Homepage di Nienteansia.it
Switch to english language  Passa alla lingua italiana  

You are not logged in.


Alle89

Nuovo Utente

  • "Alle89" started this thread

Posts: 2

Activitypoints: 13

Date of registration: Jul 27th 2019

  • Send private message

1

Sunday, July 28th 2019, 2:27am

Ritorno a casa dopo anni e situazione assurda

Gentili lettori del Forum,

Mi ritrovo alla veneranda età di 30 anni da qualche mese a questa parte senza lavoro dopo anni di buona stabilità e di direi soddisfacente vita indipendente lontano dalla casa genitoriale. In questi mesi per abbattere un po’ le spese e anche per rivedere un po’ più da vicino i miei decido di comune accordo con la mia famiglia di passare un po’ di tempo da loro anche per dare una mano e pianificare di nuovo il futuro. All’inizio tutto bene e tutti contenti anche a me fa piacere ritrovare comodità di casa che non hai quando vivi da solo tipo la cucina ed il calore di casa (non che voglia adagiarmi e farmi mantenere, rifocillare e ripulire da loro anzi). Tuttavia dopo già un mese la situazione inizia drasticamente a cambiare. Mi rendo conto che la mia presenza inabituale diventa ingombrante e quasi fastidiosa. Il tempo passa e a nessuno fa piacere ritrovarsi il proprio figlio 30enne tornato a casa senza lavoro e in generale in difficoltà. Ora voi dovete capire che i miei vivono in un piccolo paesino isolato nel profondo Sud in cui ogni dettaglio delle vite delle persone viene snocciolato e messo sotto giudizio della lente d’ Ingrandimento in pubblica piazza. In meno che non si dica tutti sanno i cavoli miei, le mie difficoltà e la mia necessità di dovermi giocoforza stabilire per un periodo indefinito anche lungo a casa dei miei. Non che a me interessi molto io infatti ne conosco personalmente davvero pochi dei paesani ma noto che mentre in particolare mio padre in passato parlava in pubblico di me con orgoglio, del fatto che fossi riuscito a sistemarmi eccetera ora invece lo vedo che avverte un senso di delusione, del fatto che non può più andare in giro in Paese a dire che suo figlio è diventato qualcuno con orgoglio e infatti vedo che esce sempre meno ed evita la gente e questo appesantisce ancora di più la situazione. Insomma per farla breve mentre all’inizio ero entusiasta nonostante la perdita di lavoro di tornare giù e poter contare sull’aiuto dei Miei ora mi sento il figlio fallito che ha deluso le aspettative familiari e che torna da sconfitto ed e’ percio’ motivo di cui non andare orgogliosi in giro. Per anni i miei e in particolare mio padre hanno caricato su di me unico figlio un sacco di aspettative che dovevano essere altissime. Non faceva altro quando ero bambino che riportarmi di quanto fosse forte il figlio del suo amico commercialista dei tempi dell’Uni che già a 10 anni parlava tre lingue suonava il piano e sarebbe andato al Mit a Boston. Ecco io per anni ho sentito sempre questo obbligo di dover far fare bella figura alla mia famiglia e a mio padre perché ci tenevano non tanto il dover studiare e farmi una vita innanzitutto per me stesso e per Amor proprio. Ora attualmente sto vivendo una difficoltà perché dopo tanto tempo mi ritrovo senza lavoro. Ho lavorato per anni come Responsabile controllo qualità in un’industria alimentare e purtroppo non essendo stabilizzato dopo un lungo periodo di crisi mi sono ritrovato a terra come è successo a tanti e in primis anche a miei ex colleghi. Questo è un problema che io risolvo però è non mi spaventa. Quello che invece veramente mi ferisce e mi delude è questo comportamento egoistico dei miei e in primis di mio padre (mia madre fa quello che dice mio padre per quieto vivere e per non contrariarlo anche se comprende in cuor suo il mio momento di difficoltà) che da sempre vive e vede la mia vita e i miei piccoli ottenimenti come una proiezione dei suoi desideri e aspettative o come un trofeo da esibire e di cui parlare bene. Quindi la conseguenza è che al momento non c’e Più stima reciproca tra me e lui, non c’e Comunicazione e se c’ è in forma di litigio furioso, c’È tensione latente, delusione e astio. Almeno più da parte sua perché io invece volevo solo un aiuto per riuscire a riorganizzarmi e superare questo momento senza venir meno i miei obblighi nei confronti della famiglia nell’aiutare e dare una mano come deve essere. Come posso fare per recuperare il rapporto ? Oppure un rapporto onesto e veramente d’amore tra padre e figlio si palesava solo quando le cose andavano bene e magari c’era la distanza e l’assenza a renderlo migliore e più desiderabile ma in realtà non è mai spontaneamente esistito? Secondo me forse la cosa migliore è andarmene di nuovo e lasciare che le cose ritornino come era prima col tempo anche se la sensazione di lasciarmi dei problemi irrisolti almeno spalle e procrastinarli mi da’ l’ansIa

solitario92

Amico Inseparabile

  • "solitario92" is male

Posts: 1,151

Activitypoints: 3,298

Date of registration: Oct 24th 2015

  • Send private message

2

Sunday, July 28th 2019, 5:56pm

La tua situazione è effettivamente brutta. Dopo esser estati tanti anni fuori di casa e economicamente indipendenti deve davvero dura tornare a casa.
Non penso che tuo padre si vergogni di te. Può capitare a tutto di prendere il lavoro. In questo periodo ha mostrato a tuo padre che stai facendo di tutto per risolvere il problema (quindi per trovare un nuovo lavoro)? Magari la sua frustrazione deriva dal fatto che non percepisce progressi.
Se la risposta alla domanda di sopra è si, effettivamente sarebbe davvero brutto da parte sua tenerti il muso per colpa delle dicerie di paese. Purtroppo a volte i genitori tendono a costruire un immagine dei figli e a innamorarsi più di quella che del figlio stesso. Potresti provare a passare del tempo con lui parlandogli di te al di là del lavoro. Potrebbe aiutarlo a realizzare ciò che sei al di là dei successi accademici o lavorativi.

This post has been edited 1 times, last edit by "solitario92" (Jul 28th 2019, 6:04pm)


3

Monday, July 29th 2019, 12:26am

Focalizzati sul fatto che il tuo sia un momento e solo un momento.
E' una parentesi.
Purtroppo, devi altresì capire che i genitori hanno le loro idee: capisco molto bene la situazione in cui ti trovi e le dinamiche che si innescano, credimi.
Il punto è che i tuoi hanno un'età: lo vedo anche con i miei, ora hanno livelli più alti di ansia, soprattutto se non rispondo subito al telefono, vivono con preoccupazione il fatto che non sia "sistemata".
Sono le classiche mentalità che si avevano una volta ma che nel mezzogiorno perdurano: avere i figli sistemati prima di morire.
Però, ecco, ora devi pensare alle tue priorità.
Loro hanno le loro idee, ma queste idee non definiscono chi tu sia: ti vogliono bene comunque, anche se pensano che tu sia in un modo diverso rispetto a quel che realmente sei.
Può essere che tuo padre si vergogni di te come può essere che si vergogni di qualcos'altro. Non è detto e non è scontata la motivazione.
Tra l'altro, soprattutto nei figli unici, sembra quasi che i genitori vedano i figli come un prolungamento di loro stessi, dei "mezzi" che gli permetterebbero di raggiungere traguardi e vittorie che loro non hanno mai raggiunto: e così i figli vengono invogliati a dare risultati accademici, sportivi, quel club piuttosto che l'altro e così via.
Ma questo è un problema del genitore che proietta sul figlio desideri propri, non del figlio.

E smettila di fare "tue" le credenze dei tuoi genitori: non sei un fallito perchè lo pensa tuo padre.
Al massimo è tuo padre che ha credenze strane.

fran235

Esperto del Forum

  • "fran235" is male

Posts: 8,723

Activitypoints: 20,504

Date of registration: Oct 5th 2016

Location: Roma e l'universo

Occupation: something

  • Send private message

4

Monday, July 29th 2019, 11:45am

Non fraintendete, non difendo i genitori. Fallito non si deve mai dire. Però da genitore condivido l'ansia di morire sapendo che i figli non hanno indipendenza economica. Credetemi non è una credenza strana.....è proprio paura.
The sound of waves in a pool of water
I'm drowning in my nostalgia

Elisa89

Ogni lasciata è persa

  • "Elisa89" is female

Posts: 283

Activitypoints: 884

Date of registration: Jun 1st 2019

  • Send private message

5

Sunday, August 11th 2019, 7:21am

Sono certa che i tuoi genitori ti vogliono bene e temono di non vederti più autonomo e realizzato. Sicuramente non si vergognano di te e ti aiutano volentieri.. Solo che non sanno fartelo capire! Siediti a tavolino con tuo papà e parlagli e fagli capire che hai dei nuovi obiettivi e che non vuoi essere un peso. Pensa che molti ragazzi a 30 non sono ancora neanche mai usciti dalla casa dei genitori!
Vedo che sei sereno comunque e hai preso la perdita del lavoro con la giusta forza e sono certa che troverai una nuova sistemazione

Elisa89

Ogni lasciata è persa

  • "Elisa89" is female

Posts: 283

Activitypoints: 884

Date of registration: Jun 1st 2019

  • Send private message

6

Sunday, August 11th 2019, 7:25am

Non fraintendete, non difendo i genitori. Fallito non si deve mai dire. Però da genitore condivido l'ansia di morire sapendo che i figli non hanno indipendenza economica. Credetemi non è una credenza strana.....è proprio paura.

Io questa paura la leggo sempre nelle parole dei miei nonni. Hanno questo terrore ma dall'altro lato non capiscono che la stabilità economica non è tutto. Mia nonna conclude sempre ogni incontro dicendo "speriamo che Barbara (mia sorella) trovi casa". Ma lei sta felicemente in affitto da 2 anni e tra 6 mesi si sposta in un'altra casa con un contratto rent to buy cioè all'inizio sempre in affitto e poi la comprerà. Ma nonostante questo mia nonna pensa che non abbia una casa.

arianna73

Amico Inseparabile

Posts: 1,417

Activitypoints: 4,265

Date of registration: Apr 11th 2019

  • Send private message

7

Sunday, August 11th 2019, 4:37pm

Ciao Alle, la situazione è pesante - tutta la mia solidarietà - ma non è definitiva. Credo che sia umano per tutti i genitori, desiderare di vedere "sistemati" i figli prima di morire. Per loro è una serenità , una "missione compiuta". In fin dei conti è una parte importante della serenità anche di tutti, poter lavorare in dignità.
L'aspetto difficile da fare capire a chi viene da un'altra epoca è lo stesso che buttiamo giù a fatica anche noi lavoratori di oggi: le cose cambiano molto, molto velocemente, bruscamente, e il concetto di "sistemazione" è diventato estremamente più aleatorio e inafferrabile rispetto a una ventina d'anni fa.
Ma sono sicura che poco per volta se ne renderanno almeno un po' conto, e li ritroverai al tuo fianco.

Tu non buttarti giù e pensa a rifiatare: scorgerai sicuramente opportunità nuove, anche impensate. Non hai nulla da rimproverarti, una battuta d'arresto non è la fine di niente.

luca63

mistico dubbioso

  • "luca63" is male

Posts: 375

Activitypoints: 1,040

Date of registration: Oct 27th 2013

Location: genova

  • Send private message

8

Monday, August 12th 2019, 1:16am

tieni bene tu il timone della tua vita, chiarisciti le idee, agisci e vai a testa alta senza dare troppa importanza alle idee dei tuoi.
soppesale, ma sapendo che quello che vuoi e che decidi tu deve aver molto molto più valore di quello che pensano loro.
e non per superbia, ma perché anche sei adulto anche tu, ed è la tua vita.
Se sarai davvero convinto di ciò, vedrai che in breve ne saranno contagiati anche loro.
Tieni saldo il tuo timone!!! :clap:
l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP

Alle89

Nuovo Utente

  • "Alle89" started this thread

Posts: 2

Activitypoints: 13

Date of registration: Jul 27th 2019

  • Send private message

9

Wednesday, August 14th 2019, 3:19pm

Ottimo consiglio! Erano le parole che mi servivano veramente. Mi hai aiutato molto. Ti ringrazio.