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lowbattery

Giovane Amico

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Saturday, May 4th 2019, 6:33pm

Quieta disperazione

Ormai sono tre anni che la mia vita si trascina stanca, senza un futuro da un giorno all'altro.
Ho lasciato l'università senza finirla. Non avevo piani B per la mia esistenza, e d'altronde neanche il piano A mi faceva impazzire più di tanto a quel punto.

Andare all'università non mi ha fatto crescere come persona, non ho imparato a socializzare, non ho imparato, negli estenuanti tirocinii a stare bene con gli altri, non ho colmato il gap che mi separava dagli altri. Anzi, in tutto quel tempo si è allargato. Gli altri andavano avanti con la propria vita, con gli amici, i progetti, io rimanevo fermo.
Eppure lasciare l'università sarebbe stato un mezzo trauma, a sentire il mio psicologo.
Sono passati tre anni e io non ho combinato niente. Non ho lavorato, non mi sono divertito praticamente mai, non ho conosciuto nuova gente, ho smesso di frequentare quella che già conoscevo, si sono abbassate ancora le mie soglie di tolleranza alla fatica e alle frustrazioni.

Per la rabbia di essere stato preso in giro (mi aveva detto per anni che era meglio che finissi l'università, salvo poi dirmi di lasciarla) avevo smesso di andare dallo psicologo, ci sono tornato qualche volta, poi l'anno scorso ho ricominciato ad andarci quasi regolarmente.
Ho provato a fare EMDR, sono persino stato ricoverato un mese in una struttura dove avrei dovuto farne parecchia l'estate scorsa (ne ho fatte tre o quattro sedute), ma tornando a casa sono ripiombato nei miei soliti blocchi, poi nel malumore e nell'apatia.

Ho paura di fare tutto, sono stufo di tutto, delle difficoltà dell'insoddisfazione, della vita schifosa che vedo stendersi sconfinata (come una strada nel deserto) di fronte a me, non ho voglia di fare niente.
A metà febbraio il tetto della casa è bruciato.
Ho fatto poco o nulla per aiutare i miei genitori in questi mesi pesanti. Ricordo che il giorno prima dell'incendio ero stato dallo psicologo e per la prima volta da settimane ero ottimista. Quando è scoppiato l'incendio la fragile vita di nullafacente che mi ero costruito a spese dei miei genitori è andata in pezzi. Se non fosse stato per l'ESCITALOPRAM (20 mg al giorno) credo che avrei sentito un'ansia da spezzare il fiato.

Ora vivo una vita da ameba, passeggio avanti e indietro tutto il giorno in casa di mia sorella, di cui sono ospite, non faccio niente a parte mangiare dormire e passeggiare nervosamente.
So che mi dovranno arrivare ancora molte “tegole” in testa e non voglio stare qua ad attenderle.
Voglio morire perché non sopporto più lo squallore della mia vita. Voglio morire “con la testa”, perchè ho capito razionalmente che per me non c'è niente di quello che vorrei, non c'è nemmeno il benessere psicofisico. Voglio morire perchè sono stufo di guardarmi allo specchio e di vedere un trentenne brutto, fuori forma, ingobbito e strabico.
Ho paura di morire, ho paura di provare a farlo, ho paura di essere scoperto mentre lo faccio, ho paura delle conseguenze che ci sarebbero se mi salvassi, sia “bene” (sano) che “male” (menomato).

I miei genitori mi sopportano da una vita, soprattutto da dopo che mio padre mi trovò con la pistola in mano nove anni fa.
Credo che sappiano che mi girano brutti pensieri per la testa anche perchè sia prima che dopo l'incendio ho fatto parecchi accenni.
Mia madre credo abbia capito che sono un miserabile che non vuole più fare fatica né soffrire.

Mio padre probabilmente cerca di non pensare al suo figlio fallito.

Saranno i farmaci, sarà che ormai ci ho fatto il callo, ma in tutto questo io dormo la notte e non ho attacchi di ansia di giorno.
Sono solo senza speranze di un futuro migliore, senza più voglia di vivere una vita semplicemente brutta, con la lucida consapevolezza che arrivare a trent'anni con la mia immaturità emotiva e solo delle vaghe speranze di poter un giorno forse essere come gli altri NON è un buon risultato.

Sono stufo di fare finta di vivere e di essere invece completamente solo coi miei problemi, di vivere di elemosina dei miei genitori, di essere insicuro, di non riuscire neanche a fare un lavoretto da niente senza stare male e di essere pure giudicato per questo. Sono stufo anche di farmi prendere in giro con vaghe speranze di miglioramento da psicologi e psichiatri.


Scusate lo sfogo disordinato, me ne torno a progettare/fantasticare il mio suicidio.
"Non studio non lavoro non guardo la tivù. Non vado al cinema non faccio sport." (CCCP)

arianna73

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Sunday, May 5th 2019, 2:11pm

Vaghe speranze e un impulso a comunicare (questo post-sfogo) sono comunque già qualcosa.
A tuo favore, malgrado una vita sicuramente difficile e segnata dalla malattia, c'è che sei ancora giovane (i "problemi" di aspetto sono ca**ate risolvibili o bypassabili e credo tu lo sappia, anche se in questo momento contribuiscono senz'altro a sfiancarti).
E hai una famiglia.
Che sicuramente è affaticata, come tutte le famiglie di chi ha disagi di questo tipo, preoccupata e dispiaciuta per te. Ma ce l'hai e credo sperino ancora più che darti per fallito.

Da qui non ti dico che ci sono soluzioni pronte e facili che non hai ancora pensato, per varie ragioni di malattia e non , noi che siamo in queste difficoltà non siamo matasse semplici da sbrogliare. E siamo un pensiero non felice per chi ci frequenta (ma credo che i tuoi soffrirebbero immensamente di più se tu morissi, non te lo dico per bloccarti o colpevolizzarti, ma perché nella stanchezza di una situazione difficile né tu né loro potete anche solo intuire il dolore dell'irreparabile - si capisce solo dopo, la morte è davvero "di chi resta")

Datti ancora del tempo:al di là dei pensieri suicidi nei quali ci impigliamo, può non essere ancora arrivato il momento di mollare.

lowbattery

Giovane Amico

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Sunday, May 5th 2019, 6:11pm

Ti ringrazio della risposta.
E' dura guardare la propria vita mentre tutto frana a terra e non pensare di suicidarsi.
Proprio non riesco a trovare il coraggio di vivere. E nemmeno la voglia.
Non ho più voglia di niente. Forse è perchè mi disprezzo.
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Rainbow87

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Sunday, May 5th 2019, 6:29pm

Io credo che nella vita tutto si risolve. Magari quando le cose vanno male vediamo tutto nero ma quel che ci serve per svoltare a volte viene quando meno ce l aspettiamo.. Fatti forza e reagisci!

arianna73

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Sunday, May 5th 2019, 6:34pm

Sento queste tue parole molto dirette e vicine. Sono un bel po' più vecchia di te, ho totalizzato più inettitudini per le quali disprezzarmi ed è sicuramente dura, durissima. Anche io sono sfinita.E non ti dico di non pensare al suicidio, sia perché se si dice "non pensarci!" ad una cosa si ottiene l'effetto opposto, sia perché a volte il pensiero della propria fine ha un effetto "calmante".
Un po' orrido a dirsi ma volevo sintetizzare...

La più grande infelicità è essere scontenti di sé, lo ha detto uno che non se la raccontava e si capisce quant'è vero quando ci si passa.
Ma tu anche se per ora sei sfinito alla fine hai davvero così tanto di cui disprezzarti? Stai combattendo la tua battaglia, e non è una battaglia facile - per ora sei sotto, ma se il grosso che hai da rimproverarti è nel post che hai scritto, puoi tirare il fiato e provarci ancora un po'. Non mollare le cure anche se ti viene da smadonnare.

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Giovane Amico

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Tuesday, May 7th 2019, 6:49pm

Io credo che nella vita tutto si risolve. Magari quando le cose vanno male vediamo tutto nero ma quel che ci serve per svoltare a volte viene quando meno ce l aspettiamo.. Fatti forza e reagisci!


Io invecce credo che sia la morte a risolvere ogni problema. Appiattisce tutto, spegne l'ansia, la depressione, i problemi.


Nella mia vita non si risolveranno i problemi che mi porto dietro da tutta la vita e le loro conseguenze. Semplicemente o mi adeguo o mi adeguo.
Oppure mi ammazzo.
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Giovane Amico

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Tuesday, May 7th 2019, 6:57pm

Quoted

Ma tu anche se per ora sei sfinito alla fine hai davvero così tanto di cui disprezzarti? Stai combattendo la tua battaglia, e non è una battaglia facile - per ora sei sotto, ma se il grosso che hai da rimproverarti è nel post che hai scritto, puoi tirare il fiato e provarci ancora un po'. Non mollare le cure anche se ti viene da smadonnare.


No, non è tutto lì. Comunque il fatto è che sono stanco. Più passa il tempo e meno forze ho. Suicidarsi ha anche questo senso: ritirarsi dal gioco finchè si è ancora in tempo.
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Rainbow87

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Tuesday, May 7th 2019, 7:30pm

Io credo che nella vita non si ha niente da perdere e tutto da guadagnare.
Il gioco non è ancora finito, reagisci e non mollare mai

fran235

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Tuesday, May 7th 2019, 7:42pm

Una domanda...l'ansia che provi è così invalidante da impedirti anche solo di cercare un lavoro? Oggi cercare un lavoro è un lavoro esso stesso.
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Giovane Amico

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Tuesday, May 7th 2019, 8:12pm

Una domanda...l'ansia che provi è così invalidante da impedirti anche solo di cercare un lavoro? Oggi cercare un lavoro è un lavoro esso stesso.


Cercare un lavoro mi crea ansia, ma potrei farcela con grandi sforzi. Sarebbe dopo il problema vero. L'angoscia derivante da fare un lavoretto senza sbocchi, sapendo che faccio male pure quello (per via dell'ansia).

In più, come ho già detto, sono stanco. Non mi interessa fare niente, nemmeno cose che fino a qualche anno fa facevo con un po' di voglia. Non vedo più le persone (poche) che conosco, non esco di casa, ho sempre paura che mi capiti qualcosa di brutto (che mi si rompa la macchina, di perdere documenti/cellulare, che muoia uno dei miei genitori lasciandomi ad affrontare le conseguenze).
Sono giunto alla conclusione che per me c'è poco di buono e molto di cattivo nella vita, anche ma non solo per via delle mie misere condizioni socioeconomiche.

L'idea della canna dell'acqua collegata al tubo di scappamento è il mio piano di salvezza da questo tranquillo orrore.
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fran235

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Tuesday, May 7th 2019, 9:27pm

È un problema apparentemente circolare...in realtà alla base c'è un problema psicologico. Soffri di ansia e questo ti porta a vedere con gli occhi di ansioso (Che vede cioè le peggiori conseguenze possibili di ogni azione ) l'idea di un'attività lavorativa. Attività lavorativa che già giudichi senza sbocchi (per via della mancata laurea?). Il mondo del lavoro Oggi è veramente avaro, ma le persone più benestanti che conosco non hanno la laurea. Ma questo è un altro discorso.
Un passo alla volta...ora devi superare questo stato ansioso ingestibile...è quello che ti fa sentire stanco.
Poi ne riparliamo.

Ps
Il tubo di scappamento non è così geniale come sembra. Spesso si viene salvati...ma con danni permanenti.
Assolutamente sconsigliato
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Giovane Amico

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Wednesday, May 8th 2019, 5:33pm

Mi hanno offerto un lavoretto (davvero misero, ma non è quello il problema) come aiuto cuoco.
Ne ho parlato con mia madre. Mi ha detto che qualcosa devo pur cominciare a fare, fosse anche volontariato.
Le ho detto che piuttosto che affrontare tutto questo preferisco ammazzarmi. Ne è nata una conversazione fatta a spezzoni, per non farsi sentire da mio padre.
Alla fine mi ha detto che devo tirarmi fuori da questa situazione perchè loro (i miei famigliari) hanno bisogno di vedermi stare prima meglio e poi bene.
Non so anora se mi presenterò a fare questo lavoretto, anche perchè il lavoro in cucina è semplice ma frenetico e io mi muovo alla velocità di un bradipo, facendo passi lenti e cortissimi, come un vecchio.
Ha provato ad incoraggiarmi, ma a me questa situazione da solo la nausea.

No, non mi sistemerò. No, non ho le forze di affrontare il mondo. No, non vedo la necessità di stare un po' meglio per dover poi affrontare il declino mio e della mia famiglia. Sono stanco e stufo di vivere una vita faticosa, col fiato sempre corto, senza nessuno scopo se non quello di prolungarla ancora un pochino.

"Life's but a walking shadow, a poor player that struts and frets his hour upon the stage and then is heard no more."

Mi pento di non aver premuto il grilletto nove anni fa, quando potevo e tutto mi diceva che ero un fallito emarginato.
Mi pento di non aver preso semplicemente in mano la pistola che ho trovato nell'armadietto un anno fa e di non averla fatta finita lì, in quel momento, senza particolari preparativi e motivi, senza stare a preoccuparmi di mettere nei guai qualcuno per omessa custodia di arma.

Certe occasioni vanno afferrate al volo, io le mie le ho bruciate e ora mi trovo a dover tirare avanti, a fare discorsi assurdi con mia madre, a essere un nessuno che aspetta solo nuove angosce, fatiche e frustrazioni.
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Giovane Amico

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Wednesday, May 8th 2019, 5:47pm

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Il tubo di scappamento non è così geniale come sembra. Spesso si viene salvati...ma con danni permanenti.
Assolutamente sconsigliato


Il posto che ho trovato è una stradina in mezzo ai prati, dietro a dei cespugli. Solo che per arrivarci bisogna passare davanti a delle case due o trecento metri prima.
Dovrei aspettare in macchina per un po', per vedere se i proprietari si sono messi in allarme (i ladri sono sempre attivi). Altrimenti di notte non passa nessuno di lì. Di giorno può esseere che qualcuno ci faccia delle passeggiate.
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fran235

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Wednesday, May 8th 2019, 6:16pm

perchè consideri misero il lavoro di aiuto cuoco? capisco la preoccupazione di non farcela per l'ansia....ma un lavoro è un lavoro.
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arianna73

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Wednesday, May 8th 2019, 6:38pm

Provaci.
Se il disastro è sicuro e la morte l'unica certezza cos'hai da perdere?
Alle brutte una conferma che non dovrebbe ferirti più di tanto, alla meglio qualche minimo scatto di vitalità.

Ti può sembrare che ti stia sfidando per incoraggiamento attraverso il paradosso, ma è proprio quello che penso. E la stanchezza la capisco più di quanto puoi immaginare, sta logorando anche me. Se tu avessi la mia età forse non avrei nemmeno risposto , in sincerità.

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