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Wanessa99

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1

Wednesday, June 25th 2014, 3:29pm

Disturbo evitante di personalità

Salve a tutti/e,

dopo la presentazione vi spiego come ora vivo la mia vita.
La mia invalidità mi consente l'autosufficienza completa ma l'unica "divisa" che utilizzo durante la giornata è il pigiama.
Vivo da sola con tre gatti in una casa popolare ma tutto ciò che riesco a fare di concreto in tutte le giornate che passo è nulla !
Non si tratta di voglia di morire, questo no, diamine, ma il solo pensiero di fare qualcosa di utile blocca completamente la mia vita.
Ho una compagna da 22 anni e anche lei si è dovuta abituare a questa situazione e passare settimane senza vedermi. Non voglio vedere nessuno, ho paura di essere inerme e inferiore agli altri.
Per questo motivo vivo tappata in casa con un televisore sempre acceso (per avere almeno una voce come compagnia) ed un computer (per avere il controllo su tutto ciò che succede) senza neppure riuscire a lavare i piatti (pulisco quelli sporchi quando ne ho bisogno).
Naturalmente non vi dico in che condizioni si trova la casa dove vivo.
Tutto questo esprime perfettamente il disturbo evitante di personalità che, da poco, e dopo sedici anni di terapia psicologica, psichiatrica e conseguente uso di psicofarmaci, ho scoperto di avere.
Tuttavia non è sempre stato così, anzi. C'è stato un periodo nel quale lavoravo molto, avevo rapporti sociali (anche se non troppo intensi), ed ero solare, allegra e serena fino a quando, lasciando il centro storico per la nuova casa dove vivo adesso, sono caduta in una sorta di smarrimento totale e completa apatia. Il tutto condito dal fatto che a mio padre, al quale sono molto legata, è stata diagnosticata la sindrome di Alzheimer.
Vivo, ovvero sopravvivo. Faccio la spesa, compro le sigarette e riesco a passare 4 o 5 giorni completamente tappata in casa per poi uscire e fare rifornimento delle cose necessarie per ripetere il giro... peggio del Monopoli.
Le mie emozioni sono sistemate in un cantuccio, anzi credo di averle messe dentro una cassetta di sicurezza. Una cosa che è emersa nella ultima seduta con la psicologa è che le chiavi di quella cassetta continuo ad averle io, nessuno me le ha portate via.... in effetti era una cosa che non mi era mai venuta in mente. Chi si ritrova in questa situazione (io mi auguro ben poche...) risponda e proveremo a discuterne...
La Paura bussò. La Fiducia andò ad aprire. Fuori non c'era Nessuno.
(proverbio cinese)

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sensei

Giovane Amico

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2

Wednesday, June 25th 2014, 11:31pm

Benvenuta Wanessa.

Io mi ritrovo in molti punti della tua descrizione. Ricordo quando ero una persona sempre impegnata e con una intensa vita sociale. Anche nel mio caso al cambio di localita' (ore di distanza) e' corrisposto un drastico cambio di umore e mancanza di motivazione. Dopo anni di smarrimento ancora non penso di essere tornata alla normalita', ma sto lentamente trovando un nuovo equilibrio nel lavoro e nella vita privata.

Ti auguro di trovare nuovi stimoli e nuovi equilibri. Cosi' che tu possa trovare la motivazione per iniziare nuovi progetti e la tranquillita' per portarli a termine e trarne soddisfazione.

Un abbraccio.

3

Thursday, June 26th 2014, 2:03am

Non conoscevo questa DEP. Ho dato un'occhiata su Wikipedia. Mi ci ritrovo perfettamente. Bene, un altro punto da aggiungere alle cose che mi vanno storte.

Capisco benissimo la sensazione del volere/non volere tapparsi in casa. Ci si autocastiga, ci si "castra" dei rapporti sociali, dei rapporti con l'esterno. Si sta a gironzolare e a guardare sempre le stesse mura, come delle anime in pena. Dimmelo se sbaglio.
Si ripensa al passato, a quei momenti in cui quello che avevamo non esisteva e questo fa stare ancora più male; si pensa anche al passato, a quando si avevano delle prospettive decenti.
Anch'io esco fuori solo per le cose necessarie. E' come se fossi allergico allo stare fuori, allo stare con gli altri, personalmente provo una grande ansia in mezzo a tante persone, non sono mai tranquillo.

Cosa hai di preciso? Ansia al pensiero d'uscire? Vorresti uscire ma non hai la forza o la motivazione? Quali sono le tue emozioni pensando alla tua condizione? Ed i tuoi pensieri? Magari così ci capiamo meglio entrambi... sempre che ti vada parlarne in modo così diretto.
... Il Miracolo della Vita...

Wanessa99

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4

Thursday, June 26th 2014, 4:21pm

Grazie Sensei,

da quando ho smesso di lavorare, sei anni fa, ho avuto un senso di inutilità per diverso tempo. Quando ero in centro questo senso di inutilità era compensato dai saluti e dalle persone che conoscevo in zona, non dico amici ma conoscenze comunque riempivano il senso di uscire da casa mia. Adesso vivo in un conglomerato di abitazioni gigante e l'unico posto di "ritrovo" è un grande supermercato sotto casa. Per disporre di spazio bisogna prendere un autobus per raggiungere un paese. Niente altro. Quindi il fatto di ritrovarsi dentro una "prigione" è più che rappresentato da questa situazione. Adesso è passato un anno da quando sono qui ed il problema invece di dissolversi lentamente, si è accentuato.
Adesso mi trovo nella situazione in cui sono decisa di risolverlo, con i miei tempi e con il mio spazio, ma lo risolverò sicuramente.
La Paura bussò. La Fiducia andò ad aprire. Fuori non c'era Nessuno.
(proverbio cinese)

Wanessa99

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5

Thursday, June 26th 2014, 4:46pm

Neppure io conoscevo questa DEP prima di averne parlato con il mio psichiatra. Lui mi ha spiegato che cosa comporta questo problema di personalità e mi ci sono ritrovata appieno. Ieri sera sono riuscita a scambiare qualche parola con persone vicino al supermercato, unica zona di ritrovo davanti al grattacielo dove sono confinata.
Come mi sento ? Direi inutile.
Mi sento al sicuro dentro queste quattro mura, oltrettutto non è una bella zona dove abitare (una specie di albergo per vari personaggi in parte pericolosi e pregiudicati...). Ma, a parte questo, ho il dovere di fare una passeggiata al giorno per via degli infarti ripetuti, ma non riesco proprio. Non riesco a pensare di poter uscire, quasi fossi in galera. Eppure non sono in galera e neppure agli arresti domiciliari (mai avuto a che fare con la giustizia).
Ieri sono dovuta uscire e ho preso l'autobus ma, appena prese le sigarette, ho ripreso il bus per tornare a casa. Nessuna passeggiata, nessun rapporto, solo voglia di fuggire e tornare in prigione (a casa). La vivo come un prigione ma in realtà si tratta di libertà. Posso uscire da qui e non avere nessun posto di riferimento, posso fare ciò che voglio. Ma non riesco a farlo.
Sicuramente adesso so da cosa partire (DEP) e credo che si possa risolvere con una terapia adeguata.
Per il momento.... http://www.nienteansia.it/forum/wcf/images/smilies/dash.gif e adesso sparisco perché sto andando in ansia.... Ciao
La Paura bussò. La Fiducia andò ad aprire. Fuori non c'era Nessuno.
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Wanessa99

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Saturday, June 28th 2014, 2:32pm

La giornata di ieri mi ha dimostrato una cosa importante : la DEP si può migliorare e sconfiggere.
Sono andata in centro per recuperare una raccomandata e prendere i medicinali che mi servono. Come prevede il "protocollo", afferrare il necessario e scappare via ! Invece mi sono incontrata con una mia amica e siamo andate a mangiare fuori in un posto dove abbiamo confidenza con i proprietari (insomma un luogo sicuro) ma estremamente lontano dalla mia abitazione (2 ore di autobus). Insomma ho retto parecchio bene questo surplus di emozioni e sono rientrata a casa abbastanza tardi (un'altra cosa che mi manda in ansia).
Chiudendo la porta di casa e lasciando il mondo all'esterno mi sono sentita al sicuro, questo sì, ma intanto si è mosso qualcosa e di questo sono estremamente felice, sicura che il Disturbo Evitante di Personalità può essere sconfitto o quantomeno migliorare parecchio. Alla prossima.
La Paura bussò. La Fiducia andò ad aprire. Fuori non c'era Nessuno.
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riccioinletargo

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Monday, July 14th 2014, 7:07pm

come te

Anch'io, come te, mi chiudo in casa ed esco solo per fare la spesa e le cose indispensabili, ma in casa sto male, sono irrequieta e mi sento in colpa.Vedo che tu hai la volontà di guarire, io invece sono stanca di sforzarmi.