Homepage di Nienteansia.it
Switch to english language  Passa alla lingua italiana  

You are not logged in.


animo7

Nuovo Utente

  • "animo7" started this thread

Posts: 4

Activitypoints: 26

Date of registration: Jan 27th 2020

  • Send private message

1

Monday, January 27th 2020, 10:17pm

Autorealizzazione e relazione col passato

Ciao colgo l'occasione per scrivere qui visto che ci sono esperti e qualcuno che probabilmente sta passando lo stesso stato di insoddisfazione .
Ho 30 anni e sono in una crisi che si è protratta dal termine degli studi 11 anni fa, insicuro di me e probabilmente risultato dell'ambiente familiare in cui sono cresciuto con genitori chiusi mentalmente. avevo manifestato buoni risultati scolastici alle medie e poi disastro nella scelta della scuola (scelta fondamentale ) scartando il liceo nel panico familiare perché nessuno sapeva guidarmi al tempo. Infatti tutti i miei amici che si sono laureati hanno conseguito a pieni voti la laurea addirittura anche all'estero .Premetto che il loro background familiare e sicuramente superiore al mio in quanto hanno tutti almeno un genitore diplomato e laureato (mentre io entrambi con le medie). Amo la matematica o meglio amavo, anche le statistiche e dai dati nazionali pare che questa scelta sia dovuta proprio a questo orientamento per un istituto tecnico ritrovandomi nel range genitori non diplomati. Ho avuto dei traumi da piccolo in merito all'autostima tipo non considerato da mio padre che è totalmente ignorante e non capisce nulla di nulla (Non si dovrebbe ma faccio confronti con i genitori degli altri)mi ha fatto vivere con insicurezza da sempre mai in grado di darmi un consiglio, distratto , perché talvolta ero schivo dalle superiori. Mai avuto una guida nello studio,
Arrivo alle superiori disastro, matematica divento il peggiore perché il prof era perennemente assente mi ritrovo a strappare il diploma con un voto mediocre più vicino al 70 che all' 80 nella più completa ignoranza di ciò che mi stava accadendo o che mi sarebbe accaduto. Quei pochi amici prendono le loro strade e io continuo a coltivare insicurezza mentre gli altri iniziano il percorso di laurea io sono nell'oblio mentre gli altri conseguono la laurea anche all'estero io inizio a fare lavori facendomi sfruttare per pochi spiccioli senza una guida, denigrato e mal pagato (colpa mia) va avanti cosi fino a 1 anno fa. Pieno di sofferenza per ciò che non ho costruito ho 30 anni leggo e sto dedicandomi a studiare inglese e un altra disciplina per sfuggire a questo destino beffardo che non mi ha dato altro che ignoranza. Non mi dilungo ancora. Ne sto venendo fuori grazie alla lettura di libri sulla psicologia che mi servono come il pane, consiglio a tutti Psicosintesi di Roberto Assagioli che lo ritengo di sostegno ma poi ho dei crolli quando vedo i curriculum degli altri,poi magari gli esperti che ne sanno di più appoggeranno il mio pensiero. Sono molto riflessivo gli ultimi 3 anni sono stati devastanti. Mi sento in gabbia il tempo scorre e vedo ragazzi più piccoli di 7 8 anni laureati. Non mi sento maturo per niente con molte cose da risolvere.Avete consigli in merito su come lavorarci su? Grazie dell'attenzione.
Animo7

Fiamma 77

Utente Attivo

  • "Fiamma 77" is female

Posts: 18

Activitypoints: 68

Date of registration: Jan 17th 2020

Location: Milano

Occupation: Barista

  • Send private message

2

Wednesday, January 29th 2020, 10:11am

Carissimo, non sono una esperta ma una persona che ha avuto un passato genitoriale simile al tuo. Dopo la terza media già mio padre voleva che andassi a lavorare (i figli erano un fastidio e dovevano almeno contribuire economicamente per pagare il disturbo ). Fortunatamente ho insistito per prendere almeno il diploma. E da lì di nuovo ricomincia il discorso "devi andare a lavorare ". Io volevo iscrivermi all'università ma non osavo chiederlo dunque sotto.pressione di mio padre ho accettato il primo lavoro che mi è capitato. Ovviamente per quanto riguarda le miei amiche alcune sono andate a studiare all'estero o hanno aspettato un lavoro d'ufficio ritenuto appropriato agli studi fatti ( io ho 42 anni , ai mie tempi era facile col diploma trovare un lavoro "di concetto "). Io come te ho cominciato con lavori manuali e mal pagati. Adesso faccio la barista , un lavoro faticoso ma dignitoso come qualsiasi lavoro. Dopo tanti anni ho rivisto le mie amiche . Ognuna di noi ha avuto il suo percorso di vita , io sono l'unica a fare un lavoro manuale ma ti posso assicurare che nella vita "non sei.un fallito a seconda se prendi una laurea o se hai un lavoro prestigioso ". L ' unico fallimento a chi come noi è partito in svantaggio è quello di sentirsi e rassegnarsi a come ci hanno voluto far sentire i nostri genitori. Questi ultimi credo non l'abbiamo nemmeno fatto per cattiveria ma solo.per ignoranza. Il mio consiglio è di guardare avanti e non indietro. Sei giovane abbastanza per prendere in mano le redini della tua vita. Fallito è chi non tenta di rompere le catene del "destino di famiglia ". Tu comunque ci stai provando e questo denota in te carattere. È facile per chi ha la strada spianata è più difficile per chi deve costruirsi da zero. Altro che fallito sei un guerriero. Forza, coraggio e impegno e soprattutto non guardare gli altri concentrati su te stesso e il tuo futuro da costruire.

animo7

Nuovo Utente

  • "animo7" started this thread

Posts: 4

Activitypoints: 26

Date of registration: Jan 27th 2020

  • Send private message

3

Wednesday, January 29th 2020, 8:47pm

Fiamma grazie delle preziose parole. Si ho sempre sofferto di queste mancanze, serve impegno per riorganizzare la propria vita. So cosa significa fare un lavoro manuale e so che è dura. Cè sempre una soluzione che non allieva ma perlomeno hai l'animo a posto con te stesso. Ti auguro il meglio. E ti auguro di trovare il tuo equilibrio migliore per stare bene . Sei una forza. Consiglio a tutti di uscire dalla propria zona di comfort perchè oltre quella si nasconde la sfida e la vita. E guardate anche meno i social e occupate quel tempo per migliorarvi . Grazie Fiamma