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Senso di angoscia

category Psicoterapia Valerio Rubino 14 Dicembre 2007 | 7,615 letture | Stampa articolo |
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Quella strana angoscia che ci assale all’improvviso

Con il termine angoscia ci vogliamo riferire di solito a sensazioni di paura, in ultima analisi di ansia. Ma di cosa si tratta?

L’ansia è uno stato comune a tutti, tutti noi la conosciamo, poichè ci accompagna nel quotidiano nell’affrontare gli impegni e le responsabilità di tutti i giorni ma se si oltrepassano per così dire certi limiti di ansia subentra un malessere percepito, un disagio, più o meno intenso, detto comunemente stress.

In linea di massima quando compaiono sensazioni più o meno improvvise di questo tipo, si possono sempre ricollegare a un pensiero, al nostro auto-dialogo, (la cosiddetta coscienza, per capirci) o a immagini mentali, che in quel momento ci attraversano la mente. Magari possono esser dovute al modo in cui stiamo percependo, interpretando la situazione in cui siamo calati.

Di tale concomitanza pensiero-angoscia non siamo sempre consapevoli, spesso sono fenomeni che procedono in automatico, sottosoglia rispetto alla coscienza.

Però questo moto improvviso che avviene a livello emotivo altro non è che un segnale, un veicolo di preziose informazioni rispetto a pericoli potenziali che cogliamo intorno a noi ma più che altro di informazioni su di noi, su come ragioniamo (a cosa diamo importanza, cosa temiamo…).

In passato quando i pericoli erano rappresentati da situazioni che mettevano a rischio la vita (per es. animali feroci o un burrone), l’ansia ci era d’aiuto, in quanto dava il segnale d’avvio a reazioni fisiologiche come il rilascio di adrenalina, la tachicardia, l’aumento del tono muscolare, la sudorazione, eccetera, che ci permettevano di metterci in salvo. Oggigiorno le situazioni di pericolo riguardano sempre meno spesso rischi di incolumità fisica e sempre più spesso per così dire rischi psicologici, causati da stress o da conflitti psichici (come ad esempio il dover parlare in pubblico, la fine di una relazione importante, il dover fare qualcosa che contrasta col nostro sistema di valori, e così via).

Una certa quota d’ansia, di tensione è funzionale in quanto prepara l’individuo ad affrontare in modo adeguato “prove” ritenute difficili.

L’ansia “moderata” e di breve durata è un segno di adattamento dell’individuo a situazioni ambientali che gli richiedono risposte soddisfacenti. Ciò permette l’aumento di tensione muscolare, di attenzione, di concentrazione, di memoria, e di altre funzioni psicofisiche da considerarsi una sorta di “carica energetica” finalizzata al superamento della prova.

La novità scatena sempre una certa quota aggiuntiva di insicurezza in sé stessi.

Si fa un gran dire a tal proposito di Ansia da prestazione che ovviamente non riguarda solo la sfera sessuale ma tutte le aree di vita dell’individuo.

In certi casi in cui l’ansia o la tensione superano un certo livello si può sconfinare nella cosiddetta patologia arrivando sino alla fobia, in cui al contatto con uno stimolo fobico la persona va fortemente in ansia, in crisi.

L’attacco di panico è la manifestazione psicopatologica più comune legata all’ansia e costituisce in ultima analisi la manifestazione in assoluto più violenta in cui si scatenano veri e propri sintomi ansiosi in un breve arco di tempo: si tratta di una sensazione di terrore e angoscia accompagnata da fenomeni corporei come senso di soffocamento, palpitazioni, sensazione di svenimento. Inizia senza preavviso e insorge mentre la persona svolge attività relativamente tranquille, come per esempio essere seduti al tavolo di un ristorante, guidare l’automobile, entrare in un negozio. L’individuo può avvertire anche vampate, sudorazione profusa, dolore toracico acuto tanto da essere convinto di avere un infarto e di essere sul punto di morire. Di solito gli attacchi giungono alla massima intensità in dieci minuti, regrediscono nel giro di venti o trenta minuti e spesso la crisi lascia la persona in un profondo stato di spossatezza.

L’essere umano tende naturalmente all’evitamento di situazioni che mettono ansia il che può peggiorare le cose perché è proprio affrontando le nostre paure che ci tranquillizziamo senza ingigantirle.

 

Dr. Valerio Rubino







1 Commento a “Senso di angoscia”

  1. gian marco

    E’ da tenere in considerazione che spesso delle alterazioni a livello delle catecolamine sviluppano un forte senso d’angoscia, laddove sono bassi i valori di serotonina e alti quelli di adrenalina. o qualora non fossero stabili.

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