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Finnicella

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Saturday, July 18th 2020, 10:39pm

Cambio psicoterapeuta?

Ciao a tutti.
Da qualche mese sento via skype uno psicoterapeuta (via skype per varie ragioni: perché sulla carta il suo profilo ed il suo approccio mi sembravano fare al caso mio anche se vive in un'altra regione, perché ho "qualche" problema ad uscire e spostarmi e perché durante il confinamento non sarebbe comunque stato possibile fare diversamente).
All'inizio mi aveva fatto un'impressione positiva. Ho cercato di aprirmi il più possibile, di ascoltare quello che diceva. L'avevo persino un po' idealizzato, ma poi ho cominciato a nutrire alcuni dubbi e adesso sono quasi sicura che sarebbe opportuno concludere il percorso con lui e cercare un altro professionista. Questo a malincuore, perché dovrei ricominciare a raccontarmi da zero, cercare di aprirmi e fidarmi di nuovo, instaurare un rapporto. Inoltre confesso che l'idea di essere di nuovo completamente abbandonata a me stessa o di finire dalla padella alla brace mi fa paura.
In realtà qualche dubbio ho cominciato ad averlo quasi da subito. Ad es. una cosa che mi mette a disagio è che mentre parliamo si vede che spesso fatica a trattenere gli sbadigli. Avete presente? Quando ti viene voglia di sbadigliare e stringi a forza le labbra e strizzi gli occhi nello sforzo di non spalancare la bocca? Bè via webcam si vede molto bene. A volte dicevo: "è un essere umano anche lui, magari sarà stanco", ma alla lunga è deprimente. Capisco che ci siano persone che hanno problemi ben più gravi dei miei e che sono ripetitiva (ho un problema che per alcuni versi è simile ad un'ossessione, quindi per definizione sono ossessionante in proposito), ma io faccio uno sforzo per aprirmi e intanto vedo che lui si annoia.
Sul piano dei progressi: capisco che i percorsi richiedano tempo, che uno psicologo non possa dare direttive ma piuttosto aiutarti a trovare le risposte da te ecc. Ma lui non dice niente e quando dico niente vuol dire proprio niente. Ogni tanto butta lì qualche trovata: ad es. qualche settimana fa voleva a tutti i costi convincermi a dedicarmi alla fotografia urbana, quando a me della fotografia urbana non è mai importato un tubo . Oggi poi, dopo che sforzandomi gli ho raccontato cose che non avevo avuto il coraggio di raccontare prima e che per me erano importanti, tutto quello che ha saputo dirmi alla fine è stato: "bè, comunque capisco che per lei sia stato difficile ed è stata brava a sopportare tutto questo". Io ho risposto: "bè, l'alternativa quale era? buttarmi da un ponte?". Sembrava il contentino dato ad un cane, tanto per dire qualcosa.
Dulcis in fundo, oggi c'è stata una piccola cosa che mi ha amareggiato. Premetto che cerco sempre di comportarmi rispettosamente: sono puntualissima agli appuntamenti (lui è costantemente in ritardo), pago 2 minuti dopo aver ricevuto la fattura, cerco di non sforare il tempo a mia disposizione ecc. Ad un certo punto oggi la gatta miagolava: gli ho detto mi scusi, vado solo un attimo a chiudere la porta. Ci ho messo circa 2 secondi. Quando sono tornata alla scrivania non si era accorto che ero già lì e ho visto che aveva un'espressione veramente brutta, scocciata, come di uno che pensa "che stress questa". Appena mi ha visto ha cambiato faccia e ha tagliato corto "bè, di questo ne parliamo la prossima volta".
Poi mi ha detto, "bè allora si era detto di passare ad incontri ogni 15 giorni" (io non ricordo che fossimo rimasti così, ma evidentemente in questo periodo è particolarmente occupato, come lui stesso mi aveva riferito, quindi alla fine gli appuntamenti con me percepisco che sono diventati un po' un peso).
Sono sconfortata, sinceramente. Inoltre vedo allontanarsi sempre di più una possibile soluzione per il mio problema, che magari non sarà eclatante come altri casi più classici, ma per me è abbastanza grave (non voglio andare off topic, ma per darvi un'idea della situazione negli ultimi 2 anni a causa di questo problema sarò uscita di casa si e no una quindicina di volte). Per cui ho seriamente bisogno di uno psicoterapeuta che mi aiuti ad uscire dal tunnel.

Finnicella

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2

Sunday, July 19th 2020, 1:11am

Dopo aver scritto il post ho continuato a rimuginare, ovviamente :dash: Visto che l'attuale terapeuta mi ha dato appuntamento fra due settimane, anziché la prossima, ho scritto ad un'altra terapeuta, che fa anche lei colloqui a distanza oltre che terapia in presenza, ma che a differenza dell'altro esercita nella mia città. Ho pensato che per rompere il ghiaccio potrei magari fare inizialmente colloqui via skype ed eventualmente poi, sforzandomi un po', passare a quelli in presenza. Già solo il fatto di andare in studio per me sarebbe un progresso. Spero che risponda presto e che magari riusciamo a fare un colloquio già la prossima settimana, così se mi trovo bene congederei il primo.
Non voglio passare il resto della mia vita come sto facendo adesso. E' come essere già morti a 40 anni, devo fare tutto il possibile per migliorare, per vivere.

Arcadia2

“Quod enim genus figura est, ego non quod obierim?” (Carmina LXIII, v. 62).

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Sunday, July 19th 2020, 9:50am

Ciao carissima, ( che carino il tuo Nick!) Ti ho letta con molta attenzione e devo dire che sono d'accordo con te, meglio che cambi.. hai il diritto di trovarti bene e a tuo agio, e questo tizio ha tutta l' aria di essere lì solo perché deve, ma si capisce che non è per nulla empatico.Devi trovare uno che ti faccia sentire ascoltata ed accolta come meriti.Purtroppo non tutti i terapisti adempiono al loro dovere, ma tu hai tutti i diritti di sceglierne uno che sia nelle tue corde, ti capisco benissimo, credimi. Non puoi aprirti con uno che sembra annoiato e scocciato: e davvero poco professionale. Secondo me la nuova scelta che hai fatto si rivelerà vincente.Ti auguro tutto il meglio e tanta fortuna.

rebelrebel

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Sunday, July 19th 2020, 12:13pm

Confermo. Puoi sentire altri pareri e personalità mediche. Purtroppo però, e può sembrare un paradosso, non illuderti di trovare facilmente un professionista empatico. Fai ad un certo punto la tua scelta di affidarti ad una terapia e datti un tempo per osservarne gli effetti. Ed affiancarla alla meditazione costante. Avrai i tuoi meritati miglioramenti.

Finnicella

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Sunday, July 19th 2020, 1:22pm

Il problema qui, al di là che ci sia o meno empatia da parte sua, è che non vedo proprio un progetto di terapia. Gli sbadigli e la faccia scocciata possono ferire sul momento, ma pensandoci bene di per sé non sono poi così importanti. Del il resto, a parte la faccia con cui l'ho beccato ieri, si è spesso mostrato cordiale, quasi amichevole, sfoggiando placidi sorrisi. Siccome in questo momento vivo una condizione di solitudine abbastanza estrema, mi sono persino "affezionata ". Ma non ha senso. La mia esperienza in materia è scarsa, ma credo che se i 50 minuti diventano semplicemente uno sfogo, come si potrebbe fare prendendo un caffè con un amico, non va bene.
Dopo alcuni mesi di conoscenza e di esposizione dei miei problemi vorrei che mi facesse capire che sa in che direzione stiamo andando, che ha in mente un progetto da farmi seguire. Invece qui niente, anzi mi sembra che abbia gettato la spugna per concentrarsi su altre sue cose e con me si tratta solo di riempire i 50 minuti. Prima dava consigli abbastanza terra terra: del tipo "perché non va al cinema o a teatro? o non si iscrive ad un corso di yoga?" (dal 30 dicembre a metà giugno sono stata in grado di varcare la porta di casa solo per vuotare la spazzatura in cortile: come si può pensare che sia in grado di andare a teatro da sola o a fare un corso di yoga?). Adesso ha abbandonato anche i consigli. Se gli faccio delle domande sembra che non sappia che pesci prendere.
Alla fine, penso che sia meglio trovare qualcuno che pur mantenendo un certo distacco professionale mi dia la percezione che mi sta guidando verso obiettivi che, con impegno, posso raggiungere prima o poi.
Insomma, come avete detto voi sarà meglio che continui la mia ricerca e speriamo in bene. :S
Grazie per le vostre risposte!

giandeg

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Sunday, July 19th 2020, 1:58pm

Guarda, io col primo psichiatra mi trovavo da cani. La psicoterapeuta, sua amica, mi ha manipolato in modo da non lasciarlo ed è stato un disastro.
Poi, con lei nin funzionava più, volevo lasciare e mi diceva che mi sarei autodistrutto.
Io ti dico, ci sono molte teorie e molti psicologi. Se qualcosa non va ti consiglio di cambiare.

Calliope1987

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Saturday, July 25th 2020, 5:19pm

Ciao Finnicella,
mi sono trovata in una situazione simile alla tua, ho cambiato psicoterapeuta e sono molto contenta della mia scelta. Anch'io inizialmente ero spaventata dal fatto di dover, in qualche modo, ricominciare da capo, aprendomi con un'altra persona e dovendo raccontare di nuovo i miei problemi, ma ho trovato un professionista empatico e disponibile all'ascolto, che mi ha aiutata da subito.
Il mio consiglio è di cambiare, se non vedi un progetto da parte del tuo terapeuta, e i consigli che ti ha dato non mi sembravano il massimo.
Se vuoi, fammi sapere cosa decidi, sono felice di ascoltarti.
Un caro saluto
Federica

Desperate

Pera Culona

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Sunday, August 9th 2020, 10:33pm

Se devo essere sincera, io ho provato varie volte e ogni volta ho smesso perchè avevo la tua stessa impressione: che non fosse più utile di parlare con un'amica, che mancasse un metodo o un progetto di terapia. Ammetto che io quella sensazione ho sempre iniziato ad averla dopo poche sudute, per cui può essere che fossi troppo impaziente o avessi aspettative poco realistiche e che magari se avessi continuato avrei visto dei benefici.
Ma anche lo psichiatra dopo qualche seduta mi sembrava non saper che pesci pigliare (uno o due anche già alla prima, paradossalmente i due che mi erano stati consigliati come più esperti, e che data l'età di esperienza ne avevano di sicuro). Insomma, sembravano pensare fra loro "E io che ci posso fare?" Con la massima cordialità e rispetto, beninteso, ma insomma, viste le cifre che si spendono, secondo me se hai un'impressione simile è meglio cercarne un altro.
Tutto quello che so, chiunque lo può sapere. Ma il mio cuore appartiene a me solo.
J.W.Goethe

Finnicella

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Sunday, August 9th 2020, 11:07pm

Bè, il post è di alcuni giorni fa.
Nel frattempo ne ho visto un altro via skype, che usa metodi completamente diversi e che in teoria potrei vedere anche in presenza nella mia città. Un'altra ancora l'ho scartata per la tariffa che chiedeva.
La settimana successiva ho poi risentito il solito, sempre via skype.
Insomma, per il momento l'idea è di fare 2 sedute al mese con uno e 2 sedute al mese con l'altro e poi decidere :D . Comunque sia mi danno spunti diversi che si integrano a vicenda.
Alla fine non credo di poter trovare nessuno che mi risolva il problema: come hanno detto anche questi due psicoterapeuti è una situazione un po' complicata.
Adesso come adesso mi è di aiuto anche solo parlare un po' con qualcuno. Se non avessi neanche questo impazzirei.
Quello che mi spaventa è che comincio a pensare di non uscirne mai, anche sforzandomi. Solo che per come si è ridotta la mia vita attualmente a causa di questo "problema" è impensabile trascorrere ancora degli anni così. Neanche i mafiosi sottoposti al 41 bis vivono come sto vivendo io :dash:
Pensavo anche di leggere qualche libro di auto-aiuto. Ne ho adocchiato uno scritto da uno psicologo che ha ottime recensioni. Ormai le tento tutte :assi:

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