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Pavély

Un uomo e il suo cuore hikikomori

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1

Wednesday, September 9th 2009, 2:57pm

Un racconto sulla paura di cambiare.



E' sera.

Il compagno Feng guarda delle fotografie.

Fuori i gabbiani volano leggeri in un tramonto dai colori di fuoco e d'oceano.

Non fà caldo... no. Un vento fresco e carezzevole arriva dalle nubi, dall'orizzonte.

Il compagno Feng, (sono gli anni trenta), guarda delle fotografie e una lacrima gli scende sulla guancia.

Fuori, al limitare della città, sono nate molte fabbriche. Il grande timoniere Zedong della famiglia Mao traghetta il paese verso una nuova età.

Pure, il compagno Feng ricorda i bambini correre con le loro tuniche di seta, ricorda i sorrisi delle ragazze, ricorda la dignità dei contadini quando camminavano, con la giubba tenuta stretta da tanti cordoni di cotone, lungo le strade del paese.

Tutto stà cambiando. Tutto si fà irriconoscibile. E il compagno Feng non lo capisce...il compagno Feng non capisce perché ciò sia accaduto. La sua famiglia si è dispersa. Suo padre è stato mandato in un fabbrica della capitale. Sua madre, ora, è tessitrice lì... in una delle fabbriche sull'orizzonte.

Com'è il suo viso? Come sono ora le sue mani? Il compagno Feng non vede sua madre da quasi un anno. Appoggia allora la mano destra su di una sua fotografia e una lacrima cade sull'immagine. La scosta. Alza la testa, guarda la sua stanza. Una stanza sola. Il resto della sua casa è stato dato a delle famiglie povere. La stanza in cui crebbe da bambino, la camera da letto della seconda moglie di suo padre...

E' stata abolita la poligamia. Ora, gli uomini del paese potranno avere solo una moglie. E le case sono vuote, piene di volti nuovi. Il compagno Feng non capisce, guarda oltre la finestre un tramonto di una bellezza commovente... ha voglia di uscire. Prende le sue ciabatte e a passi veloci và verso la casa di Chang, il suo vicino. Chang, l'intellettuale. Chang il calligrafo. Chang, l'amico che gli è sempre stato vicino. Chang che ha accettato la rivoluzione comunista come un evento unico, importante...

"Chang..."

Bussa alla porta.

"Chang!"

"Sì?"

Una porta si apre.

Il volto dolce e magro di Chang appare.

I capelli leggermente brizzolati, gli occhiali cerchiati d'azzurro, i denti piccoli, nuvole grigie e viola nei suoi occhi. Chang guarda l'amico sulla soglia di casa.

"Chang... amico mio..."

"Feng... che succede?"

"Chang... basta"

"Basta cosa Feng?"

"Basta... parto. No... non posso restare..."

"Feng... Feng cosa succede?"

"Succede che non capisco più questo paese. Succede che provo odio. Succede che qualcosa si inaridisce nel mio cuore Chang..."

"Feng... perché?"

"Perchè tutto si fà brutto! Chang... dove? Dove sono i sorrisi? Chang tutto è falso, lo capisci? Chang io non accetto più questa nostra nuova Cina!"

Chang si appoggia allo stipite.

Appoggia la testa sul muro e guarda Feng con dolcezza...

"Compagno Feng, vieni... andiamo in un posto".

Feng trema.

Non sa perché.

I due amici camminano lungo la strada... le prime luci della notte... il vento freddo del mare...

Ecco, la costa. Ecco il fiume Ro-lieh.

"Feng... guarda il fiume".

Feng si getta a terra, sulla sabbia.

"Feng... ti prego: guarda il fiume"

"Si Chang lo stò guardando..."

"Dove, dove inizia l'oceano, Feng? Dove... dove finisce il fiume?"

Chang guarda il fiume.

Stringe le labbra.

E il tempo si dirada e si riempie di spazi bianchi, spazi che attendono parole che non verranno mai.

Si gira, guarda Feng... e pensa... dove finisce il fiume Ro-lieh e dove inizia il mar Giallo. Dove inizia l'Oceano?

"Lì, sul limitare..."

"No... tu stai guardando la costa. Ti prego: pensa all'acqua. L'acqua ha confini Feng?"

L'acqua ha confini? Feng si ripete queste parole. L'acqua ha confini? L'acqua di un fiume ha confini?

"Non lo so...non lo so Chang... davvero"

"Feng... i fiumi non hanno confini. Nascono da mille e mille luoghi diversi... nascono da vapori leggerissimi, gocce d'acqua che filtrano dopo centinaia di anni tra pietre di età antichissime... i fiumi, Feng, non hanno destinazione... quest'oceano, quest'oceano che tu vedi, non è qualcosa in cui il nostro fiume si perde... quest'oceano è ciò che nasce da tutti i fiumi della nostra terra... Ricordi Canton? Ricordi i fiumi che studiammo a scuola?"

Feng guarda attento il compagno e fà sì con gli occhi...

"Tanti fiumi si gettano nell'oceano... e io mi chiedo: se siamo in un'oceano dove finisce un fiume e dove ne inizia un altro? Se siamo nell'oceano sapremo mai riconscere l'acqua dei nostri fiumi? Immagina di essere su di una barca: immagina di immergere la mani, immagina di sentire il profumo di salsedine di quell'acqua... Feng... sapresti riconoscere e dire con certezza che quell'acqua è del Ro-lieh? Non potrebbe essere del Guang? O del Mien-tien? Feng... amico mio, luce del mio cuore... nel momento in cui l'acqua del nostro fiume arriva all'oceano cambia. Cambia... è cosa nuova... cambia la sua natura..."

Feng ascolta... si perde. Cerca di capire le parole di Chang, vorrebbe dire: rallenta... rallenta ti prego... ma Chang parla veloce, si alza gesticola...

"Nella vecchia Cina, Feng, noi eravamo fiumi. Eravamo divisi, eravamo unici. Ora, invece, siamo diventati Oceano... unica acqua, uniti... e sentiamo queste strida di gabbiano che arrivano alle nostre orecchie, diventiamo immensi e abbiamo paura della nostra stessa grandezza... ma vedi: la nostra acqua, la nostra a n i m a si è fatta differente. Si è fatta differente davvero. La mia anima ha sposato la tua e quella di Roh-yulien, della compagna Mingming, di tutti... di tutti... ora siamo Oceano. Certo... guardiamo indietro. Guardiamo i fiumi. Ed essere fiume significa essere r a g a z z o. Quando eravamo ragazzi ci sentivamo fiumi. Unici. Irripetibili..."

Feng ascolta il passo sul paragone tra fiume e adolescenza e il suo cuore batte forte...

"Pure, una volta cresciuti siamo cambiati. Finita l'adolescenza, Feng, siamo passati per questa foce. E ci siamo perduti nell'oceano. Siamo cambiati. Cambiati radicalmente. Ora siamo adulti e la nostra condizione ci dice che non ci sono più barriere tra uomo e uomo... siamo cittadini. Il nostro agire agisce sulla vita dei nostri vicini, la nostra vita non ha più le forti mura delle nostre famiglie. Siamo oceano, nulla ci separa più dagli altri uomini... siamo adulti Feng e la nostra grandezza, la nostra Umanità è immensa e ci fà paura..."

Paura...

"Pure, guarda la parola Umanità. Ti prego... considera la parola Umanità. Può significare: l'intero popolo del mondo... tutti gli uomini della terra... e pure è anche una qualità dello spirito, la più bella. Essere uomo singolo. Singolarità, umanità, e totalità, umanità. Una qualità della nostra anima e pure l'insieme di tutti noi..."

Feng si stringe le ginocchia.

"Non avere paura Feng. Non avere paura di essere uomo. Non avere paura di essre u m a n o"

E dietro gli occhiali cerchiati di blù, Chang guarda Feng...

E il paese si fà distante.

E tutto si fà silenzio.
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Pavély

Un uomo e il suo cuore hikikomori

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2

Wednesday, September 9th 2009, 2:58pm

Ciò che oggi voglio chiedervi è:

Come trovare la forza di cambiare?

Come trovare la forza di superare la paura di cambiare?
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Six

Rompiballe cronica

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3

Wednesday, September 9th 2009, 10:11pm

Progetti.
Sogni.

Guardare al futuro.
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto

Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco

Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia

QUELLO CHE NON C'E'


turtle87crociato

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4

Thursday, September 10th 2009, 12:56am

A questa discussione meravigliosa offro il mio silenzio. Carico di riflessione.

Pavély

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5

Thursday, September 10th 2009, 9:59am

Quando vi siete persi nell'Oceano?
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artista1978

ricomincio da te

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Thursday, September 10th 2009, 2:56pm

per me questo è stato l'anno dei cambiamenti..capisco che decidere di cambiare con la propria volonta' sia diverso da dei cambiamenti che ti vengono imposti..ma penso che comunque permetta di rinnovare le nostre vite e di farci cambiare ottica, allarga i nostri orizzonti e ci insegna a vivere a 360°..nella vita ho imparato che non ci sono mai certezze e quando meno te l'aspetti specialmente le cose che reputi piu' belle svaniscono..se una persona decide o comunque sente dentro di se' la voglia di cambiamento è perche' la sua stessa persona glielo sta chiedendo..è come una forma di ribellione della nostra mente..cambiare o voltare pagina molte volte puo' servire a crescere...

Pavély

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Thursday, September 10th 2009, 5:45pm

per me questo è stato l'anno dei cambiamenti..capisco che decidere di cambiare con la propria volonta' sia diverso da dei cambiamenti che ti vengono imposti..ma penso che comunque permetta di rinnovare le nostre vite e di farci cambiare ottica, allarga i nostri orizzonti e ci insegna a vivere a 360°..nella vita ho imparato che non ci sono mai certezze e quando meno te l'aspetti specialmente le cose che reputi piu' belle svaniscono..se una persona decide o comunque sente dentro di se' la voglia di cambiamento è perche' la sua stessa persona glielo sta chiedendo..è come una forma di ribellione della nostra mente..cambiare o voltare pagina molte volte puo' servire a crescere...
(parole bellissime)
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ros

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8

Thursday, September 10th 2009, 6:42pm

sei il poeta del forum.pav

vorrei sapere il titolo del libro da cui hai tratto le frasi.


io ho sempre e ancora paura di cambiare e adesso c'è un altro cambiamento.
vorrei che tutto restasse immutabile, vorrei che la mia vita si fosse fermata ai miei 34anni e che potesse scorrere sempre come in quell'anno magico.

ma nn è cosi, tuto cambia e anche adesso devo affrontare un ostacolo micidiale...quello della salute

la salute ha fatto la differenza spesso nella mia vita, mettendomi di fronte a delle scelte forti, che prevedevano cambiamenti.
come ho fatto?
ho parlato tanto, con chiunque mi potesse ascoltare, ma spesso mi perdo dietro i consigli di troppe persone e mi agito dim piu.

mi fermo a sentirmi...come sto?quale scelta è migliore per me????

e vado avanti, con il mio carico di paura.
la mia piu grande croce è quella di nn fidarmi...per cui spesso faccio da sola e oltre alla paura si aggiunge la fatica

princess

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9

Saturday, January 16th 2010, 11:49pm

Questo post sembra fatto per me...
You're a shining star, no matter who you are.....

Pavély

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10

Sunday, January 17th 2010, 12:19pm

(:))
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riccioinletargo

la voce sincera

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11

Sunday, January 17th 2010, 2:14pm

le mie riflessioni sulle parole di Pavej

Non occorre alcuna forza per cambiare perché lo facciamo continuamente. Domani non sarai lo stesso di oggi. Oggi non sei lo stesso di ieri e così via. Non c’è nulla di immutabile.
Allora perché aver paura del cambiamento se non abbiamo sperimentato altro da quando siamo stati concepiti?
Dovremmo aver paura dell’immobilità, che non esiste.
Forse abbiamo paura del cambiamento troppo veloce, improvviso, perché la natura cambia con ritmi lenti, anzi lentissimi e noi uomini abbiamo impresso nella nostra vita un ritmo sempre più veloce.
Questo ritmo ci fa male.
Anche se stiamo in casa a far nulla, siamo immersi in un mondo che cambia a ritmo vertiginoso e non possiamo non sentirne gli effetti.
Il mio maestro di tai-chi diceva: il segreto è la lentezza. Bisogna andare piano.
Tu non hai paura di cambiare, hai paura di farlo troppo in fretta e quando non sei pronto.
Non dovremmo mai imporci di cambiare. Dobbiamo farlo quando è il momento, quando sentiamo una forte spinta interiore a farlo, come una voce che non si può ignorare.
Cambiare con lentezza, dolcemente non fa paura.

pianista

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12

Sunday, January 17th 2010, 2:14pm

RE: sei il poeta del forum.pav (da ros)

( :) )
(adesso ho capito una cosa... e hai ragione)
judging a person does not define who they are, it defines who you are

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