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DaliaBlu

Giovane Amico

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1

Friday, December 13th 2019, 5:29pm

Quale approccio psicoterapeutico?

Sono stata in psicoterapia circa tre/quattro anni. La prima psicologa (che in realtà è stata la seconda che ho visto) credo fosse della scuola cognitivo-comportamentale, ma non le ho la certezza, non avendoglielo mai chiesto.
La seconda psicologa era del CSM e forse era anche lei della stessa scuola, boh.
Ho fatto progressi? Non saprei. Forse sì, ma la cosa buffa è che sono progressi che nulla c'entrano con quello che ci si era prefissati.
Difatti: non ho una vita sociale adesso come allora, non ho un ragazzo, lavoro, ma faccio schifo nel mio lavoro, ho ancora parecchie paure che mi immobilizzano nell'azione, tendo a procrastinare per queste paure e di conseguenza non acquisisco le skill necessarie.
Vabbè comunque in soldoni: sono stata in psicoterapia quattro anni eppure mi sento ancora dire che ci devo andare. Quattro anni non sono pochi. Io se necessario ci vado, ma mi costa tempo e denaro da sottrarre ad altro.
Dovrò andarci per sempre?
Oppure questi quattro anni sono stati inutili e con un nuovo percorso potrei trovare maggiore sollievo?
Quale indirizzo psicologico scegliere?

2

Friday, December 13th 2019, 6:47pm

negli anni ho fatto sedute con 4 psicologi e non ho mai saputo che indirizzo seguissero. l'unico che mi ha aiutato è stato l'ultimo ma non perché era particolarmente bravo ma perché volevo capire e avevo bisogno di lavorare. finché non sei pronta non succederà nulla. continuerai a cambiare chiedendoti quale sia quello più adatto....sei tu che devi essere adatta.
namasté

DaliaBlu

Giovane Amico

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3

Friday, December 13th 2019, 6:52pm

Quindi è fondamentalmente inutile? E se uno ha bisogno di aiuto come fa? Si arrabbatta alla meglio come sto facendo io? Per poi sentirmi dire che devo andare dallo psicologo.

gloriasinegloria

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4

Saturday, December 14th 2019, 12:30am

se uno ha bisogno di aiuto come fa?


Ma "aiuto" in cosa , Dalia?

Non è lo psicologo che può trovarti giri di amicizie o il ragazzo o il lavoro...

Da tutto quello che scrivi qui ( che ho potuto o creduto di capire io ) tu sei una ragazza a cui non manca assolutamente nulla, eccetto quel giro di frequentazioni anche di pura compagnia che sono invece normali alla tua età, e da cui di prassi emergono tante altre possiiblità a cascata, ma da cui emerge soprattutto lo stimolo a vivere esperienze e poi anche a ragionarci insieme, che indubbiamente è tanto importante in ogni fase della vita, ma più che mai da ragazzi...

Da come scrivi qui, tra l'altro, a me arrivi come una persona spontanea e persino modesta fino all'autolesionismo, e mi chiedo perchè/come mai tu non abbia un giro di amicizie.
Ti va di parlarne?

DaliaBlu

Giovane Amico

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5

Saturday, December 14th 2019, 3:41am

Dove ho scritto che lo psicologo mi troverebbe i giri di amicizie o il ragazzo? Che poi io il ragazzo manco lo voglio (lo ripeto prima che si fiondi qualcuno, come in altri topic, a dirmi che posso prendere un cane al canile, gesto peraltro nobile, non lo metto in dubbio).
Ho trovato più compagnia nel fare il contrario di ciò che mi si suggeriva (anche se temporanea).
Credevo che lo psicologo servisse a sostenere e dare sollievo psicologico, in quel senso arrabbattarsi.
Tra l'altro in questo stesso forum mi è stato consigliato a più voci di intraprendere una psicoterapia.

gloriasinegloria

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6

Saturday, December 14th 2019, 9:42am

Dove ho scritto che lo psicologo mi troverebbe i giri di amicizie o il ragazzo?

Non hai scritto questo, certo. Ma nel post di apertura sembravi misurare l'efficacia della psicoterapia dal mancato conseguimento di questi obiettivi.

Credevo che lo psicologo servisse a sostenere e dare sollievo psicologico


Lo psicologo (se è bravo, e come in tutte le arti-mestieri-professioni, c'è chi è bravo e chi no) può sicuramente assolvere a funzioni importanti, che vanno dal farci individuare posture mentali aulesionistiche al darci dritte per correggerle e fino al darci dritte per adattarci a quegli aspetti della nostra vita che non è possibile cambiare.

Ma deve essere bravo lo psicologo e deve esserci l'intima disponibilità del paziente a lavorare per cambiare le cose.

A me capita di vedere persone di ogni età che dallo psicologo vanno quasi per avere una semplice valvola di sfogo e/o per sentirsi sollevati nel recepire solo gli aspetti consolatori/assolutori del dialogo professionale, ma che per mentalità non hanno mai considerato l'ipotesi di dover lavorare loro e su loro stessi per migliorare la propria vita.

Torna buono, per farmi intendere, l'esempio della "amica" bigotta, che fa una vita d'inferno (tutta dovuta esclusivamente a sue posture esistenziali) e che è così graniticamente certa di essere "nel giusto" che non andrebbe neanche mai dallo psicologo, ma solo perchè ne ha trovato il succedaneo : lei va per messe e sacerdoti e suore e prega, confidando in miracoli che cambino la sua vita, ovviamente restando lei graniticamente la stessa.
Ecco: per quel che vedo sono in molti ad andare dagli psicologi con lo stesso animus, che è quello di sperare nel miracolo che qualcuno cambi il mondo per loro, mentre loro restano inossidabili nelle loro posture verso il mondo.

7

Saturday, December 14th 2019, 11:12am

Quindi è fondamentalmente inutile? E se uno ha bisogno di aiuto come fa? Si arrabbatta alla meglio come sto facendo io? Per poi sentirmi dire che devo andare dallo psicologo.


No, non è inutile, però non é la soluzione che funziona a prescindere dalla partecipazione del paziente. Non so quali siano i problemi che devi affrontare ma dopo vari tentativi senza successo bisogna chiedersi se oltre allo specialista non ci sia altro ovvero una resistenza a cambiare i vedere certe nostre dinamiche/problematiche. Per questo dovresti chiederti se sei veramente disposta a lavorare su di te, ad aprirti ed approfondire, sennò sono soldi spesi per niente anzi sono soldi investiti nel progetto di autosabotaggio.
Ovviamente parlo in generale non conoscendoti, se non per le poche cose lette qui. Riflettici se vuoi
namasté

8

Monday, December 16th 2019, 6:01am

Quindi è fondamentalmente inutile? E se uno ha bisogno di aiuto come fa? Si arrabbatta alla meglio come sto facendo io? Per poi sentirmi dire che devo andare dallo psicologo.

Personalmente si.
Potrebbe però forse essere utile, a mio avviso, in quelle persone con risorse limitate non in grado di analizzare e risalire alle ragioni del proprio malessere.
E anche in situazioni nella quale pur conoscendo le radici del problema ha bisogno di essere indirizzata e guidata.
Alla fine comunque il 90%, imho, spetta all'individuo.
Apatico,da smuovere con le granate.

Non ci sono femministe in una nave che sta affondando.
"Togliete dalla chiesa i miracoli, il soprannaturale, l’incomprensibile,
l’irragionevole, l’impossibile, l’inconoscibile, l’assurdo e non rimane
niente altro che il vuoto." Robert G. Ingersoll

doctor Faust

Azzeccagarbugli

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Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.

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9

Thursday, December 26th 2019, 10:01am

Gli approcci psicologiciterapeutici sono più di 500,dallo yoga alla scuola junghiana. Invito tutti a chiedere allo psicoterapeuta, o a chi lo consiglia, se questi sia veramente uno psicoterapeuta o semplicemente uno psicologo. Domandare quale metodo segue, perchè molti mescolano i vari indirizzi in un sincretismo a volte dispersivo e inconcludente. Se non ci si vuole impegnare a lungo, consiglio di rivolgersi ad un facilitatore certificato o a chi ha alle spalle una solida preparazione medico-filosofica-unanistica.

Personalmente suggerisco due libri per capire l'indirizzo più efficace in tempa di disadattamento. Il primo è Alla ricerca delle coccole perdute, di di Giulio Cesare Giacobbe, il secondo: i Giochi che giochiamo, di Giacomo Magrograssi. Li trovi anche su internet. Poi ci sono gli approcci strategici e le terapie brevi. Ma comincia coi primi due. Costano poco.

Sull'analisi transazionale c'è anche un mio post nella sezione Psicologi e psicoterapeuti, Pubblicazioni scientifiche, analisi transazionale per i forumisti. Oppure una conversazione durata a lungo negli anni scorsi, intitolata Analisi transazionale.
Per leggere questa storia clicca sul titolo.

:hmm: Il lungo viaggio di Anomimus alla ricerca dell'amore perduto... :thumbsup: