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Persanelmondo

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1

Friday, August 16th 2019, 1:05pm

Senso della vita: riflettiamo insieme

Ciao a tutti. Sono una ragazza di 27 anni e sono nuova del forum.
Ho già accennato nella sezione "umore depresso" qualcosa della mia storia.
Cercando nel forum ho trovato alcuni vecchi thread in cui si discuteva del senso della vita. In questi thread ho trovato interventi in cui ho trovato finalmente riflessioni a me molto familiari sul senso della vita, riflessioni che per vergogna non dichiarerei mai in maniera tanto onesta con amici e parenti. Vorrei riportare in auge la discussione visto che si lega strettamente al mio malessere e mi farebbe piacere parlarne.

Io è da quando mia madre se n'è andata, quasi dieci anni fa, che la vita mi ha messo crudamente di fronte alla morte e mi ha spinto a entrare in un vortice di domande senza risoluzione circa il senso della vita. In sostanza, per me è drammatica quasi a livelli insostenibili la consapevolezza che siamo degli esserini perfettamente insignificanti e che dopo la nostra morte non sentiremo più niente e presto nessuno si ricorderà neanche più che siamo passati su questa terra. Questa prospettiva mi porta a concludere che la vita sia praticamente inutile e il pensiero che prima o poi morirò e che dopo ci sarà il niente assoluto mi manda in panico.
La mia psicologa mi dice sostanzialmente che in effetti la vita in sé non ha senso e che dobbiamo dargliene uno noi e nel contempo fare come il surfista sull'onda, cioè concentrarci sul presente senza perdersi in queste pippe trascendentali. Ma, a distanza di un anno di terapia, queste "soluzioni" continuano a non essermi granché d'aiuto.
Spesso penso che mi piacerebbe avere fede in Dio perché credere in un aldilà annullerebbe il timore del nulla assoluto, ma razionalmente mi è molto difficile, quantomeno per quel che riguarda la fede cristiana (che basta andare a leggere un po' e si scopre che non ha fatto altro che costruire una religione ex novo impossessandosi delle tradizioni dei culti precedenti). Ma anche se qualora ci fosse la speranza di un aldilà, come cavolo impegneremmo l'eternità che ci aspetta?
Io per ora non riesco a venire a capo del dilemma. Molta della mia depressione è legata a questo problema. E pensate che fondamentalmente, a parte l'esperienza dolorosissima della morte di mia madre, non ho grossi problemi. Ho una famiglia che mi vuole bene, amici che mi vogliono bene, situazione economica nella media e ho tante possibilità che la vita mi offre. E sì, tutto questo mi fa sentire ancora di più in colpa.

Voi che ne pensate? Per favore non ditemi "non ci pensare" perché per me è impossibile.

This post by "Maggi33" (Friday, August 16th 2019, 2:51pm) has been deleted by user "Elettra" (Saturday, August 17th 2019, 8:37am) with the following reason: profilo chiuso

Morpheus88

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3

Friday, August 16th 2019, 5:51pm

C'è stato un momento della mia vita in cui ho passato una fase simile, mi domandavo che senso avesse sbattersi e "faticare" tot anni per poi morire e sparire nel nulla. La risposta che mi sono dato è che vivere di sacrifici è stupido proprio perché di noi sia come persone che come specie non rimarrà nulla però invece ha senso godere di questo lasso di tempo.
Sono arrivato alla conclusione che ha senso essere felici per un lasso di tempo, anche se poi non rimane niente mentre chi non può essere felice invece secondo me ha ragione nel togliersi di mezzo, non ha assolutamente senso passare del tempo su questo pianeta e in più soffrire anche.
Se puoi essere felice goditi questo lasso di tempo che ti è concesso, piuttosto cerca di capire perché ti fa così tanto paura la fine, forse sta lì il vero problema.

4

Friday, August 16th 2019, 7:36pm

Il senso della vita è...il processo stesso di personale ricerca di un senso della vita che ci trasformi l'horror vacui in accettazione pacifica della realtà delle cose. Leggere la grande letteratura e la filosofia può aiutare molto in questo. Ecco allora che per me, ad esempio, dedicare il proprio tempo ad esse è un ottimo modo di vivere.

Elisa89

Ogni lasciata è persa

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5

Friday, August 16th 2019, 9:40pm

Ciao a tutti. Sono una ragazza di 27 anni e sono nuova del forum.
Ho già accennato nella sezione "umore depresso" qualcosa della mia storia.
Cercando nel forum ho trovato alcuni vecchi thread in cui si discuteva del senso della vita. In questi thread ho trovato interventi in cui ho trovato finalmente riflessioni a me molto familiari sul senso della vita, riflessioni che per vergogna non dichiarerei mai in maniera tanto onesta con amici e parenti. Vorrei riportare in auge la discussione visto che si lega strettamente al mio malessere e mi farebbe piacere parlarne.

Io è da quando mia madre se n'è andata, quasi dieci anni fa, che la vita mi ha messo crudamente di fronte alla morte e mi ha spinto a entrare in un vortice di domande senza risoluzione circa il senso della vita. In sostanza, per me è drammatica quasi a livelli insostenibili la consapevolezza che siamo degli esserini perfettamente insignificanti e che dopo la nostra morte non sentiremo più niente e presto nessuno si ricorderà neanche più che siamo passati su questa terra. Questa prospettiva mi porta a concludere che la vita sia praticamente inutile e il pensiero che prima o poi morirò e che dopo ci sarà il niente assoluto mi manda in panico.
La mia psicologa mi dice sostanzialmente che in effetti la vita in sé non ha senso e che dobbiamo dargliene uno noi e nel contempo fare come il surfista sull'onda, cioè concentrarci sul presente senza perdersi in queste pippe trascendentali. Ma, a distanza di un anno di terapia, queste "soluzioni" continuano a non essermi granché d'aiuto.
Spesso penso che mi piacerebbe avere fede in Dio perché credere in un aldilà annullerebbe il timore del nulla assoluto, ma razionalmente mi è molto difficile, quantomeno per quel che riguarda la fede cristiana (che basta andare a leggere un po' e si scopre che non ha fatto altro che costruire una religione ex novo impossessandosi delle tradizioni dei culti precedenti). Ma anche se qualora ci fosse la speranza di un aldilà, come cavolo impegneremmo l'eternità che ci aspetta?
Io per ora non riesco a venire a capo del dilemma. Molta della mia depressione è legata a questo problema. E pensate che fondamentalmente, a parte l'esperienza dolorosissima della morte di mia madre, non ho grossi problemi. Ho una famiglia che mi vuole bene, amici che mi vogliono bene, situazione economica nella media e ho tante possibilità che la vita mi offre. E sì, tutto questo mi fa sentire ancora di più in colpa.

Voi che ne pensate? Per favore non ditemi "non ci pensare" perché per me è impossibile.

Ciao, io ho più o meno la tua età e provo esattamente le stesse cose. Anche io sto camminando per trovare la soluzione a questi interrogativi quindi posso solo dirti che capisco il tuo senso di vuoto e non sei l'unica ad avere questi pensieri.
Anche io non sono religiosa ma molto razionale.
Sto cercando di vivere serenamente giorno per giorno, tutto qua. Godere delle piccole cose fatte con le persone a cui teniamo di più.
Il mio consiglio è anche quello di fare ciò che ti senti quando te lo senti: vivere felici e liberi. Il senso è tutto qua forse, perchè di noi non rimane nulla.

AndreaC

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Friday, August 16th 2019, 11:05pm

Spunti interessanti:

https://youtu.be/VlF3HI135J0

Bwndy

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7

Saturday, August 17th 2019, 12:55am

Di per sè non ne ha. Non c'è nemmeno una logica in quello che succede.
Credo ci siano diverse possibili strategie o strade, tipo legarsi a degli obiettivi, oppure vivere alla giornata cercando il massimo piacere possibile. Io personalmente ho scelto la prima.

8

Saturday, August 17th 2019, 10:12am

Per me il senso della vita è vivere secondo la propria natura interiore, che non è detto corrisponda con l'educazione che hanno cercato di trasmetterci e con le aspettative della società.
Tutto ciò che ci accade ci aiuta a tracciare il nostro percorso di vita, le inversioni di marcia, le cadute, gli sbandamenti, la depressione, fanno parte di questo processo.

luca63

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9

Saturday, August 17th 2019, 12:09pm

sono con bwndy.
se vivere BENE fosse facile, si passerebbe il tempo a chiedersi perché, per cosa, per chi....
ma vivere BENE (cioè serenamente, con piacere, con accettazione e curiosità, con allegria e apertura) è già talmente difficile, che basta e avanza come obbiettivo da porsi.
vivere bene alla giornata o puntando ad un proprio progetto, a seconda del carattere...
l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP

Elettra

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10

Saturday, August 17th 2019, 3:26pm

Di per sè non ne ha. Non c'è nemmeno una logica in quello che succede.

Condivido anche io Bwndy.

E' una domanda che l'umanità si pone da sempre, e le argomentazioni sono le più disparate.

"Alcuni dicono che non ci sia proprio nessun senso, che tutto accade per caso e che questo universo è tanto un errore quanto un miracolo".

Probabilmente non esiste un senso oggettivo e assoluto per tutti gli esseri viventi, altrimenti tutto sarebbe necessario e già determinato.

Henry Miller diceva:
“Bisogna dare un senso alla vita, appunto perché evidentemente non ne ha nessuno".
Forse lo scopo della vita è l’esperienza stessa della vita.

Persanelmondo

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11

Saturday, August 17th 2019, 3:50pm

Grazie per il vostro contributo.
Anche la maggior parte di voi quindi, mi sembra di capire, è dell'idea che la vita non ha senso di per sé ma che bisogna dargliene uno personale e/o vivere godendo il momento.
Questo però non "elimina" il niente a cui ci ridurremo dopo la morte. Mi pare però che la cosa non vi turbi granché e che riusciate ad approfittare dell'opportunità di vivere questa esistenza nonostante questo destino infame. Ed è normale che sia così.
Mi chiedo piuttosto che cosa ho io che non vada, che mi fa vivere questo stato di cose con tanta angoscia. Ormai sono arrivata a chiedermi se sono io che lo penso veramente oppure è la mia depressione e che parla. Mi pare di essere a un punto di vivere il dilemma "ma è nato prima l'uovo o la gallina"? A volte vorrei fortissimamente avere come un'illuminazione spirituale e cominciare ad avere fede in un aldilà.
Fatto sta che oggi sono molto giù. Non riesco a trovare la motivazione per uscire di casa e godermi la giornata e mi piango addosso.
Come si fa a ritornare almeno a vivere un'esistenza piacevole? A me ora come ora sembra di fingere quando sono con gli altri, e vedere la loro genuina felicità mi nausea e mi fa invidia allo stesso tempo.

luca63

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12

Saturday, August 17th 2019, 4:46pm

è diverso
non trovare un senso nella vita
da
non trovare piacere nella vita

ho vissuto entrambe le angosce

la prima si può combattere spegnendo un po'il cervello, guardando i gatti e respirando profondamente

la seconda significa che qualcosa non va, che ci anestetizziamo per evitare di guardare un problema.

Affrontato il problema, in modo più o meno facile secondo i casi, torna il piacere nella vita e, magicamente, diventa molto meno importante farsi quelle domande da un milione di dollari...
l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP

Luna123

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13

Sunday, August 18th 2019, 12:20am

il senso della vita

La vita non ha nessun senso e tutto finirà nel nulla. L'unica ancora di salvezza che inganna l'infinita vanità del tutto è l'amore, in ogni sua forma, l'amore per gli altri, l'amore per la conoscenza, l'amore per ciò che ci fa stare bene. Se avremo amato, se avremo dato, la nostra vita non sarà stata inutile. Purtroppo nei periodi di depressione è difficile accendere fiammelle perché tutto è spento dentro di noi ed è il senso di vuoto ed inutilità a prevalere. Come superare questi momenti è ciò che sto cercando di capire io...

Nathanim

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14

Sunday, August 18th 2019, 10:10am

Ciao e benvenuta nel forum.

Tu ti domandi fra l'altro, come riusciremo ad affrontare il "nulla" dopo la morte. Ma l'esperienza del nulla è pressoché impossibile da vivere fintanto che stiamo in vita, figuriamoci da morti.

Il morto non è una persona dislocata altrove che se ne sta lì a contemplare ciò che tu definiresti il nulla. Se il morto è una persona che non esiste più, allora nulla potrà essere percepito, che è molto diverso dal percepire il nulla.

Il nostro problema sta nella tendenza a dare un senso alle cose soltanto se queste hanno un futuro, altrimenti non ha senso farle e nemmeno viverle ma questa è una prospettiva estrema e portatrice di sofferenza. Invece, proviamo a "fare" senza eccessivo attaccamento al risultato, poiché la consapevolezza che tutto ciò che ha un inizio ha anche una fine rende assurdo vivere solo di sacrifici, come anche il non fare nulla si traduce in uno spreco di ciò che abbiamo quotidianamente.

E visto che tale questione ti procura dolore, non dovrebbe essere troppo difficile per te accettare la verità sulla origine della nostra razza e sul perché noi ci troviamo su questo pianeta: ti suggerisco di ascoltare con calma e dall'inizio alla fine le conferenze su youtube di Mauro Biglino. Lui comincia dalla Bibbia, rivelando però il suo vero racconto, non quello della menzogna teologica.
Se cerchi " una risposta " allora questo studioso che non è affatto un fanfarone l'ha fornita, a chiunque abbia una mente aperta per accettarla, ma prima con la pazienza di ascoltarla e di capirla senza fretta.

E poi ricordati: noi siamo fatti di materia, ma la materia è fatta di energia. E l'energia nessuno la crea e nessuno la distrugge. Nemmeno Dio, se esistesse. Tu puoi morire come aggregato, come insieme di atomi, molecole eccetera, ma ciò che compone atomi e molecole non può essere annientato.

Se cerchi l'eternità... Eccola! :)

Persanelmondo

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15

Sunday, August 18th 2019, 11:20am

Grazie a tutti ragazzi.
Sto attraversando un periodo di sofferenza interiore piuttosto forte, sarà la depressione che mi fa sentire questo vuoto enorme. Ora ho ripreso la cura farmacologica, ma ho iniziato solo da un mesetto, sto già vedendo alcuni risultati ma il grosso dell'umore basso è ancora lì. Forse devo aspettare un altro po' prima di vedere degli effetti importanti. Sono consapevole che devo tirare fuori anche la forza da dentro di me, mi sto impegnando, a volte ce la faccio e a volte meno. Continuo a sperare disperatamente che un giorno andrà meglio.
Voi perché avete preso parte al forum? Qualcuno che abbia vissuto una cosa simile e si è rimesso in piedi? So bene che ogni vissuto è prettamente individuale, ma un confronto con le altrui esperienze credo posso aiutare.
Spero di non andare ot.
Vi auguro una buona giornata.