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Sunday, January 10th 2010, 11:41am

Psicologia in un collegio cattolico (mistero)

Ho riflettuto molto prima di decidere se fosse il caso oppure no di condividere questa esperienza , e poi ho scelto di farlo perchè comunque vorrei capirci qualcosa in più e , da sola, non ho nessuno strumento per farlo. Per cui: può darsi che qualcuno di voi si sia trovato in situazioni analoghe e possa spiegarmi aspetti che non capisco, oppure che qualcuno di voi, semplicemente per ragionamento obiettivo e distaccato, possa indicarmi la semplice e cristallina leggibilità di quello che io non riesco a leggere.

Si tratta di questo:

A settembre dello scorso anno, mio figlio doveva iscriversi all'università. Sceglie facoltà e sede in una grande città del norditalia e si dà da fare per trovare una sistemazione.
Ne sceglie una : un collegio cattolico al centro di questa città.
La retta è sostenibile e, dopo vari contatti telefonici esplorativi tra mio figlio e il sacerdote gerente del collegio, tutti estremamente cortesi e suadenti, per la decisione definitiva parte il papà di mio figlio e va a parlare di persona con questo sacerdote e a vedere la sede.
Benchè il papà non sia di gusti particolarmente semplici da soddisfare, esce entusiasta da questa visita e viene decretato l'ok definitivo.
A settembre mio figlio (che chiameremo Mario) parte per il collegio.
Dopo i primi giorni, al telefono, mi racconta - tra il sorpreso e il divertito - che i tredici giovani ospiti (tutti studenti universitari) del collegio sembrano nettamente scissi in due mondi diversi: sei di loro (che erano già ospiti da anni precedenti) facevano un effetto molto strano a Mario, benchè Mario sia profondamente credente. L'effetto strano derivava dal fatto che questi, quasi tutti occupati in corsi di Teologia, in realtà non parlavano e non desideravano parlare d'altro che non fossero argomenti strettamente religiosi, aborrivano con scandalo anche i più elementari e civili discorsi tipici dell'età (ragazze, amori e amorazzi, divertimenti NORMALI). Qualcuno di essi aveva atteggiamenti decisamente strani (rituali a sfondo religioso tipo DOC in macro proporzioni). Qualcun altro, scusate la franchezza, era decisamente preoccupante : a tavola (ma non per scherzare) raccontava con enfasi e serietà cose tipo "mentre andavo in facoltà ho incontrato il drago e l'ho combattuto con la spada infuocata della fede".
Quanto agli altri sette ragazzi, tutti entrati nel collegio insieme a Mario previa adeguata valutazione dei rispettivi genitori, Mario si trovava perfettamente a suo agio in quanto li trovava in toto assimilabili a lui nella normalità e serenità di voler vivere con impegno la vita universitaria pur conciliandola con le NORMALI attrattive dell'età, tra le quali certamente può trovarsi ANCHE un sabato in discoteca o l'aspirazione ad avere la propria fidanzatina.
I due gruppi di ragazzi sembrano avvertire a pelle la distanza siderale che li separa, ma questa non costituisce ALCUN problema nè si instaurano schermaglie di alcun genere. E questo, sia perchè il gruppo dei sette sa e ricorda di essere OSPITE in casa d'altri e di non poter certo infastidire gli altri ospiti dell'ospitante, e sia perchè - di fatto - le vite quotidiane dei due gruppi sono talmente diverse da non avere neanche la possibilità teorica di interferire : i sei vivono nel collegio tutto il loro tempo libero; i sette vivono fuori dal collegio tutto il loro tempo libero.

Successivamente comincio a sentire mio figlio piuttosto insofferente : la disciplina è rigidissima e, tanto per fare un esempio, uno dei sette viene redarguito aspramente per il fatto che , passate le ore 22,00 in cui scatta il "silenzio", ... al ragazzo che guardava un film comico dal proprio televisore e nella propria camera CON LA CUFFIA......... esce una risata.

Nel collegio, intanto, non c'è MAI il sacerdote gerente di cui sopra, e l'intero collegio è nelle mani di una donna sulla trentina, anch'essa ospite e anch'essa studentessa di teologia.
Questa tipa, che gode evidentemente dei pieni poteri delegatile con totale fiducia dal sacerdote gerente e assente, attua una serie continua ed ininterrotta di micro-persecuzioni quotidiane ai danni dei sette. Non vi annoio con i particolari, ma sembra letteralmente guidata da una e una sola missione: far sentire SBAGLIATI in tutto e per tutto i sette, indicargli come Esempio i sei, redarguire i sette, coccolare i sei, non rispondere se non evasivamente alle richieste di spiegazioni CIVILISSIME ED EDUCATISSIME a lei rivolte dai sette, i quali in buona sostanza arrivano a dire "noi vogliamo rispettare le regole di questa casa, ma vorremmo anche sapere quali sono, giacchè sembra che queste regole vengan fuori solo DOPO che secondo lei le abbiamo infrante". Messa a dura prova dalla civile ma stringente dialettica dei sette, la tipa culmina in un inverosimile "i sei ragazzi sono la MIA famiglia, e voi siete indubbiamente estranei perchè non mostrate il desiderio di farne parte".

Nel collegio si tengono , frattanto, cene a cui partecipano industriali di grande calibro e alti prelati.
Per queste cene si apre un'apposita sala da cerimonia del collegio. Qui un'altra stranezza. Queste cene si svolgono talvolta in assoluta riservatezza e senza che NESSUNO del collegio vi partecipi. Nel senso che i ragazzi cenano in un'altra sala, il sacerdote gerente NON è in sede, e la "direttrice" entra solo per servire loro la cena, ma senza sedersi al loro tavolo.
Altre volte alle cene partecipa il sacerdote gerente, il quale torna da non so dove appositamente per la cena, e in qualche caso invita a quelle cene solo i sei.

Fra contanto passaggio di notabili, i ragazzi si rendono conto, in cucina, che le rette pagate dai rispettivi genitori (rigorosamente senza alcuna forma di evidenza fiscale) ... servono per mangiare alimenti che portano tutti, sulla busta, la dicitura "aiuto della Comunità Economica Europea".
Quando uno di loro fa notare che molti di questi alimenti sono anche scaduti da tempo..... la dirigenza imposta una nuova filosofia più esplicita :"noi non abbiamo bisogno di voi e delle vostre rette". A parte che l'insieme delle rette assommava a svariate migliaia di euro AL MESE, il tono del gerente era inconciliabile e ianbbinabile a quello suadente da lui stesso usato in origine per allettare figli e rispettivi genitori.

Tutti i sette , intanto, ricevevano da casa esortazioni ad adeguarsi nel segno del massimo rispetto ed educazione.
Io personalmente ho parlato telefonicamente con la "direttrice", PER CHIEDERE se vi fossero asperità di condotta di mio figlio da limare, e mi veniva risposto DA LEI che "no, assolutamente! Mario è un ragazzo molto educato e anche molto sensibile! Nessun problema!".
Non passavano due ore ed ecco che tornava lo stancheggio della direttrice in presa diretta con Mario o con gli altri sei suoi compagni, con l'unica finalità evidente di farli sentire sbagliati SEMPRE E COMUNQUE.

Inutile dire che i sette ragazzi hanno utilizzato il mese di dicembre per organizzarsi diversamente e ... tutti da gennaio si trovano (felicemente) in nuove collocazioni.

La mia sensazione di genitore è, ovviamente, che in questo posto esista il preciso disegno di dover essere un autentico vivaio di persone già plasmate o facilmente plasmabili in modo indelebile alla dottrina cattolica come ossessione dell'obbedienza. Ma mi residua un colossale "PERCHE'?".

Mio figlio ha profondamente rivisto, dopo questa full-immersion, molte delle sue idee riguardo al mondo cattolico. Ed è inutile specificare che le ha riviste in negativo, anzi di più.

Se non ci fosse stata quella assidua frequentazione di notabili tra cui alti prelati, onestamente avrei pensato che si era capitati in una plaga marginale e patologicamente settaria.
Viceversa... il fatto che persino il Vescovo sia loro ospite abituale e verifichi di persona quella realtà... mi DEVE far escludere questa possibilità.

Ora : quale può essere, secondo voi, la ragione per la quale un istituto - che certamente fa molto per accaparrarsi rette - annualmente accoglie un certo numero di bravi ragazzi per poi allontanarli (ovviamente così rinunciando a quelle rette) per il fatto puro e semplice che (da semplici studenti universitari quali sono) non danno segni di squilibrio in senso ossessivo religioso e pongono in aperta discussione (legittimamente credo) il FATTO di essere entrati in un collegio universitario e NON in un seminario?
Ultima cosa: vorrei ancora precisare che i fatti redarguibili erano di questo livello : c'è la cappella e la libertà di frequentarla (sulla carta); ma .... se non la frequenti (obbligatoriamente, dunque) a pranzo-cena-colazione..... sei SBAGLIATO e "non fai parte della famiglia".

Grazie di avere letto.
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )

morgenrot

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Sunday, January 10th 2010, 12:08pm

quale può essere, secondo voi, la ragione per la quale un istituto - che certamente fa molto per accaparrarsi rette - annualmente accoglie un certo numero di bravi ragazzi per poi allontanarli (ovviamente così rinunciando a quelle rette) per il fatto puro e semplice che (da semplici studenti universitari quali sono) non danno segni di squilibrio in senso ossessivo religioso e pongono in aperta discussione (legittimamente credo) il FATTO di essere entrati in un collegio universitario e NON in un seminario?
Quale meravigliosa impresa plasmare giovani anime... 8o forse è meglio che io mi astenga da commenti, per non avvelenare il 3d, però il tuo racconto avvalora la mia posizione nei confronti di certa parte delle istituzioni religiose (quindi non solo cattoliche, ho vissuto per anni in un paese protestante e qualche stranezza c'è anche lì). Credo che in certi contesti ed in mano ad individui che - indipendentemente dal loro credo - abbiano o qualche nevrosi o interessi da oscurare con una bella serie di paraventi chiamati regole, il mezzo educativo diventi uno strumento di manipolazione e di controllo, per la libera gestione di un potere, sia questo economico o meramente personale. Hai già visto altrove come la penso, il problema è che anche il mio pregiudizio nasce da un'esperienza se non proprio diretta, vissuta da un mio familiare, non in ambito educativo ma lavorativo. Ed a 14 anni mi sono dovuta confrontare sul fatto che chi veste un abito talare e al tempo stesso gestisce un capitale, non è necessariamente migliore (anzi...visti i presupposti forse certe cose stridono più che in un laico) di un comune mortale.
Viene da chiedersi perché rischiare di perdere 7 rette mensili per questioni, diciamo, di principio? Perché in quell'ambito forse chi pensa con la propria testa avrebbe messo a rischio un sistema non esattamente cristallino? Quindi o ti omologhi e ti dimostri controllabile, oppure te ne vai?

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Sunday, January 10th 2010, 12:21pm

Viene da chiedersi perché rischiare di perdere 7 rette mensili per questioni, diciamo, di principio? Perché in quell'ambito forse chi pensa con la propria testa avrebbe messo a rischio un sistema non esattamente cristallino? Quindi o ti omologhi e ti dimostri controllabile, oppure te ne vai?


Anzitutto garzie della risposta.
Il mio dubbio (dubbio? :bandit: ) è esattamente quello da te espresso.
E vorrei aggiungere altre cose, ma non ora.
Perchè sarebbe facile oppormi d'avere un'ottica viziata da complottismo. Ottica che forse ho, ma ...forgiata da eventi e approfondimenti reali. E vorrei poter dimostrare a me stessa che quest'ottica è fuorviata o sbagliata.
Avere dubbi di questo tipo, e credo non esista chi non possa capirlo, è come avere dubbi sull'amore per te del tuo uomo : quando gli "dimostri" perchè non ti ama abbastanza secondo te.... lo fai SOLO con l'accorata speranza di essere smentita e di aver torto!

Per questo , ora, non aggiungo nulla e spero emergano anche voci che aprano la strada ad una PERSUASIVA E CREDIBILE lettura ... piana e trasparente di questi FATTI.

;)
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Glenn

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Sunday, January 10th 2010, 1:52pm

Cia Lea... da come l'hai descritta la gestione di questo "collegio" era particolarmente ambigua... mi sembra di aver capito che di fatto si trattasse di una specie di seminario o di scuola teologica con un piccolissimo numero di studenti (ti chiedo...faceva riferimento ad una congregazione religiosa di qualche tipo oppure era collegata alle attività della diocesi?). Il fatto di aprire il collegio anche a studenti universitari esterni credo che sia stato motivato sia da un evidente ragione economica che dall'inconfessato, ma secondo me ovvio, obiettivo di creare una specie di "vivaio" del seminario, nella speranza che alcuni di questi alunni esterni potessero avvicinarsi alla vita religiosa....forse. La mancanza di chiarezza nella gestione di questi due percorsi paralleli ha creato solo confusione...

Per esperienza so che il mondo dell'educazione cattolica è estremamente variegato ma il mio perere è che sia per lo più costituito da istituzioni molto serie e ben organizzate, per quanto possa essere criticabile e non condivisibile l'impostazione di questa educazione... la situazione da te descritta però e ben diversa, sembra un misto di improvvisazione, scarsa serietà e probabilmente malafede...

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Sunday, January 10th 2010, 2:25pm

Ciao Glenn, e grazie della domanda perchè può aiutarmi a chiarire aspetti pratico-amministrativi ch ein effetti possono essere molto importanti.

Nel collegio non viene svolta alcuna attività didattica, e tutti gli ospiti (compresi quelli che frequentano i vari corsi a sfondo teologico) lo fanno presso strutture esterne ed indipendenti rispetto al collegio.

Il sacerdote gerente sapeva benissimo che mio figlio avrebbe frequentato Giurisrudenza alla statale, ad esempio.
Il collegio NON ha ufficialmente alcuna funzione di tipo monastico o seminaristico, e accoglie i suoi ospiti paganti nella veste di "studentato universitario" e NON di opera monastica per la formazione religiosa.

Collegio e sacerdote non risultano legati a nessun ordine religioso in particolare.
Il sacerdote gerente ripete (ripeteva) in continuazione di essere incaricato direttamente dalla CEI con espresso riferimento alla Pastorale del Lavoro.
Era questo che giustificava ufficialmente le continue visite dei mega industriali.

Ho pagato le rette con bollettino di CCP ad una associazione che si intitolava "Amici di xxxxx (x sta per il nome di una santa).

Ho cercato anche in rete di approfondire quel che riguarda questo istituto.... ma con lo stesso nome trovo solo una Soc.Coop..... che si occupa di costruzioni EDILI e che ha sede esattamente nella cittadina in cui il sacerdote gerente vive stabilmente (poco lontana dalla città in cuii si trova il collegio).

Glenn...... se io dovessi , oggi, tirare la somma..... credimi che concluderei di aver avuto a che fare con una entità di truffatori guidata da un millantatore. E sarebbe l'unica cosa che spiegherebbe tutto o quasi.
Purtroppo NON posso concludere questo: IL VESCOVO ED ALTRI ALTI PRELATI ERANO EFFETTIVAMENTE DI CASA, LI' DENTRO. Mio figlio li ha personalmente VISTI più volte in soli tre-quattro mesi. E dunque: tutto depone per il caso che il sacerdote sia effettivamente un papavero della CEI e che la Chiesa sia perfettamente consapevole di tutto questo.
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Diverso

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Sunday, January 10th 2010, 2:47pm

Hahah, bella storia :D
Cosa vuoi che ti dica, tuo figlio e' capitato in mezzo ad un gruppo di persone bruciate nel cervello. Meglio stare distanti da quelle persone: fanatici e indottrinati sono pericolosi e preoccupanti, qualsiasi sia la loro ideologia.
Sono un troll. Tutto quello che dico è vero, ma anche falso, ma anche no, ma anche sì.

hachi_82

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Sunday, January 10th 2010, 2:51pm

Da quello che dici lea direi che la psicologia c'entri poco, ma i soldi tantissimo... :whistling:

Si tratta solo di una grandissima fregatura. Comunque può anche darsi che i vescovi che vanno a visitare il collegio non ne sappiano niente... è possibile? Tanto quelli basta che magnano :assi: , figurati se si preoccupano di fare indagini.


P.S. Aggiungo una cosa: la questione degli alloggi per gli universitari è quanto di più allettante e danaroso possa esserci per dei truffatori; non mi stupisce che accadano cose simili anche in ambienti religiosi.
Molti collegi, senza essere truffaldini, comunque mettono gli studenti nelle condizioni vivere male, o da un punto di vista psicologico o da un punto di vista igienico-sanitario (non sto scherzando), o entrambe le cose.
Poi per carità, ci sono quelli che lavorano sodo, che trattano bene i collegiali, ecc... e ne conosco. Però ecco... bisogna fare attenzione a cosa e come si sceglie, sono molto bravi a mostrarti le cose belle per attirarti e poi ti ritrovi a pensare che forse staresti meglio a vivere in tenda piuttosto che nelle loro stanze.. :alien:
...se ci credi ti basta perché
...poi la strada la trovi da te (E.B.)

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Sunday, January 10th 2010, 2:51pm

tuo figlio e' capitato in mezzo ad un gruppo di persone bruciate nel cervello


Se parli dei sei che abitualmente incontrano i draghi e li combattono con la spada infuocata delle fede.... ti abbraccio e rido con te di cuore!

E gli altri? Quelli che contano lì dentro? :?:
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Sunday, January 10th 2010, 2:56pm

Da quello che dici lea direi che la psicologia c'entri poco, ma i soldi tantissimo... :whistling:

Si tratta solo di una grandissima fregatura. Comunque può anche darsi che i vescovi che vanno a visitare il collegio non ne sappiano niente... è possibile? Tanto quelli basta che magnano :assi: , figurati se si preoccupano di fare indagini.


Hai ragione che emergono i soldi, e sono quelli che danno più all'occhio.
Ma... scherzando scherzando... a proposito di psicologia.... mio figlio è entrato cattolico (figurati la mia gioia!) ed è uscito vagamente cristiano senza impegno e devozione per nessuna chiesa.
A parte che a me personalmente hanno fatto anche un piacere (sono riusciti in tre mesi in quello che io non ho saputo far capire in 19 anni). Ma..... resta che se mio figlio fosse stato un pochino più fragile o anche semplicemente più solo (uno contro dodici)..... ma non so mica che razza di fenomeno avrebbero fatto di lui... mentre ero convinta di pagare pur di tenerlo in "buone mani" !!!!!!!! :thinking:
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Sunday, January 10th 2010, 2:57pm

...le tue precisazioni aumentano la sensazione di una truffa bella e buona... che dirti Lea, probabilmente pensi male e pensi giusto...anche la presenza degli alti prelati mette molti dubbi, ma non è detto che fossero necessariamente coinvolti e al corrente di tutto... più che una grande truffa gestita dalle alte sfere, io la vedrei come una truffa cresiuta in una delle molte zone d'ombra che esistono all'interno del "mondo clericale" che io tendo a vedere come una creatura ipertrofica e ramificata in cui ci sta un po' di tutto... questo, certo non cambia la sostanza del disorso...

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Sunday, January 10th 2010, 3:09pm

mentre ero convinta di pagare pur di tenerlo in "buone mani" !!!!!!!! :thinking:
Posso dirti la verità lea? Quando sei fuori di casa, e sei giovane, in buone mani non ci stai mai, e non ti ci devi neanche mettere.
No aspetta... non dico che non ci si debba fidare di nessuno, ma all'interno dei collegi non si riesce sempre a vivere in maniera serena, come dicevo prima. Le spalle un pochino, anche solo un pochino, bisogna guardarsele.

Le unicche cose sulle quali puoi cercare garanzie sono l'igiene, la qualità del cibo, il rispetto degli orari... cose così.
ma per il resto ci si deve adattare. E se non si può, si cambia, come avete giustamente fatto voi.
...se ci credi ti basta perché
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Sunday, January 10th 2010, 3:19pm

Quoted

mentre ero convinta di pagare pur di tenerlo in "buone mani" !!!!!!!!

Su questo non sono proprio d'accordo, scusa se tolgo attenzione al tuo tema per porti un'altra domanda e avanzare un'altra considerazione... ma perchè non hai lasciato semplicemente che tuo figlio vivesse le sue esperienze di vita condividendo un appartamento con altri studenti, come fanno tutti? Se hai fiducia in lui e lo ritieni mediamente maturo sarebbe stata la scelta più ovvia, non capisco proprio il senso di utilizzare un collegio a 19 anni.
[...]

Diverso

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Sunday, January 10th 2010, 3:52pm

tuo figlio e' capitato in mezzo ad un gruppo di persone bruciate nel cervello
Se parli dei sei che abitualmente incontrano i draghi e li combattono con la spada infuocata delle fede.... ti abbraccio e rido con te di cuore!

E gli altri? Quelli che contano lì dentro? :?:
Risposta elementare! Bruciati anche loro! :thumbsup:
Comunque quelli che hanno visto i draghi andando a lezione volevano dire che hanno visto una ragazza in minigonna per la strada (=drago, peccato, nemico), sono andati in ansia ossessiva e l'hanno combattuta con un bel rituale compulsivo. :D
A me non piacciono certi ambienti e certe persone, comunque penso tuo figlio sia capitato in un caso un po' estremo (spero). Ritenta, sarai piu' fortunata! E per i primi cinque che si assicureranno un posto nel collegio cattolico, in regalo una favolosa spada infuocata della fede in omaggio! Cosa aspettate, chiamate subito! :roftl:
Scusate l'idiozia, non ce la faccio proprio a trattenermi...
Sono un troll. Tutto quello che dico è vero, ma anche falso, ma anche no, ma anche sì.

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Sunday, January 10th 2010, 4:54pm

io sono stata in collegi cattolici e anche se non era proprio così, ci si avvicinava molto... quindi non mi stupisco più di tanto!

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Sunday, January 10th 2010, 5:12pm

perchè non hai lasciato semplicemente che tuo figlio vivesse le sue esperienze di vita condividendo un appartamento con altri studenti, come fanno tutti? Se hai fiducia in lui e lo ritieni mediamente maturo sarebbe stata la scelta più ovvia, non capisco proprio il senso di utilizzare un collegio a 19 anni.


Ciao Lunax.
Mi sembrava di averlo detto : non ho scelto io questa soluzione. L'ha scelta lui per ragioni anche molto pratiche, e mentre in parallelo valutava una serie di sistemazioni in appartamento.

Le sue valutazioni sono state semplicemente queste : tra l'andare a vivere insieme a due o tre che non mi entusiasmano o che neanche conosco e dover condividire tutte le faccende casalinghe in cui non sono affatto esperto e vivere in una comunità più ampia dove trovo garantite senza problemi le cose pratiche di ogni giorno (mangiare, soprattutto).... io Mario preferisco la seconda soluzione.
Questa, poi, è stata pienamente avallata da noi genitori per la stessa serie di motivazioni. Trovavo e trovo assolutamente positivo che un ragazzo che ha appena compiuto 19 anni possa vivere fuori sede senza dover avere l'assillo di pensare a far la spesa e cucinare. E poi... diciamola tutta: non credo sia migliorato qualcosa... e già ai miei tempi di universitaria.... per ritriovarti a fare una vita da balordo oppure da sofferente per le balordaggini altrui....bastava prendere appartamento con un paio di persone sbagliate! O no? Per cui: se si può evitarlo, si evita!
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