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topolinia

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Thursday, December 1st 2016, 3:29pm

Disturbo bipolare & co.

Ciao a tutti,


spero di non “disturbare”
gli utenti di questo forum con il mio post. Ho 25 anni e circa un
anno fa mi è stato diagnosticato il disturbo bipolare durante un
ricovero in psichiatria dovuto a una forte depressione. Ne soffro
però sicuramente da molto più tempo, da che ho memoria. Sono stufa
di passare dal settimo cielo all'abisso più profondo repentinamente
anche più volte durante la stessa giornata. Un annetto e mezzo fa ho
avuto la mia fase di mania canonica, avevo deliri di onnipotenza, la
mia coscienza era estremamente sviluppata e “vedevo” cose anche
non reali con estrema chiarezza. Dicevo cose insensate. Nessuna spesa pazza perché priva di soldi. Il malumore non esisteva, le energie
erano infinite. Come gli altri affetti dal disturbo bipolare sanno,
quando sei “su” tutto ti sembra possibile e sebbene cerchi di
ricordare a te stesso che passerà, che è solo apparente, che non è
che una fase momentanea ed illusoria, la tua mente si rifiuta di
concepire questo pensiero e quindi gode, gode, continua a godere del
momento e delle tue presunte potenzialità infinite. Finché, forse
esausto, crolli e l'euforia non ha lasciato di sé nessuna traccia.
Ho valutato il suicidio n volte nel corso della mia seppur breve
vita, la prima volta avevo 10 anni e me lo ricordo ancora. Non ho mai
avuto il coraggio di passare all'azione, per quanto abbia anche
pensato a come agire, a cosa
scrivere nella lettera d'addio, non ci sono mai riuscita: se solo
esistesse un modo per lasciare questo mondo senza ferire
indelebilmente le persone che tengono a me, l'avrei sicuramente già
fatto. Mi sono decisa a scrivere questo post perché ho cominciato a
vedere il mio suicidio come un atto razionale e quasi dovuto, e non
più come un gesto estremo dettato dal momento di disperazione. Il
motivo? No, non riesco ad accettare di avere questa condanna a vita
chiamata disturbo bipolare. Sono da tempo cosciente di esserne
affetta, ma non ho ancora davvero imparato ad accettarlo: come si fa
ad accettare l'inaccettabile? Una vita non-vita? Sono altresì stufa
di leggere e sentirmi dire ovunque che, soprattutto con i farmaci e la terapia, si può vivere comunque decentemente seppur con mille
limitazioni. Che cosa significa decentemente? Perché dovrebbe
andarmi bene così, una vita vissuta a metà? E che dire di quando
perdo completamente me stessa e non riesco più a ritrovarmi, non so
dove sono andata a finire e la follia si impossessa completamente di
me, dovrei accettare anche questo? E perché? Mi rendo conto di
scrivere domande a cui nessuno forse ha una risposta, l'unico motivo
per cui ho deciso di lasciare questo sfogo è per sentire l'opinione
soprattutto di altri bipolari. Solo loro possono davvero capire, non
i medici né gli psicologi. Sarà perché nel corso degli anni mi
sono affidata a parecchi medici diversi e nessuno è mai stato in
grado di aiutarmi davvero. Gli stabilizzatori dell'umore nemmeno, e
ne ho provati diversi e diversi mix. Antidepressivi, ansiolitici anche. Di fatto vivo per non ferire
coloro che mi vogliono bene. Ma tante persone anche vicine si sono
col tempo allontanate da me, forse incapaci di gestire questo
problema, incapaci come lo sono tutti. Perché continuare a vivere?


Grazie
a coloro che mi vorranno rispondere.

LuceOscura

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Thursday, December 1st 2016, 6:50pm

Ciao topolinia, grazie della condivisione.

Perché credi che il suicidio sia l unica strada ? Quanto sono terribili i momenti down in cui l umore decade ?
...Splende in un luogo oscuro...

topolinia

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Thursday, December 1st 2016, 7:49pm

Grazie per avermi risposto. I miei momenti down sono piuttosto terribili, c'è il vuoto più assoluto della mente e dell'iniziativa, tutto è appiattito, mi ritrovo di fatto a piangere forte mentre, sola, un solo pensiero attraversa la mente: suicidio, suicidio, suicidio. Nient'altro. E questi momenti possono durare anche parecchio tempo. Poi come ho detto è una strada che dubito avrò mai il "coraggio" di intraprendere, perché non voglio ferire innanzitutto i miei genitori e poi gli altri. Ma rimane un chiodo fisso che non mi lascia in pace. E che ultimamente sto cominciando ad argomentare anche più "razionalmente" come ho scritto nel primo post.

LuceOscura

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Thursday, December 1st 2016, 8:33pm

Innanzitutto ti mando un abbraccio virtuale sperando che ti conforti !

Ti racconto una cosa...
Dall età di 16 anni, a me capita di alternare continuativamente durante la giornata stati umorali altalenanti e contrastanti (conditi con forti riflessioni sul tema della morte) che passano dalla tristezza cronica, apatia, disagio, all euforia, eccitazione, vigore.
Sono circa 6 anni che convivo con questi sbalzi d umore repentini e con una continuativa idealizzazione/svalutazione di me, degli altri, dell ambiente circostante.
La cosa mi ha reso complicato trovare una "strada certa e sicura" (anche a livello scolastico per capirci). Aleggio in uno stato di perenne indecisione. Come un equilibrista che "cambia idea" 100 volte al giorno.
Non ti dico come questa mia caratteristica influenzi poi i rapporti sociali con il gentil sesso ("ti amo, ti odio, ti odio, ti amo" :whistling: )
Questo comportamento mi ha portato a credere di essere borderline o bipolare.
Dopo un consulto con lo psicologo, mi sono reso conto che la mia è una condizione psicologica e non psichiatrica (come mi pare di capire sia invece nel tuo caso). Per capirci, una condizione psicologica è più "lieve" e risolvibile e dipende spesso da fattori esterni. Di fatto non sono dovuto ricorrere ad una terapia farmacologica.
Ad ogni modo, anche a me questo continuo altalenare tra stati emotivi contrastanti mi ha portato a sviluppare tendenze suicide (o meglio, autodistruttive).

Perché ti racconto questo ?

Beh, prima di tutto per empatia e condivisione : i problemi condivisi credo aiutino a mettere a proprio agio chi ne soffre.

Secondo motivo : si può imparare a convivere con sé stessi e con le proprie croci e io vorrei dimostrartelo !

Ho passato anni in solitudine a coltivare idee suicide senza che nessuno mi dicesse, ne facesse nulla per mettermi a mio agio ne aiutarmi.
A questo punto comprendo bene chi soffre ma non ha la possibilità di essere sostenuto emotivamente. E vorrei poter aiutare chi coltiva idee suicide a togliersele dalla testa.

Secondo me una necessità fondamentale è quella dello sfogo.
Quando senti il bisogno o il pensiero del suicidio, perché non provare a scriverne , magari anche qui sul forum? Potrebbe essere un buon metodo per sfogarsi e "liberare la mente" dai brutti pensieri... non credi ? ;)

In attesa di tua risposta.
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topolinia

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Thursday, December 1st 2016, 9:30pm

Mi sono rivista molto in quello che hai scritto, anch'io cambio idea n volte al giorno e quindi in questo senso mi rendo conto di essere completamente inaffidabile. Ma proprio che nemmeno io posso fidarmi di me stessa. Al di là del rapporto con l'altro sesso, anche con amici stretti mi capita di pensare "ti voglio bene" e "ti odio" nel giro di pochissimo tempo. E di cambiare idea su qualsiasi cosa, alternando anche concezioni diametralmente opposte in poco tempo. Ma questo di per sé non è poi forse poco grave? Nel senso, credo che in misura forse minore capiti a se non tutti molti di essere un po' incostanti. O almeno questo è quello che cerco di ripetere a me stessa per mitigare il peso del mio disturbo. Capisco anche l'incapacità di trovare una strada sicura per il futuro, che già è perlopiù ignoto e precario per tutta la nostra generazione (ti considero un mio pari anche se hai 3 anni meno di me, spero non ti offenda!) figuriamoci per soggetti più "sensibili" e "instabili" come noi. Infatti questo è un elemento che senz'altro peggiora la mia situazione. (ho finito da poco di studiare, anche se vorrei ricominciare, e sono disoccupata)
Per quanto riguarda il suicidio, purtroppo vivo in un paradosso: è un'idea che davvero mi perseguita, ciclicamente, da 15 anni, ma non so se la intraprenderò mai per i motivi che ho detto. Il che mi lascia però in un limbo semplicemente insopportabile: né veramente lontana né veramente vicina al suicidio, ma il suicidio è sempre lì, non se ne va e anch'io non mi schiodo mai davvero.

LuceOscura

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Thursday, December 1st 2016, 10:34pm

Dunque... Quando sei nella fase up ti viene voglia di fare shopping per esempio ? O comunque di spendere soldi, comprare vestiti, oppure intraprendere nuove attività come viaggi, eventi, eccetera ?
E poi nella fase down sei oppressa dalla depressione più nera. Dico bene ? Hai voglia di autodistruzione...

Visto che dici di essere "in un limbo semplicemente insopportabile: né veramente lontana né veramente vicina al suicidio, ma il suicidio è sempre lì, non se ne va e anch'io non mi schiodo mai davvero."
Volevo sapere : per caso sei autolesionista , oppure fai uso di droghe o farmaci non prescritti dal medico ? Per autodistruggerti lentamente insomma... o comunque per esorcizzare l idea del suicidio attraverso magari tagli sul corpo..

Io comunque, più che nel bipolare, mi rivedo meglio nel borderline (anche se è una parte di me che cerco di tenere sopita). Ad ogni modo lo psicologo mi ha più volte suggerito di "non inscatolarmi".
Il border in genere tende ad eccedere in almeno 1 di questi comportamenti: sessualità promiscua, guida spericolata, abuso di sostanze stupefacenti, abbuffate di cibo.

Io penso di essere una persona creativa, in particolare nel disegno. Credo che se non alternassi continuamente polarità umorali opposte sarei un mediocre. Credo che la mia arte non esisterebbe.
Credo che i border, i bipolari, gli schizofrenici siano per natura portati all arte (in generale alla creatività) e dovrebbero dunque canalizzare in questo la loro follia (se mi passi il termine).
Credo che anche la condizione del suicida si possa smussare, incanalando sempre queste tensioni nella creatività.

In cosa ti sei diplomata/laureata ?
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topolinia

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Thursday, December 1st 2016, 11:16pm

Ti ringrazio davvero tanto per continuare a rispondermi. Sono laureata in filosofia, a volte ne sono contenta ma soprattutto rimpiango profondamente questa scelta. Sebbene abbia avuto anche dei buoni risultati, tendo a rimpiangere di aver scelto questo percorso di studi (e di vita?) per un semplice motivo: sin da quando ero piccola mi sono sempre sentita non solo appassionata ma anche portata per l'arte. Quindi diciamo che ci hai visto lungo. Quando ero più giovane mi dedicavo con passione soprattutto alla scrittura e alla fotografia. Ho fatto anche dei corsi di disegno e mi hanno sempre detto che ero portata. Il mio vero sogno è quello di realizzarmi in questo campo, che sia la pittura, la scrittura, il cinema, la scrittura per il cinema... ma gli anni sono passati e non mi ci sono mai dedicata veramente. Per pura e semplice paura di fallire, di non essere abbastanza brava. Anche se un po' di presunzione mi fa dire che brava lo sono, di fatto so che ci vuole comunque impegno e un'enorme paura di non farcela unita a questa presunzione hanno fatto sì che io mi dedicassi ad altro. Con quel rimpianto enorme che però permane, accompagnato dalla paura sia di non riuscire sia che sia troppo tardi.
Per quanto riguarda le altre domande, non avendo mai avuto grandi disponibilità economiche non mi sono mai potuta dare allo shopping selvaggio. Ho avuto però diversi problemi con il cibo: conosco bene la bulimia e so cosa significa ricorrere al cibo/alle abbuffate come consolazione. Soprattutto di notte. Da due anni assumo psicofarmaci e mi hanno fatta ingrassare di oltre 20 kg, che non sono mai riuscita a perdere. Non sono sovrappeso ma certo la mia figura (e conseguentemente la mia accettazione di essa) è cambiata. Quindi qualche problemino col cibo/col mio corpo ce l'ho. Non mi sono mai fatta del male fisico però né mi è mai venuta in mente l'idea di tagliarmi. Le droghe però mi hanno sempre attratta, ne ho provate diverse e tendenzialmente non mi tiro mai indietro. Anche solo per curiosità. Peraltro credo che sia stato un notevole abuso di marijuana a far insorgere in me i primi segni di disagio psichico, prima della vera e propria diagnosi di disturbo bipolare. Ho smesso di fumare per un po' quando ho cominciato a prendere i primi farmaci, per poi riprendere. Più o meno regolarmente dipende dai periodi e dalla mia disponibilità economica.

topolinia

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Thursday, December 1st 2016, 11:32pm

Pensavo di aver scritto nel post iniziale della bulimia...beh non fa niente. Soffro anche di qualche doc, niente di grave, ma uno in particolare è spiacevole e fastidioso. Volevo aggiungere questo dettaglio per completare il quadro.

LuceOscura

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Thursday, December 1st 2016, 11:54pm

Ho indovinato quasi tutto quindi (sto diventando bravissimo ! :D )

Ok, ti rispondo.

Universita' : complimenti, bella laurea. Mi sarebbe piaciuto anche a me intraprendere quel percorso di studi anche se poi ho fatto altro.
Arte : sì, immaginavo che facessi qualcosa come disegnare, dipingere, scrivere , fotografare.
Che genere di disegni/arte fai ? È arte serena, schematica, oppure contorta, tormentata ?
Droghe: anche per me credo sia stato l utilizzo frequente di marijuana a segnarmi in profondità portandomi poi a questa altalena emotiva.
In realtà utilizzo la marijuana (eventualmente hashish) come calmante per dormire. Per spegnere la mente. Per placarla. Rilassarla.
Ne faccio uso quotidiano da quando ho 17 anni.
In passato comunque ho sperimentato anche altre sostanze perché mi interessa sperimentare stati di coscienza alterati.
La droga la utilizzi da sola o con gli amici ?
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Friday, December 2nd 2016, 1:03am

Ciao topolinia, abbiamo davvero molto in comune: età, laurea in filosofia, indecisione sul futuro, talenti in vari campi artistici mai davvero sviluppati, gli sbalzi d'umore e il pensiero fisso del suicidio. Non ho grandi consigli, io per il mio suicidio ho un piano pronto e mi rassicura pensare che potrei metterlo in atto ogni giorno, quindi ogni giorno posso dirmi che sto solo vivendo un giorno in più, un giorno in cui posso fare tante cose anche piacevoli, ma la mia "uscita di sicurezza" è sempre lì. Questo modo di pensare inibisce molto la mia progettualità sul futuro ma paradossalmente mi ha aiutata a pensare al suicidio molto meno e con meno emotività.
Se vuoi confrontarti con l'esperienza di una bipolare e artista che convive ormai quasi pacificamente con la sua malattia ti consiglio di leggere una graphic novel autobiografica che si chiama Marbles, il nome dell'autrice è Ellen Forney.

LuceOscura

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Friday, December 2nd 2016, 1:24am

Quindi sei laureata in filosofia. Brava.

Ma è possibile quindi che queste personalità bipolari, o comunque divise tra opposti, siano tendenzialmente più creative delle altre ? Forse questi continui sbalzi d umore tendono a confonderci, a mescolarci le idee fino a farne uscire dei minestroni creativi. Che si esprimono bene con la scrittura a quanto vedo...
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Diana1492

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Friday, December 2nd 2016, 10:50am

Sì anche la Merini era bipolare, Virginia Woolf, tra le altre/i. Il mio consiglio come ti hanno detto già altri utenti è di incanalare il tuo malessere in forme che esprimano la tua creatività, come la scrittura. E di portare magari i tuoi scritti da una psicoterapeuta in gamba... Ho avuto anch'io sbalzi d'umore come quelli che hai descritto ma non mollare, se seguita da un buono psicoterapeuta e psichiatra i sintomi possono alleviarsi...ciao e se vuoi scrivimi in pvt per confrontarci:) un bacio

LuceOscura

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Friday, December 2nd 2016, 11:03am

Mi pare che anche Nietzsche lo fosse..
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Diana1492

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Friday, December 2nd 2016, 7:00pm

LuceOscura era x fare un esempio... non era x dire che tutti i bipolari diventano scrittori, possono diventare anche bravi filosofi...o anche altro ;) :) il mio era un consiglio visto che ho un disturbo simile a quello di topolinia e posso capirla :) intendevo che esprimere il malessere tramite una forma d'arte può essere una via di uscita! :)

LuceOscura

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Friday, December 2nd 2016, 7:04pm

Ma certo ! Sono d accordo ! Stavo proprio sostenendo la tua idea portando un esempio ulteriore !
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