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Empatia: comprendere le emozioni ed i sentimenti altrui

category Psicologia Nienteansia.it 1 Dicembre 2007 | 42,316 letture | Stampa articolo |
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Il termine “empatia” deriva dall’inglese “empathy”, vocabolo a sua volta derivante dal tedesco Einfühlung, il cui significato originale fa riferimento al processo coinvolto nell’apprezzamento del bello artistico e naturale. In questo processo si riteneva che la persona proiettasse se stessa nell’oggetto della sua contemplazione, percepito appunto come bello. Il termine inglese “empathy”, coniato da Titchener agli inizi del ’900 indicava quel processo attraverso il quale gli esseri umani tendono ad “umanizzare” gli oggetti, attribuendo a questi ultimi sentimenti e valori tipicamente umani. Inizialmente il termine “empatia” faceva dunque riferimento all’utilizzo dei sentimenti per comprendere gli oggetti non animati; successivamente questa valenza venne estesa ad opera degli psicologi agli altri esseri umani, acquisendone il significato odierno.

Ai nostri giorni per empatia intendiamo la capacità di un essere umano di percepire lo stato d’animo ed i sentimenti di un’altra persona, realizzando quindi una sintonia emotiva nei suoi confronti, la quale permette di condividerne i vissuti interiori e le emozioni. L’empatia è la focalizzazione sul mondo interiore di un’altra persona, caratterizzata dalla capacità di intuire ciò che si sta muovendo in essa, percependo le sue emozioni ed i suoi stati d’animo autentici, spesso differenti da quelli espressi verbalmente e gestualmente. L’empatia è un contatto emotivo diretto tra due esseri umani, capace di sintonizzare i loro vissuti interiori in modo del tutto indipendente dai loro schemi mentali e percettivi. Semplificando i concetti appena espressi si potrebbe dire che l’empatia consista nel sapersi mettere nei panni dell’altro, nel comprendere dunque ciò che l’altro sta provando dentro di sé, trascurandone le manifestazioni comportamentali esteriori che non necessariamente rispecchiano i vissuti interiori.

Oltre alla immedesimazione nell’altro e alla comprensione profonda del suo punto di vista, l’empatia trova espressione anche nella capacità di mantenere durante l’intero processo di sintonizzazione emotiva il proprio punto di vista, i propri valori e le proprie emozioni. La fusione empatica non provoca la perdita dei propri punti di riferimento e dei propri sentimenti per realizzarsi; la comprensione dell’altro si realizza mantenendo costantemente la consapevolezza di se stessi e del proprio punto di vista. L’autocontrollo non viene mai a mancare e i sentimenti dell’altro vengono compresi e condivisi senza tuttavia sostituire i propri. Pensiamo per esempio ad un infermiere che condivide con un malato il suo stato d’animo: se egli si lasciasse sopraffare dalle sofferenze del suo assistito finirebbe per negativizzare il suo stato d’animo e rischierebbe di peggiorare ulteriormente quello del paziente.

L’empatia è esente da critiche, giudizi o valutazioni di alcun genere dell’altro; la condivisione di sentimenti ed emozioni avviene in un clima del tutto neutrale e spontaneo, il quale non produce alcun tipo di giudizio morale o normativo. Non c’è giusto e non c’è sbagliato, non vengono introdotte direttive e il fulcro dell’attenzione è esclusivamente l’esperienza emotiva interiore. Esperimenti recenti hanno permesso di estendere ulteriormente il concetto di empatia allargandolo anche alla capacità di percepire il dolore fisico delle altre persone. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del University College di Londra ha messo in luce come la capacità di apprezzare il dolore fisico degli altri venga elaborata dalle stesse aree del cervello utilizzate per elaborare il dolore percepito personalmente. Se ne può dedurre che il dolore altrui, quando vissuto in maniera empatica, sia molto simile al dolore percepito su di sé. Un fenomeno di questo genere accade frequentemente tra madre e figlio: quando il figlio soffre per qualche motivo anche la madre è in grado di provare le stesse sensazioni negative.

E’ bene a questo punto specificare che l’empatia non fa riferimento esclusivamente ad esperienze e sentimenti di tipo doloroso; essere empatici significa saper condividere con un’altra persona qualsiasi tipo di vissuto, positivo o negativo che sia. Una seconda puntualizzazione che crediamo sia giusto fare riguarda la differenza tra compassione ed empatia. Capita frequentemente che i due termini vengano usati in modo indifferente, tuttavia il loro significato è diverso. La compassione si verifica quando si prova pena per una persona, a causa per esempio della sua condizione sociale od economica, anche in assenza di un legame emotivo con essa che possa portare alla condivisione dei suoi vissuti interiori. L’empatia non va neppure confusa con la simpatia o con gli altri sentimenti di natura positiva che possono essere provati nei confronti delle altre persone: essa prescinde dall’esistenza di tali sentimenti positivi, tant’è che è possibile provare empatia anche per un criminale, per esempio.

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19 Commenti a “Empatia: comprendere le emozioni ed i sentimenti altrui”

  1. alexis

    cioa sn una persona ematica al max. a vlt credio di sentire gli stessi pensieri delle persone il loro stato d\’animo qll ke succede nella loro realtà cm casa scuola e qnt altro poi posso farlo a distanza… se x esempio sento una xsn a tel poi attaccto ikl tel riesco a sentire e provare qll ke prova lei o lui. spesso nnn m s crede e nn c credo nemmeno io ma m sa ke è qlk d qst genere ke ho dentro o nella testa!

  2. Francesco

    Ciao,

    ho trovato molto interessante questo articolo sullìempatia e devo dire che sono d’accordo con quello che dici. Ho apprezzato molto anche il fatto che hai sottolineato la differenza che passa tra empatia e compassione, spesso questi 2 termini sono confusi e utilizzati a sproposito.

    Saluti

    Francesco

  3. Gina

    Che dire?Essere empatici ci da gioia ,perche sappiamo di essere d aiuto a chi ne ha bisogno,ma ci da anche dispiaceri perche ne siamo davvero pochi a godere di questa caratteristica.

  4. slax

    io sono un vero empatico
    cioe e un potere sopranaturale, almeno per me
    l’empatia di per se non e un fenomeno paranormale ma a volte puo anche esserlo
    io sento letteralmente i pensieri della altre persone in situazioni che il mio cervello ritiene importanti
    sento le voci quando medito
    ma non è una cosa facile da controllaresolitamante c’è e basta
    a volte si sviluppa con l’età
    ma la cosa importante e quella di non sottovalutare il termine a volte sono delle capacità paranormali innate

  5. Ifi

    Sarebbe bellissimo posssedere questa capacità. Rimane sempre il dubbio se il vissuto percepito nell’altro sia vero o se sia solo il frutto delle proprie sensazioni. Ogni osservazione, intervento, percezione è sempre e comunque filtrata dal nostro modo di vivere e dal nostro vissuto….Come si fà a capire se ciò che si sente nell’altro non sia che una proiezione, basata di supponenza, del proprio io?

  6. slax

    anche questo è vero ho detto che percepisco solo le sensazioni \"importanti\"
    non c\’è dubbio che il cervello filtri in continuazione cio che si sente normalmente
    figurati con l\’empatia
    non puoi sbagliare quando provi le emozioni altrui quest\’informazione passa per i canali non verbali basta guardare una persona o notare un piccolo cambiamento di voce quasi impercettibile
    quando sei empatico diveti ipersensibile verso gli altri
    ma dipende pure dall tuo stato d\’animo e da quello della persona che hai di fronte
    bisogna che tu e le persone che hai di fronte siano abbastanza \"aperti\" di carattere

  7. viola

    cosa significa \"lasciarsi aperti\" ? dire tutto di se stessi o cosa?

  8. slax

    aperti nel senso di essere disponibili verso gli altri.
    ci sono certi tipi che non si fanno proprio capire di propia volonta.
    in reatà quando tu parli o solamente guardi qualcuno gia stai dando informazionia livello non cosciente al tuo interlocutore.
    l\’epatico percepisce tutto cio in maniera piu sensibile rispetto ad un\’altro

  9. Lisa

    ciao,
    ho appena scoperto di essere una persona empatica dal mio omeopata…diciamo che ho sempre sentito di essere diversa dalle altre persone, ma fino ad ora non conoscevo il significato di questo termine. Devo dire che peò avere questa fortuna può al tempo stesso provocare “disagio2, in quanto (a mio avviso) le persone sono sì graficanti con te perchè “nessuno come te è riuscito a capirmi” o “grazie per essermi stata vicina per tutto questo tempo”….., ma al tempo stesso quandio tu hai bisogno loro non ci sono o non riescono a capirti

  10. slax

    capisco lisa cio che tu vuoi dire.
    le persone “normali” non hanno questo gradi di sensibilità, cio che per loro è un semplice dispioscere per un empatico puo significare agnoscia.
    talvolta ti diranno che sei esagerata.
    ricorda che hai una sorta di ampificatore delle emozioni, a volte puo essere davvero fastidioso, ma altre volte ti permette di godere della semplicità delle vita.

  11. Lisa

    dicono che sia una cosa genetica, che non la si può apprredere con l’esercio e il tempo, ce l’hai e basta. Io ho ordinato on line il libro di una delle prime filosofe che ha coniato e spiegato questo termine e cioè Edith -Stein. Avete qualche altro libro da suggerirmi? Anche per capire di più su questo argomento.
    condivido quello che dice slax, ma credo che se anche siamo empatici ognuno di noi avverta le emozioni degli altri in maniera diffferente e, al tempo stesso, soffre dell’inconprensione dell’altro nei nostri confronti sempre in manira diversa rispetto ad un’altro empatico poichè penso subentri la soggettività di ognuno di noi nell’interagire con le persone…e quindi mi domando quanto può incidere o contribuire la soggettività o il carattere nel possedere questa caratteristica?Scusate ma tendo sempre a dilungarmi ed essere pesantinaaaaaa

  12. Rosy

    Io sono una perosa empatica, anche per la mia esperienza di analisi personale che ho avuto per diversi anni, la cosa mi viene naturale, cioe’ ” sentire ” gli altri al di la delle manifestazioni esteriori….certo non mi succede con tutti ma con le persone con cui entro piu’ in relazione.
    Questa caratteristica a volte pero’ mi mette a disagio, in quanto mi e’ capitato,come nell’ultima mia relazione…….conoscendo il vissuto della persona e sentendo i suoi reali sentimenti nei miei confronti al di la’ delle manifestazioni esteriori dettate piu’ dall’assicurarsi una compagnia che da sentimenti profondi, mi e’ capitato come dicevo di essere molto confusa e delusa………e ingannata….perchè lui mente a se stesso e a te……e tu che senti ” la realtà” non sai cosa fare….l’analisi mi ha insegnato a non nascondermi niente neanche la triste realta’

  13. Livia

    Leggendo questo articolo ho capito di essere io l\’empatica…

    Pensavo ke fosse lui l\’empatico della coppia e invece ho scoperto ke sono io

    Grazie!

  14. Anna

    Sono diventata vegetariana per empatia….sento il dolore degli animali, la loro paura, sto male con loro….non sopporto la sofferenza fisica e la violenza…sto male anche io e mi immedesimo e capisco al volo quando qualcuno ha bisogno di aiuto! Quando ero piccola mi sono immedesimata in un albero infatti tutt’oggi li adoro..ho un piccolo giardino e non taglio mai i fiori….non ammazzo neanche le zanzare!

  15. Star

    Sono arrivata a leggere questo annuncio perche oggi mi e successo di percepire il momento in cui il mio migliore amico e stato svegliato x pochi minuti da un coma farmacologico.. Non so se questa e empatia ma era come se io lo sapessi lo sentivo.. E quando poi mi e stato detto ho capito che avevo percepito giusto secondo voi questo e un fatto di empatia?

  16. TEST, L’INTELLIGENZA EMOTIVA……proposto da Franci « Incontriamoci!

    [...] psicologiche rare, quali ad esempio la capacità di riconoscere facilmente le proprie e le altrui emozioni, arrivando a comprendere profondamente le motivazioni alla base dei comportamenti umani e le [...]

  17. Linda

    Mi chiamo Linda,e devo raccontare una cosa stranissima.Il Giovedì santo ero alle prove con la mia banda,e ad un certo punto mi gira un pò la testa,io ho pensato che forse era per il rumore della batteria,ma dopo vent’anni che suono dovrei esserne abituata.Poi vengo a sapere,che un mio carissimo amico parroco,il quale adesso è di un altro paese,purtroppo,proprio il giovedì Santo,non si è sentito bene mentre celebrava la santa Messa.Si può parlare di empatìa?!Io credo di sì.Io sono molto legata a lui,e lui a me.

  18. Empatia

    L’empatia è una risorsa molto importante. Saper entrare in empatia con chi ci circonda, siano esse persone con cui abbiamo una relazione più o meno stretta, significa possedere una vera e propria marcia in più. Affinché possa crearsi empatia dobbiamo relazionarci su di un livello collaborativo. E significa facciamo qualcosa assieme, collaboriamo mettendo ciò che siamo nel rapporto, dandoci la possibilità di conoscerci e comprenderci.

  19. Liliya

    Salve a tutti..da tanto tempo mi sono accorta di essere ipersensibile ..cioè empatica..adesso sto facendo un po’ di ricerche..per capirmi meglio, spesso sento lo srato di angoscia delle persone con cui ho da fare..e non mi sento bene avendo i dolori ;pensavo che fosse il gastrite;però non ho niente..Vorrei imparare a diffendermi da queste emozioni negative che mi fanno stare male..

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