L’uomo, i libri e altri animali – etologia animale e umana (vergleichende Verhaltensforschung), sociobiologia, psicologia evolutiva – Il resto è rumore
Tutto avrei potuto immaginare tranne che la lettura d’un libro di critica musicale, qual è quello di Alex Ross (“Il resto è rumore”, Bompiani, Milano 2009) potesse ricongiungersi alle divagazioni alle quali un etologo, Danilo Mainardi, e uno studioso di letteratura comparata, Remo Ceserani, si lasciano andare, dialogando amabilmente da vecchi amici, in “L’uomo, i libri e altri animali” (il Mulino, Bologna 2013), circa i comportamenti che accomunano gli umani agli altri animali e che trovano echi nella poesia e nell’arte d’ogni tempo e paese. Anch’io, comunque, ho dovuto metterci qualcosa di mio, ma mi sono limitato alla personale progressiva perdita dell’udito, che, come si fa quando si prova a risolvere il problema del sottofondo acustico urbano, incita ad alzare il volume della voce.
L’effetto Lombard, riguarda me, e pure usignoli (Luscinia megarhynchos), cinciallegre (Parus major) e quaglie giapponesi (Coturnix japonica), pappagallini ondulati (Melopsittacus undulatus) e diamanti mandarini (Taeniopygia guttata).
I primi avventori di un locale cominciano a dialogare in toni moderati, che inevitabilmente, automaticamente e inconsapevolmente, aumentano con il vocio dei nuovi arrivati. Si tratta quindi della tendenza del tutto involontaria, incrementando lo sforzo vocale per mantenere la propria udibilità a fronte di un qualche rumore di fondo, a compensare con tale effetto il risultato acustico della pronuncia delle proprie parole in rapporto agli altri segnali uditivi ambientali. Questa variazione riguarda un po’ tutte le caratteristiche acustiche, non soltanto la sonorità, ma anche l’intonazione, il ritmo e persino la durata delle singole sillabe. Ovviamente, se l’intelligibilità della comunicazione non è rilevante, per esempio, in caso di ripetizione di concetti già espressi o di liste, l’esigenza di comunicare in termini di efficacia e di efficienza si riduce, come pure quest’effetto scoperto dall’otorinolaringoiatra francese Étienne Lombard nel 1909 (“Le signe de l’élévation de la voix”, Annales des Maladies de L’Oreille et du Larynx, XXXVII (2), 101-9, 1911).
Oltre che sugli uccelli, la ricerca scientifica l’ha confermato nelle vocalizzazioni di altri animali, come le scimmie (Macaca mulatta, Simia sciureus, Saguinus oedipus, Callithrix jacchus). Essendo allora un “riflesso” involontario è un buon indice di eventuale simulazione di sordità incipiente.




