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giopp

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Friday, April 10th 2015, 3:15pm

Ossessione per il sesso

Buongiorno a tutti,

vorrei chiedervi un parere sul mio strano rapporto con la sessualità. Un rapporto che oscilla tra felice accettazione e negazione angosciante.

Ho 33 anni, uomo, e tecnicamente sono ancora vergine. Dico tecnicamente perché in verità ho avuto esperienze sessuali, come racconterò tra poco; non ho tuttavia mai avuto un rapporto di tipo penetrativo vaginale.

Vengo da una famiglia molto chiusa e conservatrice. Da piccolo ho avuto pochissimi contatti con i miei coetanei al di fuori dalla scuola, e per qualche ragione ho ben presto sviluppato un'autentica fobia nei confronti dell'idea di relazione romantica. In breve: attorno ai 10 anni ho cominciato ad avere il terrore che una ragazza potesse innamorarsi di me. L'idea che i miei familiari, o chiunque altro, potesse constatare la mia partecipazione ad una relazione di affetto di tale tipo, mi sprofondava nell'angoscia più nera. In realtà, non ricordo aperte prese di posizione da parte dei miei genitori nei confronti dell'amore romantico: so però che nella mia famiglia le dimostrazioni di affetto "fisico", come baci, abbracci o carezze, sono state sempre messe al bando da mia madre, che si infuriava ad esempio con i miei nonni quando questi cercavano di abbracciarmi o darmi un bacio sulla guancia. E non ho mai visto i miei abbracciarsi o baciarsi. Più, che altro li ricordo spesso in litigio l'uno con l'altra, oppure con me, con esplosioni di rabbia anche violente (lancio di oggetti, urla, porte sbattute, occasionali pugni e schiaffi).

Sempre attorno ai 10 anni ho cominciato a sviluppare dei terribili disturbi ossessivo compulsivi. Giorno dopo giorno diventavo sempre più schiavo di impulsi che mi facevano passare le notti in bianco, controllando se certi oggetti fossero allineati in un certo modo, se la finestra o la porta della mia camera fossero ben chiuse, e persino se la mia vescica fosse ben vuota, per evitare di dover alzarmi di notte, facendo così arrabbiare i miei (in quel periodo presi a fare regolarmente la pipì a letto).

Soffrii in silenzio questa mia condizione, sinché a 12 anni non scoprii il sesso e la masturbazione.

Tutti i disturbi ossessivo compulsivi svanirono molto rapidamente. La scoperta, fatta in totale autonomia, fu talmente travolgente da farmi dimenticare ogni altra preoccupazione. Sino a quando non realizzai che quel piacere nasceva dal mio desiderio di rapporto con una ragazza. Questa rivelazione, anche questa raggiunta in modo totalmente individuale, mi sconvolse nuovamente. A dire il vero, sin dall'età di sei anni mi ero accorto di provare un'ossessione segreta e morbosa per l'idea di nudità. Sapevo che era vietata e sconveniente, eppure la desideravo: quando leggevo fumetti, fantasticavo a volte sulla nudità dei personaggi. Quando compresi che la masturbazione nascondeva in sé il desiderio di una specifica nudità - quella femminile - e che esisteva la possibilità di un atto come quello della penetrazione, fui al tempo stesso esaltato e disperato.

La mia fobia dei rapporti affettuosi e romantici mi castrò a livello relazionale, mentre in privato facevo crescere a dismisura le mie fantasie sessuali. Cercavo foto di mie coetanee in costume, o anche di ragazze più mature; a scuola tentavo disperatamente di non compromettere la mia maschera di ragazzino asessuato e irreprensibile, pur cercando di sbirciare sotto le magliette e le gonne delle ragazze.

L'idea del sesso con una ragazza divenne per me qualcosa di costante e quasi sacro, il principio stesso dell'esistenza, di cui però io, per qualche motivo, non ero degno. Nel 2002 la disponibilità di un collegamento ad internet privato aprì un nuovo orizzonte alle mie fantasticherie: vidi per la prima volta fotografie di organi genitali femminili e di rapporti sessuali. Inizialmente, ricordo, ne fui disgustato. Poi, però, mi abituai. La masturbazione, coadiuvata dalla pornografia, divenne il punto più alto e desiderabile della mia esistenza. Avere qualche ora libera, in solitudine, per me era sinonimo di gioia totale.

Al tempo stesso, tuttavia, cominciai a rendermi conto della mia condizione. Qualcosa stava iniziando a rendermi capace di osservarmi "dall'esterno". E vidi un giovane tremendamente timido, prigioniero di una "facciata" asessuata da preservare ad ogni costo, travolto da fantasie sessuali continue ed esplosioni di gioia solitaria, alternate a profonde malinconie coltivate nella solitudine.

Cominciai, nel silenzio, un faticoso percorso di auto-riabilitazione, alla ricerca di ciò che realmente desideravo: una relazione romantica con una ragazza. Non vi riassumerò qui i miei innumerevoli fallimenti, racimolati nel corso di un decennio, tutti condizionati dal senso di essere totalmente incapace e bisognoso di una guida (mai avuta) in campo affettivo.

All'età di 30 anni, finalmente, è accaduto qualcosa. Nasce una relazione con una ragazza un poco più giovane di me, e che di me sembra un doppio psicologico. Di famiglia rigidissima e religiosa, conosce la sessualità solo teoricamente; non si è mai nemmeno masturbata. Sembra molto più giovane di quanto non sia realmente: il suo aspetto mi ricorda le primissime ragazze su cui fantasticai quando scopersi la masturbazione. Ci sentiamo al sicuro, l'uno con l'altra; e ci apriamo. Ben presto la sua sessualità, letteralmente, esplode. In breve tempo arriviamo sull'orlo del sesso vaginale; ma lei, là, si ferma. In parte per via della sua religiosità, in parte perché ha il terrore di una gravidanza indesiderata, decide che quel tipo di sesso lo farà solo dopo il matrimonio. Ho qualche indecisione, ma non fatico molto a dirle di sì: in confronto al mio passato, ciò che sto vivendo con lei è il paradiso.

Non viviamo ancora assieme, dunque le occasioni di attività sessuale, con lei, sono piuttosto scarse; ma appena le circostanze sono minimamente quelle giuste, ci sfoghiamo completamente e felicemente, restando entro quanto la sua "regola" permette. Per il resto, viviamo un rapporto di sostegno reciproco molto bello, pieno di affetto, calore e comprensione.

La mia mente, però, non si è completamente liberata dell'ossessione sessuale. Il sesso, in quanto fantasia, rimane per me un chiodo fisso giornaliero. Non condiziona in modo negativo la mia vita (riesco comunque a lavorare e a rapportarmi con il prossimo in maniera sostanzialmente normale), ma vedo ancora la femminilità come qualcosa di divino, e considero il rapporto sessuale il compimento ultimo dell'esistenza. Sono pensieri gioiosi; eppure, sono totali e assorbenti. La mia mente, non appena libera, va subito lì; e anche se ora sono fidanzato, osservo ancora tutte le ragazze con concupiscenza e cerco materiale pornografico sempre nuovo su cui masturbarmi, da video, a foto, a fumetti, almeno due volte al giorno. Anche se, a dire il vero, per raggiungere l'orgasmo ora finisco sempre per pensare alle esperienze reali vissute con la mia ragazza.

Devo accettare una volta per tutte che la mia mente giri attorno al sesso, e che il mio tempo libero passi quasi sempre inseguendo, in maniera compiaciuta, storie e fantasie sessuali? Oppure devo cercare di rieducare la mia sessualità? E come?

Non credo che trascinerei mai nessuno nelle mie fantasie sessuali, a meno che non si tratti della mia ragazza, che ha desideri simili ai miei, grazie al cielo. Ma al di fuori di ciò, le mie fantasie rimangono sempre tali: non si traducono mai in azione (fatta salva l'acquisizione di materiale pornografico gratuito online).

Astarte

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Monday, April 13th 2015, 11:24am

Ciao Giopp, non ho la presunzione di saperti rispondere (non saprei neanche da dove iniziare).

Mi permetto però una riflessione: tu la definisci una vera e propria "ossessione" per il sesso. Ora, noi non abbiamo un grande controllo sul pensiero ossessivo, abbiamo però la possibilità di controllare le azioni che lo seguono.
Se io ho un'ossessione (nel tuo caso l'idea del sesso) posso:
1) seguire quello che il pensiero ossessivo mi dice di fare (nel tuo caso ricercare materiale pornografico e masturbarti), con la conseguenza che starò bene sul momento ma rafforzerò anche l'ossessione stessa. Infatti diventerà sempre più forte il collegamento compulsione=sollievo, e a lungo andare diventerò sempre più schiava di esso.
2) accettare il pensiero sforzandomi però di non farlo seguire da un'azione. In questo caso starò peggio all'inizio, perché questo crea tensione, ma nel lungo termine l'ossessione dovrebbe diventare sempre più debole.

Con questo ovviamente non sto dicendo che pensare al sesso, guardare porno e masturbarsi con una certa regolarità sia un problema di per sé. Diventa tale nel momento in cui la cosa ti mette a disagio e/o interferisce negativamente con la tua vita quotidiana.
Even if you're on the right track, you'll get run over if you just sit there.

3

Tuesday, April 14th 2015, 4:01pm

stai ancora insieme alla tua ragazza? avete intenzione di sposarvi?
namasté

Belfalas

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4

Wednesday, April 15th 2015, 9:57am

Buongiorno a tutti,

vorrei chiedervi un parere sul mio strano rapporto con la sessualità. Un rapporto che oscilla tra felice accettazione e negazione angosciante.

Ho 33 anni, uomo, e tecnicamente sono ancora vergine. Dico tecnicamente perché in verità ho avuto esperienze sessuali, come racconterò tra poco; non ho tuttavia mai avuto un rapporto di tipo penetrativo vaginale.

Vengo da una famiglia molto chiusa e conservatrice. Da piccolo ho avuto pochissimi contatti con i miei coetanei al di fuori dalla scuola, e per qualche ragione ho ben presto sviluppato un'autentica fobia nei confronti dell'idea di relazione romantica. In breve: attorno ai 10 anni ho cominciato ad avere il terrore che una ragazza potesse innamorarsi di me. L'idea che i miei familiari, o chiunque altro, potesse constatare la mia partecipazione ad una relazione di affetto di tale tipo, mi sprofondava nell'angoscia più nera. In realtà, non ricordo aperte prese di posizione da parte dei miei genitori nei confronti dell'amore romantico: so però che nella mia famiglia le dimostrazioni di affetto "fisico", come baci, abbracci o carezze, sono state sempre messe al bando da mia madre, che si infuriava ad esempio con i miei nonni quando questi cercavano di abbracciarmi o darmi un bacio sulla guancia. E non ho mai visto i miei abbracciarsi o baciarsi. Più, che altro li ricordo spesso in litigio l'uno con l'altra, oppure con me, con esplosioni di rabbia anche violente (lancio di oggetti, urla, porte sbattute, occasionali pugni e schiaffi).

Sempre attorno ai 10 anni ho cominciato a sviluppare dei terribili disturbi ossessivo compulsivi. Giorno dopo giorno diventavo sempre più schiavo di impulsi che mi facevano passare le notti in bianco, controllando se certi oggetti fossero allineati in un certo modo, se la finestra o la porta della mia camera fossero ben chiuse, e persino se la mia vescica fosse ben vuota, per evitare di dover alzarmi di notte, facendo così arrabbiare i miei (in quel periodo presi a fare regolarmente la pipì a letto).

Soffrii in silenzio questa mia condizione, sinché a 12 anni non scoprii il sesso e la masturbazione.

Tutti i disturbi ossessivo compulsivi svanirono molto rapidamente. La scoperta, fatta in totale autonomia, fu talmente travolgente da farmi dimenticare ogni altra preoccupazione. Sino a quando non realizzai che quel piacere nasceva dal mio desiderio di rapporto con una ragazza. Questa rivelazione, anche questa raggiunta in modo totalmente individuale, mi sconvolse nuovamente. A dire il vero, sin dall'età di sei anni mi ero accorto di provare un'ossessione segreta e morbosa per l'idea di nudità. Sapevo che era vietata e sconveniente, eppure la desideravo: quando leggevo fumetti, fantasticavo a volte sulla nudità dei personaggi. Quando compresi che la masturbazione nascondeva in sé il desiderio di una specifica nudità - quella femminile - e che esisteva la possibilità di un atto come quello della penetrazione, fui al tempo stesso esaltato e disperato.

La mia fobia dei rapporti affettuosi e romantici mi castrò a livello relazionale, mentre in privato facevo crescere a dismisura le mie fantasie sessuali. Cercavo foto di mie coetanee in costume, o anche di ragazze più mature; a scuola tentavo disperatamente di non compromettere la mia maschera di ragazzino asessuato e irreprensibile, pur cercando di sbirciare sotto le magliette e le gonne delle ragazze.

L'idea del sesso con una ragazza divenne per me qualcosa di costante e quasi sacro, il principio stesso dell'esistenza, di cui però io, per qualche motivo, non ero degno. Nel 2002 la disponibilità di un collegamento ad internet privato aprì un nuovo orizzonte alle mie fantasticherie: vidi per la prima volta fotografie di organi genitali femminili e di rapporti sessuali. Inizialmente, ricordo, ne fui disgustato. Poi, però, mi abituai. La masturbazione, coadiuvata dalla pornografia, divenne il punto più alto e desiderabile della mia esistenza. Avere qualche ora libera, in solitudine, per me era sinonimo di gioia totale.

Al tempo stesso, tuttavia, cominciai a rendermi conto della mia condizione. Qualcosa stava iniziando a rendermi capace di osservarmi "dall'esterno". E vidi un giovane tremendamente timido, prigioniero di una "facciata" asessuata da preservare ad ogni costo, travolto da fantasie sessuali continue ed esplosioni di gioia solitaria, alternate a profonde malinconie coltivate nella solitudine.

Cominciai, nel silenzio, un faticoso percorso di auto-riabilitazione, alla ricerca di ciò che realmente desideravo: una relazione romantica con una ragazza. Non vi riassumerò qui i miei innumerevoli fallimenti, racimolati nel corso di un decennio, tutti condizionati dal senso di essere totalmente incapace e bisognoso di una guida (mai avuta) in campo affettivo.

All'età di 30 anni, finalmente, è accaduto qualcosa. Nasce una relazione con una ragazza un poco più giovane di me, e che di me sembra un doppio psicologico. Di famiglia rigidissima e religiosa, conosce la sessualità solo teoricamente; non si è mai nemmeno masturbata. Sembra molto più giovane di quanto non sia realmente: il suo aspetto mi ricorda le primissime ragazze su cui fantasticai quando scopersi la masturbazione. Ci sentiamo al sicuro, l'uno con l'altra; e ci apriamo. Ben presto la sua sessualità, letteralmente, esplode. In breve tempo arriviamo sull'orlo del sesso vaginale; ma lei, là, si ferma. In parte per via della sua religiosità, in parte perché ha il terrore di una gravidanza indesiderata, decide che quel tipo di sesso lo farà solo dopo il matrimonio. Ho qualche indecisione, ma non fatico molto a dirle di sì: in confronto al mio passato, ciò che sto vivendo con lei è il paradiso.

Non viviamo ancora assieme, dunque le occasioni di attività sessuale, con lei, sono piuttosto scarse; ma appena le circostanze sono minimamente quelle giuste, ci sfoghiamo completamente e felicemente, restando entro quanto la sua "regola" permette. Per il resto, viviamo un rapporto di sostegno reciproco molto bello, pieno di affetto, calore e comprensione.

La mia mente, però, non si è completamente liberata dell'ossessione sessuale. Il sesso, in quanto fantasia, rimane per me un chiodo fisso giornaliero. Non condiziona in modo negativo la mia vita (riesco comunque a lavorare e a rapportarmi con il prossimo in maniera sostanzialmente normale), ma vedo ancora la femminilità come qualcosa di divino, e considero il rapporto sessuale il compimento ultimo dell'esistenza. Sono pensieri gioiosi; eppure, sono totali e assorbenti. La mia mente, non appena libera, va subito lì; e anche se ora sono fidanzato, osservo ancora tutte le ragazze con concupiscenza e cerco materiale pornografico sempre nuovo su cui masturbarmi, da video, a foto, a fumetti, almeno due volte al giorno. Anche se, a dire il vero, per raggiungere l'orgasmo ora finisco sempre per pensare alle esperienze reali vissute con la mia ragazza.

Devo accettare una volta per tutte che la mia mente giri attorno al sesso, e che il mio tempo libero passi quasi sempre inseguendo, in maniera compiaciuta, storie e fantasie sessuali? Oppure devo cercare di rieducare la mia sessualità? E come?

Non credo che trascinerei mai nessuno nelle mie fantasie sessuali, a meno che non si tratti della mia ragazza, che ha desideri simili ai miei, grazie al cielo. Ma al di fuori di ciò, le mie fantasie rimangono sempre tali: non si traducono mai in azione (fatta salva l'acquisizione di materiale pornografico gratuito online).


Ciao Giopp, la tua vicenda presenta sorprendenti somiglianze con la mia:
io pure provengo da una famiglia piuttosto repressiva riguardo alle questioni affettive e sessuali, forse in maniera meno manifesta e diretta rispetto alla tua ma di fatto molto forte e condizionante, prova ne sia il fatto che dopo un'adolescenza e una prima giovinezza prive di una vita sessuale vera e propria (masturbazione a parte) sono arrivato a perdere la verginità "tecnicamente" più o meno alla tua attuale età (34 anni) dopodiché è iniziata una fase sessualmente parlando molto più vivace e relativamente serena, ora ho 38 anni... è stato un cammino lungo e accidentato ma posso dire con soddisfazione di avere fatto parecchia strada.
Anche io ho sofferto di enuresi notturna in età scolare e a partire dall'adolescenza ho manifestato dei forti tratti ossessivi nella forma di innumerevoli paure: quella di ammalarmi gravemente per esempio, ma soprattutto ossessioni di tipo aggressivo, fare del male, farmi del male, impazzire ecc.
Quanto a te... vedo che il tuo percorso non è stato affatto facile ma apprendo con piacere che si sta evolvendo verso una fase più adulta e matura...e questo è molto bello; sembra anche che sia cresciuta la tua capacità di osservarti e la tua consapevolezza, lo dimostra il fatto stesso che ti poni il problema della tua ossessione per il sesso e che stia cercando un migliore equilibrio (tra l'altro ho trovato il racconto di te ben scritto e ricco di spunti illuminanti, del resto autodescriverci è una cosa in cui noi ossessivi riusciamo decisamente bene :assi: :assi:)

Personalmente per la mia crescita affettivo sessuale sono state molto importanti delle relazioni, una in particolare, che pur non essendo prive di un aspetto affettuoso erano particolarmente incentrate su di una sessualità molto libera e giocosa, sbrigliata...questo è avvenuto con donne molto più grandi di me, mature in tutti i sensi...
Ora la tua situazione e diversa, sei in una relazione con una tua coetanea in cui l'aspetto affettivo ha un peso decisamente maggiore, se tieni a questa ragazza non puoi fare a meno di cercare di crescere assieme a lei, da un lato questo pone dei limiti alla tua libera ricerca individuale in questo campo, ma allo stesso tempo cercare di crescere assieme potrebbe essere particolarmente appagante e rafforzare il vincolo di coppia.
Tu cosa vuoi fare con lei? Anche lei sente questa esigenza di crescere? E vuole farlo assieme a te? Se così fosse potreste prendere in considerazione un percorso terapeutico di coppia...
Che ne pensi?
Ciao
Daniele

giopp

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Friday, April 17th 2015, 9:51pm

Ciao e grazie a tutti per le risposte.
Tu cosa vuoi fare con lei? Anche lei sente questa esigenza di crescere? E vuole farlo assieme a te? Se così fosse potreste prendere in considerazione un percorso terapeutico di coppia...
Che ne pensi?
Ciao
Daniele
Sono ancora assieme a lei (per rispondere a una domanda che mi era stata fatta sopra) e sì, anche lei vorrebbe crescere assieme a me... Al percorso terapeutico di coppia si era anche pensato; però lei, a dire il vero, si vergogna moltissimo dei suoi problemi (insicurezza, DOC) e non è ancora pronta per parlarne con un dottore...

Ad ogni modo, tornando alla mia fissazione: quei pensieri mi accompagnano ormai da tantissimi anni, e li trovo ormai familiari, quasi uno svago. Prima di conoscere la mia ragazza erano un modo per trovare sollievo alla mia solitudine (e in questo erano negativi, perché mi spingevano ad "accontentarmi", accettando l'isolamento); oggi sono diventati una sorta di passatempo. Solo che, veramente, se ho la mente libera non penso ad altro... Mi preoccupo quando mi rendo conto di questo, e mi chiedo se questa fissazione non sia piuttosto una deviazione o un sintomo di qualcosa che non va.

Astarte

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Sunday, April 19th 2015, 2:22am

Ribadisco quello che ho scritto sopra: pensare al sesso e masturbarsi è normale, ma nel momento in cui la cosa ti mette a disagio e ti fa stare male (e da quello che dici sembra essere così) diventa un problema. Quello che dovresti cercare di capire è se è solo un passatempo su cui ti stai facendo inutili paranoie o se si tratta di una vera e propria fissazione a cui non riesci a smettere di pensare. La butto lì, potresti provare a ignorare questi pensieri e a non dedicarti a tutte queste cose per qualche giorno, per poi vedere come reagisci...
Even if you're on the right track, you'll get run over if you just sit there.

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