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RomanSansParoles

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1

Friday, August 9th 2019, 11:22pm

Senza amici e single prima dei trent'anni

Salve a tutti, sono nuova in questo forum e mi rivolgo a voi perché sono ben accetti confronti costruttivi.
Mi chiamo Alessia e vengo da Roma, ho 28 anni e sono laureata in Lingue. Attualmente sono alla ricerca di un'occupazione e dunque non mi è possibile andare spesso in terapia, nonostante credo di averne davvero bisogno.
Fin dall'età della pubertà, i miei rapporti con le altre persone sono stati caratterizzati da forti delusioni e alle soglie dei trenta mi ritrovo ad essere una persona sola. Ho provato ad individuare il problema a partire dalla mia situazione familiare: miei genitori sono originari del sud e si sono trasferiti qui ben 35 anni fa per crearsi una famiglia compiendo la cosidetta "fuitina"; i rapporti con i loro rispettivi genitori non sono mai stati così rosei: mia madre subiva maltrattamenti fisici e morali da sua madre e, poiché mio padre non veniva da una famiglia ricca, la loro unione non è mai stata supportata; mio padre non ha mai avuto delle figure genitoriali presenti: sua madre entrava ed usciva dagli ospedali per problemi di salute e suo padre non gli ha mai dato attenzioni. Nel corso degli anni, i miei genitori hanno provato a ricucire i rapporti con i parenti più stretti, ma dopo una serie di trattamenti diversi- che si riversavano anche su noi nipoti- e di varie discussioni, hanno deciso di tagliare definitivamente i ponti con tutti i parenti più stretti. Da allora, i miei si sono progressivamente chiusi e isolati, ma a detta loro, si trovano bene in questa maniera: a parte il lavoro, stanno sempre dentro casa, escono solo per fare la spesa e non hanno mai più fatto una vacanza fuori. Io ho ricevuto un'educazione abbastanza rigida: ho sempre avuto un coprifuoco diverso rispetto ai miei coetanei, non mi hanno mai lasciata dormire fuori casa e non sono mai stata spronata nello sport, nella musica o in viaggi studio. Di amici veri non ne ho mai avuto, ma solo persone di passaggio che in qualche modo mi hanno ferita e delusa. A 20 anni mi sono fidanzata con un ragazzo, ma non provavo alcuna emozione standoci insieme e non mi sentivo nemmeno pronta per avere un'esperienza sessuale con lui. A 24 ho avuto una storia più seria, di quattro anni, che si è conclusa quattro mesi fa per sua volontà. Lui conosceva molto delle mie situazioni personali, ma nonostante questo ha preferito farmi uscire dalla sua vita perché preferisce stare solo e divertirsi. Sono ben consapevole che si trattasse di un rapporto "malato": era prepotente, ogni volta che litigavamo si rifiutava di avere un dialogo, pretendeva sempre delle attenzioni senza mai darle, si rivolgeva sempre a me per uno sfogo o un supporto morale, ma ogni volta che io avevo bisogno anche solo di essere ascoltata, si mostrava progressivamente disinteressato finché io stessa mi sono ritrovata di nuovo a non provare più emozioni. Gli volevo un bene dell'anima e la considero la prima vera persona con cui io sia riuscita ad instaurare una connessione. Per questo sono stata malissimo quando mi ha lasciata e ho deciso di iniziare una terapia che però non posso permettermi in maniera continuativa.
Ora mi ritrovo completamente sola, non ho nemmeno trent'anni e ho davvero paura che la qualità della mia vita possa restare ad un livello così "basso". Non amo uscire, qualunque cosa mi reca noia o non mi fa provare entusiasmo e posso trascorrere anche vari giorni di fila senza fare niente di costruttivo per me stessa.
Qualcuno si trova in una situazione simile?

2

Saturday, August 10th 2019, 10:38am

Ciao Alessia (benvenuta!), ho letto quasi per caso il tuo messaggio e mi ha colpito per la precisione e l'oggettività con cui hai descritto te stessa e la tua situazione, in modo molto conciso e diretto.
Per rispondere alla tua domanda: c'è molta più gente di quanto pensi nella tua stessa situazione, anche più grandi di te.
Secondo me sarebbe bene, prima che la cosa si cronicizzi e sia sempre più difficile uscirne (seppure mai, MAI impossibile) considerando che non hai modo di iniziare una terapia, tu riesca a fare qualcosa per migliorare il tutto. Come molto lucidamente racconti, il tuo ex ragazzo era una persona prepotente e non adatta a te, quindi è meglio che ti abbia lasciata libera di trovare qualcuno da amare e da cui essere amata veramente. Potresti vedere la tua solitudine come un punto di partenza...come se ripartissi da zero. E guardarti intorno.
All'università non c'è qualcuno con cuihai legato un po' di più? Amici di vecchia data? Persone che magari dai per perse e che non vuoi "disturbare" ma che per un caffè o una cena ci sarebbero, per stare in compagnia e riallacciare i rapporti?
Una vacanza, anche sola, con un gruppo organizzato?
Concentrati anche sulla ricerca di lavoro, sia per te stessa che per la tua cerchia sociale che, credimi, si aplierà senz'altro.

arianna73

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3

Saturday, August 10th 2019, 12:47pm

Ciao Alessia, benvenuta anche da parte mia.
Sottoscrivo totalmente missMarple. Moltissime persone anche apparentemente più dinamiche e "realizzate" sotto sotto sono nella tua stessa situazione. Anche quelli che non vengono da famiglie particolarmente "chiuse", incoraggiati ed esortati a hobby, sport, musica... Nella vita succedono tante cose, ci sono tanti cambiamenti, per i più vari motivi ci si può trovare soli a tutte le età anche avendo avuto amici e relazioni coltivate per anni o decenni.

Tu hai dei punti di forza, come la giovinezza e la costruzione del tuo futuro lavorativo: se con i tuoi genitori i rapporti sono buoni o decenti malgrado la loro impostazione "chiusa" (diffusissima in tutta Italia, l'idea che "basti la famiglia" è virale, solo che col passare del tempo le famiglie si sono striminzite e non è tutto questo ...divertimento :D), è un punto di forza anche questo.

C'è qualcosa che ti piace, che ti fa stare bene con te stessa e ti fa sentire "bella", o "completa" - anche a prescindere dal fatto che porti occasione di socializzazione e conoscenza?

RomanSansParoles

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Saturday, August 10th 2019, 2:52pm

Sapere che altre persone, anche più mature di me, siano afflitte da una situazione simile, da una solitudine a tratti forzata e a tratti decisa da qualcun altro, non è sicuramente qualcosa che mi consola...
Sì, la solitudine è il mio punto di partenza, è vero, ma è sempre stata forse la mia condizione caratteristica... Non so più contare il numero delle volte in cui mi sia sentita sola pur essendo in compagnia di altre persone, e non parlo solo di crisi adolescenziale... I miei genitori mi hanno sempre mostrato e dimostrato il lato negativo degli altri: la fiducia non va data a nessuno perché le delusioni sono dietro l'angolo, a maggior ragione se alcune cose accadono proprio in famiglia. Nel corso degli ultimi anni, perciò, ho sviluppato un senso di selezione che mi porta anche ad essere un po' altezzosa e molto "esigente" in presenza di altri...Ho sempre l'impressione che se una persona non mi colpisca, non mi dia stimoli, non valga la pena trascorrerci del tempo insieme.
Questa mia corazza, però, nasconde un forte senso di insicurezza che emergeva soprattutto in presenza del mio ex ed altre persone: spesso mi sono sentita sminuita, soprattutto quando in mia presenza lui si metteva a fare paragoni tra me e, non so, la sua coinquilina. Da questa relazione ne sono uscita distrutta psicologicamente, senza energie... ho l'impressione che questa persona abbia preso tutto quello che poteva da me, e quando ha capito che non era rimasto granché, mi ha abbandonata come se niente fosse... Non sono nemmeno così sicura che abbia realmente capito i miei problemi, visto che i suoi sono sempre stati ritenuti più importanti dei miei. E dopo quattro mesi dalla rottura provo ancora una forte rabbia, nei miei confronti e nei suoi, ché se fossi una brutta persona gli sputerei addosso del veleno...
Non riesco più a vedere magia né in me stessa né negli altri... Ho degli interessi che coltiva una persona solitaria ovviamente: la letteratura, la pittura, la musica... ma in questo periodo niente mi soddisfa! Il fatto di essere disoccupata poi certamente non aiuta: ho iniziato la terapia con uno psicologo, ma ho dovuto abbandonarla da qualche settimana; non posso permettermi neanche una vacanza e, anche se fosse, ho un blocco a viaggiare da sola...

Elisa89

Ogni lasciata è persa

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Saturday, August 10th 2019, 8:46pm

Questo titolo mi piace.
Io vorrei essere sola completamente per non essere in obbligo con nessuno. Scegliere in totale autonomia. L'educazione e il rispetto e l'accondiscendenza.. Non siamo veri e cambiamo un po' noi stessi per stare con i nostri affetti e per il questo vivere. M. Mah... Non mi sembra giusto..

Nathanim

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Saturday, August 10th 2019, 11:42pm

Benvenuta nel forum, Alessia :) da un tuo concittadino.

Era inevitabile che la storia della tua famiglia finisse con l'influenzare il tuo percorso. In fondo succede sempre, solo che nei casi migliori si vedono altri effetti e dunque non si realizza la connessione tra eventi passati e situazioni odierne. Non sempre almeno.

L'ambiente che ci circonda - parlo della città - non aiuta di certo, essendo in piena decadenza.

Cosa puoi fare? In quei momenti che non hanno nulla di costruttivo, come dici tu, chiudi gli occhi e rilassati, e cerca di ricordare poi cosa hai pensato. Quando invece senti un pò più di energia, trasforma un possibile obiettivo in "pezzi più piccoli" e più facilmente raggiungibili, come la costellazione di esami che infine ti ha dato la tua laurea.

Piccoli passi in avanti, invece che grandi passi pieni di pesantezza. Non restare troppo in casa. Nulla accade se resti tra le mura domestiche.

:)

RomanSansParoles

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Sunday, August 11th 2019, 5:16pm

Benvenuta nel forum, Alessia da un tuo concittadino.

Era inevitabile che la storia della tua famiglia finisse con l'influenzare il tuo percorso. In fondo succede sempre, solo che nei casi migliori si vedono altri effetti e dunque non si realizza la connessione tra eventi passati e situazioni odierne. Non sempre almeno.


Il punto è che i miei non si sono mai resi conto di nulla, proprio perché sono persone con una mentalità un po' "chiusa" e quindi non si pongono tante domande quanto me... devo dire che prima di andare dallo psicologo, tendevo ad esprimere la mia rabbia tutta contro di loro e spesso in maniera apparentemente ingiustificata; ora ho finalmente preso coscienza di alcune cose e so anche spiegarmi queste mie attitudini.

L'ambiente che ci circonda - parlo della città - non aiuta di certo, essendo in piena decadenza.

Cosa puoi fare? In quei momenti che non hanno nulla di costruttivo, come dici tu, chiudi gli occhi e rilassati, e cerca di ricordare poi cosa hai pensato. Quando invece senti un pò più di energia, trasforma un possibile obiettivo in "pezzi più piccoli" e più facilmente raggiungibili, come la costellazione di esami che infine ti ha dato la tua laurea.

Piccoli passi in avanti, invece che grandi passi pieni di pesantezza. Non restare troppo in casa. Nulla accade se resti tra le mura domestiche.


Sì, cerco di darmi dei piccoli obiettivi nel quotidiano, ma non è sempre facile essere costanti ed evitare di cadere nel solito loop di pensieri. Qualche settimana fa avevo deciso di andare a correre e mi sentivo fiera di me stessa, riuscivo a mantenere questo proposito e lo facevo solo per la mia persona... Poi ho rivisto il mio ex perché doveva restituirmi tutte le mie cose che erano a casa sua, e ho avuto un crollo psicologico. Ne sento ancora i "postumi". Mi sento anche abbastanza sciocca sapendo che in ogni caso non era la persona che faceva al mio caso, ma sono rimasta troppo ferita e mi chiedo quanto tempo ci vorrà per eliminare definitivamente queste sensazioni negative...

RomanSansParoles

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Sunday, August 11th 2019, 5:25pm

Questo titolo mi piace.
Io vorrei essere sola completamente per non essere in obbligo con nessuno. Scegliere in totale autonomia. L'educazione e il rispetto e l'accondiscendenza.. Non siamo veri e cambiamo un po' noi stessi per stare con i nostri affetti e per il questo vivere. M. Mah... Non mi sembra giusto..





Siamo nati per essere animali sociali e secondo me è davvero inconcepibile essere completamente soli. Se fossi davvero sola, sono certa che non te la passeresti così bene...
Per il fatto che non siamo mai autentici al 100% nel rapporto con gli altri, sono d'accordo con te... Non sono così facili da gestire i rapporti né è così facile tagliare i ponti con qualcuno, soprattutto quando si tratta del tuo stesso sangue. Per questo mi chiedo come abbiano fatto i miei genitori a isolarsi completamente dagli altri... Sì, loro diranno che stanno bene in questo modo, ma io non ci credo veramente... Infatti, la famiglia che hanno costruito è tutto quello che possiedono, e se un membro dovesse decidere di partire, di farsi una vita altrove, loro la vivrebbero come una sofferenza e non come una gioia.

Nathanim

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Monday, August 12th 2019, 6:38pm

Ciao ...

Non pensare troppo al percorso giovanile - con successive conseguenze - dei tuoi genitori. Possono aver ragione nel non dare troppa fiducia al prossimo ma la tua strada è differente dalla loro. Deve esserlo. Vedrai che con il tempo le emozioni negative dovute al tuo ex fidanzamento diventeranno meno forti. Potrebbe essere stato un bene, poiché sembri renderti conto con una certa lucidità che lui non faceva per te. :)

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Monday, August 12th 2019, 9:38pm

Ciao ...

Non pensare troppo al percorso giovanile - con successive conseguenze - dei tuoi genitori. Possono aver ragione nel non dare troppa fiducia al prossimo ma la tua strada è differente dalla loro. Deve esserlo. Vedrai che con il tempo le emozioni negative dovute al tuo ex fidanzamento diventeranno meno forti. Potrebbe essere stato un bene, poiché sembri renderti conto con una certa lucidità che lui non faceva per te. :)





Credo che i miei genitori vogliano proteggermi da qualsiasi cosa negativa possa accadere lungo il mio percorso... Non la vedo una cosa necessariamente sbagliata, ma quando diventa incessante, può diventare un problema nel relazionarmi con gli altri. Insomma, nella mia testa, ogni volta che mi trovo davanti ad una persona, non riesco mai a vivere un incontro "con leggerezza", non riesco a indossare delle maschere, non riesco ad essere una persona diversa solo per conquistarmi la simpatia di qualcuno. "Purtroppo" riesco ad essere solo me stessa e mi rendo conto che, con il mio carattere particolare, l'autenticità può non stare sempre bene. Sarà anche per questo motivo che mi ritrovo ad essere sola?

Per quanto riguarda il mio stato emotivo legato alla rottura, sì, è vero... ho una certa lucidità nel constatare determinate cose, ma questo non implica meno sofferenza... Conoscendomi, non so quanto riuscirò a dare la stessa fiducia ad un'altra persona in futuro... E parlando proprio di sentimenti, non sono per niente certa di riuscire a provare un sentimento così forte come quello che ho provato per questa persona in quattro anni. Poi però mi rendo conto che lui non ha probabilmente mai provato lo stesso sentimento per me, e sprofondo nel baratro: quattro anni della mia vita buttati nella spazzatura, in un'età in cui normalmente i miei coetanei in coppia si ritrovano a prendere decisioni serie in merito alla loro relazione... Mi sento veramente triste e arrabbiata.

Grazie per l'interesse e l'incoraggiamento :)

Nathanim

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Tuesday, August 13th 2019, 9:36am

Buongiorno Alessia... :)

Se non ti da fastidio continuo a risponderti, se invece desideri terminare questo thread dimmelo pure, non mi offendo ... A parte la premessa, penso che le maschere vadano indossate perlopiù in ambito lavorativo, perché è purtroppo necessario, ma per quel che riguarda le relazioni di amicizia e soprattutto di amore, è meglio saper essere sinceri. Forse tu intendi dire che a volte ti manca del tatto, e un po' di delicatezza nel trattare gli altri? Certo è difficile che qualcuno ti si avvicini, poniamo, se ti mostri fredda e ostile, ma tra questo e il mentire per accattivarsi delle simpatie c'è una certa differenza. Un atteggiamento gentile può far avvicinare una persona, e se questa è interessata, allora apprezzerà la tua mancanza di maschere e una certa brusca sincerità. Voglio dire, un conto è permettere a qualcuno anche solo di "avvicinarsi" e un altro è il porsi dopo che questo sia stato concesso. Sei rimasta sola perché non fai avvicinare nessuno oppure perché nessuno tra quelli che hanno interagito con te hanno poi saputo apprezzare di trovarsi davanti Alessia così come è? ( Più il condizionamento che arriva dai tuoi :) )

Nathanim

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Tuesday, August 13th 2019, 10:26am

Aggiungo a quanto detto sopra (ci ho pensato dopo, sarà il caldo anche se ora mi trovo in montagna) :) che se la tua laurea in lingue non è stata frutto di una costrizione (non credo) allora deve esserci in te una certa curiosità ad interagire con altri, un desiderio di farlo nonostante tutto e perfino verso chi è cosi diverso dal parlare un'altra lingua. La tua difficoltà è qualcosa che rema contro, e che va compresa adeguatamente per farti soffrire il meno possibile in avanti.

Ciao

RomanSansParoles

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Tuesday, August 13th 2019, 4:21pm

Buongiorno Alessia... :)

Se non ti da fastidio continuo a risponderti, se invece desideri terminare questo thread dimmelo pure, non mi offendo ... A parte la premessa, penso che le maschere vadano indossate perlopiù in ambito lavorativo, perché è purtroppo necessario, ma per quel che riguarda le relazioni di amicizia e soprattutto di amore, è meglio saper essere sinceri. Forse tu intendi dire che a volte ti manca del tatto, e un po' di delicatezza nel trattare gli altri? Certo è difficile che qualcuno ti si avvicini, poniamo, se ti mostri fredda e ostile, ma tra questo e il mentire per accattivarsi delle simpatie c'è una certa differenza. Un atteggiamento gentile può far avvicinare una persona, e se questa è interessata, allora apprezzerà la tua mancanza di maschere e una certa brusca sincerità. Voglio dire, un conto è permettere a qualcuno anche solo di "avvicinarsi" e un altro è il porsi dopo che questo sia stato concesso. Sei rimasta sola perché non fai avvicinare nessuno oppure perché nessuno tra quelli che hanno interagito con te hanno poi saputo apprezzare di trovarsi davanti Alessia così come è? ( Più il condizionamento che arriva dai tuoi :) )



Ciao Nathanim,

non credo sia una questione di tatto e delicatezza nei confronti degli altri, al contrario. Sono una persona abbastanza timida all'inizio e spesso questo passa per "superbia": penso che gli altri, a primo impatto, mi considerino una persona snob. Cerco di sorridere il più possibile in presenza di altri, mi piace ascoltare, e quando mi sento predisposta mi lancio anche nelle chiacchiere.
Ho notato però una costante che mi fa sentire sfiduciata nei contesti sociali: le persone, quando parlano, soprattutto in gruppo, tendono a mettersi in mostra, a parlare in prima persona, a far emergere il loro ego e ogni pretesto sembra buono per l'autoffermazione. Con il passare degli anni, temo che questa tendenza sia in continuo aumento... Direi che quasi nessuno è disposto a prestare davvero ascolto a quello che gli altri hanno da dire, e anche per questo motivo mi sento sempre un po' come un pesce fuor d'acqua.
Sì, il fatto che io abbia studiato lingue, implica che io sia una persona dotata di grande curiosità, e me lo riconosco. Poi però mi rendo conto di quanto sia difficile incontrare persone dotate di un certo livello di empatia, generosità, capacità di ascolto, ecc... Mi è capitato raramente di incontrare persone così.

Ora davvero, questa domanda che mi hai posto te, è la domanda che mi faccio più spesso anche io e alla quale non so trovare una risposta esatta. A volte mi definisco una "sfigata", nel senso che ho incontrato sempre persone "sbagliate" lungo il mio percorso, che non mi accettavano per quella che sono; altre volte, penso che dovrei essere un po' più flessibile e "tollerante" verso gli altri, magari fingendo un pochino di più, ma spesso non trovo punti in comune con nessuno e non so mai cosa dire...

Nathanim

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Wednesday, August 14th 2019, 10:52am

Sei molto acuta nei tuoi ragionamenti, quelli che non si sono fermati ad ascoltarti, e ad ascoltare anche le tue pause hanno di sicuro perso qualcosa!
E poi viviamo in un posto che non concede molto tempo alle persone, tra un impegno, uno stress e l'altro.

Forse il vero problema sta nei punti di contatto con gli altri. Una persona che condivida qualcosa con te sarà anche più propensa ad ascoltarti, perché avrebbe interesse a farlo.

A te cosa piace? Quali sono "i tuoi discorsi" oltre all'interessante argomento di questa conversazione? Non credo saranno sulla falsariga de: "quale cocktail vorrei provare a Trastevere se avessi le persone per farlo? Non sei cosi, vero? :) queste magari saranno le persone che hai incontrato e con cui non hai punti di contatto. E meno male, vorrei aggiungere! :) :)

RomanSansParoles

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Wednesday, August 14th 2019, 10:16pm

Sei molto acuta nei tuoi ragionamenti, quelli che non si sono fermati ad ascoltarti, e ad ascoltare anche le tue pause hanno di sicuro perso qualcosa!
E poi viviamo in un posto che non concede molto tempo alle persone, tra un impegno, uno stress e l'altro.

Forse il vero problema sta nei punti di contatto con gli altri. Una persona che condivida qualcosa con te sarà anche più propensa ad ascoltarti, perché avrebbe interesse a farlo.

A te cosa piace? Quali sono "i tuoi discorsi" oltre all'interessante argomento di questa conversazione? Non credo saranno sulla falsariga de: "quale cocktail vorrei provare a Trastevere se avessi le persone per farlo? Non sei cosi, vero? :) queste magari saranno le persone che hai incontrato e con cui non hai punti di contatto. E meno male, vorrei aggiungere! :) :)





Non mi capita da molto ormai di trovarmi in mezzo ad un gruppo di persone. Ho dei ricordi, ad esempio, di quando mi trovavo tra gli amici del mio ex. Tendenzialmente ascoltavo, si parlava un po' di tutto: film, serie, videogames, cibo, musica... tutti argomenti che rientrano tra i miei interessi. A volte si scherzava sul nulla, altre volte si parlava della giornata, non saprei. Purtroppo non riuscivo mai ad aprirmi completamente, ero piuttosto "passiva", osservavo e ascoltavo, nessuno mi interpellava mai, e mi tenevo un po' distante sul dire la mia... mi sentivo giudicata a priori, senza un motivo reale, oppure mi ritenevo poco interessante o poco simpatica, e preferivo tacere, sorridere o mostrarmi un po' annoiata. Si sa che quando gli altri non notano una predisposizione alla chiacchiera da parte di un membro che è lì presente fisicamente, involontariamente tendono a non rivolgerti attenzione. Mi sono comportata come la vittima di me stessa, ho assunto questo atteggiamento a lungo, finché quando il mio ex mi ha lasciata mi ha detto "sei bella e intelligente, sono sicuro che troverai una persona a cui ti verrà spontaneo dare tutta te stessa". Sinceramente questa frase, detta dalla persona a me più vicina, mi ha davvero ferita: era come se gli avessi mostrato solo questo di me, come se fossi diventata una persona qualunque, una persona "vuota" ai suoi occhi, agli occhi degli altri, e anche ai miei occhi. Ma io credo di possedere anche altro! Nessuno però finora sembra apprezzarlo... inutile dire che cercare un consenso da parte degli altri sia una costante.