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piano

Utente Fedele

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Tuesday, November 17th 2009, 12:58am

rinunciare è un trauma?

Ogni tanto ho un istante di intuizione e di recente questa intuizione mi ha fatto mettere insieme degli elementi di me che erano tutti li intorno, separatamente.

Sono sempre stata un caratterino deciso, di quelli che "vanno all'arrembaggio".
Tante scelte della mia vita le ho condotte muovendomi a spada tratta ed eliminando o ignorando intralci e impicci...
La mia visione del mondo, della gente, dei parenti, del lavoro, delle cose che voglio e che mi piacciono era molto MOLTO chiara.

Poi, da un certo punto in poi, tutto questo ha cominciato a riorganizzarsi e a cambiare i connotati nella mia mente.
I miei obiettivi a dire il vero non è che siano cambiati; però si è completamente modificato il modo come mi vedo io e soprattutto come vedo l'essenza delle altre persone. Su di me, ho iniziato ad avere un sacco di dubbi e di incertezze, sul mio comportamento e se allora significa che dentro sono una persona diversa da come credo di essere...

Gli elementi che ho messo insieme però non riguardano questioni filosofiche della mia vita, per quanto abbia pensato anche a quelle.
I "segnali" li ho avuti da cose molto molto più spicciole. In particolare, quando vado a comprare delle cose per me, tipo di abbigliamento o dei piccoli regali o delle cose utili che mi servono. Ho la passione e la mania dello shopping ma di solito mi ci "trovo", non ci vado "apposta": mi piace osservare tutte, ma proprio tutte le combinazioni, le forme, tutti i colori, una cosa mi piace tanto ma mi piacerebbe di un altro colore.. o di un altro taglio.. etc.
Quando sono all'acquisto, alla SCELTA, riesco per fortuna in un tempo decorosamente congruo a eliminare subito quello che sicuramnete non vorrò.
Ma rimangono posssibili sempre più di uno o più di due scelte.. due colori diversi (tutti che mi "servono"), due forme, due oggetti.. o anche di più.

E spesso, direi ormai praticamente SEMPRE, salvo casi molto molto eccezionali.. non sono fisicamente in grado di lasciare una cosa indietro.
se lo faccio, successivamente continuerò a pensare all'oggetto lasciato indietro come se lo avessi, MA mi manca. Alla fine, per esempio se si tratta di due capi di abbigliamento, li prendo entrambi, e si tratta magari della stessa maglia, in due colori diversi, oppure anche lo stesso colore, che ne so con uno scollo diverso per ciascuna..
Alal fine, le userò entrambe, e sarò affezionata ad entrambe, nel senso che poi questo attaccamento non svanisce nel tempo..
E poi mi ci vuole un mucchio, di tempo, per "scegliere" in questo modo così parziale.

Lo stesso mi capita con alcuni impegni di lavoro, mi dà fastidio dire di no, a parte situazioni esageratamente sconvenienti, cerco sempre di organizzare gli orari per non perdere nulla.. e lo stesso con il "divertimento" e il lavoro, ad esempio.. spesso con irritazione del mio compagno "non vuoi rinunciare a nulla!... ma nella vita si deve scegliere!.. " Può accadere per una supplenza come anche per la scelta di una pizza.. Lui era in macchina e dovevo andare nella pizzeria e prendere una pizza scelta insieme (la "seconda della lista"). Vado, e la seconda della lista aveva ingredienti che sapevo non piacergli.. torno indietro e glielo dico.. e non sapevo cosa fare.. ed ero fisicamente in grandissimo imbarazzo perché non ero in grado di decidere anche per lui, e a dire il vero nemmeno per me sola.

Ora, mi chiedo: ma potrei aver avuto uno o più traumi tali che nel tempo mi hanno portato a sviluppare un mio dramma interiore nella situazione in cui dovessi per MIA volontà abbandonare qualcosa, lasciarla perdere Inesorabilmente?
Ad esempio, rispetto al mio compagno, io SO che non ci riesco. Se mi tradisse, mi maltrattasse fino all'inverosimile... e cose ben peggiori, io SO dentro di me, che non riuscirei mai e poi mai a dirgli in faccia: e ora, poiché cosi ti sei comportato, me ne vado.
Non solo non riesco a pronunciarle, ma non riesco nemmeno a pensarlo, è più forte di me.
Però la mia difficoltà va molto ben oltre il rapporto con il mio compagno, perché investe numerosi fronti della mia vita quotidiana.

Di solito sono momneti in cui io VOGLIO fortemente qualcosa, ma quella cosa deve essere scelta "tra".. e arriva il corto circuito.
Finora rimanevo colpita quanto rimanessi male se andava sfumando un programma fatto precedentemente, per cause anche di forza maggiore. che so, una gita, un'uscita, un momento di condivisione con qualcuno, una festa, un appuntamento.. per giorni e giorni rimango con il pensiero di come sarebbe dovuto essere, e poi non è stato. Non mi ci rovino la vita, intendiamoci!
Però il rimuginio che ho nella mente è davvero piuttosto consistente e a questo punto non si tratta più di casi isolati, ormai li vedo tutti simili e collegati da qualcosa...

Qualcuno potrebbe darmi qualche spunto?

minci

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Wednesday, November 18th 2009, 7:47am

Ciao, interessante questo che hai scritto....sai io mi ci rivedo molto....io credo che nasca da una voglia di tenere sotto controllo tutto, di aver paura che qualcosa o qualcuno ci possa prendera alla sprovvista...sotto sotto credo ci sai una paura dei cambiamenti..
il fatto stesso che se il tuo compagno ti tradisse non smuoverebbe in te una reazione forte, vuol dire che l'ignoto ti spaventa...il nuovo, le situazioni diverse dalla nostra quotidianità, fanno scattare una sorta di conservazione delle situazioni già conosciute ed una difesa per quelle nuove che non conosciamo...spero di essermi spiegata....un saluto :hi:

L'uomo ama poco e spesso, la donna molto e raramente.

lully

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Wednesday, November 18th 2009, 4:03pm

sai piano, mi è capitato e mi capita talvolta ancora oggi di vivere le tue stesse sensazioni, non saper rinunciare o rimandare o modificare una spesa, un appuntamento, un progetto ecc. quel fastidio che mi rimane dentro quasi ossessivo e mi infastidisce molto.
nel tempo le cose sono andate miglirando e di tali episodi spiacevoli me ne capitano meno, però capisco bene cosa intendi.
io credo che il punto sia l'elasticità che intediamo concederci e le aspettative che ci creiamo nei ns e nei confronti altrui.
ricercare in noi una sorta di filosofia degli eventi, che ci permetta di controllare il ns istinto a voler raggingere la perfezione (cosa umanamente impossibile), di controllare la rigidità con la quale pretendiamo da noi stesse determinate cose, quali ad esempio il non sbagliare mai.
in pratica, almeno a me questo stà aiutando, cercare di essere permissive e + morbide con noi stesse.
non sò se questa sorta di consiglio o meglio di esperienza possa essere utile.
a presto :)
La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta,
ma di come danzare nella pioggia.

piano

Utente Fedele

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Thursday, November 19th 2009, 12:00am

Ciao, e grazie per le vostre risposte, pensavo che il thread sarebbe rimasto bello tondo tondo.. (cioè con 0 risposte!!! :D )

minci
sul controllo penso che ci sia del giusto, lo sento mentre lo vivo, in tante situazioni, e so bene di indirizzare a volte i comportamenti miei e di altri per avere sempre la possibilità di verificare e gestire la situazione. Devo dire che però a volte la situazione lo richiede; evidentemente, sento l'esigenza anche quando non sarebbe necessario.. :thumbdown:

non condivido troppo il discorso dei cambiamenti, ma può darsi che la mia auto-percezione sia distorta.. nel senso che a me piace molto in generale cambiare situazione, atteggiamento, riferimenti, un po' come per gioco, un po' proprio per sentire e provare cose nuove. Può essere che qualche volta invece prevalga in me questo senso della difesa, ci devo riflettere meglio.. Però ad esempio nelle situazioni dello shopping, che sono diciamo le più frequenti, lì non avrei da difendere molto... semmai, spesso mi è venuto in mente che forse sono incerta di come mi sentirò "incompleta" mancandomi l'oggetto che eventualmente deciderò di non prendere... come fosse una specie di ossessione.

Non lo so se magari c'è qualcosa che mi "manca" a livello così inconscio da doverlo compensare con queste "gratificazioni" ?(


lully
ciao lully, ogni tanto ci ritroviamo!
Ho pensato a questo fatto della morbidezza, della rigidità, dell'infallibilità.. è curioso ma sempre riferito allo shopping (ne parlo perhcé ne ho una buona percezione, mi capita talmente spesso .. !) il fatto di "concedermi" di prendere più di un oggetto è come se derivasse proprio da una specie di auto-concessione: nessuno ti impedisce... non fai nulla di male.. non devi rendere conto a nessuno.. poi, dovrai magari fare attenzione di non esagerare per un po', ma intanto..
Questo fatto un po' mi spaventa perché mi sembra di avere perduto un senso generale della misura e delle cose.
Tu esattamente come riesci ad affrontare in modo pratico il problema?

comunque, ho un po' pensato che in alcune delel situazioni che mi accadono, forse ho paura di ricevere dei cattivi giudizi, di "perdere" della fiducia o della stima, oppure di "perdere" delle occasioni che poi non ritorneranno più, e specialmente da un punto di vista umano, questa possibilità mi provoca forse un dispiacere.

minci

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Thursday, November 19th 2009, 7:36am

Non lo so se magari c'è qualcosa che mi "manca" a livello così inconscio da doverlo compensare con queste "gratificazioni" ?(


è quello che penso anch'io quando mi capita di fare come te....secondo me c'è alla base uno smisurato bisogno d'amore che non riusciamo a colmare....

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lully

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Thursday, November 19th 2009, 10:59am

allora, non sò se questi possono essere dei buoni consignli, ma almeno a me aiutano molto.
in pratica temporeggio e poi sdrammatizzo.
mi piacciono due maglie, sono indecisa su quale delle sue acquistare, se il pensiero i fà ossessivo non compro niente. mi dico, se sono così indecisa è evidente che devo riflettere bene su quale delle due prendere. poi cambio strada e cominica a provare quella fitta allo stomaco che mi elettrizza e mi snerva, comincio a pensare bene su quale delle due preferisco, sul colore ecc.....fino a calmarmi e distrarmi con altre cose.
quando poi mi sento serena e in grado di prendere una decisione, ma solo ed esclusivamente quando sono veramente sicura di essermi calmata, allora ragiono lucidamente e poi vado ad acquistare....SOLO UNA MAGLIA!
è un pò come se volessi educarmi, mi aiuta il fato che essendo mamma, cerco di spostare la visione sui miei figli e immedesimarmi nel ruolo di mamma che insegna ai propri figli la tranquillità e non l'ossessività.
in parole povere mi bacchettono e mi educo autonomamente.
mi stà aiutando molto, e chiaramente questi sono pensieri che non sono fermi solo all'acquisto di oggetti vari, ma anche alla modalità di pormi al mondo in generale.
spero di essere stata chiara.
un bacio :)
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ma di come danzare nella pioggia.