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Pivaldo

Passato attraverso parecchie tempeste, navigo ancora, ed intendo godermi la vita finché posso

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1

Tuesday, July 16th 2019, 2:02pm

Certe cose non si riescono a dimenticare

Come possono riemergere dalla psiche dei fatti antichi, che non sono mai stati dimenticati.

La storia dell’omicidio di domenica scorsa nell’hinterland milanese della donna quasi novantenne da parte del marito di 4 anni più anziano (ridotto sulla sedia a rotelle), mi ha fatto pensare.
Il marito omicida avrebbe detto ai Carabinieri intervenuti che la moglie lo tradiva da cinquant’anni e questo evento, stando alle notizie giornalistiche, era stato imputato alla demenza senile dell’uomo.

Mi è venuta in mente tutta un’altra storia, vera, riportatami da un conoscente diversi anni fa, che sembrava essere - nella mia fantasia - una possibile spiegazione di quell’orribile omicidio, scoperto dal figlio della coppia.

Quest’altra storia riguarda, una coppia pure avanti con l’età ma più giovane, in quanto entrambi entrambi pensionati da qualche anno. All’epoca dei fatti erano da poco diventati nonni, si godevano le gioie di una famiglia cresciuta nel tempo accanto a loro.
Finché … avvenne un fatto sconvolgente. Lui, un giorno scopre casualmente, in un vecchio baule in soffitta, un pacco di lettere, chiuse da un nastrino, che erano state scritte da un uomo a sua moglie più di trenta anni prima. Da tali lettere emergeva inequivocabilmente l’esistenza di una relazione extraconiugale della moglie con quell’uomo (che il marito conosceva essere stato un collega di ufficio della consorte) che era andata avanti per circa un anno. Dall’ultima lettera (in ordine cronologico) dell’amante si capiva che la moglie (all’epoca, vicina alla quarantina) aveva posto fine alla relazione, dichiarando di volere rimanere accanto al marito e di essersi pentita del tradimento compiuto. Non aveva mai detto nulla al marito di quel fatto.

Il marito, era rimasto sconvolto dalla scoperta e si era confidato con il padre del mio conoscente, suo vecchio amico.
Alla fine, essendo trascorso tanto tempo, aveva deciso di non farne parola con la moglie e, probabilmente aveva distrutto le lettere compromettenti.
Ma il tarlo della gelosia aveva lavorato nella mente del marito, che si domandava come fosse potuto accadere e se la relazione clandestina non fosse ripresa nel tempo. Non aveva mai sollevato la questione con la moglie, anche se aveva vissuto una lacerazione psicologica profonda, come attestavano alcuni sfoghi avuti con il padre del mio conoscente.
Era però successo che, a distanza di circa vent’anni da quella scoperta, pure dopo la prematura scomparsa della moglie, il vecchio marito ultraottantenne aveva cominciato a fare, nei sui discorsi, degli oscuri accenni ai tradimenti della moglie, che erano stati interpretati e presi da figli e nipoti … come frutto della demenza senile di lui.

Il padre del mio conoscente, che conosceva la storia, prima di morire l’aveva riferita al figlio, volendosi sgravare, in qualche modo, di un segreto ingombrante. Il mio conoscente, dopo essersi consultato con me, non se l’era sentita di riferirla ai figli della coppia e, pure dietro mio consiglio, aveva lasciato che quell’antico tradimento cadesse nell’oblio, finché l’anziano marito era anche lui scomparso. Ma, particolare significativo, l'anziano marito aveva lasciato scritto ai figli di volere essere sepolto con la propria famiglia di origine, non accanto alla moglie …

Un storia vera, per certi versi, terribile quanto quella riportata dalla cronaca.

P.
(--------------;)----------------)
“My sweetest friend / Everyone I know / Goes away in the end / You could have it all / My empire of dirt / I will let you down / I will make you hurt / If I could start again / A million miles away / I would keep myself / I would find a way.”
(“Hurt” Lyrics by Trent Reznor, sung by Johnny Cash)

2

Tuesday, July 16th 2019, 5:31pm

Mia nonna, novant'enne, inferma diciamo "in attesa di ..."

Ogni tanto esce qualche episodio di piccole e grandi ingiustizie subite dal il marito ormai morto negli anni 70 ... nonno che non ho mai conosciuto anche se ho ereditato "le labbra" dicono.

Vuoi per l'epoca, vuoi per ovvie realtà come il "matrimonio" sono fatti mai elaborati e mai affrontati né con l'altro né con il proprio interiore, venivano semplicemente messi a tacere, per poi riemergere come "eterni" rancori.


Ricordo un film con Clint Eastwood e Maryl Streep sullo stesso soggetto della scoperta "postuma" che poi è diffuso anche in libri-sceneggiature: I ponti di madison county ...

Pivaldo

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3

Wednesday, July 17th 2019, 11:07am

Ma infatti … Va sfatata la leggenda che le coppie di una volta vivessero felici ed affiatate, mentre le coppie moderne sono prive di coesione a causa dell'egoismo dei componenti.

Corna e veri e propri atti di violenza erano all'ordine del giorno anche un secolo fa. Solo che le notizie non trapelavano, c'era una grande ipocrisia sociale (di certe cose non si parlava) e le donne dovevano sopportare una loro condizione sociale di inferiorità e dipendenza, economica e non solo.

I racconti delle nonne, nei pochi momenti di sincerità con selezionati familiari ed amici, sono pieni di eventi di prepotenza, di mancato rispetto e, talvolta, di vera e propria violenza. Gli uomini dell'epoca subivano probabilmente un'altra forma di violenza e condizionamento ad opera del pensiero dominante della società dell'epoca. Avevano un ruolo pubblico di capifamiglia e di decisori che non si conciliava con eventuali relazioni extraconiugali (o semplici passioni non consumate) delle mogli. All'esterno nulla doveva trasparire ed i conti si facevano all'interno della famiglia

Ora, è questo quello che intendevo esprimere con il thread, nel momento in cui il controllo della mente, sull'onda di una degenerazione psichica crescente con l'età, si attenua, emergono anche in maniera diffusa spezzoni di verità scomode, poco o mai espresse, che si confondono con manifestazioni espressive di tipo demenziale.

Il problema, forse, è che a nessuno interessa se dietro quelle espressioni apparentemente incoerenti ci siano state delle verità inconfessate (e dissacranti una tradizionale armonia familiare). Sono segni di un disagio, magari vero, ma molto, molto scomodo, che va esorcizzato, rendendolo banalmente frutto di demenza.

Così trionfa l'apparenza e le coscienze sono salve …

P.

(------------;)-------------)
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4

Wednesday, July 17th 2019, 11:35am

Ora, è questo quello che intendevo esprimere con il thread, nel momento in cui il controllo della mente, sull'onda di una degenerazione psichica crescente con l'età, si attenua, emergono anche in maniera diffusa spezzoni di verità scomode, poco o mai espresse, che si confondono con manifestazioni espressive di tipo demenziale.
Con mia nonna per un periodo, quando stava meglio, era all'ordine del giorno.
Peraltro nella "demenza" è molto selettiva e si guarda bene dal raccontare certi episodi SOLO a me (neanche a tutti le nipoti) e MAI in presenza dei figli.


Sicché ha comunque iniziato a confondere i sogni con i fatti realmente accaduti, spesso ho creduto che alcuni racconti fossero un mix fra cose viste in televisione, sogni, fatti veri.

Una volta fece un racconto particolare, che non riguardava lei ma altre persone. Insomma si trattava di un tentativo di stupro di "gruppo" a cui lei è stata testimone "casuale" e diede l'allarme.

Pensai subito beh, avendo spesso la Tv accesa anche di notte puo' essere che abbia visto qualche film Thriller (in genere gli facciamo vedere solo cose tranquille) ...

A distanza di molto tempo, parlando della demenza con delle mie zie, tirai fuori l'episodio dicendo che si era inventata anche questa cosa pero' loro mi dissero che invece era vero. Che ne sapevano molto poco pure loro perché ai tempi certi fatti venivano subito "insabbiati", e non sempre in realtà rurali si ricorreva alla "legge" ma i conti venivano poi saldati in diverso modo.

arianna73

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5

Wednesday, July 17th 2019, 11:55am

Credo che molti di noi abbiano i loro ricordi e vissuti traumatici o particolarmente "intensi" pronti a ibridarsi con le fantasie e i sogni in vari modi, particolarmente incontrollabili quelli della malattia mentale - psichiatrica , della demenza senile (con o senza Alzheimer, che prima di distruggere può anche abbastanza sconvolgere i riordi), di altre malattie degenerative che attaccano la lucidità... io penso di intuire qualcuno dei miei probabili futuri "flash". Come la sequenza numerica che molto probabilmente darò come mio nome agli stizziti socioperatori che mi avranno fra le loro pratiche, se dovessi arrivare alla terza età :D

Distinguere fra vissuto e immaginato è difficile, la mente non lo fa perché è comunque reale l'emozione.

Le coppie di una volta avevano ovviamente impostazioni e riferimenti molto diversi, per quanto non credo che i futuri vecchietti non avranno i loro rimuginamenti. Non arrivo a dire che esista un meglio e un peggio legato ai tempi, perché non ci credo. E molte coppie sono state, effettivamente, felici. Come ce ne sono anche oggi.

Piuttosto sul non riuscire a dimenticare o a passarci sopra, ripenso ad un'altra notizia: di un altro plico di lettere adulterine scoperte con decenni di ritardo dal marito tradito, che per l'infelicità si stava ammazzando. A nulla valsero le suppliche e le rassicurazioni della moglie che era una storia finita da decenni, appunto, di pensare alla felicità che avevano condiviso fino a quel giorno. Il vecchietto è stato salvato dai Carabinieri , chissà che fine ha fatto poi il loro matrimonio...

Pivaldo

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Wednesday, July 17th 2019, 12:00pm


Quoted

da Pivaldo

Ora, è questo quello che intendevo esprimere con il thread, nel momento in cui il controllo della mente, sull'onda di una degenerazione psichica crescente con l'età, si attenua, emergono anche in maniera diffusa spezzoni di verità scomode, poco o mai espresse, che si confondono con manifestazioni espressive di tipo demenziale.

Con mia nonna per un periodo, quando stava meglio, era all'ordine del giorno.
Peraltro nella "demenza" è molto selettiva e si guarda bene dal raccontare certi episodi SOLO a me (neanche a tutti le nipoti) e MAI in presenza dei figli.


E' esattamente quanto mi capitò con mia nonna paterna. Io ero un nipote intermedio e con me si lasciò andare a parlare, una sola volta (il giorno della celebrazione delle nozze d'oro), in compagnia del suo adorato fratello minore, delle angherie subite da mio nonno. Ed è stata una lezione di vita indimenticabile.
Da allora non ho più smesso di fare la tara a tutte le dichiarazioni e celebrazioni dell'armonia ed unità della famiglia.

P.
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arianna73

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7

Wednesday, July 17th 2019, 12:16pm

La tara bisogna farla sempre, quando si ha a che fare con specchi di virtù - la stessa saggezza popolare antica mette in guardia ;)

Detto questo i ricordi traumatici non sono necessariamente indice di matrimoni infelici. Ci sono anche dei non-detti che spesso non affiorano, o affiorano più difficilmente di questi sfoghi, ma altrettanto significativi. Una nostra anziana conoscente parlava di rassegnazione delle mogli, ricordava spesso le decisioni imposte e le sberle prese, e le liti a volte furiose come traumi che l'avevano segnata. Di fronte però ad alcune concrete possibilità di liberarsi di quel marito dittatoriale e dopo di risposarsi rifiutò sempre.
Ammise un paio di volte , molto dopo essersi consolidata nella nostra mente come esempio di "vittima infelice", che il sesso era eccellente, che in molti altri aspetti della loro vita lui l'aveva resa felice e che nessuno degli altri pretendenti l'aveva mai fatta sentire altrettanto "viva" e "femmina", e poi emersero anche altri dettagli di una vita sicuramente tumultuosa ma in vari modi gratificante nella quale il "potere" non era così nitidiamente accentrato come sembrava.

Quasi sempre per citare il defunto Camilleri ci viene cantata "la mezza messa", non la messa intera.
Nel bene e nel male.
(e non solo nelle storie "antiche")

8

Wednesday, July 17th 2019, 12:27pm

la mente è semplicemente affascinante.....
mia nonna, quando era malata di Alzheimer era diventata molto più dolce, probabilmente perché la vita veramente dura che aveva vissuto non le aveva mai permesso di abbassare la guardia.

nella mia mente invece c'è un brutto episodio di infanzia, a metà strada fra il ricostruito e il rimosso. avevo sui dieci anni, mi ricordo ogni dettaglio di quel pomeriggio, ogni parola, ogni cosa fino alla conclusione. nella mia memoria c'è però anche un passaggio aggiuntivo, una scelta che si è svolta dopo e che un pochino mi dà sollievo ma di cui non sono sicura che sia successo veramente. il dubbio mi è venuto solo anni dopo. è una coperta di Linus che ha reso meno traumatico quell'evento, troppo forte per una bimba....oppure è stato veramente così? probabilmente non lo saprò mai e in fondo, non lo voglio nemmeno sapere
namasté

arianna73

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9

Wednesday, July 17th 2019, 12:32pm

Anche la mente dei bambini è influenzabilissima, e anche quella di chiunque più di quanto creda.
In questi giorni una prova negativa della malleabilità dei ricordi è nella storia turpe dei bimbi "rubati" e malissimo affidati ad altri.
(che mi ricorda la storia tremenda raccontata nel podcast "Veleno", assolutamente istruttivo su tanti fronti)

Io ho dei buchi di memoria che "insospettiscono" la mia terapista , rispetto all'infanzia, ma ho alzato gli occhi al cielo "Dottò, i casini di mo' bastano" e lei ridendo ha concordato.

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