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Thursday, November 7th 2019, 8:31am

Per buona parte del "femminismo" le violenze fisiche e sessuali, le violenze morali ed i "femminicidi"( parola tanto stupida da vergognarmi di scriverla) sono rigurgiti del maschilismo più becero.
Come si propone di combatterli il femminismo? Ricercando le soluzioni attraverso il patriarcato che tanto contestano.
Quando un politico, esperto o "sapientologo" (a prescindere dal genere, schieramento politico, ideologico o religioso) dice cose tipo: "dobbiamo proteggere le donne"...non le sta in fondo definendo minus habentes?

Spesso si considera la donna come vittima della situazione in quanto il maschio è più forte, aggressivo e ovviamente dotato di un istinto predatorio e violento(che te lo dico a fare).
Mi piacerebbe immaginare, per assurdo, una proposta di legge in cui venga data alle donne la possibilità di portare ed usare armi da fuoco o da taglio nonché di essere addestrate come un SAS inglese, al fine di arginare il dislivello di cui sopra.
La legge in questione verrebbe ovviamente ostracizzata da coloro che, perlopiù in malafede, lucrano per vari fini con il "femminismo" ed io stesso non la considerei nemmeno risolutiva.
Tralasciando violenze che avvengono tra estranei(es. una donna stuprata da uno sconosciuto al parco) c'è una certa volontarietà della donna che decida di imbarcarsi e mantenere relazioni tossiche occasionali o di lunga durata con qualcuno; anche avendo la pistola (e diritto assoluto di usarla) spesso non la userebbe perché il problema è più profondo.
Nella nostra società i minorenni vivono a responsabilità limitata tanto quanto a diritti limitati, sul presupposto che in media non siano in grado di autodeterminarsi in maniera consapevole.
Di riflesso i minorenni spesso agiscono in modo coerente con questo sentire verso loro: quando io mi sbronzavo a 15 anni sapevo bene che facevo....semplicemente me ne sbattevo.
A differenza di molti maschilisti, trovo la donna sia e debba essere in grado di determinarsi nelle proprie scelte ed assumersene la responsabilità, peccato che allo stato attuale non tutte desiderino farlo; mantenere privilegi derivanti dal maschilismo nonostante il pretendere diritti di eguaglianza è un qualcosa che nel tempo le donne forse pagheranno caro.
Le donne più valide che conosco rifiutano il femminismo e sopratutto questo femminismo occidentale, non permettono che siano a decidere cosa e come debbano essere.

Sapevo che avrei scritto un pippone, scusa Pivaldo. Sono uscito pure fuori tema :D
Apatico,da smuovere con le granate.

Non ci sono femministe in una nave che sta affondando.
"Togliete dalla chiesa i miracoli, il soprannaturale, l’incomprensibile,
l’irragionevole, l’impossibile, l’inconoscibile, l’assurdo e non rimane
niente altro che il vuoto." Robert G. Ingersoll

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Thursday, November 7th 2019, 9:21am

il mondo delle leggi, dei processi è una immensa costruzione, lontana dall'umano
evitare le violenze, di qualsiasi tipo, da quella psicologica a quella fisica, vuol dire agire sull'umano, fare evolvere le qualità umane
cosa che nessuna legge può fare. è proprio lo strumento sbagliato. interviene dopo, a danni fatti, e lo fa ergendo una costruzione complicata ed impenetrabile, dove linguaggio, procedure sono fine ultime (inutile); gli operatori come parti dell'ingranaggio che non serve. le teorie sul consenso pieno o no, sul confine tra abuso e violenza, sulla definizione dei fatti si perde lì dentro in quella costruzione inutile. passato e presente uguale, con poche variabili e poche note di vera evoluzione umana.
namasté

Pivaldo

Passato attraverso parecchie tempeste, navigo ancora. Ma ho scoperto che non sopporto i cretini, vecchi o giovani che siano.

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33

Thursday, November 7th 2019, 10:09am

il mondo delle leggi, dei processi è una immensa costruzione, lontana dall'umano
evitare le violenze, di qualsiasi tipo, da quella psicologica a quella fisica, vuol dire agire sull'umano, fare evolvere le qualità umane


Bella immagine poetica e spirituale quella dell'agire sull'umano per educarlo. La mia anima profonda, seguace dell'anarchismo filosofico, condivide appieno.

La mia parte realistica mi fa dire che le regole, le leggi, sono necessarie sia per educare che per reprimere. Sono utili per dare ordine alla congerie dei comportamenti umani, spesso egoisticamente divergenti.

Il mondo delle leggi scritte (o orali tramandate) è la risposta umana organizzata alle patologie comportamentali di qualsiasi società.
Le leggi le fanno gli esseri umani sulla base di esperienze concrete, pensando che si possano dare risposte uniformi a problemi simili tra loro.

La più antica raccolta di leggi, fino ad oggi conosciuta, è il Codice di Hammurabi (re babilonese), risalente all'inizio del XVIII secolo a.C., e, per certi versi, è impressionante l'attualità delle disposizioni che conteneva. Il che vuol dire che trattava di problemi ancora non risolti dopo circa 4 millenni.

Tanto per dire, una famosa citazione è:
«I poveri, le vedove e gli orfani sono posti sotto la tutela dello Stato. Le donne sono protette contro i maltrattamenti del marito. In favore dei lavoratori viene alzato il salario e sono stabiliti i giorni di riposo annuali»

P.
(------------;)----------------)
Hold fast to dreams / For if dreams die /Life is a broken-winged bird / That cannot fly.
Hold fast to dreams / For when dreams go / Life is a barren field / Frozen with snow
(Dreams, Langston Hughes)

Pivaldo

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34

Thursday, November 7th 2019, 10:14am

Quando un politico, esperto o "sapientologo" (a prescindere dal genere, schieramento politico, ideologico o religioso) dice cose tipo: "dobbiamo proteggere le donne"...non le sta in fondo definendo minus habentes?


Sempre interessante il tuo punto di vista, Svogliato.
Il problema è che pure gli uomini (maschi) qualche volta andrebbero difesi dalle donne …

P.
(------------;)----------------)
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(Dreams, Langston Hughes)

35

Thursday, November 7th 2019, 1:29pm

ringrazio
Quando un politico, esperto o "sapientologo" (a prescindere dal genere, schieramento politico, ideologico o religioso) dice cose tipo: "dobbiamo proteggere le donne"...non le sta in fondo definendo minus habentes?


Sempre interessante il tuo punto di vista, Svogliato.
Il problema è che pure gli uomini (maschi) qualche volta andrebbero difesi dalle donne …

P.
(------------;)----------------)

Ti ringrazio.
Sfondi una porta aperta con me, Pivaldo.
Per quanto mi riguarda nelle società occidentali gli uomini sono discriminati perlomeno quanto le donne e sono soggetti a manipolazioni aberranti.
A dire il vero anche nelle tanto "misogine"(per carità, io non approvo la sottomssione e violenza sullla donna) società islamiche all'uomo spetta comunque l'onere di rendersi appetibile verso la donna e la sua famiglia; gli harem se li fanno i ricconi( e le donne non si lamentano)...i poveracci son fortunati a rimediarne una.


Comunque non vorrei andare fuori tema.
Difendere gli uomini come le donne e cercare di capirne le problematiche non dovrebbe essere solo un dovere quanto anche un punto di partenza per risolvere le problematiche come violenze, abusi ed omicidi che sopratutto avvengono in ambito relazionali.
È però un tabù parlarne; l'uomo non deve lamentarsi o viene considerato ed accusato di essere un senza palle.
Apatico,da smuovere con le granate.

Non ci sono femministe in una nave che sta affondando.
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l’irragionevole, l’impossibile, l’inconoscibile, l’assurdo e non rimane
niente altro che il vuoto." Robert G. Ingersoll

36

Thursday, November 7th 2019, 5:42pm

il mondo delle leggi, dei processi è una immensa costruzione, lontana dall'umano
evitare le violenze, di qualsiasi tipo, da quella psicologica a quella fisica, vuol dire agire sull'umano, fare evolvere le qualità umane


Bella immagine poetica e spirituale quella dell'agire sull'umano per educarlo. La mia anima profonda, seguace dell'anarchismo filosofico, condivide appieno.

La mia parte realistica mi fa dire che le regole, le leggi, sono necessarie sia per educare che per reprimere. Sono utili per dare ordine alla congerie dei comportamenti umani, spesso egoisticamente divergenti.

Il mondo delle leggi scritte (o orali tramandate) è la risposta umana organizzata alle patologie comportamentali di qualsiasi società.
Le leggi le fanno gli esseri umani sulla base di esperienze concrete, pensando che si possano dare risposte uniformi a problemi simili tra loro.

La più antica raccolta di leggi, fino ad oggi conosciuta, è il Codice di Hammurabi (re babilonese), risalente all'inizio del XVIII secolo a.C., e, per certi versi, è impressionante l'attualità delle disposizioni che conteneva. Il che vuol dire che trattava di problemi ancora non risolti dopo circa 4 millenni.

Tanto per dire, una famosa citazione è:
«I poveri, le vedove e gli orfani sono posti sotto la tutela dello Stato. Le donne sono protette contro i maltrattamenti del marito. In favore dei lavoratori viene alzato il salario e sono stabiliti i giorni di riposo annuali»

P.
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certo pivaldo, le regole hanno una loro funzione, talvolta pure educativa. perlomeno il loro rispetto garantisce un vivere, tendenzialmente civile.
il mio discorso, credo tu l'abbia ben inteso, è diretto ad un altro livello. è diretto al nostro essere umani, avere una struttura, una personalità ambigua e conflittuale; siamo perennemente in conflitto. i nostri comportamenti possono essere autentici, in sintonia con il nostro sentire oppure non esserlo. però i cambiamenti reali sono solo quelli che toccano dentro. talvolta può capitare che una regola applicata, un processo in qualche aula di tribunale inneschi anche un processo modificativo, un processo evolutivo dell'essere umano ma siamo sinceri...è una cosa veramente rara e soprattutto succede altrove, non nell'aula del tribunale. lì generalmente lavora sulla colpa, sulla paura. lì dove siamo animali e non esseri umani.

se la guardiamo così, la violenza non ha genere ed inserire il genere come elemento identificativo di qualsivoglia violenza è un altro mattone per costruire quel castello complicato che ci allontana da noi. assolutamente inutile. è un buon esercizio rivelare le violenze subite dall'uomo, inteso come maschio ma appunto è solo un buon esercizio. non va a toccare quella parte, quel conflitto dentro di noi che portiamo in ogni relazione, sia essa occasionale o duratura. finché non andiamo a rovistare in quello zaino che la famiglia e la nostra natura ci ha cucito addosso, le violenze continueranno - nonostante i molteplici esercizi.
namasté

Pivaldo

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37

Friday, November 8th 2019, 10:03am

il mio discorso, credo tu l'abbia ben inteso, è diretto ad un altro livello. è diretto al nostro essere umani, avere una struttura, una personalità ambigua e conflittuale; siamo perennemente in conflitto. i nostri comportamenti possono essere autentici, in sintonia con il nostro sentire oppure non esserlo. però i cambiamenti reali sono solo quelli che toccano dentro. talvolta può capitare che una regola applicata, un processo in qualche aula di tribunale inneschi anche un processo modificativo, un processo evolutivo dell'essere umano ma siamo sinceri...è una cosa veramente rara e soprattutto succede altrove, non nell'aula del tribunale. lì generalmente lavora sulla colpa, sulla paura. lì dove siamo animali e non esseri umani.


Credo di aver capito quello che intendevi esprimere.
La natura umana è quasi mai coerente e prevedibile: talvolta le persone più inermi e tranquille sono capaci di violenze inenarrabili o, viceversa, persone violente sono capaci di gesti di pietà commendevoli.
Quindi, la vera educazione ai valori morali si dirige sempre alla natura umana, alla personalità che si evolve nello scorrere della vita, caratterizzata, come dici tu, dall'essere in perenne conflitto.

Non è un caso che avessi sottolineato come nelle aule dei tribunali si discute di realtà apparenti, spesso opposte alla sostanza dei fatti. Questa dicotomia fa pensare … molto, perché rischia di essere diseducativa.

Tanti anni fa, agli albori della comparsa dei PC, comprai su una bancarella di libri usati del mercato di Sarzana un vecchio libro autobiografico di un avvocato penalista tra fine 'Ottocento ed inizio 'Novecento, intitolato "L'Uomo e la Toga" (di Sereno Locatelli Milesi, 1938 ) e trassi dalla sua lettura il convincimento che quella dicotomia tra applicazione delle leggi e realtà sia sempre esistita. La mia personale esperienza me l'ha confermata.

Però, capita che certe decisioni prese nelle aule dei Tribunali determino grandi cambiamenti che conducano alla emergenza della verità, con ricadute anche di valore educativo (penso al processo del delitto del Circeo, al recente processo Cucchi, ad es.) di larga portata. In quel caso, anche il sistema ordinamentale positivo dà una mano all'affermazione dei valori morali.

Non c'è dubbio che la questione della determinazione del confine tra violenza sessuale e consenso prestato sia da molti anni alla ribalta delle discussioni polemiche, perché - al di là dei casi estremi, dove non ci può essere dubbio - esiste un'area di grande ambiguità, dove le interpretazioni soggettive ed i convincimenti inespressi giocano un grande ruolo.

P.
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Friday, November 8th 2019, 11:31am

mi fai ricordare un vecchio legale, deceduto qualche anno fa. uno di quelli che oltre all'intelligenza tecnica necessaria, aveva umanità (da vendere) per vissuto personale. spaziava dai grandi processi politici ai procedimenti "banali", con la stessa serietà però sempre consapevole del "gioco" che si giocava con la toga e il reale potenziale sugli assistiti. si preparava sui testi dei grandi filosofi....non era casuale
cmq, sto andando OT...
namasté