesto il numero. Io avevo avuto tutto secondo lui e ho invece voluto credere a quello che mi dicevano gli altri (chi? Credo i suoi colleghi che lo dipingono come quello che ha occhi per tutte). Una marea di accuse per sentirsi in pace con se stesso. Ma io gli ho detto che la mia reazione era stata determinata da una serie di emozioni nuove che stavo vivendo in un rapporto adulto, che avevo intuito la sua trascuratezza nei miei confronti (e lui a confermarmi che era un’idea mia) che non sarei mai stata con lui se avessi pensato che usciva con altre e alla fine l’ho anche abbracciato spiazzandolo, credo. Lui mi ha detto che non vuole la trombamica, che non crede nell’amicizia post relazione, che lui mi aveva dato tutto,che mi aveva portato a casa sua, che anche l’intimità tra noi sembrava andasse bene. Voleva essere rassicurato e avere conferme e io due giorni dopo sono passata al bar dove lui stava per andare via e dove mi aveva chiesto se passavo quando l’avevo incontrato un paio d’ore prima. Gli ho restituito il saluto nel posto dove si era svolta la scenata, di fronte ai suoi colleghi, un bacio con un arrivederci e lui che mi saluta con un “ci sentiamo”.
    Finisce così questa storia dolorosa, dove non mi sono sentita più desiderata, dove ho visto un uomo in fuga da me ma è convinto che sia stata io a rovinare tutto, con un uomo attaccato al cellulare e poco empatico nel reale (ho quasi preso sempre io l’iniziativa), un 52enne che ti dice quasi subito di volere dei figli e una convivenza da te, un ragazzo cresciuto che ha bisogno di sicurezze indossando una divisa e facendo il cascamorto con tutte. Io adesso lo vedo nella sua fragilità, come lo sono anch’io, e non posso che accettare che lui non mi voglia. E come ho detto anche a lui, lo devo ringraziare perché mi ha fatto capire di avere degli obiettivi! Mi manca tanto, anche il gioco che c’era al lavoro nel bene e nel male, perché la mia anima in qualche modo e per poco tempo ma allo stesso tempo,un tempo infinito, ha comunicato con la sua. Mi dite un vostro parere? Grazie

  224. Francesco

    Mi rendo conto, fra l’altro, che avvolte sono persone molto intelligenti e professionalmente impeccabili e questo le rende ancor più mimetiche (vedi la mia amica) ma noto che, nonostante la loro abilità, non trovano mai soddisfazione in alcun ché. Quindi pensavo che magari tentare di fargli capire che, nonostante le delusioni famigliari ci hanno indurito, deve essere più forte di quanto si senta forte nel manipolare tutto intorno a se. Fra l’altro credo che i molti problemi che lei stessa ha derivino da questo suo modo di interagire con tutte le persone con cui si confronta perché osservandola con occhi diversi e confrontandomi con altri amici/che abbiamo fatto un quadro a dir poco orrendo di lei. Abbiamo smascherato ogni sua forma di “gentilezza” (e qui ci sarebbe da parlare all’infinito in franto amica d’infanzia) e capito quanta invidia c’è da parte sua nei confronti di tutti in generale (amici familiari e colleghi di ufficio). Questo per dire che vorrei davvero aiutarla perché sono certo che cambiare si può. Fra l’altro lei è arrivata a risultati importanti nella sua vita lavorativa e in generale e non capisco come non riesca ad accorgersi che, nonostante tutto quanto fa per stare bene, continuando su questa linea, non approderà in nessuna isola felice. Ha anche un’età importante dove credo che sia giusto decidere o no come continuare. Perché su questa linea arriva alla pazzia a nostro vedere. Se potete aiutarmi ve ne sono grato. Grazie

  225. Francesco

    Ho saltato un pezzo scusate! Questa che segue è la prima parte.

    Vorrei aiutare una mia amica narcisa ad uscire fuori da questo problema che le logorerà la vita. La conosco fin dall’infanzia ma non avevo mai capito (come nessun’altro dei miei amici/che) chi fosse realmente. Il fidanzato (amico mio fra l’altro) mi ha esposto ciò che stava vivendo facendomi notare molti particolari che mi hanno scioccato. Cercando e ricercando (col suo ex) sui vari siti abbiamo fatto un quadro della situazione ed abbiamo capito tanto e lui finalmente, (cosa più importante) adesso, vede la sua “carnefice” con occhi diversi e a sua volta vorrebbe aiutarla (e a dir il vero lo ha fatto in mille modi mettendola anche davanti all’evidenza) ma non è bastato. …..

  226. Fabricio

    Ciao,
    ho conosciuto una ragazza, stupenda, abbiamo passato insieme momenti bellissimi, ad un certo punto è riuscito fuori un suo ex (con cui era stata 5 anni prima), un narcisista, un uomo che l’ha fatta soffrire tanto, però in questi 5 anni, tra una fidanzata e l’altra si faceva risentire, mantenendola in stand-by mentre lui ovviamente era sempre fidanzato.

    ora Lei mi ha allontanato, dicendomi che sentiva ancora qualcosa per un suo ex.
    io non sapevo nulla, ma mi sono informato con amici ed è uscita questa storia, adesso mi sento un coglione, un numero 2 e l’ho cancellata da tutti i social network e telefono.

    vorrei scriverle una lettera, farla uscire allo scoperto, secondo voi servirà?
    le voglio tanto bene.

  227. max

    Salve, ho scoperto da pochissimo di avere una relazione con una ragazza con reali caratteristiche di narcisismo patologico,in poch parole ho le corna ..che dire bella botta io non l’ho mai tradita anche se ho avuto diverse occasioni …che dire fin che dura almeno sono consapevole della situazione premetto che sono pure in fare di divorzio con un’altra ragazza che aveva alti problemi…aal sfiga non c’e’ fine ,…mi faccio due risate non credo piu a nulla meglio essere come l’oro che ingenuamente innamorati dell’amore….piu’ che salvare loro per me la cosa migliore e ammalarsi come loro ….

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