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MiChiedoIlPerchè

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1

Saturday, March 28th 2020, 10:38pm

Vi avviso, molto deprimente

Ciao a tutti,

mi scuso innanzitutto per il papiro che sto andando a scrivere, e spero che qualcuno di voi possa leggerlo fino alla fine. Ma complice questo periodo di chiusura forzata i momenti di sofferenza che già mi si presentano spesso, ultimamente si fanno ancora più frequenti e atroci, pertanto, visto che è da un po' che vi leggo, ho pensato di presentarmi e raccontare la mia storia.
Non cerco compassione, ma forse alla soglia dei 40 anni è giusto il momento di condividere tutto quello che ho dentro, e capire se abbia un minimo di senso almeno provare ad andare avanti.

Tutto ha inizio, o almeno credo, quando a soli 4 anni sono rimasto orfano di padre, con tutto ciò che ne può conseguire nella vita di un bambino, poi ragazzo, e uomo. Rimasi solo con mia madre estremamente oppressiva e un fratello che mi ha bullizzato per tanti anni. Fin da piccolo ho avuto problemi chiamiamoli di "genere", e ripensandoci ora credo che mia madre mi abbia cresciuto più come una bambina che non come un bambino. Ricordo uno dei primi giorni alla scuola materna, avrò avuto si e no 5 anni, quando la maestra ci divise in due gruppi, i maschi e le femmine. Andai ovviamente in mezzo ai maschi, che mi scacciarono prepotentemente, e cercai rifugio nel gruppo delle femmine, che ebbero la stessa reazione. Mi misi da solo da una parte e non la smettevo di piangere, la maestra chiamo mia madre per provare a fare qualcosa, ma non la smettevo più. Non ricordo come andò a finire ma questo poco importa.
Non avevo una figura paterna da imitare, avevo solo mia madre che mi opprimeva chiudendomi in casa. Frequentavo solo saltuariamente i parenti, ma era tutto fatto di zie, cugine, figure femminili che non potevamo certo aiutarmi nella mia crescita di maschio e uomo.

Alle elementari ero bullizzato, mi chiamavano femminuccia, gay, e soffrivo, piangevo alle volte senza riuscire a smettere. Il tutto mentre quando tornavo a casa ricevevo lo stesso trattamento da mio fratello, un "chad" di alcuni anni più grande di me che mi ha reso la vita impossibile da quando ero piccolo fino credo ai miei circa 12 anni. Un incubo che non potete immaginare fatto alle volte anche di botte, oltre che di umiliazioni.

In tutto questo crescevo senza quelle esperienze che solo un padre può farti vivere. Chi vi ha insegnato ad andare in bicicletta? Chi vi portava in vacanza o al mare (la prima vera vacanza al mare con gli amici l'ho fatta a 20 anni e poi un'altra a 26)? Con chi avete vissuto tutte quelle cose che sono alla base della crescita di un uomo? Provate a pensarci.

Nel frattempo mia madre mi opprimeva, mio fratello continuava a bullizzarmi, nessuno mi infondeva fiducia, nessuno. Ricordo che una volta a 14 parlai con un mio compagno di scuola "chad", un bravo ragazzo, e mi disse che il mio problema principale era la mancanza di fiducia in me stesso. Aveva completamente ragione.

Crescendo le cose sono andate leggermente meglio, ma anche nelle scuole superiori mi sono portato dietro tutti i retaggi della mia infanzia. La vita di ciascuno di noi alla fine è fatta della somma delle esperienze che uno fa in precedenza, ma se queste non ci sono è difficile crescere in maniera normale e poter aspirare a farne delle altre.

Posso farvi un altro esempio. Tutti voi o quasi avrete praticato uno sport da piccoli credo, a me non è stato permesso. Lo sport ti educa fisicamente e caratterialmente, ti permette di stare meglio in gruppo e di sviluppare quelle abilità sociali che sono alla base di ciascuno di noi. Io non ne ha avuto possibilità, e questa è una cosa che mancherà sempre nel mio bagaglio di esperienze umane.

Per cui provate a immaginarvi un ragazzo di 15-16 in questa condizione, in mezzo a tanti ragazzi che hanno fatto sport e le altre esperienze "normali" nelle loro famiglie e in altri circoli sociali, come poteva essere considerato dall'altro sesso.

Mi innamorai di una ragazza a 16 anni, ma lei mi rifiutò apertamente e senza mezzi termini. A 18 però diedi il primo bacio ad una ragazza, si chiamava Francesca, molto carina, ma sparì dopo poco tempo perchè credo avesse intuito in me qualcosa di strano, che forse nemmeno io capivo. Mi piaceva stare con lei, baciarla, ma mi sentivo inadeguato, e alle volte le rifuggivo anche io. Fu una cosa breve, di qualche settimana, senza nessuna conclusione di carattere sessuale.

Il punto è che non sono mai stato brutto. E paradossalmente è questo un aspetto che adesso mi fa soffrire ancora di più.

Nel frattempo, sempre intorno a quell'età, mi era fatto un piccolo gruppetto di amici, ma intorno ai 18 anni litigai con alcuni di loro e non avendo altri gruppi di amici passavo molte delle mie sere a casa da solo. Magari a studiare. Mai avuto problemi a livello scolastico, per fortuna. Almeno quello.

Tutto questo mi portò ad essere escluso da tutto, al massimo riuscivo a legare a scuola con qualcuno singolarmente. Solo che mi trovavo nella situazione in cui ero escluso dai giri "fighi" e non mi andava, credo per orgoglio, di tampinare questa situazione frequentando sfigati quanto me. Perchè alla fine di tutto non ero nemmeno considerato uno sfigato, ero più uno che se ne stava per i cazzi suoi. Non ve lo so spiegare come mi consideravo e come venivo considerato, so solo che salvo rare eccezioni ero escluso da tutto, uscite, feste.

Questo mi portò a perdermi tutte quelle esperienze che si fanno a quell'età, comprese quelle con l'altro sesso.
Decisi quindi, una volta conseguito il diploma, di trasfermirmi in un'altra città a studiare e, saltuariamente, a lavorare.

Trovandomi in una città completamente diversa e iniziando a conoscere ragazzi e ragazze della mia età dal background completamente diverso l'impatto nella mia testa fu devastante. Mi trovavo a rapportarmi con persone molto più vissute di me, tutti fidanzati, o con storie alle spalle. Pensavo a quanto mi fossi perso, al perchè me lo fossi perso, perchè a quel tempo non sarei stato in grado di pensare a quello che avete letto finora e a scriverlo. Per me era stata la mia vita "normale", difettavo completamente di auto-consapevolezza (non avevo mai avuto una guida, mio padre?), e forse intorno ai 20 anni ci fu per me una prima fase di "risveglio" e di presa di coscienza della mia situazione. Comprai dei libri sulla depressione e sull'autostima, e iniziai a scavare nei primi anni della mia vita per tirare fuori una parte di quanto avete letto fino a adesso.

Nel frattempo studiavo e saltuariamente lavoravo per mantenermi. Tutto il malessere che covavo dentro influiva un po' su tutto, ma almeno l'Università andava avanti. Mi ero anche fatto un gruppetto di amici, uscivo, andare anche alle serate e conoscevo anche delle ragazze, ma mi sentivo totalmente inadeguato a depresso. Ripeto, non brutto, ma completamente inadeguato. E questo le ragazze lo percepivano e dopo un po' scappavano o mi friendzonavano senza alcuna possibilità. Il fatto è che non mi interessava più di tanto, iniziavo ad avere paura di rapportarmi con le donne, e iniziava a rimbombare nella mia testa la voce di mio fratello e dei bulli che per anni mi hanno dato del gay e della femminiuccia. Iniziai a scavare dentro di me per capire cosa realmente mi piacesse a livello sessuale, fino al punto di fare la doccia in palestra con altri maschi per capire cosa effettivamente provavo stando nudo in mezzo a loro nudi. Nulla, nessuna "attivazione" di carattere sessuale. Ma lo stesso avveniva con le donne, stavo attraversando una fase, acuita con il corso del tempo, in cui dentro di me sentivo una forte paura di rapportarmi con una ragazza e di finirci magari a letto insieme.

Ci andai vicino in Erasmus, quando una ragazza con la quale ero uscito un paio di volte e con la quale mi ero baciato mi fece palesemente capire che voleva venire a casa mia. Scappai con una scusa, e fu quello uno dei momenti più "contorti" della mia vita. Confusione totale. Mentre nel frattempo in quel periodo sentivo i miei co-inquilini che scopavano e avrei tanto voluto essere come loro, mi eccitavo e volevo fare le cose che facevano loro con le ragazze, ma io, ed è una sensazione che provo tutt'ora, pensavo fosse impossibile per me. Come se qualcosa mi fosse negata, ma me la negavo, e me la nego, solamente io. Non so cosa fosse, non so cosa sia tutt'ora.

E i bulli, compreso sempre mio fratello, continuavano a rimbombarmi nel cervello.

Gli anni passano, arriva la laurea, i primi lavoretti, la gavetta. Passano perà senza lo straccio di un rapporto d'amore. Non ci provavo, tornavo a casa e guardavo un po' di porno, mi masturbavo e stavo bene. O pensavo di stare bene. In mezzo a me coppie che si formavano e si lasciavano, gente che scopava, che si godeva la vita, e io che pensavo solo a lavorare, vedere gli amici e coltivare i miei hobbies.

E nel frattempo, la cosa più brutta e deprimente, fantasticavo su inesistenti storie d'amore che esistevano solo nella mia testa. Ero un pazzo, forse lo sono tutt'ora.

Ricorderò sempre quando all'università conobbi una ragazza, uscimmo una sera e ci vedemmo paio volte all'Università, era bellissima, ma bella vera. Quando decisi di prendere in mano la situazione mi disse che aveva avuto la conferma che partiva in Erasmus, sarebbe partita pochi giorni dopo. Non mi volle vedere prima. Tornò fidanzata con un ragazzo con la quale ha avuto una bambina qualche anno fa.
Ogni tanto ripenso a questa storia, se avessi avuto un po' più di fiducia in me stesso, di decisione, magari una storia sarebbe nata. Ma non lo potrò mai sapere. Mai.

In tutto questo, la vocina "gay gay gay" di mio fratello e degli altri bulli continuava sommessamente a girare nella mia testa. Pensavo fossi un omosessuale che non aveva il coraggio di guardare in faccia la realtà, e ogni tanto a questa cosa ci penso tutt'ora, ma se solo provo a pensare di avere un rapporto sessuale con un uomo, o guardare un porno con due uomini, mi vengono i conati. Non ho nessuna eccitazione.

Passano ancora gli anni, nel frattempo nel lavoro le cose vanno alla grande, e mi ritrovo adesso a quasi 40 anni con uno stipendio che tocca i 3.400 euro netti e un lavoro da remoto che tutti si sognano. Lavoro da qualsiasi parte del mondo, tempo fa sono stato in CentroAmerica per un po' e adesso, se non fosse per il dannato Covid, stavo pianificando di partire nuovamente. Ricordo che da piccolo, mentre venivo tenuto chiudo in casa, sfogliavo gli atlanti e sapevo tutto di geografia, pensate a quanta voglia avessi di scappare via.

Ma il lavoro è davvero l'unico aspetto positivo della mia vita. Nel corso di questi ultimi anni mi è capitato di baciare altre due ragazze, una in realtà non mi piaceva, lo feci solo per provare nuovamente, ma se una non ti piace e inutile andare avanti. Con un'altra invece sarei stato felice almeno di provare ad andare fino in fondo, ma lei non me lo ha permesso, è sparita e tornata al suo Paese. Avrà trovato qualcosa di strano in me. Si perchè io sono sempre stato quello strano. Per tutti.

Ah poi sono uscito con un'altra ed era anche disponibile, ma anche in quel caso ho avuto paura, paura, paura.

Mi ritrovo quindi a 40 anni a vivere fuori casa da 20.
Totalmente depresso.
Sento mia mamma al massimo una volta a settimana. Credo che se morisse non me ne fregherebbe più di tanto. Mio fratello non lo odio, ma lo ignoro. Forse si è reso conto anche lui del male che mi ha fatto e da anni mi tratta benissimo, quando decido di vederlo e di parlarci. E' celibe e da poco è stato da uno psicologo anche lui, e per me è una piccola vittoria. Si, perchè spero che soffra, e tanto.

Non so ancora cosa mi piace, quando guardo i porno, ormai sempre più di rado perchè non mi masturbo quasi mai, guardo quelli amatoriali immaginando di essere il ragazzo figo, ovvero quello che non sono mai stato, che si fa la tipa giovane. Penso che se conoscessi una ragazza disponibile a letto non saprei nemmeno da dove iniziare, e se fossi "adeguato" all'atto. Ogni tanto mi balena l'idea di andare con una pro, ma provo una paura inimmaginabile. Sono totalmente bloccato. E poi cosa cambiarebbe? Tanto gli anni indietro non me li restituisce nessuno.

Provo ormai la sensazione che tutto mi sia sfuggito via, in parte per colpa mia, in parte per il retaggio in mezzo al quale purtroppo sono cresciuto, e sul quale non ho potuto agire in nessuno modo. Quando vedo le coppie felici soffro come un cane, penso a come si sono conosciuti, alla prima volta che sono stati insieme. Tutte cose che a me sono state negate, o che io mi sono negato. O entrambe le cose.

E mi chiedo il perchè tutto questo proprio a me, mi chiedo solamente il perchè. Ma anche se ci fosse un perchè non cambierebbe nulla. Tutto è volato via ormai.
Cosa mi salva, la mia situazione lavorativa che tutti mi invidiano, altrimenti non so adesso dove sarei.

Se siete arrivati fino a qui vi ringrazio.
E vi abbraccio.

Elettra

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2

Saturday, March 28th 2020, 11:46pm

Ciao MiChiedoIlPerchè
Le persone vedono quello che tu pensi di te. E fino a che penserai di esser strano, vedranno quello. A me sembri solo una persona smarrita, che ha perso tanti treni ma che è riuscita ad andare avanti.
Hai un buon lavoro, possibilità di viaggiare (non ora lo so!) perché ti arrendi così?
Prova a cambiare la visione di te, a mettere in pratica le risposte che ti sei dato da solo.
Non essere statico, cerca di vivere quest'altro pezzo della tua vita come vorresti, non è tardi... Non è mai tardi.
Ci vuole coraggio... Trovalo con tutte le tue forze! Male che vada, potrai sempre dire di averci provato!
Inzia ora, lascia il passato alle spalle e riprenditi la vita che meriti di vivere.
Un abbraccio... Buona fortuna!

leo86italy

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3

Sunday, March 29th 2020, 12:06am

Ciao,

le ferite aperte impediscono a una persona di potersi evolvere o anche solo vivere serenamente. Leggendo si ha l'impressione che quei momenti traumatici della tua infanzia e adolescenza, nella tua mente siano successi l'altroieri.
Cerco di darti un consiglio perché vedo una serie di punti in comune con la mia storia personale.
Sono felice per te e il tuo lavoro che in qualche modo ti realizza e ti sostiene: grazie a esso, puoi sentirti sereno almeno nella vita di tutti i giorni, e puoi permetterti senza problemi quello che sarà il dispendio di tempo e denaro più utile di tutta la tua vita: una psicanalisi del profondo con un valido terapeuta.
A volte capita di avere gravi mancanze negli affetti o traumi ripetuti nell'infanzia, che condizionano tutta la nostra vita perché in qualche modo imprimono una forma al nostro modo di vivere e pensare. Una volta che il flusso mentale è distorto, non torna intero da sé. E allora per anni non viviamo, e affoghiamo in una dolorosa invidia e nel rimorso di esserci fatti sfuggire quegli anni spensierati o quelle occasioni tanto agognate.
Però non potevamo farci nulla: detto terra terra, quello è ciò che ci diceva la testa in quel momento. Tornare indietro non si può, ma come sarebbe se da adesso in poi si iniziasse a fare qualcosa per tornare a funzionare come vorremmo?

Mettiamo il caso che da domani per magia la depressione, la vergogna e le paure spariscano, e i bulli, i familiari e il tuo stesso animo vengano perdonati: ti troveresti all'improvviso a vivere uno scroscio di totale serenità, come se ti avessero tolto un macigno infinito dallo stomaco. Ti sembra impossibile? Ti sembra desiderabile? Lo sai che potresti davvero ricominciare a vivere sotto nuovi schemi non più disfunzionali, e che questo non significherebbe tradire te stesso ma evolverti ed arricchirti in modi che adesso neanche potresti immaginare?

In questi casi, il terapeuta si occuperà di ripercorrere insieme a te tutte quelle dinamiche che sono state alla base della tua forma attuale, sbrogliando tutti i nodi dolorosi uno ad uno. E' come aggiustare una linea di produzione ripartendo dalla materia prima: controllando, migliorando o sostituendo man mano ogni ingranaggio che non va arriverai a riottenere il prodotto finito così come lo desideravi. Ci vuole tempo e un sacco di dolore, ma tutto questo fa parte di una crescita personale di un lato di te che si è fermato a molti anni fa.

Ne vale la pena. Anche se adesso non sembra, ne vale la pena. Te ne accorgerai strada facendo.

E ti do un grosso abbraccio con tutti gli auguri che posso :)
Leo

fran235

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4

Sunday, March 29th 2020, 9:44am

ora sei adulto, le cicatrici rimangono, ma hai mai pensato di fare della tua "stranezza" un punto di forza?
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(Subcomandante Fran)

5

Sunday, March 29th 2020, 10:45am

Scusa se sarò schietto ma evidentemente non piaci, se piacevi ad una donna ti avrebbe preso nonostante i bulli, e se ne sarebbe fregata del tuo fratello Chad e di chi girava intorno a te.

Alcuni treni purtroppo ormai sono passati, ma puoi ancora stare con una donna magari come Beta provider, soddisfando i suoi bisogni. Il tuo stipendio è abbastanza alto, ma non cosi alto da farti ambire solo per quello, cura anche la forma fisica se possibile. Iscriviti in palestra, se già ti alleni paga un personal trainer e inzia a farlo seriamente, se la gente ti trattava in un certo modo è perchè non gli incutevi timore a livello fisico.

Quoted

E nel frattempo, la cosa più brutta e deprimente, fantasticavo su inesistenti storie d'amore che esistevano solo nella mia testa. Ero un pazzo, forse lo sono tutt'ora.


Questo fenomeno si chiama Maladaptive Daydreaming ne ho parlato sul forum, è una forma di fantasia compulsiva e maladattamento alla realtà circostante che genera un fenomeno di pensieri ossessivi e troppo veloci che appunto vengono sfogati rifugiandosi in un mondo di fantasia. Nel tuo caso è solo nelle relazioni sentimentali, per altri può essere in una forma più globale. Informati su questa problematica.
No one knows a prescription drug’s side effects like the person taking it.

Make your voice heard.

This post has been edited 1 times, last edit by "Adam Weasel" (Mar 29th 2020, 10:59am)


6

Sunday, March 29th 2020, 10:57am

Quoted

ma hai mai pensato di fare della tua "stranezza" un punto di forza?


Essere strano in senso "weird" sbagliato non potrà mai essere un punto di forza, le stranezze sono accettate solo se te le puoi permettere.
No one knows a prescription drug’s side effects like the person taking it.

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MiChiedoIlPerchè

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7

Sunday, March 29th 2020, 12:20pm

@Elettra Grazie, ma non è facile. So solo che ci sto provando con tutte le mie forze

@leo86italy Tempo fa andai da uno psicoterapeuta per un po', ma forse non ero abbastanza maturo da essere in grado di affrontare questo tipo di percorso. Magari adesso lo sono, vedrò

@fran235 Non dici una cosa sbagliata, alle volte mi rendo conto di attirare perchè essendo tutto sommato carino sembro quello che se ne sbatte di tutto e di tutti. Sola apparenza purtroppo

@Adam Weasel Sul Maladaptive Daydreaming mi hai aperto un mondo, grazie

gloriasinegloria

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8

Sunday, March 29th 2020, 12:21pm

Ma dunque, almeno per quello che riesco a leggere io, c'è tanta paura dichiarata; poi c'è un vissuto doloroso; e poi ci sono donne che fuggono.
Il tutto per un bell'uomo giovane, perfettamente riuscito nel lavoro di cui è soddisfatto (che attualmente non è cosa comune!).

Dal mio niente...la paura mi fa sempre pensare con sollievo alle terapie comportamentali, che comportano il superamento della paura affrontandola a piccole dosi.
Nello specifico, fossi in te, andrei de plano verso la "palestra" escort.
In cui da aver paura non c'è proprio nulla, soprattutto considerando che è la media degli uomini pensanti a rivolgersi alle escort...a volte proprio e soltanto per PARLARE/APRIRSI sulle proprie frustrazioni sessual/sentimentali più che per consumare questa o quell'altra performance sessuale.
Questo è quanto puntualmente testimoniato da donne e trans che esercitano la prostituzione (molto spesso intelligentissimi e con una Cultura di vita da primato).

Per il vissuto doloroso...a me piace molto quanto scritto da Leo86, ma (limite tutto mio) ...faccio il tifo per quella Psichiatria che esorta all'orientarsi al presente e futuro, piuttosto che per quella che indugia nel ripiegamento sul passato e sulla ricerca dei traumi. Anche perchè il percorso è sempre lunghissimo e...se non si ha la fortuna (piuttosto rara) di incappare bene...diventa solo una costosa frustrazione in più.

Per "le donne che fuggono"...mi verrebbe da chiederti in cosa consisterebbe, secondo te, la tua stranezza che le mette in fuga?

9

Sunday, March 29th 2020, 12:34pm

Ciao e benvenuto sul forum!
Quasi quasi riuscivi a farmi desistere dal legge, solo per il titolo (lungo e deprimente, insieme peraltro) ma sono arrivata alla fine. Leggo una persona molto bella, sensibile, analitica e profonda (non lo dico tanto per dire) come spesso succede alle persone che non ignorano le proprie ferite. Direi anche molto meglio della media, molto meglio di una buona parte delle persone che cresce con il deretano sull'asciutto e il cuore protetto. Solo per questo mi complimento con te.
Manifesti dei disagi che riconduci alla tua infanzia e crescita ed istintivamente direi che potrebbe esserti utile ripartire da lì. Ora che sei adulto e che hai le risorse e le forze necessarie prenditi cura di quel ragazzino offeso e solo, parlargli, prova a fargli da padre e fratello maggiore. Impara a volergli bene. Non sei riuscito a costruire una relazione intima perché non sei stato sufficientemente amato? Nasci con la capacità di amare, è l'unica cosa che sappiamo fare e quando quel piccolo "io" solo ed esposto si sentirà sicuro e protetto, sono sicura che riuscirai ad esprimere e vivere i tuoi sentimenti.
namasté

MiChiedoIlPerchè

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Sunday, March 29th 2020, 12:43pm

Grazie a tutti per la risposta, provo a rispondere a ciascuno

- Elettra: Grazie, ma non è facile. So solo che ci sto provando con tutte le mie forze

- leo86italy: Tempo fa andai da uno psicoterapeuta per un po', ma forse non ero abbastanza maturo da essere in grado di affrontare questo tipo di percorso.

-fran235: Non dici una cosa sbagliata, alle volte mi rendo conto di attirare perchè essendo tutto sommato carino sembro quello che se ne sbatte di tutto e di tutti. Sola apparenza purtroppo

-Adam Weasel: sul Maladaptive Daydreaming mi hai aperto un mondo, grazie

-gloriasinegloria: credo che il discorso escort sia uno dei punti che andrò ad affrontare a breve, forse deprimente, ma temo di non avere altra scelta

-le huesera: "prenditi cura di quel ragazzino offeso e solo, parlargli, prova a fargli da padre e fratello maggiore" sono delle parole bellissime, grazie

fran235

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Sunday, March 29th 2020, 1:58pm

Il mio dire strano non era nel senso di Weird ma in quello definito da la huesera, ossia di una personalità con una sensibilità maggiore della media e che oggi apparentemente ci porta a ritenere perdente. Ma solo se vogliamo e ci arrendiamo a che questa sia una caratteristica perdente. Io ho conosciuto persone sensibili e una volta rotto questo schermo di pudore verso la sensibilità esce il meglio. Coraggio sii quello che sei e non viverlo per forza come un handicap. La cosa che temo di più è un mondo di persone che si svuotano per uniformarsi a uno standard...Non ha niente di vincente per me
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(Subcomandante Fran)

12

Sunday, March 29th 2020, 3:40pm

moderazione

Ciao michiedoilperchè

ti ricordo che i tuoi post sono soggetti ad approvazione della moderazione, motivo per cui non è necessario che tu invii più volte gli stessi contenuti, e ti invito a leggere il regolamento del forum.

grazie

sara per lo staff
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*sara swarovsky*

MiChiedoIlPerchè

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13

Sunday, March 29th 2020, 4:25pm

Ops! Chiedo scusa sara84

14

Sunday, March 29th 2020, 4:50pm

Non ti preoccupare :)

comunque benvenuto sul forum, spero ti troverai bene.
Il fatto che tu abbia preso coscienza e ci abbia raccontato questa tua parte intima spero sia per te un punto di partenza.
[email protected]
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*sara swarovsky*

zibibbo

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Sunday, March 29th 2020, 10:23pm

Ho letto tutto ma dico la mia solo su alcune cose perchè non voglio stare inchiodato al pc.

- attento, stai scrivendo in una sezione di depressi e per depressi. Quando tu hai bisogno di cose positive e non risposte nichiliste come qualcuno ti ha dato.

- se ti piace prenderlo nel sedere non sei gay (parafilia). Se pensi di essere gay non sei gay. Se trovi un ragazzo attraente non sei gay(esistono uomini carismatici e attraenti di cui puoi provare curiosità, interesse, ammirazione). Sei gay quando provi sentimenti per un uomo. In quel caso sì. Fonte: psicoterapeuta su mio dubbio sulla sessualità. Ps: la sessualità è quanto di più variegato che ci sia al mondo

- devi spezzare la paura del sesso.
A 40 anni (come a 20) se hai anche lontanamente paura del contatto fisico, le donne si allontanano, ma non perchè sono cattive, semplicemente perchè sono disorientate e perchè la fisicità è parte costituente dell'eros.
Come superare? Per gradi e facendoti furbo: come ti è stato consigliato vai con una escort, sceglila bene, dille la problematica, dille anche che vorresti frequentarla prima di farci sesso (ovviamente pagherai per il suo tempo, ma vedrai che sarà come fare psicoterapia). Cerca di capire se hai di fronte una donna sensibile e colta: insomma cerca e fai selezione. Dille chiaramente che sei vergine e che vuoi imparare. Sono sicuro la donna avrà la dovuto sensibilità e più che piacere nel farti da insegnante.

Dopodichè, quando ti troverai sul campo, con una donna "vera", se sarà il caso potrai dirle APERTAMENTE che è molto che non vai con una donna e che quindi sei disabituato, che hai l'ansia da prestazione. LE DONNE A 30-40 ANNI SOPRATUTTO CONOSCONO TUTTE IL FENOMENO DI ANSIA E STRESS SULLA SESSUALITA' MASCHILE e quindi non si scandalizzano, anzi, nelle donne di spessore troverai totale comprensione e sostegno.

Io ho avuto diverse ragazze e continuo ad averne. Soffrendo di ansia e depressione ho il pipetto che funziona a intermittenza (e sono under 35). Quindi quando non mi sento ok con sesso e sessualità, dico subito e apertamente "è un periodo no" , "sono stressato", "mi serve tempo, "ho sempre sofferto di un pò d'ansia da prestazione" etc.. : se capisce bene, se non capisce va a fare in cxxo :-))