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collinare

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1

Wednesday, June 3rd 2020, 3:09pm

Single (ancora una volta) a 42 anni

Ciao a tutti, ho 42 anni e qualche mese fa fa si è chiusa una storia lunga quasi 10. La sberla è data dal fatto che ero assolutamente convinta che fosse finalmente quello giusto e che ho passato anni a sognare una vita a due che non si è mai avverata. Non abbiamo mai convissuto e nel momento in cui gli ho messo davanti l’alternativa secca (o facciamo un passo avanti o possiamo finirla lì), lui ha scelto di uscire di scena. Non che non gliel’avessi chiesto prima, ma le risposte erano sempre del tipo “certo, dobbiamo farlo” - e quando? Oh, presto! Ma il presto non è mai arrivato. Adesso mi ritrovo qui con me stessa, frustrata perché in questa relazione avevo investito praticamente tutto e molto preoccupata per il mio futuro. Stare da sola non è la fine del mondo, lo so, ho tanti interessi, ma è in coppia che mi sento realizzata e soddisfatta. A 42 anni è facile dire che devi uscire, iscriverti da qualche parte, sorridere e vestirti bene che qualcosa arriverà, ma io quel disincanto non ce l’ho più. Abito in una zona bellissima dal punto di vista paesaggistico, ma non proprio vivace socialmente e fare nuove amicizie è più che un’impresa. Sono sempre stata molto tranquilla, non ho mai frequentato locali o grandi eventi di aggregazione e al pensiero di iniziare adesso mi viene il cuore piccolo. Mi sono iscritta ad un gruppo che organizza gite e camminate nei dintorni, ma è una volta ogni tanto, giusto per non passare tutti i fine settimana a casa. Non ho problemi ad andare a vedere una mostra da sola o anche a fare un viaggio (se non ci fosse stata l’emergenza Coronavirus sarei sicuramente partita per un breve corso di lingua all’estero), ma è tutto come un riempitivo in attesa di vivere di nuovo la mia vita con qualcuno - che onestamente non credo arriverà più. Se ripenso alla mia vita sentimentale, il copione è sempre lo stesso: sì va a mille i primi anni e poi, quando vorrei che le cose si facessero più stabili e serie, si blocca tutto.
Qualcuno ha una storia simile alla mia? Come siete ripartiti? Avete trovato il vostro lieto fine?

2

Wednesday, June 3rd 2020, 5:38pm

Secondo me il problema non è tanto nelle possibilità che tu possa avere a 42 anni di trovare "qualcuno" (oggi a 42 anni non si è certo vecchi, anzi) ma nel "copione" di vita che di volta in volta ti ha messo di fronte lo stesso tipo di "fallimento".

Parli di una relazione di dieci anni e non escludo che fra le altre cose possa essere finita anche per un suo naturale "esaurimento". Pero' da come la racconti, la prima cosa che poni subito all'attenzione è appunto la tua delusione per il "sogno" della vita di coppia che da sempre immagini piuttosto che la separazione da questa persona in se stessa.

Azzardo un'ipotesi: Così come questo partner sembra dovesse ricoprire un ruolo che alla fine dove varie tue insistenze non ha ricorperto, oggi, ti chiedi SE troverai qualcun'altro che finalmente calzerà in quel ruolo (di persona con cui convivere e sentirti felice immagino). Per me dovresti rivedere questo punto perché il rischio è di relazionarti alle persone con aspettative predefinite e penso sia pregiudicante nei confronti dell'evoluzione della relazione che si ha con l'altro per varie ragioni.

Una è che ognuno di noi ha un modo diverso di intendere il "se mi ami", se per te l'amore è il traguardo della convivenza e l'investire tutto su una relazione potrebbe essere che per l'altro non sia così. Magari lui intende l'amore al di fuori del "progetto" e non vede la realizzazione fortemente identificata nella coppia. In questo senso la comunicazione e la comprensione fra i due si complica. Ed è sempre più difficile che poi il progetto scaturisca da sé, finché viene vissuto appunto come pretesa. Lo dico perché puntualizzi che agli inizi si va a mille e poi si blocca tutto: Questo mi fa pensare a un uomo che ad un certo punto cerca di evadere quel "ruolo" di cui parlo.

Penso che le tue esperienze di coppia ti stiano mandando un messaggio forte e chiaro: Devi cercare l'evoluzione in te e di conseguenza iniziare a costruire relazioni più evolute, su un altro livello di consapevolezza ed emacipate dai copioni precedenti.

collinare

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3

Wednesday, June 3rd 2020, 7:16pm

Sì, parlo del fallimento del mio “sogno” e non della persona con la quale è naufragato perché sono già passati alcuni mesi e insomma, sto un po’ rielaborando il tutto e mi viene da riflettere su come sta andando la mia vita in generale. Io non inizio mai una relazione insistendo sulla convivenza, anzi. Vivo felicemente da sola da tanto, ma quando sono in coppia e le cose vanno bene e ci si ama e ci sono affinità ed affiatamento, dopo qualche anno mi viene naturale pensare ad un progetto comune. Il “copione” si è ripetuto due volte, la prima perché alla fine lui aveva una tresca con una sua collega e ora perché lui sta bene a casa con i suoi e non se la sente di abbandonare una vita conosciuta e rassicurante. Ecco qui. Non è finita per esaurimento, anzi. Non c’è mai stata noia o stanchezza, ne abbiamo parlato. Ci siamo sentiti ancora fino a poco tempo fa perché - diceva - la cosa lo rassicurava molto e anche io ero contenta. È una brava persona, ma non sono mai riuscita ad entrare nel suo mondo oltre un tot - non me lo ha mai permesso. Quindi sì, vorrei che la prossima relazione fosse decisamente più evoluta e con qualcuno che abbia i miei stessi obiettivi. Non voglio accalappiare nessuno, per carità e non credo assolutamente al principe azzurro! :D È solo che vorrei provare a vedere com’è condividere la propria vita con qualcuno, giorno per giorno.
Spero tanto di poterlo fare, prima o poi...

Tanja

Giovane Amico

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4

Wednesday, June 3rd 2020, 8:35pm

Intanto complimenti perche provi a uscire e a reagire ...

Per il resto e lo saprai anche a tu 10 anni sono veramente tanti...mi sembra strano che questo aspetto non sia uscito prima ...ad esempio dopo 5 anni ...non si e' verificata l ipotesi di convivenza ? Se temporeggiava non ti sei posta dei dubbi ?!
Poi una persona che ti dice che non vuole abbandonare la casa dei genitori...boh...
Mi sembra manchino dei tasselli...

5

Wednesday, June 3rd 2020, 8:53pm

Ti confesso non ho pensato che tu iniziassi una relazione con la pretesa di convivere. Sicché ci hai parlato di un rapporto chiuso con "aut aut" da parte tua, mi riferivo al fatto che i bisogni, se vengono "vissuti" come pretese nelle coppia possono pregiudicarne l'evoluzione o addirittura provocarne la rottura.

Comunque rispetto il tuo secondo post, mi sembra che tutto sommato tu sia alquanto serena visto che vi siete anche sentiti dopo esservi lasciati, non percepisco risentimenti, il che è un bene ovviamente. Mi pare che hai chiaro in mente che lui non condivideva il tuo stesso progetto perché una persona diversa da te e di cui hai accettato la diversità, mentre da come l'avevi raccontata in un primo tempo mi ero prefigurata un contesto più molto conflittuale fra voi.

Mi vien da chiederti se tutto sommato eri ancora innamorata di quest'uomo o semplicemente siete giunti alla conclusione che vi siete dati tutto il possibile in questi anni ed era il momento di dividere le strade ?

Per il resto, rispetto come descrivi la fine di queste relazioni, sembra che sia un caso che tu non abbia potuto realizzare un preggetto di convivenza e non un copione specifico. Si puo' parlare di copione quando, di fatto, inneschi una coazione a ripetere che porta le persone ad andarsene o porta te a voler chiudere per lo stesso motivo: O perché diventi totalmente dipendente, o perché lo diventa l'altro e così via.

amoreperduto

Piu' duro della vita

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6

Wednesday, June 3rd 2020, 8:58pm

Di solito per le donne e' molto piu' facile avere relazioni, ma ugualmente difficile a trovare la persona giusta. Detto questo, io sono 12 anni che non ho nessuno nella mia vita e il mio motto e' diventato: LA MIA FELICITA' NON DEVE DIPENDERE DA NESSUNO. Mi comporto di conseguenza: se vedo una persona realmente interessante ci provo pure, ma le occasioni sono pochissime, in quanto alla mia eta' (47 anni) trovo tutte donne che puntano al giovane bello e famoso (che sarei io) mentre le donne giovani non mi guardano neanche e non rispondono ai miei inviti piu' o meno espliciti.

Onestamente, sono felice cosi'. L'unca cosa che mi preoccupa e' la vecchiaia spinta, quando a fronte a debolezze oggettive non avro' nessuno al mondo a cui chiedere aiuto, non avendo ad esempio figli e partner. Ma non prendo un partner per paura: la mia filosofoca di vita e' che ogni scelta va sempre fatta in base ad eccitamento NON paura. Dunque, lavoro alla mia quotidianita', cercando di raggiungere mete inimmaginabili sia sul lavoro che negli hobby. Per la mia felicita' devo bastare io e faccio in modo che sia cosi'

collinare

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7

Wednesday, June 3rd 2020, 9:40pm

Sì, ero ancora innamorata di lui e condividevamo molto, tranne il silenzio sui progetti futuri. Quelli grandi, intendo. Non mi ha mai detto di no, ma era un semplice accogliere passivamente e non ha mai preso una posizione in merito. È una persona un po’ particolare, è vero, è forse è quello che mi ha sempre affascinato. Di certo i campanelli d’allarme ci sono stati, ma c’era molto altro di positivo e così... non lo so, sono passati gli anni. Poi il mio desiderio di andare avanti si è fatto più forte e lui è rimasto lì.

Sono serena perché io credo di aver fatto il possibile, lui è fatto così e vuole rimanere, come dire, nel suo mondo, quindi non saprei a cosa altro appellarmi e con che cosa prendermela. Forse con me stessa per non averci dato un taglio e prima, ma ero felice, cosa posso dire.

Ora cerco di andare avanti e di rifarmi una prospettiva di vita, ben consapevole che adesso conosco meglio anche me stessa e so che vorrei arrivare a qualcosa di importante... il dubbio è di “essere ancora in tempo”, a 42 anni, di trovare qualcuno di affine che abbia i miei stessi desideri. Sperem.

8

Wednesday, June 3rd 2020, 9:55pm

poco tempo fa una conoscente mi parlava proprio di quest'argomento ovvero di come fosse difficile trovare una persona con cui condividere un progetto di vita. mi confessava che finché si trattava di condividere un letto, un viaggio o una serata non c'era alcun problema mentre dal momento in cui lei manifestava il desiderio di impegno, questi uomini sparivano. diceva che semplicemente non era facile perché raramente nel mondo del "benessere" in cui ogni individuo ha amici-sesso-mezzi-possibilità non ha alcuna voglia di con-dividere. il suo ultimo uomo non voleva sentirsi né obbligato né limitato. molto banalmente non voleva rinunciare al solito mese di spiaggia e divertimento per fare un viaggio a due. Non voleva dover programmare un weekend mentre poteva alzarsi e decidere solo per se stesso.
questa era la sua esperienza che mi diceva essere comune a non poche sue amiche. tutte donne che non chiedevano nulla di materiale. una volta mi disse che era più semplice giocare a quella che cerca il principe azzurro perché almeno gli uomini sapevano che ruolo assumere.
forse non aveva tutti i torti.
namasté

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9

Wednesday, June 3rd 2020, 10:19pm

Eh, sa molto di stereotipo, ma è così purtroppo - uomo deve essere libero da giogo di donna :D
Ben triste. Invece uno pensa alla compagnia, all’amore e alla gioia di condividere tutti i giorni insieme... siamo creature proprio diverse.
Ecco, sarà la biologia, incolperò quella della mia situazione!

Pivaldo

Passato attraverso parecchie tempeste, navigo tuttora, perché penso di avere ancora tante destinazioni da raggiungere. Mentre il mondo appare pieno di indecisi sulle mete da raggiungere e di angosciati per aver scoperto che Babbo Natale non esiste

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10

Wednesday, June 3rd 2020, 11:08pm

poco tempo fa una conoscente mi parlava proprio di quest'argomento ovvero di come fosse difficile trovare una persona con cui condividere un progetto di vita. mi confessava che finché si trattava di condividere un letto, un viaggio o una serata non c'era alcun problema mentre dal momento in cui lei manifestava il desiderio di impegno, questi uomini sparivano. diceva che semplicemente non era facile perché raramente nel mondo del "benessere" in cui ogni individuo ha amici-sesso-mezzi-possibilità non ha alcuna voglia di con-dividere. il suo ultimo uomo non voleva sentirsi né obbligato né limitato. molto banalmente non voleva rinunciare al solito mese di spiaggia e divertimento per fare un viaggio a due. Non voleva dover programmare un weekend mentre poteva alzarsi e decidere solo per se stesso.
questa era la sua esperienza che mi diceva essere comune a non poche sue amiche. tutte donne che non chiedevano nulla di materiale. una volta mi disse che era più semplice giocare a quella che cerca il principe azzurro perché almeno gli uomini sapevano che ruolo assumere.
forse non aveva tutti i torti.


Mi viene da osservare, su due piedi, che il "progetto di vita" dovrebbe essere condiviso anche nella sua stesura, e non predisposto unilateralmente e presentato come condizione "naturale" da rispettare.

Aggiungo che se impari a vivere autonomamente, sia come abitazione che come reddito, cerchia di amicizie, ecc. può risultare difficile con-dividere tanti aspetti pratici che costituiscono la base della convivenza di coppia.

Mi ritorna l'eco di una video-conversazione a distanza (causa COVID-19) di qualche giorno fa quando mi è stato detto dalla mia compagna (che vive all'estero) che si sente a disagio a casa mia perché è troppo espressione della mia personalità e del mio modo di vivere. Potrei dire lo stesso per casa sua, in tutta sincerità. Siamo insieme da vent'anni ma non abbiamo mai convissuto per più di 2 o tre settimane di seguito.

Così va il mondo ….

P.
(----------;)----------)
Hold fast to dreams / For if dreams die /Life is a broken-winged bird / That cannot fly.
Hold fast to dreams / For when dreams go / Life is a barren field / Frozen with snow
(Dreams, Langston Hughes)

Arcadia2

“Quod enim genus figura est, ego non quod obierim?” (Carmina LXIII, v. 62).

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11

Wednesday, June 3rd 2020, 11:32pm

Di solito per le donne e' molto piu' facile avere relazioni, ma ugualmente difficile a trovare la persona giusta. Detto questo, io sono 12 anni che non ho nessuno nella mia vita e il mio motto e' diventato: LA MIA FELICITA' NON DEVE DIPENDERE DA NESSUNO. Mi comporto di conseguenza: se vedo una persona realmente interessante ci provo pure, ma le occasioni sono pochissime, in quanto alla mia eta' (47 anni) trovo tutte donne che puntano al giovane bello e famoso (che sarei io) mentre le donne giovani non mi guardano neanche e non rispondono ai miei inviti piu' o meno espliciti.

Onestamente, sono felice cosi'. L'unca cosa che mi preoccupa e' la vecchiaia spinta, quando a fronte a debolezze oggettive non avro' nessuno al mondo a cui chiedere aiuto, non avendo ad esempio figli e partner. Ma non prendo un partner per paura: la mia filosofoca di vita e' che ogni scelta va sempre fatta in base ad eccitamento NON paura. Dunque, lavoro alla mia quotidianita', cercando di raggiungere mete inimmaginabili sia sul lavoro che negli hobby. Per la mia felicita' devo bastare io e faccio in modo che sia cosi'



Amoreperduto, fai bene ad essere felice cosi, la tua felicità non deve dipendere da nessuno. Non ho capito bene una cosa: le donne della tua età o anche meno, tipo quarantenni, che motivo avrebbero per non volerti? Mi sembri una persona realizzata e di successo, non ti manca niente e quindi non capisco il motivo..Non è che queste donne hanno pretese irreali? Se è cosi, sono loro a perderci, non tu!

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Wednesday, June 3rd 2020, 11:35pm

Cara Collinare, secondo me dovresti cercare di essere felice a prescindere da tutto, perché la felicità deve nascere da te stessa. Te lo dico con affetto perché sono sicura che quando raggiungerai questa consapevolezza, non ti importerà più di avere o non avere un partner. Non sono neanche d'accordo con chi dice: esci divertiti, qualcosa succederà. Io ti direi invece: esci, e se non succede niente, chi se ne frega? La tua felicità non deve dipendere da questo. ^^

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Wednesday, June 3rd 2020, 11:37pm

Di solito per le donne e' molto piu' facile avere relazioni,'


Sono daccordo

collinare

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Thursday, June 4th 2020, 7:50am

Cara Collinare, secondo me dovresti cercare di essere felice a prescindere da tutto, perché la felicità deve nascere da te stessa. Te lo dico con affetto perché sono sicura che quando raggiungerai questa consapevolezza, non ti importerà più di avere o non avere un partner. Non sono neanche d'accordo con chi dice: esci divertiti, qualcosa succederà. Io ti direi invece: esci, e se non succede niente, chi se ne frega? La tua felicità non deve dipendere da questo. ^^


Grazie :) é esattamente quello che penso e che sto cercando di fare. È solo che i pensieri sono sempre lí, la speranza non smette di accompagnarli e l’istinto continua per quella direzione. La vita sa comunque come sorprenderti, in un modo o nell’altro, quindi non mi abbatto proprio del tutto e cerco di volermi bene. Ho letto due libri che mi hanno aiutata tantissimo a mettere le cose in prospettiva, soprattutto negli inevitabili scivoloni emotivi che ancora mi prendono. Sempre meno intensamente, ma capitano ancora.

Pivaldo

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Thursday, June 4th 2020, 8:09am

Per me dovresti rivedere questo punto perché il rischio è di relazionarti alle persone con aspettative predefinite e penso sia pregiudicante nei confronti dell'evoluzione della relazione che si ha con l'altro per varie ragioni.

Una è che ognuno di noi ha un modo diverso di intendere il "se mi ami", se per te l'amore è il traguardo della convivenza e l'investire tutto su una relazione potrebbe essere che per l'altro non sia così. Magari lui intende l'amore al di fuori del "progetto" e non vede la realizzazione fortemente identificata nella coppia. In questo senso la comunicazione e la comprensione fra i due si complica. Ed è sempre più difficile che poi il progetto scaturisca da sé, finché viene vissuto appunto come pretesa. Lo dico perché puntualizzi che agli inizi si va a mille e poi si blocca tutto: Questo mi fa pensare a un uomo che ad un certo punto cerca di evadere quel "ruolo" di cui parlo.

Penso che le tue esperienze di coppia ti stiano mandando un messaggio forte e chiaro: Devi cercare l'evoluzione in te e di conseguenza iniziare a costruire relazioni più evolute, su un altro livello di consapevolezza ed emacipate dai copioni precedenti.


Trovo molto interessante e valido questo approccio. In particolare, ho apprezzato l'accenno al progetto di vita comune inteso come "pretesa" (cioè elaborato unilateralmente). Non ci si accorge che si tende ad inglobare il partner nel proprio modo di vita e non viene elaborato un progetto di vita che sia frutto di un compromesso ragionevole (dove ciascuno mantenga un certo spazio autonomo).

Spesso, dopo la fase iniziale (dove, appunto, si va a mille all'ora), ci si accorge che le modalità di concezione del rapporto a due sono diverse, persino troppo diverse, per una infinità di ragioni (culturali, familiari, persino dovute alla diversa nazionalità) e ci si scopre parlare due lingue diverse, con il rischio della comunicabilità difficile, qualche volta impossibile.

P.
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