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M8eman

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Sunday, October 20th 2019, 3:26am

Non esiste una soluzione logica

Avevo scritto un post cinque anni fa ma, da allora, le cose sono molto cambiate. Le cose vanno male, al punto che la situazione del lontano periodo 2012-2013-2014, seppur non idilliaca, oggi sembra il paradiso. A partire da aprile 2014 per me è cambiato tutto, con l'esordio improvviso di un serio problema di salute. Dopo anni di visite mediche, ricoveri in giro per l'Italia, terapie, prese in giro e guerre familiari, a fine 2016 mi è stata diagnosticata una encefalomielite mialgica, detta comunemente e molto volgarmente "sindrome da fatica cronica", una malattia che si presume coinvolga il sistema nervoso e altri apparati e che provoca una seria mancanza di energia con capogiri, astenia, nausea, insonnia e parecchi altri sintomi. La cura non esiste, si può solo cercare di controllare i sintomi più invalidanti (tra l'altro, non è nemmeno una malattia rara, visto che ne soffrono oltre 100.000 italiani). Dall'inizio dei sintomi, tutto si è trasformato in un incubo, soprattutto per la concomitanza di altri fattori che nulla hanno a che fare con la malattia in sé, ma che hanno un impatto serio su di essa. Mi sono dovuto scontrare anche con lo scetticismo di familiari e medici, visto che ancora oggi tantissima gente non sa dell'esistenza di questa malattia o la scambia per una depressione o altro. Dall'inizio della malattia, tutte le mie attività sono crollate e ci sono stati momenti terribili. Il 2014 (dovevo ancora compiere 22 anni) è stato l'ultimo anno in cui ho potuto frequentare l'università. Non volevo rassegnarmi e così decisi di spremere tutte le forze per dare due grossi esami nel periodo estivo e, dopodichè, la fine. Finito ricoverato in ospedale e poi costretto a letto per anni. E' seguito un declino fisico allucinante, le giornate erano diventate impossibili: un vero e proprio disabile, con l'aggravante dell'assenza di una qualunque forma di riconoscimento da parte della sanità. Nell'arco di pochi mesi, tutta la mia esistenza per come l'avevo conosciuta, era sparita. Gli amici sono scomparsi, gli impegni azzerati, l'università persa, il semplice stare in piedi anche per 10 minuti all'aria aperta un miraggio. Questo problema ha poi compromesso l'intero delicatissimo equilibrio della mia stessa famiglia, portandola quasi alla disgregazione. Molte volte mi è capitato di rimanere da solo allettato e senza alcun aiuto, cavandomela credo per miracolo. L'unica realtà che oggi conosco sono i muri della stanza in cui sto sempre. Mi sono sempre detto "mai mollare" e le notti, quando certe volte sopraggiungeva il terrore di essere spacciato, facevo appello a tutte le mie possibili risorse mentali, cercando di trovare una qualche soluzione. E' stata durissima ma questa cosa mi ha permesso di resistere più a lungo. Guardando indietro, posso dire davvero che se non avessi fatto così, sarebbe stata la fine, letteralmente. Nel periodo 2017-2018, oltre ogni immaginazione, ho avuto un leggero miglioramento fisico e questo mi ha ridato la speranza. Questa malattia ha un decorso imprevedibile e uno può solo prendere le cose per come vengono. Purtroppo, però, sono comparsi nuovi problemi. Le primissime volte che avevo ripreso a stare nella posizione eretta (e non più disteso), tutti hanno ricominciato ad aspettarsi miracoli da me. La mia famiglia mi incolpava per tutto, nessuno sembrava mostrare uno straccio di sensibilità. Oltretutto, la situazione che mi circondava era grave: mia nonna è stata colpita da un ictus e dopo un lungo periodo di sofferenza è morta nel 2018, mentre contemporaneamente all'altra nonna è stato diagnosticato un cancro e ha subito un intervento, ma non ha ancora scongiurato il pericolo. Dopo quattro anni di sospensione dei miei studi per malattia, ho dovuto cancellare l'iscrizione all'università che frequentavo per iscrivermi ad una telematica. Questo fu, ovviamente, dettato dalla impossibilità di potermi spostare per frequentare i corsi, perchè ero costretto a far tutto da casa. In realtà non avevo neanche la forza e la voglia di fare una cosa del genere, essendo ormai da tempo completamente demotivato e privo di un qualunque stimolo o svago. Avrei voluto approfittare del leggerissimo miglioramento fisico per stare all'aria aperta, vedere il sole, stare vicino agli alberi. E invece ho dovuto dare priorità agli impegni, a ciò che era necessario fare (perchè naturalmente nessuno può studiare al posto mio e per avere un futuro bisogna anche sacrificare qualcosa, a volte anche tanto). Gli esami, ovviamente, si svolgevano in sedi sempre diverse, come accade nelle università telematiche. Il primo esame che diedi in questo modo fu una sorta di catastrofe a livello fisico. Io stavo in piedi a malapena ma dovetti viaggiare per oltre 100 chilometri, fare attese interminabili, con lunghi spostamenti a piedi e anche una rampa di scale di tre piani, con anche il viaggio di ritorno. Il voto fu 30/30 ma arrivai a casa completamente a pezzi, con dolori dappertutto, formicolii e senza più la forza di muovere nemmeno le dita. Tutti gli altri esami ebbero praticamente le stesse conseguenze. E così si arriva al 2019 e ho compiuto 26 anni. Quello che è accaduto ha veramente dell'incredibile: mia madre, che da anni ha una storia di grave depressione e alcolismo, ha cercato varie volte di scappare di casa e ha perfino tentato di ferirsi con un coltello. A maggio 2019 mia sorella ha subito una violenza sessuale e adesso è in terapia per il trauma subito, mentre a mio fratello è stato diagnosticato un ennesimo problema di salute (oltre a quelli che aveva già), una porcata di cui non mi va nemmeno di scrivere il nome. Insomma, non so nemmeno da dove partire e come poter definire tutto questo. Sembra che stia facendo una sorta di elenco telefonico di tutti i disastri che sono capitati. Io credo di aver ormai raggiunto l'esaurimento: sono riuscito a laurearmi ma non sono riuscito ad esserne felice (tra l’altro, non avevo nessuno con cui festeggiare). Avverto una stanchezza devastante e ho ormai completamente perso la capacità di programmare le cose e reagire. Non riesco più ad avere a che fare con gli altri membri della mia famiglia. Hanno i loro problemi e i loro tantissimi impegni ma stanno distruggendo anche me, che ho già i miei. Non c'è alcuna comunicazione tra di noi, vivo completamente isolato, senza alcuna forma di dialogo con nessuno da anni. Quando lo stress diventa troppo si riacutizzano i sintomi della malattia e quindi ho bisogno di riposo, anche se ormai ho perfino problemi alimentari (al limite dell’anoressia) e di altro genere perchè non riesco a fare tutto da solo e finisco per trascurarmi. Non ho più amici da anni e non ho punti di riferimento fuori da qui. Per di più, il senso di isolamento che provo è estremizzato dal fatto di vivere in una zona completamente isolata e sottosviluppata, dove dilagano disoccupazione, povertà, mancanza totale di prospettive, ignoranza totale, bigottismo, rassegnazione. Un posto orribile, nella lista dei peggiori d'Italia. Non ho un mezzo per spostarmi, quindi i miei orizzonti sono limitati alle poche centinaia di metri che posso fare a piedi, quando va bene; anche perchè i mezzi pubblici sono da terzo mondo. Tutta la gente che frequentavo un tempo è oggi sparsa in varie parti d’Italia perché sono emigrati tutti. Io sono l’unico “superstite” della vecchia cerchia rimasto nella zona. La mia paura è che sarò costretto anche io a fare la stessa cosa, ma il problema è che in questo momento mi è completamente impossibile programmare qualsiasi cosa. Non so più a che pensare, perché le ho provate tutte ma non c’è modo di cambiare questo schifo. E’ la seconda volta che scrivo questo post. La prima volta si è cancellato improvvisamente mentre stavo per pubblicarlo e riscriverlo è stato non facile, anche perché per sbrigarmi non ho più inserito altre cose che avevo messo prima, quindi forse sembrerà un po’ confuso. Quello che vorrei chiedere è cosa potrei fare in questi casi. Qualcuno qui ha un consiglio da dare? Nella vita reale non c’è nessuno a cui possa chiedere, la situazione è da manicomio. Spero che qualcuno mi risponderà.

Melite

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Sunday, October 20th 2019, 8:56am

Ciao, voglio dirti che capisco abbastanza come ti senti perché per alcuni anni ho vissuto una situazione simile, credendo di avere la tua malattia. Anche io come te ero debole e senza forze, dagli esami non si riscontravano particolari problemi e i medici volevano "curarmi" con gli antidepressivi. Anche io per questi problemi di salute mi sono ritrovata isolata, nelle quattro mura della mia stanza, per alcuni anni (non ero per fortuna costretta a letto). Fortunatamente poi ho trovato un medico che, integrando delle carenze vitaminiche, è riuscito a farmi stare meglio, anche se non mi sento ancora al 100%.

Comprendo che ti trovi in una situazione difficile, quindi forse è più utile concentrarsi su come risolvere in modo pratico i problemi più immediati.

Credo sarebbe importante che tu trovassi quel punto di rifermento che adesso ti manca. Banalmente mi viene da dire di continuare a cercare un medico che, non dico ti curi, ma che ti sostenga, che ti possa intanto aiutare con i problemi alimentari. Devi secondo me necessariamente parlare con qualcuno, con una figura professionale, perché magari conosce un modo, una strada che può migliorare la tua condizione fosse anche in minima parte.

So che è una scocciatura girare di dottore in dottore, l'ho fatto anche io incappando in tutta una serie di umiliazioni per non essere creduta del mio malessere, ma non mi sono arresa e anche solo il fatto di aver trovato un medico che invece mi abbia creduta e abbia cercato di aiutarmi è stato molto importante.

P.s: cercando informazioni sulla sindrome da stanchezza cronica (come ti dicevo ero arrivata a pensare di avere questa sindrome) mi ero imbattuta in un forum dedicato. Ora non ricordo il link ma potrei cercarlo, solo che non so se posso inserirlo in questo messaggio. Però pensavo che lì puoi leggere le esperienze di altre persone che magari possono aiutarti.

This post has been edited 1 times, last edit by "Melite" (Oct 20th 2019, 12:51pm)


Settembre

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Sunday, October 20th 2019, 6:00pm

Guarda io non so come aiutarti ma voglio solo che tu sappia che mi dispiace veramente. Ai giorni d'oggi non si capisce più niente, la solitudine a volte è totale. Se mi permetti, per esperienze di vita ti dico di non mollare perché, come potevi pensare che in passato non ce l'avresti fatta ed invece non è stato così, può essere così anche nel futuro, nel senso che puoi farcela ancora. Mi dispiace anche per la tua famiglia, purtroppo le cose sono andate proprio male a tutti.
Buona giornata :)

M8eman

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Monday, October 21st 2019, 12:48am

Vi ringrazio per avere risposto così velocemente.

@Melite, purtroppo in questa zona non esistono medici che si occupano di quella problematica. Sul fatto del peso corporeo e dei problemi alimentari, devo fare una precisazione: nel mio caso non si tratta di un problema psichiatrico ma di un calo ponderale generale dovuto allo stress estremo che va avanti da anni e anni, agli orari sballati, al fatto che devo provvedere a tutto in delle condizioni complicate e mi capita di mangiare poco per via dei tanti imprevisti che capitano. Nella situazione in cui mi trovo c'è un problema enorme: il fatto di non potermi organizzare e dover dipendere dagli altri per fare tutto. Siccome gli altri non possono pensare sempre a me, finisco per non poter affrontare quasi nulla. Per tutta una serie di questioni, poi, la mia famiglia è a pezzi. Se tutto questo incubo non ci fosse, sarebbe tutto molto facile, potrei sopportare molto meglio la sindrome e fare tutto il resto.

@Settembre grazie per la tua vicinanza. Purtroppo la realtà è questa. Sono successe tante cose e i problemi che sto avendo hanno origini lontane. Ma la situazione ha preso questa brutta piega e si è aggravata enormemente a partire del 2014, e quindi è ormai da cinque anni che sono ridotto così. Vivo in una realtà familiare disfunzionale e abbastanza critica. L'esordio di questa malattia mi ha rovinato tutto e ha fatto crollare ogni equilibrio nella mia famiglia (dove le cose andavano avanti solo per inerzia). Tutti gli altri problemi arrivati dopo hanno dato il colpo di grazia.
Essendomi ammalato, ho lentamente perso tutti i contatti con la società. Ero in buoni rapporti con tanti colleghi e conoscenti ma è passato molto tempo (cinque anni non sono pochi) e molti hanno adesso le loro vite e non li ho più rivisti. Gli amici sono tutti emigrati. Io non ho più neanche il veicolo per spostarmi, quindi sono isolato. Nella mia famiglia sono praticamente tutti ammalati, depressi, esauriti (tra questioni di problemi psichiatrici, stupro, alcolismo, interventi chirurgici, sembra una storia horror). Non si parlano tra di loro, non so come fare per gestire le situazioni. Mi insultano, mi accusano di cose non vere... In questa maniera sono finito isolato, senza contatti con nessuno, con una situazione economica che si va profilando sempre più seria da qui ai prossimi anni e senza alcun mezzo materiale e fisico per fronteggiarla.
Penso di essere fottuto.
Vorrei assolutamente capire come fanno le persone in casi del genere.
Un conto è sentire le storie degli altri, ma un altro conto è quando capitano a noi. È tutto assurdo.

windrew

La vita è attaccata ad un filo sottile che va tenuto stretto.

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Monday, October 21st 2019, 10:22am

Ciao. Posso comprendere la parte dello stare prigioniero a letto. Il mio ictus mi ha costretto a stare allettato, quasi cieco e sordo per alcuni giorni. I medici in fondo al letto dicevano ogni giorno che da lì non sarei più uscito. Curioso che, quando mi sono ripreso, le mie difficoltà siano venute dagli altri, dalle istituzioni, dai medici, dai vicini, dagli amici ormai dileguatisi. Nessuno ti capisce e nessuno vuole provare a farlo. Io capisco che soffri. C'è l'associazione M.A.R.A. onlus ma non so come intervengano. Mi dispiace per tua sorella e tuo fratello, cercate di aiutarvi tra di voi perché da fuori avrete solo disprezzo. Adesso va di moda che quando si vede qualcuno in difficoltà, lo si vuole vedere ancora più sofferente, si desidera il male altrui con tutto il proprio cuore. Comprensione, carità, benevolenza, assistenza, appartengono ad un dizionario ormai in disuso.
se vi è un problema, in quanto tale, ha una soluzione, altrimenti è un dato di fatto con cui convivere

Melite

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Monday, October 21st 2019, 12:25pm


@Melite, purtroppo in questa zona non esistono medici che si occupano di quella problematica. Sul fatto del peso corporeo e dei problemi alimentari, devo fare una precisazione: nel mio caso non si tratta di un problema psichiatrico ma di un calo ponderale generale dovuto allo stress estremo che va avanti da anni e anni, agli orari sballati, al fatto che devo provvedere a tutto in delle condizioni complicate e mi capita di mangiare poco per via dei tanti imprevisti che capitano. Nella situazione in cui mi trovo c'è un problema enorme: il fatto di non potermi organizzare e dover dipendere dagli altri per fare tutto. Siccome gli altri non possono pensare sempre a me, finisco per non poter affrontare quasi nulla. Per tutta una serie di questioni, poi, la mia famiglia è a pezzi. Se tutto questo incubo non ci fosse, sarebbe tutto molto facile, potrei sopportare molto meglio la sindrome e fare tutto il resto.


Non intendevo dire che dovresti consultare uno psichiatra, ma un medico che ti possa aiutare a curare l'alimentazione per riprendere un po' di peso e perché questa apporti anche tutti i nutritivi che possano servire a darti energia.

E' chiaro che hai bisogno che qualcuno ti aiuti, devi trovare questa/e persone. Sono d'accordo con l'utente @windrew, nonostante tutto tra fratelli dovreste aiutarvi, non vergognarti a chiedere loro un passaggio se hai bisogno di fare una visita medica.

Comunque, al momento ti trovi allettato o riusciresti a spostarti anche con i mezzi pubblici?

Pensavo che, siccome hai una diagnosi, potresti andare dal tuo medico di base ed esporgli la tua situazione, perché magari lui può sapere in casi come il tuo esistono delle associazioni che possono fornire dell'assistenza di cui hai bisogno, o comunque può consigliarti su come muoverti e a chi rivolgerti per ricevere assistenza.

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Settembre

Giovane Amico

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Monday, October 21st 2019, 12:44pm

M8eman: mi dispiace, non ti do nessuna colpa e nessun consiglio inutile. Voglio solo credere che per te ci fosse anche una soluzione inaspettata che ti porti benefici perché tra l'altro non è bello che dopo tanti anni che ti è andata male ora potrebbe arrivare la tua fine. Spero proprio di no. Fossi in te proverei con i servizi sociali o più semplicemente con il 113 dicendo la verità per vedere se possono fare qualcosa per te anche perché se hai ancora la forza di camminare, e ci provi, ti danneggia troppo il cervello, almeno solo per lo stress, credo anche per altro, e danneggi anche il corpo.

Scusa se mi sono permesso, ti mando un abbraccio :)

@ Windrew: hai ragione, non solo da fuori nessuno ti aiuta ma vogliono darti anche il colpo finale. Mi dispiace anche per te. Ciao :)

M8eman

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Thursday, October 24th 2019, 1:43am

@melite
@settembre
@windrew

Vi ringrazio davvero molto per quello che avete scritto e per le risposte attente e approfondite.
Conosco un cantautore americano che diceva che la vita è come le lucine dell'albero di Natale: si accendono e spengono, così come nella vita tutto può accendersi ma anche spegnersi in un attimo. Purtroppo io sono nella fase in cui le lucine sono spente. Da tempo ormai mi informo sulle situazioni che ci sono all'estero o da altre parti del paese, perché ci sono delle probabilità che debba emigrare anche io. Io sto nel sud Italia, dove ci sono aree talmente depresse economicamente che ormai sono allo stesso livello dei paesi balcanici: un giovane su due è disoccupato, gli stipendi dei poveracci che lavorano sono da fame (moltissimi sono in nero) a fronte di un costo della vita assurdo, i politici sono ridicoli, non c'è nessun futuro. Molti ironizzano dicendo "con la laurea ormai puoi lavorare solo da McDonald's" ma la realtà è talmente triste che non si può fare più nemmeno quello. Sto facendo un biennio di specializzazione e dopo sarò faccia a faccia col destino. Sto facendo di tutto per non mollare, dato che sono completamente esaurito, sia mentalmente che fisicamente. Il mio obiettivo è riuscire a trovare un lavoro, qualche fonte di guadagno, che mi permetta di poter avere una qualche autonomia e di poter ricostruire una vita decente fuori da questa casa.

arianna73

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Monday, October 28th 2019, 4:30pm

ciao M8eman, vivo la tua realtà geografica e lavorativa, non ho nulla da aggiungere se non che capisco perfettamente quanto prosciughi in energie fisiche e mentali affrontare quotidianamente questa giungla. E farlo , soprattutto, senza alle spalle nessun sostegno.
Tu malgrado i tuoi problemi mi sembri davvero lucido e a dispetto di tutto molto motivato, ti faccio i miei più sinceri complimenti e auguri. Quello che scrivi è la spia che forse non proprio tutte le lucine sono spente :)

Per il resto, come da titolo... non esiste una soluzione logica perché non c'è molto che sia logico e lineare in quello che ci succede, per come ci viene messo davanti dalla vita. Alcuni devono affrontare una sorta di pioggia di meteoriti senza il minimo rifugio a disposizione, altri hanno sempre una via d'uscita preparata dalla buona sorte e circostanze favorevoli. Non c'è nessuna colpa e nessun merito in tutto questo, nessuna "logica". Ma anche se non logiche, non vuol dire che non esistano soluzioni o possibilità di miglioramento.
E ti auguro con tutto il cuore che si presentino a te.
Concordo anche che se, malgrado i vari problemi della tua famiglia, c'è comunque dell'affetto , della solidarietà, dovete davvero - anche senza gesti plateali o chissà che manifestazioni :) - trarne forza e calore, a vicenda.
In bocca al lupo , e se ti va facci sapere come vanno le cose.

Settembre

Giovane Amico

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Wednesday, October 30th 2019, 12:21pm

Davvero a volte uno non ha né colpe e né meriti e c'è chi ha quantomeno una minima soluzione mentre agli altri capita il bel paragone che hai fatto tu sulle meteoriti.

M8eman

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Thursday, October 31st 2019, 1:35am

Vi ringrazio ancora per le risposte, non immaginavo di riceverne così tante e, soprattutto, con un tale livello di sensibilità. Mi fa piacere vedere che in giro ci siano ancora persone normali che sanno ascoltare e comprendere.
Per quanto riguarda la situazione attuale, io ho riflettuto sul fatto che per me sia assolutamente necessario possedere un mezzo per spostarmi perché, al momento, sono a piedi. Ho qualche soldo da parte ma ancora non è sufficiente come "gruzzolo". La cosa paradossale è che dieci anni fa (a 16 anni) ero molto più libero di spostarmi perché avevo un ciclomotore. Più o meno quattro anni fa, intorno ai 22 anni, quando già avevo un'auto normale, mentre guidavo ho avuto un testacoda mentre andavo a quasi 100 chilometri orari su una strada a due corsie. Per fortuna non c'erano altre macchine dietro. Ho capito che la macchina aveva qualcosa che non andava e quindi l'ho parcheggiata e non l'ho potuta usare più. In seguito si sono rotti anche lo scarico e la batteria e le spese per sistemarla superavano il valore stesso del veicolo. Quindi non ho più avuto modo di spostarmi. Il problema è che nessuno ha intenzione di aiutarmi economicamente, perché anche se non siamo propriamente dei "poveri", di certo non navighiamo nell'oro. Magari i soldi non faranno la felicità, ma di sicuro, chi li ha, diventa anche padrone del proprio tempo e questo è fondamentale. Se in questo momento avessi dei fondi miei sarebbe (ovviamente) una storia totalmente diversa. Al 100% non vivrei più nemmeno in questo posto perché sarei già andato via da tempo e tantissime questioni le avrei risolte. Ma purtroppo, dei "se" non me ne faccio niente.
Io ringrazio ancora quanti hanno risposto al post e spero che qualcosa cambi presto. Il post che ho pubblicato spiega la situazione, quindi non c'è molto da cambiare in questo momento ("la fortuna è cieca ma la sfiga è un cecchino"). Posso solo augurarmi di avere un po' di sollievo e ho apprezzato tantissimo le risposte.

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