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Helga71

Ogni pensiero che concepiamo crea il nostro futuro . Il punto di potere è sempre nel momento presente .

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Tuesday, October 11th 2011, 8:39am

una domanda sulla religione

non ricordo dove ma ho sentito questa frase che mi ha colpito ma non riesco a darle un significato : Liberta' della coscienza religiosa. Voi come la interpretereste, è un po' che ci penso ma non riesco a darle nella mia testa una collocazione.

summertime

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Tuesday, October 11th 2011, 9:11am

Beh... a sentirla così credo che riguardi il fatto che ognuno è libero, in ogni momento della sua vita, di scegliere.

La fede la si vive soltanto attraverso una scelta libera e volontaria.

Se diventa imposizione, dogma, precetto obbligato, non è più fede, ma qualcosa da cui ci si lascia sopraffare, ma che sotto sotto si rifiuta.

E' tipico di molte persone pensare: "mi comporto così perché la chiesa/dottrina/religione dice di fare così".

Questo sostanzialmente dimostra una grande ignoranza. Non si può avere fede in Dio attraverso la coercizione. E' una contraddizione in termini.

Prima di tutto viene la libertà individuale. Poi, tutto il resto.
“Se qualcuno ti dice che non ci sono verità, o che la verità è solo relativa, ti sta chiedendo di non credergli. E allora non credergli.”

doctor Faust

Azzeccagarbugli

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Tuesday, October 11th 2011, 10:43am

non ricordo dove ma ho sentito questa frase che mi ha colpito ma non riesco a darle un significato : Liberta' della coscienza religiosa. Voi come la interpretereste, è un po' che ci penso ma non riesco a darle nella mia testa una collocazione.


In effetti c'è un che di paradossale.

E' come dire: La liberta' di diventare schiavo.
Per leggere questa storia clicca sul titolo.

:hmm: Il lungo viaggio di Anomimus alla ricerca dell'amore perduto... :thumbsup:

Helga71

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Wednesday, October 12th 2011, 9:10am

grazie avete colpito .... cosa che io non comprendevo ma immaginavo, sono sempre in disputa con chiunque per colpa di tutte le imposizioni che la chiesa chiede, quindi sono secondo me lavaggi del cervello che ci fanno da piccoli, premetto che abitando in un piccolo paese, avendo frequentato la chiesa come ci è stato imposto c'è sempre qualcosa che mi disturba, chi sono loro per dirci cosa è giusto e cosa è sbagliato o per obbligarci a frequentare, io ho un bimbo si fa il catechismo frequenta, ma le lascio sempre il suo spazio .... non le ho mai detto niente sul fatto di credere o no ... queste cose sono dentro di noi ed io mi ritrovo dopo tutto il lavaggio che c'è stato non voglio dire di non credere apertamente, ma e piu' forte per me' il pensare che non c'è nessuno.... sono un ipocrita... forse si ma ne o piena coscienza.

summertime

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Wednesday, October 12th 2011, 9:28am

Il punto, sostanzialmente, è che quando si è molto piccoli il catechismo viene insegnato a forza di dogmi e precetti, e questo può essere sbagliato perché si insinua nella coscienza del bambino una sorta di "senso del dovere", non pienamente vissuto in consapevolezza.

Quanti però, in età adulta, si prendono la briga di andare a rivedere quegli stessi concetti, cercando di capirci un po' meglio?

Molto pochi.

Ma chi conosce davvero la fede, ti potrà confermare che Dio è molto molto lontano dalle nostre rappresentazioni che abbiamo nella testa.

Per tutti quelli che si trovano a rifiutare i dogmi della chiesa, ma che vogliono comunque sapere qualcosa di più, io suggerisco caldamente di frequentare qualche ciclo di catechesi per adulti. Ce ne sono tantissimi in tutta Italia, e molto ben fatti.
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Wednesday, October 12th 2011, 10:58am

Ti ringrazio Summertime, si forse hai ragione che diventa piu' che altro "senso del dovere" , io personalmente ho una cognata che frequenta moltissimo tutto quello che è la chiesa ,catechesi , ritiri e quant'altro, abbiamo molto spesso discussioni sulla questione di credere o non credere, chi ti parla credeva ma poi e scattato qualcosa che mi ha messo dei dubbi direi molto forti sul fatto che c'è qualcuno , lo so sono strana , quando è morta mia nonna per moltissimo tempo ho percepito la sua presenza vicino a me , quando è morto mio padre addirittura mi ha accarezzato e non sono solo sensazioni, ma percezioni molto forti . Io penso che la nostra anima ritorna e prende un'altra vita .. è un discorso complesso , non sono matta ma è quello che sento.

ildol

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Thursday, October 13th 2011, 10:15am

Avrei voluto aprire un thread a sé stante.
Ho sempre rimandato.
Direi che qui è In Topic.

E' normale per un genitore trasmattere i propri valori, reputati giusti, ai propri figli.
Ed è quindi normale che un genitore con valori religiosi trasmetterà questi stessi valori.

Ecco che un bambino, ancora non in grado di scegliere, riceverà dogmi e ingiunzioni dalla fede dei propri genitori.
Così come, per altro, riceverà spinte e ingiunzioni anche su valori etici non religiosi di vita comune.

Ma in effetti, come si sceglie una religione?

Un adulto intellettivamente normodotato, cresciuto senza nessun insegnamento religioso, come può sapere che quella è la fede "giusta", o almeno quella per lui?

E invece, l'adulto di prima, stavolta cresciuto conoscendo tutte le religioni principali, come potrà discriminare?

Non dovrebbe essere come un supermercato dove mi scelgo il prodotto migliore, più bello, più comodo o più accattivante.
Eppure così potrebbe sembrare.
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Thursday, October 13th 2011, 10:27am

Come dice la parola stessa, la "fede" non è un'operazione controllata di raziocinio.

Quindi dire che si "sceglie" la fede "giusta" credo sia errato, in primo modo perché non si sceglie, e poi perché non esiste la fede "giusta".

La fede si "sente", si avverte.
In alcuni, può darsi che vada "risvegliata".
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Thursday, October 13th 2011, 11:35am

Quindi dire che si "sceglie" la fede "giusta" credo sia errato, in primo modo perché non si sceglie, e poi perché non esiste la fede "giusta".

La fede si "sente", si avverte.
In effetti era più o meno quello che pensavo.

Ma come si può "sentirsi" shintoisti?
O "sentirsi" sionisti?
O "sentirsi" islamici?

E peggio ancora con varie declinazioni di una stessa fede:
come si può "sentirsi" cristiani cattolici?
O cristiani gesuiti?
O cristiani protestanti?
O cristiani testimoni di Geova?

(Non includo nel mio ragionamento le religioni rifacentisi a filosofie di vita, tipo il Buddismo, che per loro natura rendono semplice la scelta anche in età adulta più come approccio alla vita che come credenza squisitamente ed esclusivamente religiosa.)

In generale, mi sembra chiara la predominanza degli insegnamenti nell'infanzia.
Si preclude parecchio la possibilità di libero arbitrio.

Poi per carità, non credo che un dio, comunque si chiami e con qualunque modalità preferisca essere riconosciuto e osannato, si possa adirare solo per qualche dettaglio nel culto e nei rituali seguiti.
Se mi lavo le mani prima di pregare e mi prostro a terra verso una città, o se mi inginocchio e congiungo le mani, non mi sembra il succo di una vita supportata da valori retti.

Un dio pignolo e burocrate sull'iter di una procedura per dimostrare fede, più che sui valori di vita, non mi sembrerebbe poi così divino.
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Thursday, October 13th 2011, 11:51am

Beh, come prima cosa occorre conoscere le religioni. Come si fa a "sentirsi" facenti parte dell'una o dell'altra se non le si conosce?

Quanto alla seconda parte del tuo ragionamento, l'idea del dio pigolo e burocrate sull'iter di una procedura per dimostrare fede, è una delle tante idee distorte che abbiamo di dio, date dalla sub-cultura attuale. il Dio vero non è niente di tutto questo.
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Thursday, October 13th 2011, 12:16pm

Pienamente d'accordo.

Bisogna conoscere le religioni.
Non si può sentire un'affinità con un culto magari mai sentito nominare.

Eppure questo, almeno per me, ha generato ancora più confusione.

Passi che il messaggio comune è all'incirca lo stesso, il culto e i rituali differiscono a volte parecchio.
Trovare discrepanze, imprecisioni, quando non palesi errori o manipolazioni, rende tutto molto confuso e sa di "rimaneggiamento umano" anche ad un credente convinto, che si ritrova così credente orfano: senza un culto a cui rifarsi.

Tornando alla scelta consapevole, sarebbe allora ipotizzabile l'insegnamento congiunto, già in età scolastica, delle principali religioni paritariamente, senza prevalenze o ingiunzioni di sorta?
Un bambino italiano potrebbe divenire induista e un bambino giapponese potrebbe optare per il cattolicesimo...
Eviterebbe questo la naturale forzatura nella scelta di una fede sentita come propria?
Rimarrebbe l'ingiunzione genitoriale, ma potrebbe esserne almeno mitigata?

Quantoal dio pignolo, la mia era una piccola provocazione, proprio per sottolineare come non creda che una divinità degna di essere osannata e rispettata potrebbe mai fermarsi al significante di un culto.
Inutile litigare su chi ha il credo più aderente alla Sacra Procedura Protocollata.
Non credo esista una Sacra Procedura Protocollata.
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cambi24

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile. (San Francesco)

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Thursday, October 13th 2011, 8:40pm

ognuno è libero, in ogni momento della sua vita, di scegliere.

La fede la si vive soltanto attraverso una scelta libera e volontaria


Anche per me vuol dire questo

cambi24

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Thursday, October 13th 2011, 8:48pm

mio padre addirittura mi ha accarezzato


:love: Posso capirti... Io ci credo.
Mia madre è stata sorretta (da un angelo?) mentre stava cadere da una scala. Io c'ero quando è successo ed è scivolata lentamente ma non si è fatta male

la nostra anima ritorna e prende un'altra vita


:)

la fede "giusta"


:hmm:

non esiste la fede "giusta".

La fede si "sente", si avverte


:thumbsup:

conoscere le religioni


Serve conoscerle ma serve anche crearsene "una propria": cioè sentire ciò che ci fa stare bene con Dio o comunque con qualcosa di più grande di noi... Io prego da sola, parlo con Dio, come ad un amico

Sacra Procedura Protocollata


?( Cos'è?

Helga71

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Friday, October 14th 2011, 8:36am

io sono adulta e mi sento libera in quel senso ..... ma forse l'insegnamento fin da bambina che mi tiene sospesa .... il fatto è che piu' ci penso e piu' non credo fermamente che esista.... si forse non ho la fede ..... credo alle nostre anime che girano libere una volta morte ... alla ricerca di un nuovo corpo.... quindi non potro' mai essere credente fino in fondo.
Pero' nei miei momenti di sconforto o pregato tanto , ho chiesto aiuto... forse qualcuno mi ha sentito...

78savage

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Friday, October 14th 2011, 9:27am

Secondo me l' esigenza di credere è insita nell' uomo. La religione non può essere annullata in quanto l' essere umano ha bisogno di sentire il contatto con qualcosa che trascende il mondo concreto. Purtroppo spesso la religione si macchia anche delle peggiori cose o ha la colpa di essere intrisa di ipocrisia, ad esempio i sacerdoti ed i santoni vengono visti come esseri perfetti quando poi sono esseri umani come noi, con pregi e difetti. Io personalmente sono ateo, anche se comprendo benissimo che tante persone hanno bisogno di credere in Dio, che la dimensione spirituale è parte della nostra natura. Secondo me la scelta migliore è quella che propende per una via di mezzo, cioè avere un po' di rispetto per la morale e non annullare del tutto l' etica ma essere anche scettici e non assoggettarci alle imposizioni di un potere autoritario, ma mantenere in vita il nostro senso critico.