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MezzaVita

Giovane Amico

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1

Friday, January 17th 2020, 7:21pm

La sensazione di non poter rendere felice qualcuno e la rinuncia

Ciao a tutti.

Spero sia la sezione giusta in cui scrivere, nonostante io non sia in coppia.

Ho 33 anni e sono single da più di un anno dopo una relazione di 9 anni. Dopo un periodo di riflessione, sto ricominciando a prendere in considerazione l'idea di uscire con qualcuno, anche con l'intenzione di avere una relazione lunga. Per ora però mi sono limitata a vedere un ragazzo che fisicamente è veramente il mio modello estetico ideale, e che chiamerò P.
Contemporaneamente sto frequentando un gruppo di persone in cui mi sono inserita di recente perché condividiamo una passione in comune. Li frequento da tre mesi circa, quindi con tutti loro i rapporti sono in via di definizione, con la maggioranza vireranno verso l'amicizia, qualcuno probabilmente resterà una conoscenza superficiale. Uno di loro però, che chiamerò M., mi fa sentire cose che avevo dimenticato e che cerco di tenere a bada: le classiche farfalle nello stomaco che tento di soffocare prontamente.
Cerco di limitarmi a provare a frequentare P., e mi sono chiesta il perché della cosa. Certo P. è alto, bello, elegante, più vecchio di me, grintoso, insomma estremamente virile, mentre M. oltre a essere più giovane di me e anche più basso. Ma M. è un ragazzo dolcissimo ed educato, e abbiamo tantissime cose in comune, quel genere di cose che ci fanno ritirare in un angolo a parlare tra di noi mentre gli altri fanno i loro discorsi. Sono abbastanza sicura di attrarli fisicamente entrambi, ma a volte ho la netta sensazione che M. potrebbe rendermi felice, una sensazione bizzarra, che non ho mai provato prima, e che cozza parecchio con il mio essere estremamente razionale.

Quando mi sono resa conto che M. mi provoca questa precisa sensazione, ho subito iniziato a convincermi che P. sia la scelta migliore, al momento - nonostante P. non voglia una relazione lunga - e a "sabotare" in qualche modo il mio rapporto con M., in modo da fargli capire che esco con qualcuno. Una parte di me si sente triste ogni volta che mi escono le parole di bocca, ma è come se non riuscissi a trattenermi. Ho cercato di capire perché faccio così, e oggi è arrivata l'illuminazione: io so che M. potrebbe rendermi felice, ma sono assolutamente certa che io non potrei rendere felice lui. Mi sento al cospetto di una persona bella, pura, con dei valori saldi, e sento che io e tutta la mia storia di ansia, depressione, abusi emotivi, dolore che ciclicamente ritorna, non faremmo altro che "sporcarla". Vorrei potermi avvicinare a lui, e sorridergli con la stessa dolcezza con cui lui sorride a me prima di abbassare gli occhi, ma sono stata male per troppo tempo, e tutto quello che riesco a fare è un sorriso tirato prima di nascondermi voltando la testa dall'altro lato. So che tutte le paranoie estetiche che mi faccio sono solo un modo per nascondere la verità.

Mi sento inadeguata, sono io quella difettosa, non M.

Sono sicura che, visto da quanto poco frequento entrambi, sono tutti discorsi prematuri, l'amore si costruisce col tempo. Ma vista la facilità con cui il rapporto cresce con M., credo sia quel tipo di riflessioni che bisogna cominciare a fare. Succede anche a voi? Ne siete usciti? Siete riusciti a far avvicinare qualcosa di bello alla vostra vita, consapevoli di poterla migliorare e non peggiorare con la vostra presenza?

avantitutta

Giovane Amico

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Friday, January 17th 2020, 10:36pm

Ciao,
io ti suggerirei di non perdere tempo e di iniziare a costruire una relazione con M. Rifletti bene su cosa hai bisogno. Visto che sei razionale, cerca di precisare questo punto con sincerità, senza lasciarti sviare da scuse o pseudoconvinzioni. Secondo me, come dice Tiziano Ferro, l'amore é una cosa semplice: stare bene, essere felici, crescere insieme. Poi una persona come te che ha sofferto, é senz'altro bella e pura. Se piano piano ti lascerai avvicinare, se vi amerete, ti aiuterà lui a superare le paranoie. Auguri!

amoreperduto

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3

Monday, January 20th 2020, 8:37pm

Non e' giusto per ENTAMBI gli uomini che tu frequenti quello che "decidi" e non quello "giusto" che ti rende piu' felice. E non e' neanche giusto nei TUOI riguardi! Dai a lui la possibilita' di decidere se tu sei la persona giusta!

arianna73

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Tuesday, January 21st 2020, 3:06pm

Ciao :)
Come ti è già stato saggiamente suggerito, non decidere tu per l'altro. Non so quanto sia più giovane di te, ma immagino sia comunque adulto. E tutti abbiamo già un passato, non necessariamente edificante anche se magari lo abbiamo superato benissimo e sembriamo "giusti".
Soprattutto non farti un alibi del volere proteggere qualcun altro se quella che vuoi proteggere sei tu rimanendo nella tua - come la chiamano oggi - "comfort zone". Ad esempio la non-relazione e andare sul poco ma sicuro con l'altro.

Qualunque decisione prenderai, prendila dal fondo vero delle tue ragioni.
Se provi qualcosa di autentico e di bello per questo ragazzo, e ne sei corrisposta, è del tutto insensato rinunciarci.
Se sotto sotto, per te è invece meglio non rischiare nuovi coinvolgimenti profondi e ti senti più protetta in una "non-storia" non necessariamente è la scelta peggiore.
Però appunto, devi prendere consapevolezza di quello che vuoi.

La differenza d'età e di esperienze, se c'è una sintonia profonda e sincera, non è un ostacolo. Può diventare addirittura una marcia in più. (poi chiaramente ogni relazione esige le sue fatiche :) )

Sandro1980

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5

Tuesday, January 21st 2020, 3:51pm

Forse hai dentro te paura di quello che sembra caratterizzare il futuro eventuale rapporto con M.

Forse sei tu che hai una fottuta paura di quel tipo di rapporto, e l'altro rapporto sembra meno soffocante

MezzaVita

Giovane Amico

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6

Wednesday, January 22nd 2020, 12:32am

@avantitutta, ti ringrazio per la gentilezza delle tue parole. Ma non mi trovi d'accordo sul fatto che una persona che abbia sofferto sia necessariamente bella e pura. Il dolore ti plasma, si cresce storti, e spesso è impossibile tornare indietro.

@amoreperduto, non siamo a livelli di coinvolgimento sentimentale tale da parlare di quanta ingiustizia io stia coltivando. E' tutto molto precoce con entrambi. Ma sono in quella situazione in cui una leggera deviazione cambierebbe molte cose. E non necessariamente una scelta è sbagliata rispetto all'altra... Ho amato già una volta, e ti dico che dopo la rottura vedo l'amore con altri occhi. Non credo sia un sentimento che vada difeso sopra ogni cosa, mi sono innamorata dell'uomo sbagliato già una volta.

@arianna73, l'altro (M.) si mantiene nelle retrovie: sta studiando la situazione. Lui sta decidendo per sé, nel frattempo, sta capendo le tempistiche, i passi da fare, sta valutando se ritirarsi. Perché io non dovrei fare la stessa cosa? Da un certo punto di vista si tratterebbe di decidere solo per me, in verità. La mia verità è che mi piacerebbe lasciarmi andare come facevo a vent'anni, ma qualche ingranaggio mi è andato fuori asse, e ora le cose dentro di me non girano più. Non si tratta di sentirsi protetti: M. mi fa ricordare cosa avrei voluto accanto, ma so che non riuscirei a ricambiare quello che prova lui, sono troppo cinica e disillusa ora.


Forse sei tu che hai una fottuta paura di quel tipo di rapporto, e l'altro rapporto sembra meno soffocante

Lo dici come se avere una "fottuta paura" sia una colpa. Io direi che si chiama esperienza. E nella mia, per quanto io mi ci possa impegnare, niente funziona. L'altro rapporto (P.) non sarebbe meno soffocante, ci vediamo regolarmente, ci sentiamo tutti i giorni. Sarebbe solo meno impegnativo da un punto di vista emotivo, soprattutto se dovesse finire. C'ho messo un anno (terapia, umore basso, vita buttata) a riprendermi, non è che posso finire in terapia ogni volta. E magari con M. mi toccherebbe sentirmi più in colpa di quanto già io non faccia regolarmente.

arianna73

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7

Thursday, January 23rd 2020, 2:24pm

Non si tratta di sentirsi protetti: M. mi fa ricordare cosa avrei voluto accanto, ma so che non riuscirei a ricambiare quello che prova lui, sono troppo cinica e disillusa ora.

.


Dici "non si tratta di sentirsi protetti" come se dovessi respingere un'accusa :) Ma non era un'accusa, tutti ci proteggiamo e lo stai facendo anche tu. Da tutto quello che scrivi si capisce che la persona che temi di non poter rendere felice sei principalmente tu e questo ti spinge alla rinuncia.
Se quello che fa per te in questo momento fosse il tipo di "relazione" che hai descritto possibile con l'altro , non ci sarebbe nulla da giudicare. Si tratta di essere onesti con sé stessi, tu ti sei posta il problema infatti.
Quello che scrivi , almeno attraverso la mia esperienza, suggerisce che hai più struggimento per un modo di sentirti che ritieni perso che un coinvolgimento abbastanza forte per M.
Quando si è in presenza di una forza reale i "sono troppo cinico disilluso etc" stentano a restare in piedi. Addirittura in assenza della certezza di essere corrisposti.

Forse stai superando il periodo nero e stai cominciando a desiderare di più, ma fai bene a prenderti un po' di tempo in più.
Ma onestamente non credo proprio che l'ostacolo sia il tuo passato più o meno complicato.
Tornano all'amore tanti con vissuti letteralmente tragici o spaventosamente disturbanti, prenditi il tuo tempo , forse il punto è che non sei davvero così presa né da M né da P

Sandro1980

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8

Tuesday, February 4th 2020, 7:48pm




Forse sei tu che hai una fottuta paura di quel tipo di rapporto, e l'altro rapporto sembra meno soffocante

Lo dici come se avere una "fottuta paura" sia una colpa. Io direi che si chiama esperienza. E nella mia, per quanto io mi ci possa impegnare, niente funziona. L'altro rapporto (P.) non sarebbe meno soffocante, ci vediamo regolarmente, ci sentiamo tutti i giorni. Sarebbe solo meno impegnativo da un punto di vista emotivo, soprattutto se dovesse finire. C'ho messo un anno (terapia, umore basso, vita buttata) a riprendermi, non è che posso finire in terapia ogni volta. E magari con M. mi toccherebbe sentirmi più in colpa di quanto già io non faccia regolarmente.


Io non l'ho detto come a incolparti, non è una colpa scegliere al ribasso per non star troppo male in una eventualità

Ma è sempre una scelta al ribasso, molto al ribasso, permettimi, se hai davvero una alternativa

Cosa te ne frega della esperienza se questa esperienza serve a farti fare scelte al Ribasso?

Io penserei per me, se davvero l'altro si rovinasse la vita a scegliere te come compagna, vuol dire che ama rovinarsi la. Vita

C'è chi si rovina la Vita ma vivendola in pieno, e chi la Vita se la risparmia, vivendosela per sentito dire.

I matti sono i secondi, mica i primi

marialucialandolfi

Giovane Amico

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Thursday, February 6th 2020, 2:37pm

I Problemi Di Coppia... Dal Passato

Io direi che si chiama esperienza. E nella mia, per quanto io mi ci possa impegnare, niente funziona. L'altro rapporto (P.) non sarebbe meno soffocante, ci vediamo regolarmente, ci sentiamo tutti i giorni. Sarebbe solo meno impegnativo da un punto di vista emotivo, soprattutto se dovesse finire. C'ho messo un anno (terapia, umore basso, vita buttata) a riprendermi, non è che posso finire in terapia ogni volta. E magari con M. mi toccherebbe sentirmi più in colpa di quanto già io non faccia regolarmente.
Che paura che traspare dalle tue parole!!! Il passato ci trasforma hai ragione, a volte in bene, a volte in male (come è successo a te). 9 anni insieme ad una persona: cavoli tutta la tua vita da ragazza... ci credo che ora vuoi essere razionale e cauta. Ora hai 33 anni e sei una donna ed è chiaro che l'idea d'amore che hai è diversa da prima.
Dopo un anno di terapia, che grande lavoro su te stessa che deve essere stato, che cosa hai capito su te stessa? Cosa vuoi da un rapporto di coppia? Quali sono le cose che vuoi vengano sempre preservate di te stessa?
Il passato ti ha cambiata ma ricorda che anche il presente ti cambia e nel futuro sarà l'insieme di questi giorni che ti avrà resa migliore o peggiore. Non c'è motivo per smettere di sperare nel futuro a causa di un passato doloroso: ovunque ti trovi puoi ricominciare a camminare.
Mi piacerebbe, se ne hai voglia, che rispondessi alle mie domande per capire meglio.
Marialucia Landolfi

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