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Tanja

Giovane Amico

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1

Tuesday, December 31st 2019, 1:57pm

Come e perché l amore diventa abitudine ?

Mi raccontate le vostre esperienze. ...io non ci sono mai arrivata. ..
Mi è venuto in mente frequentando alcuni parenti e amici nelle festività. ..stanno tutti insieme. ..diciamo così "per contratto"...
Ma cos è la molla che trasforma la coppia in un patto abitudinario? Il tempo ,i figli,la vecchiaia, le routine,il lavoro?

Creamy

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2

Tuesday, December 31st 2019, 4:50pm

Provo a fare un'ipotesi, può essere che arrivati a una certa età, le persone non ci pensano proprio a lasciare e ricominciare da capo, stanno bene, tranquilli, anche senza le emozioni di una volta e continuano la comodità, le abitudini appunto ( conoscono quello che hanno a fianco, non c'è bisogno di ricominciare ) . Non è un giudizio negativo il mio eh, anzi, buon per loro che hanno trovato il loro porto sicuro.

gloriasinegloria

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3

Tuesday, December 31st 2019, 6:52pm

Provo a fare un'ipotesi, può essere che arrivati a una certa età, le persone non ci pensano proprio a lasciare e ricominciare da capo, stanno bene, tranquilli, anche senza le emozioni di una volta e continuano la comodità, le abitudini appunto ( conoscono quello che hanno a fianco, non c'è bisogno di ricominciare ) . Non è un giudizio negativo il mio eh, anzi, buon per loro che hanno trovato il loro porto sicuro.


Mi sembra molto plausibile, e mi sembra sia quello che potrei concludere di tante coppie over 50 di mia conoscenza (compresi i miei genitori).

Però.... :

Mi raccontate le vostre esperienze. ...io non ci sono mai arrivata. ..


Io non ci sono mai arrivata da adulta, mentre ci arrivai senza accorgermene da ragazza.

Fidanzatissima e con tanto di famiglie euforiche del nostro fidanzamento...il mio "lui" era diventato un'abitudine (carina, affettuosa, premurosissima, tutto quello che vogliamo) .
Ma non lo sapevo e non me ne rendevo conto.
Sapevo solo che a 18 anni c'era un'attrazione reciproca alle stelle, e che a 23 non c'era più da parte mia, e già da un paio d'anni.
Ma pensavo che fosse normale, e che questa fosse la vita "adulta"...

Per fortuna la vita mi mise in condizione di riprovare Emozioni (altrove) e capire che non ci si può rassegnare a farne a meno (a 23 anni, poi!) .
Non ti dico il caos che ne è seguito, perchè il matrimonio era dato per certo da tutti.
Ma...meno male che è andata così! :beer:

Mia sintesi : direi che figli-vecchiaia-lavoro ...in questo comparto c'entrino fino ad un certo punto (e sicuramente non c'entravano nulla ai miei 23 anni).
E nel mio caso, depurato ab origine e necessariamente da queste componenti, restavano come fattori soltanto l'educazione ad avere un bravo compagno e ad essere una brava compagna per lui... e la tranquillità di sapere che il partner è una brava persona e ti vuole bene (tranquillità che da sola, per i miei gusti, va benissimo per essere amici, ma non altro). :huh:

aconito

Giovane Amico

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Tuesday, December 31st 2019, 8:33pm

quando subentra la routine, è la fine ( fa pure rima, se pronunciato letterale ). ci si appiattisce nella quotidianità, sempre meno stimoli a riavvivare la fiamma che arde ... e lentamente questa si spegne.

la mia opinione è personale e frutto di esperienze vissute. non racconterò qui le mie delusioni, ma oltre 30 anni di batoste mi hanno fatto maturare un certo modo di pensare.

ho le mie colpe, ovvio.
"mai discutere con un idiota. ti trascina al suo livello e ti batte con l' esperienza". Oscar Wilde

amoreperduto

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5

Tuesday, December 31st 2019, 8:39pm

Una componente e' la seguente: superati i 35 anni, i partner che stanno li' fuori sono mediamente molto peggioiri: gente che si porta gravi fardelli fatti di divorzi, affidamenti di bambini, delusioni lavorative...
Mettersi in gioco, specie per gli uomini, e' molto stressante e demoralizzante...
Io nonla vedo cosi', il mio intervento e' frutto di osservazione

Elisa89

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6

Wednesday, January 1st 2020, 12:33am

Non ho una vera e propria risposta, tutto quello che avete detto è vero solo che in ogni coppia la % di combinazione delle motivazioni è diversa.
Io dopo quasi 11 anni di relazione so che non provo lo stesso amore dell'inizio, ma lui è il mio porto, la mia sicurezza e credo di esserlo anche io per lui. Ci metto anche un 20% di "e chi mai troverei lì fuori che mi sopporterebbe?"... Il gioco è fatto.

gloriasinegloria

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7

Wednesday, January 1st 2020, 10:09am

tutto quello che avete detto è vero solo che in ogni coppia la % di combinazione delle motivazioni è diversa.


Sì, anch'io penso questo.

Ma poi inserirei anche un altro dubbio, e cioè noi qui diamo per scontato che un innamoramento "degradi" in abitudine.
E questo non è stato assolutamente vero per orde di nostri avi (che si unirono perchè "così doveva essere" e non certo perchè reciprocamente innamorati, come valeva dal regnante al popolano).
Ma è dai tempi del liceo che penso, perchè lo vedevo proprio in presa diretta su alcune amiche, che coppiette nascevano anche per ragioni di stampo para-ragionieristico, del tipo "volevo un ragazzo, questo è un bravo ragazzo, quindi stiamo insieme". Idem in coniugazione maschile.
Ma proprio senza nessuna traccia di "farfalle nello stomaco" !

E ne ho visti parecchi di matrimoni nati su queste basi, anche tra i miei coetanei.
Come devo ammettere che sono quelli meglio riusciti, almeno nella durata e nella facciata.
E mi sembra anche normale, perchè se quel che ci si attende è concreta solidarietà di vita....indubbiamente basta individuare una brava persona e comportarsi correttamente con essa... e il gioco è fatto, senza poter mai avere delusioni, proprio perchè non ci si è mai neanche illusi di nessun "oltre".

Ad colorandum : uno dei matrimoni più solidi che conosco è quello di una delle mie più care amiche, che non è mai stata innamorata di suo marito, giacchè già da fidanzata era perdutamente invaghita di altri che neanche la pensavano. E quando le chiesi "ma perchè ti sposi, se sai quel che sai?" mi rispose "perchè forse ha ragione mio padre...A me chi mi si piglia se lascio lui?" ..........

Pivaldo

Passato attraverso parecchie tempeste, navigo tuttora, perché ho ancora presenti tante destinazioni da raggiungere. Mentre il mondo è pieno di cretini che navigano senza sapere dove andare, parafrasando Lucio Anneo Seneca

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Wednesday, January 1st 2020, 10:16am

Credo che la risposta sia nella perenne ricerca di se stessi, anche se pare strano in prima battuta.

Dentro ogni essere umano c'è un innato bisogno di conoscere, dentro di sé e fuori di sé, mi sento di affermare.

Per potere crescere si deve partire da basi di esperienza e conoscenza.
Queste basi sono date dalla interazione con gli altri, e spesso avere accanto una persona affidabile e buona, per la quale si è bruciata una stagione di passioni, ma con la quale ci si sente in sintonia confortevole, è un elemento di tranquillità e di equilibrio che ci consente di meglio proiettarsi all'esterno o, in alternativa, nell'introspezione.

Anche quando si decide - o ci si trova, per il gioco del destino - ad essere soli in questa inevitabile ricerca, nella realtà si parte dalla base delle esperienze vissute, delle passioni consumate ed esaurite, delle passioni insoddisfatte, delle sconfitte subite e delle ubriacature esaltanti provate; insomma, a ben vedere si conta sul vissuto con le persone che ci hanno accompagnato, nel bene e nel male.

Nel fondamentale egoismo dell'essere - forza trainante dell'istinto di sopravvivenza - si prende quello che più ci piace o ci fa sentire protetti, compreso il partner una volta amato, se capita. E per gli scherzi che ti tira la vita, quasi sempre si scambia per amore questo appagamento del proprio bisogno di protezione.

P.

(----------------;)-----------------)
Hold fast to dreams / For if dreams die /Life is a broken-winged bird / That cannot fly.
Hold fast to dreams / For when dreams go / Life is a barren field / Frozen with snow
(Dreams, Langston Hughes)

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Wednesday, January 1st 2020, 10:48am

Nel fondamentale egoismo dell'essere - forza trainante dell'istinto di sopravvivenza - si prende quello che più ci piace o ci fa sentire protetti, compreso il partner una volta amato, se capita. E per gli scherzi che ti tira la vita, quasi sempre si scambia per amore questo appagamento del proprio bisogno di protezione.


Non riesco a concordare sul punto che lo si scambi per amore.
Men che mai quando si sia vissuto amore. :thinking:

Tanja

Giovane Amico

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Wednesday, January 1st 2020, 11:24am

Grazie a tutti per le risposte, mi sembra che molti sostengano che la coppia appaghi in molti casi il bisogno di sicurezza, il cosiddetto porto sicuro.

Tanja

Giovane Amico

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Wednesday, January 1st 2020, 11:31am

p





Ad colorandum : uno dei matrimoni più solidi che conosco è quello di una delle mie più care amiche, che non è mai stata innamorata di suo marito, giacchè già da fidanzata era perdutamente invaghita di altri che neanche la pensavano. E quando le chiesi "ma perchè ti sposi, se sai quel che sai?" mi rispose "perchè forse ha ragione mio padre...A me chi mi si piglia se lascio lui?" ..........


Quindi la tua amica non ha mai vissuto il sentimento corrisposto e ha intrapreso comunque il matrimonio?
Beh non mi sento di criticarla ...ha dimostrato spirito di adattamento e una sorta di intelligenza relazionale ....nel adattarsi appunto

Tanja

Giovane Amico

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12

Wednesday, January 1st 2020, 11:37am





Nel fondamentale egoismo dell'essere - forza trainante dell'istinto di sopravvivenza - si prende quello che più ci piace o ci fa sentire protetti, compreso il partner una volta amato, se capita. E per gli scherzi che ti tira la vita, quasi sempre si scambia per amore questo appagamento del proprio bisogno di protezione.

P.

(----------------;)-----------------)


Oddio ...forse ad una certa età o in tempi passati...secondo te una donna di 25 anni che sta con un uomo che non ama e solo per il bisogno di protezione ,cresce ?
Se tu avessi o hai non lo so ,una figlia di 20 anni che ti dice non amo Tizio ma sto con lui perché mi sento protetta saresti contento ?

Pivaldo

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Wednesday, January 1st 2020, 12:42pm

Oddio ...forse ad una certa età o in tempi passati...secondo te una donna di 25 anni che sta con un uomo che non ama e solo per il bisogno di protezione ,cresce ?
Se tu avessi o hai non lo so ,una figlia di 20 anni che ti dice non amo Tizio ma sto con lui perché mi sento protetta saresti contento ?


Credo che le motivazioni per sposarsi e/o rimanere in coppia siano, più o meno, le stesse da tre millenni.
Nessuno lo dice apertamente - o lo vuole riconoscere - nel mondo occidentale (è politicamente scorretto) ma interessi convergenti e realismo (compresi i vincoli derivanti dall'ambiente nel quale si vive) sono un eccellente legame. Se aggiungi a queste motivazioni un reale innamoramento (che ci possiamo anche creare nella mente per autoconvincimento) hai il vantaggio di una passione consumata e non il retaggio di passioni mai consumate.

Ho una figlia che ha più di 30 anni, vive insieme ad un uomo da una decina di anni, e mi aveva detto a fine gennaio dell'anno appena trascorso che era finita tra loro e lui era stato messo alla porta da lei (incredibilmente, lui l'aveva tradita). Stanno ancora insieme …
Credo che il senso di protezione che lei sente (lui ha 18 anni di più) abbia fatto premio su una vera analisi dei sentimento.

P.
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Elisa89

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Wednesday, January 1st 2020, 1:45pm

Comunque la si metta, dall'esterno non si può capire nulla di una coppia.
Privaldo, non credo che il SOLO senso di protezione possa bastare per far nascere e durare una coppia. Inizialmente giocano altri mille fattori come l'attrazione fisica, la complicità, gli interessi comuni, la stessa idea di percorso di vita. Sicuramente col passare del tempo si cambia e tutto questo viene sostituito dal sentirsi sicuri e compresi.
Di certo non incoraggerei una giovane donna a intraprendere una relazione perché "si sente protetta".

aconito

Giovane Amico

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Wednesday, January 1st 2020, 2:06pm

tutto quello che avete detto è vero solo che in ogni coppia la % di combinazione delle motivazioni è diversa.


Sì, anch'io penso questo.

Ma poi inserirei anche un altro dubbio, e cioè noi qui diamo per scontato che un innamoramento "degradi" in abitudine.
E questo non è stato assolutamente vero per orde di nostri avi (che si unirono perchè "così doveva essere" e non certo perchè reciprocamente innamorati, come valeva dal regnante al popolano).
Ma è dai tempi del liceo che penso, perchè lo vedevo proprio in presa diretta su alcune amiche, che coppiette nascevano anche per ragioni di stampo para-ragionieristico, del tipo "volevo un ragazzo, questo è un bravo ragazzo, quindi stiamo insieme". Idem in coniugazione maschile.
Ma proprio senza nessuna traccia di "farfalle nello stomaco" !
ai tempi dei nostri "avi" non era facile come oggi separarsi e divorziare, ecco il motivo per cui le coppie non "scoppiavano". una cosa mi manca: l 'esperienza del liceo misto (io andavo in uno maschile ). chissà se avrebbe cambiato qualcosa del mo modo di approcciarmi al meraviglioso ed enigmatico universo femminile.
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