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Wednesday, July 3rd 2019, 9:04am

Psichiatra si dice stanco di causare la sindrome metabolica ai suoi pazienti

Su questo link di psychiatryonline, rivista online di psichiatria che vi consiglio di leggere molto bella. Uno psichiatra si dice stanco di causare la sindrome metabolica ai suoi pazienti, che prevede un aumento di almeno 30/50 kg di peso, con conseguenti problemi endocrini e cardiovascolari. Per a detta sua non potergli lasciare la libertà di essere matti e pensare in maniera delirante, li costringe a possibile rischio cardiovascolare. Queste sono problematiche che avvengono per la somministrazione cronica di farmaci antipsicotici atipici, che se somministrati in cronico soprattutto tramite iniezione long acting a rilascio prolungato possono portare anche ad una riduzione dell'aspettativa di vita di circa 15/20 anni rispetto alla popolazione comune secondo alcuni studi.

Voi cosa pensante di una riflessione simile da parte di un professionista, che in linea teorica non dovrebbe avere alcun dubbio sulla somministrazione di questi farmaci?

Ho postato questo link già in un posto dove molte persone sono costrette ad assumere questo tipo di farmaci, e ho avuto un determinato tipo di risposte perlopiù positive. Siccome qui ben poche persone assumono questo tipo di farmaci, avrò letto si e no un due o tre persone nel corso degli anni, e se li assumono non in modalità da causare questo tipo di problemi.

Vi lascio qui il link, naturalmente la maggioranza dei suoi colleghi contrasta la sua visione:

http://www.psychiatryonline.it/node/4320
No one knows a prescription drug’s side effects like the person taking it.

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2

Wednesday, July 3rd 2019, 9:58am

Voi cosa pensante di una riflessione simile da parte di un professionista, che in linea teorica non dovrebbe avere alcun dubbio sulla somministrazione di questi farmaci?


parlando in generale, oltre il caso concreto di questo tipo di terapia farmacologica, la medicina conosce questo problema da sempre ed i medici raramente non si pongono dubbi.
quasi tutti i farmaci hanno effetti collaterali, taluni talmente gravi che bisogna valutare l'opportunità caso per caso.
namasté

3

Wednesday, July 3rd 2019, 10:08am

Non vorrei far passare un genere di messaggio che non intendevo dare. Considero gli antipsicotici farmaci molto importanti, infatti è scientificamente provato che sono in grado di bloccare la fase acuta di un delirio, o una psicosi. La somministrazione cronica, espone a rischi per la salute, a parte la schizofrenia, generalmente una psicosi non è quasi mai un episodio cronico. Quando sono stati commercializzati negli anni 50 venivano definiti tranquillanti maggiori, proprio perchè bloccavano un episodio di delirio e forse considerando il rapporto rischi/benfici a volte quello sarebbe l'utilizzo più giusto.
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Crobatus

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4

Wednesday, July 3rd 2019, 7:19pm

Per a detta sua non potergli lasciare la libertà di essere matti e pensare in maniera delirante, li costringe a possibile rischio cardiovascolare


però a non darglieli rischia chi gli sta attorno?
tanti anni fa vidi una amica della mia famiglia dopo pochi mesi di antidepressivi era diventata una botte, faccia enorme.
forse bisogna distinguere tra malattia mentale grave, dove c'è perdita del contatto con la realtà, con "semplici" depressioni che per quanto gravi non sono paragonabili a deliri, allucinazioni, e simili.

5

Sunday, July 7th 2019, 9:58am

Quoted

però a non darglieli rischia chi gli sta attorno?


Dipende dalla diagnosi ormai gli antipsicotici atipici, vengono prescritti anche per trattare l'ansia se resistente agli ansiolitici e agli SSRI, o per l'insonnia in dosi ridotte. Secondo uno psichiatra e farmacologo inglese il Dr David Healy, oggi anche una persona che soffre di una banale ansia può ricevere una diagnosi di schizofrenia se non produttiva secondo gli schemi classici imposti dalla società.
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arianna73

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6

Sunday, July 7th 2019, 1:01pm

Per a detta sua non potergli lasciare la libertà di essere matti e pensare in maniera delirante, li costringe a possibile rischio cardiovascolare


però a non darglieli rischia chi gli sta attorno?
tanti anni fa vidi una amica della mia famiglia dopo pochi mesi di antidepressivi era diventata una botte, faccia enorme.
forse bisogna distinguere tra malattia mentale grave, dove c'è perdita del contatto con la realtà, con "semplici" depressioni che per quanto gravi non sono paragonabili a deliri, allucinazioni, e simili.


Senza "forse", il problema è proprio questo. E il punto - inquietante - è quello centrato da Adam nel suo ultimo messaggio. Anche il dsm "bibbia" protocollare della psichiatria sta incoraggiando l'equazione "triste-depresso-malato" con conseguenti cure farmacologiche.
Ma molti medici stessi fanno sentire la loro voce e fanno presente che il vissuto umano, le solitudini , la carenza relazionale sociale sono situazioni di sofferenza, non malattie, che andrebbero curate con il loro opposto e non con farmaci che non essendo la risposta giusta possono fare più scappare le cose di mano che aiutare il paziente.

A parziale discolpa degli psichiatri e dei dilemmi di prescrizione che credo tutti quelli seri (come in ogni attività umana, ci sono anche quelli che fanno disonore alla professione) si pongono, c'è la complessità della malattia in sé.
Difficilissima, spesso, da giudicare e valutare per gli addetti ai lavori , ancora di più per chi dalla malattia o malessere perde in parte o in tutto la capacità di discernere, ancora più misterioso il mondo della sofferenza psichica e spesso rimosso per paura dalle persone vicine a chi soffre.
Tanti casi di danni all'incolumità , suicidio, omicidio, vengono fuori anche da depressioni apparentemente minori, senza quei sintomi eclatanti e gravi di cui parli tu. C'è anche, se ne comincia a parlare a livello divulgativo , la "smiling depression".
Di fronte a rischi subdoli come questi ci vuole una dimensione d'ascolto, ricerca e preparazione enorme.
Magari la valutazione professionale data alla tua amica è stata fatta in scienza e coscienza per evitare rischi di suicidio ravvisati dal curante, non posso saperlo, ma è veramente una materia di difficoltà immane. Difficilissimo trovare certezze.

fran235

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Sunday, July 7th 2019, 1:30pm

Io la butto li...da ignorante. A parte i casi gravi di psicosi, ci sono oggi tantissime persone con problemi psicologici semplicemente perché sentono di fare una vita di m....lo psichiatra non gli può trovare un lavoro decente, buone amicizie, un partner....però può prescrivere farmaci.
Allontana da me questo calice.....

arianna73

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8

Sunday, July 7th 2019, 2:27pm

Io la butto li...da ignorante. A parte i casi gravi di psicosi, ci sono oggi tantissime persone con problemi psicologici semplicemente perché sentono di fare una vita di m....lo psichiatra non gli può trovare un lavoro decente, buone amicizie, un partner....però può prescrivere farmaci.


Non c'è nulla di ignorante :) Nel papiro di prima ho riportato proprio la voce di tutti quei medici che dicono la stessa cosa: è provato che la nostra società è fatta apposta per tirare fuori dagli individui il malessere psicologico che in altre condizioni sociali / umane non ci sarebbe, o rimarrebbe latente e non "scoppierebbe" mai - o sarebbe molto meno grave... o affrontato/sublimato diversamente. Patch Adams pare non l'abbia mandata a dire "Il vero nome della depressione è solitudine, e non servono i farmaci: è solo una scorciatoia con la quale ci si sbriga, per chi cura e per chi non ha a cuore chi soffre: ma chi soffre non guarisce coi farmaci"
Detto questo la prescrizione dei farmaci resta una stampella della quale non fare a meno in tanti casi difficili da valutare dall'esterno- considerato che la società e la vita non si cambiano facilmente secondo necessità. Anzi. E che non essendo il dolore giudicabile a volte tamponarlo coi farmaci è l'unica per preservare l'incolumità o "contenere il danno" , che è quello che resta quando guarire completamente non è possibile.

Quello che preoccupa nel ricorso al farmaco è che però questo si tende a ometterlo e si crea un'ideologia del farmaco. Con la conseguenza che però a furia di fare così si rischia di creare più danno invece di contenerlo.

fran235

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Sunday, July 7th 2019, 5:30pm

Quello che preoccupa nel ricorso al farmaco è che però questo si tende a ometterlo e si crea un'ideologia del farmaco. Con la conseguenza che però a furia di fare così si rischia di creare più danno invece di contenerlo.


Chi ha un po' letto la mia storia sa della mia agghiacciante esperienza coi farmaci. Ciononostante non amo le ideologie in questo campo. Mi piacerebbe però che il farmaco fossa veramente l'ultima spiaggia
Purtroppo però anche qui ci sono ricchi e poveri.
Il ricco può tentare molte strade prima di essere portato al farmaco
Il povero spesso viene indirizzato al CIM dove, non sempre, ma spesso la terapia immediata é.....una pillola e passa la paura. Tutto questo in molti casi senza informare dei possibili rischi.
Allontana da me questo calice.....

arianna73

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Sunday, July 7th 2019, 5:58pm

Sì Fran, in occasione del topic sempre di Adam "Uno psicofarmaco è per sempre" ho avuto modo di recuperarla oltre la sintesi che tu stesso ne hai fatto molto gentilmente in risposta alla mia domanda :(
Sono d'accordo con tutto quello che scrivi. Purtroppo vivo sulla mia pelle anche il dislivello di possibilità di cui parli di fronte a questi problemi. E' una realtà durissima, viene denunciata regolarmente ogni tot dagli operatori del settore e anche da medici e ricercatori, si parla di "accesso alle cure" che va MOLTO più ampliato. Ma se si fa qualche passo è da formica.

fran235

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Sunday, July 7th 2019, 6:20pm

Le nostre società devono prendere atto che il disagio psichico ormai è estremamente diffuso ed ha un costo sociale elevatissimo. Basti pensare a quante volte qui leggiamo di persone che non riescono a svolgere un lavoro normale. Ampliare l'accesso ai servizi sarebbe un investimento non un costo.
Allontana da me questo calice.....

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