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Germano

Utente Attivo

  • "Germano" is male
  • "Germano" started this thread

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1

Friday, September 13th 2019, 11:31am

Magnifica vita... finita

Fino a 43 anni ho avuto una vita fantastica, superiore alla media italiana e anche alle mie aspettative. Probabilmente ero in debito con dio, visto che adesso si è tutto ribaltato come se fosse indispensabile passare di [email protected] i restanti anni per controbilanciare l'idilliaca prima parte della mia vita.
A seguito di una caduta dalle scale, 2 anni fa mia moglie è rimasta paralizzata in modo grave: la lesione è alta e quindi c'è una compromissione anche delle mani, oltre che essere in carrozzina.
Parecchi mesi d'ospedale... poi a casa con quello sfigato che dovrà prendersi cura di lei... e tanti saluti.

Non è autosufficiente quindi sono obbligato restarle appiccicato.
Di giorno c'è una badante per il tempo necessario a permettermi di lavorare, poi la mia vita da uomo finisce e inizia quella da infermiere/bàlia fino alla mattina seguente.
I weekends sono peggio perchè faccio solo da infermiere/bàlia per 48 ore in attesa di riprendere la settimana.

L'amore da parte mia è svanito. Come si può pensare di amare una persona che è la causa della propria detenzione? Sono un carcerato innocente, per colpa sua.
Niente sesso. A me da fastidio anche solo darle un bacetto.
A parte l'odio che ne deriva (su questo possiamo discuterne), io non trovo invece così strano che la passione svanisca quando la moglie si trasforma in un paziente grave al quale cambiare i pannoloni!
Sapete cosa significa cambiare il pannolone pieno di escrementi alla propria moglie??? Non per qualche giorno, bensì per sempre! Per sempre!

Forse qualcosa nella vita ancora si potrebbe tecnicamente fare... ma sarebbe un ripiego, un compromesso, una vita da sfigato, una sofferenza, una faticaccia (organizzazione, trasporto, ecc).
Una banale uscita diventa una fatica: pannoloni, cateteri, medicine, ecc ecc. Mi viene una depressione che mi fa perdere qualunque entusiasmo.
Mi viene voglia di lasciar perdere tutto e starmene a vegetare sul divano in attesa del lunedi.
Passerò il resto della mia vita in attesa. In attesa di cosa? In attesa che passi. Sopporterò il resto dei miei giorni.


[ANDARE DA UNO PSICOLOGO]
La gente dice che devo andare da uno psicologo, ma a far cosa?
Ci sono andato, ma dopo 2 sedute ho lasciato perdere perchè tanto serve solo a buttare un mucchio di soldi: non può ridarmi la vita di prima, quindi non può fare altro che (nel migliore dei casi, *SE* funziona) INSEGNARMI A ESSERE FELICE ANCHE COSI'.
MA IO NON VOGLIO ESSERE FELICE COSI'!!!!! Anche se fosse possibile accettare questa vita, IO NON VOGLIO ACCETTARLA!!!!
Se esistesse una pastiglia magica per essere felice anche così, io non la vorrei!!! TROVO DA SFIGATI ESSERE FELICE A QUESTE CONDIZIONI!!!!

Perchè non posso anch'io avere uno straccio di vita decente come tutti gli altri??? IO SONO SANO!!!!! NON SONO IO TETRAPLEGICO!!
Perchè mai dovrei accettare una vita a metà? Una vita di merda, di limiti che io non ho, di rinunce che io potrei non fare?
Dialogo con lo psicologo: la vita a queste condizioni non mi piace e mai mi piacerà. Può cambiare le condizioni della mia vita? No? Allora non può fare niente. Tanti saluti.
Fine della terapia.

[SEPARAZIONE?]
Ci sarebbe un'altra possibilità: mi separo (lei ,volendo, ha le possibilità economiche per fare a meno di me), ma con lo stipendio che ho io potrei solo finire in affitto in qualche triste monolocale.
Già di per sè il monolocale è una cosa triste. In più costringe a dormire su un divano-letto e chi c'è passato può sapere cosa significa.
Ne ho visti un paio e mi sono reso conto che quelli con l'affitto a me accessibile sono quelli in zone tristi in condomini tristi: zone di campagna, in corti che sembrano rimaste al 1800, con ex-fienili adibiti a porta-cianfrusaglie degli anziani che abitano nella stessa corte.
Una tristezza unica che mi ricorderebbe ogni dannato giorno quanto son finito male.

Considerando la mia situazione psicologica, più la situazione psicologica a seguito della separazione, più la situazione psicologica a seguito del trasferimento da una bella casa a un monolocale sfigato, sono convinto che non riuscirei a sopravvivere in un ambiente così triste!
Penso che mi suiciderei dopo al massimo 1 settimana.
Ho NECESSITA' che sia almeno carino e inserito in un contesto piacevole.

[AMICI e CONCLUSIONI]
Quindi che faccio?
Che fare, se non stare qui in stand-by aspettando la fine dei miei giorni?
Con chi parlo, se questa situazione mi sta anche isolando e ,inoltre, non ho amici miei bensì amici che sono anche (e soprattutto) di mia moglie?
Non ho amici e nemmeno la libertà per poterne avere.

Mentre io lavoro lei fa le sue attività sportive/fisioterapiche dove conosce altra gente in carrozzina e fanno pizzate, chat su whatsapp, ecc.
Finito il lavoro lei è a casa, la badante va via e io divento il suo badante, incollato a lei per le sue piccole ma frequenti esigenze.
Non ho diritto a una vita, io.
Il disabile sta meglio del care-giver!

I miei hobbies (cioè quelli che avevo prima) necessitano di libertà: necessitano di aria aperta e contatto con la natura, quindi non praticabili con chi è in carrozzina. E in ogni caso, ripeto, il disabile è logisticamente molto complicato e qualunque iniziativa richiede ore di preparativi... quindi ,visto che in un giorno ce ne sono solo 24, tutto ha un rapporto tempo_del_piacere/tempo_di_fatiche_e_doveri molto molto basso.

Che faccio?
Nel frattempo mi sto trascinando ogni giorno. Ogni giorno il sole sorge e io faccio le mie cose quotidiane in attesa che tramonti. Senza sogni, senza speranze, senza un briciolo di entusiasmo.
E' questa la vita? :'(


Germano

2

Friday, September 13th 2019, 3:12pm

Ciao Germano,ho letto con attenzione la tua lunga storia.
Non nego che all'inizio ho provato un sentimento cupo, quasi di compassione per quello che ci hai raccontato. Poi tutto si è capovolto.
Non lasci tua moglie solo per la casa?
Che cosa orribile! Si, orribile.
In tutto il racconto non hai speso una parola per lei che da sana si è ritrovata tetraplegica addirittura con gli arti superiori compromessi.
Non credo che avrebbe immaginato questa vita.
Potrei cercare di darti un consiglio, ma provo solo tristezza e credo che sia inutile che tu resti con lei se non hai un minimo di Amore per questa donna.
Purtoppo è successa una cosa molto simile ad una ragazza che conosco finita in carrozzina a causa di una malattia.lui l'ha lasciata.
Almeno ha avuto il coraggio di vivere la sua vita, mentre lei prosegue la sua accettando quello che il destino ha voluto per lei.
[email protected]
### ### ### ###
*sara swarovsky*

3

Friday, September 13th 2019, 3:47pm

Quindi non ti separi, pur avendo una moglie che potrebbe fare a meno di te, che non ami piu', e la cui convivenza ti sta portando a una palese insofferenza nei suoi confronti per non andare a vivere in un "triste" monolocale ?

4

Friday, September 13th 2019, 3:57pm

se il problema è il monolocale...pigliati un bilocale magari stai meglio :blush:

mi sto chiedendo perché non hai nemmeno un amico con cui farti due chiacchiere, nonostante una vita "superiore alla media italiana", per cui presumo anche con possibilità di andare, viaggiare, conoscere...
namasté

ipposam

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5

Friday, September 13th 2019, 4:10pm

Ciao,
ho letto la tua storia, e devo ammettere che il tuo racconto è un pugno nello stomaco.
Devo essere sincera; sulle prime, il pugno nello stomaco è per quanto accaduto a tua moglie.
Ma andando avanti la cosa più amara della storia è la tua personale reazione. Capisco (anche se con i limiti di non star vivendo la tua esperienza in prima persona) che tu possa essere scosso, pieno di rabbia verso la vita e il destino che ti ha portato verso una simile difficoltà. Eppure no, il tono del tuo post, e i termini che utilizzi, le colpe che sembri attribuire alla tua compagna di vita, che ha avuto la disgrazia di ritrovarsi in questo stato, e il tuo punto di vista sulla situazione, come se tu fossi un estraneo che si ritrova un intruso tetraplegico nella sua altrimenti comoda e soddisfacente vita, non sono giustificabili in nessun modo.
Persino l'idea di mantenere lo status di marito di questa povera donna per beneficiare di vantaggi economici...ho persino pensato a una sorta di provocazione.
Credo invece che il tuo dopo tutto sia uno sfogo sincero, e allora voglio dirti in onestà cosa penso.
Credo che tu non amassi tua moglie nemmeno prima; tu amavi te stesso e la tua comoda vita, nelle forme che aveva, e che sicuramente avrai costruito con un certo impegno. Ma vedi, il matrimonio, e la vita, sono altro, e ora ti ci trovi davanti. Nel matrimonio, come nella vita, c'è l'imprevisto, quella famosa "cattiva sorte" a cui probabilmente nessuno pensa quando si sposa; ma è lì, a ricordare proprio questo, che la vita insieme è anche superare insieme le difficoltà. Inutile ti dica che c'è di peggio; c'è chi ha figli tetraplegici, e chi ne ha persino più d'uno in questo stato. E vuoi saperlo? Li amano lo stesso, forse anche di più, e sicuramente non fanno una vita comoda, rilassata, felice, ma la affrontano con coraggio ogni giorno e trovano anche il modo di vivere comunque una vita piena di significato.
Vedi in tutto questo tuo racconto l'unica persona che sulle prime sembra da compatire davvero è tua moglie; non solo si ritrova ad aver perso la propria autonomia, ma chi è accanto a lei e dovrebbe averne cura se la darebbe a gambe levate se solo ne avesse le possibilità economiche. Bello no? Poi si scopre che tua moglie, che pure ha subito una gravissima menomazione, e non può contare nemmeno sul sostegno disinteressato del suo compagno di vita, è riuscita in qualche modo a rialzarsi, e tutto sommato fa una vita dignitosa e soddisfacente. Non rimane che dire che in effetti chi è davvero da compatire sei tu, ma non certo per quanto accaduto a tua moglie, ma per la tua incapacità di vivere e amare, e far fronte alle difficoltà della vita, che poi è la stessa cosa.
Sono convinta che per quanto difficile sia il cammino di una famiglia con disabilità gravi, sia ancora possibile essere felici, a patto di avere la forza, il coraggio, l'amore, per affrontare le difficoltà che queste situazioni comportano; devi ricordarti che la vittima è tua moglie, e tu non sei un ragazzino a cui è stato tolto un giocattolo, sei un uomo con delle responsabilità da onorare, il che può anche significare ammettere che tu non sei all'altezza di queste problematiche, ed è piuttosto meglio che tu vada a vivere in un monolocale piuttosto che occupi il posto accanto a tua moglie con questo stato d'animo.

arianna73

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6

Friday, September 13th 2019, 4:35pm

"Chi ama non fa fatica, e se fa fatica ama anche la fatica che fa".
Posso solo confermare quanto scritto da Ipposam e condividere le altre risposte, e da persona che ci è passata ad avere familiari non autosufficienti con malattie che si aggravano. Si odia la malattia, la tensione, il logoramento, la stanchezza disumana che porta, perché siamo umani e abbiamo tutti dei limiti, ma l'amore c'è sempre e anche la malattia odiata è un prezzo che si paga volentieri per restare vicini a chi si ama. E quando chi si ama non c'è più si tornerebbe pagando pure con decenni della propria vita a "pulire culi".

Quindi no, quello che provi non dipende dalla situazione ma da te. Però visto che la persona più svantaggiata è tua moglie (è tetraplegica ma lucida e sicuramente si rende conto della tua insofferenza e rabbia), andiamo al pratico

-vacci dallo psicologo E DI CORSA, ne hai un bisogno totale : hai una rabbia pazzesca che fa male a te e a lei, anche se non vi amate più e spero vi lascerete il più presto possibile non c'è nessun motivo sensato per cui non ti debba fare aiutare a valutare le cose in modo sano, costruttivo, e da una persona che ti saprà essere d'aiuto senza darti ragione come si fa ai matti e senza giudicarti come possono fare altre persone che darebbero chissà che cosa per tornare a pulire i culi di chi amano

-se lei ha mezzi economici superiori ai tuoi (scrivi che lei potrebbe fare a meno di te mentre te sei votato ai monolocali se divorzi) usali per aumentare la presenza delle badanti anche quando tu non lavori, e in quel tempo libero oltre ad andare dallo psicologo riprenditi qualche spazio tuo per non sbroccare

-se non fai sesso da molto pagati un'escort, sembra crudo e volgare ma a volte la frustrazione rende furiosi ed egoisti, e se la si attenua un minimo si può essere un minimo più partecipi e umani verso chi soffre senza guardarlo solo come un ostacolo

-pianifica la separazione e attuala, magari nel tempo libero e con l'aiuto nella valutazione dello psicologo riesci a trovare soluzioni anche economiche valide, perché la cosa migliore che devi fare al più presto possibile in questa umana desolazione che è peggio della malattia in sé. Succede quotidianamente, tanti drammi rivelano il vuoto che abbiamo nelle nostre vite e tante malattie interrompono famiglie, matrimoni etc. Non serve flagellarti e provare ad essere diverso, prova ad essere migliore per come ti trovi agendo in modo costruttivo e rispettoso, sia di te che di lei, è la cosa più giusta per entrambi. Ve lo dovete a vicenda in memoria del passato comodo e per un futuro dignitoso.

in bocca al lupo

edit: scusa, dimenticavo: le famiglie d'origine? La tua e la sua. Coinvolgile , anche un minimo, non possono scaricare tutto su di te (la famiglia d'origine) e la tua non può edit2 disinteressarsi di te anche solo come conforto morale , almeno venire a portare le pizze una sera a casa vostra e qualcuno dei tuoi magari offrirti un'occasione di svago di sfogo etc.
Credimi capisco che il care giver sbrocca e tu sei in burnout, ma mentre pianifichi l'uscita da questa situazione, che è possibile e auspicabile, devi farti aiutare.

This post has been edited 2 times, last edit by "arianna73" (Sep 13th 2019, 4:50pm)


fran235

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7

Friday, September 13th 2019, 5:18pm

Ne ho visti un paio e mi sono reso conto che quelli con l'affitto a me accessibile sono quelli in zone tristi in condomini tristi: zone di campagna, in corti che sembrano rimaste al 1800, con ex-fienili adibiti a porta-cianfrusaglie degli anziani che abitano nella stessa corte.


magari potessi permettermelo! ti presto il divano dove vivo io?
Hasta el buonismo siempre!!!

Elena***

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8

Friday, September 13th 2019, 5:34pm

Mi trovo in accordo con ipposam che dice che forse nemmeno prima della disgrazia eri innamorato di tua moglie.
Forse amavi la vita che avevate; vita che, da quello che scrivi, ti aveva "creato" lei ... amici, uscite, ecc.

Onestamente io non so come mi sentirei se, oltre il lavoro, la mia vita fosse dedicata ad accudire un disabile per cui non mi permetto di giudicare.

Forse dovresti soltanto prendere una decisione.

Leyla

Santa Impazienza

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Friday, September 13th 2019, 5:37pm

Io posso capire la rabbia, lo sfogo, tutto. Ma spero si tratti solo di questo, perché ho letto cose aberranti (per me).
"Perchè non posso anch'io avere uno straccio di vita decente come tutti gli altri??? IO SONO SANO!!!!! NON SONO IO TETRAPLEGICO!!
Perchè mai dovrei accettare una vita a metà? Una vita di merda, di limiti che io non ho, di rinunce che io potrei non fare?"
E tua moglie credi che non pensi lo stesso? Se lo è voluta? Lei fa una vita fantastica, piena di cateteri e...Uh! Che bello dovere
dipendere dagli altri in tutto e per tutto! Una festa.
Ma veramente? Ma stai scherzando?
Separati se non ce la fai più, ma veder scritto che ti fa schifo anche darle un bacetto per me è ripugnante.
Basta, sennò passo agli insulti.
Scritto questo, fatti aiutare, anche nei modi in cui ha scritto Arianna, che esprime quel che vorrei dire io ma con un cuore più
gentile.
La quiete di coloro che ci hanno preceduto non può alleviare l'inquietudine di coloro che seguono.

fran235

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Friday, September 13th 2019, 5:47pm

Separati se non ce la fai più, ma veder scritto che ti fa schifo anche darle un bacetto per me è ripugnante.


concordo...anche io ho avuto una certa nausea nel leggere
Hasta el buonismo siempre!!!

Abissoevuoto

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Friday, September 13th 2019, 6:59pm

Guarda non voglio giudicare perchè sicuramente il tutto è difficile da vivere e da accettare ma come tutti gli altri anche io ho fatto fatica a leggere senza provare nausea o dispiacere verso la tua compagnia, cosa che a te non sembra suscitare ( almeno da quello che hai scritto)...
Lasciala, meglio per te e per lei che almeno non ha un uomo che pensa tutte queste cose "brutte" di lei

gloriasinegloria

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12

Friday, September 13th 2019, 7:04pm

Scusate tutti, ma personalmente credo che si posti in questo Forum con lo stesso spirito con cui ci si rivolgerebbe allo psicologo, e cioè di "vuotare il proprio sacco" in modo sincero. Anche quando si sa che mostrarne il contenuto non risulterà entusasmante a chi guarda.

Indubbio che il racconto risulti "spietatamente" duro (anche a me) .
Intanto, però, ne apprezzo la lucida schiettezza.

Penso in sincerità che il rapporto di coppia non sia assimilabile a quello tra genitori e figli.
Concordo con Arianna che probabilmente non c'era grande amore neanche prima del sinistro.
Ipotesi anche molto frequente, dopotutto: tanto l'agio quanto la miseria fanno spesso da unico collante in ciò che resta di coppie (anche nate appassionatamente) , che non seppero poi maturare alcun sentimento reciproco più profondo.
Mi sembra quindi comprensibile che a 45 anni , e ancor più dopo aver condotto una vita gratificante, e anche se si era diplomaticamente inclini a mantenere la facciata mentre ciascuno aveva propri spazi e propria vita personale nell'agiatezza,... mi sembra umano che ci si disperi quando tutto questo si trasforma assorbendo tutte le proprie energie e fantasie e castigandole nell'accudimento (pesante ed eterno) di una persona che appunto...non si ama...

E' recuperabile/rigenerabile, alle condizioni date, un amore che non c'era?
A me sembra impossibile, salvo miracoli.

Se vogliamo metterla in termini di etica e giustizia : è etico e giusto - per la sfortunatissima moglie - essere illusa di una benevolenza che non c'è?
Per me...no.
Anzi: per totale sincerità lo trovo anche potenzialmente molto pericoloso per lei. Nel senso, ovvio, che le possibilità di sopportazione di ciò che viviamo come infierimento della sorte...possono generare nel lungo periodo reazioni esplosive che non vogliamo neanche pensare.

Mi ha molto colpita, invece, la sproporzione tra la sofferenza "da suicidio" che Germano proverebbe (da un lato) nell'adattarsi al monolocale e l'importanza e gravità e grevità (dall'altro lato) del quadro d'insieme, ma di sua moglie in particolare.
Ne trarrei una ragione di apprensione in più, pensando a lei, perchè...non me ne voglia Germano...ma in effetti rende l'idea di vedere soltanto il proprio ombelico.

Nel mio niente suggerirei di chiudere quanto prima questa convivenza e di farsi molto aiutare, intanto, a metabolizzare che se il monolocale è la base di una ripartenza voluta...quel monolocale è benedetto comunque.

arianna73

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13

Friday, September 13th 2019, 8:09pm

Non esattamente, Gloria. Postare qui non è come andare dallo psicologo e non si può "vuotare il sacco" con lo stesso approccio. Gli utenti qui possono sostenersi a vicenda e darsi qualche suggerimento, supporto emotivo etc tante belle cose ma NON è la stessa qualità d'ascolto che può dare uno psicologo.
Non siamo nè attrezzati né professionalmente né emotivamente per questo.

Chi vuole vuotare il sacco senza correre il minimo rischio di risultare sgradevole e senza sentirselo dire , vada da uno psicologo perché troverà quella qualità di ascolto e quel tipo di "attrezzatura".
Qui in base al proprio vissuto e alle proprie fragilità si può fare molta fatica con questo o quell'argomento, per cui mentre capisco che chi posta qua può sperare di sentirsi più capito o comunque di trovare più disponibilità che in una pagina Facebook intitolata a "Movida a Ibiza" o cose del genere, ma a sua volta deve mettere in conto che chi lo legge lo trova sgradevole e glielo dice.

Anche la schiettezza delle risposte ricevute credo sia altrettanto apprezzabile.

Passando al pratico, non c'è dubbio che la frustrazione e la difficoltà possa trasformarci in mostri orribili. Fa parte della debolezza umana. Pochissimi superano la prova senza mai fallire, io ad esempio non sono una di quelli. Ma se non è temporaneo, se non c'è un sentimento forte che motiva e fa ripigliare, ecco, allora ci sono cose pratiche e concrete da affrontare.
Io con una esperienza bruciante di caregiver e burnout relativo posso tranquillamente dire che senza un movente affettivo forte si tracolla e si va a tragedie, perché consegnarsi a questo destino evitabilissimo nel caso specifico, visto che ci sono dei mezzi e delle cose da tentare?

A mio avviso Germano è in una spirale depressiva che deve assolutamente spezzare a cominciare dal suo "spiaggiamento". Continuerà a sprofondare nella negatività se non si fa aiutare da persone lucide pronte a sprofondare con lui in questa negatività per tirarlo fuori, e deve rassegnarsi a chiedere PIU' aiuto concreto. Professionale innanzitutto, poi sarebbe bellissimo se anche le famiglie partecipassero.
L'obiettivo è proprio una separazione decente e rasserenante per entrambi.
Così, non può andare né per lui né per sua moglie che non è colpevole della disgrazia quanto non lo è suo marito.

gloriasinegloria

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14

Friday, September 13th 2019, 8:40pm

Non esattamente, Gloria. Postare qui non è come andare dallo psicologo e non si può "vuotare il sacco" con lo stesso approccio. Gli utenti qui possono sostenersi a vicenda e darsi qualche suggerimento, supporto emotivo etc tante belle cose ma NON è la stessa qualità d'ascolto che può dare uno psicologo.
Non siamo nè attrezzati né professionalmente né emotivamente per questo.


Micro precisazione : nell'equiparare questo Forum allo psicologo parlavo esclusivamente della motivazione di chi espone un proprio problema, non del tipo di risposta che può ricevere.



A mio avviso Germano è in una spirale depressiva che deve assolutamente spezzare a cominciare dal suo "spiaggiamento". Continuerà a sprofondare nella negatività se non si fa aiutare da persone lucide pronte a sprofondare con lui in questa negatività per tirarlo fuori, e deve rassegnarsi a chiedere PIU' aiuto concreto.


:hmm: Avvilimento-negatività-abbattimento...stando agli psicoaddetti...sono patologia depressiva quando non hanno motivazioni plausibili. Altrimenti sono reazioni più che fisiologiche a quelle avversità che lucidamente riconosciamo come avversità.

Non voglio improvvisarmi avvocato non richiesto di Germano, ma la pressione che sta vivendo senza che possa supportarlo alcuna motivazione interiore ...per me è allucinante...
E se fossi sua moglie avrei anche paura in mille sensi, quindi...non è che non mi ponga il problema di lei. Ma neanche se fossi io sotto narcotici oserei sognare che un marito che vive questa insofferenza disgustata possa essere miracolosamente "aiutato" a recuperare quei sentimenti che inducono alla dedizione incondizionata.
A farsi una ragione, invece, del fatto che non vale la pena di suicidarsi se si passa dall'appartamento chic al monolocale...ecco su questo penso che possa essere aiutato...

fran235

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15

Friday, September 13th 2019, 8:40pm

Ci sta a essere disperati quando si perde una vita dorata (situazione che conosco fin troppo bene). Ci sta non farcela ad accudire una persona di casa in difficoltà (anche questa la conosco bene), ma colpevolizzare la moglie, parlare così di un bacio ad una persona che é stata parte importante della vita e soprattutto sentire che il problema è la casa (Io ad esempio non so dove andare)....scusate mi da nausea.
Hasta el buonismo siempre!!!

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