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Maeva

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1

Wednesday, March 25th 2020, 7:46pm

Non sto bene

Ciao a tutti, questa è la prima discussione che apro sul forum. Non so se sto scrivendo nella sezione giusta ma poiché vorrei parlare principalmente della mia attuale situazione sentimentale, credo di sì.
Come da titolo non sto bene.
Questa quarantena e questo isolamento non aiutano.
Sono fidanzata da circa un anno e mezzo con mio coetaneo (36 anni) ed è stata sin da subito una relazione molto bella ma anche complicata. Lui sta molto male a causa di una separazione conflittuale con la ex avvenuta ormai 2 anni fa, hanno un figlio conteso e sono in ballo tramite avvocati per l'affido del minore che, attualmente, vive esclusivamente con la madre. Il mio ragazzo lo vede settimanalmente solo in presenza degli assistenti sociali (storia lunga, lui era stato incriminato per stalking perchè, dopo la separazione la ex gli negava di vedere il bambino e lui si è rivelato molto insistente finché lei ha pensato di denunciarlo e fare tutto il possibile per allontanarlo ulteriormente dal figlio).
Lui soffre maledettamente il non poter fare da padre al bambino, ma i suoi problemi di ansia, depressione, pensieri ossessivi, hanno radici antiche e non si è mai preso la responsabilità di occuparsene, rifugiandosi nell'alcol, in passato anche nelle droghe, e peggiorando notevolmente le cose.
Lo scorso inverno siamo arrivati ad un punto pesantissimo tra noi perchè lui se la prendeva con me per il fatto che non potessimo stare sempre insieme e vivere insieme. Io attualmente non lavoro, ho problemi di ansia e anche diverse fobie che mi rendono molto difficile lavorare, oltre una situazione familiare complessa con una madre controllante, credo ossessivo-compulsiva, che non mi ha mai permesso di vivere una vita che non fosse in linea con la sua visione del mondo. Lui detesta mia madre, la vede come un ostacolo alla nostra felicità, senza rendersi conto che non è quello il nostro unico problema, ma anche tutte le sue questioni. Lo scorso inverno sono arrivata a lasciarlo, perché non facevamo che litigare, lui pretendeva che gli dimostrassi di amarlo mollando la mia famiglia e andando a convivere, adeguandomi a qualsiasi lavoro e sacrificio pur di stare insieme a lui.
Dopo il distacco e la chiusura della relazione, abbiamo avuto entrambi un periodo di riflessione e abbiamo compreso che ci mancavamo maledettamente. Lui ha capito di aver sbagliato molto e di aver esagerato nelle pretese nei miei riguardi, capendo che era il suo malessere non gestito a spingerlo a pretendere da me determinate cose.
Recentemente ha iniziato una terapia con uno psichiatra per gestire la sua ansia e la depressione senza più servirsi di palliativi più dannosi che altro.
Il sentimento tra noi è rinato, ci vogliamo molto bene, ma la situazione si è molto complicata per il fatto che la mia famiglia non lo può più vedere dopo vari episodi in cui lui ha pure litigato con mia madre, quindi attualmente mi vedo costretta a vivere la relazione di nascosto. Lui vorrebbe di più, vorrebbe una relazione più libera, più adulta, una convivenza, una famiglia con me.
Io non mi sento pronta. Ho un sacco di problemi (sto comunque andando da una psicologa) e, alla luce di come sono andate le cose tra noi lo scorso inverno, ho paura dei suoi crolli, che possa ancora prendersela con me per le cose che non vanno nella relazione o nella sua vita. Vorrei vivermi la relazione con calma e valutare bene, oltre al fatto che lui è ancora ossessionato e incasinato con la situazione precedente e il figlio.
Adesso sta seguendo questa terapia farmacologica e sta andando da uno psicologo. E' ancora presto per vedere dei benefici, ma lo trovo più tranquillo.
Ora c'è questa quarantena per il Coronavirus che ognuno sta vivendo a casa propria. Sentiamo la mancanza l'uno dell'altra e mi ha anche proposto di andare a fare la quarantena da lui.
A parte il fatto che non trovo corretto spostarsi e "imbrogliare" in una situazione del genere, ma per me è semplicemente impensabile trasferirmi da lui per la quarantena. Dovrei dare spiegazioni a mia madre (lo so, ho 36 anni non 15, non giudicatemi, ho una situazione familiare anormale e lui me la fa sempre pesare...ha ragione, lo so che non è normale questa cosa), andare a stare per un mese, 2 mesi, boh, a casa sua senza un reddito, lui è rimasto a casa perchè l'azienda per cui lavora rientra tra quelle che con gli ultimi decreti non sono essenziali, quindi è in cassa integrazione. Convivere 24 ore al giorno in maniera forzata con una persona che amo ma con cui ho avuto anche esperienze terribili nei momenti in cui stava molto male.
Non mi sembra il momento di vivere un'esperienza simile.
Io non sto bene.
Ogni volta che lui mi fa notare che io non sono lì, che non sono fisicamente presente, mi sento male. Mi sento mancante.
Oggi alla sua ennesima proposta di andare da lui per la quarantena mi è salita la rabbia e poi una profonda sofferenza interiore. Gli ho scritto che gli auguro di stare bene e sicuramente troverà una donna che potrà esserci davvero, non come me.
Non mi ha più risposto.
Io non sto bene in tutto questo. La mia vita non ha alcuna direzione, non riesco a vivere, a realizzarmi, ho paura e ora, con questa epidemia, tutto sembra così indefinito e incerto.
Mi sento fallita in tutto e lui mi sbatte in faccia che non sono in grado di esserci se non a parole, che so offrirgli solo una relazione da adolescenti, come a volte l'ha definita.
Io ora non posso dargli una relazione normale, perchè la mia vita non è normale.
Io non sto bene. Scusate questo sfogo, ma avevo bisogno di parlarne con qualucno.

repcar

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2

Thursday, March 26th 2020, 6:02pm

Come da titolo non sto bene.
Questa quarantena e questo isolamento non aiutano.
Lo credo bene, questa situazione sta logorando tutti quanti ed in tutti i sensi.
Lui soffre maledettamente il non poter fare da padre al bambino, ma i suoi problemi di ansia, depressione, pensieri ossessivi, hanno radici antiche e non si è mai preso la responsabilità di occuparsene, rifugiandosi nell'alcol, in passato anche nelle droghe, e peggiorando notevolmente le cose.
Situazione difficile da gestire proprio perchè hanno "radici antiche".
Adesso sta seguendo questa terapia farmacologica e sta andando da uno psicologo. E' ancora presto per vedere dei benefici, ma lo trovo più tranquillo.
Molto bene, certamente i benefici non sono immediati, ma l'importante è che si è deciso ad intraprendere una cura farmacologica abbinata ad una psicoterapia, vedrai che i frutti si coglieranno, non darti per sconfitta.
Il mio ragazzo lo vede settimanalmente solo in presenza degli assistenti sociali (storia lunga, lui era stato incriminato per stalking perchè, dopo la separazione la ex gli negava di vedere il bambino e lui si è rivelato molto insistente finché lei ha pensato di denunciarlo e fare tutto il possibile per allontanarlo ulteriormente dal figlio)
Purtroppo queste situazioni li vedo quotidianamente dato il mio lavoro, non si riuscirà mai a capire che i conflitti tra coniugi si riversano sulla psiche dei figli.


Concludo dicendoti di non darti per sconfitta, questi sono momenti non facili da gestire e le conversazioni via telefono non possono rivelarsi efficaci come un incontro e chiarimento "de visu".
Lo sfogo è più che lecito e se questo è servito a qualcosa allora ben venga, ed in questo forum credimi siamo in tanto a "sfogarci".......Tempus dolorem lenit "Il tempo mitiga ogni dolore". In bocca al lupo a te ed il tuo ragazzo....... :thumbup:

Maeva

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3

Tuesday, March 31st 2020, 2:49pm

Ciao repcar, grazie per avermi risposto.
Sicuramente questa situazione generale è molto pesante per tutti e non potrebbe essere altrimenti.
La condizione del mio ragazzo è purtroppo peggiorata poichè con le nuove misure adottate dal Governo si è ritrovato a casa dal lavoro (la sua azienda è tra quelle che non possono rimanere aperte).
In questi giorni è sprofondato nella disperazione e nella paura di finire in mezzo a una strada e non farcela a pagare affitto e mantenimento del figlio; continua a ribadire che si sente solo, che è solo e anche se cerco di fargli notare che non è così perchè comunque io, anche se non sono lì fisicamente, ci sono; i suoi genitori e familiari ci sono e si sentono ogni giorno, lui dice che la realtà è che lui vive solo ed è solo. Si sente in colpa nei confronti del figlio e stanotte mi ha anche scritto un lungo messaggio in cui diceva che è finito, che non ha futuro e che stava pensando di farla finita.
Io ora sono in ansia e terrorizzata all'idea che possa compiere gesti estremi. Gli ho consigliato di sentire la psichiatra che lo segue (avrà una visita l'11 aprile) e lo psicologo. Io, purtroppo, da qui non posso fare nulla.
Comprendo il senso di solitudine e isolamento che si possa provare in questo momento, le preoccupazioni e la paura per il futuro...ma siamo tutti sulla stessa barca, non è che lui viva una condizione differente rispetto agli altri.
So che queste sue percezioni sono dovute ai suoi problemi psicologici...ormai è un mesetto che sta seguendo la terapia, ma lui stesso afferma di avere solo gli effetti collaterali dei farmaci (bruciori di stomaco, diarrea, insonnia, ansia e disturbi alla sfera sessuale). So che ci vogliono alcune settimane prima che gli antidepressivi diano i loro effetti terapeutici, ma ora sono anche seriamente preoccupata per lui e, a parte invitarlo a sentire la psichiatra, non so cosa fare.
Peraltro mi sento colpevole del fatto di non esserci, pur sapendo che il suo equilibrio emotivo non può dipendere dalla mia presenza o meno.
Mi sento in balia delle montagne russe, dei suoi umori, convivo con la preoccupazione e l'ansia sapendo che è lì da solo e non so che cavolo gli passi per la testa. Cerco di usare parole di conforto, cerco di rassicurarlo, ma sembra inutile, se cerco di spronarlo idem. Oggi sono sbottata e gli ho detto che se vuol farmi morire di crepacuore che lo dica...so che ho sbagliato e che non fa apposta a comportarsi così, però io non ce la faccio più. Non so cosa devo fare.

4

Tuesday, March 31st 2020, 3:33pm

c'è tanta, veramente tantissima carne sul fuoco nella vostra relazione.
due persone fragili, con vissuti importanti e difficoltà quotidiane di notevole peso.

francamente, mi dispiace dirtelo, non so come potete trovare serenità nello stare insieme, nel convivere adesso.
personalmente non farei questo passo, nemmeno per la "sola" quarantena (periodo comunque stressante), perché bisogna trovare nuovi equilibri e mettere in campo tanta energia.

a mio avviso la cosa più utile per voi due sarebbe quella di sostenervi a vicenda a distanza, soprattutto in questo periodo (che speriamo finisca presto). cercare poi un equilibrio individuale per non rischiare di dipendere uno dall'altro. avere delle fragilità non è un dramma ma nella coppia è importante mettere risorse, capacità di gestire le risorse. sennò il rischio di soffrire è veramente alto.
namasté

Maeva

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5

Tuesday, March 31st 2020, 3:53pm

Ciao La huesera, grazie.
Sì, anche io sono d'accordo con te sul fatto che ora sia assolutamente prematura una convivenza e io stessa non mi sento pronta.
Non credo ce la farei a reggere i suoi crolli.
Lo scorso autunno/inverno, poi, abbiamo vissuto momenti molto pesanti a causa del suo malessere che cercava di tamponare con l'alcol, quindi era molto rabbioso, in ansia, se la prendeva con tutti e anche con me, trattandomi spesso male e incolpandomi di non esserci, di non stare al suo fianco fisicamente.
Anch'io sono fermamente convinta che finchè le cose stanno così ed entrambi non troviamo prima un po' di equilibrio individuale non si possano fare grossi progetti. Questo lui non sembra comprenderlo più di tanto.
A volte ho come la sensazione che mi voglia lì solo per colmare un suo vuoto interiore, la solitudine, la paura di non realizzare una sua famiglia o comunque qualcosa di suo. Non mi sembrano i presupposti adatti.
Ora, chiaramente, questa situazione che impone la lontananza fisica e l'isolamento non aiuta. Qualche giorno fa ci siamo visti in videochiamata, ma lui subito dopo ha affermato che se mi vede poi gli manco ancora di più e sta ancora peggio.
Io, sinceramente, non so che fare. Gli ho anche suggerito di trovarsi qualcosa da fare che gli occupi un po' la mente, magari un nuovo hobby, qualcosa che gli piacerebbe imparare a fare...ma niente, lui sta lì tutto il giorno a letto, a guardare la tv e rimuginare....Da stanotte, poi, che mi ha rivelato che sta pensando di farla finita ma non ha neanche il coraggio di farlo, mi sto seriamente preoccupando.

6

Tuesday, March 31st 2020, 4:22pm

è una situazione angosciante, lo posso immaginare
tra l'altro non puoi fare molto in questa situazione
sicuramente consigliargli di mettersi in contatto con il suo psichiatra
namasté

Maeva

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7

Tuesday, March 31st 2020, 4:39pm

E' ciò che ho fatto, ma non so se lo farà.
La scorsa estate in un momento simile in cui lui era crollato (anche se in quel caso non parlava esplicitamente di volersi suicidare) avevo anche provato a contattare i suoi familiari per informarli della situazione e metterli al corrente della mia preoccupazione, invitandoli a stargli anche loro più vicini e "tenerlo d'occhio".
Ho esposto il mio sospetto che potesse trattarsi di un problema che richiedeva un parere medico o, comunque, un maggior supporto psicoterapeutico (lui andava già da uno psicologo ma una volta al mese). Le risposte sono state del tipo:"Anche noi siamo preoccupati ma non possiamo farci niente. Lui non ha bisogno di farmaci o medici, deve solo tirare fuori le palle e reagire." O anche:"E' fatto così, ogni tanto ha i suoi momenti no. Poi, volente o nolente, ora sei tu la persona che gli è più vicina e sicuramente lui preferisce avere vicina la sua compagna più che altre persone." Che lì per lì ho letto un po' come un:"Te lo devi smazzare tu."
In tutto questo lui che è passato da uno stato di totale disperazione e apatia a trattarmi malissimo e accusarmi di saperlo solo sbolognare allo psicologo invece di proporgli di andarcene e rifarci una vita insieme.
Ora onestamente eviterei di contattare di nuovo i familiari e, oltretutto, data la quarantena credo che sarebbe persino inutile farlo visto che non potrebbero comunque andare a trovarlo.
Però sono fortemente preoccupata per come sta e il timore che possa fare qualche cazzata sinceramente lo ho. E' vero che sta prendendo ansiolitico e antidepressivo, ma è ancora all'inizio della terapia e, a quanto pare, i benefici non si stanno ancora riscontrando.

Maeva

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8

Tuesday, March 31st 2020, 7:31pm

Scusate se scrivo di nuovo, ma poco fa ci siamo risentiti e mi ha detto che oggi ha bevuto 3 birre (sta assumendo gli psicofarmaci), ho ribadito che deve contattare la psichiatra prima della visita se reputa che la terapia non lo stia aiutando. Lui ha iniziato a farmi strane domande, ad esempio a chiedermi cosa succede se si prende tutta la scatola dei farmaci, poi mi ha chiesto cosa sono i barbiturici, se conosco quei farmaci. Gli ho chiesto come mai quella domanda e lui mi ha risposto:"Così, stavo cercando su Google".
Ragazzi, io sono disperata, non sono cosa fare! Ho il reale sospetto che stia cercando il modo di suicidarsi e non so cosa fare! Gli ho detto di chiamare subito la psichiatra (anche se so che a quest'ora non lavora) e mi ha detto che domani la chiama.
Cosa posso fare?! Sto malissimo!

9

Wednesday, April 1st 2020, 9:24am

cerca di chiamarlo ad intervalli regolari, per accertarti che stia bene.
hai il numero del suo psichiatra?
namasté

Maeva

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Wednesday, April 1st 2020, 10:30am

È quello che ho cercato di fare ieri sera. Poi verso mezzanotte mi ha detto che si sarebbe messo a dormire e che aveva un fortissimo mal di testa, che se chiudeva gli occhi per dormire gli venivano mille pensieri, però mi ha augurato la buona notte e non l'ho più sentito finora. Gli ho mandato un messaggio stamattina ma non l'ha ancora visualizzato e può essere che stia ancora dormendo.
Purtroppo non ho il numero della psichiatra. Anche ieri ho cercato di convincerlo a chiamarla oggi...spero lo faccia.
Non sono per niente tranquilla sapendo che è lì solo e chissà cosa gli passa per la testa.

repcar

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Wednesday, April 1st 2020, 6:44pm

le tue preoccupazioni sono più che giustificate, ma i tentativi che sta facendo il tuo ragazzo per risalire la china non sono affatto sufficienti. Mi riferisco all'alcol (anche se sono solo tre birre) che dovrebbe essere assolutamente evitato quando si assumono psicofarmaci.
Lui non ha bisogno di farmaci o medici, deve solo tirare fuori le palle e reagire."
Bella frase degna delle persone più intelligenti (in special modo quando detta dai familiari) che in questo modo gli offrono un aiuto importante, non oso andare più avanti per il bene del mio fegato.

Quoted

Peraltro mi sento colpevole del fatto di non esserci, pur sapendo che il suo equilibrio emotivo non può dipendere dalla mia presenza o meno.
non iniziare a darti delle colpe che non hai, tutto si riverbera sul tuo stato psicologico che in questo momento è fortemente sotto stress.

Quoted

A volte ho come la sensazione che mi voglia lì solo per colmare un suo vuoto interiore, la solitudine, la paura di non realizzare una sua famiglia o comunque qualcosa di suo. Non mi sembrano i presupposti adatti.
Ed hai perfettamente ragione. Molte volte le persone depresse tendono a colmare i propri vuoti con il/la partner e più la persona è visibilmente presa per la situazione che si è creata, più facile è per il depresso esprimersi con frasi (ma non in senso esplicito) del proprio suicidio, o chiedere cosa sono i "barbiturici". Questo non significa che non bisogna stendere la mano e dargli il supporto necessario, ma non significa neanche cadere in fondo al baratro insieme a lui.
Faccio parte di un gruppo di aiuto-aiuto per persone che soffrono di disturbi psichici (anche io lo sono) e per questo ti ripeto che la situazione non è di facile gestione. Solitamente in questi casi, non io, ma gli specialisti (psichiatra/psicologo) dicono chiaro e tondo all'altra parte come valutare attentamente la gestione del proprio futuro con una persona sofferente di disturbi psichiatrici. Questo non significa che una persona non si possa innamorare di una "depresso", ma deve anche cercare di capire che quando la patologia assume i contorni di "severità" allora bisogna contestualizzare l'intero quadro che si sta vivendo rapportandolo alla lunga. A te la risposta.
Infine è chiaro che i farmaci hanno una risposta di latenza molto più lunga degli effetti collaterali che invece sono evidenti già dalla prima somministrazione.
Sarebbe interessante che tu contattassi lo specialista per conoscere la patologia che gli è stata diagnosticata ed il tipo di farmaco prescritto in modo tale da verificare se si tratta di "semplice depressione" o altre tipologie, in quanto non vi è una sola depressione ma vari tipi di depressioni.
Sempre a disposizione..... :thumbup:

Maeva

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12

Wednesday, April 1st 2020, 11:20pm

Ciao Repcar.
Oggi il mio ragazzo stava un pochino meglio, poi ha ricevuto notizia dal suo capo che forse potevano con un cavillo riuscire a tenere aperta l'azienda e quindi il suo umore è immediatamente risalito. Poche ore dopo ha avuto notizia che non c'era certezza che potessero riaprire e quindi per il momento sono fermi. Nuova tragedia.
Oggi ho avuto anche una lunga chiacchierata con la mia psicologa, la quale mi ha sostanzialmente detto in parte cose che mi hai detto anche tu, e che comunque il mio ragazzo ha uno psicologo e una psichiatra di riferimento, quindi è opportuno che si rivolga a queste figure, che non può permettersi di terrorizzarmi in questo modo.
Ha detto che comunque lui ha poco da pretendere presenza, convivenza ecc da me perchè finchè non si decide a curarsi seriamente la nostra relazione non potrà andare da nessuna parte, dal momento che così, come la imposta e la vive lui, con questi caratteri di dipendenza, non è una relazione tra uomo e donna, ma ricorda più un rapporto madre/figlio, dove io sono chiamata a prendermi incondizionatamente cura di lui, pena il suo umore depresso, la sua insoddisfazione ecc.
Oggi lui non aveva ancora contattato la psichiatra perchè ha detto che il mercoledì e il giovedì non c'è, e che comunque settimana prossima dovrà già sentire lo psicologo.
Oltretutto, dopo la piccolissima parentesi di sollievo data dalla speranza di ricominciare a lavorare, è ripiombato di nuovo nell'ansia, nella preoccupazione, ed ha ovviamente ricominciato a vomitarmi addosso le sue angosce affermando che se starà un mese senza lavorare finirà in mezzo alla strada, ha iniziato a prendersela col Governo, col mondo, ecc.
Io stasera sono un po' sbottata e gli ho detto che capisco la sua preoccupazione, ma che ho dei limiti e non può ogni giorno vomitarmi addosso sta roba, che anche io ho problemi psicologici e fragilità, anche io non sto bene in tutta questa incertezza e in questa condizione di isolamento forzato, e avere dall'altra parte una persona che mi usa come pattumiera dentro cui scaricare la propria spazzatura emotiva e che mi toglie il sonno la notte con le "minacce" di farla finita, non solo non mi fa stare bene, ma rischia di far finire me a prendere i barbiturici!
Al che, come avevo previsto, si è subito scusato e ha iniziato a dire che non si sfogherà più, che sbaglia sempre tutto, ecc
Per quanto riguarda la diagnosi mi aveva detto che la psichiatra ha scritto "disturbi dell'adattamento" e gli ha prescritto Xanax 1 compressa 3 volte al giorno e Sertralina 50 mg che ha iniziato con mezza compressa per 4 giorni e poi è passato a una intera.
Dice che la terapia non gli fa niente, che lo Xanax lo ha fatto dormire bene 3 notti e poi basta...insomma, si lamenta ma alla fine non alza sto benedetto telefono per parlare con la psichiatra. Aspetta la visita dell'11.
A parte questo lui mi aveva confidato che, appena separato dalla ex, era andato dallo psicologo da cui va tutt'ora e che quest'ultimo lo aveva mandato dalla medesima psichiatra che lo sta curando, la quale gli diagnosticò una depressione ansiosa e gli prescrisse sempre una cura con antidepressivo e ansiolitico dicendo che avrebbe dovuto assumerla per almeno un anno o due. Lui la iniziò e dopo pochi giorni la sospese perchè stava malissimo...inizialmente non mi aveva spiegato bene tutto, di recente mi ha confidato che in quel periodo beveva e prendeva i farmaci senza smettere con l'alcol. Comunque in quel periodo abbandonò subito la terapia.
La mia psicologa mi ha anche detto che secondo lei il mio ragazzo non dovrebbe arrivare a togliersi la vita, ma ammesso e non concesso che arrivasse a compiere gesti estremi, io non sono nè colpevole, nè responsabile, che se mai lui dovesse prendere una simile decisione non avrebbe nulla a che vedere con me e con l'amore che sono stata o meno in grado di dargli.
Razionalmente so che ha ragione ed è vero...però interiormente faccio fatica a non sentirmi implicata e, in qualche misura, responsabile nei suoi confronti. Infatti, anche stamattina, a un certo punto provavo quasi rabbia e disperazione e pensavo:"Ma io cosa ho fatto di male per meritarmi una situazione simile?!" So che è una mia scelta, non è che mi è caduta dal cielo questa persona e nessuno mi impone di starci insieme, però lo stato di angoscia e malessere in cui mi trovavo mi faceva quasi provare rabbia verso di lui e il suo averne sempre una, il suo non essere un minimo indipendente a livello emotivo...anche rabbia perchè mi sentivo investita di un ruolo che non mi compete e che mi risucchia un sacco di energie e di risorse psico fisiche. Io ieri credo di aver perso almeno 10 anni di vita per l'ansia e la paura che ho provato in seguito alle sue dichiarazioni di volersi ammazzare. La notte ho dormito malissimo e ho provato stati di angoscia incredibile quando gli scrivevo i messaggi e vedevo che stava un po' senza rispondermi. Cioè, io non posso vivere così.
Tuttavia non è facile. Sono innamorata di lui, ed è molto difficile trovare un equilibrio tra cuore e ragione.

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BornToBeWild

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Wednesday, April 1st 2020, 11:47pm

È una situazione molto delicata, visto che entrambi siete seguiti da uno psicologo io credo che i migliori consigli possono darveli loro, tu non ti devi sentire addosso la responsabilità di dover "salvare" lui. Credo anche che una persona nelle condizioni in cui si trova attualmente lui non sia il massimo lasciare che abiti da solo. Ma la sua famiglia davvero non può fare niente di più per stargli più vicino fisicamente parlando? Soprattutto in questi giorni di quarantena...stare chiusi in casa tutto il giorno è dura, da soli è pure peggio. Io non sono depresso, abito da solo, ma per la quarantena sono tornato a casa dai miei. Cerca comunque se puoi di stargli vicino il più possibile con chiamate e messaggi.

Maeva

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Thursday, April 2nd 2020, 9:09am

Ciao BornToBeWild,
diciamo che la sua famiglia non è combinata benissimo.
Lui prima di conoscere la sua ex viveva con la madre, ma i rapporti con lei sono un po' di amore/odio. Peraltro lui vede come una sconfitta personale il dover rinunciare a casa sua, alla sua indipendenza.
È rimasto per 6 anni insieme alla ex vivendo una relazione fortemente conflittuale solo per paura di andarsene e non farcela da solo (checché lui dica, una delle principali motivazioni a mio avviso era questa). Ora che, bene o male, ha trovato un modo di arrangiarsi, teme terribilmente l'incertezza e l'instabilità. Quindi il suo pensiero è che lui è realmente solo, che se dovesse cadere si ritroverebbe a morire di fame e vivere in macchina per strada. È terrorizzato dalla povertà.
La madre non è messa molto bene economicamente e non potrebbe certamente aiutarlo, il padre peggio ancora. La sorella ha la sua famiglia e lei e il marito fanno già fatica per i fatti loro.
Oltretutto lui ha questa situazione con il figlio, quindi il mantenimento da pagare, l'affitto della casa, un prestito in banca da restituire...diciamo che questa faccenda dell'essere rimasto a casa dal lavoro l'ha gettato nel panico.
A me sembra veramente strano che, con un'emergenza simile in corso, nè la banca, nè il giudice, nè il proprietario di casa possano tenerne conto e andargli incontro.
Lui dice di no.
Ad ogni modo è difficile stargli vicino visto che ogni tre per due ha un problema reale o presunto che lo affligge e lo fa vivere male.

BornToBeWild

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Thursday, April 2nd 2020, 4:17pm

Capisco benissimo per quanto riguarda i rapporti con la famiglia, l'indipendenza, la paura di non farcela da solo e le preoccupazioni per il futuro, sono tutte cose ho vissuto in prima persona nonostante sono più giovane, in parte ne ho accennato nel post che ho aperto da poco in questa sezione (a proposito, passa a darmi un parere se ti va). Io non ho figli da mantenere e fortunatamente non soffro di depressione ma da quando anche io sono obbligato in quarantena a causa del coronavirus sono tornato a casa in famiglia...litighiamo tutto il giorno ma ribadisco che secondo me, stare troppo tempo a casa soli sia ancora peggio, nonostante io sia una persona che non si trova male anche a stare da solo. E poi non bisogna lasciarsi andare tutto il giorno in pigiama, TV e frigo. Io tutti i giorni mi faccio la doccia/capelli e mi vesto come se dovessi uscire, cerco di tenermi impegnato in cose utili, anche se odio cucinare ho iniziato a provare qualche ricetta facile scaricata da internet...vorrei ripassare un po' l'inglese...cose così. Se si tiene impegnato avrà meno tempo per pensare all'affitto e alle bollette, tanto anche se si dispera non è che gli aumenta il conto in banca, un reddito ce l'ha comunque, si tratta solo di stringere la cinghia come già stiamo facendo un po' tutti e soprattutto mantenere la calma...la situazione è senz'altro difficile e seria per tutti ma abbattersi non è il modo migliore per affrontare i problemi.

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