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Phoenixpuff

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1

Monday, November 4th 2019, 3:49pm

In amor vince chi fugge?

“In amor vince chi fugge”.
Cosa ne pensate?
Io sono una ragazza, ma mi appello soprattutto ai ragazzi.
Preferite una che sia sfuggente, che non vi scrive mai per prima, che finge di essere fredda e disinteressata o una ragazza che sia molto dolce, presente, che vi invita ad uscire se voi non lo fate?
Questo, da un po’ di tempo, è diventato il mio cruccio.
Prima ero una ragazza molto dipendente (e lo facevo notare), spesso litigavo col mio lui, mi sentivo fragile e in balia delle emozioni. Adesso ho iniziato a tenermi tutto dentro: ho capito che non bisogna cambiare nessuno, che non devo litigare ma essere sempre sorridente, che devo accettare l’altro per come è realmente x e che non devo far capire subito che sono innamorata. Ci provo, ma ammetto che sia difficile. Forse soffro di dipendenza affettiva. Non riesco a pensare alla mia vita se c’è un uomo che frequento. La mia vita diventa dipendente da lui. Mi sto mettendo in testa di dover esser sfuggente, di non rispondere subito ai messaggi, di non proporre nulla se non lo fa prima lui. Ma se lui è timido? Se anche lui avesse bisogno di conferme? Come si fa a conciliare il desiderio di non sembrare dipendente con il voler fargli capire che ci tengo? E voi ragazzi cosa ne pensate? Meglio una sfuggente ? Io credo che voi ragazzi non possiate capire tutto quello che ci passa per la testa, quindi a volte noi donne finiamo per dare un’impressione sbagliata. È davvero così difficile amare?

2

Monday, November 4th 2019, 7:01pm

In tutti i rapporti umani esistono dinamiche di potere più o meno subdole.
Non è tanto un discorso di chi fugga...quanto di chi ci mette meno in termini di attenzione, interesse e in una certa misura"dipendenza".
Tu ti proponi di modificare i tuoi comportarmenti al fine di utilizzare degli stratagemmi; il problema è che snatureresti te stessa, per cosa?
Forse dovresti capire perché tu divenga dipendente e perché tu abbia bisogno di ricevere esternamente a te imput positivi senza i quali non stai bene.


Personalmente mi attraggono solamente donne decise( e non parlo di camioniste in trattoria) che sappiano cosa sono, cosa vogliano e non abbiano problemi ad assumersi responsabilità delle proprie azioni ed emozioni.
La donna da trespolo non fa per me anche per una questione pratica: perché corteggiare qualcuna assecondando i suoi gusti se poi le presenti una persona differente da quanto tu sia? Come tingersi di nero i capelli perché lei odia i biondi(esempio surreale :d)...che succede con la ricrescita?:d
Preferisco mostrare i miei difetti prima, se poi riesce a trovarmi pregio meglio.

Posso solo consigliarti di lavorare per avere una certa autosufficenza emotiva. :)
Apatico,da smuovere con le granate.

Non ci sono femministe in una nave che sta affondando.
"Togliete dalla chiesa i miracoli, il soprannaturale, l’incomprensibile,
l’irragionevole, l’impossibile, l’inconoscibile, l’assurdo e non rimane
niente altro che il vuoto." Robert G. Ingersoll

3

Tuesday, November 5th 2019, 11:47pm

“In amor vince chi fugge”.
Cosa ne pensate?

in che senso “vince”? Far soffrire l’altra persona o avere potere su di lei, non credo che sia una vittoria… credo che si possa parlare di vittoria in amore quando all'interno di una coppia c’è un accrescimento reciproco e un migliorarsi a vicenda, dove entrambi vogliono sia il proprio bene che quello dell’altra persona.


Io sono una ragazza, ma mi appello soprattutto ai ragazzi.
Preferite una che sia sfuggente, che non vi scrive mai per prima, che finge di essere fredda e disinteressata o una ragazza che sia molto dolce, presente, che vi invita ad uscire se voi non lo fate?

Preferirei il secondo tipo di ragazza… non sopporto la finzione, mi piace la dolcezza, la presenza e l’iniziativa…


Questo, da un po’ di tempo, è diventato il mio cruccio.
Prima ero una ragazza molto dipendente (e lo facevo notare), spesso litigavo col mio lui, mi sentivo fragile e in balia delle emozioni.

Una ragazza affetta da dipendenza affettiva non credo che mi farebbe piacere… se fosse la mia partner credo che o la lascerei o cercherei una soluzione per far sì che non soffra più di dipendenza affettiva.


Adesso ho iniziato a tenermi tutto dentro: ho capito che non bisogna cambiare nessuno

In che senso “cambiare”? Secondo me il miglior cambiamento di una persona è quello dovuto a una maggior consapevolezza della propria anima (intendo la parte più vera di sé… i suoi desideri, bisogni e sentimenti più veri…), quindi più che cambiare una persona io cercherei di renderla più consapevole della sua parte più vera (credo che ci sia differenza).


che non devo litigare ma essere sempre sorridente

Mostrarsi sempre sorridenti per un qualcosa che in realtà ci provoca rabbia, dolore o tristezza non credo che sia sano… se una persona fa qualcosa che ci fa star male, anziché accettare passivamente tale situazione o mascherare il proprio malessere con un sorriso, si dovrebbe discutere di ciò direttamente con lei (magari in maniera non troppo aggressiva) affrontando anche la paura che da ciò possa scaturire un’eventuale rottura del rapporto. Credo che sia meglio la fine di un rapporto che mascherare il proprio dolore per continuare un tale rapporto. Quando all'interno di una coppia uno soffre per il bene dell’altro, credo che si tratti di un “rapporto malato” che probabilmente non condurrà a nulla di buono.


che devo accettare l’altro per come è realmente

In che senso “accettare”? Io credo che sia buona cosa non giudicare la persona in generale (piuttosto valutare i singoli atti) e cercare di migliorare...


e che non devo far capire subito che sono innamorata.

Perché? Hai paura che il tuo eventuale partner possa scappare? Se sì, credo che dipenda se ciò lo faccia scappare o meno...


Ci provo, ma ammetto che sia difficile. Forse soffro di dipendenza affettiva. Non riesco a pensare alla mia vita se c’è un uomo che frequento. La mia vita diventa dipendente da lui.

Se credi di soffrire di dipendenza affettiva forse ne dovresti parlare con uno psicologo, ti consiglierei però di stare attenta al rischio di diventare poi dipendente dallo psicologo…


Mi sto mettendo in testa di dover esser sfuggente, di non rispondere subito ai messaggi, di non proporre nulla se non lo fa prima lui. Ma se lui è timido? Se anche lui avesse bisogno di conferme? Come si fa a conciliare il desiderio di non sembrare dipendente con il voler fargli capire che ci tengo?

Io ti consiglierei di essere sincera...


E voi ragazzi cosa ne pensate? Meglio una sfuggente ?

Se per “sfuggente” si intende tipo “una che non si sa se è interessata”, credo che prima o poi mi stancherei perché non so se gli facciano piacere le mie attenzioni e il mio interesse oppure perché forse avrei l’impressione che stesse giocando o che comunque per lei sono più una “distrazione” che un eventuale partner.


Io credo che voi ragazzi non possiate capire tutto quello che ci passa per la testa, quindi a volte noi donne finiamo per dare un’impressione sbagliata.

Se si crede di aver dato un’impressione sbagliata a qualcuno forse è buona cosa dirgli che non era nostra intenzione dargli tale impressione.


È davvero così difficile amare?

Se ci si mostra per ciò che si è, credo di no…

Comunque, in base anche a ciò che hai scritto nell'altra discussione, in fine io direi di parlare con il tuo partner delle tue paure, del fatto che sei molto insicura, che hai una bassa autostima e che cerchi di camuffarla, che non ti senti all'altezza ecc., se ti vuol bene potrebbe aiutarti a migliorare, se poi non gli interessi per come sei davvero, vi lasciate e te ne trovi un altro che ti sappia apprezzare e con cui migliorare insieme.
Poi non so… la ragazza alla quale sono interessato e con cui mi stavo scrivendo, mi ha bloccato… quindi non so quanto siano affidabili i miei consigli in ambito amoroso…

4

Sunday, November 10th 2019, 2:43pm

Questo, da un po’ di tempo, è diventato il mio cruccio.
Prima ero una ragazza molto dipendente (e lo facevo notare), spesso litigavo col mio lui, mi sentivo fragile e in balia delle emozioni. Adesso ho iniziato a tenermi tutto dentro: ho capito che non bisogna cambiare nessuno, che non devo litigare ma essere sempre sorridente, che devo accettare l’altro per come è realmente x e che non devo far capire subito che sono innamorata. Ci provo, ma ammetto che sia difficile. Forse soffro di dipendenza affettiva. Non riesco a pensare alla mia vita se c’è un uomo che frequento. La mia vita diventa dipendente da lui. Mi sto mettendo in testa di dover esser sfuggente, di non rispondere subito ai messaggi, di non proporre nulla se non lo fa prima lui. Ma se lui è timido? Se anche lui avesse bisogno di conferme? Come si fa a conciliare il desiderio di non sembrare dipendente con il voler fargli capire che ci tengo? E voi ragazzi cosa ne pensate? Meglio una sfuggente ? Io credo che voi ragazzi non possiate capire tutto quello che ci passa per la testa, quindi a volte noi donne finiamo per dare un’impressione sbagliata. È davvero così difficile amare?
Ci sarebbero tante cose da definire e chiarire rispetto cio' che scrivi. Andiamo per ordine.

Nei rapporti, esistono e sono molto diffuse delle modalità di "potere-dominio", strutture prevalentemente inconsce. C'è da dire che, in alcuni casi, questi ruoli sono stabili, ovvero una personalità forte domina su una piu' succube, ma nella stra-maggioranza dei casi, questi ruoli si invertono di continuo, in altre parole è una guerra.

Questo succede sulla base di un fattore banale: Chi si mostra succube lo fa per ottenere benevolenza e sopporta l'autorità, ma, in realtà, sta inglobando a livello inconscio e al momento opportuno, per legge di risonanza, cercherà di ottenere potere sull'altro.

Io lo chiamo "il gioco del trono", da Game Of Thrones ... proprio come nel racconto fantasy di cui la morale significa "E' il potere che corromperà tutti" anche quelli apparentemente incorruttibili, puri e giusti e porta allo spargimento di sangue, anche nel rapporto di coppia se c'è un "trono" ipotetico, ovvero una posizione di leadership da occupare: prima o poi, per sopravvivenza, anche chi un tempo era neutro o succube, cercherà di salire su esso per dominare, scatenando intrecci infiniti senza esclusione di colpi con il partner.

Detto questo, le modalità di potere in un rapporto vanno (nel limite del possibile) estirpate e non raggirate.

Le soluzioni che tu proponi a te stessa: cioè non cercare, essere sfuggente, sorridere sempre, essere così o essere cosà e quant'altro sono solo delle "maschere". Per me non è un buon compromesso di equilibrio questo, perché, stai praticamente reprimendo delle forze, che prima o poi troveranno il loro "sfogo" ...

Innanzitutto la dipendenza non è una malattia o un'etichetta di cui bisogna "dissimulare". La dipendenza ha origini che si possono risolvere con successo facendo del lavoro di crescita personale e consapevolezza, che credimi è un cammino molto piu' facile e interessante che mettere delle maschere e forzarsi.

E, lascia stare cose del tipo "un uomo preferisce A o B" ... sono paure figlie del giudizio e figlie del bisogno di "compiacere" per ricevere amore. Tu devi preoccuparti di essere una persona che sta bene, equilibrata e consapevole, questa è l'unica via per avere delle relazioni che non sia dipendenza.

Pivaldo

Passato attraverso parecchie tempeste, navigo ancora. Ma ho scoperto che non sopporto i cretini, vecchi o giovani che siano.

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5

Sunday, November 10th 2019, 8:20pm

“In amor vince chi fugge”.
Cosa ne pensate?
Io sono una ragazza, ma mi appello soprattutto ai ragazzi.
Preferite una che sia sfuggente, che non vi scrive mai per prima, che finge di essere fredda e disinteressata o una ragazza che sia molto dolce, presente, che vi invita ad uscire se voi non lo fate?


Direi che è meglio una donna che ti fa capire cosa pensa di te.
Quella che fa la sfuggente e disinteressata rischia di non essere seguita in questo suo atteggiamento, specie se il maschio è timido.

Prima ero una ragazza molto dipendente (e lo facevo notare), spesso litigavo col mio lui, mi sentivo fragile e in balia delle emozioni. Adesso ho iniziato a tenermi tutto dentro: ho capito che non bisogna cambiare nessuno, che non devo litigare ma essere sempre sorridente, che devo accettare l’altro per come è realmente x e che non devo far capire subito che sono innamorata. Ci provo, ma ammetto che sia difficile. Forse soffro di dipendenza affettiva. Non riesco a pensare alla mia vita se c’è un uomo che frequento. La mia vita diventa dipendente da lui. Mi sto mettendo in testa di dover esser sfuggente, di non rispondere subito ai messaggi, di non proporre nulla se non lo fa prima lui. Ma se lui è timido? Se anche lui avesse bisogno di conferme? Come si fa a conciliare il desiderio di non sembrare dipendente con il voler fargli capire che ci tengo? E voi ragazzi cosa ne pensate? Meglio una sfuggente ? Io credo che voi ragazzi non possiate capire tutto quello che ci passa per la testa, quindi a volte noi donne finiamo per dare un’impressione sbagliata. È davvero così difficile amare?


Partiamo dalla coda.
Non credo che alcuno sia in grado di indicare l'esatto mix di componenti per ottenere una unione felice e stabile.
Quindi è da dubitare che si possa pianificare a tavolino come stabilire e mantenere una relazione.
Verrebbe da dire che conti molto la capacità di improvvisare.

Ma non si può fare per tutta la vita, improvvisare. Ogni tanto va bene, ma non si può farlo sempre.
Posso fornire qualche indicazione, sulla base delle esperienze vissute ed apprese.

Alla base ci deve essere un gradimento dell'altro/a per come è e non per come si vorrebbe che diventasse. Cambiare aspetti della personalità altrui è un obiettivo difficile. Se si pensa che l'altro cambia nel tempo c'è il rischio che diventi un'impresa impossibile.

Poi, bisogna che ci sia un'intesa, affinché ci si apprezzi reciprocamente e si riesca a stabilire un'area di tolleranza entro la quale muoversi. Questo aiuta a creare comprensione e complicità.

Aiuta molto stabilire - all'inizio per gioco - un linguaggio comune, magari particolare che non sia comprendibile agli altri. Insomma, creare una "specialità" tipica della coppia.
Poi, bisognerebbe capire fino a che punto si può essere totalmente spontanei, magari appiccicosi ovvero un po' distanti.
Non perché si debba essere sottomessi all'altro partner o volerlo sottomettere: è che nella convivenza occorre capire quale sia lo spazio entro il quale trovare un equilibrio.

Dunque, mantenere una relazione è un'occupazione continua, bisogna impegnarsi e non dare mai nulla per scontato.
Infine, occorre pure una buona dose di fortuna …

P.
(-------------;)--------------)
Hold fast to dreams / For if dreams die /Life is a broken-winged bird / That cannot fly.
Hold fast to dreams / For when dreams go / Life is a barren field / Frozen with snow
(Dreams, Langston Hughes)

6

Monday, November 11th 2019, 6:27pm

ciao Phoenixpuff
"in amore vince chi fugge"...leggendo questa frase mi viene da chiedere "cosa si vince"?
l'amore eterno o perlomeno di lunga durata, l'amore contraccambiato, un amore felice, la fedeltà, il rispetto, la stima....cosa si vince in una relazione?

personalmente non sono mai stata una stratega, non ho mai analizzato il comportamento da tenere, in vista del risultato desiderato. sono una persona che ha vissuto molto di pancia, nel bene e nel male, cercando sempre il dialogo per capire cosa muoveva me e cosa muoveva il mio partner. la mia relazione attuale è abbastanza lunga da poter vedere, guardando al passato, una serie di fasi. l'innamoramento folle, la fusione, la costruzione della relazione, la ricerca di equilibri, la progettualità. ogni fase è accompagnata da una serie di emozioni contrastanti, si ama ma si teme, si vuole dare e prendere tutto ma si ha paura folle. l'amore è tra i viaggi più impegnativi alla ricerca di sé. si impara così tanto che ci vuole tempo per far sedimentare le conoscenze che si acquisiscono.

quello che spesso si dimentica è che le nostre (le tue) domande ci sono anche nella testa e nel cuore di chi ti sta davanti. forse non usa le stesse parole ma le paure e i dubbi sono tendenzialmente gli stessi. bisogna chiedersi perché è così...chiedersi quindi cos'è una relazione, chi si sta relazionando quando costruiamo una coppia. io e tu non sono monoliti di un colore, sono un concentrato di forze, emozioni e sentimenti contrastanti. le domande che fai si possono rispondere in maniera superficiale, dicendo che vince chi si rende misteriosamente sfuggente oppure si possono rispondere andando a guardare un pochino cosa cova sotto, di che pasta sei fatta e di che pasta è fatto lui, imparare a conoscere e riconoscere sé e l'altro. se questo viaggio lo intraprendi seriamente ti potresti ritrovare dopo una decina di anni ad imparare ancora, a vedere ancora cose nuove.

il vincitore sia esso quello misteriosamente sfuggente o l'isterico polemico sono maschere, solo maschere.
namasté

Phoenixpuff

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Sunday, November 17th 2019, 9:44pm

“In amor vince chi fugge”.
Cosa ne pensate?

in che senso “vince”? Far soffrire l’altra persona o avere potere su di lei, non credo che sia una vittoria… credo che si possa parlare di vittoria in amore quando all'interno di una coppia c’è un accrescimento reciproco e un migliorarsi a vicenda, dove entrambi vogliono sia il proprio bene che quello dell’altra persona.


Io sono una ragazza, ma mi appello soprattutto ai ragazzi.
Preferite una che sia sfuggente, che non vi scrive mai per prima, che finge di essere fredda e disinteressata o una ragazza che sia molto dolce, presente, che vi invita ad uscire se voi non lo fate?

Preferirei il secondo tipo di ragazza… non sopporto la finzione, mi piace la dolcezza, la presenza e l’iniziativa…


Questo, da un po’ di tempo, è diventato il mio cruccio.
Prima ero una ragazza molto dipendente (e lo facevo notare), spesso litigavo col mio lui, mi sentivo fragile e in balia delle emozioni.

Una ragazza affetta da dipendenza affettiva non credo che mi farebbe piacere… se fosse la mia partner credo che o la lascerei o cercherei una soluzione per far sì che non soffra più di dipendenza affettiva.


Adesso ho iniziato a tenermi tutto dentro: ho capito che non bisogna cambiare nessuno

In che senso “cambiare”? Secondo me il miglior cambiamento di una persona è quello dovuto a una maggior consapevolezza della propria anima (intendo la parte più vera di sé… i suoi desideri, bisogni e sentimenti più veri…), quindi più che cambiare una persona io cercherei di renderla più consapevole della sua parte più vera (credo che ci sia differenza).


che non devo litigare ma essere sempre sorridente

Mostrarsi sempre sorridenti per un qualcosa che in realtà ci provoca rabbia, dolore o tristezza non credo che sia sano… se una persona fa qualcosa che ci fa star male, anziché accettare passivamente tale situazione o mascherare il proprio malessere con un sorriso, si dovrebbe discutere di ciò direttamente con lei (magari in maniera non troppo aggressiva) affrontando anche la paura che da ciò possa scaturire un’eventuale rottura del rapporto. Credo che sia meglio la fine di un rapporto che mascherare il proprio dolore per continuare un tale rapporto. Quando all'interno di una coppia uno soffre per il bene dell’altro, credo che si tratti di un “rapporto malato” che probabilmente non condurrà a nulla di buono.


che devo accettare l’altro per come è realmente

In che senso “accettare”? Io credo che sia buona cosa non giudicare la persona in generale (piuttosto valutare i singoli atti) e cercare di migliorare...


e che non devo far capire subito che sono innamorata.

Perché? Hai paura che il tuo eventuale partner possa scappare? Se sì, credo che dipenda se ciò lo faccia scappare o meno...


Ci provo, ma ammetto che sia difficile. Forse soffro di dipendenza affettiva. Non riesco a pensare alla mia vita se c’è un uomo che frequento. La mia vita diventa dipendente da lui.

Se credi di soffrire di dipendenza affettiva forse ne dovresti parlare con uno psicologo, ti consiglierei però di stare attenta al rischio di diventare poi dipendente dallo psicologo…


Mi sto mettendo in testa di dover esser sfuggente, di non rispondere subito ai messaggi, di non proporre nulla se non lo fa prima lui. Ma se lui è timido? Se anche lui avesse bisogno di conferme? Come si fa a conciliare il desiderio di non sembrare dipendente con il voler fargli capire che ci tengo?

Io ti consiglierei di essere sincera...


E voi ragazzi cosa ne pensate? Meglio una sfuggente ?

Se per “sfuggente” si intende tipo “una che non si sa se è interessata”, credo che prima o poi mi stancherei perché non so se gli facciano piacere le mie attenzioni e il mio interesse oppure perché forse avrei l’impressione che stesse giocando o che comunque per lei sono più una “distrazione” che un eventuale partner.


Io credo che voi ragazzi non possiate capire tutto quello che ci passa per la testa, quindi a volte noi donne finiamo per dare un’impressione sbagliata.

Se si crede di aver dato un’impressione sbagliata a qualcuno forse è buona cosa dirgli che non era nostra intenzione dargli tale impressione.


È davvero così difficile amare?

Se ci si mostra per ciò che si è, credo di no…

Comunque, in base anche a ciò che hai scritto nell'altra discussione, in fine io direi di parlare con il tuo partner delle tue paure, del fatto che sei molto insicura, che hai una bassa autostima e che cerchi di camuffarla, che non ti senti all'altezza ecc., se ti vuol bene potrebbe aiutarti a migliorare, se poi non gli interessi per come sei davvero, vi lasciate e te ne trovi un altro che ti sappia apprezzare e con cui migliorare insieme.
Poi non so… la ragazza alla quale sono interessato e con cui mi stavo scrivendo, mi ha bloccato… quindi non so quanto siano affidabili i miei consigli in ambito amoroso…



Ti ringrazio, sei carinissimo. Non so se soffro di dipendenza affettiva ma so di certo che non riesco ad essere molto autonoma e so di mostrare troppa dolcezza. Per ora va bene, al mio partner piace questa cosa, ma ho paura che poi si stanchi. Non lo so, è una paura mia. Io vivo troppo in balia delle emozioni, non le so gestire e riesco a cambiare atteggiamento in modo assurdo: da dolcissima a cattivissima se vedo qualcosa che non mi piace. Anche solo sentire lui che fa commenti oggettivi sulle ragazze.

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Sunday, November 17th 2019, 9:48pm

Questo, da un po’ di tempo, è diventato il mio cruccio.
Prima ero una ragazza molto dipendente (e lo facevo notare), spesso litigavo col mio lui, mi sentivo fragile e in balia delle emozioni. Adesso ho iniziato a tenermi tutto dentro: ho capito che non bisogna cambiare nessuno, che non devo litigare ma essere sempre sorridente, che devo accettare l’altro per come è realmente x e che non devo far capire subito che sono innamorata. Ci provo, ma ammetto che sia difficile. Forse soffro di dipendenza affettiva. Non riesco a pensare alla mia vita se c’è un uomo che frequento. La mia vita diventa dipendente da lui. Mi sto mettendo in testa di dover esser sfuggente, di non rispondere subito ai messaggi, di non proporre nulla se non lo fa prima lui. Ma se lui è timido? Se anche lui avesse bisogno di conferme? Come si fa a conciliare il desiderio di non sembrare dipendente con il voler fargli capire che ci tengo? E voi ragazzi cosa ne pensate? Meglio una sfuggente ? Io credo che voi ragazzi non possiate capire tutto quello che ci passa per la testa, quindi a volte noi donne finiamo per dare un’impressione sbagliata. È davvero così difficile amare?
Ci sarebbero tante cose da definire e chiarire rispetto cio' che scrivi. Andiamo per ordine.

Nei rapporti, esistono e sono molto diffuse delle modalità di "potere-dominio", strutture prevalentemente inconsce. C'è da dire che, in alcuni casi, questi ruoli sono stabili, ovvero una personalità forte domina su una piu' succube, ma nella stra-maggioranza dei casi, questi ruoli si invertono di continuo, in altre parole è una guerra.

Questo succede sulla base di un fattore banale: Chi si mostra succube lo fa per ottenere benevolenza e sopporta l'autorità, ma, in realtà, sta inglobando a livello inconscio e al momento opportuno, per legge di risonanza, cercherà di ottenere potere sull'altro.

Io lo chiamo "il gioco del trono", da Game Of Thrones ... proprio come nel racconto fantasy di cui la morale significa "E' il potere che corromperà tutti" anche quelli apparentemente incorruttibili, puri e giusti e porta allo spargimento di sangue, anche nel rapporto di coppia se c'è un "trono" ipotetico, ovvero una posizione di leadership da occupare: prima o poi, per sopravvivenza, anche chi un tempo era neutro o succube, cercherà di salire su esso per dominare, scatenando intrecci infiniti senza esclusione di colpi con il partner.

Detto questo, le modalità di potere in un rapporto vanno (nel limite del possibile) estirpate e non raggirate.

Le soluzioni che tu proponi a te stessa: cioè non cercare, essere sfuggente, sorridere sempre, essere così o essere cosà e quant'altro sono solo delle "maschere". Per me non è un buon compromesso di equilibrio questo, perché, stai praticamente reprimendo delle forze, che prima o poi troveranno il loro "sfogo" ...

Innanzitutto la dipendenza non è una malattia o un'etichetta di cui bisogna "dissimulare". La dipendenza ha origini che si possono risolvere con successo facendo del lavoro di crescita personale e consapevolezza, che credimi è un cammino molto piu' facile e interessante che mettere delle maschere e forzarsi.

E, lascia stare cose del tipo "un uomo preferisce A o B" ... sono paure figlie del giudizio e figlie del bisogno di "compiacere" per ricevere amore. Tu devi preoccuparti di essere una persona che sta bene, equilibrata e consapevole, questa è l'unica via per avere delle relazioni che non sia dipendenza.

Grazie. Come posso riuscirci ? Io sono autonoma e forte solo con chi dipende da me, ma quando trovo qualcuno che mi interessa e che ho paura di perdere divento un cagnolino

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Sunday, November 17th 2019, 9:55pm

Ringrazio tutti, davvero. Penso di dover lavorare a lungo su me stessa ma è molto molto difficile, non ci riesco. Vengo da una famiglia che mi ha abituato a vivere in modo conforme alle convenzioni sociali, mi ha messo in testa pregiudizi e modi di pensare che mi portano a soffrire e a non comprendere bene la realtà. Il mio modo di fare può danneggiare chi amo, e non voglio che succeda. Vorrei essere più tranquilla, meno ansiosa, farmi meno domande. Anche perché le risposte le ho, le dimostrazioni pure, dovrei solo essere felice. E invece...

10

Monday, November 18th 2019, 6:02pm

Grazie. Come posso riuscirci ? Io sono autonoma e forte solo con chi dipende da me, ma quando trovo qualcuno che mi interessa e che ho paura di perdere divento un cagnolino

E' una di quella cose per cui non c'è una ricetta.
Puoi solo assumere consapevolezza su te stessa, sapendo che sono tendenze umanissime tanto che ormai entrano nel così detto "modo da manuale".

In entrambe le eventualità si tratta comunque di paura.
Sia che tu ti "senta" forte se uno dipende o che invece ti ritrovi a dipendere e allora lì diventi un "cagnolino".

Cambia solo il modo di manifestarla, nel primo caso è una maschera che si fa piu' dominante agganciandosi sull'insicurezza altrui, nel secondo indossa la maschera di chi si fa accomodante agganciandosi sulla sicurezza (vera o percepita) altrui.

Togli la paura e non hai bisogno di mettere nessuna delle due maschere.

Poi la paura non la togli da un giorno con l'altro ma è questione di percorso, osservazioni, esperienze. Anzi, credo che in realtà la paura non si possa mai rimuovere sul serio, al massimo puoi imparare a riconoscerla e a non farti dirottare da essa. E questo credo sia già tantissimo.
Ringrazio tutti, davvero. Penso di dover lavorare a lungo su me stessa ma è molto molto difficile, non ci riesco. Vengo da una famiglia che mi ha abituato a vivere in modo conforme alle convenzioni sociali, mi ha messo in testa pregiudizi e modi di pensare che mi portano a soffrire e a non comprendere bene la realtà. Il mio modo di fare può danneggiare chi amo, e non voglio che succeda. Vorrei essere più tranquilla, meno ansiosa, farmi meno domande. Anche perché le risposte le ho, le dimostrazioni pure, dovrei solo essere felice. E invece...
Guarda, l'azione e l'esperienza alla fine è cio' che fuga ogni dubbio. Al di là di tutte le belle analisi che si possano fare.

alla fine se ci pensi, l'espressione piu' diffusa della paura è la paura di vivere. Che poi si puo' manifestare attraverso la paura dell'abbandono, del giudizio, del rifiuto, paura di non essere amati e quant'altro, ma stringi stringi impedisce di vivere, e quindi a quello porta alla paura di vivere.

Non avere fretta di capirci qualcosa, sei giovane. Se vuoi vivere devi anche accettare di poter sbagliare, ferire ed essere ferita, di essere lasciata dal fidanzato (cosa che non ti auguro ovviamente) oppure tuo malgrado dover lasciare andare, fare scelte sofferte o costatare che non puoi farci niente ...

E sai quand'è che tutte queste "paure" che si insidiano come maschere iniziano a sparire ?
Quando impari che puoi "reggere" tutto a questo.

Phoenixpuff

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Monday, November 18th 2019, 10:42pm

Grazie. Come posso riuscirci ? Io sono autonoma e forte solo con chi dipende da me, ma quando trovo qualcuno che mi interessa e che ho paura di perdere divento un cagnolino

E' una di quella cose per cui non c'è una ricetta.
Puoi solo assumere consapevolezza su te stessa, sapendo che sono tendenze umanissime tanto che ormai entrano nel così detto "modo da manuale".

In entrambe le eventualità si tratta comunque di paura.
Sia che tu ti "senta" forte se uno dipende o che invece ti ritrovi a dipendere e allora lì diventi un "cagnolino".

Cambia solo il modo di manifestarla, nel primo caso è una maschera che si fa piu' dominante agganciandosi sull'insicurezza altrui, nel secondo indossa la maschera di chi si fa accomodante agganciandosi sulla sicurezza (vera o percepita) altrui.

Togli la paura e non hai bisogno di mettere nessuna delle due maschere.

Poi la paura non la togli da un giorno con l'altro ma è questione di percorso, osservazioni, esperienze. Anzi, credo che in realtà la paura non si possa mai rimuovere sul serio, al massimo puoi imparare a riconoscerla e a non farti dirottare da essa. E questo credo sia già tantissimo.
Ringrazio tutti, davvero. Penso di dover lavorare a lungo su me stessa ma è molto molto difficile, non ci riesco. Vengo da una famiglia che mi ha abituato a vivere in modo conforme alle convenzioni sociali, mi ha messo in testa pregiudizi e modi di pensare che mi portano a soffrire e a non comprendere bene la realtà. Il mio modo di fare può danneggiare chi amo, e non voglio che succeda. Vorrei essere più tranquilla, meno ansiosa, farmi meno domande. Anche perché le risposte le ho, le dimostrazioni pure, dovrei solo essere felice. E invece...
Guarda, l'azione e l'esperienza alla fine è cio' che fuga ogni dubbio. Al di là di tutte le belle analisi che si possano fare.

alla fine se ci pensi, l'espressione piu' diffusa della paura è la paura di vivere. Che poi si puo' manifestare attraverso la paura dell'abbandono, del giudizio, del rifiuto, paura di non essere amati e quant'altro, ma stringi stringi impedisce di vivere, e quindi a quello porta alla paura di vivere.

Non avere fretta di capirci qualcosa, sei giovane. Se vuoi vivere devi anche accettare di poter sbagliare, ferire ed essere ferita, di essere lasciata dal fidanzato (cosa che non ti auguro ovviamente) oppure tuo malgrado dover lasciare andare, fare scelte sofferte o costatare che non puoi farci niente ...

E sai quand'è che tutte queste "paure" che si insidiano come maschere iniziano a sparire ?
Quando impari che puoi "reggere" tutto a questo.


Grazie, le tue parole mi confortano. Sarebbe bello non farsi dirottare dalla paura ma purtroppo io vivo di quella. Tornando al mio post, il dubbio sul “chi vince” mi è venuto perché, guarda caso, mi attraggono sempre i ragazzi sfuggenti, anche se poi il mio desiderio è avere un ragazzo iper protettivo, possessivo e pure geloso! Paradossale no? Quindi mi chiedo se anche i ragazzi non siano attratti da chi non si concede subito. Io sbaglio anche in questo, vorrei aspettare, farli aspettare, ma non ce la faccio, e ho paura che questo mio concedermi troppo facilmente, questo mio dare troppo possa, alla fine, stancare l’altra persona.