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Thursday, December 9th 2010, 4:09pm

Libidini insoddisfatte e aggressività

E' solo una domanda, giusto per sapere se ci vedete una relazione, tra queste due cose.

Nel mio piccolo mi sembra di poter dire che (detto semplice) "più sono le voglie insoddisfatte" e maggiore è l'aggressività ossessiva e condannata all'esibizionismo "a sproposito" pur di esistere, pur di fardsi vedere, pur di................non si sa cosa e (sempre) con la bava alla bocca.

Vi risulta qualcosa a suffragio?

Graziie comunque di aver letto la domanda. :)
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wavesequence

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2

Thursday, December 9th 2010, 5:24pm

E' probabile che la tua osservazione abbia fondamento, anzi credo sia proprio una caratteristica delle ultime generazioni, quella di voler emergere a tutti i costi, diventando anche esibizionisti.
Non per nulla, oramai, è stato eletto a status symbol l'apparire in TV come unica motivazione di vita: se non sono in TV non esisto (per gli altri).
Lasciamo perdere poi YouTube ed i suoi effetti nefasti.
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"Senza la musica, la vita sarebbe un errore"
-- F. Nietzsche


Kublai

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3

Thursday, December 9th 2010, 6:04pm

Le voglie insoddisfatte ci sono sempre state, credo. Ora però possono essere esibite (non sublimate) attraverso meccanismi che forse un tempo non esistevano.

Effettivamente l'ostentazione e l'esibizionismo vengono al giorno d'oggi tollerati moltissimo, a volte si cerca addirittura di stimolare le persone verso tali pratiche (a mio avviso deleterie sia per il singolo che per la società).

La classica frase di rito dei giovani d'oggi (non tutti per fortuna): "sei su facebook?" mi da molto da pensare, in questo senso. Se non sei su facebook, non esisti. Sei un perdente, sei uno che non sfrutta al meglio le opportunità della vita moderna. Ma io, nel modo in cui i giovani e meno giovani utilizzano tali strumenti tecnologici, ci vedo soprattutto due cose: da un lato un grande esibizionismo, dall'altro un voyeurismo misto a invidia.
E' il tuo comportamento a qualificarti, non ciò che possiedi o dici di essere...

Pavély

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Friday, December 10th 2010, 12:21am

Leggendo Gramsci, mi viene da pensare questo...

Ogni uomo può essere definito come un rapporto tra due incognite.

Chiamiamole: P, Produzione e C, Consumo. Ogni azione materiale, in breve, porta con sé P e C.

Mangio e ho C... Cammino... e ho sul corpo molta P... ma stò anche usando C... consumo energia e tempo... ad esempio.

§

Ora, in Italia, moltissi fattori P sono stati delocalizzati.

Ad esempio: oggi, le Automobili sono prodotte in Romania... in Polonia...

E ai ragazzi della nuova generazione cosa rimane? Rimangono le aliquote C... che, ovviamente, non possono essere delocalizzate.

Oggi, la produzione agricola, tecnologica, è delocalizzata in Paesi con minori tasse, con minori diritti, (penso al Sud Est asiatico), con minori libertà sindacali.

I giovani non possono emigrare in massa. Ma, altresì, non hanno alcuna identità produttiva. (Incognite P). Quindi, è chiaro che noi "vediamo" i Millenium child esibizionisti... ma in verità è una Imago, uno spettro, qualcosa che non c'è.

Noi non siamo più perversi, esibizionisti o malati dei nostri nonni. Il problema è che prima NON SI VEDEVA. Essendo che tutta la Produzione RIMANEVA nel paese, in breve, si vedevano Fabbriche e Stabilimenti industriali. Si vede l'Homo faber.

E questa sua caratteristica "mascherava" il suo consumismo. Solo che con il tempo Agricoltura e Industria cominciarono ad essere SPOSTATE. E tolta la maschera dei fattori P... rimane il viso giovanile e grottesco ed esibizionista dei fattori C.

§

Ma è una fase storica.

Quì c'è un libro bellissimo... "Governare i beni comuni" di Elinor Ostrom, (Marsilio, 2006).

Elinor Ostrom ci spiega come non esista più una dicotomia Apparenza/Timidezza. Non esiste più una "soddisfazione del bisogno", un "esibizionismo", un "istrionismo"... ed il fatto che l'"insoddisfazione" crea l'opposto.

La Ostrom ci spiega (è il premio Nobel per l'Economia 2009) che il "dolore" nasce dalla "partecipazione".

Il dolore, la sofferenza, nasce dall'impossibilità di partecipazione.

I bisogni individuali, in breve, sono assolutamente ininfluenti.

Di più: la Ostrom dimostra, dati alla mano, che la Partecipazione riesce a MASCHERARE i bisogni veri delle persone.

E ne fà un esempio pratico con la PUbblicità. C'è gente pronta a sborsare 500 dollari per un paio di scarpe che ne valgono, si e no, 20.

In verità, per il principio economico la gente dovrebbe "risparmiare". Cioè: ragione vuole che la gente compri per soddisfare un bisogno fisico e un bisogno iconico, logo-trended e communicative.

Ma ciò non è. Indossare un abito firmato non risponde affatto ad un bisogno sociale. Risponde ad un bisogno c o m u n i c a t i v o. Serve a dire CHI SI è. NON COSA SI è. La Ostrom, dunque, rivela che le coordinate che ci hanno insegnato i "maestri" non sono stelle fisse... ma stelle mobili.

E la stessa "repressione" uguale "desiderio"... è una stella apparente.

:)
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Friday, December 10th 2010, 12:34am

Le voglie insoddisfatte ci sono sempre state, credo. Ora però possono essere esibite (non sublimate) attraverso meccanismi che forse un tempo non esistevano.


Mi sembra un passaggio davvero interessante, così come l'accenno finale che fai all'invidia.

In effetti , quando ho postato, stavo proprio pensando all'aggressività della partecipazione alla vita del web nel suo complesso.
In questo momento penso ad esempio a ai "traguardi" raggiunti dalla comunicazione virtuale su fronti come quello sessuale ed erotico, in cui la farneticazione e il delirio sembrano ormai la costante ingravescente.

E si presta egregiamente ad essere ripercorsa secondo il tuo tratteggio : voglie insoddisfatte, che senza sublimarsi in alcun modo sono esibite, come nel'attesa assurda di poter essere soddisfatte solo perchè esibite. E che si trovano a vivere tra miliardi di altre uguali, ognuna dunque necessitata ad urlare e delirare di più, nella sospettosa e immagino logorante invidia che quelle degli altri si stiano forse realizzando per questa via. E dunque diventa tutto un "urlare" solo aggressivo che non porta nulla a nessuno, se non bruttura e vuoto vuoto vuoto.

Tanto quanto a questa lettura si prestano, appunto, autentiche ossessioni nel perseguimento del nulla, come può essere l'urlare la propria esistenza su FB o YT.....

:(
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Friday, December 10th 2010, 11:16am

E ai ragazzi della nuova generazione cosa rimane?


A me, Pav, non sembra di poter dire che frustrazione e aggressività siano solo dei giovani.
E come già detto da Kublai, anch'io penso che le frustrazioni e persino l'aggressività ci siano sempre state, ma mi sembra che oggi - e soprattutto grazie ai nuovi mezzi che trovano per veicolarsi restando insoddisfatte - lievitino su stesse facendo esplodere un mondo di apparente comunicazione che riesce ad essere solo comunicazione di aggressività.
E non mi sembra, proprio non mi sembra, appannaggio esclusivo dei giovani.

Provo a fare qualche micro esempio.
Più di una volta mi è capitato di rimanere veramente sorpresa da conoscenti (dal vivo) che appaiono nel reale normalissimi padri o madri di famiglia e magari pure particolarmente "quadrati e concreti" (qui sto parlando di gente che ha tutta più di 40 anni). Parli del più e del meno....e vien fuori che "per scherzo" chattano a manetta. Fin qui niente di strano. Se mostri interesse verso la loro esperienza cominciano a venir fuori - candidamente, oltretutto - che quel "per scherzo" non è per niente scherzoso : perchè ha occupato buona parte del loro "tempo libero" con dinamiche che risultano di fatto moltiplicatorie delle frustrazione di partenza, tipo : l'amico barista 55 enne.......che........chatta spacciandosi per 30enne aitante...........raccoglie (credendo di scherzare) le puttanate carezzevoli di qualcuna che in chat gli sta magari cantando altrettante balle. Poi , e qui ti si rabbuia e si incattivisce.......la ricopre di epiteti vomitevoli nel racconto che te ne fa..... perchè quella, da un giorno all'altro, è sparita o gli ha detto "ciao" senza alcuna spiegazione.
Ora : la frustrazione c'era probabilmente in entrambi, e ci sarebbe stata anche 50 anni fa.
Quello che 50 anni fa non c'era era la possibilità di creare una finta comunicazione che è solo esibizione disperata e che, soprattutto, finisce per cronicizzare ed esasperare quella stessa frustrazione!
Insomma Pav.....che i due 50enni in chat raccontino a se stessi di "scherzare" ci sta tutta. Quel che non ci sta, e che solo oggi è così facilmente "possibile", è racimolare frustrantissime carezze sulla base di "sè" radicalmente inventati per raccoglierle. E poi rimanere ancora più frustrati e aggressivi quando quelle carezze artificialmente prodotte...spariscono con la stessa facilità con cui sono state prodotte.
50 anni fa, potendo girare solo con la propria faccia, determinati carnevali non erano materialmente pensabili. E avevi 50 enni magari frustrati, ma che cercavano di "rifarsi" su basi reali e a volte realmente godibili e compensatorie (poteva essere il compensare una fisicità non più attraente con l'ostentazione di simboli di status, oppure realizzarsi attraverso le conquiste dei propri figli......o chissà quant'altro!) . Oggi..........lo stesso /la stessa 50 enne................. va in rete e ....mentre pensa di raccontar favole agli altri...le racconta anzitutto a se stesse. Ma sono favole che vorrebbero produrre comunicazione. E invece non c'è comunicazione che possa reggere sulle balle. Ma sembra che la tentazione di costruirsi questo mondo trincerati da nick sia fortissima e comunissima, per cui ci si ritrova la fabbrica dei frustrati sempre più frustrati, e aggressivi, e rabbiosi, ma ormai vittime di un meccanismo che è come le "scarpette rosse" della favola, perchè in realtà capisco sia dopante la apparente comodità e facilità di inventarsi un mondo in cui poter trovare "chissà cosa" stando ...semplicemente seduti a tavolino...........
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Pavély

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7

Friday, December 10th 2010, 12:02pm

Lea posso davvero capirti...

Però: quando accennavo ai giovani in realtà io parlavo di una fascia d'età in cui il problema sociale è più evidente.

E' chiaro che a seguito della Delocalizzazione tantissimi "cinquantenni" non hanno più lavoro (e anche molti Dirigenti se è per questo...).

Lea: non si produce più veramente. Non si prendono più martelli, sgorbie, seghe a banda, scovolini, tirafili, poggiamazze, archi voltaici, saldatori, pinze, tenaglie, fermacavalli, terze-mani, cacciaviti, imputatori, trapani, chiodi, rampioni, gaslini e bullette...

Di più: oggi, se si scrivesse a mano, prenderebbe l'ansia a 9/10 della popolazione italiana.

Io ti chiedo... è normale? E' normale per un uomo non creare il mondo con le proprie mani?

Lea, osserva, ti prego, siamo un popolo di o b e s i. Mangiamo troppo, mangiamo male. Superati i 20 anni, ingrassiamo a dismisura. Sai perchè? La stragrande maggioranza delle persone ti direbbe: "Mangiamo troppo e male".

Errore: non lavoriamo veramente.

Non ci appasioniamo più davanti ad Acciaierie colossali. Non piangiamo più emozionati entrando in una antica bottega artigiana (e quanta umanità, ti chiedo, c'è in una vera bottega artigiana, LEa?).

§

Allora io dico: è NORMALE CHE SIAMO NEVROTICI.

E' normale che abbiamo comportamenti s t r a n i.

E' normale che stiamo ore al computer... è normale.

Tu vedi sessualità perversa, vedi un comportamento che non comprendi... no.

No... la sessualità, naturalmente, è più evidente. Ma è più evidente perché tutto ciò che 40 anni la copriva, il Lavoro, la politica, la religione, ora non c'è più.

Ci hanno spogliato Lea di ogni capacità produttiva. Mi spiego: una volta, se si rompeva l'impianto elettrico a casa, ogni uomo sapeva ripararlo. Oggi, no. Oggi è difficile.

Oggi, i ragazzi, gli uomini, gli anziani hanno perso la M a n u a l i t à. Guardi uno schermo... chatti... ma non sia, magari, disegnare. Non sai più sederti ad un tavolino e parlare con le persone (stò usando un Tu ipotetico... per indicare 9/10 delle persone).

SI perde il piacere di ragionare.

Ad esempio: si perde la capacità di capire il paziente attraverso il corpo. Ora, i letti di Ospedale sono letti "elettronici". La Diagnostica ha fatto passi da gigante... ma il contatto umano... il contatto vero... il vedere veramente l'ALtro... si perde.

§

Sottraendoci la Produzione, ci hanno sottratto anche la Sessualità.

Esiste una Sessualità "produttiva" e una Sessualità "consumistica".

Il Sesso, oggi, Lea, è "consumistico". Non ha più quella difficoltà, quella dignità, quell'orgoglio che aveva tanto tempo fà.

Tu vedi il tuo amico barista che, squallidamente, chatta. E te ne dispiaci. E ci rimani male. La consideri una stupidità. No.

E' il prodotto della Delocalizzazione. In Romania, credimi, non succede questo. In India, non succede questo. Nei posti dove materialmente le cose SI FANNO non c'è il tempo per scherzare... e non ce n'è neanche il gusto...

§

E difficile da spiegare... ma, Lea, immagina un contadino che torna a casa, la sera, in un tramonto.

E' nella sua 500 fiat... ha gli abiti che odorano di terra, in un preciso tornante, stanchissimo, accosta e guarda l'orizzonte.

E' felice.

Sa che a casa, sua moglie ha preparato qualcosa. Sa che sua figlia ci sarà. TUtto ha un senso.

E credimi... dopo 10, 12 ore, passate accanto alle piante, faticando di brutto... non c'è più tanta voglia di mettersi al computer e comportarsi così.

Lavoro.

E io penso che sia un problema generale... italiano...

:)

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Friday, December 10th 2010, 2:14pm

E difficile da spiegare... ma, Lea, immagina un contadino che torna a casa, la sera, in un tramonto.

E' nella sua 500 fiat... ha gli abiti che odorano di terra, in un preciso tornante, stanchissimo, accosta e guarda l'orizzonte.

E' felice.

Sa che a casa, sua moglie ha preparato qualcosa. Sa che sua figlia ci sarà. TUtto ha un senso.

E credimi... dopo 10, 12 ore, passate accanto alle piante, faticando di brutto... non c'è più tanta voglia di mettersi al computer e comportarsi così.

Lavoro.

E io penso che sia un problema generale... italiano...


E' vero. Era difficile da spiegare, ma lo hai spiegato benissimo.
E trovo che ci sia tantissimo di vero, in tutto quello che hai scritto.

Eppure , Pav, con l'immenso valore che ha la creatività....essa non è mai stata solo o necessariamente manuale.
Non ci sarebbe nessuna delle nostre Cattedrali o delle Architetture religiose di ogni tempo se.......oltre a uomini che hanno faticato come schiavi, non c ene fossero stati altri che, anche 1800 anni fa o 4000 anni fa...senza mai aver toccato una pietra ...........perdevano giorni e notti a calcolare come andassero posate le pietre.

E il Web, novità degli ultimi decenni, come benissimo sa chi lavora o semplicemente chi è davvero interessato alla vita, di sicuro NON è "solo" rifugio e sfogo ed esaltazione di frustrazioni ed autoesaltazioni ed aggressività. Il Web.....è anche il mondo a portata di mano, per cose serie, serissime, validissime, costruttive, creative all'ennesima potenza.

Ma credo sia innegabile , Pav, che abbia una potenzialità in più, quella che dicevo prima: quella di muoversi senza usare la propria faccia.
E questa "folle tentazione di giocare con questo fatto" ...........per me è solo fonte di degenerazione delle qualità umane, possibilità di fuggire da se stessi e dalla realtà per perdersi in un sentiero buio , sporco e senza senso...........

Posso dirti una cosa che mi colpisce da sempre e "pare" OT?
Riguarda proprio questo forum e quelli con stessa tematica.

Da sempre io osservo allucinata questo fatto : in posti come questo si parla spesso , spessissimo, di "socialità e comunicazione".
Pav...............io sono sempre rimasta sconvolta dal come, in questo tanto parlare, risulti essere del tutto assente ogni Idea di Politica !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ovviamente non parlo di tesseramenti e schieramenti parlamentari: parlo di INTERESSE VERSO LA COSA COMUNE.
Si parla di comunità, si parla di comunicazione, si parla di socialità................e poi...............non è arduo nè pretenzioso ....DOVER verificare che una parte preponderante dell'utenza sembri genuflessa col paraocchi sulla propria situazione personale (regolarmente sofferente) e dìa tutta l'idea di non aver MAI manco alzato lo sguardo su cosa c'è oltre un Forum (per interessante che sia, come è) ..."visto che qui ha trovato la sua nicchietta meno dolorosa per ora".................

E questo.............non è Pav solo un doloroso prendersi in giro da soli???? Che vizia, che a queste condizioni potrà essere SOLO deludente, e che renderà solo più frustrati e più aggressivi?

Quello che voglio dire è che questa possibilità di vivere senza vivere.........prima non c'era.
E' solo una delle tante peculiarità di un Web che ha aspetti per me meravigliosi. Ma...guarda caso.............è quella più negativa e inutile, e al contempo è la più diffusa. Perchè è la più facile , la più egoistica. la più narcisistica, la più "a portata di tutti". Salvo POI piangerne di delusione....e senza CAPIRE perchè, più frustrati di prima.
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Pavély

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Friday, December 10th 2010, 2:41pm

Ah credimi... lo so bene... lo so davvero bene...

Lo so bene.

Eh se lo so...

:(
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riccioinletargo

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Friday, December 17th 2010, 7:15pm

Tornando alle voglie insoddisfatte, io credo fermamente che rapporti sessuali regolari e soddisfacenti giovano alla salute. Per regolari intendo dire : non una volta ogni tanto, e con lo stesso partner.
Considero una vita sessuale soddisfacente il migliore antidepressivo che esista in natura.
Ho poche idee chiare, ma su questa non ho dubbi.

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Saturday, December 18th 2010, 12:18am

Tornando alle voglie insoddisfatte, io credo fermamente che rapporti sessuali regolari e soddisfacenti giovano alla salute. Per regolari intendo dire : non una volta ogni tanto, e con lo stesso partner.
Considero una vita sessuale soddisfacente il migliore antidepressivo che esista in natura.
Ho poche idee chiare, ma su questa non ho dubbi.

Hai scritto una cosa così limpida e vera che....ti vivo come il magico bimbo del "Re Nudo"! :clap:

Sai da cosa si vede che sei meravigliosamente Giovane ? :friends:
Dal fatto che riesci a coniugare "rapporti regolari" con "soddisfacenti" e "con lo stesso partner".

Ora: questo, obiettivamente, nella vita potrebbe essere solo un miraggio. Nel senso che i rapporti regolari possono essere soddisfacenti (almeno il più delle volte) se si cambia partner almeno per "epoche esistenziali" (non sto dicendo una cosa oscena e diseducativa : sto solo dicendo che è altamente probabile non essere innamorati a 45 anni delle stesse "cose" di cui ci si era innamorati a 15 (anzi: sarebbe sintomo preoccupante, forse, restarlo).

Però ....sai com'è......la vita ognuno se la svolta come vuole e come può. Metaforizziamo con l'area "lavoro", ok?
Per cui...arrivati (per esempio) a 50 anni.............se sei stato un impreditore di te stesso (nel senso che l'azienda agonizzante con coraggio l'hai chiusa e ti sei corciato le maniche per aprirne un'altra con rinnovate prospettive) riesci ancora a capire il Fascino delle Idee e delle Speranze di chi ha vent'anni.
Se , invece, hai amato "il posto fisso".... (merdoso ma sicuro, nel suo piccolo) ...è facile che a 50 anni.........quello stipendiuccio ce le l'hai, è pure regolare. Solo che ...non è soddisfacente, per niente. E allora ti ritrovi sul web a giocare in Second Life che .....sei Bill Gates (peccato : solo in pixel e bit!).

E capisco bene, tornando dalla metafora occupazionale a quella esistenziale, che chi gioca a fare Bill Gates in Second Life..... e come potrebbe , in effetti, NON essere aggressivo?
O raga' : è l'ultima SPERANZA di poter sognare quello che non si è avuto il fegato di FARE DAVVERO! ^^
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riccioinletargo

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Saturday, December 18th 2010, 9:37am

Ora: questo, obiettivamente, nella vita potrebbe essere solo un miraggio. Nel senso che i rapporti regolari possono essere soddisfacenti (almeno il più delle volte) se si cambia partner almeno per "epoche esistenziali"

Ma no, non è un miraggio perchè intendevo "rapporti con lo stesso partner", ma non a vita, insomma si può avere un amore dai 20 ai 30, un altro dai 30 ai 40, dai 40 ai 50 e via dicendo o anche solo per pochi mesi, ma in quei pochi mesi lui è l'unico. :love:
Grazie per il "meravigliosamente Giovane", anagraficamente non lo sono affatto!
Il lavoro statale e ripetitivo di certo può rendere aggressivi e insoddisfatti, ma se si abbina a un interesse che dà soddisfazione e a un amore....un lavoro sicuro dà un senso di stabilità che permette di coltivare le proprie passioni senza preoccuparsi del futuro. ;)
Non so come si fa a consolarsi con una vita virtuale. Quando mi manca tutto, cioè lavoro e amore e sesso,vado a far due passi nella natura e magari anche molti passi in montagna e cerco di respirare aria pura, che dal pc non esce proprio.
Ciao, Lea. :hi: :hi:

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Saturday, December 18th 2010, 11:07am

Grazie per il "meravigliosamente Giovane", anagraficamente non lo sono affatto!
E allora...Complimenti! :hail: Perchè comunichi quella vitalità positiva che è una Bella Rarità negli adulti! :thumbsup:
Il lavoro statale e ripetitivo di certo può rendere aggressivi e insoddisfatti, ma se si abbina a un interesse che dà soddisfazione e a un amore....un lavoro sicuro dà un senso di stabilità che permette di coltivare le proprie passioni senza preoccuparsi del futuro.

Ad essere nella schiera di quelli che guardano il bicchiere mezzo pieno , sìììììì!!!!!!!!!
Il problema resta per chi vive nella schiera di quelli che guardano il bicchiere mezzo vuoto: per questo trovavo particolarmente azzeccato l'accenno all'invidia che qualcuno ha fatto sopra.
Forse meriterebbe persino un thread a parte, ma io ormai sempre di più credo che si viva in maniera completamente diversa sino a rivelarsi opposta (opposta praticamente in tutto) a seconda di quello che mi sembra proprio un "marchio di fabbrica", che...boh....se non è genetico è almeno legato alla primissima infanzia per ognuno di noi. Mi spiego.

Quelli che guardano il bicchiere mezzo pieno..........secondo me sono accompagnati dalla nascita dalla consapevolezza che NULLA spetti loro "di diritto", che sarà bello e interessante vivere per procurarsi con le proprie forze ciò di cui hanno esigenza, e siccome devono mobilitare quelle proprie forze sapendo che non sono illimitate, intelligentemente cercano di fare una cernita PENSATA di ciò che che vale la pena e ciò che è futile o sciocco. E poi, quando conquistanno qualcosa, ne sono felici e contenti, con il senso di bella meraviglia di chi può dire a se stesso "in questa cosa, che era importante per me, ce l'ho fatta".

Quelli che guardano il bicchiere mezzo vuoto...........secondo me sono accompagnati dalla nascita dall'idea che ...tutto o quasi spetti loro di diritto. Per cui si fissano su ciò che manca al loro appello, rispetto alla dotazione di completezza che si aspettavano dalla sorte. E siccome non sono affatto orientati ed autoeducati all'idea che quel che non hai puoi sempre cercare di conquistarlo...........guardano con invidia chi ce l'ha, ritengono che costui abbia ricevuto dall'alto ciò che ha, e invece di far qualcosa per se stessi...rosicano sugli altri...e ...proprio al massimo della cratività reattiva ........optano dalla sedia del pc..... per una qualunque delle tante forme di Second Life che il web offre a profusione....
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Saturday, December 18th 2010, 4:31pm

Effettivamente mi sento di far parte del primo tipo, non ho mai dato niente per scontato, niente come un diritto, ma tutto ciò che ho e che sono me lo sono conquistato. Per questo, anche una piccolissima cosa mi dà soddisfazione perchè è una mia conquista e mi innamoro di quello che ho.
Faccio un esempio: io con fatica mi sono comprata una piccola automobile. Un'altra ha un macchinone e glielo hanno regalato o quasi. Sono parcheggiate vicine, io guardo con orgoglio "la mia piccola", compagna fedele dei miei viaggi e non ho la minima invidia del macchinone lì vicino, non mi dice niente.Penso solo alla fatica che farà a parcheggiare.
Mi è venuto in mente questo paragone, perchè un giorno avevo un collega invidioso di tutto che avrebbe voluto essere invidiato da me. Beh, vicino alla mia auto c'era parcheggiato un macchinone e lui ha detto che se lo era appena comprato.
Mi ha detto "Ti piace?" e io, per non ferirlo, ho detto di sì, poi mi ha chiesto "Lo vorresti anche tu?" e io "Se me lo regalassero sarei contenta perchè lo venderei subito".Credo proprio di non saper invidiare, una emozione che manca al mio repertorio.
Non mi cambierei per niente al mondo, l'invidia credo faccia soffrire.

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Saturday, December 18th 2010, 4:51pm

Effettivamente mi sento di far parte del primo tipo, non ho mai dato niente per scontato, niente come un diritto, ma tutto ciò che ho e che sono me lo sono conquistato. Per questo, anche una piccolissima cosa mi dà soddisfazione perchè è una mia conquista e mi innamoro di quello che ho.


E..................per chi ha i semplici cinque sensi funzionanti nella norma.............SI CAPISCE BENE E DA TUTTO QUEL CHE SCRIVI, IL FATTO CHE SEI VERA , FELICEMENTE VERA SENZA FAIDE DI PAESE O DI QUARTIERE!!!!!!!!!!!!!!!! :hail:
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )