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VincentVega

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Monday, October 30th 2017, 6:15pm

Non mi sento né etero né gay ma sento il bisogno di echitettarmi

Scrivo il primo messaggio su questo forum consapevole del fatto che è popolato di persone mature e che possano in qualche modo darmi una mano ma anche del fatto che cercare risposte su internet può avere effetti molto negativi. Tuttavia la mia ansia che dura da 6 mesi riguardo a questo argomento mi impone di cercare risposte in qualsiasi modo.
Premetto che questo post sarà piuttosto lungo quindi chi sta leggendo e pensa di non aver voglia può desistere subito.

Sono un ragazzo di 24 anni e da anni mi considero una persona "bisessuale", ovvero molto semplicemente mi hanno sempre attratto in modi diversi sia certi uomini che le donne.
La mia attrazione per lo stesso sesso nasce probabilmente dall'insoddisfazione nei confronti del mio corpo e del mio aspetto esteriore, che per quanto non sia probabilmente del tutto ripugnante non mi ha mai soddisfatto. Come molti ragazzi ho sempre avuto la convinzione di avere un pene sottodimensionato e questo mi ha portato nel corso del tempo a sviluppare una sorta di invidia nei confronti dei ragazzi più dotati di me (soprattutto, anzi solamente più giovani, come se fossi invidioso del fatto che qualcuno più giovane di me possa essere "più uomo" di me), che si è poi trasformata in eccitazione. Per un lungo periodo in cui sono stato single ho fatto uso quasi esclusivo di materiale pornografico omosessuale seppur all'inizio delle mie esperienze con il sesso e la pornografia non ne avrei mai fatto uso. In questo periodo ho sempre (e lo dico assolutamente sinceramente perché in quel periodo la mia mente non era offuscata dalla paura di reprimere quella parte omosessuale e quindi sono certo di quello che provavo) provato attrazione anche per le donne, per il loro viso, per il loro modo di fare e il loro corpo. A tal punto che l'idea di cercare di sedurre e relazionarmi con un uomo non mi ha mai sfiorato (neanche tuttora), ho sempre soltanto al massimo "fantasticato" di poter avere un rapporto sessuale "soft" con una persona del mio sesso.
La mia più lunga storia d'amore è finita molto male con una ragazza che amavo molto e che mi attraeva molto ma che per stupidità mia e per via della mia giovane età ho finito per trascurare e alla fine perdere. Questo evento mi ha probabilmente fatto allontanare dal sesso opposto per paura di ferirmi di nuovo, visto che quella rottura mi ha fatto stare male diversi mesi.
Un anno fa (dopo 5 anni dalla fine di quella relazione) sono riuscito grazie a degli amici a ritrovare il coraggio di fidanzarmi con una ragazza (6 anni più giovane di me) che mi ha istantaneamente risvegliato quegli istinti che per un lungo periodo erano rimasti come addormentati, il contatto con una donna, il piacere provocato dal baciarne una e la sensazione di essere attraente ai suoi occhi. Per 5 mesi la storia va avanti senza intoppi, ancora niente sesso (ero vergine tra l'altro) e io a casa continuo a fare uso di pornografia omosessuale mentre quando sono con lei e ci "appartiamo" per pomiciare e toccarci provo sensazioni fortissime e riesco a eccitarmi molto. Questa apparente contraddizione mi stupisce ma non le dò peso perché noto che effettivamente non mi crea alcun disagio. La notte di capodanno abbiamo finalmente un rapporto sessuale che, banalmente e credo normalmente, non riesce a concludersi, e nei successivi tentativi inizio a notare difficoltà a mantenere l'erezione e a raggiungere l'orgasmo seppure lei lo raggiunga e paia molto soddisfatta. Questo fatto inizia ad insinuare nella mia mente il più normale dei collegamenti: ti eccita il pene e non riesci ad avere un rapporto normale con una donna, quindi sei gay. Così per avvalorare la mia tesi inizio a guardare per la strada ogni persona che passa e ogni coppia, per capire chi tra l'uomo e la donna mi attragga di più. Inizio a guardare anche i bambini e questo inizia a farmi provare il terrore di essere un pedofilo, a farmi avere frequenti attacchi di panico e a far si che la mia ragazza, i miei familiari e amici si accorgano che qualcosa non va. Non riesco a darmi pace, inizio a provare fortissimi sensi di colpa nei confronti della mia fidanzata ogniqualvolta ho pensieri omosessuali o riconosco la bellezza di un uomo. Capisco che così non posso più andare avanti perché l'ansia mi impedisce letteralmente di vivere e fare qualsiasi cosa così mi rivolgo a uno psichiatra molto bravo, e per la prima volta parlo a qualcuno della mia condizione. Lui mi dice che soffro di disturbo ossessivo-compulsivo (cosa che mi ero già tra l'altro auto-diagnosticato da tempo, essendo spesso ossessionato dalla paura di contaminazione, dall'ordine e da altri tipici segnali di questo disturbo). Afferma inoltre che questo disturbo può abbattersi anche sulla sfera sessuale, e da lì la mia paura di essere pedofilo e il mio continuo ossessionarmi con la sessualità. Mi dice che il mio effettivo orientamento sessuale è ininfluente ai fini del suo lavoro e che devo curare questo disturbo per evitare che possa degenerare e crearmi problemi più gravi in futuro, così mi prescrive un trattamento con la Fluvoxamina, una molecola particolarmente indicata per il trattamento del disturbo ossessivo.
Un po' restio inizio comunque il trattamento e noto che in un paio di mesi il livello di ansia si abbassa notevolmente, tuttavia l'attuale dosaggio non è sufficiente a combattere le ossessioni, che infatti periodicamente si ripresentano, anche se ora durano decisamente meno e sono più controllabili. Nello stesso periodo decido di parlare alla mia ragazza delle mie fantasie omosessuali e lei sembra capirmi e amarmi più di prima. Nonostante ciò io continuo ad arrovellarmi attorno alla questione e a non darmi pace.
Il problema è questo: quando riesco ad accantonare questo tipo di pensieri sono una persona completamente diversa: scherzo, rido con tutti, con la mia ragazza sono completamente soddisfatto e provo attrazione e desiderio sessuale nei suoi confronti, insomma la amo (anche perché non saprei come definire altrimenti questo sentimento). Allo stesso modo amo la vita e sento di potercela fare. Ma periodicamente questa ossessione si ripresenta e mi getta nel panico e nella confusione: seppure senta la voglia e il desiderio, in futuro, di sposarmi, avere casa e bambini, penso che la mia natura ambivalente possa essere un ostacolo e un problema perché prima o poi dovrei farci i conti e allora potrei perdere tutto. Che padre potrei mai essere se non sono neanche convinto di quello che voglio? Se in futuro dovesse venirmi l'impulso di amare un uomo e di vivere con lui, che ne sarebbe dei miei figli dato che la loro vita sarebbe sconvolta e rovinata?
Se provo ipoteticamente a pensare di lasciare la mia famiglia e i miei amici (per non avere il timore di poter essere trattenuto da quello che potrebbero pensare di me) e mi immagino di cercarmi un compagno e di vivere con lui, amarlo e tutto il resto, non mi viene per nulla naturale. Non riesco a pensare di poter baciare, dare la mano, scambiarmi tenerezze, andare in vacanza e divertirmi con un uomo perché semplicemente non lo trovo naturale per me. Allo stesso modo la sola idea di lasciare la mia attuale ragazza mi provoca un magone e una tristezza indescrivibili. Devo però fare i conti col fatto che a volte provo istinti sessuali che lei non può soddisfare e che, se per adesso rimangono annoverati tra le fantasie, un domani potrebbero diventare un vero bisogno e la cosa mi fa paura. Tutto quello che voglio è essere felice con lei perché con lei ho quello che ho sempre immaginato come il vero amore: solidità, complicità e fiducia. E a volte mi sento in colpa perché mi sembra di tradirla e prenderla in giro.

Che mi sta succedendo? Perché da sempre quando vedo una ragazza che mi attrae cerco di "farmi bello" nei suoi confronti (è una sensazione difficile da spiegare ma penso che tutti i maschi possano ritrovarvisi) ma allo stesso tempo, ad esempio, mi attrae un pene grosso più della vagina? Perché le curve e il carattere, il modo di fare di una donna mi eccitano ma allo stesso tempo guardo anche porno omosessuali? Perché mi immagino a volte di tradire la mia compagna con altre donne e mai con un uomo? Perché gli omosessuali molto appariscenti ed effeminati mi danno fastidio?
Sono bisessuale? Ok ma allora perché ho così tanta paura del futuro? Perché non riesco a capire che se amo la mia ragazza il mio orientamento dovrebbe essere ininfluente perché anche un "etero totale" potrebbe tradire il proprio partner? Ma soprattutto perché prima di stare con lei la mia ambivalenza non mi infastidiva e ora è il centro del mio mondo?

Come potrete aver notato ho molte domande e poche pochissime risposte. Una di queste è che non sono né completamente etero né tantomeno completamente gay. E non capisco perché sento così tanto il bisogno di echitettarmi.

fran235

Esperto del Forum

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Monday, October 30th 2017, 10:18pm

Ciao, io non sono uno psicologo o uno psichiatra, ma da quello che racconti mi sembra di rivedere altri casi presenti nel forum e direi che il tuo psichiatra ti ha dato delle indicazioni giuste. È veramente importante il tuo orientamento o ...diciamo la verità è il tuo pensiero ossessivo il problema? Ami la tua ragazza? Lei è felice con te? Non c'è nient'altro di importante. Non cercare di etichettarti a tutti i costi.
Un abbraccio
The sound of waves in a pool of water
I'm drowning in my nostalgia

rucola

Giovane Amico

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Monday, October 30th 2017, 10:36pm

*messaggio cancellato*

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puntoliberatutti

Giovane Amico

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Monday, October 30th 2017, 10:49pm

Scrivo il primo messaggio su questo forum consapevole del fatto che è popolato di persone mature e che possano in qualche modo darmi una mano ma anche del fatto che cercare risposte su internet può avere effetti molto negativi. Tuttavia la mia ansia che dura da 6 mesi riguardo a questo argomento mi impone di cercare risposte in qualsiasi modo.
Premetto che questo post sarà piuttosto lungo quindi chi sta leggendo e pensa di non aver voglia può desistere subito.

Sono un ragazzo di 24 anni e da anni mi considero una persona "bisessuale", ovvero molto semplicemente mi hanno sempre attratto in modi diversi sia certi uomini che le donne.
La mia attrazione per lo stesso sesso nasce probabilmente dall'insoddisfazione nei confronti del mio corpo e del mio aspetto esteriore, che per quanto non sia probabilmente del tutto ripugnante non mi ha mai soddisfatto. Come molti ragazzi ho sempre avuto la convinzione di avere un pene sottodimensionato e questo mi ha portato nel corso del tempo a sviluppare una sorta di invidia nei confronti dei ragazzi più dotati di me (soprattutto, anzi solamente più giovani, come se fossi invidioso del fatto che qualcuno più giovane di me possa essere "più uomo" di me), che si è poi trasformata in eccitazione. Per un lungo periodo in cui sono stato single ho fatto uso quasi esclusivo di materiale pornografico omosessuale seppur all'inizio delle mie esperienze con il sesso e la pornografia non ne avrei mai fatto uso. In questo periodo ho sempre (e lo dico assolutamente sinceramente perché in quel periodo la mia mente non era offuscata dalla paura di reprimere quella parte omosessuale e quindi sono certo di quello che provavo) provato attrazione anche per le donne, per il loro viso, per il loro modo di fare e il loro corpo. A tal punto che l'idea di cercare di sedurre e relazionarmi con un uomo non mi ha mai sfiorato (neanche tuttora), ho sempre soltanto al massimo "fantasticato" di poter avere un rapporto sessuale "soft" con una persona del mio sesso.
La mia più lunga storia d'amore è finita molto male con una ragazza che amavo molto e che mi attraeva molto ma che per stupidità mia e per via della mia giovane età ho finito per trascurare e alla fine perdere. Questo evento mi ha probabilmente fatto allontanare dal sesso opposto per paura di ferirmi di nuovo, visto che quella rottura mi ha fatto stare male diversi mesi.
Un anno fa (dopo 5 anni dalla fine di quella relazione) sono riuscito grazie a degli amici a ritrovare il coraggio di fidanzarmi con una ragazza (6 anni più giovane di me) che mi ha istantaneamente risvegliato quegli istinti che per un lungo periodo erano rimasti come addormentati, il contatto con una donna, il piacere provocato dal baciarne una e la sensazione di essere attraente ai suoi occhi. Per 5 mesi la storia va avanti senza intoppi, ancora niente sesso (ero vergine tra l'altro) e io a casa continuo a fare uso di pornografia omosessuale mentre quando sono con lei e ci "appartiamo" per pomiciare e toccarci provo sensazioni fortissime e riesco a eccitarmi molto. Questa apparente contraddizione mi stupisce ma non le dò peso perché noto che effettivamente non mi crea alcun disagio. La notte di capodanno abbiamo finalmente un rapporto sessuale che, banalmente e credo normalmente, non riesce a concludersi, e nei successivi tentativi inizio a notare difficoltà a mantenere l'erezione e a raggiungere l'orgasmo seppure lei lo raggiunga e paia molto soddisfatta. Questo fatto inizia ad insinuare nella mia mente il più normale dei collegamenti: ti eccita il pene e non riesci ad avere un rapporto normale con una donna, quindi sei gay. Così per avvalorare la mia tesi inizio a guardare per la strada ogni persona che passa e ogni coppia, per capire chi tra l'uomo e la donna mi attragga di più. Inizio a guardare anche i bambini e questo inizia a farmi provare il terrore di essere un pedofilo, a farmi avere frequenti attacchi di panico e a far si che la mia ragazza, i miei familiari e amici si accorgano che qualcosa non va. Non riesco a darmi pace, inizio a provare fortissimi sensi di colpa nei confronti della mia fidanzata ogniqualvolta ho pensieri omosessuali o riconosco la bellezza di un uomo. Capisco che così non posso più andare avanti perché l'ansia mi impedisce letteralmente di vivere e fare qualsiasi cosa così mi rivolgo a uno psichiatra molto bravo, e per la prima volta parlo a qualcuno della mia condizione. Lui mi dice che soffro di disturbo ossessivo-compulsivo (cosa che mi ero già tra l'altro auto-diagnosticato da tempo, essendo spesso ossessionato dalla paura di contaminazione, dall'ordine e da altri tipici segnali di questo disturbo). Afferma inoltre che questo disturbo può abbattersi anche sulla sfera sessuale, e da lì la mia paura di essere pedofilo e il mio continuo ossessionarmi con la sessualità. Mi dice che il mio effettivo orientamento sessuale è ininfluente ai fini del suo lavoro e che devo curare questo disturbo per evitare che possa degenerare e crearmi problemi più gravi in futuro, così mi prescrive un trattamento con la Fluvoxamina, una molecola particolarmente indicata per il trattamento del disturbo ossessivo.
Un po' restio inizio comunque il trattamento e noto che in un paio di mesi il livello di ansia si abbassa notevolmente, tuttavia l'attuale dosaggio non è sufficiente a combattere le ossessioni, che infatti periodicamente si ripresentano, anche se ora durano decisamente meno e sono più controllabili. Nello stesso periodo decido di parlare alla mia ragazza delle mie fantasie omosessuali e lei sembra capirmi e amarmi più di prima. Nonostante ciò io continuo ad arrovellarmi attorno alla questione e a non darmi pace.
Il problema è questo: quando riesco ad accantonare questo tipo di pensieri sono una persona completamente diversa: scherzo, rido con tutti, con la mia ragazza sono completamente soddisfatto e provo attrazione e desiderio sessuale nei suoi confronti, insomma la amo (anche perché non saprei come definire altrimenti questo sentimento). Allo stesso modo amo la vita e sento di potercela fare. Ma periodicamente questa ossessione si ripresenta e mi getta nel panico e nella confusione: seppure senta la voglia e il desiderio, in futuro, di sposarmi, avere casa e bambini, penso che la mia natura ambivalente possa essere un ostacolo e un problema perché prima o poi dovrei farci i conti e allora potrei perdere tutto. Che padre potrei mai essere se non sono neanche convinto di quello che voglio? Se in futuro dovesse venirmi l'impulso di amare un uomo e di vivere con lui, che ne sarebbe dei miei figli dato che la loro vita sarebbe sconvolta e rovinata?
Se provo ipoteticamente a pensare di lasciare la mia famiglia e i miei amici (per non avere il timore di poter essere trattenuto da quello che potrebbero pensare di me) e mi immagino di cercarmi un compagno e di vivere con lui, amarlo e tutto il resto, non mi viene per nulla naturale. Non riesco a pensare di poter baciare, dare la mano, scambiarmi tenerezze, andare in vacanza e divertirmi con un uomo perché semplicemente non lo trovo naturale per me. Allo stesso modo la sola idea di lasciare la mia attuale ragazza mi provoca un magone e una tristezza indescrivibili. Devo però fare i conti col fatto che a volte provo istinti sessuali che lei non può soddisfare e che, se per adesso rimangono annoverati tra le fantasie, un domani potrebbero diventare un vero bisogno e la cosa mi fa paura. Tutto quello che voglio è essere felice con lei perché con lei ho quello che ho sempre immaginato come il vero amore: solidità, complicità e fiducia. E a volte mi sento in colpa perché mi sembra di tradirla e prenderla in giro.

Che mi sta succedendo? Perché da sempre quando vedo una ragazza che mi attrae cerco di "farmi bello" nei suoi confronti (è una sensazione difficile da spiegare ma penso che tutti i maschi possano ritrovarvisi) ma allo stesso tempo, ad esempio, mi attrae un pene grosso più della vagina? Perché le curve e il carattere, il modo di fare di una donna mi eccitano ma allo stesso tempo guardo anche porno omosessuali? Perché mi immagino a volte di tradire la mia compagna con altre donne e mai con un uomo? Perché gli omosessuali molto appariscenti ed effeminati mi danno fastidio?
Sono bisessuale? Ok ma allora perché ho così tanta paura del futuro? Perché non riesco a capire che se amo la mia ragazza il mio orientamento dovrebbe essere ininfluente perché anche un "etero totale" potrebbe tradire il proprio partner? Ma soprattutto perché prima di stare con lei la mia ambivalenza non mi infastidiva e ora è il centro del mio mondo?

Come potrete aver notato ho molte domande e poche pochissime risposte. Una di queste è che non sono né completamente etero né tantomeno completamente gay. E non capisco perché sento così tanto il bisogno di echitettarmi.



la prima cosa che mi è venuta da pensare, un qualcosa che sia legato ad una tua insicurezza.
Rileggendo per cercare qualche elemento che mi confermasse questa idea, il fatto che scrivi addirittura di una convinzione di avere un pene piccolo, cosa che mi era sfuggita ad una prima lettura.
Io penso che in tutto questo cerchi un confronto per acquisire delle sicurezze in quelle che sono le tue doti di maschio che non ti soddisfano, idealizzando in maniera eccessiva ed esclusiva questo aspetto legato alla sessualità maschile.
Poi il tuo disturbo ossessivo compulsivo si sta alimentando anche di queste immagini e idee riguardo alla sessualità.
Io non ho un DOC diagnosticato ma sono certo di averlo avuto molti anni fa, non è facile uscire dalla ciclicità dei pensieri ossessivi, quali che siano.
E' un tema piuttosto delicato, attribuirti un etichetta probabilmente è un qualcosa che vuoi per colmare la tua inscurezza, anche questo mi sembra un aspetto dell'ossessione, sentiti te stesso come un uomo in un rapporto con una donna, e quindi mi sembra chiaro il tuo orientamento sessuale, il resto mi sembrano fantasie.
Le mie sono solo supposizioni per cercare di farti chiarezza.

luca63

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Sunday, November 5th 2017, 5:33pm

in oriente si direbbe "momento, passo, gemma" e in versione cristiana diventa "ogni giorno ha la sua pena".
invece di tirar fuori discorsi complicati ti dico solo questo: vivi momento per momento.
quando e se un uomo ti farà sbroccare tutto sarà chiaro.
quando e se vorrai mettere su una famiglia affronterai la situazione pienamente in quel momento, magari con la conoscenza che ti è venuta dalle esperienze fatte.
non pensare che sottovaluto la tua sofferenza - ti parlo come uno cosciente delle proprie insicurezze e dei propri limiti - ma mi sembri un ragazzo normalissimo: se vuoi crearti un totem per dare il nome all'ansia esistenziale (che ciascuno ha) accomodati pure, i dottori a 150 euro a botta in nero e i mercanti di farmaci non aspettano altro...
l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP

VincentVega

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Wednesday, November 8th 2017, 5:45pm

Innanzitutto grazie dei preziosi consigli.
Non so tuttora cosa pensare di me stesso, sono solo sempre più confuso. Anche se inizialmente pensavo di aver ricominciato ad eccitarmi con materiale porno eterosessuale solo per autoconvincermi di non essere gay, mi sono reso conto negli ultimi giorni di guardare talvolta immagini e video omosessuali solo per mettermi alla prova più che per una reale voglia di farlo, anche se riesco ad eccitarmi ugualmente ma molto meno di un tempo. È come se la mia pseudo-dipendenza dalla pornografia (che esiste anche se non l'ho mai citata) mi abbia nel tempo portato a ricercare materiale sempre più perverso per potermi eccitare. Mi ricordo infatti che quando per la prima volta mi approcciai ai porno omo, fu perché nei siti di live cam che frequentavo all'epoca le vere ragazze scarseggiavano o addirittura erano assenti. Da lì sono precipitato in una spirale che oggi mi provoca la nausea al solo pensiero. Ma sento che è questo il vero me, non quello di quei giorni... E resto comunque spaventato a morte.
In più noto che ultimamente ho sempre poca voglia di vedere e uscire con la mia ragazza quando sono solo a casa o con gli amici, ma poi quando usciamo o vado a casa sua e la vedo è come se mi illuminassi, e mentre sto con lei e ridiamo, scherziamo, la guardo, la accarezzo, facciamo l'amore e lei mentre viene mi guarda, a me viene spontaneo dirle (senza neanche rendermene conto) "ti prego non lasciarmi mai". L'altra sera mentre facevamo l'amore le ho detto senza accorgermi "sei la cosa più bella che abbia mai visto" e in quel momento lo pensavo sul serio. Ma allora cazzo (scusate il neologismo), perché quando sono solo non ho voglia di vederla mentre quando sono con lei ogni singola volta mi viene da pensare "ma come hai potuto credere di essere gay?". E perché solo nel descrivervi quei momenti con lei mi sono eccitato?
Io non ci sto capendo più nulla ragazzi, l'unica certezza che ho (proprio come quando per la prima volta ho parlato con lo psichiatra e come quando con le lacrime agli occhi le ho detto di poter essere bisex) è che voglio solo essere felice insieme a lei ma per qualche oscura ragione non ci riesco, e dentro di me so che è solo colpa mia.

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VincentVega

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Monday, November 13th 2017, 4:12am

Anche se nessuno scrive più io continuo comunque ad aggiornarvi perché in un certo senso mi fa stare meglio... Per alcuni giorni sono stato davvero da dio con la mia ragazza, sabato sera siamo stati a casa da soli tutta la sera e abbiamo fatto l'amore. Anche se non sono riuscito a venire per colpa dell'anorgasmia provocata dal farmaco che prendo, c'è stato un momento stupendo in cui mi sono reso conto per la prima volta di amarla veramente... Sento che lei è tutto quello che voglio e la amo da morire, mi fa impazzire il suo profumo, la sua voce, il suo modo di fare, come mi guarda e come mi abbraccia.
Sarebbe il periodo migliore della mia vita se non fosse che quando torno a casa e resto da solo è come entrare nell'inferno sceso in terra... Non riesco a fare a meno di mettermi alla prova e spesso passo tutto il giorno a guardare porno sia gay che etero per vedere cosa mi eccita di più. Per alcuni giorni le scene omo non mi hanno per nulla eccitato, anzi ad un certo punto mi arrivano quasi a fare schifo. Tanto che per qualche giorno mi sono convinto di essere "guarito". Non fraintendetemi, non sono omofobo, anzi tutt'altro ho sempre ammirato i gay per il loro coraggio nel vivere la loro vita e le loro relazioni alla luce del sole. Ma per me questa ossessione è diventata come un tumore, non penso di esagerare parlandone in questi termini. Come definire qualcosa che ti terrorizza, ti ossessiona, ti rende schiavo di un'idea, ti rende pornodipendente, non ti fa vivere una relazione stupenda e fortissima, ti porta via tutti i piaceri della vita, rende grigio qualsiasi colore? Non nascondo di aver pensato di ammazzarmi e la cosa mi turba parecchio, non lo farei mai ma chi può sapere cosa potrei fare in un momento di sconforto esagerato? Neanche a dirlo quando in una delle tante prove mi sono sentito eccitato da un pene mi è crollato di nuovo tutto addosso. È come entrare in una caverna completamente buia: tutto d'un tratto mi metto a piangere pensando a lei e al suo sorriso stupendo, pensare di fare l'amore con lei mi terrorizza e non vedo nessun futuro per me. A questo si aggiunge il fatto che sono sotto un farmaco che in teoria dovrebbe aiutarmi e invece mi rende la vita ancora peggiore, perché non riesco ad avere orgasmi con lei e mi fa pensare di essere gay.
Io sono quantomeno sicuro di non essere totalmente gay, altrimenti non potrei eccitarmi all'idea di fare sesso con una donna. Ma quando sono in questo periodo per me le donne è come se sparissero, quando esco di casa guardo ogni uomo che vedo e ognuno di loro scatena nel mio cervelli un algoritmo che calcola la mia attrazione nei suoi confronti; se per caso riconosco la sua bellezza muoio dentro e ogni secondo che passo con la mia donna diventa una pugnalata di sensi di colpa e vergogna.
Sono disperato, in questi giorni mi sono convinto di non volere una relazione con un uomo e non voglio nemmeno provare a fare sesso con un uomo, e non lo dico per autoconvincermi, ma quando sono in uno dei miei momenti positivi tutte le cose delle donne mi fanno impazzire e non vedo altro. Ma dentro di me penso "com'è possibile che ti senti attratto da un pene ma tu non voglia provare esperienze gay?"... E se un giorno volessi? Io non vivo più... Aiutatemi

This post by "Aledalla1993" (Friday, June 22nd 2018, 10:22am) has been deleted by user "Elettra7" (Friday, June 22nd 2018, 12:46pm) with the following reason: post in thread datato