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Utans

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Friday, August 19th 2011, 11:06am

Non ho un futuro

Sono una ragazza di vent'anni ormai al secondo anno di università, e questa è l'unica parte della mia vita che ancora funziona.
Se guardo gli altri della mia età, tutti hanno due genitori (separati o no che siano), amici sinceri, escono con loro più volte a settimana, possono comprarsi quello che vogliono entro ovvi limiti e spendono minimo 300€ al mese per divertirsi.
Io vivo con mia mamma, mia sorella piccola che fa le elementari e mio nonno, non ho amiche ma solo qualcuna con cui uscire alcune volte (e che, se non le chiamo io, non si ricordano della mia esistenza) e quasi non ho soldi per me.
Gli unici soldi che ho sono quelli delle borse di studio, che finiscono in casa e all'università. Per me rimane ben poco, infatti la situazione economica non è un granché: con lo stipendio di mia mamma e la pensione di mio nonno avremmo una vita serena sotto questo aspetto, ma metà dello stipendio di mia madre sparisce in rate di prestiti. Non so come siano nati questi debiti, ma sono la mia croce.
Infatti, come si può dedurre, dipendiamo economicamente da mio nonno: è una persona molto anziana, ha i suoi problemi legati all'età e, purtroppo, non potrà vivere per sempre. Se dovesse morire, dovremmo cavarcela in tre col mezzo stipendio di mia madre, e saremmo ben al di sotto della soglia di povertà.
Ho cercato di parlarne con lei, ma non ce n'è la possibilità. Secondo lei non è affar mio e non ci devo pensare, e la mia richiesta di risparmiare per mettere da parte qualcosa non ha possibilità di essere esaudita, perché lei non vuole rinunciare ai costi extra che si concede. Non sono niente di ché, ma non ce li possiamo permettere.
Quindi, “non ci devo pensare”. Ma io lo faccio, e sono arrivata a capire che non ho un futuro. Non ho una vita ora, e non l'avrò per i prossimi vent'anni.
Frequento Ingegneria e dal lunedì al venerdì sono a lezione da mattina a sera, nel week-end sistemo gli appunti e mi rilasso un po'. Nonostante questo mi toccherà trovare un lavoretto, cercando di fare in modo che non influenzi il mio rendimento scolastico. Ma, se mio nonno dovesse morire quando ancora starò studiando, mi servirà ben più di un lavoretto e non potrò finire gli studi.
In ogni caso, che io finisca l'università o meno, il mio futuro è quello di lavorare e mettere il mio intero stipendio in casa. I più fortunati che finiscono superiori o università e cominciano a lavorare si tengono tutti i guadagni per sé, mentre gli altri contribuiscono giustamente alle spese della famiglia. Io, per i prossimi vent'anni, finché non sarà saldata gran parte dei debiti, dovrò provvedere al mantenimento mio, di mia madre e di mia sorella.
Per questo, a vent'anni, mi ritrovo con la consapevolezza di non avere un futuro lavorativo, visto che vivo in una città piccola e che per fare carriera dovrei trasferirmi altrove, ma evidentemente non potrò. Non ho un futuro sociale, perché non ho amiche, non posso uscire per conoscere gente e non posso legare con chi conosco all'università. Per gli stessi motivi non ho e non avrò un partner, quindi non potrò mettere su una mia famiglia. E, a quarant'anni, sarà troppo tardi per cominciare a vivere.
Se da bambina mi avessero detto che sarei finita così, non ci avrei creduto. Vedo i miei coetanei andare in giro o addirittura in vacanza all'estero, con genitori oppure amici. Molti hanno un'automobile propria, altri hanno un conto in banca, tutti hanno i soldi per togliersi gli sfizi tipici dell'età, altri hanno il ragazzo o la ragazza storica. Io tutto questo posso solo sognarmelo, ora e per i prossimi vent'anni.
E' davvero questo ciò che mi attende? Non ho un'altra via?

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cucuzzolo

Dissero della grande Marlène Dietrich "Marlène, un nome che inizia con una carezza e finisce con una frustata"

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Friday, August 19th 2011, 11:23am

Non ho un futuro

Cara utans, devi essere proprio una gran brava ragazza, seria e con la testa a posto, anche troppo.
Nel senso che tutto questo legame con la famgilia d'origine non lo vedo necessario; questo cordone ombelicale così corto che ti stringe al collo ti sta soffocando e non è giusto.
Se tua madre, come tu dici, si sente tanto 'capace' di condurre la sua vita, al punto da voler spendere e spandere senza ritenere di dover rendere conto a nessun membro della famiglia, tu allora renditi altrettanto libera ed indipendente.
Finita l'università troverai lavoro fuori, ci andrai, condurrai una vita indipendente.
Credo che nessuno della tua famiglia si sentirà autorizzato a pretendere che, dei soldi guadagnati col tuo sudore personale, tu non ne veda neanche l'ombra!
Stiamo scherzando?
Se la caveranno tutti vedrai, non credo proprio si renda indispensabile questo tuo grandissimo ed assai crudele sacrificio.
Via i sensi di colpa dunque e preparati a goderti appieno le gioie del mondo...proprio come tutti i ragazzi della tua età :hi:

Utans

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3

Friday, August 19th 2011, 2:14pm

Se mia mamma spende qualcosa, in fondo, la capisco anche. Per crescere me ha fatto dei sacrifici e adesso, con una bambina piccola ed un padre anziano, non ha una vita facile. E' la sua unica "consolazione" in questa situazione, però riuscire a risparmiare qualcosa tutti i mesi sarebbe la cosa giusta da fare, perché con la crisi sarà sempre peggio e, quando mio nonno morirà, ci saranno da sostenere tutte le spese del caso ed avremo pochissimi soldi.
Quindi tocca a me mettere da parte i soldi che mi avanzano dalle spese scolastiche, e da qualche mese ho già cominciato. L'unica speranza è che il nonno regga almeno finché non finisco gli studi, ma ho paura che non sarà così (per uno della sua età, anche se non è malato, quattro-cinque anni sono tanti).
E, quando accadrà ed io lavorerò, mia madre non pretenderà che non veda un centesimo dei miei stipendi per vent'anni, ma non trovo altra soluzione.

4

Sunday, August 21st 2011, 2:13am

ciao,

devo dire che mi ha commosso molto quello che hai scritto... sembra proprio che tu ti stia prendendo delle enormi responsabilità, e ciò nonostante fai il tuo dovere di studentessa, è ammirevole.
è una situazione decisamente spiacevole e capisco il tuo stato d'animo che, però, secondo me è alimentato da due fattori: il primo è il fatto che ti confronti prevalentemente con coetanei agiati: descrivi questi ragazzi di 20 anni che vanno in vacanza minimo una volta all'anno, si comprano vestiti, si divertono, escono... è chiaro che tu veda per la maggior parte del tempo questo tipo di persone in quanto quelli che hanno una condizione come la tua o anche peggiore difficilmente possono permettersi l'università, è solo per questo che non li vedi!!! ma ci sono e sono tantissimi (in questo periodo poi... chi era nella fascia media ormai è povero).

il secondo è il fatto che sulla base di questa situazione cerchi di trarre delle previsioni da qui a 20 anni :P che ti condizionano parecchio a quanto pare: "se non ho abbastanza soldi non posso avere amici e quindi nemmeno un partner, allora a 40 anni sarò sola" ...

1) bisogna avere i soldi per avere degli amici?
2) bisogna avere i soldi e gli amici per incontrare un potenziale partner?
3) bisogna avere soldi, amici e partner (e università) a 20 anni per assicurarsi di non essere soli a 40?

capisco che tu parli per questioni di occasioni ma ripeto tutto sta nelle persone che prendi come termine di paragone....

ora sei al secondo anno, diciamo che ne hai avanti ancora 1 o 2, se malauguratamente dovesse succedere quello che tu temi ci sono diverse soluzioni che non precludono che tu finisca l'università: puoi sempre trovarti un lavoro part-time e rallentare un po' gli studi.

è normale che tu abbia paura perchè senti di vivere una condizione precaria, non senti stabilità. tutto quello che puoi fare è impegnarti negli studi, cercare di svagarti (non è necessario andare tutte le sere a ballare, gli amici veri si trovano anche al bar sotto casa a bere birra da 4 soldi! o anche a non bere niente :P ), frequentare i tuoi colleghi di università senza pensare allo status, ai soldi, al loro divertimento... rimanda queste preoccupazioni a quando sarà il momento, altrimenti rischi di compromettere la tua carriera univ. e la tua salute.

Utans

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Sunday, August 21st 2011, 6:22am

Di tutti i coetanei che conosco, di gente che sta molto bene economicamente ce ne sono pochi, due o tre in tutto. Degli altri non tutti possono permettersi vacanze, ma molti sì, alcuni solo per una settimana, altri per due, altri in Italia, altri all'estero. E' così all'università ed era così alle superiori e, anche se non fanno vacanze, hanno comunque tutti i soldi per uscire almeno una volta a settimana, spendendo anche abbastanza.
Poi c'è chi è in una situazione simile alla mia, non parliamo di certe cose però un'idea ce la si fa, ma almeno loro dipendono da due genitori che hanno tra i quaranta e i cinquant'anni (qualcuno un po' oltre) e i loro anni se li vivono. Io, purtroppo, sono messa molto peggio.
E di fare vacanze, sinceramente, non m'importa, ma avere vent'anni e stare ore a pensare se mi posso permettere di spendere 10€ al mese extra-studio... è parecchio sconfortante. L'unica consolazione sono le borse di studio che, se riesco a prenderle ancora, finché mio nonno regge mi permettono di andare avanti all'università.
Inoltre, sono d'accordo che pensare a cosa accadrà nei miei prossimi vent'anni sia esagerato, ma, con piccole approssimazioni e salvo eventi eccezionali, la mia vita sarà come descritta prima, e mi viene da pensare di essere stata pure ottimista.
Riguardo le amicizie, ho avuto solo amici e amiche "occasionali", di quelli che si perdono i contatti nel giro di pochi anni. Delle superiori sento qualcuna ma raramente le vedo e quelle dell'università, come ho già scritto, se non le chiamo io loro non si ricordano di me. E altra gente si conosce per lo più uscendo, e poi si esce insieme.

milonet

Stanco & Cinico

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Sunday, August 21st 2011, 12:58pm

Nessuno ha un futuro!

I debiti non sono i tuoi! Se vuoi occupartene devi scegliere di farlo non sentirti obbligata!

A che servono gli amici? A spendere soldi??? Questi non sono amici, sono numeri!

Conosco una moltitudine di persone da tutta Europa che se la cava benissimo lavorando e studiando, basta guardarsi in giro! E poi, non devi per forza vivere in casa per sempre!!!

Forse suono cinco ma per affrontare problemi pratici come i tuoi occore essere pratici!!!
Ci sono cose di cui nessuno dovrebbe mai andare fiero, tipo nascere.

Utans

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Sunday, August 21st 2011, 2:08pm

Purtroppo la scelta non ce l'ho: col solo mezzo stipendio di mia madre ci vivrebbe una sola persona, e invece noi siamo in tre.
Con un lavoro da fare quando non sono in facoltà cambierebbe ben poco, e avere un lavoro a tempo pieno e al tempo stesso studiare mi sarebbe impossibile, già è durissima stare in pari adesso, con oltre dieci esami all'anno tra orali e scritti. Senza contare che, con un calo di voti ed esami arretrati, non avrei più borse di studio e la laurea perderebbe di spessore.
E se riuscissi davvero a finirla e trovassi un lavoro, tralasciando probabili mesi di disoccupazione e stage sottopagati, avrei per i primi tempi uno stipendio basso che non mi consentirebbe di mettere qualcosa da parte. Con uno stipendio decente le cose migliorerebbero un po', ma per me rimarrebbe comunque poco.
Di amiche, purtroppo, non ne ho; ho solo un po' di compagnia per uscire qualche volta al mese. Uscite che, a questo punto, preferisco tagliare.

Gocciola

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Sunday, August 21st 2011, 3:45pm

un po' troppo fissata con i soldi, vero?
non è che sono una preoccupazione per non pensare ad altri problemi?
gli amici, i colleghi, i conoscenti e il partner sono indipendenti dalle disponibilità economiche.
non ti fasciare la testa su queste cose, per ora c'è tua madre che provvede e gestisce la famiglia, te pensa alla tua vita e alle tue cose di ora, nel futuro si vedrà...e sì, quei 10 euro extra-studio spendili eccome senza pensarci troppo.
un'ultima cosa, la devo proprio dire: "finchè mio nonno regge"...che brutta espressione :(

Utans

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Sunday, August 21st 2011, 5:28pm

So che è una brutta espressione, ma, purtroppo, è adatta. Solo pochi anni fa andava tutti i pomeriggi in giro in bicicletta, mentre ora comincia a faticare anche a camminare, ed ogni giorno è evidente quanto invecchi rapidamente.
Per i soldi probabilmente sono un po' fissata, ma quella descritta è una situazione che capiterà in tempi prossimi e dalla quale non ho scappatoie. Altri problemi non ne ho e l'università va bene, l'unica cosa è che mi dispiace non avere amicizie vere, ma ne posso fare a meno (come ho sempre fatto).

Gocciola

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Sunday, August 21st 2011, 6:50pm

se è una situazione che capiterà prossimamente e nel presente non puoi fare nulla per rimediare, non ci pensare troppo.
SE e quando le cose andranno peggio dal punto di vista economico, ti adatterai e cercherai la soluzione migliore, nel frattempo non serve a nulla fasciarsi la testa, anzi approfitta di questo periodo e se tua mamma si concede qualche spesa in più, levati anche te qualche piccolo sfizio ora.
per le amicizie è un peccato farne a meno visto anche che fai tanti sacrifici in altri ambiti; so che non è facile trovare la giusta compagnia, ma prova a conoscere gente nuova soprattutto in facoltà

Utans

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Sunday, August 21st 2011, 7:05pm

In facoltà ho conosciuto tante persone. Parliamo, con alcune studio anche assieme certe volte ed altre ci esco per divertimento. Però, con la gente con cui apparentemente ho legato di più non ci si sente quasi nei periodi di esame: sono solo io a farmi sentire, eccetto che due o tre ragazze che mi contattano. Ma c'è chi ha il partner ed esce quasi esclusivamente con lui, e chi ha vere amicizie e non ha interesse nel farsene altre.
Però non è una situazione che mi pesa, al contrario di quella economica. La vita è imprevedibile e c'è anche il caso che mio nonno arrivi a vivere fino a cent'anni e oltre, e quindi hai ragione te che dovrei godermi appieno questi tempi dove dei soldi per me li ho. Però, vedendo come invecchia rapidamente e sapendo che senza di lui non avrei futuro in alcun senso, proprio non ci riesco.

Mad_the_mith

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Tuesday, August 23rd 2011, 10:17am

Ciao Utans,

a mio avviso essendo passata in una situazione molto simile mi sentirei di dirti che la chiave per uscire da questa situazione sta proprio nel laurearti bene, velocemente e trovarti un lavoro.

Brevemente, son figlia unica, non ho praticamente alcun parente al mondo e nel 1997 mio papà è morto improvvisamente a 67 anni. Dei due genitori che avevo era quello che era meno ammalato, pensa un po', dunque son rimasta da sola e con una mamma invalida definita medio-grave. Fin da piccola ci sono stati ricoveri ospedalieri frequenti per entrambi e un solo stipendio poi divenuto pensione.

Facevo anch'io ingegneria, per fortuna ero in corso e con una media alta. Abbiamo tenuto duro con la pensioncina di mia mamma, io continuavo a pensare in continuazione e con disperazione che se fosse morta io non avrei saputo che fare (e quante volte mi affacciavo dal letto a vedere che non fosse morta nel sonno come mio papà), ma nel frattempo ho dato un esame via l'altro e nel 1999 mi sono laureata con lode.

Proprio questo fattore mi ha consentito di trovare un primo lavoro (= autonomia economica) con una certa facilità anche se ho dovuto rinunciare a un dottorato in Austria e a una proposta di lavoro in una raffineria (il mio sogno!!) perchè non me la son sentita di lasciare a tante ore di viaggio di distanza mia mamma sola. Al primo lavoro ne è seguito un altro che mi portava in giro per l'italia, fortunatamente massimo a 3 ore di distanza da casa. Ne è arrivato poi un terzo, un buon compromesso che mi porta a vivere in un capoluogo a un'ora di strada da lei. Vivo sola in 36 m2 in affitto, non avendo appoggi non me la sento di fare un mutuo, dato che non è detto che la ditta dove lavoro vada sempre bene, storicamente la cassa integrazione qui ritorna.

In tutto questo periodo mia mamma, che prima viveva appoggiata a mio papà in tutto e per tutto, ha fatto uno sforzo notevole e ha imparato ad essere mentalmente autonoma, e ha cercato sostegno pratico (es. spesa, piccole commissioni, medicine a domicilio, prelievi a domicilio) nei servizi offerti dal Comune dove viviamo e dalla Regione (le hanno attivato un telesoccorso) e in una signora che le fa i lavori più gravosi e l'accompagna in macchina a far le visite che deve. Se non c'è la signora la portano i servizi sociali. Io la sento tutti i giorni e una volta a settimana son da lei, il mio cellulare è acceso giorno e notte.

Questo per dirti che il tipo di studi che stai facendo è fra i migliori come sbocchi lavorativi e retribuzione (non ti aspettare chissà chè, rimane poco da parte alla fine del mese ma sempre meglio che i vari contratti a progetto, vieni gratis poi vediamo etc...), dunque punta tutto su quello, spingi al massimo e finisci in fretta. Al momento lascia perdere, secondo me, se non indispensabili, lavoretti intermedi se non a carattere saltuario (io facevo il presidente di seggio elettorale), lo studio è tanto e ti porterebbero via troppo tempo oltre a minare la possibilità di una borsa di studio. Pensa a te, non puoi sostituirti alla tua mamma, non puoi e non devi. Anche lei troverà il meglio dalle sue risorse e capacità se la situazione dovesse peggiorare, nelle difficoltà alla fine ci si "desbelina".

Capisco benissimo la frustrazione di "non essere come gli altri", nell'età in cui si dovrebbero avere tutte le porte aperte e genitori a fianco che ti aiutano e sostengono a crescere. I lavori che sono venuti dopo sono stati dei compromessi accettabili, necessari, ma mai trasformatisi in passioni.

Sono, siamo (consentimelo) cresciute in fretta e con maggiori responsabilità, questo ci porta verso una maggiore concretezza e determinazione a raggiungere gli obiettivi, doti che nel lavoro sono generalmente apprezzate.

Una certa dose di rabbia repressa rimane sempre, come una sensazione di aver avuto di meno, a partire dalla serenità necessaria per scegliere cosa fare della propria vita, ma col tempo ci si impara a convivere e ci si sente addirittura più forti di chi ha avuto la pappa pronta e la casetta comprata con i soldi di mamma e papà.

Amici e fidanzati, anche se di lunga durata e di affetto sincero, nella vita vanno e vengono, accompagnano piacevolmente per un tratto della nostra strada indefinibile a priori , non sappiamo se per un chilometro o per sempre. Come noi li accompagnamo nella loro.

Un abbraccio, il tuo futuro sei TU e nessun altro!

:friends:
A tutta manetta in vespa e in lambretta!

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Utans

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Tuesday, August 23rd 2011, 3:34pm

Grazie per la risposta.
Probabilmente è andata peggio a te che a me, ma comunque hai tenuto duro e ora ti trovi in una situazione accettabile. Spero di riuscire anch'io a costruirmi un futuro. Una bella vita non l'avrò mai, ce l'hanno in pochi e saranno sempre meno, ma spero di arrivare almeno ad avere una situazione dignitosa. Sarebbe bello che la sensazione di rabbia e tristezza nel confrontarsi con gli altri rimanga confinata a questi anni...

Mad_the_mith

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Tuesday, August 23rd 2011, 4:12pm

Prego!

Dipende cosa si vuole intendere per "bella vita". Lo stipendio che prendo è sufficiente a consentirmi di svolgere una vita autonoma senza troppi fronzoli. Per fortuna quando si è abituati a vivere da sempre con poco ci si abitua a non sentire la necessità di soddisfare troppi bisogni secondari o estetici. Mi spiego con un esempio: ho un'utilitaria che ha 10 anni, ma funziona perfettamente, per la maggior parte delle persone sarebbe da cambiare, per me rappresenta solo una spesa inutile. La terrò finchè rimarrà affidabile, poco importa se la vernice è ormai opaca. Quando non lo sarà più la cambierò con un'altra simile.

Faccio così con tutto, non ho bisogno di molto, anche perchè molte cose sono superflue.

In questo modo risparmio qualche soldino per quando verranno tempi più duri per la mamma (badante, casa di riposo) e mi concedo qualche uscita in trattoria con il mio ragazzo, ci piace molto mangiare insieme o andare al pub. Ci facciamo bastare le cose che per ora possiamo permetterci con un sorriso, anche lui non è cresciuto negli agi. 15 anni fa contavo gli euro che avevo nel portafoglio al punto che alle pizzate non mi potevo permettere di pagare il conto diviso fra tutti perchè la cifra a mia disposizione bastava per appena una margherita e una birra. Ora va decisamente meglio!!

:beer:

Per me la "bella vita" è essenzialmente poter soddisfare i propri bisogni e le proprie passioni in semplicità e autonomia, senza dover dipendere da nessuno.

La mia fortuna è che ho sviluppato passioni e gusti minimalisti. Vivo al mare, per cui le vacanze praticamente non sono un problema, anche se si resta a casa.

Anche una Moretti da 66 bevuta con gli amici può essere "bella vita". Al prossimo esame che dai, di bello?

:girl:
A tutta manetta in vespa e in lambretta!

Utans

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Tuesday, August 23rd 2011, 7:37pm

La bella vita, a vent'anni, sarebbe poter fare quello che, nel giro di poco, non si potrà più fare: divertirsi con gli amici, togliersi tutti gli sfizi possibili ed avere, come soli pensieri, gli studi. La bella vita sarebbe vivere così anche dopo, ma essendo un privilegio per pochi, basterebbe avere dei soldi avanzati alla fine del mese, salute e serenità.
Ho finito di fare la bella vita alla medie, e non penso potrò mai rifarla, sia per com'è la mia situazione, sia per com'è diventato il mondo.
Di esami sto preparando Analisi Matematica B, l'unico che mi è rimasto a settembre. Per quel che riguarda gli studi non posso lamentarmi, sperando di poter fare anche la magistrale oltre alla triennale.