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Memory66

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Monday, November 11th 2019, 10:21am

Sono incinta, ma non vedo un futuro

Buongiorno,
scrivo per cercare un confronto, ma anche per provare a trovare una risposta alla domanda che mi pongo da quasi due mesi.
Premessa. Soffro di attacchi di panico da quando ho sedici anni (anche se all'epoca non avevo idea di che cosa mi accadesse); depressione e ansia sono arrivate poco dopo, vanno di pari passo con gli attacchi e mi accompagnano da sempre. Circa otto anni fa, dopo una serie di episodi gravi, sono stata quasi obbligata da mia madre a intraprendere un percorso di sostegno psicologico e psicoterapeutico, che, sarò sincera, non ha funzionato, anzi, per certi versi ha peggiorato la situazione poiché mi ha fatta sentire inadeguata anche in quello. Ho resistito per quasi due anni, per poi abbandonare. Poco dopo ho conosciuto mio marito: è stata una boccata d'aria. Per la prima volta una persona mi comprendeva davvero poiché, per motivi completamente diversi dai miei, anche lui aveva sofferto, e ancora, raramente, soffriva di attacchi di panico. Anche con lui è difficile spiegare la mia depressione, poiché non ne ha sofferto, ma quantomeno so che comprende i miei momenti di ansia e panico; l'averlo aiutato, in questi anni, a risolvere quasi completamente il suo problema mi ha, inoltre, dato un po' di fiducia in me stessa. L'anno scorso questo mondo che a me pareva il più felice che avessi mai avuto mi è crollato addosso. Ho infatti scoperto che mi tradiva da nove mesi: dopo due anni di matrimonio avevamo i nostri problemi - come credo sia normale - ma mai avrei pensato li affrontasse in questo modo. Sono stati mesi terribili, in bilico tra amore e odio. Ne siamo usciti, forse più forti di prima come coppia. Ma so di esserne uscita con le poche certezze positive che ero riuscita a trovare devastate. Non sono mai stata né gelosa né sospettosa, ma non riesco più ad avere fiducia piena.
Perché racconto tutto questo? Perché a settembre di questo anno sono rimasta incinta. Sarò sincera. Ho sempre pensato di non volere figli. Su questo sono stata sempre chiara sin dall'inizio. La sua risposta era "io non so se ne voglio, ma rispetto la tua scelta". Poi sua madre, ma soprattutto la mia, hanno iniziato a fare la classica domanda "bambini niente?" E mia madre mi ha più volte detto che, secondo lei, la responsabilità era mia: cioè che lui un figlio lo avrebbe voluto ed ero io a rovinare questo sogno. Sono arrivata a convincermene. Sono arrivata a pensare che quello fosse uno dei motivi per cui le cose erano andate male. Sono arrivata a darmi dell'egoista perché privavo tutti di una felicità rifiutando di avere bambini. Ecco perché abbiamo iniziato a cercarlo. Gli ho detto che stavo seguendo il calcolo dei giorni fertili e mi è parso felice: mi sono confermata nell'idea che lui volesse un figlio e sono andata avanti.
Quando ho saltato il ciclo e fatto il test sono incominciate le crisi di panico. Una, due, tre al giorno. Leggo che è normale, che capita a tante. Mi faccio forza. Depressione, fortissima, che mi schiaccia a letto. Pianti Infiniti. Una condanna a morte di qui a nove mesi che mi schiaccia a terra. Alle visite ginecologiche, coi miei genitori (gli unici cui l'abbiamo detto per ora anche perché - scusate se non l'ho detto prima - ho 41 anni e la gravidanza è dichiarata a rischio per via dei medicinali che ho preso non solo per la depressione, ma anche delle emicranie croniche diagnosticate di cui soffro) indosso la maschera - ormai sono brava, dopo anni di allenamento - del "va tutto bene".
Ma da due mesi non penso ad altro che all'aborto. Spero di scoprire che ho avuto un aborto spontaneo; o che qualcosa vada storto e mi permetta di interrompere. Non mi vedo. Non vedo futuro. Non riesco a immaginarmi. Non ho - per ora - paura del parto. Non sto avendo grossi problemi. Semplicemente non vedo NULLA davanti a me. Come se questa gravidanza fosse solo un enorme buco nero che mi inghiottirà e cancellerà completamente quel poco di vita che ho. Non vedo difficoltà: vedo il buio.
Non crediate che non mi sia data pugni sulla testa da sola... "potevi pensarci prima - hai 40 anni, non sei una ragazzina che resta incinta per caso - come hai potuto non capire PRIMA di restare incinta che le cose sarebbero andate così..." sono tutte frasi che mi riempono la testa in loop, che non mi danno respiro, che non mi permettono di pensare.
Ho provato a parlarne a mio marito e come risposta ho solo ottenuto un "rispetterò qualunque tua scelta ma non cambierà nulla tra noi, ti amerò come prima". So che non è vero semplicemente perché, anche se lo amo ancora, non lo amo più allo stesso modo dopo il tradimento.
Vorrei, se ne avete voglia, una vostra opinione. Chissà che qualcuno non abbia vissuto una situazione simile se non uguale.
Vi ringrazio

2

Tuesday, November 12th 2019, 3:45pm

Non ho esperienze simili e la tua mi sembra una questione "delicata", cerco di andarci molto cauta nel condividere un'opinione.

Da premettere che hai descritto la tua situazione in grande consapevolezza e lucida autonalisi. Credo che gli episodi, piu' o meno salienti inseriti nel racconto non abbiano esclusivo valore cronologico di un susseguirsi di fatti, ma probabilmente valore anche inconscio:
Circa otto anni fa, dopo una serie di episodi gravi, sono stata quasi obbligata da mia madre a intraprendere un percorso di sostegno psicologico e psicoterapeutico, che, sarò sincera, non ha funzionato, anzi, per certi versi ha peggiorato la situazione poiché mi ha fatta sentire inadeguata anche in quello. Ho resistito per quasi due anni, per poi abbandonare.
In altre parole, fra le prime cose che dici di te, c'è questa psicoterapia che ai tempi non ebbe risultati ... come se questo passaggio, fosse in qualche modo, connesso al presente.

Prima di dare qualunque opinione, mi chiedo (e ti chiedo) ... OGGI come vedi un percorso di psicoterapia ?
Potrebbe essere un'opzione o pensi di aver "chiuso" definitivamente con quell'esperienza ?

arianna73

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3

Wednesday, November 13th 2019, 12:28pm

Mi associo alla domanda di Juniz. Per quanto mi riguarda non ho esperienza diretta, ma posso dirti - visto che anche per la mia età di conoscenti 40enni che diventano madri me ne capitano :) - che gravdanze conflittuali come la tua stranamente si sono quasi sempre risolte in modo positivo, addirittura prive della depressione post-partum che di solito acchiappa anche madri felicissime e determinate prima e durante i 9 mesi. E con le neo madri ex- conflittuali faticosamente serene di fronte a questa svolta.
Non è ovviamente una statistica medica ufficiale da prendere come oro colato, ma metti in conto che oltre al tuo vissuto le inevitabili altalene fisiologiche e ormonali della gravidanza possono contribuire molto a questo tuo "tutto nero". Se non addirittura esserne la causa principale.

Credo che esporre il problema ad un medico di tua fiducia potrebbe esserti di grande aiuto

Melite

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4

Thursday, November 14th 2019, 1:03pm

Circoscrivendo il "problema" alla gravidanza, questi pensieri e queste emozioni mi paiono abbastanza normali, anche senza stare a scomodare un passato di depressione. Perché la persona della quale lei aveva piena fiducia, l'ha tradita. Il tradimento non è soltanto quello fisico, ma quello relativo alla fedeltà, un valore che va al di là dell'amore, ma comprende la lealtà, l'onestà, la fiducia. Ci credo che sia difficile affrontare una gravidanza non potendo contare sull'appoggio del partner. Appoggio che ci sarà magari apparentemente, ma dentro di lei non c'è più.

Riflessioni

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Thursday, November 14th 2019, 9:57pm

Per quale motivo vedi il buio? Semplicemente perché non volevi a tutti gli effetti una gravidanza o perché pensi che non saprai gestire la situazione?