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Pivaldo

Passato attraverso parecchie tempeste non ha perso il gusto di continuare a navigare

  • "Pivaldo" è un uomo
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Data di registrazione: mercoledì, 27 maggio 2015

Località: italia centrale (quando non viaggio)

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1

giovedì, 14 marzo 2019, 18:33

Quanto pesano le insicurezze e le problematiche psicologiche di ciascuno nella formazione della coppia ?

Una volta si diceva "Dio li fa e poi l'accoppia" per dire, sinteticamente, che nella coppia si possono verificare i casi più vari di complementarietà.
Un mio amico osservava che uno spirito tendenzialmente "sottomesso" può trovare giovamento nell'accoppiarsi con uno spirito "dominante": se va bene a loro che senso ha dibattere di eguaglianza, rispetto reciproco, ecc. ?

In effetti, si dibatte (anche qui, in questo forum) quasi sempre di coppie in crisi, per analizzare cosa non ha funzionato ma non mi risulta che si analizzi cosa (quale mix) può aver funzionato …

P.

(--------;)---------)
"Innamorarsi è raro, ma non difficile. La vera impresa è conservare quel sogno d'amore anche dopo la sua trasformazione in realtà. Perché se incontrarsi resta una magia, è non perdersi la vera favola. (Massimo Gramellini)

2

venerdì, 15 marzo 2019, 12:31

In effetti, si dibatte (anche qui, in questo forum) quasi sempre di coppie in crisi, per analizzare cosa non ha funzionato ma non mi risulta che si analizzi cosa (quale mix) può aver funzionato …
Guardo attorno a me "coppie" (anche fra poco andranno anche a nozze) e personalmente io a certe condizioni (di uno dei due) non ci starei.

Mi limito ad appurare che per loro va bene così.

L'altro giorno dicevo a mio amico, che non spero di trovare una persona con cui sia tutto "perfetto" poiché essa non esiste, ma spero di provare un sufficiente amore per cui io riesca nei "problemi" che sicuramente ci saranno trovare una ragione di andare avanti, e che quei problemi non mi "impediscano" di vivere serenamente come è successo nell'ultima esperienza ... e mi sembra già di chiedere troppo alla vita.
"così sono partito per un lungo viaggio, lontano dagli errori e dagli sbagli che ho commesso"

3

venerdì, 15 marzo 2019, 13:00

@Juniz: "L'altro giorno dicevo a mio amico, che non spero di trovare una persona con cui sia tutto "perfetto" poiché essa non esiste, ma spero di provare un sufficiente amore per cui io riesca nei "problemi" che sicuramente ci saranno trovare una ragione di andare avanti, e che quei problemi non mi "impediscano" di vivere serenamente come è successo nell'ultima esperienza ... e mi sembra già di chiedere troppo alla vita. "

E' un approccio maturo e realistico; solitamente chi parte (difficile) o arriva per esperienza di vita (un pò meno difficile ma non scontato) a tali considerazioni è già a buon punto.
Un pò pessimistico il pensiero finale.
Consultando abbastanza esperti puoi trovare conferma a qualsiasi opinione.

4

venerdì, 15 marzo 2019, 13:30

E' un approccio maturo e realistico; solitamente chi parte (difficile) o arriva per esperienza di vita (un pò meno difficile ma non scontato) a tali considerazioni è già a buon punto.
Un pò pessimistico il pensiero finale.
:kiss: :love:
"così sono partito per un lungo viaggio, lontano dagli errori e dagli sbagli che ho commesso"

Pivaldo

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5

venerdì, 15 marzo 2019, 14:05

In effetti, si dibatte (anche qui, in questo forum) quasi sempre di coppie in crisi, per analizzare cosa non ha funzionato ma non mi risulta che si analizzi cosa (quale mix) può aver funzionato …
Guardo attorno a me "coppie" (anche fra poco andranno anche a nozze) e personalmente io a certe condizioni (di uno dei due) non ci starei.

Mi limito ad appurare che per loro va bene così.
.

Non ci crederai, Juniz, ma l'ispirazione a creare il thread nasce da una conversazione telefonica di qualche tempo fa, avuta con un signore arabo (residente in uno di quei paesi che non riconoscono quasi alcun diritto alle donne) il quale mi ha detto, ad un certo punto, che non aveva potuto rispondere prima ad un mio quesito su un certo affare, perché la moglie non era ancora ritornata da un viaggio. Aveva avuto la necessità di consultarla e condividere la decisione. La signora in questione, che conosco, è soggetta in tutto e per tutto al marito in apparenza e, in sua assenza, ai figli maschi. E' una persona di cultura (anche occidentale), che accetta la sua condizione di inferiorità come naturale (non può guidare, non può uscire da casa da sola), contenta che il marito (per di lui libera scelta) la rispetti (ad es. non ha avuto altre mogli) e la consulti su tutto tenendola in grande considerazione. E stanno insieme da oltre 30 anni.
Una volta, in Italia mentre ero a pranzo con lei (ed una sua amica), mi spiegava che la condizione femminile nella società islamica si fonda sulla fortuna di trovare un marito (i matrimoni sono combinati dalle famiglie) che sia una persona decente e tollerante. Ed il ruolo del padre è fondamentale nel volere trovare un uomo decente per la figlia (diciamo nelle classi più elevate ed istruite della società). Qualcosa non dissimile dalla società occidentale sino all'inizio e, forse anche alla prima metà, del XX secolo. Quindi, ieri per la nostra storia occidentale.

In generale, il punto di equilibrio di una coppia si stabilisce in funzione della compatibilità raggiunta all'interno dell'unione.

In quelle società antiquate, se va bene, la condizione di disuguaglianza tra i partner può risultare accettabile e l'unione funziona, per effetto dell'incontro di personalità compatibili. Se non funziona e c'è la prevaricazione sociale dell'uomo, la donna deve vivere nella sofferenza esistenziale (penso ad una mia nonna, che si confidò con me) perché la coppia rimane in piedi, comunque, per i vincoli imposti dalla società.

Con l'emancipazione femminile la situazione è totalmente cambiata (o dovrebbe esserlo).

Ma non sta scritto in nessuna parte (nella realtà, lasciamo stare i principi codificati) che anche nella formazione della coppia moderna le posizioni debbano essere di eguale peso o che debbano tendere ad una sorta di equivalenza in corso di rapporto.
Quello che è cambiato è la gamma delle conseguenze della crisi familiare derivante dalla uguaglianza della donna..
E solo per questo fatto, si è creata una condizione crescente di crisi della famiglia, nel senso che è venuto meno, l'obbligo di dover mantenere l'apparenza e l'unità matrimoniale per effetto dei vincoli esterni e le situazioni di crisi (sempre esistite o sviluppate in corso di rapporto), quando, ad un certo punto, non vengono tollerate, fanno implodere le unioni.

Oggi, la tendenziale libertà femminile (almeno in molte aree del c.d. mondo occidentale) rende più difficile non tanto il raggiungimento del punto di equilibrio quanto la sua preservazione.

Ci può essere la persona "depressa" che trae piacere dall'essere considerata apprezzata (amata) da una persona "forte" psicologicamente forte, e che non è affatto detto che riesca a superare la depressione in corso di relazione e non è nemmeno detto che, se uscisse dalla depressione, continuerebbe ad essere apprezzata dalla persona "forte". L'alterazione dell'equilibrio iniziale può risultare deleteria.

Il paradosso è che, se la situazione di disuguaglianza iniziale (in base alla quale la coppia si è formata) e la relazione sbilanciata in partenza però funziona (la parte debole accetta la sua debolezza in relazione alla parte forte come condizione esistenziale), e nel corso degli anni il rapporto si evolve nel senso di azzerare la disuguaglianza è facile che l'unione comunque salti, entri in crisi fino alla dissoluzione per l'incapacità di uno dei partner di accettare il cambiamento e l'evoluzione dell'altro partner.



L'altro giorno dicevo a mio amico, che non spero di trovare una persona con cui sia tutto "perfetto" poiché essa non esiste, ma spero di provare un sufficiente amore per cui io riesca nei "problemi" che sicuramente ci saranno trovare una ragione di andare avanti, e che quei problemi non mi "impediscano" di vivere serenamente come è successo nell'ultima esperienza ... e mi sembra già di chiedere troppo alla vita.


Se interpreto bene, se trovi una persona che sia capace di lavorare su se stessa, in concomitanza con la tua evoluzione, trovando accettabile qualsiasi spostamento del punto di equilibrio all'interno della coppia che dovesse verificarsi.
Buona fortuna, di cuore.
Ma non è facile né scontato nel lungo periodo.

P.

(-------------;)-------------------)
"Innamorarsi è raro, ma non difficile. La vera impresa è conservare quel sogno d'amore anche dopo la sua trasformazione in realtà. Perché se incontrarsi resta una magia, è non perdersi la vera favola. (Massimo Gramellini)

6

venerdì, 15 marzo 2019, 15:26

In quelle società antiquate, se va bene, la condizione di disuguaglianza tra i partner può risultare accettabile e l'unione funziona, per effetto dell'incontro di personalità compatibili.
Credo che in un paese come quello di cui parli, ci siamo "poche" alternative che le personalità NON siano compatibili :D

La donna è comunque sottomessa.
Quindi accondiscendente. Piu' che compatibilità, direi la fortuna di trovare un uomo che non "abusi" di un potere che avrebbe comunque.

Mi viene difficile immaginare la compatibilità se la donna nasce "addestrata" al compiacimento.
che probabilità c'è di andare in disaccordo in chi ti darà comunque ragione.
Ma non sta scritto in nessuna parte (nella realtà, lasciamo stare i principi codificati) che anche nella formazione della coppia moderna le posizioni debbano essere di eguale peso o che debbano tendere ad una sorta di equivalenza in corso di rapporto.
Quello che è cambiato è la gamma delle conseguenze della crisi familiare derivante dalla uguaglianza della donna..
E solo per questo fatto, si è creata una condizione crescente di crisi della famiglia, nel senso che è venuto meno, l'obbligo di dover mantenere l'apparenza e l'unità matrimoniale per effetto dei vincoli esterni e le situazioni di crisi (sempre esistite o sviluppate in corso di rapporto), quando, ad un certo punto, non vengono tollerate, fanno implodere le unioni.

Infatti quasi mai sono di uguale peso.

Nella legge dell'attrazione prevale la personalità, e credo ci sia una diffusione abbastanza equa di uomini assoggettati che ricercano personalità femminili domananti o ne rimangono vittime ... e di donne che lo sono allo stesso modo ma con il parterre maschile. Insomma sono molte le combinazioni e possiamo osservarlo anche nel piccolo, dal forum, dalle storie.

Cio' che cambia è il proseguimento della coppia nel lungo termine, oggi non c'è grande protezione e propaganda del matrimonio come panacea per tutti i mali.
Se interpreto bene, se trovi una persona che sia capace di lavorare su se stessa, in concomitanza con la tua evoluzione, trovando accettabile qualsiasi spostamento del punto di equilibrio all'interno della coppia che dovesse verificarsi.
Buona fortuna, di cuore.
Ma non è facile né scontato nel lungo periodo.

Grazie Pivaldo, lo so.

Per me innamorarsi, sovrascrivere le vecchie regole, smaltire il peso del passato, con i suoi giudizi che non mi appartengono, evolvere in una "donna" diversa grazie all'incontro con un altro uomo, scoprire un nuova energia sarebbe già tanto :D ;)
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Santacruz

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7

domenica, 17 marzo 2019, 12:13

, contenta che il marito (per di lui libera scelta) la rispetti (


Guarda Pivaldo, credo che il punto sia solo questo.
Il rispetto verso la donna non è una LIBERA SCELTA di uomini illuminati ma Un DIRITTO FONDAMENTALE NELLA CARTA DEI DIRITTI DELL'UOMO, grande conquista etica della nostra cultura occidentale.
Quindi pur con tutti i suoi limiti e le sue contraddizioni, non sarei mai disposta a rimettere in discussione questo obbligo, tutelato dalla legge e da altre facilitazioni necessarie per raggiungere un equilibrio ancora assente, combattendo con le unghie e coi denti.

La questione è sempre la stessa.
DIO TOGLIMI IL LIBERO ARBITRIO perché non voglio pensare e non voglio sbagliare. No, non è la strada che vorrei percorrere io.

Non c'è errore più grande che amputare una parte della nostra libertà per il quieto vivere.

Esistono delle leggi e delle politiche, delle sedi per rimettere in discussione eventuali derive e decidere insieme da che parte vogliamo andare.



Oggi, la tendenziale libertà femminile (almeno in molte aree del c.d. mondo occidentale) rende più difficile non tanto il raggiungimento del punto di equilibrio quanto la sua preservazione.


Probabilmente non sono equilibri che vadano la pena essere mantenuti.
Dobbiamo tutti evolverci e imparare a camminare con le nostre gambe in questo deserto sconfinato che è la libertà di cui godiamo nel mondo contemporaneo.
Ma svenderne un pezzettino no.

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