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*Asia*

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Wednesday, May 15th 2019, 11:23am

La lunga luminosa oscurità

Dell'uomo come animale sociale

Da che ho memoria, mi è stato rimproverato, tra le altre cose, di essere un'asociale, una musona, una sfigata e chi più ne ha, più ne metta.
In realtà mi si rimprovera di qualcosa che non è nelle mie corde, come se ad un pesce si rimproverasse di non saper volare, lo si spronasse a farlo e si ridesse dei suoi maldestri tentativi.
Quando ho provato a confrontarmi, le argomentazioni con le quali mi si contestava vertevano sul concetto di uomo animale sociale, una natura alla quale nessuno dovrebbe sottrarsi.

L'effetto che mi faceva tale argomento ero lo stesso che se mi avessero proposto di mangiare merda.
"Asia, piccola testa di cazzo, la natura umana ci impone di nutrirci di merda e alla natura nessuno sfugge"
"Purtroppo sono intollerante alla merda, mi provoca nausea ed altri malesseri"
"Perchè sei limitata, tarata, sbagliata: guarda il nostro mondo, tutti noi mangiamo merda e ne traiamo grande godimento. Comunque, per farla breve: o ti adegui o te la faremo pagare".

Da qui il mio vagare nel mondo tra persone che mi disprezzano ed altre che non mi capiscano. Curioso comunque il modo in cui si cerca di integrare i membri della società difformi dai canoni della mentalità dominante: bullismo, emarginazione, disprezzo, minacce, ogni sorta di umiliazione. Ah i cari vecchi campi di concentramento, lì almeno ti facevano schiattare direttamente, era di sicuro un'agonia più breve.

Dunque il mio ingegno aveva partorito una soluzione: il suicidio. Purtroppo anche la natura si fa beffe di me: mi priva di empatia, spirito di socializzazione, persino la libido mi è scomparsa, ma l'istinto di sopravvivenza no, quello se ne sta lì, ritto come un figlio di puttana ad impedirmi di compiere quell'unico passo verso la fine delle mie sofferenze.

Dunque per sintetizzare: da una parte ci sono io che non riesco a stare in mezzo agli altri e dall'altra gli altri che mi aiutano a diventare come loro, a suon di calci nel culo ed ogni sorta di deliziose violenze psichiche.

Chi ha detto "Sei tu che disprezzi gli altri, per forza che loro disprezzano te"?
Caro amico Grillo Parlante, esimio dottor Avvocato del Diavolo, sappi che se la vita fosse uno specchio come tu sostieni, riceverei indifferenza, me ne starei tranquilla a farmi i cazzi miei come se fossi invisibile, le mie interazioni necessarie col mondo si ridurrebbero a pochi educati e superficiali scambi, funzionali a dover svolgere qualche lavoro per procurarmi il pane. Niente di più, niente di meno. Mi hai mai vista aggredire, giudicare, offendere, tormentare qualcuno? Nemmeno mi vedrai mai, dato che il mio scopo è scivolare nell'invisibilità e nel silenzio. Magari il mondo mi rendesse pan per focaccia, ma con quelli con me non si usano tali gentilezze.

*Asia*

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Wednesday, May 15th 2019, 11:59am

Algoritmo del forum Nienteansia, ore 11:53

Pensiero del momento: Allontanarsi dal mondo, restare sconosciuti e non avere rimpianti: a questo può arrivare solo l'uomo superiore. Confucio

Algoritmo del forum feat. Confucio che confuta l'uomo come animale sociale con il concetto di uomo superiore.

Sempre detto che il Caso ha un ottimo senso dell'umorismo

*Asia*

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Wednesday, May 15th 2019, 2:56pm

Delle critiche costruttive

Non ho mai afferrato il senso della cosiddetta critica costruttiva. Una critica, di per sè, mette in discussione -nel migliore dei casi- il comportamento di una persona. Dietro quel comportamento però c'è la persona con una sua sensibilità, un suo vissuto, le sue ferite, le sue cicatrici, sogni e bisogni che non ammette nemmeno a se stessa.
Dietro un comportamento c'è un mondo.
Dunque pure la critica al comportamento è critica alla persona, è un comunicare: in te c'è qualcosa di sbagliato.

Qualcosa di sbagliato può esserci, nessuno è perfetto, o sceglie sempre il comportamento più funzionale ed impeccabile, non è questo il punto.

Il punto è che se per arrivare in un luogo ci sono diverse strade, non vado a prendere quella più controversa.
Ma iniziamo dal punto di partenza: ovvero che, se un parere non viene sollecitato direttamente, vale la regola aurea di farsi i cazzi propri.
Gli altri possono fare tutto quel che vogliono finchè non interferiscono con la mia vita. Lo condivido, non lo condivido, io farei diversamente? Chissenefrega, non ho certo la capacità matematica di sapere cosa sia meglio per le vite altrui.

Poniamo il caso di una persona a cui tenga. Parlando per assurdo, si intende. Questa persona sta pedalando a tutta velocità verso un precipizio.
Lo fermerò forse dicendogli: "cazzo fai testa di minchia"?
oppure con un'argomentazione più pacata
"ma non vedi che se continui a pedalare in quella direzione finirai sfracellato"?
Certo che no, perchè nella maggioranza dei casi sanno già i pericoli che corrono, non serve insultarli o focalizzare la situazione.
Allora io inizierei ad esplorare delle alternative che possano dare qualche compensazione importante in termini emotivi-autostima.
Esempio: " Fai delle foto stupende, perchè anzichè pedalare non viene un po' al mare a fotografare i gabbiani? Davvero, con la fotografia spacchi, per me arrivi ad eccellere."
Cercherei di dirottare la sua attenzione dalle corse della morte verso qualcos'altro, facendo leva appunto su qualche risorsa positiva da coltivare affinchè la persona possa sentirsi sempre più realizzata.

Poniamo pure il caso che qualche sprovveduto chieda il mio parere. Come aggiro la critica?
Analizzando la situazione, le cause, le conseguenze, le azioni compulsive che portano sempre gli stessi risultati, ogni fattore. Come a scuola, quando facevi l'analisi grammatica, logica, del periodo, mica giudichi uno scritto o lingua italiana? No, scomponi gli elementi, li definisci, ne elenchi le caratteristiche, le connessioni.
Lascio che la persona arrivi da sè a compiere le sostituzioni degli elementi disfunzionali con altro. Magari lancio qualche suggerimento a livello di ipotesi, senza caricare, in modo che l'altro lo confermi eventualmente di sua libera volontà.
Se vedo che non basta posso sempre spararmi la cartuccia di cui sopra.

Comunque, perchè sto cercando la soluzione ad un problema che non ho ? Mica le faccio io le critiche, finte costruttive o no. Dovrei piuttosto imparare a difendermi.
Ovviamente è sempre più facile risolvere i problemi che non hai, sarà che c'è quel giusto distacco, mentre negli altri ci stai troppo in mezzo.

Flavio10

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Wednesday, May 15th 2019, 7:42pm

ciao Asia,

ho letto che hai scritto nel mio post e ho letto seppur velocemente il tuo post.. o meglio i tuoi post.
intanto grazie perché mi sono sentito capito.
Riguardo te.. se ho ben capito, ci sono persone che ti criticano ..?
Beh... purtroppo fino a quando non ci rediamo conto che chi critica non è migliore di noi, allora le loro critiche ci faranno sempre male.
.....pensaci..... :)

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Thursday, May 16th 2019, 10:14am

ciao Asia,

ho letto che hai scritto nel mio post e ho letto seppur velocemente il tuo post.. o meglio i tuoi post.
intanto grazie perché mi sono sentito capito.
Riguardo te.. se ho ben capito, ci sono persone che ti criticano ..?
Beh... purtroppo fino a quando non ci rediamo conto che chi critica non è migliore di noi, allora le loro critiche ci faranno sempre male.
.....pensaci..... :)


Ciao Flavio, grazie per il tuo intervento, mi fa piacere che tu ti sia sentito capito. Per le critiche è giusto quanto tu affermi: bisogna innanzitutto vedere da chi provengono, il tono che assumono, ci sono persone che vivono solo per spargere veleno e purtroppo, pur riconoscendole, è molto difficile farsele scivolare addosso, almeno per me. Devo cercare e sperimentare qualche metodo efficace per rafforzarmi e difendermi, mi aspettano lunghe riflessioni a riguardo!

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Thursday, May 16th 2019, 10:59am

I Giganti, l'atroce verità, i nani meschini

Tra le varie turbe tormentose che mi affossano, ogni tanto emerge qualche sentimento inedito. Come la stima e mi dispiace notare che in genere la rivolgo solo ai Giganti, persone di immenso coraggio, intelletto, tenacia nelle loro scomode battaglie.
Vorrei stimare anche i guerrieri senza gloria, ma allora dovrei stimare anche me stessa, dunque non ce la faccio.
Credo che nessuno avrà mai più il coraggio immenso del giornalista Paolo Barnard. Guardare la realtà nel suo aspetto più atroce, capirlo, viverlo e rischiare per la verità, ben sapendo a cosa si va incontro. Parlo di lui perchè è l'unico Gigante vivente, gli altri non ci sono più. Da che l'ho scoperto in un programma di Paragone che condannava i crimini dell'UE ho seguito con regolarità il suo blog, la sua genialità e il suo coraggio erano consolanti, ma allo stesso tempo...quando sei all'ombra di un gigante ti senti ancora più miserabile.
Barnard rimproverava spesso la mancanza di coraggio delle persone che subivano passivamente senza ribellarsi, senza unirsi per combattere le battaglie sociali, ognuno chiuso nel suo orticello. Allora vedevo come in uno specchio tutti i miei limiti: che battaglie vuoi che combatta che non sono nemmeno capace di difendermi dalla vicina o dal caporeparto?
Ho combattuto e combatto battaglie pulciose per sopravvivere e il più delle volte le perdo, vedendo la mia autostima scivolare sempre più nel baratro. Certo se mi paragono alla media delle persone che mi circondano, a me ne sono capitate, oggettivamente, di più. E' il mio destino, a cosa serve dolermene? Mi dispiace solo aver perso tanti anni, tante forze, tante risorse per dover solamente stare a galla, mentre in uno scenario più tranquillo avrei potuto forse, dico forse, costruire qualcosa che mi rendesse fiera di me stessa e questo mi avrebbe, sempre forse, almeno salvata dal tormento dei pensieri suicidi.
Una cosa della quale dovrei smettere di lamentarmi è il giudizio altrui, Barnard ha tanta gente contro che gliene dice di ogni ma lui, soffrendo, ha sempre cercato la verità, Dostoevskij era alcoolista, ludopatico, tormentato dall'epilessia, i suoi pari lo descrivono come un uomo meschino eppure ha raggiunto l'ineguagliata vetta dei Fratelli Karamazov. Persino Rustin Cohle, pur essendo un personaggio di fantasia, doveva ricercare la verità nel baratro della sua vita distrutta, questo faceva di lui un True Detective.
Forse guardare in faccia la realtà con l'atroce coraggio di chiamare le cose con il loro vero nome è privilegio dei Giganti da una parte e dei nani meschini che non hanno più nulla da perdere, dall'altra.

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Friday, May 17th 2019, 11:38am

L'ammazzatoio

Devo smettere di rimanerci male per situazioni che ormai conosco da una vita.
Quelli che ti disprezzano perchè sei una disadattata, sei quella che proviene dalla famiglia di campagnoli sfigati e un filo inquietanti, sei quella che in mezzo al gruppo fa scena muta, non riesce ad intromettersi nelle conversazioni, non riesce a reagire a dovere alle frecciatine che dunque si ripetono. Perchè sei quella alla quale le intellettuali e le studentesse di psicologia hanno assegnato qualsiasi diagnosi random senza mai indovinare quella che hai realmente certificata. Perchè sei quella che scappa anzichè rimanere a farsi massacrare per nutrire l'ego altrui. Perchè sei stanca di tutto e vorresti essere invisibile, ma non te lo permettono e ti tormentano.
Allora io cosa dovrei cacciare fuori? Di integrarmi non ci penso proprio. Non ci riuscirei, sarebbe un eterno ritorno ciclico di: provare ad entrare in un gruppo, gente che non ti guarda negli occhi o gira le spalle, provare a entrare nelle loro conversazioni e non essere considerata, accettare inviti per serate in cui ti sentirai a disagio e sorbirti il terzo grado quando non le accetterai con annesso giudizio di asociale.
La gente è proprio forte: ti rapporti in modo cordiale---> ti emarginano
Li ignori---> ti tormentano perchè sei un'asociale
Le situazioni dovrebbere essere o bianche o nere, le zone grigie fanno solo incazzare la gente.
Non mi volete? Perfetto. Però mi ignorate a 360 gradi. Non mi salutate, non mi parlate, non mi rompete le palle in nessun modo.
Ritenete che ci debba essere un rapporto? Ok, allora non mi rendete la vita un inferno. Io non vi manco di rispetto, non faccio finta di non vedervi se vi incontro per strada, non vi lancio frecciatine, non mi faccio i cazzi vostri, mi ripagate con la mia stessa intelligente educazione e siamo a posto tutti.
Se posso esprimere una preferenza preferirei l'ignored totale. Non mi spaventa la solitudine, ci sono abituata e quando sei costretto a stare solo...finisci per innamorarti della tua solitudine.
Mi spaventa molto di più la cattiveria della gente, specialmente quando fa branco. Il dover parare colpi continuamente. Il vedermi piombare addosso giudizi trancianti come fulmini a ciel sereno e rimanerci talmente spiazzata da non aver nemmeno la lucidità di pensare ad una risposta qualunque.
Preferirei l'ignored anche ad un (ipotetico) rapporto educato e cordiale, tanto non ho niente da dire o da dare, lo vivrei come un dovere in cui mi sento pressata dalle aspettative altrui che non corrispondono minimamente alla vera me stessa.
L'alternativa rapporti costruittivi solo con poche persone positive non l'ho mai potuta sperimentare, dunque non so. Anzi inizio a dubitare dell'esistenza di queste mitologiche persone positive. O meglio la situazione è più complessa: penso anche che brave persone esistano, ma che per una serie di fattori, anche dipendenti dal mio vissuto, non incroceranno mai la mia strada.
Se non riesci a riscattarti dall'Assommoir, l'Ammazzatoio ben descritto da Zola, sempre quella gente troverai, perchè la miseria, sociale ed educativa, tira fuori solo il peggio delle persone, anche quelle che forse altri ambienti, altre famiglie, avrebbero reso, se non altro, più umane. Tra questi, ovviamente, mi ci metto anch'io.

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Wednesday, May 22nd 2019, 12:41pm

Lettera ad Alessia

Vedi Alessia, lo so che in fondo sei una carogna e per di più con vari problemi che temo non possano risolversi, ma faccio il tifo per te. Non posso dirtelo più di tanto in faccia per motivi di forza maggiore e poi perché ho paura che t'accolli, il che non te lo rimprovererei in via di principio, è che non posso aiutarti, né te, né nessuno, né me stessa.
Lo so che sei cattiva, ma in fondo sei pure troppo buona rispetto al branco di lupi travestiti da agnelli immacolati. Sei una persona inaccettabile ai loro occhi, nonostante i soldi della tua famiglia che, sadicamente, sbatti loro in faccia facendoli rosicare per non essere, come dicevi, upper class. So anche che non li sfotti solo per divertimento sadico, in quel caso tutto ok, normale routine. E' che sei sull'orlo di un baratro e a me piace sedere dalla parte del torto, quella della ragione è sempre troppo affollata.
E' che tu hai visto troppo il mondo rispetto a loro e non solo perché hai avuto la possibilità di viaggiare.
Vedi loro colgono la differenza, non la capiscono, ma la sentono con il loro fiuto di cani addomesticati che devono far la guardia al padrone per due croccantini e un calcio in culo. Se attacchi il padrone i cani si incazzano, capisci?
Non farti imbottire di farmaci se puoi, che sei più utile incazzata. Lo so, nemmeno io voglio il tuo bene, come non lo vuole nessuno e in quel posto lì l'abisso nero, goccia dopo goccia, ha scavato.
Ad ogni modo non mentivo quando ho detto che ti apprezzavo e i tuoi occhi sgranati di bambina folle si sono illuminati chiedendomi i motivi - davi per scontato che ce ne fossero più di uno- con la tua consueta spavalderia; ho giocato di fantasia rielaborando i motivi perché quello autentico non potevo dirlo. Io apprezzo la verità cruda e atroce che ti porti appresso come un vento di tempesta che ti precede e ti segue.

So che i provincialotti danno di matto quando vedono che parliamo e nemmeno tu te ne capaciti, dato che dietro alle spalle me ne avrai detto di ogni. Del resto, ne hai pure per il padreterno, questa è la tua maledizione e la tua benedizione. Non è nobiltà la mia, è il guardare dentro l'abisso di nietzschiana memoria e la consapevolezza che se avessi il tuo status, la tua follia e le tue palle, farei ben di peggio...

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Thursday, May 23rd 2019, 12:03pm

La Dama velata di nero

Oggi ho un invito da fare ed è rivolto a quella Dama Velata di nero che vedo spesso allo specchio.
Lady Depressione.
Vuoi venire a fare due chiacchiere con me, sfuggente signora? Vorrei ti sedessi al mio tavolo, davanti ad un tè profumato, quello che offro ai miei ospiti di riguardo e mi parlassi. Conosco il tuo volto velato, ma vorrei sentire la tua voce.
Spero che a tua volta contraccambierai la cortesia e mi inviterai a scendere lo stretto cunicolo, quello in cui nei sogni mi sento sempre soffocare e mi sveglio sconvolta. Stavolta ci metto l'intento, sarà sufficiente a non impanicarmi. Tu portami fino in fondo, non importa quanto sarà buio, portami all'estremo, nel nero più nero che c'è. Ho bisogno di risposte.
Di lame ne ho assaggiate tante, ho imparato a dissociarmi presto quando quel brivido freddo mi premeva alla gola, ho imparato troppe strategie di sopravvivenza malate e voglio capire perchè non mi sono lasciata andare, in fondo sarebbe stata la via più facile. Il mio istinto ha volute vincere le uniche battaglie che avrei voluto perdere.
Te ne prego Dama Velata, porta questo assurdo figlio di puttana all'inferno finchè non gli passa la voglia di coltellate o finchè non capisco perchè tutto questo accade.

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Friday, May 24th 2019, 10:11am

"Mi sembravi una ragazza intelligente"

La dolce, cara, madre di famiglia Noemi ha fatto un discorso talmente pieno di buonsenso che per poco non vomito.
Il buonsenso è una di quelle balle alle quali ho smesso di credere da anni, ma questo sarebbe un altro discorso.
Il problema è che ora hanno scoperto che non mi piegano ed inizierà il mobbing spietato. Ho resistito a lungo nell'invisibilità, ho evitato ogni discussione con la scaltrezza di un diplomatico consumato, ho fatto finta di non sentire, di non vedere, con un autocontrollo che a pensarci ora non credevo nemmeno di avere, ma sapevo che il momento sarebbe arrivato. Non mi sono dovuta nemmeno sobbarcare l'onere di trovare qualche insulto-non-insulto come si usa fare in quel covo di vipere.
Mi è bastato dire una parole di due lettere NO.
Non ero d'accordo con la maggioranza e quando hanno chiesto il mio parere, ho detto semplicemente no. Questo è bastato perchè la dolce, materna, pacata Noemi mi definisse Hannibal Lecter.
Seh, magari. Voglio dire: magari avessi l'intelletto superiore e la spietatezza del dottor Lecter, a quest'ora starei facendo qualcosa di più interessante e sicuramente più utile a me stessa e all'umanità.
Capisco che la scenata in cui Alessia ha dato di matto e Andrea rispondeva ad ogni osservazione con un perentorio: "Mo va a dar via el cul", sia stata troppo per il branco dell'oratorio abituato a mobbizzare sottobanco e farla franca.
Tranquille suorine, troverete sicuramente il modo di far licenziare noi scostumati psicopatici che non ci adeguiamo al buonsenso morale.
(A meno che...)
Il doctor Lecter si ritira in meditazione, au revoir




bimba84bimba84

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Friday, June 7th 2019, 10:52am

Dunque per sintetizzare: da una parte ci sono io che non riesco a stare in mezzo agli altri e dall'altra gli altri che mi aiutano a diventare come loro, a suon di calci nel culo ed ogni sorta di deliziose violenze psichiche.

Chi ha detto "Sei tu che disprezzi gli altri, per forza che loro disprezzano te"?
Caro amico Grillo Parlante, esimio dottor Avvocato del Diavolo, sappi che se la vita fosse uno specchio come tu sostieni, riceverei indifferenza, me ne starei tranquilla a farmi i cazzi miei come se fossi invisibile, le mie interazioni necessarie col mondo si ridurrebbero a pochi educati e superficiali scambi, funzionali a dover svolgere qualche lavoro per procurarmi il pane. Niente di più, niente di meno. Mi hai mai vista aggredire, giudicare, offendere, tormentare qualcuno? Nemmeno mi vedrai mai, dato che il mio scopo è scivolare nell'invisibilità e nel silenzio. Magari il mondo mi rendesse pan per focaccia, ma con quelli con me non si usano tali gentilezze.

Il problema è che se non sei come la massa vieni disprezzata..e quindi t obbligano a diventare parte della massa per essere Ok...orrore pure io non mi sento parte di questa società avida,marcia,violenta, superficiale..chi può amare questa società?? ?(

bimba84bimba84

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Friday, June 7th 2019, 10:58am

Poniamo il caso di una persona a cui tenga. Parlando per assurdo, si intende. Questa persona sta pedalando a tutta velocità verso un precipizio.
Lo fermerò forse dicendogli: "cazzo fai testa di minchia"?
oppure con un'argomentazione più pacata
"ma non vedi che se continui a pedalare in quella direzione finirai sfracellato"?
Certo che no, perchè nella maggioranza dei casi sanno già i pericoli che corrono, non serve insultarli o focalizzare la situazione.
Allora io inizierei ad esplorare delle alternative che possano dare qualche compensazione importante in termini emotivi-autostima.
Esempio: " Fai delle foto stupende, perchè anzichè pedalare non viene un po' al mare a fotografare i gabbiani? Davvero, con la fotografia spacchi, per me arrivi ad eccellere."
Cercherei di dirottare la sua attenzione dalle corse della morte verso qualcos'altro, facendo leva appunto su qualche risorsa positiva da coltivare affinchè la persona possa sentirsi sempre più realizzata.

Beh dire alla persona che se continua si sfracella non è una critica ma un avvertimento corretto, Poi giustamente starà alla persona scegliere che fare.. comunque non siamo giusti o sbagliati... abbiamo la possibilità di scegliere e diciamo che non sempre è fanno le scelte giuste.. resto del parere che le persone dovrebbero essere più comprensive,capaci di ascoltare veramente in modo da poter capire gli altri invece di giudicarli..