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LuceOscura

Solitario

  • "LuceOscura" is male

Posts: 717

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61

Friday, December 9th 2016, 1:08pm

[...] Nel microcosmo c'è l'anima gemella... nel macrocosmo c'è la religione... due catene fatte apposta per tenere l'individuo schiacciato a terra... per non farlo elevare... per tenerlo lontano dall'Autorealizzazione... ci viene insegnato che si può esser felici solo se si aspetta un Babbo Natale... un'anima gemella... un dio... [...]


:thumbup:

Ci hanno insegnato che il miglior attacco è la difesa
La miglior difesa la resa
Il miglior modo per vivere mortificare se stessi stando in attesa... di qualcosa che non verrà ! :-W
...Splende in un luogo oscuro...

bub

Utente Attivo

  • "bub" is male

Posts: 54

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62

Saturday, December 10th 2016, 6:25am

In relazione invece a quello che qui sto quotando: non hai capito come ragiono.

Il mio ragionamento è pragmatico. Io non giudico in termini semplicistici di "giusto" o "sbagliato", ma in termini di risultati misurati.
Misurando questi risultati senza usare il relativismo tipico del "politicamente corretto" quel che appare è che seppur "giusti", certi comportamenti o "tipi di esistenze" portano a risultati "sbagliati", nel senso che fanno soffrire chi li vive e/o sono l'opposto di quel che il soggetto voleva ottenere nella sua vita.

Ambasciator non porta pena.
Io non dico a nessuno cosa deve o non deve fare. Se mi chiedono "come ottenere questo o quello" io rispondi sulla base dei risultati che ottengono persone che partono dalla medesima condizione.

Stesso ragionamento per le ragazze che cercano il principe azzurro e mi chiedono come fare a trovarlo. Conoscendo lo schema di pensieri che c'è dietro, la mia risposta è sempre la stessa: "Stai cercando una chimera".

E' l'onestà che mi spinge a rispondere in questo modo. Se fossi abbastanza disonesto risponderei "aspetta e vedrai che lo troverai".
Chi però conosce i pensieri dietro a certi "restringimenti" della vita privata: sa bene che quel che il soggetto cerca: non esiste!


Per essere pragmatici bisogna fissare chiaramente degli obiettivi e non è detto che tu e altre persone li condividete.

Se per esempio tu hai per obiettivo guadagnare molti soldi e nient'altro mentre un'altra persona ha per obiettivo guadagnare soldi ma allo stesso tempo non vuol fare anche altre determinate cose tipo rubare (ma è solo un esempio potrebbero essere altri i vincoli, qualcuno potrebbe non voler fare altre cose per altri motivi) se tu hai raggiunto pragmaticamente l'obiettivo "guadagnare molti soldi" rubando non è detto che per l'altra persona sia pragmatica la cosa visto che ha un vincolo morale in più che vuol soddisfare comunque, non avete lo stesso obiettivo in pratica. Dal tuo punto di vista potrai sostenere che l'altra persona che si trova in difficoltà economiche risulta stupida e poco pragmatica nell'evitare di far certe cose perché comportandosi così ottiene l'opposto rispetto a te, non guadagna soldi, ma non è completamente vero che ottiene l'opposto rispetto a quel che vuole ottenere lei nell'insieme.

In ogni caso non è pragmatico comunque il tuo modo di comportarti "onesto" perché poi hai ammesso tu stesso che molte di queste persone resteranno nella loro condizione, a me sembra solo che tu esprima un tuo giudizio. Hai bisogno di fare questa cosa, bene, falla, ma non dipingerla poi come un'azione utile oggettivamente. E' una cosa che serve a te perché ti fa sentire in certi modi.

Poi se una persona cerca qualcosa che non esiste (o anche solo fuori dalla portata dei suoi modi di comportarsi) in fin dei conti non esiste alcun comportamento pragmatico adeguato per risolvere il problema, al più atteggiamenti morali e ristrutturazioni valoriali che possano rendere coerente il tutto, ma bisogna vedere se l'altro le condivide. Non è che cambiare obiettivo sia pragmatico, semplicemente non esiste alcuna forma di comportamento pragmatico in casi del genere. Che certe cose siano molto improbabili da ottenere magari la persona lo sa già (altrimenti perché si lamenterebbe?), non credo serva farglielo notare.

In ogni caso comunque non si può mai arrivare a parlare di impossibilità anche in questi casi, non abbiamo dati di fatto, ma solo aperture verso il futuro, se tu dici che "non esiste il principe azzurro" fai un ragionamento rischioso, hai per caso conosciuto ogni singolo individuo sulla faccia della terra?

Per condividere una qualsiasi forma di comportamento pragmatico bisogna condividere a monte obiettivi e valori, se non c'è questo non si può parlare di comportamento pragmatico (o funzionale), questo sembra che tu e certe persone che ragionano come te non lo riusciate ad afferrare proprio (assumete erroneamente a monte che tutti desiderano e vogliono vivere negli stessi ed identici modi). Ultimamente parlano tutti di comportamento pragmatico o razionale, ma la razionalità non ci dice quali scopi debbano essere conseguiti e nemmeno se questa esistenza abbia valore o senso. Se una persona vivesse solo in funzione dell'obiettivo "principe azzurro" tolto questo scopo di mezzo potrebbe anche perdere di senso il resto. Le persone non hanno per scopo vivere, altrimenti nessuno si suiciderebbe, le persone vogliono vivere in certi modi (e ognuno ha un'immaginario e desideri un po' diversi da tutti gli altri), questi in genere sono i loro scopi, se questi modi di vivere risultano inaccessibili può venir meno anche il sotto scopo "vivere".

Un suicida magari per te ottiene l'opposto di quel che vuole perché questo vuole vivere in certi modi, ma nell'insieme il suo scopo completo risultava inaccessibile e quindi questo tipo di comportamento non si può valutare in termini razionali, al più solo morali (è un tipo di comportamento che modifica lo scopo come un qualsiasi altro, in cui la persona rinuncia a vivere in certi modi per vivere in altri, in entrambi i casi l'altro scopo viene deposto). Ci si è avvicinati o allontanati allo scopo deposto? Non c'è alcuna scala oggettiva per valutare queste cose per me, solo schemi di valori diversi che avvicinano o allontanano le due cose.

This post has been edited 10 times, last edit by "bub" (Dec 10th 2016, 7:32am)


63

Saturday, December 10th 2016, 3:03pm

Per essere pragmatici bisogna fissare chiaramente degli obiettivi e non è detto che tu e altre persone li condividete.
In questo caso si, e da pragmatico mi basta.
L'obbiettivo di Matteo29 è quello di superare la solitudine e il "problema" di essere ancora vergine e senza esperienza.
Ed è l'obbiettivo di tanti altri che hanno scritto in questo topic.
E io condivido il loro obbiettivo, la loro voglia di mettersi in discussione per cercare di "capire" e magari risolvere questa cosa che per loro è (o è diventata) un problema.

In ogni caso non è pragmatico comunque il tuo modo di comportarti "onesto" perché poi hai ammesso tu stesso che molte di queste persone resteranno nella loro condizione
L'ammettere una cosa che è resa vera dal fatto (misurato) che accada in continuazione è quanto di più pragmatico possibile.
Peraltro senza troppi giri di parole indico i casi in cui accade che "si rimane soli" o comunque non si risolva la situazione, proprio perché pragmaticamente è quella la fine che si rischia di fare se non si accetta di dover cambiare qualcosa o comunque senza "agire" in qualche modo.

Poi se una persona cerca qualcosa che non esiste (o anche solo fuori dalla portata dei suoi modi di comportarsi) in fin dei conti non esiste alcun comportamento pragmatico adeguato per risolvere il problema
E invece esiste. Basta smettere di cercare qualcosa che non esiste e/o cambiare modo di cercare e/o cambiare quelle convinzioni e quei comportamenti che sono alla base del desiderio impossibile.

In ogni caso comunque non si può mai arrivare a parlare di impossibilità anche in questi casi
Ma come in tutte le cose. "non tutte le ciambelle riescono col buco".
Non è impossibile che la ragazza con la sindrome della bella addormentata trovi il principe azzurro, come non è impossibile che un principe azzurro trovi una bella addormentata.
Il problema è che se anche dovesse accadere: non gli basterebbe. Il problema che spinge le persone a cercare "la cosa sbagliata" non si risolve """semplicemente""" trovandola. (ci ho messo tante virgolette, poiché semplice proprio non è).

Per condividere una qualsiasi forma di comportamento pragmatico bisogna condividere a monte obiettivi e valori
Valori no. Obbiettivi si.

Non c'è alcuna scala oggettiva per valutare queste cose per me
Credo non esista proprio il concetto di "oggettivo" quando si parla di cose della mente in generale. Esistono però le misurazioni, i dati di fatto, gli accadimenti, i numeri, le tendenze.

Se mi trovassi in un posto di lavoro che è "misurato" essere in via di smantellamento: inizierei a preoccuparmi. Sarebbe sano.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

selfmademan

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64

Sunday, December 25th 2016, 7:26pm

Ho 25 anni e sono vergine. Fino a pochi mesi fa non mi sono mai dedicato alle donne, non mi interessavano più di tanto. Da qualche mese ho iniziato ad approcciarle, ma non sono riuscito a chiudere. Ora avverto il peso della verginità sempre più forte, ma allo stesso tempo ho paura di scopare, cioè provo ansia pensando al fatto che dovrò perdere la verginità. So che avrei una marea di benefici, però è dura e infatti una che mi veniva appresso e che potevo facilmente chiudere l'ho lasciata andare........
Ora avrei un'altra ragazza fra le mani non proprio normale (ma scopabile) con cui potrei fare questo grosso salto di qualità. Spero solo che l'ansia non prenda il sopravvento, voglio portarmela in macchina e togliermi questo peso.

Francesco Minelli

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Location: Roma

Occupation: Psicologo - Psicoterapeuta

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65

Saturday, January 14th 2017, 6:44pm

Questa delle relazioni con il sesso opposto e della difficoltà ad avere rapporti non è una condizione così rara.

Ci sono varie motivazioni, alcune delle quali dipendono dalla società stessa e altre dall'individuo.

Chiaramente non è una condizione irreversibile, nè una condizione che deve far provare vergogna e giudizio.

Ognuno di noi sperimenta difficoltà in una o più aree non per questo deve sentirsi inferiore o "sbagliato".

Se finora non sono stati ottenuti certi risultati ci sono vari motivi. Nessuno di questi è statico e non modificabile.

Spesso ciò che ci porta a bloccarci, sia nelle relazioni sia con noi stessi, è il giudizio forte dovuto al non rientrare in certe categorie ritenute "normali". Ma cosa è normale? Chi decide cosa è normale e cosa no?

Io credo che bisogna considerare ogni esperienza (positiva o negativa) come un'occasione per imparare. Siamo oltre 7 miliardi nel mondo e ci sono sicuramente persone che partivano dalla nostra stessa situazione o peggiore e hanno raggiunto ciò che volevano.

Bisogna capire se si è disposti a superare il dolore, affrontarne altro e rivedere le proprie convinzioni ed esperienze sotto una diversa luce oppure no.
Dott. Minelli Francesco - Psicologo/Psicoterapeuta