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NoWings

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1

Wednesday, April 3rd 2019, 1:56pm

Sono una ragazza depressa, come molti altri, che non ha più paura di esporre quello che è, ma soprattutto, che non ha più voglia di essere quello che è.

Non saprei neppure come salutare o come fare il mio ingresso, possibilmente decente, nell'ambito di questa comunità.
Sono una ragazza di ventotto anni. Troppi a mio parere. Troppi per poter pensare, immaginare, creare un possibile futuro che sia soddisfacente.
Ho sempre sperato di poter trovare, eventualmente, una via d'uscita, ma nel mio caso, credo di non poter fare più del dovuto ed il dovuto con cui mi trovo ad aver a che fare, è stato ridotto all'osso, da me, in prima persona.
Tutti veniamo al mondo per volere di qualcun' altro. Un volere esemplare, prezioso, ma non sempre gradito a chi di dovere.
Risulterò banale, risulterò pesante, risulterò terribilmente scontata, ma forse attualmente, l'idea di risultare "netta" mi disturba meno, rispetto all'idea di non risultare affatto. Quindi, quello che farò sarà molto spontaneo. Cercherò di parlare, di parlarvi, per assicurami di farmi capire da alcuni, senza far fede a giri di parole forbiti e termini vagamente tristi e forti.
Sono una ragazza depressa, che da anni ormai cerca di far fronte a tutto quello che la depressione comporta, tramite psicoterapia in primo luogo e sconfinando nell'alcolismo durante i fine settimana più ardui.
Chiunque abbia avuto a che fare con qualunque forma di alcolismo, seppur vaga, seppur minima, sa a cosa mi stia riferendo e sa quanto sforzo, queste righe, mi stiano richiedendo.
Forse parlare di alcolismo vero e proprio, nel mio caso, potrebbe risultare eccessivo, ma credo ne valga la pena comunque.
Posso restare settimane e mesi interi, senza bere alcolici, lo faccio per comodità e non quando devo uscire di casa, bensì al contrario, quando realizzo che il mio fine settimana resterà coperto dalle mura domestiche. Il pensiero di incrociare i miei familiari per le vie di casa mi distrugge, mi annienta, mai angoscia, come poche altre cose. eppure sono qui, eppure sono a "casa", circondata da ambienti che conosco bene e da persone che mai vorrebbero il mio male e tutto questo mi lusinga, ma faccio davvero fatica a concepirne la validità effettiva.
Non so in quanti si prenderanno la briga di leggere fino a tal punto. Io stessa, rileggendo quel che è stato scritto, faccio fatica ad arrivare fin qui, quindi, per chiunque volesse o riuscisse a farlo, i miei più profondi ringraziamenti ed una pacca sulla spalla.
Sono figlia unica, la tipica figlia unica problematica, nulla di particolare. Ho sempre avuto tutto e nulla mai mi è stato vietato veramente. Giochi, viaggi, esperienze artistiche. Nulla di tutto questo mi è mai stato proibito. Una ragazzina tranquilla, brava a scuola, piena di amici, che mai aveva fatto sospettare di poter dare alcun tipo di problema.
L'inizio dell'università fu un colpo basso. Terribile. Improvvisamente mi sono sentita terribilmente incapace. Incapace di fare, ma soprattutto incapace di comunicare la mia incapacità di fare.
Una banalità, un'ansia generale, che pian piano, silenzio dopo silenzio ha preso a stringermi il collo.
Tra una tragedia e l'altra, ho ripreso gli studi, e giunta praticamente al termine del mio percorso, sono priva di prospettive. Priva di speranze e ricolma di vergona.
Adesso sono stanca, tanto quanto prima, ma senza tenere con me il ritegno con cui mi sono sempre fasciata il volto e l'anima. In questa vita ho sempre arrancato, tutto è stato sempre troppo, il bene un'utopia, l'angoscia una costante. Chi voglio prendere in giro?
Terapia, farmaci e sono ancora qui, in balia del mio malessere, disgustata da me stessa ed in questo momento, anche dalle righe sovrastanti da me scritte.
Scrivo solo perché nessuno trascuri mai i primi sintomi della malattia, perché chiunque, cominci il prima possibile una terapia, perché nessuno si nasconda e perché tutti abbiano le palle di mettere il proprio benessere prima di quello di chiunque altro.
Io non sono stata in grado di farlo e questo è il risultato del mio non saper vivere, ma per gli altri, mia auguro qualcosa di diverso.
Se sto pensando al suicidio?
Di cosa stiamo parlando? Sarebbe l'epilogo migliore per questa storia ricco di sofferenza, paroloni e poco altro. Eppure sono ancora in dubbio. Forse perché spaventata dall'idea di non riuscire bene nel mio intento. Sarebbe ridocolo. Provare a morire e non riuscirci, ma data la mia incapacità, so che potrebbe capitare anche questo. Sarebbe un'ulteriore umiliazione, che non reggerei.
Quindi ecco, questo post è uno sfogo, una testimonianza, un qualcosa e qualcosa volevo scriverlo oggi, nel mezzo del nero della mia giornata.
Mi sento ridicola, ma pubblicherò il tutto comunque, sperando che qualcuno, leggendo, si renda conto di doversi curare e soprattutto di doversi voler bene, più di quanto possa dover fare un comune essere umano, un "sano", molto di più, fino a sfociare nell'egoismo talvolta.
La mia è una storia, banale, tanto quanto molte altre, ma che aveva davvero bisogno di essere battuta tramite tastiera.
A chi è arrivato a fine lettura, i miei complimenti, per esservi sorbiti tutte queste parole inutili.

This post has been edited 1 times, last edit by "NoWings" (Apr 3rd 2019, 6:51pm)


2

Wednesday, April 3rd 2019, 9:28pm

Priva di speranze e ricolma di vergona.

ao Nowings, benvenuta.
Del tuovlungo messaggio mi ha. Colpito wuesta frase.
Di cosa ti vergogni? E quanto influisce questa vergogna sul tuo maledsere?
[email protected]
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Bonus

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3

Wednesday, April 3rd 2019, 10:28pm

Ciao NoWings.
Mi dispiace molto della tua situazione.
Guarda che non tutti i problemi sorgono in mezzo alle baraccopoli ed a genitori violenti.
Anche in una famiglia amorevole possono esserci problemi, pure io mi lamento sempre, eppure ho due genitori straordinari che mi hanno sostenuto sempre.
Comunque mi unisco a Sara84, di cosa ti vergogni?

Non so cosa tu intenda ma sento parlare di percorsi artistici, viaggi...Insomma, sembri una ragazza interessante.
Raccontaci un po' che tipo sei, ti piace fare qualcosa in particolare? Hai interessi, passioni...

NoWings

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4

Thursday, April 4th 2019, 10:10am

Priva di speranze e ricolma di vergona.

ao Nowings, benvenuta.
Del tuovlungo messaggio mi ha. Colpito wuesta frase.
Di cosa ti vergogni? E quanto influisce questa vergogna sul tuo maledsere?


Sara ciao, grazie per il "benvenuto" e per esserti presa la briga di leggere fino alla fine, probabilmente.
Di cosa mi vergogno, bella domanda.
Di me, di quello che sono, di quello che non sono, di quello che non ho fatto e di quello che invece ho combinato. Mi vergogno tanto da non sopportarmi talvolta. Tanto da non concepire l'idea della mia esistenza che prosegue.
Mi sembra di occupare spazio, uno spazio che potrebbe essere di qualcun altro. Sento di non meritare questa vita e non lo dico qui, per sentirmi dire il contrario, è il mio modo per spiegarmi. Mi sento di troppo e mi sento estremamente immeritevole. Di tutto.
Mi sento un parassita. Un parassita che continua a nutrirsi di linfa vitale, a sbafo, rubandola. Un impostore. Un qualcosa che c'è, ma che non dovrebbe continuare ad esserci. In tutta onestà.

Narel Jarvi

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5

Thursday, April 4th 2019, 12:57pm

Non so perché ho iniziato a leggere questo messaggio invece di un altro, forse per la lunghezza del titolo.

Non so perché l'ho letto fino alla fine, forse perché hai scritto che sei una donna di ventotto anni e io sono un uomo di trentacinque.

Però pregherò per te, perché in mezzo a tutte queste incertezze sono abbastanza sicuro su chi devo pregare e come.

6

Thursday, April 4th 2019, 1:22pm

Mi dispiace che tu abbia questa considerazione di te.
Probabilmente sentire uno specialista terapeuta ti aiuterebbe molto, hai lasciato intendere che molto malessere deriva dai rapporti con i tuoi genitori (mi riferisco all'alcolismo e la voglia di bere).
[email protected]
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*sara swarovsky*

Elettra

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Thursday, April 4th 2019, 1:50pm

Cara NoWings
Innanzitutto benvenuta

Sei giovane e hai tutto il tempo per raddrizzare la tua vita.
Non devi sentirti così, piuttosto cerca di trovare le forze per capire da dove origina il tuo malessere e se ti è possibile rivolgiti ad uno specialista per farti aiutare.
Un abbraccio :friends:

NoWings

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8

Thursday, April 4th 2019, 1:58pm

Mi dispiace che tu abbia questa considerazione di te.
Probabilmente sentire uno specialista terapeuta ti aiuterebbe molto, hai lasciato intendere che molto malessere deriva dai rapporti con i tuoi genitori (mi riferisco all'alcolismo e la voglia di bere).


Sara, sono in terapia da anni. Direi che può bastare e con questo non intendo condannare il mio terapista, che è sicuramente preparato e capace, ma il mio essere. Lo ammetto. Non mi so curare. Non sono in grado di curarmi per poter, infine, poter star meglio. Immagino sia tutto un inutile spreco di tempo e anche di soldi.
Dopo anni di terapia, la situazione resta tale. Ammetto di aver avuto dei bei momenti. La terapia aiuta, ma non tutti. Non me, in questo caso.
Per chiunque voglia provare, provatela, vi farà bene e nella maggior parte dei casi, avrà dei buoni esiti. A me non è capitato, ma credo di essere un caso a parte. Particolarmente complesso e forse anche grave.

NoWings

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Thursday, April 4th 2019, 2:02pm

Mi dispiace che tu abbia questa considerazione di te.
Probabilmente sentire uno specialista terapeuta ti aiuterebbe molto, hai lasciato intendere che molto malessere deriva dai rapporti con i tuoi genitori (mi riferisco all'alcolismo e la voglia di bere).

Sara, perdonami, ma ti cito nuovamente.
Il mio rapporto con gli alcolici deriva senza dubbio da un disagio familiare. Però, per quanto sappia giustificare determinati moneti di debolezza, non riesco a giustificare il rapporto malato che ho instaurato con gli alcolici nel corso degli anni. Rapporto che adesso, in questo ultimo periodo, mi sta davvero limitando al livello sociale.
Mi hai chiesto di cosa mi vergogno. bene, anche di questo, del mio ricorrere all'alcool quando non so da che parte pendere. Me ne vergogno fortemente. terribilmente talvolta.

NoWings

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10

Thursday, April 4th 2019, 2:15pm

Ciao NoWings.
Mi dispiace molto della tua situazione.
Guarda che non tutti i problemi sorgono in mezzo alle baraccopoli ed a genitori violenti.
Anche in una famiglia amorevole possono esserci problemi, pure io mi lamento sempre, eppure ho due genitori straordinari che mi hanno sostenuto sempre.
Comunque mi unisco a Sara84, di cosa ti vergogni?

Non so cosa tu intenda ma sento parlare di percorsi artistici, viaggi...Insomma, sembri una ragazza interessante.
Raccontaci un po' che tipo sei, ti piace fare qualcosa in particolare? Hai interessi, passioni...


Bonus ciao, grazie per aver letto ,o comunque legicchiato l'intero post, che mi rendo conto essere risultato fin troppo lungo.
Mi chiedi, anche te, giustamente, di cosa mi stia vergognando così tanto.
Beh, la mia lista non ha conclusone. Laurea ancora non conseguita, relazioni amorose poco stabili e di breve durata. Pochissime esperienze lavorative e nessuna prospettiva di un posto anche solo vacante. Mille bugie, sodi spesi in terapie mai andate a buon fine.
Credo possa bastare, no?
Viaggi? Si, ho avuto la fortuna di viaggiare parecchio, proprio a causa di questo, ho dovuto imparare la lingua inglese e pian piano imparare non solo a gestirla, ma anche ad apprezzarla. Attualmente, risulta essere una delle mie principali passioni, cosa che non avrei mai creduto.
Dici che non tutti i problemi sorgono in mezzo alle baraccopoli ed ai genitori violenti.
Bene, premetto di aver vissuto con un padre che, a ci di recente, è stato diagnosticato un disturbo bipolare Detto questo, non intendo accusarlo di nulla. Non mi ha aiutata certamente, ma non è neppure stato fonte della mia condanna.
Sono una persona, come precedentemente detto, estremante problematica. Subisco il giorno, dal mattino, alla sera, tra ansia, tachicardia, sonno imposto dall0ingestione di pillole varie e così via.
La mia non è più una vita dignitosa e sono veramente in dubbio sul da farsi.
Continuare, arrancando, o chiudere il tutto.
Non voglio continuare così, tra ansie, paure, intoppi, alcolici e problemi limitanti.
Il bere mi crea vergogna. Una vergona atroce. A cui però, non so rinunciare. Perché mi permette di sopportare ogni giorno con tutte le sue pecche, percependo solo una parte del dolore che invece percepirei da sobria.

NoWings

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11

Thursday, April 4th 2019, 2:18pm

Cara NoWings
Innanzitutto benvenuta

Sei giovane e hai tutto il tempo per raddrizzare la tua vita.
Non devi sentirti così, piuttosto cerca di trovare le forze per capire da dove origina il tuo malessere e se ti è possibile rivolgiti ad uno specialista per farti aiutare.
Un abbraccio :friends:


Elettra, ti ringrazio per la cura utilizzata, ma sono in terapia da anni ormai, troppi, per poter credere ad un effettivo lieto fine.
Ci ho provato, è andata male. Basta spendere soldi. Basta sperare in terapie che non funzionano.
Devo solo trovare il coraggio per metterci un punto. Io per prima.
Perché lo devo alla mia dignità, o a quel poco che ne rimane.

12

Thursday, April 4th 2019, 2:53pm

Che tipo di terapia stai facendo?
E che figura ti segue?
Scusa le mille domande ma è per cercare di capire meglio e darti un consiglio :)

ricorda che ad ogni problema si puo trovare una soluzione, è solo questione di tempo e di prospettiva. Gia riconoscere il problema con l'alcol è il primo passo.
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*sara swarovsky*

Bonus

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13

Thursday, April 4th 2019, 4:09pm

Ma figurati.
Te scrivi pure!
Alla fine se siamo qui a commentare è anche per aiutarci l’un l’altro.
Di sicuro se scriviamo qui è perché tutti noi abbiamo dei problemi, e confrontare le nostre vite ed i nostri pensieri con quelli degli altri è un modo per aiutarci.
Ovviamente una terapia ed un aiuto serio, o anche un amico in carne ed ossa sono un’altra cosa, ma a volte anche l’opinione a freddo di una persona che non ti conosce fa comodo.
Per cui io (e credo anche gli altri) sono interessato a tutto ciò che vorrai scrivere.

Ma veniamo a te.

Intanto una cosa positiva. A parte il problema di tuo padre (che c’è, ma che tu dici non essere al centro della questione) mi sembra di capire che il tuo disagio venga essenzialmente da te, da come ti rapporti o percepisci il mondo.
Questo è positivo sai?
Non c’è una causa esterna immutabile che potresti non riuscire ad abbattere; c’è da capire come, ma lavorando su te stessa, facendo qualcosa…Insomma, con un qualcosa (ancora da capire) ma che puoi scegliere di fare tu hai la possibilità di cambiare la vita.

Riguardo la laurea.
Benvenuta nel club! Guarda, hai solo quattro anni meno di me (come il mio migliore amico) e ti assicuro che le persone nel mio gruppo di amici che si sono laureate puntuali o che hanno lavorato nel loro campo di studi sono…Mmh…Due? Tre? Su quindici.
E parlo del mio gruppo di amici e basta.
Io né l’uno né l’altro…Anche per mia scelta diciamolo, ma il percorso di successo “voleva fare il dottore” “tutti trenta e lode” “laureata” “medico primario con figli” entro i trenta va bene nei telefilm americani e in qualche merdosissima fiction della rai.
La maggior parte dei ragazzi della nostra generazione ha dei percorsi che definire tortuosi è un eufemismo, e sai che? Alla fine va bene così. Ho imparato più da certe cose fatte a cazzo di cane che da quelle che gli altri si aspettavano da me.
E poi cavolo.
Hai una passione per la lingua inglese!
Da come descrivi la situazione sono convinto che chiacchieri britannico come una Maggie Smith in giovane età.
Ti racconto una storiella al riguardo.
Io me la cavo abbastanza bene con l’inglese.
A parte che ero un secchione a scuola, ma sono un fogato di letteratura inglese, e vagonate di videogames e serie tv viste in lingua originale hanno consolidato la mia conoscenza.
Non parlo certo come un professore di Oxford, ma sono un gran chiacchierone, ed avendo l’orecchio allenato riesco a comunicare con una certa facilità con gli anglosassoni.
Ora, io ho una palestra, e qualche tempo fa mi sono capitati alcuni studenti dell’Azerbaijan.
Arrivati nella palestra hanno cominciato ad avere a che fare con un paio di istruttori, uno con una laurea in scienze motorie, blasonatissimo, ma che non parla inglese, l’altro bravissimo ma con qualifiche più modeste ed un’ottima conoscenza dell’inglese (maturata più su netflix che a scuola).
Ora, alle prime visite di questi ragazzi io facevo da interprete, ma non potevo essere sempre lì, per cui gli allenamenti zoppicavano un po’. Un giorno hanno cambiato orario, ed hanno conosciuto l’altro istruttore. Le cose sono cambiate nel giro di cinque minuti. Appena entrato nella stanza li ho subito trovati a ridere e a commentare il sedere di una nostra istruttrice (io spero che lei non abbia capito). La loro frequenza è aumentata moltissimo e anche il loro atteggiamento in palestra è diventato più “casalingo”.
Ora, secondo te, ragionando da imprenditore, qual è stato il miglior istruttore secondo te?
Premesso che si tratta in entrambi i casi di istruttori competenti, ma a me “ha fatto più comodo” uno senza laurea ma con doti comunicative superiori, perché insegnare è 50% sapere 50% trasmettere.
Le promesse fatte agli orientamenti universitari e le grandi soddisfazioni di zie e nonne che vedono il nipote laureato sono belle, ma qui stiamo parlando di fare quattrini, e non ce ne facciamo nulla di quelle soddisfazioni.
Il mondo del lavoro è un’altra cosa.

Ok, ho scritto un poema, ma prova a calarti in quella situazione, e sappi che ai miei occhi, tu, non laureata ma con un’ottima conoscenza della lingua inglese, nella mia palestra saresti molto più appetibile di tante altre ragazze, perché so che potresti parlare con chiunque (ed essendo a due passi da tre alberghi ed una scuola di lingue per stranieri…).

La tua passione, oltre che stupenda, è un dono. Hai l’attitudine per una cosa non solo bellissima ma utilissima.
Quindi non vederti come una fallita per una merda di laurea che non arriva.
Tu hai di meglio fra le mani.


Riguardo l’alcol…
Vergogna? E di che? Del fatto che percepisci di avere un problema?
Conosco una vagonata di persone che ha problemi di alcol e anche belli pesanti ma che non si rende conto di avere.
Anche nostri coetanei, gente che a quindici anni era ganza perché prendeva le sbornie, e che ora a trent’anni, quando una vita di stravizi estremi comincia a ledere il fisico, da ganza è diventata sfasciata o peggio.
Ovviamente devi risolvere il problema.
In questo magari qui sanno consigliarti meglio altre persone, i miei consigli magari sembrerebbero stupidi o infantili.
Io possi dirti che non bevo.
Ma ho vizi e difetti di un bambino di cinque anni.
È più facile che mi faccia fuori mezza crostata alla nutella che cominci a bere.
Non fumo e non bevo, perché, pur essendo disordinato e incasinato, ho una certa disciplina del mio corpo, anche perché pratico e insegno arti marziali, e mi aiuta moltissimo a rimanere in carreggiata col mio corpo.
Anche perché è una cosa che amo, e fanno da “rilevatore”. Se ingrasso o mi impigrisco si vede subito, calci e pugni diventano delle merde, e questo è inconcepibile per me.
Per cui, è un’ossessione costruttiva, diciamo così.
E ti assicuro che sono ben lontano dall’essere zen ed equilibrato.

Quindi boh.
Forse una qualche valvola di sfogo parallela ti potrebbe aiutare?
Non so.
Io guarda, ho un allievo che ha avuto problemi pesi di alcol, e la pratica delle arti marziali lo ha aiutato.
Certo, ora è sempre “sbronzo di arti marziali” ma meglio una serie di piegamenti sulle braccia in più che un Gintonic in più no?
In qualche modo ha trasferito il suo disagio in questa cosa.
Ora non dico che debbano essere per forza le arti marziali…Anche perché io stesso ne ho più di una di passioni e valvole di sfogo…Però una cosa del genere, qualcosa da “seguire”, che ti prenda.
Qualcosa che fai solo per te stessa.

Però ripeto, non conosco l’argomento e potrebbe sembrarti una cosa stupida, quindi scusami se ti sembra un’idea cretina.

In ogni caso non pensare neanche minimamente a farla finita.
Cioè, se scrivi qua forse vuol dire che in cuor tuo stai cercando un modo per uscire da questa situazione.
E questo è buono no?

Però non buttarti giù, perché, ripeto, a me sembri una ragazza interessante, sono convinto che ci sia ben altro da apprezzare che una laurea che non arriva (di cui non frega un cazzo a nessuno) o un problema con l’alcol.

Santacruz

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Thursday, April 4th 2019, 5:13pm

non riesco a giustificare il rapporto malato che ho instaurato con gli alcolici nel corso degli anni.

Ciao No Wings,
Capisco molte bene come ti senti, molto di noi hanno sensazioni simili alle tue. E guarda caso anche io ho un padre bipolare.

Mi permetto di suggerire che l'alcol potrebbe essere per te un bisogno compensatorio. Qualcosa che fai per gratificarti, per dare piacere e affetto a te stessa.
Del resto con tutte le cattiverie che ti spari addosso, devi pur bilanciare in qualche modo.

A mio avviso non devi tanto capire come eliminare l'alcol, ma come soddisfare per altre vie il tuo bisogno di gratificazione e rassicurazione. Sparirà anche la voglia di alcol.

viking

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Thursday, April 4th 2019, 9:09pm

Be complimenti per il post....bello bello, un analfabeta come me non riuscirebbe mai a scrivere cosi bene.
Ti chiedo cure farmacologiche ne hai fatte???
L'alcool cerca di moderarlo anche se bevo anche io....
Poi una cosa ci tenevo a chiederti, lo so che è una domanda stupida e , ma vai mai fuori di casa??? Per una semplice passeggiata, fai mai sport???
Lo so che è durissima e che è impossibile pensarci