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gloriasinegloria

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16

Wednesday, January 1st 2020, 7:16pm

Quindi la tua amica non ha mai vissuto il sentimento corrisposto e ha intrapreso comunque il matrimonio?


Provava affetto, ma sapeva benissimo di non esserne innamorata. Anzi : sapeva benissimo di essere "persa" per uomini diversi in tutto e per tutto da quello che avrebbe sposato.
Lui era un "porto sicuro", ma non di più.

Beh non mi sento di criticarla ...ha dimostrato spirito di adattamento e una sorta di intelligenza relazionale ....nel adattarsi appunto


Non saprei proprio.
Quel che so è che non è mai stata serena/appagata e che questa "sicurezza da adattamento" le ha di fatto fiaccato ogni stimolo a rendersi autonoma (sia psicologicamente che economicamente) e che continua a lamentarsi e sentirsi frustrata da allora, perchè ha sempre saputo di desiderare una vita diversa da quella che vive, ma neanche lei sa più quale potrebbe essere.
Cerca di sfogare il tutto tra tanto sport e yoga, e anche l'istinto materno l'ha scoperto alla soglia dei trent'anni dei propri figli, perchè prima era capacissima di lasciarli a casa da soli, quando avevano sei anni...perchè non poteva vivere senza la palestra e le vetrine......

Riflettendo in tutta serietà : secondo me lei ha attuato i protocolli dei suoi genitori (terrori di zitellaggio inclusi) senza tener conto del fatto che le generazioni successive a quella dei suoi genitori avevano imparato a coltivare sogni e aspettative tutti diversi rispetto a loro. Intendo dire che la sua vita sarebbe stata probabilmente appagante per la media delle 80enni di oggi (convinte che un brav'uomo e una bella famiglia siano tutto nella vita) , ma direi che questo protocollo non funziona affatto per chi è cresciuto (come le generazioni successive) nel primato del voler vivere-sentire-sperimentare-emozionarsi, in questa vita che è una sola...

ai tempi dei nostri "avi" non era facile come oggi separarsi e divorziare


Sì sì, ma non era così frequente sposarsi "per amore" !

aconito

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17

Wednesday, January 1st 2020, 7:21pm


ai tempi dei nostri "avi" non era facile come oggi separarsi e divorziare


Sì sì, ma non era così frequente sposarsi "per amore" !
alludi a matrimoni combinati?
"mai discutere con un idiota. ti trascina al suo livello e ti batte con l' esperienza". Oscar Wilde

gloriasinegloria

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18

Wednesday, January 1st 2020, 7:45pm

alludi a matrimoni combinati?


Anche, ma non soltanto.
Se i nostri avi potessero raccontarci...sono certa che scopriremmo due mondi paralleli tra loro : quello dei ragazzi tra cui scoccò la dell'innamoramento da giovanissimi, e poi quello (tanto più numeroso, secondo me) dei ragazzi che si sposarono perchè il dictat era quello della famiglia che perpetua se stessa, e che prevedeva che max a 26 anni si fosse "sistemati" .

E valeva per maschi e per femmine, nell'ottica dell'accudimento reciproco, che poteva essere fine se stessa e non necessariamente presupponeva "amore".

Per le donne il terrore indotto del "restare zitelle" era temibile come le peggio malattie.
Ma anche per gli uomini...salvo che non fossero "capitani coraggiosi"... il terrore delle famiglie era che rimanessero senza accudimento e quindi...meglio arruolato o prete, piuttosto che celibe!

P.S. : io, ad esempio, provo una dolorosa tenerezza nei confronti dei miei nonni materni, che conoscevo molto bene perchè vissero con noi dalla mia nascita in poi.
Due bravissime persone, che si sono rispettate per tutta la vita, ma...sono sicurissima che non siano mai stati innamorati. Insomma: non è che l'abitudine sia subentrata. E' che il matrimonio stesso fu contratto come doverosa abitudine. Ci giurerei, e questo mi fa immensa tristezza.
Non litigavano mai, ma neanche li ho mai visti parlare in intimità tra loro. E il primo bacio che vidi fu quello che mia nonna gli diede qualche secondo dopo la morte di lui... Era sicuramente il devoto addio al compagno di una vita intera, ma penso che l'amore sia altra cosa, e che anche essere compagni di vita sia altra cosa.

This post has been edited 1 times, last edit by "gloriasinegloria" (Jan 1st 2020, 8:01pm)


aconito

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19

Wednesday, January 1st 2020, 8:00pm

allora sono zitello :D :prrr:
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gloriasinegloria

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20

Wednesday, January 1st 2020, 8:28pm

allora sono zitello


E oggi è "tutta salute". :thumbup:

Ma non era così un tempo, a meno che si fosse così possidenti da poter essere accuditi pagando servitù...

avantitutta

Giovane Amico

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21

Thursday, January 2nd 2020, 4:28pm

Ciao,
vorrei capovolgere il senso della tua domanda...per me l'amore -quello vero- é "solo" abitudine ;)
Sarò all'antica, ma voglio dire che soltanto quando si arriva alla temuta fase della collaudata stabilità quotidiana, della sicurezza data dal (tanto) tempo insieme, si arriva alla felicità, all'intimità più vera, fatta di anime e destini oltre che di corpi.
Io quarantenne oggi sono alla mia seconda esperienza, dopo una relazione lunghissima, che comunque non avrei mai scelto io di troncare.
Hai presente quella vecchia canzone, tutto il resto é noia? Per me é l'esatto contrario....noia e banalitá sono piuttosto nel cercare qualcosa di nuovo, brividi superficiali che portano a nulla, lo stress dei primi approcci...

Fiamma verde

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22

Thursday, January 2nd 2020, 5:43pm

È una mera illusione che l'amore duri per sempre. L'amore ha tanta passion all'inizio ma poi la carne si stanca presto. Molte coppie continuano insieme percgè hanno una doppia vita. Cioè hanno altre relazioni extraconiugali. Unico modo per sopportare tutto.
Ho visto il sole, ho creduto di vedere una luce immensa...era una grossa lampadina sopra il tavolo operatorio.

aconito

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23

Thursday, January 2nd 2020, 6:31pm

È una mera illusione che l'amore duri per sempre. L'amore ha tanta passion all'inizio ma poi la carne si stanca presto. Molte coppie continuano insieme percgè hanno una doppia vita. Cioè hanno altre relazioni extraconiugali. Unico modo per sopportare tutto.
della carne si può anche fare a meno.
Ciao,
vorrei capovolgere il senso della tua domanda...per me l'amore -quello vero- é "solo" abitudine ;)
Sarò all'antica, ma voglio dire che soltanto quando si arriva alla temuta fase della collaudata stabilità quotidiana, della sicurezza data dal (tanto) tempo insieme, si arriva alla felicità, all'intimità più vera, fatta di anime e destini oltre che di corpi.
Io quarantenne oggi sono alla mia seconda esperienza, dopo una relazione lunghissima, che comunque non avrei mai scelto io di troncare.
Hai presente quella vecchia canzone, tutto il resto é noia? Per me é l'esatto contrario....noia e banalitá sono piuttosto nel cercare qualcosa di nuovo, brividi superficiali che portano a nulla, lo stress dei primi approcci...
come fai a definire noioso e ripetitivo qualcosa che dà i brividi ed è eccitante al tempo stesso?
"mai discutere con un idiota. ti trascina al suo livello e ti batte con l' esperienza". Oscar Wilde

avantitutta

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Thursday, January 2nd 2020, 6:56pm

Caro aconito,
infatti non ho definito i brividi di questo genere eccitanti, bensì superficiali.
Forse perché é talmente facile, scontato, banale appunto prendere questa strada...é alla portata di tutti, mentre l'amore é veramente per pochi. Intendo l'amore umano, non animale (ma mi pareva che la domanda iniziale riguardasse questo).
Richiede coraggio, impegno, ed é paradossale venga scambiato invece per codardia, per becera abitudine.
Eccitante é secondo me vincere una sfida, essere coerenti con le proprie scelte, continuare a superare ostacoli (di qualunque genere) per crescere; però di base, ammetto che la mia esperienza di vita mi ha portato a credere che si tratti anche di indole personale..refrattaria al cambiamento :rolleyes:

gloriasinegloria

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25

Thursday, January 2nd 2020, 7:27pm

vorrei capovolgere il senso della tua domanda...per me l'amore -quello vero- é "solo" abitudine
Sarò all'antica, ma voglio dire che soltanto quando si arriva alla temuta fase della collaudata stabilità quotidiana, della sicurezza data dal (tanto) tempo insieme, si arriva alla felicità, all'intimità più vera, fatta di anime e destini oltre che di corpi.


Tanja parlava delle coppie mature viste durante queste feste (durante le quali, oltretutto, si è letteralmente costretti a stare nsieme), e non credo possa aver scambiato l'abitudine intesa come "stare insieme per contratto" con la (infinitamente più rara) "consuetudine amorevole della coppia".
Intendo dire che la differenza tra queste due situazioni esiste, è enorme, e si avverte anche abbastanza chiaramente stando in compagnia di una coppia.

ipposam

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26

Sunday, January 5th 2020, 12:37am

Dai alla parola 'abitudine' una connotazione negativa che non ha.
Fa parte del naturale percorso dell'amore passare dalle farfalle nello stomaco all'amore tranquillo e solido delle coppie di lunga data, chi si ferma alla prima parte ha conosciuto solo l'infatuazione, l'innamoramento, non l'amore.
Non c'è bisogno di essere sempre in preda ad emozioni intrattenibili per essere felici, al contrario la felicità vera ha alla base l'emozione iniziale ma poi si nutre di altro, del piacere di condividere la vita, del sostenersi a vicenda, dei progetti comuni.
Mi fanno ridere, e anche un po' pena, le persone che passata l'emozione pensano che l'amore é finito, l'amore inizia lí, ma ci vogliono intelligenza, sensibilità, passione per rinnovarlo ogni giorno.
Chi non sa questo non sa amare.
Il cosiddetto 'contratto', cioè il matrimonio, serve a ricordarsi reciprocamente la scelta fatta, serve a dire agli altri (ecco perché si fa con i testimoni e davanti a una platea, che simbolicamente rappresenta la comunità di cui si é parte) di avere rispetto per quell'unione, e serve a normare questioni legali come diritti e doveri dei coniugi.

gloriasinegloria

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27

Sunday, January 5th 2020, 8:54am

Dai alla parola 'abitudine' una connotazione negativa che non ha.
Fa parte del naturale percorso dell'amore passare dalle farfalle nello stomaco all'amore tranquillo e solido delle coppie di lunga data, chi si ferma alla prima parte ha conosciuto solo l'infatuazione, l'innamoramento, non l'amore.


Avevo distinto tra "abitudine" (spesso subìta a fatica e solo per non perdere comodità o vantaggi pratici) e "consuetudine amorevole" (che è quella che anche a 90 anni vede i due coniugi vivere reciprocamente il piacere e l'orgoglio della centralità del partner nella propria vita) proprio perchè nei matrimoni di lunga data mi capita di vederle entrambe. Certo moltissimo più frequente la prima.

Ho sempre visto e continuo a vedere "lunghe durate" sorrette dal vero piacere di essere coppia, e ho sempre visto e continuo a vedere (molte più) "lunghe durate" sorrette semplicemente da una malsopportazione reciproca e di mera convenienza pratica o addirittura solo economica.
Ma soprattutto ho sempre visto e continuo a vedere coppie che scoppiano (a qualunque età, e le statistiche delle separazioni over 60 sono impressionanti) perchè la effettiva capacità d'amare di uno dei due è stata soltanto frustrata dalla correlativa incapacità del partner.

Ergo : tutto mi sentirei personalmente di affermare, fuorchè l'ipotesi che "lunga durata = prova di amore maturo".

I paradigmi familiari me ne donarono un quadro sinottico fin dalla mia più tenera età. Dei miei nonni materni ho già detto : un uomo e una donna che si sono sempre rispettati e hanno sempre fruttuosamente collaborato per il benessere della loro unica figlia, e nulla più. In parallelo vedevo la sorella di mia nonna (quindi stessa generazione e stessa educazione familiare) il cui matrimonio era del tutto diverso, e a 75 anni non si estrinsecava in publiche effusioni, qanto piuttosto si estrinsecava in un quotidiano in cui tra lei e suo marito c'era la gara a prevenire i desideri piccoli e grandi del partner, sicchè...il primo pensiero di lei nel fare la spesa e cucinare era di preparare ciò che sapeva a lui gradito, il primo pensiero di lui era di portare a casa qualcosa che potesse piacere a lei quasi ad ogni uscita gornaliera (che poteva essere una piccolezza trovata al mercato rionale), e infine nell'aver fatto per tutta la vita solo quelle scelte di feste, pranzi, viaggetti e vacanze che fossero realmente graditi ad entrambi. I due matrimoni hanno avuto la stessa durata, ma nessuno al mondo potrebbe affermare che abbiano avuto la stessa sostanza. Purtroppo per entrambi i miei nonni.

ipposam

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28

Sunday, January 5th 2020, 9:32am

Dai alla parola 'abitudine' una connotazione negativa che non ha.
Fa parte del naturale percorso dell'amore passare dalle farfalle nello stomaco all'amore tranquillo e solido delle coppie di lunga data, chi si ferma alla prima parte ha conosciuto solo l'infatuazione, l'innamoramento, non l'amore.


Avevo distinto tra "abitudine" (spesso subìta a fatica e solo per non perdere comodità o vantaggi pratici) e "consuetudine amorevole" (che è quella che anche a 90 anni vede i due coniugi vivere reciprocamente il piacere e l'orgoglio della centralità del partner nella propria vita) proprio perchè nei matrimoni di lunga data mi capita di vederle entrambe. Certo moltissimo più frequente la prima.

Ho sempre visto e continuo a vedere "lunghe durate" sorrette dal vero piacere di essere coppia, e ho sempre visto e continuo a vedere (molte più) "lunghe durate" sorrette semplicemente da una malsopportazione reciproca e di mera convenienza pratica o addirittura solo economica.
Ma soprattutto ho sempre visto e continuo a vedere coppie che scoppiano (a qualunque età, e le statistiche delle separazioni over 60 sono impressionanti) perchè la effettiva capacità d'amare di uno dei due è stata soltanto frustrata dalla correlativa incapacità del partner.

Ergo : tutto mi sentirei personalmente di affermare, fuorchè l'ipotesi che "lunga durata = prova di amore maturo".

I paradigmi familiari me ne donarono un quadro sinottico fin dalla mia più tenera età. Dei miei nonni materni ho già detto : un uomo e una donna che si sono sempre rispettati e hanno sempre fruttuosamente collaborato per il benessere della loro unica figlia, e nulla più. In parallelo vedevo la sorella di mia nonna (quindi stessa generazione e stessa educazione familiare) il cui matrimonio era del tutto diverso, e a 75 anni non si estrinsecava in publiche effusioni, qanto piuttosto si estrinsecava in un quotidiano in cui tra lei e suo marito c'era la gara a prevenire i desideri piccoli e grandi del partner, sicchè...il primo pensiero di lei nel fare la spesa e cucinare era di preparare ciò che sapeva a lui gradito, il primo pensiero di lui era di portare a casa qualcosa che potesse piacere a lei quasi ad ogni uscita gornaliera (che poteva essere una piccolezza trovata al mercato rionale), e infine nell'aver fatto per tutta la vita solo quelle scelte di feste, pranzi, viaggetti e vacanze che fossero realmente graditi ad entrambi. I due matrimoni hanno avuto la stessa durata, ma nessuno al mondo potrebbe affermare che abbiano avuto la stessa sostanza. Purtroppo per entrambi i miei nonni.


Sono in parte d'accordo, senz'altro. La durata di un rapporto non é per lo più indicativa della sua qualità, ma é difficile chiamare amore un rapporto di pochi giorni o mesi, quello al più può essere un bell'innamoranento.
Poi sono scettica sul valutare dall'esterno i rapporti degli altri. Per carità, sicuramente sui tuoi nonni sarai abbastanza vicina alla realtà, ma se due persone sono state insieme una vita qualcosa le ha unite, chi siamo noi per giudicare?
La vita per me é tutta una questione di equibrio, ognuno deve trovare il proprio.

gloriasinegloria

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29

Sunday, January 5th 2020, 10:14am

é difficile chiamare amore un rapporto di pochi giorni o mesi, quello al più può essere un bell'innamoranento.


Sì certo, mai pensato o detto il contrario.

sono scettica sul valutare dall'esterno i rapporti degli altri. Per carità, sicuramente sui tuoi nonni sarai abbastanza vicina alla realtà, ma se due persone sono state insieme una vita qualcosa le ha unite, chi siamo noi per giudicare?


Ma non si tratta di "giudicare", direi.
Se si desidera riflettere su un argomento è giocoforza riflettere sui dati e sulle percezioni che si sono maturate su quell'argomento...

E se due persone sono state insieme una vita, certo che qualcosa le ha unite.

Fino al 1975 era proprio l'impossibilità legale di separarsi, che valeva per tutti (salvo costosissimi annullamenti di Sacra Rota del matrimonio canonico) .

Dopo il 1975, invece, continuano a restare cementati anche molti matrimoni "senza senso" , e se vai a vedere ci sono quasi sempre ragioni di mera convenienza dell'uno o dell'altro o di entrambi.

Si è sempre saputo che separazioni e divorzi siano altamente sconsiglaibili a chi non può permetterseli economicamente (e molti di coloro che non c'hanno creduto si siono trovati a dormire in auto e mangiare alla caritas quando padri, o andare a fare le pulizie anche con una leurea in mano quando madri). E questo riguarda quei casi (tanti) in cui unendo le energie si svolta la mesata, ma dividendole e moltiplicando necessità abitative e utenze (oltre alle spese legali) si va spersi.

Ma notissimi casi di cronaca nera (dal Parolisi al Logli, passando per tanti altri di cui non mi sovviene il nome) dimostrano egregiamente come Donne (Melania e Roberta, in questi casi) pur essendo capacissime di Amore maturo verso i rispettivi coniugi e verso i figli, siano maledettamente riuscite a morire ammazzate per mano di coloro che amarono NON corrisposte, e in tutti questi casi non c'erano "probleami economici", ma c'era solo l'ingordigia beluina dei due "lui" di non compromettere interessi economici...e pure privandosi di governanti affidabilissime, arruolate a costo di sole finzioni da buffoni, come convenientissime mogli che amano.

Leyla

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30

Monday, January 6th 2020, 7:39am

Premetto di avere letto molto velocemente gli altri interventi.
A parte che un unione è già una sorta di contratto, spesso si confonde l'abitudine con quella che è una delle possibili,
e secondo me auspicabili, evoluzioni dell'amore. Alla passione dei primi tempi, in cui ci si deve "scoprire", con gli anni
l'amore evolve in affetto, amicizia, complicità, sintonia. La mancanza di passione è vissuta come abitudine e spesso
è così, ma non sempre. Un amore vero, se coltivato, fiorisce meno spesso, ma non è detto che le foglie siano meno
lverdi e lucenti e la fioritura, proprio perché più rara, si apprezza ancora di più. L'avere delle solide basi comuni,
la stessa visione della vita, gli stessi interessi e differenti interessi, il capirsi senza parlarsi e il potersi parlare
chiaramente, scoprire che non si è ancora scoperto tutto.
Il ricordo è un compromesso: gli uomini si difendono con quello.
(Tommaso Landolfi)

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