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Fork820swa

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1

Friday, May 10th 2019, 6:30pm

Quel che resta del giorno

Buongiorno a tutti.
Sono in un periodo di borbottii interiori e rimuginamenti (?).
Mi sto chiedendo, e chiedo a voi.. alla fine dei nostri giorni, voi sarete in grado di dire "sì, caxxo, ho vissuto la mia vita!!!" ?
Cosa rende la vita degna di essere vissuta?
Io penso ai miei viaggi, ai miei amici con cui spero di accompagnarci il più a lungo possibile, alla vita di coppia, a ciò che si costruisce insieme.
Ma nella vita quotidiana... cosa si fa per essere soddisfatti, felici, per bersi la vita, VIVEREEE?
Tutto il tempo perso durante il giorno, ogni giorno... cosa avremmo potuto fare, cosa stiamo perdendoci?
Davvero una vita studio/lavoro - casa - famiglia , ci farà dire alla fine dei giorni "sì, ho goduto del mio tempo su questa terra!" ?

Vento

Nube del lupo

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2

Friday, May 10th 2019, 11:13pm

Il fatto è che il quotidiano tende ad essere considerato gretto, che concede una bassa stimolazione, insipido, conformista ecc,ecc... ma se questo in parte è vero è anche vero che dall'altra parte si agisce costantemente nel tentativo (perlopiù patetico) di dover spiccare, di dover dare ogni giorno una svolta a questa miserevole esistenza. Stravolgerla, reinventarla, uscire dall'ordinario (di solito per rientrarci ancora più frustrasti per non esserci riusciti).

Ma forse è proprio nel quotidiano, nella partecipazione e nella condivisione del dolore e della gioia del mondo che ci sta davanti, nello scandire passo passo la problematicità insistente e ostinata di una vita che ci precede sempre di un passo che ci rende(-rà) umani.
Ero soltanto.
Ero.
Cadeva la neve.

(Kobayashi Issa)

arianna73

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3

Saturday, May 11th 2019, 1:49pm

Il fatto è che il quotidiano tende ad essere considerato gretto, che concede una bassa stimolazione, insipido, conformista ecc,ecc... ma se questo in parte è vero è anche vero che dall'altra parte si agisce costantemente nel tentativo (perlopiù patetico) di dover spiccare, di dover dare ogni giorno una svolta a questa miserevole esistenza. Stravolgerla, reinventarla, uscire dall'ordinario (di solito per rientrarci ancora più frustrasti per non esserci riusciti).

Ma forse è proprio nel quotidiano, nella partecipazione e nella condivisione del dolore e della gioia del mondo che ci sta davanti, nello scandire passo passo la problematicità insistente e ostinata di una vita che ci precede sempre di un passo che ci rende(-rà) umani.


Sottoscrivo tutto. La quotidianità può anche essere "magica" :)
Posso aggiungere che se il potere della quotidianità apparentemente senza scosse può essere quella di appannarci con lo "scontato", col "che noia che barba che barba che noia" (cit. :) ) e se la quotidianità "agitata" o piena può logorarci con vissuti complicati e angosciosi (una quotidianità fatta di infelicità, tensioni, fatiche, ansie, paure - tutto assieme ma pure no!), tuttavia in sé la quotidianità è il nostro vero campo da gioco.
Ne fanno parte a pieno titolo anche le evasioni, per carità. Però il nostro spazio di costruzione, condivisione, cambiamento etc... è quello. La sostanza che da gioia allo scorrere dei giorni e degli eventi credo sia un quid potenzialmente individuale. Per me consiste in relazioni umane significative e nell'essere - più o meno - un po' sereni con sé stessi. Avendo perso questo , in questo momento di lutto e solitudine, infatti per me scricchiola tutto e tutto si trascina con una fatica penosa, e anche io per motivi diversi da Fork sento di non "VIVERE".
Ma capisco che quello che io darei qualunque cosa per tornare ad avere per altri può benissimo apparire fin troppo sciapo e scontato :)

Ultima aggiunta: anche quando si raggiunge una qualche dimensione "ad alto voltaggio", è sempre per un periodo limitato. Anche nelle pieghe delle situazioni che possono apparirci più stimolanti, esiste una quotidianità che non è meno potenzialmente "logorante" e "barbosa" (o vuota)di quella che riteniamo di vivere.

Ciaona

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4

Saturday, May 11th 2019, 2:30pm

Io sto vivendo un periodo pieno di cose, avventure, bellezza... sono molto fortunata. Forse non sarò mai felice, dentro di me c'è sempre una profonda tristezza... credo che non mi abbandonerà mai, penso sia la mia sensibilità, il mio modo di sentire il mondo.
Ma amo la vita, amo le emozioni. Non so cosa penserò alla fine dei miei giorni, probabilmente non mi chiederò se ho vissuto o meno, ma piuttosto quanto tempo mi rimane ancora per vivere.

Credo che quello che conta di più siano gli altri. Tutte le persone che incontro mi lasciano qualcosa, ma ce ne sono alcune, davvero speciali, che mi fanno vivere momenti magici. Amore, amicizia, condivisione... tutte le mie passioni, tutto quello che faccio non sarebbe così straordinario senza gli altri.

fran235

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5

Saturday, May 11th 2019, 4:27pm

Senza l'autunno e l'inverno forse non godremmo appieno dell'estate
Voglio fare con te l'amore vero quello che non abbiamo fatto mai
quello dove alla fine si piange e si leccano le lacrime

Fork820swa

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6

Saturday, May 11th 2019, 5:27pm

Avete mai visto il film Le invasioni barbariche? Forse vorrei chiudere così.
In ogni caso, essendo anche secondo me la quotidianità a dare un senso alla vita, mi viene da pensare allora... che senso ha la mia vita?
Oggi sono andata a fare la spesa. Mioddio, io non voglio questa vita, non voglio fare la spesa il sabato pomeriggio, pulire la casa, magari stirare davanti alla TV. Ok, ora sembro il famoso discorso di Trainspotting...
Stasera esco, domani anche, ci sono belle cose da fare in città. E sono contenta, in fondo cos'altro dovrei fare?
Purtroppo (e dico purtroppo, perché ho perso la mia serenità) ho conosciuto persone famose, che dall'età di 16 anni passano da un palco all'altro, scrivono, frequentano radio e musei e festival e cinema, avendo prodotto film video o musica... E quindi la mia vita mi pare così vuota! Per questo penso: una loro giornata tipo, ripensata in tarda età, sarà ben diversa dalla mia. Io cosa potrò ricordare? Loro ricorderanno la creazione di film musica progetti.. io? Del lavoro e di aver letto molto libri..

fran235

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7

Saturday, May 11th 2019, 6:05pm

Kurt Cobain era famoso eppure....
Voglio fare con te l'amore vero quello che non abbiamo fatto mai
quello dove alla fine si piange e si leccano le lacrime

arianna73

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8

Saturday, May 11th 2019, 6:18pm



Credo che quello che conta di più siano gli altri.


Anch'io...

Fork, gente che fa vite molto diversa dalla mia ne conosco anch'io. Al di là del reddito :D e di alcune cose piacevoli non sono sicura che correrei a fare a cambio.
La miseria del tran tran e delle meschinità è in agguato in tutti gli ambienti. Anche a livelli che sembrano altissimi. Certo c'è la gratificazione di quello che fai che se lo ami ti riempie davvero tanto, ma ci sono anche tanti momenti della vita nei quali anche questo diventa routine. Alla tua età si è ancora "infoiati" dalla novità delle cose, ma c'è chi è già stressato e pur conducendo la vita che aveva sognato vivendola appunto nel quotidiano vede non solo le adrenaline e le soddisfazioni ma dinamiche di invidia, meschinità, difficoltà e ipocrisia identiche e forse peggiori a quelle che trovi in ambiti professionali meno "idealizzati". E spesso con livelli di stress e vanità che li logorano e li fanno ingollare psicofarmaci come e peggio di noi. Ogni medaglia ha il suo rovescio, saresti sorpresa di quante persone con carriere che ti fanno sognare sono scontente e insoddisfatte, o passano anche loro grandi depressioni.
Gli alti e bassi sono dovunque, più che quello che si fa conta quello che si è - la resa dei conti di solito viene da lì ;)

Vento

Nube del lupo

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9

Saturday, May 11th 2019, 6:54pm

Il film di Arcand, così come il maggiordomo di Ishiguro, sono solo il simbolo di ciò che non è stato e che non potrà più essere: un amore perduto, l'ombra di una vita mai vissuta.

Eppure una vita già ce l'abbiamo. E' qui, ci precede e ci sfugge come tutto quanto ci sfugge, noi stessi. Rimpiangiamo una scelta o di non averla presa, crediamo di non fare il possibile, viviamo in uno stato di dissociazione dal fulcro pulsante nel nostro dolore.

Ma cosa ci impedisce di metterci all'opera adesso verso ciò che a suo tempo non fu ?
Perché soffriamo i nostri riti quotidiani che seppure ci tranquillizzano come in uno stato di quiete acquatica ci ingabbiano in una ripetizione che ogni volta scongiura un divenire inquietante ?

Come essere all'altezza di ciò che ci succede ? Dove trovare il "perché" per poter sopportare ogni "come" ?
Ero soltanto.
Ero.
Cadeva la neve.

(Kobayashi Issa)

arianna73

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10

Saturday, May 11th 2019, 7:56pm

L'estensore di questa formula "Chi ha un perché abbastanza forte può sopravvivere a tutti i come" non ebbe lui stesso una vita particolarmente serena ed una fine particolarmente compiaciuta.
Quindi la cosa è difficile, perché siamo "umani, troppo umani". Finiti e limitati. E anche se qualcosa va bene, non può durare.
Io ho avuto perché a me macroscopici, avvolgenti, caldi, sufficientissimi a rendere magico un pomeriggio a fare la spesa.
Ma se li è presi tutti la morte.

Credo che per la fragilità di tutto ci raccontiamo che dobbiamo trovarlo "in noi stessi" che siamo gli unici che vivremo sempre con noi fino alla fine. Beh, si, il ragionamento fila ma sulla soddisfazione resta da opinare.
Ci sono quelli che nascono con una saggezza primaria, semplice ma difficile almeno per me , che prendono il fluire dell'esistenza e lo seguono con pacata padronanza.
O quelli che trovano sempre un modo di raccontarsela (questi sono di più, sembra più abbordabile in effetti, anche se ci vuole la stessa capacità di crederci che richiede qualsiasi altro dio)

Di certo c'è che non ci sono attività, vocazioni, "cose in sé" che "in ogni caso" rendono la vita "da vivere". E' tutta una questione molto soggettiva, di storie e di situazioni. Cioè l'attore non vive una vita automaticamente più gratificante della cassiera, per dire. Il mondano non si diverte automaticamente di più del pensionato alla bocciofila....eccetera. Quindi dannarsi per "la cosa in sé" che riempie la vita è un atteggiamento molto giovanile , forse, di chi deve ancora definirsi e capire cosa gli piace davvero per sentirsi vivo e non guardarsi indietro con eccessivi rimpianti.

Io ho le mie risposte, ma purtroppo mi servono a poco per com'è andata. Ed è un'immensa amarezza.
...però mi sono goduta questo pomeriggio che doveva essere di passione (nel senso cristiano / pasquale del termine :rolleyes: ) e invece è stato vivibile, e io e un po' di padri e madri di famiglia incasinati ci siamo dati un po' di conforto e vicinanza spontanea, molto semplicemente, alla macchinetta del caffé coi nostri bicchierini in mano, in modo inaspettatamente aggraziato.
Erano belli tutti come in certi film di Truffaut o Rohmer, e qualche volta la vita si diverte a fare l'opera d'arte nascosta nei giorni qualsiasi o addirittura bruttarelli.

hallison

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11

Saturday, May 11th 2019, 8:54pm

Erano belli tutti come in certi film di Truffaut o Rohmer, e qualche volta la vita si diverte a fare l'opera d'arte nascosta nei giorni qualsiasi o addirittura bruttarelli.




... :)

fran235

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12

Saturday, May 11th 2019, 10:16pm

In uno dei giorni più brutti della mia vita una clochard mi chiese degli spicci di fronte all'ingresso di un bar. La guardai....un volto solcato da mille rughe, ma aveva degli occhi magicamente belli.
Alla fine del giorno anche la bellezza inaspettata può dare un senso all'esistere
Voglio fare con te l'amore vero quello che non abbiamo fatto mai
quello dove alla fine si piange e si leccano le lacrime

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