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ValeriaA

Nuovo Utente

  • "ValeriaA" started this thread

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1

Wednesday, June 3rd 2020, 9:04am

Insonnia convivenza

Buongiorno a tutti!
Oggi volevo parlarvi della mi prima esperienza di convivenza di coppia che non sta andando proprio come immaginavo.
Sono passati 6 mesi da quando abbiamo preso la nostra casetta in affitto e ne sono 4 anni che stiamo insieme. Prima di allora io e il mio compagno ci vedevamo solo qualche ora la sera per via del suo lavoro e perché viveva in un’altra città accanto alla mia. Abbiamo così deciso di avvicinarsi per vivere meglio la nostra relazione e perché a 27 anni sentivo la necessità di staccarmi dal nido familiare. Ero molto felice e motivata forse più di lui di fare questo passo solo che fin dal primo giorno si è presentato il problema, la mia insonnia.
Faccio un lavoro molto stancante che mi faceva chiudere occhio appena toccavo cuscino mentre accanto a lui occhi sbarrati tutta la notte.
Questo problema ci fa litigare e non ci fa andare avanti. Lui ha problemi al setto nasale quindi quando dorme non è proprio il massimo del silenzio ma ho sempre pensato che il mio problema non dipendesse solo dal fatto che russasse anche perché abbiamo provato a usare tappi, cerotti e altro ma sento che non riesco proprio a lasciarmi andare con lui, che non riesco ad abbandonarmi come facevo da sola nel mio letto. Purtroppo come soluzione momentanea lui sta dormendo nel nostro divano letto anche perché sennò andrei a lavoro come uno zombie e non posso permettermelo ma so che non è una soluzione da mantenere e che a lungo andare non ci farà bene. Dovrebbe essere questo il momento più bello in cui ci addormentiamo insieme e ci svegliamo abbracciandoci e invece lui si alza va a lavoro e io mi trovo sola nel mio letto con una tristezza infinita.
Sono arrivata a pensare che forse il dormire lo vedevo come una cosa mia dove potevo lasciarmi andare ed essere libera da tutto e adesso ho questa difficoltà perché non ho più il mio spazio. Voi cosa ne pensate? Sono davvero in grande confusione spero mi possiate aiutare a fare chiarezza... grazie!

2

Wednesday, June 3rd 2020, 12:01pm

la convivenza è un grande passo. potrebbe da qualche parte nella tua mente annidarsi qualche pensiero di preoccupazione e timore.
per me lo è stato. per quanto fossimo felici di andare a convivere, all'inizio non è stato semplice. mettere insieme due caratteri completamente diversi, calarli nella realtà quotidiana, può risultare alquanto difficile.

prova a riflettere un pochino se c'è qualcosa che ti preoccupa e magari qualche tecnica di rilassamento prima di andare a dormire potrebbe aiutarti
namasté

gloriasinegloria

Pilastro del Forum

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3

Wednesday, June 3rd 2020, 10:48pm

Sono arrivata a pensare che forse il dormire lo vedevo come una cosa mia dove potevo lasciarmi andare ed essere libera da tutto e adesso ho questa difficoltà perché non ho più il mio spazio. Voi cosa ne pensate? Sono davvero in grande confusione spero mi possiate aiutare a fare chiarezza... grazie!


Ma...condividere il letto è indubbiamente impegnativo, per chiunque.
Aldilà dell'iconografia romantica del "risveglio abbracciati" (su cui esistono altrettante battute al vetriolo, peraltro) non penso sia un caso se tutti coloro che possono permettersi camere separate (pur amandosi tanto) ...se le permettono! :D

Differenze di abitudini e di orari ...ma diventano devastanti quando sono quotidiani!
Chi ha il sonno leggerissimo e chi no, chi vuole leggere, chi vuole tutto blindato-silenzioso in buio assoluto, chi vuole la TV come sottofondo, chi ha il sonno agitato, chi russa, chi sembra provocare un terremoto del 9 Richter se torna a letto dopo una pipì............e si potrebbe continuare per ore.

Mia sintesi modestissima : se le criticità fossero legate solo alla condivisione del letto...(ipotesi avvalorata dal fatto che tu svolgi un lavoro che hai definito molto stancante) ...io nel mio piccolo non starei a psicologizzare più di tanto, e mi limiterei ad essere franca per amorevolissimamente parlarne con lui e insieme trovare la soluzione (che - ripeto - chi può la pratica e non per questo mette in dubbio un amore). :)
Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

Germano

Giovane Amico

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4

Friday, June 5th 2020, 10:46pm

Esistono problemi obiettivi che non possono essere ignorati in nome di uno stereotipo.
Se lui russa è un problema.

Io non riesco a dormire con chi russa, nemmeno coi tappi (perchè non tappano un bel niente).
Potete amarvi alla follia ma, per come la vedo io, dovete prevedere di avere letti ben separati.
Anche in futuro ,molto futuro, se avrete un figlio, uno dei 2 dormirà nella camera assieme al bambino.

A questo punto mi sorge una domanda: ma se lui va a dormire dove tu non lo senti, riesci a dormire?


Germano

ipposam

Amico Inseparabile

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5

Sunday, June 7th 2020, 12:00am

Dunque se il problema è davvero solo pratico, risolvetelo dormendo in stanze diverse. A sensazione mi sembra non sia solo questo...io ricordo che quando andai a convivere, nonostante fossi innamorata e convinta, soffrii moltissimo per la nostalgia di casa mia, sentii molto il distacco, l'entrare in una fase diversa della mia vita...piangevo la sera, e davvero non lo ricordo come un bel momento, eppure avevo sempre immaginato diversamente il tutto....non avevo mai pensato che avrei sofferto nel lasciare la casa dei miei genitori...ma le cose appaiono diversamente quando le si vive..pensaci...

Pivaldo

Passato attraverso parecchie tempeste, navigo tuttora, perché penso di avere ancora tante destinazioni da raggiungere. Mentre il mondo appare pieno di indecisi sulle mete da raggiungere e di angosciati per aver scoperto che Babbo Natale non esiste

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6

Sunday, June 7th 2020, 9:25pm

Ecco, appunto, la soluzione è dormire in stanze diverse.
Anche a letto, per dormire ci sono esigenze ed abitudini molto individuali.

Io ho il sonno iniziale pesantissimo, nel senso che per le prime ore mi può crollare il mondo attorno (è capitato con l'ultimo terremoto, che non ho sentito),
Poi, complice la postura nel letto (spesso supina), per mancanza di … spazio per girarsi si va a finire a dormire in quella posizione e … russare.
Per la storia, russano anche le donne, ma è politicamente scorretto farlo presente.

Da anni, quando insorgono questo tipo di questioni, le risolvo alzandomi ed andando in altra stanza da letto (se c'é) o vado sul divano in salotto con un plaid ed un cuscino. Ed il cane è tutto contento perché va a mettersi al mio posto nel lettone.

C'est la vie …

P.
(-----------;)-------------)
Hold fast to dreams / For if dreams die /Life is a broken-winged bird / That cannot fly.
Hold fast to dreams / For when dreams go / Life is a barren field / Frozen with snow
(Dreams, Langston Hughes)

Germano

Giovane Amico

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7

Monday, June 8th 2020, 12:48pm

soffrii moltissimo per la nostalgia di casa mia, sentii molto il distacco, l'entrare in una fase diversa della mia vita...piangevo la sera, e davvero non lo ricordo come un bel momento, eppure avevo sempre immaginato diversamente il tutto....non avevo mai pensato che avrei sofferto nel lasciare la casa dei miei genitori...ma le cose appaiono diversamente quando le si vive..pensaci...

Guarda, per me è stato esattamente l'opposto.
Da ragazzo l'idea mi angosciava. Quando vedevo le coppie che si sposavano e facevano vedere la loro nuova casa... a me veniva l'angoscia.
Ero terrorizzato all'idea che prima o poi sarebbe successo anche a me.

A 26 anni mi sono innamorato e siamo andati a vivere insieme in un piccolissimo bilocale in affitto, coi vecchi mobili recuperati oppure comprati con 4 soldi all'ikea, piatti e bicchieri dati da mia madre, ecc. Ancora ricordo il tintinnio dei bicchieri nel bagagliaio dell'auto mentre me ne andavo.
Ero eccitatissimo, mi sembrava di andare in gita.
La casa era un buco, ma non si faceva alto che trombare e sperimentare nuove porcherie.
Vita nuova, cucinare, scegliere cosa mangiare, esperienze nuove continuamente e in compagnia di una persona stupenda.
Era come essere in campeggio! Era come una vacanza col mio migliore amico.
E' stato uno dei periodi più belli della mia vita. In proporzione alla durata, direi il più bello in assoluto.
Un piacere unico.

Nemmeno per 1 secondo ho sofferto della mancanza della vecchia casa. Eppure ci stavo benone, anche coi genitori.

Anzi, una sofferenza l'ho avuta: mi mancava un box per parcheggiare l'auto senza problemi e per usarlo come piccola officina per fare dei lavoretti.
Ho sofferto per il deficit della struttura, per la logistica, ma non dal punto di vista emotivo.

Germano

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