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Monday, March 21st 2016, 8:45pm

neopapà invischiato nella famiglia d'origine

Saluto tutti gli utenti e presento brevemente la mia situazione. Qualche giorno fa, navigando sul web alla ricerca di qualcuno che condividesse lo stesso problema che sto vivendo in questo periodo, mi sono imbattuta in questo forum e subito sono rimasta sorpresa dalla passione e preparazione della maggior parte degli utenti che scrivevano ad una donna il cui compagno aveva rinunciato al lavoro. Ma la sua storia è significativamente diversa dalla mia, quindi devo assolutamente proporvela.
Fino a 15 giorni fa ho vissuto per 16 mesi con il mio compagno e la nostra bambina in una vecchia casa in comodato d'uso gratuito che ci ha offerto il papà di lui. Quest'appartamento si trova nello stesso palazzo in cui vive e ne è proprietario il papà. Il mio convivente ha vissuto un rapporto conflittuale con i suoi genitori a partire dall'adolescenza, fino alla morte di sua madre che è avvenuta in concomitanza con la nascita di nostra figlia. L'evento ha sconvolto le dinamiche famigliari precedenti, basate su conflitti e tensioni ribaltando la situazione. In particolare il padre ha deciso di accogliere il mio compagno, psicologicamente e fisicamente. Data la situazione economica in cui versavamo ( e versiamo) ha deciso di offrirci in comodato d uso gratuito la casa di cui prima parlavo. Io e lui abbiamo accettato di arrangiarci lì per circa un anno, con la promessa di non cullarci sul fatto di non pagare l'affitto. Intanto ogni giorno a pranzo ci riunivamo con la sua famiglia (il padre e 3 sorelle) nonostante non condividessimo lo stesso cibo (noi preparavamo la nostra bella insalata e la portavamo a spasso con noi a pranzo mentre molto raramente le sue sorelle preparavano pietanze che potessero condividere con noi) e anche quando io non ne avevo voglia. Di questo abbiamo discusso più volte, ma a lui non importava del mio parere perchè non voleva offendere suo padre con la nostra assenza. La casa è arredata stile antico, con mobili rotti e pochi, finestre a tutto spiffero, caldaia rotta, bagno rotto, piastrelle della cucina che cadono a pezzi, frigorifero che perde acqua... invivibilità. Io e lui, appassionati della natura e della buona alimentazione, avevamo in progetto l'acquisto di una casa di campagna o di un terreno e di una casa prefabbricata.Lui è tassativamente contro la società e il lavoro, contro i pannolini di plastica, contro le gallette di riso, contro qualunque cosa si possa comprare. di conseguenza non ha mai cercato/ accettato alcun tipo di lavoro oltre quello del cameriere occasionale. c'è da precisare che lavorava molto piu spesso prima dell'arrivo della pargola. L'evento scatenante che mi ha fatto scappare a gambe levate è stata la scoperta di una gravidanza che non lo ha smosso per nulla. Di fronte alle mie richieste di cambiare casa per trovarne una più comoda e che mi facilitasse la quotidianità lui è rimasto impassibile e mi ha detto che non ha più voglia di andare via da quella casa perchè "dopo 25 anni di conflitto con suo padre, ora non vuole perdere il rapporto recuperato" vuole "fare da madre" alla sua piccola sorellina di 6 anni. Inoltre di fronte alla mia insicurezza riguardo la gravidanza mi ha urlato che vorrebbe chiudere la nostra relazione ma che non lo fa perchè "ormai c'è dentro", nell'ultimo periodo (anche prima di sapere della gravidanza) mi sono sentita trattata con poco rispetto, non mi sono sentita apprezzata e mi sono sentita presa in giro. Ora vorrei precisare che in tutta questa situazio io studio e sto per laurearmi 1FC in psicologia, cerco di star dietro le faccende della casa (per lui son chiacchiere ma allo stesso tempo non si degna di alzare neanche un gomito anzi, è capitato che ha sporcato volontariamente (lasciando vetri di bottiglie rotte per terra, bagnando il pavimento, capovolgendo un piatto preparato con tanta pazienza con le MIE mani). Inoltre a lui va bene che io ad ogni occorrenza porti il bucato a casa di mia madre per lavarlo.
dopo avervi fatto questo breve resoconto vorrei un vostro parere su quello che gli sta accadendo. Secondo la mia esperienza e le mie conoscenze, sta regredendo: sceglie la famiglia d'origine alla costruzione di una nuova famiglia indipendente; inoltre non prende in mano la sua vita, ha paura di assumersi delle responsabilità. Su questo ultimo aspetto io non lo capisco... non capisco le dinamiche che lo generano. Non riesco proprio a mettermi nei suoi panni perchè la mia personalità è totalmente diversa dalla sua. Io mi sono inventata 2 lavoretti (estetista e venditrice diretta di prodotti di bellezza e probabilmente tra un po darò lezioni di doposcuola ad una bambina) intanto studio perchè vorrei assicurare un futuro a me e alla mia famiglia. . . prendo fiato, lascio a voi la parola. :-DO :-DO :-DO :-DO :-DO

AndreaRoger

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Tuesday, March 22nd 2016, 2:54pm

RE: neopapà invischiato nella famiglia d'origine

La casa è arredata stile antico, con mobili rotti e pochi, finestre a tutto spiffero, caldaia rotta, bagno rotto, piastrelle della cucina che cadono a pezzi, frigorifero che perde acqua... invivibilità.


E' durissima gia' cosi e non per colpa vostra ovviamente.... pero' in una situazione del genere una persona responsabile si rimbocca le maniche e spende ogni minuto utile per cercare di uscire da questa situazione. Che purtroppo nella societa' in cui viviamo anche la buona volonta' spesso non basta figuriamoci se non ce l'hai (a meno dei raccomandati ma non mi sembra questo il caso)

Lui è tassativamente contro la società e il lavoro, contro i pannolini di plastica, contro le gallette di riso, contro qualunque cosa si possa comprare. di conseguenza non ha mai cercato/ accettato alcun tipo di lavoro oltre quello del cameriere occasionale.


E come pensa di guadagnare? Questo approccio e' ovviamente insostenibile.

Inoltre di fronte alla mia insicurezza riguardo la gravidanza mi ha urlato che vorrebbe chiudere la nostra relazione ma che non lo fa perchè "ormai c'è dentro", nell'ultimo periodo (anche prima di sapere della gravidanza) mi sono sentita trattata con poco rispetto, non mi sono sentita apprezzata e mi sono sentita presa in giro.


Alle volte nei litigi si dicono cose che non si pensano; oltre alle scuse sentite e a non reiterare certi comportamenti / offese etc... quello che conta maggiormente sono i fatti

Ora vorrei precisare che in tutta questa situazio io studio e sto per laurearmi 1FC in psicologia, cerco di star dietro le faccende della casa (per lui son chiacchiere ma allo stesso tempo non si degna di alzare neanche un gomito anzi, è capitato che ha sporcato volontariamente (lasciando vetri di bottiglie rotte per terra, bagnando il pavimento, capovolgendo un piatto preparato con tanta pazienza con le MIE mani). Inoltre a lui va bene che io ad ogni occorrenza porti il bucato a casa di mia madre per lavarlo.
dopo avervi fatto questo breve resoconto vorrei un vostro parere su quello che gli sta accadendo. Secondo la mia esperienza e le mie conoscenze, sta regredendo: sceglie la famiglia d'origine alla costruzione di una nuova famiglia indipendente; inoltre non prende in mano la sua vita, ha paura di assumersi delle responsabilità. Su questo ultimo aspetto io non lo capisco... non capisco le dinamiche che lo generano. Non riesco proprio a mettermi nei suoi panni perchè la mia personalità è totalmente diversa dalla sua. Io mi sono inventata 2 lavoretti (estetista e venditrice diretta di prodotti di bellezza e probabilmente tra un po darò lezioni di doposcuola ad una bambina) intanto studio perchè vorrei assicurare un futuro a me e alla mia famiglia. . . prendo fiato, lascio a voi la parola. :-DO :-DO :-DO :-DO :-DO


Ovviamente andrebbe sentita anche l'altra campana e le eventuali manchevolezze tue, io mi posso basare su quello che scrivi tu. Ebbene se questa e' la situazione ti direi meglio soli che male accompagnati...regressione o meno non sei con una persona con la quale ha senso pianificare un futuro e crescere una famiglia e che apprezza i grandi sforzi che stai facendo.

LuigiB

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Tuesday, March 22nd 2016, 3:38pm

ciao , leggendo quanto hai scritto mi sono fatto l'ideache il tuo compagno sia una persona un po' alternativa , essere alternativi non è che non sia bello ma è un lusso, un lusso che puo concedersi chi puo andare controcorrente senza problemi di sorta ..ora mi sembra di capire che non sia il vostro caso ..avete anche una bambina .. io sono l'ultimo che possa dare consigli ma la semplice logica suggerisce di impostare uno stile di vita diverso e forse piu conformista ..

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Wednesday, March 23rd 2016, 12:59am

Ovviamente andrebbe sentita anche l'altra campana e le eventuali manchevolezze tue, io mi posso basare su quello che scrivi tu. Ebbene se questa e' la situazione ti direi meglio soli che male accompagnati...regressione o meno non sei con una persona con la quale ha senso pianificare un futuro e crescere una famiglia e che apprezza i grandi sforzi che stai facendo.
La mia speranza e i miei dubbi stanno nel fatto che lui si comporta così perchè si sta chiudendo in se stesso, vuoi per il fatto che non lavora e che se ne sta davanti al computer per la maggior parte del tempo alla ricerca di nuove piante da scoprire e di ecovillaggi da visitare. lui sta perdendo la bussola, si sta deprimendo e sfoga su di me il suo malessere, disprezzandomi attraverso atteggiamenti e parole. Il vero problema è capire se lui si comporta cosi perchè non mi vede più come sua alleata nel suo percorso di vita o se realmente si sta perdendo in ideali e solitudine dovuta al non far nulla. ?(

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Wednesday, March 23rd 2016, 1:03am

ciao , leggendo quanto hai scritto mi sono fatto l'ideache il tuo compagno sia una persona un po' alternativa , essere alternativi non è che non sia bello ma è un lusso, un lusso che puo concedersi chi puo andare controcorrente senza problemi di sorta ..ora mi sembra di capire che non sia il vostro caso ..avete anche una bambina .. io sono l'ultimo che possa dare consigli ma la semplice logica suggerisce di impostare uno stile di vita diverso e forse piu conformista ..
E' esattamente quello che gli ho detto. In più anche chi fa l'alternativo solitamente ha un' entrata economica, fa qualcosa per sostenere le bollette, per permettersi un'auto... e potrei continuare all'infinito. io non so proprio cosa gli frulla per la testa :wacko: :-TX

memole77

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Wednesday, March 23rd 2016, 10:44am

ma ho capito male o te ne sei andata?
Era una ragazza semplice, di quelle che sognano dietro ai libri e alle poesie, e se la vita poi è carogna non importa, una ragione per sorridere la trovi comunque.

Lupotta

asociale

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Wednesday, March 23rd 2016, 5:30pm

Mi spiace, ma più che invischiato con la famiglia d'origine mi sembra invischiato nel suo egocentrismo e nell'assenza di maturità e senso di responsabilità.
Se nemmeno l'idea di un figlio l'ha reso un attimo più presente ed "uomo" (passatemi il termine), e non l'ha nemmeno scosso (ne in un senso ne nell'altro, sembra che sia una cosa che nemmeno riguarda lui, da come ci hai presentato la sua reazione), io ti consiglierei di andartene appena ti sarà possibile.
Se tanto ora come ora quella che lavora e porta a casa la pagnotta sei tu, puoi benissimo provvedere a te stessa da sola (magari facendoti aiutare dai TUOI parenti, se ne hai il modo).
Lui lascialo nel suo mondo di invisibili unicorni rosa..a farsi mantenere e fare il parassita.

Per il bimbo..bhe.. a questo punto è solo una tua scelta.
L'uomo si differenzia dal resto della natura soprattutto per una viscida gelatina di menzogne che lo avvolge e lo protegge.

ipposam

Utente Avanzato

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Wednesday, April 20th 2016, 10:50pm

Saluto tutti gli utenti e presento brevemente la mia situazione. Qualche giorno fa, navigando sul web alla ricerca di qualcuno che condividesse lo stesso problema che sto vivendo in questo periodo, mi sono imbattuta in questo forum e subito sono rimasta sorpresa dalla passione e preparazione della maggior parte degli utenti che scrivevano ad una donna il cui compagno aveva rinunciato al lavoro. Ma la sua storia è significativamente diversa dalla mia, quindi devo assolutamente proporvela.
Fino a 15 giorni fa ho vissuto per 16 mesi con il mio compagno e la nostra bambina in una vecchia casa in comodato d'uso gratuito che ci ha offerto il papà di lui. Quest'appartamento si trova nello stesso palazzo in cui vive e ne è proprietario il papà. Il mio convivente ha vissuto un rapporto conflittuale con i suoi genitori a partire dall'adolescenza, fino alla morte di sua madre che è avvenuta in concomitanza con la nascita di nostra figlia. L'evento ha sconvolto le dinamiche famigliari precedenti, basate su conflitti e tensioni ribaltando la situazione. In particolare il padre ha deciso di accogliere il mio compagno, psicologicamente e fisicamente. Data la situazione economica in cui versavamo ( e versiamo) ha deciso di offrirci in comodato d uso gratuito la casa di cui prima parlavo. Io e lui abbiamo accettato di arrangiarci lì per circa un anno, con la promessa di non cullarci sul fatto di non pagare l'affitto. Intanto ogni giorno a pranzo ci riunivamo con la sua famiglia (il padre e 3 sorelle) nonostante non condividessimo lo stesso cibo (noi preparavamo la nostra bella insalata e la portavamo a spasso con noi a pranzo mentre molto raramente le sue sorelle preparavano pietanze che potessero condividere con noi) e anche quando io non ne avevo voglia. Di questo abbiamo discusso più volte, ma a lui non importava del mio parere perchè non voleva offendere suo padre con la nostra assenza. La casa è arredata stile antico, con mobili rotti e pochi, finestre a tutto spiffero, caldaia rotta, bagno rotto, piastrelle della cucina che cadono a pezzi, frigorifero che perde acqua... invivibilità. Io e lui, appassionati della natura e della buona alimentazione, avevamo in progetto l'acquisto di una casa di campagna o di un terreno e di una casa prefabbricata.Lui è tassativamente contro la società e il lavoro, contro i pannolini di plastica, contro le gallette di riso, contro qualunque cosa si possa comprare. di conseguenza non ha mai cercato/ accettato alcun tipo di lavoro oltre quello del cameriere occasionale. c'è da precisare che lavorava molto piu spesso prima dell'arrivo della pargola. L'evento scatenante che mi ha fatto scappare a gambe levate è stata la scoperta di una gravidanza che non lo ha smosso per nulla. Di fronte alle mie richieste di cambiare casa per trovarne una più comoda e che mi facilitasse la quotidianità lui è rimasto impassibile e mi ha detto che non ha più voglia di andare via da quella casa perchè "dopo 25 anni di conflitto con suo padre, ora non vuole perdere il rapporto recuperato" vuole "fare da madre" alla sua piccola sorellina di 6 anni. Inoltre di fronte alla mia insicurezza riguardo la gravidanza mi ha urlato che vorrebbe chiudere la nostra relazione ma che non lo fa perchè "ormai c'è dentro", nell'ultimo periodo (anche prima di sapere della gravidanza) mi sono sentita trattata con poco rispetto, non mi sono sentita apprezzata e mi sono sentita presa in giro. Ora vorrei precisare che in tutta questa situazio io studio e sto per laurearmi 1FC in psicologia, cerco di star dietro le faccende della casa (per lui son chiacchiere ma allo stesso tempo non si degna di alzare neanche un gomito anzi, è capitato che ha sporcato volontariamente (lasciando vetri di bottiglie rotte per terra, bagnando il pavimento, capovolgendo un piatto preparato con tanta pazienza con le MIE mani). Inoltre a lui va bene che io ad ogni occorrenza porti il bucato a casa di mia madre per lavarlo.
dopo avervi fatto questo breve resoconto vorrei un vostro parere su quello che gli sta accadendo. Secondo la mia esperienza e le mie conoscenze, sta regredendo: sceglie la famiglia d'origine alla costruzione di una nuova famiglia indipendente; inoltre non prende in mano la sua vita, ha paura di assumersi delle responsabilità. Su questo ultimo aspetto io non lo capisco... non capisco le dinamiche che lo generano. Non riesco proprio a mettermi nei suoi panni perchè la mia personalità è totalmente diversa dalla sua. Io mi sono inventata 2 lavoretti (estetista e venditrice diretta di prodotti di bellezza e probabilmente tra un po darò lezioni di doposcuola ad una bambina) intanto studio perchè vorrei assicurare un futuro a me e alla mia famiglia. . . prendo fiato, lascio a voi la parola. :-DO :-DO :-DO :-DO :-DO
Ciao, guarda di tutto quello che gli scritto ciò che più mi ha colpito è il fatto che è contro la società e il lavoro. Ma che significa? Quello che fai scritto lascia pensare a una persona con grossi problemi e senza nessuna prospettiva di soluzione, è uno che i problemi li crea. Il discorso del rapporto con il padre viene dopo, ma è comunque correlato. Mi pare infatti che lui si ponga come un adolescente; a 15 anni si può essere contro la società, dopo si cresce e ci si deve inserire, qualunque posto si occupi nella società bisogna accettarlo e farsene carico. Ora, finché era solo poteva ancora giocare a fare il tardi adolescente. Ora che diventerà padre deve crescere. Tu stessa prendi atto della situazione, avrete un figlio, sarete una famiglia, quella di origine verrà dopo, ma voi due avrete la responsabilità economica e morale del vostro bimbo. È bene lo capisca anche lui quanto prima.