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Sunday, November 17th 2019, 8:12pm

Chiedere aiuto: quando diventa troppo?

Ciao,
è da tanto che non scrivo sul forum, mi piacerebbe condividere di più, ma allo stesso tempo mi fa paura condividere cose alquanto private su internet. Oggi ho un quesito per voi: quando diventa "troppo" il chiedere aiuto e sostegno al proprio ragazzo/partner/marito?
Io ho 23 anni e attualmente sono in una relazione da circa un anno, stiamo molto bene insieme, certo, litighiamo a volte, ma quando lo facciamo riusciamo sempre a trovare un accordo. Lui mi era piaciuto e, mi piace tutt'ora, per la sua empatia, per la sua gentilezza e per quel senso di protezione e serenità che mi dava quando ero con lui. Fin dall'inizio mi sono aperta con lui e ho cercato e trovato supporto in lui. Io ho un passato e un presente non molto facile dal punto di vista psichico: ho sofferto di disordini alimentari, ansia e depressione, ho risolto il grosso dei miei problemi, ma ho ancora difficoltà a prendere decisioni e ultimamente spesso ci sono delle giornate in cui l'unica cosa che sento sono tristezza e noia. Sono in cura da uno psicologo e cerco di risolvere i miei problemi da sola, tuttavia, dato che per me il supporto reciproco e l'apertura verso l'altro in una relazione sono importanti e dato che lui ha la capacità di strapparmi sempre un sorriso, ci sono alcune settimane in cui sento proprio la necessità di comunicargli delle cose e di ricevere supporto (anche solo una telefonata) da parte sua.
Ad agosto avevamo litigato per questo motivo: io lo avevo cercato troppe volte per parlargli di cose negative, di cose che mi facevano stare male e lui aveva cercato di supportarmi, ma dopo un po' si era stufato. Al tempo avevamo risolto con un accordo: io avrei cercato di parlare delle mie emozioni negative e dei miei problemi con una frequenza minore e lui si sarebbe impreganto ad ascoltarmi di più.
Gli ultimi dieci giorni sono però stati impegnativi e stressanti per me e di conseguenza l'ho cercato, gliene ho parlato. Ci siamo visti ieri ed è stato comprensivo. Oggi, però, mi sentivo particolarmente giù di morale, annoiata, triste, non riuscivo a fare niente, se non mangiare schifezze in continuazione, quindi, per sfogarmi e tirare fuori le miei emozioni, gli ho scritto un lunghissimo messaggio su whatsapp. Credo avessi solo bisogno di comunicarlo a qualcuno o "buttarlo fuori", neanche mi importava che lo legesse, perchè alla fine, il solo fatto di averlo scritto e averlo inviato mi aveva fatto sentire meglio.
Nelle ultime righe di questo messaggio ho scritto " Chiedo aiuto, ma divento noiosa nel farlo, dato che i problemi si ripetono sempre uguali, dopo un po' anche voi vi stancate ad aiutarmi... a volte penso di essere una brutta persone e tenere soggiogati quelli a cui chiedo aiuto, perchè ho spesso bisogno di attenzioni e non dovrebbe essere così."
La sua risposta: "forse è questo tuo affidarti agli altri il problema, tu puoi farcela benissimo da sola e lo sai".
Dalla risposta ho capito che si è stancato per questa settimana dei miei problemi e che allo stesso tempo non capisce la complessità dei miei problemi, che per alcune cose, al momento, devo chiedere aiuto.
So perfettamente che offrire supporto ad una persona un po' depressa è stancante emotivamente, ma non voglio smettere di parlargli dei miei problemi, sono indipendente da lui, ma allo stesso tempo un supporto lo voglio, io a lui lo darei.
Come faccio a trovare la giusta via di mezzo? A non arrivare al punto in cui lui è stanco dei miei rimugini?

2

Sunday, November 17th 2019, 9:31pm

La sua risposta: "forse è questo tuo affidarti agli altri il problema, tu puoi farcela benissimo da sola e lo sai".
Dalla risposta ho capito che si è stancato per questa settimana dei miei problemi e che allo stesso tempo non capisce la complessità dei miei problemi, che per alcune cose, al momento, devo chiedere aiuto.
Per me non è la frase di una persona che "non capisce".

La vedo come la frase di una persona che, vuole incoraggiarti a farcela da sola, tentativo che male non ti farebbe.
Se ti avesse detto per esempio che andare dallo psicologo è inutile, allora lì, siamo oggettivamente di fronte una persona che non comprende.

Ma non mi sembra il caso del tuo ragazzo che invece pare ti offra del supporto.
Il supporto non va confuso con la delega dei propri problemi o la richiesta di attenzioni che l'altro puo' dare ma fino ad un certo punto.
ma allo stesso tempo un supporto lo voglio, io a lui lo darei.
In una relazione è meglio sostituire frasi come "lo voglio", che presuppongono una pretesa di fondo con "vorrei".

Sembrano cavolate ma fanno la differenza.
Anche sul fatto che a lui lo daresti, c'è qualcosa che non torna.

A lui "ascoltarti" costa tanto quanto sta costando a te rinunciare "al bisogno" di questo sostegno.

In coppia non sono questioni che si risolvono facendo "pari e patta", ma bensì capendo i bisogni che sono indispensabili, da quelli che invece sono un bisogno di attenzione, ecc..

Forse quello di cui ha veramente bisogno il tuo ragazzo è che ci provi a rinunciare a una fetta di quel sostegno, ma per te stessa. Non credo che a lui faccia molta differenza ascoltarti o meno, se non forse la consapevolezza che in quel momento non ti aiuta a stare meglio ...

Ora non so che genere di sostegno tu voglia, capisco che per te è importante "buttare fuori" le tue emozioni a prescindere dall'altro pero' messaggi dal contenuto come quelli riportato, toccano volente nolente ANCHE l'emotività dell'altra persona che per restare in equilibrio deve per forza crearsi una difesa.

Inverti le parti: Se fosse il tuo ragazzo a scriverti un messaggio così, non penseresti che la cosa migliore (per tutti) sarebbe che non ne abbia piu' bisogno ?

Non si tratta tanto di sostegno ma di capire che l'altro ha un'emotività che è uguale alla tua. Se qualcosa ti fa perdere equilibrio tu stai male, così succede anche all'altro.

3

Sunday, November 17th 2019, 9:37pm

è una questione molto delicata, ti muovi sul filo del rasoio...
tu nel messaggio del tuo ragazzo leggi che si è stancato, io leggo una persona che ti vuole dare fiducia, che crede in te.
sai dove vedo la difficoltà? non nella tua richiesta di aiuto ma nella capacità di accettare quello che lui ti può (o non ti può) dare, nel senso che difficilmente può darti ciò che vuoi nel momento cge giusto, con le parole ed i gesti giusti
non perché sia una persona incapace ma perché i problemi sono molto personali....pure lo psicologo ogni ti sembrerà inutile, immagina cone può sentirsi il tuo ragazzo.
namasté

Elena***

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4

Sunday, November 17th 2019, 11:24pm

Anch'io, come le ragazze qui sopra, nella frase del tuo moroso ho letto un incoraggiamento.

Per quanto riguarda la domanda che ci hai posto … onestamente penso che sarebbe meglio diminuire la frequenza delle volte che hai bisogno di sfogarti con lui.
Trova qualche alternativa al parlargliene, non so, annota su un diario i tuoi pensieri, emozioni, paure.

Del resto tu stessa hai detto di avergli scritto un lungo messaggio solo perché sentivi il bisogno di comunicarlo a qualcuno, probabilmente non cercavi una risposta, ma avevi solo bisogno di esternare.

E poi ci sono le amiche o l'amica (quella vera) che ti ascolta fino a che ti manda a quel paese :D , ma il giorno dopo ti ascolta di nuovo magari mentre legge un libro :D :D :D ... però intanto tu hai parlato e magari ti sei anche alleggerita.

Ci sono anche i forum, come questo :sos:

5

Monday, November 18th 2019, 12:23am

Per Juniz: Missà che il mio messaggio è stato male interpretato da su alcuni punti o sono io che sto male interpretando le risposte, dato che è tardi e sono stanca. Condivido le risposte, ma ricalcano in parte ciò che volevo comunicare nel post.
Io per stancato non intendo stancato in generale, nel senso che vorrebbe lasciarmi, ma stancato per questa settimana, che lui ha bisogno di un break dai miei problemi per stare bene pure lui, per non andare in burn out. Io sto cercando un modo di raggiungere un equilibrio con lui, anche per me. PIù che altro non mi mi pare di cercarlo ossessivamente quando sono di fronte a dei problemi, che tra l'altro non gli posso delegare, dato che sono emotivi e dato che per di più al momento siamo in una relazione a distanza da Settembre.
Il fatto di fare da sola, boh, sono sempre stata una ragazza molto indipendente, nonostante i miei problemi e se poi prendo a fare da sola, senza dirgli come mi sento, va a finire che perdo anche quella vicinanza emotiva che ho con lui, che con altre persone non ho. Uno dei miei problemi è che se mi chiudo, poi mi chiudo del tutto. Tuttavia, noto, come dici tu, che sto sfruttando molto la sua disponibilità e vorrei trovare la via di mezzo.
Il punto è cercare di trovare un limite fra la comunicazione e il supporto che c'è fra ogni coppia e quella richiesta di attenzioni che diventa troppa, sono io che nel messaggio lo sto cercando, non sto accusando lui, che cerca sempre di fare il suo meglio. Tuttavia, credo che in queste circostanze le mie richieste di attenzioni non siano frivolezze a cui uno può rinunciare facilmente e mi sembra giusto, talvolta, richiedere un livello di attenzioni un po' più alto della media, anche se so perfettamente che non spetta a lui guarirmi o farmi senitre bene, ma spetta solo a me.
Sbaglio io a parlargli così tanto del mio malessere? Concretamente che cosa dovrei fare? Non cercarlo quando ho delle giornate del genere, anche se prima di cercarlo ho provato di tutto per stare meglio e nulla ha funzionato?

Per la Huesera: Grazie per avermi detto che non c'è nulla di sbagliato nella mia richiesta d'aiuto. Purtroppo, sono consapevole, che come dici tu, che in effetti lui ci sta male, perchè mi dice spesso che non sa come aiutarmi e io gli ripeto che io non cerco aiuto, solo un ascolto, anche solo il fatto di ascoltarmi mi fa sentire bene (vengo da una famiglia dove le emozioni sono proibite e non vi è comunicazione). Per il fatto di accettare cosa mi può dare e non può dare, ci sto riuscendo piano piano, perchè vedo che mi vuole bene e ci tiene a me e quindi ho capito che quando non riesce a supportarmi, non lo fa perchè disinteressato.

Capisco che vi è un limite al supporto che una persona può dare, per questo nel thread chiedevo più concretamente: quando cercarlo? Quando chiedere aiuto? Di punto in bianco dovrei smettere di chiamarlo per parlargli, stravolgendo la dinamica della nostra relazione?
Perchè non vorrei arrivare ogni volta al suo "punto di rottura", non vorrei farglielo più raggiungere. Per il momento, comunque, quando lo raggiunge, riusciamo sempre a riprendere meglio di prima.

Comunque, mi ha detto che secondo lui andare dallo psicologo è inutile tempo fa, quando ci siamo conosciuti, anche se non ha mai criticato il fatto che ci andassi, ora non so se la pensi ancora così.

6

Monday, November 18th 2019, 5:49pm

Capisco che vi è un limite al supporto che una persona può dare, per questo nel thread chiedevo più concretamente: quando cercarlo? Quando chiedere aiuto? Di punto in bianco dovrei smettere di chiamarlo per parlargli, stravolgendo la dinamica della nostra relazione?
Perchè non vorrei arrivare ogni volta al suo "punto di rottura", non vorrei farglielo più raggiungere. Per il momento, comunque, quando lo raggiunge, riusciamo sempre a riprendere meglio di prima.

vorrei saperti dare le dosi, così come si fa con le ricette per un buon piatto....mi sono trovata dalla parte di chi aveva bisogno e prima nella parte di chi stava vicino ma ancora non ho la ricetta.
non sono mai stata molto espansiva nella mia sofferenza, anzi, l'energia era talmente poca che non ne avevo per condividere. nemmeno questo era facile per chi mi stava vicino e talvolta venivo criticata per questo. viceversa raccontare molto, chiedere condivisione può portare una cattiva atmosfera, può portare tristezza ed amarezza nella coppia. se giorno per giorno, la coppia è una sorta di discarica dove buttare ogni negatività, alla lunga può diventare dura.
non so dirti come risolvere. ti posso dire che noi abbiamo parlato molto di tutto ciò, di come trattarci, di come stare vicino. c'era anche un patto ben preciso riguardante la richiesta d'aiuto. alla fine ne siamo usciti "vivi", ancora in coppia e ancora più forti.
un consiglio molto carino ce lo diede una signora, contattata non so più per cosa, ci disse: ragazzi, vista la situazione, ogni tanto, fatevi una risata perché una combinazione così, come voi due bisogna inventarla e se non ci ridete su ogni tanto, non ne uscirete più. l'ironia e l'autoironia...talvolta sono state veramente utili.
namasté

7

Tuesday, November 19th 2019, 8:47pm

bellissima risposta, grazie.
Fra noi le cose comunque non vanno male

Leyla

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Wednesday, November 20th 2019, 5:37am

L'altro giorno mi si è ripresentato un brutto attacco di agorafobia, che sono riuscita a fatica a superare.
La sera ho iniziato a sfogarmi con mio marito che ad un certo punto mi fa: "La chiave è che è passato,
finito e ormai lo sai che ce la puoi fare da sola". Ecco, anche io dopo anni leggo in queste parole esortazione
e rispetto verso le mie capacità e non indifferenza o "stufaggine". Certo dopo tanti anni lo capisci da
un'alzata di ciglio quando la misura è colma. Quindi se la tua storia andrà avanti, cosa che ovviamente
spero per te se stai bene con lui, ti abituerai a capire quando piantarla di lamentarti. E lui quando dovrà
piantarla di lamentarsi con te dei problemi suoi.
“Il refuso è un contributo involontario alla pluralità delle verità e un correttivo alla monotonia dei significati.”

Psycho Mantis

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Friday, November 22nd 2019, 11:56am

Allora , sono d accordo con Juniz su quello che ha detto sulla tua frase: voglio il suo supporto, io glielo darei.
Non puoi pretendere infinito supporto, soprattutto non sai se glielo daresti e non per questo puoi chiederlo per forza. Insomma siccome tu glielo daresti (perché lo vuoi), allora lui ha una manchevolezza nel non dartelo? È un gioco mentale per darti un diritto che non hai.
Per il resto credo che magari tu ora stia male. Ci sono varie soluzioni. Innanzitutto ti premetto che stare sempre nella negatività è un inganno della mente. Cosa significa? Non sto dicendo che non devi stare male, anzi, concediti tutto il diritto di star male, hai i motivi? Si? Stai male, è giusto. Intendo dire che delle volte mi rendo conto personalmente che stare male è un qualcosa che si autoalimenta. È come se si andasse a vedere un film horror, ovviamente esci dal cinema terrorizzato. Ecco delle volte stare nel girone di pensieri negativi ti lascia ancora più angoscia. Ovviamente, ribadisco, non ti sto dicendo di HEY!!! PENSIAMO POSITIVO! Ma solo di notare questa dinamica che è facente parte del modo di essere umano.
Detto ciò, penso che tu possa, sempre che non lo faccia già, cercare di non parlarne con lui. Non può farsi carico di tutto, per lo stesso motivo scritto sopra. Lui perde energia. Si sente stanco, fiacco, preoccupato dopo. Puoi suddividere coi tuoi amici questo bisogno di ascolto e condivisione ed in questo modo stai anche permettendo ai tuoi amici di sapere cosa succede, perché stai male, di aiutarti e come possono aiutarti. Dopodiché nulla di strano che avendo attenuato la nuvola nera, non ti resti che da vivere un momento sereno col tuo ragazzo che ti tirerà su ;)

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Elisa89

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10

Saturday, November 23rd 2019, 7:45am

Il fatto di fare da sola, boh, sono sempre stata una ragazza molto indipendente, nonostante i miei problemi e se poi prendo a fare da sola, senza dirgli come mi sento, va a finire che perdo anche quella vicinanza emotiva che ho con lui, che con altre persone non ho. Uno dei miei problemi è che se mi chiudo, poi mi chiudo del tutto. Tuttavia, noto, come dici tu, che sto sfruttando molto la sua disponibilità e vorrei trovare la via di mezzo.

L'importante è che la "vicinanza emotiva" di cui parli non si traduca soltanto i te che esterni i tuoi problemi e lui che ascolta e supporta. A lungo andare non ce la fa, non è Superman! La vicinanza emotiva deve esistere in tutti i campi:divertimento ironia sofferenza tristezza forza determinazione ma reciproche!
Anche io non sto dicendo di non essere triste e di non parlarne, ci mancherebbe! Ma non solo con lui, altrimenti diventa saturo!

11

Saturday, November 23rd 2019, 10:42am

Forse sono ot rispetto a quanto chiedi.

Aldilà della sua tolleranza personale a farsi carico dei tuoi pensieri prima di saturare il suo limite, dovresti riflettere sul rischio di entrare in un circolo vizioso.
Un circolo nel quale stai male, ti sfoghi con lui per star meglio fino alla prossima.
Il rischio spesso è di autoassolversi e non riuscire poi a capitalizzare quel sostegno che lui potrebbe darti per cercare di uscire tu stessa dal tuo malessere(qualcosa che puoi risolvere solo tu).
Insomma: come continuare ad usare stampelle pur avendo delle gambe atrofizzate che devono riabituarsi a muoversi.
Apatico,da smuovere con le granate.

Non ci sono femministe in una nave che sta affondando.
"Togliete dalla chiesa i miracoli, il soprannaturale, l’incomprensibile,
l’irragionevole, l’impossibile, l’inconoscibile, l’assurdo e non rimane
niente altro che il vuoto." Robert G. Ingersoll

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Saturday, November 23rd 2019, 3:21pm

Anche secondo me l'osservazione di Svogliato è ottima e non del tutto OT. Prova a ragionarci e gradualmente, molto gradualmente, coi tuoi tempi, riduci sempre più il fabbisogno di "lui". È solo un consiglio per non entrare, sempre come dice Svogliato, in un circolo vizioso.

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Saturday, November 23rd 2019, 9:55pm

non voglio smettere di parlargli dei miei problemi, sono indipendente da lui, ma allo stesso tempo un supporto lo voglio, io a lui lo darei.
Come faccio a trovare la giusta via di mezzo? A non arrivare al punto in cui lui è stanco dei miei rimugini?


Ovvio che io possa sbagliare, ma ...tu ne fai una questione di quantità (con il "troppo" ) , mentre io al tuo posto ne farei una questione di qualità. Mi spiego.

Tu sei indipendente e lui è amorevole e attento, oltre che fiducioso nei tuoi mezzi.

Credo sia la cosa più bella del mondo che due persone che si amano si raccontino le proprie esperienze e riflessioni significative di ogni giorno.

Ma credo diventi molto pesante e faticoso sentirsi sempre prospettare eventi e riflessioni in forma di "help", anche quando entrambi si sa benissimo che il partner è perfettamente in grado di cavarsela.
Esempio del cavolo (perdonami) : un conto è sentirsi dire "oggi mi sono presa con Tizio, per tot motivi, e penso questo e ho fatto questo", e tutt'altro è sentirsi dire "oggi mi sono presa con Tizio, ma perchè ce l'hanno tutti con me che sono così sensibile?".

Ripeto le mie scuse per la pochezza dell'esempiuccio, ma parlo per esperienza personale e anche reiterata, al reciproco, e cioè : miei compagni capacissimi (e che a dirla tutta hanno anche saputo manipolare terzi a loro gusto e piacimento) ...francamente stufavano anche me quando con le loro (diagnosticate) "depressioni mascherate" sembrava che trovassero in me il muro morbidissimo del pianto, dove c'era spazio solo per la loro sensibilità lesa da terzi e non c'era mai spazio per la mia...lesa anzitutto da questo loro atteggiamento!

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