Homepage di Nienteansia.it
Switch to english language  Passa alla lingua italiana  

You are not logged in.


Dear visitor, welcome to Forum di Psicologia di Nienteansia.it. If this is your first visit here, please read the Help. It explains in detail how this page works. To use all features of this page, you should consider registering. Please use the registration form, to register here or read more information about the registration process. If you are already registered, please login here.

mpoletti

Amico Inseparabile

  • "mpoletti" is male
  • "mpoletti" started this thread

Posts: 1,240

Activitypoints: 4,497

Date of registration: Mar 12th 2014

  • Send private message

1

Tuesday, June 18th 2019, 5:19pm

Considerare un piacere...un dovere

In questo periodo il lavoro è parecchio stancante e stressante. Normale che sia così.
Naturalmente, ci sarebbe la sera in cui poter vedersi con la mia donna oppure...fare qualcosa per rilassarsi.
Purtroppo, sono vittima della mia negativizzazione, per usare un termine coniato dalla mia terapeuta. Oggi, per esempio, la mia donna mi ha chiesto di vederci dopo cena, anche se ho mia madre che si è auto-invitata a casa mia per l'ennesima volta. Una richiesta lecita, a cui io ho risposto immediatamente di no. Conoscendo i ritmi della mia donna, temevo che mi chiedesse di star fuori fino a mezzanotte (lei lavora dalle 10 del mattino in poi), cosa che mi causa problemi per la gestione del sonno.
Ci siamo chiariti: lei vuole solo vedermi il tempo di un caffè, poi lasciarmi riposare.
Non credo che sia colpa degli eventi che mi capitano, ma come li vivo io: tutto - per me - è un dovere. Il piacere dove sta?

windrew

La vita è attaccata ad un filo sottile che va tenuto stretto.

  • "windrew" is male

Posts: 1,410

Activitypoints: 3,635

Date of registration: Jun 26th 2016

Location: emilia-romagna

Occupation: una volta

  • Send private message

2

Tuesday, June 18th 2019, 5:37pm

Leggendo il titolo ho pensato...lo ha scritto ''polé''...difatti...ma un carico di botte, un grande carico, se facessero una opera utile di una TAV da quì a te per inviarti, ad alta velocità, un carico di botte...Tontinelli dove sei quando serve?
se vi è un problema, in quanto tale, ha una soluzione, altrimenti è un dato di fatto con cui convivere

Scorpio1963

Utente Fedele

  • "Scorpio1963" is male
  • "Scorpio1963" has been banned

Posts: 520

Activitypoints: 1,623

Date of registration: Feb 21st 2019

Location: Toscana

  • Send private message

3

Tuesday, June 18th 2019, 6:18pm

In questo periodo il lavoro è parecchio stancante e stressante. Normale che sia così.
Naturalmente, ci sarebbe la sera in cui poter vedersi con la mia donna oppure...fare qualcosa per rilassarsi.
Purtroppo, sono vittima della mia negativizzazione, per usare un termine coniato dalla mia terapeuta. Oggi, per esempio, la mia donna mi ha chiesto di vederci dopo cena, anche se ho mia madre che si è auto-invitata a casa mia per l'ennesima volta. Una richiesta lecita, a cui io ho risposto immediatamente di no. Conoscendo i ritmi della mia donna, temevo che mi chiedesse di star fuori fino a mezzanotte (lei lavora dalle 10 del mattino in poi), cosa che mi causa problemi per la gestione del sonno.
Ci siamo chiariti: lei vuole solo vedermi il tempo di un caffè, poi lasciarmi riposare.
Non credo che sia colpa degli eventi che mi capitano, ma come li vivo io: tutto - per me - è un dovere. Il piacere dove sta?


So solo che se sei arrivato a questa valutazione è un bel risultato, perché sembra semplice ma non lo è

Il piacere dove è..?
Intanto sai che lo hai perduto da qualche parte

Ritrovarlo parte dalla intenzionalità, la premessa è che ci sono eventi che indubbiamente sono più favorevoli per trovare piacere

Ma .. nella vita bisogna fare con quel che si ha.. puntando intenzionalmente al maggior piacere possibile
Attento a quel che desideri: potresti ottenerlo..

puntoliberatutti

Giovane Amico

Posts: 224

Activitypoints: 546

Date of registration: Jul 21st 2015

  • Send private message

4

Tuesday, June 18th 2019, 11:14pm

In questo periodo il lavoro è parecchio stancante e stressante. Normale che sia così.
Naturalmente, ci sarebbe la sera in cui poter vedersi con la mia donna oppure...fare qualcosa per rilassarsi.
Purtroppo, sono vittima della mia negativizzazione, per usare un termine coniato dalla mia terapeuta. Oggi, per esempio, la mia donna mi ha chiesto di vederci dopo cena, anche se ho mia madre che si è auto-invitata a casa mia per l'ennesima volta. Una richiesta lecita, a cui io ho risposto immediatamente di no. Conoscendo i ritmi della mia donna, temevo che mi chiedesse di star fuori fino a mezzanotte (lei lavora dalle 10 del mattino in poi), cosa che mi causa problemi per la gestione del sonno.
Ci siamo chiariti: lei vuole solo vedermi il tempo di un caffè, poi lasciarmi riposare.
Non credo che sia colpa degli eventi che mi capitano, ma come li vivo io: tutto - per me - è un dovere. Il piacere dove sta?


Ti dico che per anni ho vissuto la medesima cosa, sono arrivato a vedere ogni cosa come un dovere, con l'idea di dover essere sempre disponibile per gli altri, mettendomi spesso in secondo piano, o quantomeno costringendomi ai salti mortali per essere sempre presente, a volte solo per onorare un impegno preso.
Ricordo addirittura una volta una gita sulla neve di svariate ore nonostante un problema fisico non indifferente, dal momento che mi ero preso l' impegno con altri, non potevo tirarmi indietro, non stavo per niente bene.
Quindi il fattore tempo non sono mai riuscito a gestirlo bene.
Come spesso è capitato nei miei estremi, ad un certo punto sono arrivato a mollare quasi tutto, e in maniera letteralmente per niente graduale, complice anche un non rinnovo contrattuale sul lavoro.
Adesso a distanza di 10 anni, il fattore tempo, in ogni cosa, è diventato un aspetto primario, e son diventato molto guardingo nel cercare le compagnie, per qualsiasi cosa, dato che poi mi ritroverei ancora in difficoltà con i no.

Ricordo 10 anni fa, non so dove trovassi le forze/energie, forse era l'aspettativa degli altri nei miei confronti, come se soddisfare una richiesta/bisogno di qualcuno, fosse l'elemento necessario per generare quello che sempre mi mancava, la giusta autostima.

This post has been edited 1 times, last edit by "puntoliberatutti" (Jun 18th 2019, 11:25pm)


luca63

mistico dubbioso

  • "luca63" is male

Posts: 295

Activitypoints: 800

Date of registration: Oct 27th 2013

Location: genova

  • Send private message

5

Wednesday, June 19th 2019, 7:34am

hai toccato un nervo scoperto anche mio.

spero che il thread proceda bene, in modo da avere spunti per cambiare.

la base si sa: dare sempre il massimo, essere sempre disponibili e affidabili, non riuscire mai a dire di no e men che mai incazzarsi con chi ti tratta male o ti fa un torto... e poi si scoppia (o ci si deprime).

e ancora peggio, andando avanti nella vita ti accorgi che tutto quello sforzo che hai fatto pensando di risultare più amabile a qualcuno, affogando nell'ansia per riuscire a fare tutto, ad arrivare in orario, a finire in tempo, a occuparsi di questo e di quello, o non è stato colto, o non è stato capito, o è dato per dovuto (eh, come si abitua presto la gente!) oppure non era abbastanza.
E non è mai abbastanza...
Ok, le premesse sono chiare: una vita a sacrificarsi per essere accettati, e poi scopri di essere considerato meno del primo egoista presuntuoso che arriva a fare il suo spettacolino.

Si coltiva abnegazione e si raccoglie rabbia.

Ecco: le strategie per cambiare?

Non dico quelle per dire di No, fin lì ci si può arrivare (magari sentendosi in colpa per mesi...).
Ma quelle per godersi le cose che si fanno, volendosi bene e provando piacere della vita, invece che questa costante ansia di dover fare e sacrificarsi (per il lavoro, per qualcuno, per gli amici, perché è giusto, per il mondo, per gli alieni...)?
Capire davvero cosa ti fa stare bene, cercarlo, pretenderlo anche se qualcuno potrebbe non approvare (e ovviamente c'è sempre qualcuno che può non approvare)?

Spesso sembra di aver atrofizzato i centri stessi del piacere.

Mi metto accanto all' opener e attendo consigli...
l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP

Scorpio1963

Utente Fedele

  • "Scorpio1963" is male
  • "Scorpio1963" has been banned

Posts: 520

Activitypoints: 1,623

Date of registration: Feb 21st 2019

Location: Toscana

  • Send private message

6

Wednesday, June 19th 2019, 9:02am

Io posso portare un esempio concreto .. per arrivare a dire che secondo me è una questione di “piacere” che non entra in circolarità con l’altro, da cui non ritorna indietro nulla.. un piacere sterile, quindi, che lentamente si trasforma in dovere

Io ho sempre provato enorme piacere a cucinare per una persona per la quale provo sentimento.

È un piacere vero, non è fatica, non richiede cose in cambio, ma semplice accoglienza e “ritorno” in termini di piacere percepito, ricevuto.. goduto, in due parole circolarità del piacere.

Nel mio contesto familiare nulla pare circolare in questo senso, certo .. ovvio ciò che ho cucinato viene mangiato, ma.. a me non basta, non è il “consumare” ciò che ho cucinato .. non ricevo nulla di tutta la passione e il piacere che ho messo nel preparare per l’altra

Ho non molto tempo fa come voluto fare un esperimento, con una persona a me estremamente vicina.. parlandole di questo mio piacere che era divenuto come un dovere.

Ma io sentivo ancora vivo in me il piacere e mi pareva di rendermi conto del perché sfioriva in me, e me lo ritrovavo addosso come un dovere

Ho cucinato per lei.. qualcosa di semplice, nulla di impegnativo.. due scaloppine al vino bianco.. ma era proprio per mettere in gioco fra noi il godimento che avevo nel “preparare e cucinare” per lei. Volevo provare cosa si sentiva

Ebbene.. lei mi era poco distante.. osservava tutto.. mi guardava.. “raccoglieva” il mio piacere e lo riceveva addosso mentre mi arrangiavo tra padelle varie.. a tratti voleva avvicinarsi per aiutarmi ma la bloccavo.

Ho più volte provato la pulsione fortissima di mollare tutto e saltarle addosso, da quanto mi restituiva con il suo essere presente, attenta, recettiva

Quello che mi ha restituito in QUEL mio “fare” solo con il suo sguardo, la sua presenza, le sue espressioni attente e imbarazzate, è stato enorme.. e lei mi ha fatto capire esattamente il senso più completo del mio piacere di “darmi da fare” restituendomi 1000 volte tanto, durante la preparazione.

Quindi.. (e non so quanto ciò possa servire a chi legge) io credo sia una questione di “circolarità” .. di recettività, di presenza e compartecipazione dell’altro nel piacere nostro di fare qualcosa per l’altro.

E non è uno scambio (io ho cucinato, ora tu lavi i piatti) assolutamente no

È proprio circolarità e scambio di fluidi, secondo me
Attento a quel che desideri: potresti ottenerlo..

mpoletti

Amico Inseparabile

  • "mpoletti" is male
  • "mpoletti" started this thread

Posts: 1,240

Activitypoints: 4,497

Date of registration: Mar 12th 2014

  • Send private message

7

Friday, June 21st 2019, 10:49am

Leggendo il titolo ho pensato...lo ha scritto ''polé''...difatti...ma un carico di botte, un grande carico, se facessero una opera utile di una TAV da quì a te per inviarti, ad alta velocità, un carico di botte...Tontinelli dove sei quando serve?

windrew, apprezzo il tuo sarcasmo, anche se ne sono oggetto.

mpoletti

Amico Inseparabile

  • "mpoletti" is male
  • "mpoletti" started this thread

Posts: 1,240

Activitypoints: 4,497

Date of registration: Mar 12th 2014

  • Send private message

8

Friday, June 21st 2019, 10:54am

È proprio circolarità e scambio di fluidi, secondo me

Scorpio, anche secondo me.
Il punto è che questa circolarità non la percepisco o, quanto meno, la percepisco molto poco.
Ti faccio un esempio culinario. Domenica scorsa mi sono messo di buona lena e ho fatto quattro/cinque porzioni di tagliatelle fresche: ho impastato, tirato la sfoglia, tagliato quello che c'era da tagliare. Ne ho dato una porzione alla portinaia del mio stabile: è stata la prima persona che mi ha ringraziato sentitamente per qualcosa che ho fatto io...Negli altri casi, solo ringraziamenti "stiracchiati".

Scorpio1963

Utente Fedele

  • "Scorpio1963" is male
  • "Scorpio1963" has been banned

Posts: 520

Activitypoints: 1,623

Date of registration: Feb 21st 2019

Location: Toscana

  • Send private message

9

Friday, June 21st 2019, 11:53am


Scorpio, anche secondo me.
Il punto è che questa circolarità non la percepisco o, quanto meno, la percepisco molto poco.
Ti faccio un esempio culinario. Domenica scorsa mi sono messo di buona lena e ho fatto quattro/cinque porzioni di tagliatelle fresche: ho impastato, tirato la sfoglia, tagliato quello che c'era da tagliare. Ne ho dato una porzione alla portinaia del mio stabile: è stata la prima persona che mi ha ringraziato sentitamente per qualcosa che ho fatto io...Negli altri casi, solo ringraziamenti "stiracchiati".


È un bell'esempio quello culinario

E il PIACERE è complesso da spiegare , per chi prova piacere a "fare"
E a offrire

Io sono fermamente convinto che sia un piacere che richiede persone degne di "coglierlo" "accoglierlo" e "condividerlo" e non x tutti vi è accesso a questo

L'accesso lo si ha al "risultato" di quel piacere (le tagliatelle o le scaloppine) e a quel che "entra" in pancia (sempre x restare sul culinario

Io sono divenuto molto esigente (confesso) e molto fiero del mio piacere, e lo concedo solo a chi ne è veramente "degno"

Credo sia una operazione importante: appropriarsi della dignità del proprio piacere in questa forma

E non darne accesso a tutti.
Attento a quel che desideri: potresti ottenerlo..

arianna73

Amico Inseparabile

Posts: 1,094

Activitypoints: 3,296

Date of registration: Apr 11th 2019

  • Send private message

10

Friday, June 21st 2019, 12:08pm

Mi viene in mente una canzone di Battisti nel suo ultimo periodo "sperimentale", il cui testo parla de "il sistema dei piaceri".
Di base abbiamo bisogno di un circuito di gratificazione, circolare, o di scambio che sia, diretta o indiretta è la gratificazione che innesca un senso di "ne vale la pena" e/o "sì che così è un piacere".

In tutto questo però è essenziale anche capire cosa sono "gli altri" per noi.
A volte c'è un rapporto conflittuale (quelle persone per noi sono importanti ma non tutto è semplice, per sintetizzare) e allora la nostra soglia di "gratificazione" si alza.
Per restare nell'esempio, ci aspettiamo / pretendiamo ringraziamenti entusiasti, coinvolgimenti intensi etc.
Non da escludere che gli altri percepiscano questa nostra aspettativa ricattatoria (volontariamente o involontariamente ricattatoria, e la percepiscano consciamente o meno) e gli venga ancora più difficile esternare quei comportamenti che vorremmo.
Il che crea un bel circolo vizioso.

Forse l'unica è alleggerire le nostre aspettative e la nostra rabbia strisciante.

windrew

La vita è attaccata ad un filo sottile che va tenuto stretto.

  • "windrew" is male

Posts: 1,410

Activitypoints: 3,635

Date of registration: Jun 26th 2016

Location: emilia-romagna

Occupation: una volta

  • Send private message

11

Saturday, June 22nd 2019, 2:34am

Il mio è un sarcasmo buono, sai bene che non capisco i problemi che ti fai, in quanto non li hai. Tu sai cosa penso di te e mi dispiace per queste situazioni che ti crei. Comunque, non essendo lì, io non posso sapere quali meccanismi ti coinvolgono. Però credo che tu sia diverso da come ti racconti, tu sia più forte, e quei problemi che ti fai siano una esagerazione o proprio non ci siano. Questo senza mancare di rispetto al tuo disagio, capisco che soffri. Poi sei un'acquario di fine gennaio, quindi ''sfortunato'' spesso e che si ritrova in strane situazioni suo malgrado.
se vi è un problema, in quanto tale, ha una soluzione, altrimenti è un dato di fatto con cui convivere

frili

giovane amica

Posts: 272

Activitypoints: 668

Date of registration: Apr 21st 2018

  • Send private message

12

Saturday, June 22nd 2019, 6:49am

Poi sei un'acquario di fine gennaio, quindi ''sfortunato'' spesso e che si ritrova in strane situazioni suo malgrado.

Sei astrologo windrew? :D

Birdy

Colonna del Forum

  • "Birdy" is male
  • "Birdy" has been banned

Posts: 1,710

Activitypoints: 5,213

Date of registration: Jul 5th 2015

  • Send private message

13

Saturday, June 22nd 2019, 7:31am

Metafora cretina: un tizio si sente in sovrappeso e va a correre. Torna più affamato del solito ed aumenta l'introito calorico. Vedendosi ingrassato decide di aumentare la distanza percorsa correndo. Torna a casa con una fame da matti e si mangia anche il tavolo e così via...

Mi rendo conto quanto sia difficile rimettere in discussione delle convizioni errate o peggio ancora (meccanismo più subdolo) male interpretazioni/conclusioni sbagliate di fatti intrinsecamente giusti (correndo si bruciano calorie; più si consuma e più aumenta la necessità energetica dell'organismo).

Fatta questa noiosa premessa, sempre in riferimento all'esempio stupido che ho fatto, dobbiamo rintracciare dentro di noi la falla nell'equazione che crediamo di applicare nella maniera corretta.

Ognuno però innesca il proprio specifico circolo vizioso e non esiste una soluzione univoca.

Nel mio caso alla radice c'è una difficoltà da parte della mia mente di accettare alcune verità...mi consumo nel tentativo di dimostrare il contrario (fino al crollo ovviamente). Il cucinare scaloppine al marsala ad una ballerina cubana diventa un simbolo/pretesto.

Per dirne una, coerentemente col tema del thread, non riesco a farmi entrare in testa che esistano persone così aride da svuotarmi nell'inutile rincorsa verso un'approvazione che non arriverà mai.

Mi illudo di avere il potere di alterare un'immagine definita fin nei minimi dettagli pur di non confrontarmi con la mia (reale) impotenza davanti l'ineluttabilità di eventi (percepiti come) catastrofici/angoscianti (da approfondire...volendo...ma anche no).

In ultima analisi l'uomo può anche sentirsi schiavo (da li la sensazione di "dovere") nella continua ricerca del piacere...ma quì entriamo in territori davvero minati.

fran235

Esperto del Forum

  • "fran235" is male

Posts: 8,530

Activitypoints: 19,918

Date of registration: Oct 5th 2016

Location: Roma e l'universo

Occupation: something

  • Send private message

14

Saturday, June 22nd 2019, 8:15am

Caro mpoletti....il tuo classico problema della doverizzazione. Mi colpisce ogni volta anche quando parli del sonno..."gestione del sonno". Anche quello é un dovere per te. Ma la terapeuta che dice di tutto cio? Perché il cardine é quello. Tu vivi tutto come un dovere...scommetto anche bere un bicchiere di acqua
The sound of waves in a pool of water
I'm drowning in my nostalgia

luca63

mistico dubbioso

  • "luca63" is male

Posts: 295

Activitypoints: 800

Date of registration: Oct 27th 2013

Location: genova

  • Send private message

15

Saturday, June 22nd 2019, 9:02am

Non da escludere che gli altri percepiscano questa nostra aspettativa ricattatoria (volontariamente o involontariamente ricattatoria, e la percepiscano consciamente o meno) e gli venga ancora più difficile esternare quei comportamenti che vorremmo.
Il che crea un bel circolo vizioso.

certo arianna, questo è chiaro: probabilmente si cerca sempre quella gratificazione genitoriale mancata, e la ricerca di approvazione rivela così una persona che vuole essere rassicurata piuttosto che pensare davvero agli altri. È un nodo profondo ma comprensibile.

Mi chiedo però come si può passare da questa modalità - errata perché pone il centro di giudizio su di sé esternamente a sé, col tremendo rischio di attirare manipolatori - ad un capovolgimento in cui si fanno le cose per il proprio piacere di farle, dandosi quindi dei limiti.
Secondo me nasce qui il problema: una difficoltà a percepire "questa cosa sarebbe carino/giusto farla, ma non ho voglia/ tempo di farla, pazienza se ci rimangono male."

Non si tratta di cercare il piacere a tutti i costi, ma il contrario: avere un minimo sindacale di momenti di piacere nella vita in modo da poter capire la differenza tra piacere/dovere...
Ed è un problema innanzitutto con sé stessi, col permetterselo davvero, il piacere.
Problema - parlo per me - di non facile soluzione.
l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP

Similar threads